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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Esplosione a Rocca di Papa, morto anche il sindaco eroe Crestini: intossicato dal fumo per mettere in salvo i dipendenti comunali

21 Giugno 2019, 07:09am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Esplosione a Rocca di Papa: «Crolla la facciata del Comune», ferito anche il sindaco

inserito da  Michele Pappacoda È morto il sindaco di Rocca di PapaEmanuele Crestini, rimasto gravemente ferito nell'esplosione del palazzo del Comune lo scorso 10 giugno. Era ricoverato al Centro Grandi Ustioni dell'ospedale Sant'Eugenio il cui staff esprime «un sentimento di profondo cordoglio ai famigliari e a tutta la comunità di Rocca di Papa».

CORAGGIO
Il primo cittadino aveva riportato ustioni sul 35% del corpo, in particolare al volto e alle mani. Era stato l'ultimo a lasciare l'edificio dopo l'incidente, preoccupandosi prima di aver fatto evacuare dipendenti, consiglieri e cittadini. 
 

 


Nel pomeriggio il bollettino aveva lasciato poche speranze: «Le condizioni del sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini si sono aggravate a causa di una sopraggiunta crisi respiratoria e dal quadro derivante dalle infezioni delle lesioni riportate dovute alla lunga permanenza nel luogo dell'incendio. Permane la prognosi riservata», era scritto nella nota dell'Asl Roma 2 sul sindaco.
 



Domenica scorsa era morto Vincenzo Eleuteri, 68 anni, delegato del sindaco del comune di Rocca di Papa. Come per il sindaco, anche per lui la permanenza prolungata a contatto con i gas tossici del fumo e le particelle solide dell'incendio avevano determinato un grave danno alle vie respiratorie.


L'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato: «Povero sindaco Crestini, è stato eroico: ha avvisato gli altri mettendoli in salvo ma inalando tanto fumo che gli ha bruciato i polmoni».

leggo.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Reggio Emilia, con un coltello si oppongono allo sfratto: immobilizzati con lo spray urticante

21 Giugno 2019, 07:02am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per ribellarsi all’esecuzione di uno sfratto hanno impugnato un grosso coltello, puntandolo contro l’ufficiale giudiziario e contro i carabinieri tanto di indurre i militari ad utilizzare lo spray urticante in dotazione.

TRATTO DA GAZZETTA DI REGGIO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Reggio Emilia, in fiamme cinque auto parcheggiate davanti alla Mediopadana

21 Giugno 2019, 06:57am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA REGGIO EMILIA. Una ventina di chiamate da parte di viaggiatori spaventati, che segnalavano alte fiamme levarsi nel parcheggio davanti alla stazione Mediopadana. Ha suscitato tanta paura l’incendio scoppiato ieri pomeriggio nel parcheggio della stazione Alta Velocità, stracolmo di vetture e nell’orario di punta in cui rientrano i pendolari.

 

 

Per fortuna l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco di Reggio Emilia, spalleggiati dai carabinieri e dalla polizia municipale, ha contenuto le dimensioni dell’incendio, scongiurando danni di livello superiore. Il bilancio è comunque importante: cinque in totale le auto coinvolte. Una utilitaria distrutta (quella dalla quale ha avuto origine il rogo, equipaggiata con il gpl), un’altra auto posteggiata di fronte che ha riportati danni importanti e infine altre tre vetture a fianco danneggiate in modo lieve.

 


L’allarme è scattato alle 17.15, quando il centralino del 115 è stato preso d’assalto da diversi cittadini allarmati, che hanno visto alte fiamme levarsi da una porzione del parcheggio e hanno sentito un forte rumore (lo scattare di un airbag, si è scoperto in seguito).

Il punto coinvolto dall’allerta è stata l’area del parcheggio cui si accede dal secondo ingresso per chi arriva alla stazione di Calatrava, piuttosto vicino al viale dedicato alla fermata degli Italobus e degli autobus Seta. Lì, per mancanza di spazio nell’area stracolma di veicoli, sono stati costretti a posizionare i propri mezzi i vigili del fuoco, arrivati con due squadre.

Da una prima ricostruzione le fiamme hanno avuto origine da una Renault Clio di colore nero, alimentata a gpl: le fiamme si sono innescate nel vano motore e per irraggiamento si sono diffuse in primis a una Toyota posteggiata di fronte (quasi subito rimossa per lasciare libertà di movimento ai pompieri) e ad altre tre situate lungo la fila, divisa da un cordolo di cemento: un Suv Peogeut, una Bmw e una Fiat Punto.

Una volta spente le fiamme, gli uomini di via della Canalina hanno esaminato a lungo le vetture, alla ricerca di possibili tracce di dolo. Quest’ipotesi è però stata scartata quando i carabinieri, mediante il libretto di circolazione, sono riusciti a rintracciare il proprietario della Renault Clio: l’auto era stata lasciata lì da domenica scorsa. A questo punto, in assenza di indizi contrari, i vigili del fuoco hanno concluso che si è trattato di un incendio accidentale: si presuppone un corto circuito.

