Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non capita spesso di vedere cosìtanta NEVE sulle Alpiin questo periodo diNovembre. Nelle ultime 48/72 ore infatti, si sono verificateabbondantissime nevicatesu gran parte dell'Arco alpinoanche fino a quotepiuttosto basseper la stagione. Insomma, è proprio il caso dire che abbiamo in corso un vero e proprioBOOM di NEVE in montagna.
Ma se da un lato questi elevati accumuli nevosi possono far felici gli amanti degli sport invernali, dall'altro ecco che nascono subitoalcuni problemi. Primo fra tutti è il tanto temutopericolo VALANGHEdovuto soprattutto al continuosali e e scendi delle temperaturesoggette spesso alrinforzo dei venti miti da Sciroccoche, a fasi alterne, provoca appunto improvvisi rialzi dellozero termico.
Come mostra la mappa allegata prevista per le prossime24-48 ore,il rischiofortedivalanghe(colore rosso) riguarda soprattutto l'area alpina orientalee dunque l'est dei rilievi lombardi e tutta l'area montana del Triveneto dove in questi ultimi giorni gli accumuli nevosi hanno infatti raggiunto addirittura ilmetro di altezza.
Si passa poi da un pericoloforteamarcato(arancione) per il compartocentro occidentaledove gli accumuli nevosi sono stati inferiori ma anche perché su questi settori si accusa unaminor ingerenza delloSciroccocontemperaturepiù freddee lineari.
La situazione futura tuttavia sarà rivolta ancora ad unulteriore ed attento monitoraggioin quanto le condizioni atmosferiche pare siano destinate a rimanereall'insegna del tempo spesso perturbatocon nuove e possibiliimportanti nevicate.Livelli del pericolo valanghe nei prossimi giorni
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il quadro meteorologico sull'Italia continua ad essere caratterizzato da unacircolazione ciclonicache non si limita solo a provocareforte maltempo ed abbondanti precipitazionima è anche alla base di un costante rinforzo deiventi da Scirocco. La prima parte delladomenicainfatti, sarà caratterizzata ancora dalbrutto tempo ma soprattutto da unulteriore rinforzo dei venti sciroccaliche potranno toccare picchi oltre i100 km/hsu gran parte dell'area adriatica.
E' dunqueimminente una nuova fase di MAREA ECCEZIONALE su Veneziadove proseguirà l'allertaper gran parte della giornata didomenicaquando sono previstiben 160 centimetri sopra il livello medio del marespecie nelle ore centrali del giorno.
In città si registrano ancorafortissimi disagi. I musei civici saranno chiusi per tutta la giornata, la Basilica di San Marco rimarrà chiusa enon saranno celebrate le funzioni religiosepreviste per la mattinata.
Il quadro generale diallertadovrebbe tuttavia cominciare amigliorareverso la sera quando è prevista non solo un'attenuazione dei fenomenima anche un deciso indebolimento dei venti diScirocco.
Tuttavia per il futuro prossimo non arrivano notizie molto confortanti n quanto anche nei prossimi giorni l'atmosfera potrà riservarcinuovi scenari di maltempo.
Articolo del 17/11/2019 ore 9:49 diStefano RossiMeteorologo
DI MICHELE PAPPACODA E' ancora in atto laforte ondata di maltemposopraggiunta nella serata di sabato su molte zone d'Italia. La nostraMeteo CRONACA DIRETTA è in Emergenzaesta seguendo con molta apprensione infatti leforti piogge e i nubifragiin atto su alcuni tratti delNorde su alcune regioni delCentro. Sottoforti precipitazionial momento sono in particolare le regioni delNord spcie quelle orientalie l'area adriatica delCentro. Intense precipitazioni sono segnalate ancora sullaLombardia, l'Emilia Romagnae tutto ilTriveneto. Problemi ai corsi d'Acqua inEmilia Romagna, ennesimaacqua alta a Veneziaeabbondanti nevicate sulle Alpie a quote basse addirittura sull'Appennino tosco emilianodove la neve è scesa fino a500-600 metri.
Permarrà dunque elevato ilrischio di esondazioneper i corsi d'acqua nelle regioni delNordest.
Altre piogge sono segnalate sulbasso Piemonte, la Liguria, le Marche, in Umbria, Abruzzo e Lazio. Attenzione poi all'Arno, situazione critica in Toscana con il grande fiume osservato speciale anch'esso a rischio esondazioni.
Situazione decisamente più calma alSuda parte qualche rovescio inCampaniacome a Napoli e su alcuni tratti interni dellaSicilia.
Ora la forteperturbazionesi muoverà gradualmente verso levante ma la persistenza di unacircolazione ciclonica sull'Italiamanterrà comunque condizioni di forte instabilità.
Sulla base delle previsioni disponibili, ilDipartimento della Protezione Civiled’intesa con le regioni coinvolte, ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che estende quelli diffusi nei giorni precedenti. I fenomenimeteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare dellecriticità idrogeologiche e idraulicheche sono riportate, in una sintesi nazionale, nelbollettino nazionaledicriticità e di allertaconsultabile sul sito del Dipartimento.
A causa dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata didomenica 17 novembre,allerta ROSSA sul bacino dell’Alto Piave in Veneto, sul bacino del Livenza in Friuli Venezia Giulia e sulla Pianura emiliana orientale e costa Ferrarese in Emilia Romagna. Valutata inoltre allerta arancione sulle restanti zone del Friuli Venezia Giulia, sulla Provincia Autonoma di Bolzano, su alcuni settori del Veneto, su gran parte di Emilia-Romagna e Toscana, sull’Umbria e sul litorale del Lazio. Allerta giallasu gran parte del Paese.