La polizia municipale ha provveduto a tenere lontano le persone e ad agevolare la viabilità fino alla fine dell’intervento, alle 19. Solo a quell’ora la situazione alla Mediopadana, nel via vai intenso del periodo vacanziero, è tornato nella norma.

AMBRA PRATI LA GAZZETTA DI REGGIO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Reggio Emilia: apre la portiera dell’auto, l’autobus della Seta gli trancia due dita

20 Giugno 2019, 19:03pm

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Incidente alle 12 in centro storico: un sessantenne portato in ospedale per le profonde lesioni. Un mese fa la denuncia dei sindacati: «In quel tratto manca spazio adeguato»

Risultati immagini per autobus seta

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA REGGIO EMILIA. Ha appoggiato la mano sulla portiera per aprire la sua auto parcheggiata sugli stalli blu in via Emilia Santo Stefano. Un’operazione banale che si è trasformata in un grido di dolore improvviso emesso ieri alle 12 da un sessantenne, che non ha visto l’autobus sopraggiungere e passargli accanto. Il grande mezzo ha urtato e richiuso la portiera con forza, tranciando le dita dell’uomo, finito al pronto soccorso del Santa Maria Nuova per le profonde lesioni riportate alle falangi. Una dinamica ancora tutta da accertare, ma che ha comportato il rischio delle perdita di due dita della mano a causa dello schiacciamento. L’autobus della linea 6 è entrato in città da Porta Santo Stefano ed era diretto in centro, verso piazza Gioberti. L’auto, invece, una Punto bianca parcheggiata nella parte alta della via, era ferma. Non è ancora chiaro se l’uomo ferito abbia aperto la porta prima del passaggio dell’autobus o mentre questo era già affiancato all’auto. Un rebus sul quale potranno fare chiarezza probabilmente le telecamere montate sull’autobus stesso, che riprendono però solo quanto avviene davanti al mezzo per il trasporto passeggeri. Fatto sta che la porta è stata urtata, come visibile poi a occhio nudo, riportando danni sul profilo interno, accanto alla maniglia. Il conducente dell’autobus si è fermato ed è partita la chiamata al 118, che ha inviato sul posto l’ambulanza. I rilievi sono stati effettuati dalla polizia municipale. Visto il numero di incidenti avvenuti, appena un mese fa il sindacato Orsa degli autisti di Seta aveva inviato un’interpellanza a Comune e Agenzia per la mobilità, lamentando proprio la mancanza degli spazi adeguati in quel tratto per rispettare il codice della strada. Enrico Lorenzo Tidona LA GAZZETTA DI REGGIO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Potenza, le trovano nello stomaco un pezzo di tubo risalente a 20 anni fa

19 Giugno 2019, 18:02pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Il tubo largo circa due centimetri e mezzo e lungo circa sei centimetri apparteneva alla PEG posizionata in un intervento chirurgico a cui la paziente era stata sottoposta circa vent’anni fa.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un caso di presunta mala-sanità più unico che raro all'ospedale San Carlo di Potenza, in Basilicata, dove una donna di 62 anni è stata ricoverata con un pezzo di pelle distaccato intorno all'ombelico. La gastroscopia eseguita tempestivamente ha rivelato la presenza di un tubo largo circa due centimetri e mezzo e lungo circa sei centimetri, appartenente alla PEG posizionata in un intervento chirurgico a cui la paziente era stata sottoposta circa vent'anni fa. I tentativi di rimozione si sono rivelati inutili: la manovra, infatti, non è praticabile perché dopo il precedente ricovero la paziente aveva avuto una tracheostomia con restringimento della parte alta della faringe. I medici dell’Aor hanno quindi dovuto cercare un’altra strada. La donna è stata condotta in sala operatoria dove è stata assistita da due anestesisti, senza essere intubata. Angelo Sigillito, direttore della Struttura complessa interaziendale di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, ha eseguito una nuova gastroscopia che ha confermato la presenza del corpo estraneo e l’impossibilità di estrarlo dalla bocca. “Vista la complessità del caso, si è deciso di effettuare una doppia procedura endoscopico-chirurgia”, ha spiegato l’Azienda ospedaliera. “Con grande difficoltà” Sigillito è riuscito a individuare nello stomaco il punto di passaggio della vecchia procedura e dall’interno ha fatto passare un catetere da estrazione verso l’esterno, con il quale è riuscito ad afferrare il corpo estraneo. Il chirurgo Giuseppe Tramutola nel frattempo ha effettuato un'incisione cutanea di solo 1,5 centimetri, grazie alla quale sotto visione endoscopica è riuscito ad estrarre il tubo. Dall’interno, Sigillito con 6 clips metalliche ha chiuso la ferita, mentre il chirurgo Tramutola ha suturato la cute con due punti. La paziente dopo 48 ore si è alimentata senza alcune complicanze legate alla procedura. di Davide Falcioni www.fanpage.it/

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA A Firenze i funerali del maestro Franco Zeffirelli

18 Giugno 2019, 08:54am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE

Funerale Zeffirelli funerali Firenze | Firenze | Camera ardente | Lutto 

Franco Zeffirelli funerali Firenze – Franco Zeffirelli è morto sabato 15 giugno 2019 all’età di 96 anni. Martedì 18 giugno alle ore 11 si celebra il funerale nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Le esequie saranno presiedute dall’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori.

> Chi era Franco Zeffirelli: la biografia

 
Il maestro Franco Zeffirelli
Funerale Zeffirelli funerali Firenze | Il mondo della cultura

Il feretro del regista, sceneggiatore, e scenografo di fama internazionale è arrivato il 17 giugno a Palazzo Vecchio a Firenze, dove è stata allestita la camera ardente.

Accolto dal lungo applauso di una folla di qualche centinaio di persone, che si è radunata sull’arengario, in piazza Signoria. Oltre 7mila le persone che hanno portato i loro omaggi al maestro nella camera ardente.

Tantissimi i personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politca e dello sport che non hanno voluto mancare per l’ultimo saluto, erano presenti per la camera ardente: l’attore inglese Leonard Whiting, le gemelle Alice ed Ellen Kessler, Ermanno Daelli e Toni Scervino della maison Ermanno Scervino, il braccio destro di Commisso, Joe Barone, e Giancarlo Antognoni, il presidente della LegaPro di calcio Francesco Ghirelli, Vittorio Sgarbi, l’ex presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti, il presidente del consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, il cantante fiorentino 91enne Narciso Parigi, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, mentre il presidente della Repubblica Mattarella era andato a rendere omaggio già domenica nella Capitale, il soprintendente del Maggio Musicale, Cristiano Chiarot.

Funerale Zeffirelli funerali Firenze | Lutto cittadino

Nel giorno delle esequie, come annunciato anche dal sindaco Dario Nardella, a Firenze sarà proclamato lutto cittadino. I funerali nella cattedrale di Santa Maria del Fiore sono un’eccezione per le personalità laiche: l’ultima volta è stato per le esequie del poeta Mario Luzi, il 2 marzo 2005; in precedenza, il 7 novembre 1977, il rito funebre in Duomo era stato officiato per Giorgio La Pira, il ‘sindaco santo’ di Firenze.

 

Il maestro Zeffirelli riposerà nella cappella di famiglia del cimitero fiorentino delle Porte Sante, a San Miniato al Monte.

> Tutti i capolavori di Franco Zeffirelli, il regista scomparso a 96 anni

> Quando Zeffirelli era senatore di Forza Italia: “Berlusconi non è secondo a nessuno”

Di 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Lodi si finge bambina su Whatsapp per adescare e abusare di tre ragazzine: arrestato

17 Giugno 2019, 18:33pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Lodi si finge bambina su Whatsapp per adescare e abusare di tre ragazzine: arrestato

di Michele Pappacoda Con un falso profilo, si era finto una bambina su WhatsApp per adescare tre ragazzine e abusare di loro. Dietro quel falso profilo, però, si celava un uomo di 48 anni, arrestato dopo la denuncia di una delle sue giovanissime vittime.L'uomo, residente in provincia di Lodi, è incensurato e soffre da tempo di problemi psicologici. Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe abusato per circa tre anni di tre bambine di età compresa tra gli 11 e i 13 anni, attirandole in casa e realizzando anche filmati delle violenze. La denuncia è partita dalla maestra di una delle tre ragazzine, che si era confidata con lei. Il 48enne ora si trova in carcere a Milano.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Milano «Rischio cancro e risonanza urgente? Torni a ottobre o vada in una clinica».

17 Giugno 2019, 18:19pm

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La Sanità pubblica in Italia fa proprio pena dove si è visto mai un malato oncologico deve aspettare 7 mesi per una risonanza mentre i privati la fanno anche subito ma si deve sborsare 500 euro e chi non può permettersi deve MORIRE?? E i politici che fanno solo promesse in campagna elettorale. Cittadini Meditate!!!!!
Il direttore Michele Pappacoda

«Rischio cancro e risonanza urgente? Torni a ottobre o vada in una clinica» inserito da redazione Deve fare un esame entro 10 giorni. Una risonanza magnetica. Con urgenza, perché è un paziente oncologico. Ma negli ospedali pubblici gli hanno prospettato un’attesa di cinque mesi prima di poter fare l’esame. O in alternativa andare in una clinica privata e farlo subito, pagando una parcella di 500 euro. Succede in Lombardia, dove la sanità regionale è un’eccellenza nel panorama italiano. Succede nel capoluogo, MilanoLui si chiama Claudio. Ha 59 anni, sposato, padre di tre figli. Un uomo benestante, distinto e di cultura, musicista e docente di musica. Preferisce mantenere l’anonimato, perché quello che racconta non lo fa per sé, ma per scoperchiare un caso. E racconta la sua storia a Leggo.

Nonostante abbia in mano, da lunedì scorso, la ricetta del medico di base per una “prestazione da erogarsi in tempi brevi, non oltre i 10 giorni” (contraddistinta dalla lettera B) non è riuscito a prenotare in nessun ospedale della città entro il termine. Il primo appuntamento con il sistema sanitario lombardo glielo hanno dato per ottobre. Così si è rivolto, privatamente, alla clinica Columbus, dove si recherà mercoledì. Costo? Più di 500 euro. Claudio ha scoperto di essere malato di tumore maligno al rene 12 anni fa. Da allora, dopo l’operazione e i trattamenti, è periodicamente sotto controllo per scongiurare ricadute. «La settimana scorsa – spiega – dall’annuale accertamento emergono dei problemini alla prostata e l’urologo della San Giuseppe dispone una risonanza per escludere il peggio, poi, prescritta dal medico di famiglia». Da allora, l’odissea. Oltre alla preoccupazione per il referto, Claudio deve subire una lista di attesa troppo lunga. Soprattutto per lui. Perché anche se il brutto male è stato superato, deve stare attento ad ogni campanello d’allarme. Da un lato l’ansia per un possibile ritorno della malattia; dall’altro, la ricerca spasmodica di un centro che effettui l’esame.

«Telefono al Cup (il centro unico prenotazioni, ndr) - prosegue - e un operatore sentenzia che l’unico posto dove loro potevano indirizzarmi era il Policlinico ma che ci dovevo pensare io a contattarli. E così ho fatto. E l’ho fatto anche per le altre strutture. Fra lunedì e martedì ho contattato nove ospedali, dal Padiglione Sacco del Policlinico, al Niguarda, ma la risposta è stata unanime: zero posti. Dicono che devono soddisfare prima le richieste dei pazienti interni». Si slitta a ottobre. Per un esame che dovrebbe essere fatto entro 10 giorni, a Milano, un malato oncologico aspetta fino a 150 giorni. «I miei controlli sono a scopo preventivo, salvavita – aggiunge Claudio - non posso attendere. E se fosse il peggio…». È sconcertato: «Io ho la fortuna di poter spendere 500 euro, ma per chi non può rivolgersi al privato è un dramma. Verifico di persona che la sanità in Lombardia sta peggiorando con pesanti problemi per i tempi di attesa, a volte inaccettabili».

Claudio non nasconde, pur mantenendo contegno e gentilezza, la rabbia: «Il sistema sanitario nazionale pone delle direttive, inserendo dei parametri per le attese, e la Regione li deve rispettare. Tutti devono avere la possibilità di curarsi. Lo capisce soprattutto chi ha affrontato un calvario come il mio. Ed io sono tra i fortunati»

di Simona Romanò  Leggo

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, donna investita da un autobus: è stata ricoverata in codice rosso

17 Giugno 2019, 18:13pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, donna investita da un autobus: è stata ricoverata in codice rosso

DI MICHELE PAPPACODA Una donna è stata investita da un autobus di linea a Roma. È accaduto poco prima delle 9 in via Barletta, all'altezza di Viale Giulio Cesare, nel quartiere Prati a Roma. Sul posto la polizia locale per i rilievi. A quanto riferito, la donna è stata trasportata all'ospedale Santo Spirito in codice rosso. Da chiarire la dinamica dell'investimento. Dalle prime informazioni, sembra sia stata investita da un bus della linea 490

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Vallo della Lucania, picchia la moglie e cerca di lanciare la figlia dal balcone Bimba di 4 mesi salvata dai Carabinieri

17 Giugno 2019, 17:59pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VALLO DELLA LUCANIA - Picchia compagna e poi tenta lanciare figlia di 4 mesi dal balcone. Maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Sono queste le accuse mosse nei confronti di un 35enne del Sudan, richiedente asilo politico, arrestato dai carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania. L'uomo ha aggredito la sua compagna provocandole ferite guaribili in 30 giorni e in un secondo momento ha tentato di lanciare la figlia, di soli 4 mesi, dal terzo piano della sua abitazione. L'intervento dei carabinieri, con l'aiuto dei vigili del fuoco, ha evitato il peggio. I militari sono riusciti a entrare in casa e bloccare l'uomo arrestandolo in flagranza di reato. LA CITTA

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