Per mezzanotte si prevede che nel centro storico di Venezia l'acqua alta arrivi a quota 115 centimetri, dato che comporta l'allagamento di circa il 20% della città. Lo comunica il Centro maree del Comune che si allerta in attività di vigilanza tutte le volte che le previsioni di acqua alta superano i 90 centimetri. Al momento - a quanto si è appreso - non c'è nessun motivo di particolare allarme. Già venerdì mattina a Piazza San Marco c'erano 115 centimetri d'acqua ed era abbondantemente allagata: paralizzate tutte le attività, scuole chiuse e vaporetti fermi, sommerso il 70% del centro storico. E le previsioni non sono incoraggianti. La Protezione civile ha emesso un'allerta rossa sul Veneto centro-nord. Allerta gialla sul restante Veneto.
Le maree eccezionali di questi giorni a Venezia (martedì 187 cm, mercoledì 144, oggi 154 cm) hanno battuto diversi record: mai infatti, dal 1872, si erano presentati due eventi di acqua alta superiori ai 150 centimetri nello stesso anno, men che meno nella stessa settimana. Lo segnala il Centro previsioni maree del Comune. Allo stesso modo, mai dal 1872 Venezia aveva visto 3 eventi mareali superiori a 140 cm nello stesso anno, ancor di più nella stessa settimana.
E venerdì è stat chiusa Piazza San Marco, come ha spiegato il sindaco Brugnaro, nominato commissario per l'emergenza.
Il sindaco @LuigiBrugnaro è stato nominato commissario per l'emergenza e con lui ho fatto un sopralluogo a #Venezia. La situazione è complessa ma lo Stato c'è e il Governo è pronto a fare tutto ciò che è necessario per proteggere questa preziosa e fragile città
"Sono le 9.20 - dice Brugnaro in un video - e sono ora costretto a far chiudere la piazza per ogni evenienza, in maniera tale di non mettere a rischio l'incolumità delle persone". Poco prima, in un altro post Brugnaro scriveva: "Un'altra giornata di allerta per Venezia. Il vento di scirocco continua a soffiare. Vi invito a evitare gli spostamenti e a tenervi aggiornati sul livello dell'acqua con il @ICPSMVenezia".
Centinaia milioni danni, 15-20 solo vaporetti - Sarà un lavoro complesso e lunghissimo la conta dei danni causati dalla mareggiata a Venezia, alle case, ai negozi e ai suoi beni monumentali. Un calcolo che inizierà già domani con il ritorno in città del direttore della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che vedrà il sindaco Luigi Brugnaro, nominato commissario per l'emergenza. Subito dopo l'acqua alta il sindaco aveva fatto una stima di alcune centinaia di milioni di euro; cifra ipotizzata anche dal governatore Luca Zaia. Nessuno però a Ca' Farsetti, sede del Comune, si azzarda a fare cifre. Intanto sul piatto vi sono i 20 milioni di euro stanziati ieri dal Governo, con la dichiarazione dello stato di emergenza. Qualche conteggio, tuttavia, comincia ad uscire. L'Actv, l'azienda veneziana di trasporti, si è vista 'portar via' dalla mareggiata cinque vaporetti, sbattuti dal vento sulle rive o affondati. Solo per questi mezzi, e per i sei approdi semi-distrutti dalla forza dell'acqua, il direttore del gruppo Avm, Giovanni Seno, ha ipotizzato un conto di 15-20 milioni di euro. "Solo per i vaporetti, completamente da rifare - dice - siamo sui 5 mln. Rifare interamente un approdo poi, può voler dire dai 4 ai 6 mesi di lavoro". Capitolo a parte meritano le chiese di Venezia, non solo la splendida San Marco, ma anche le più piccole ma non meno preziose, come Torcello e Murano. A Venezia, spiega la soprintendente Emanuela Carpani, "ci sono almeno 60-70 chiese su un totale di 120 che sono andate sott'acqua", senza contare i danni ai musei pubblici, dalle Gallerie dell'Accademia a Ca' d'Oro, da Palazzo Ducale a Palazzo Reale o le Prigioni. Hanno sofferto in particolare Torcello e Murano, e poi pure il litorale, Chioggia e Jesolo. "Per la Basilica di Torcello e per la Chiesa di San Donato a Murano è stato necessario l'intervento della Protezione civile per la messa in sicurezza di alcune parti". Impossibile quantificare già ora i danni, spiega la soprintendente, ma alcune considerazioni iniziali indicano una necessità di 60-70 mila euro per ogni chiesa colpita, per i primi interventi. La soprintendenza ha immaginato un preventivo di un mln di euro solo per gli edifici di sua pertinenza. E poi naturalmente c'è San Marco. Il ministro Dario Franceschini oggi ha compiuto un sopralluogo nella chiesa simbolo di Venezia. "La cripta di San Marco è stata nuovamente invasa dall'acqua: si sta facendo il censimento dei danni - ha detto -, per fortuna non sono irreparabili ma ci sono. Ci sarà bisogno di interventi strutturali per tutta la chiesa"
- VENEZIA, - Preziosissime tavole di olmo, ciliegio, tiglio, mogano, larice, strappate dalla furia dell'acqua e del vento e finite in canale, sulle fondamenta e persino sui ponti. E' quanto è accaduto la notte della 'grande acqua' del 12 novembre scorso allo Squero di San Trovaso, la storica "officina delle gondole" nel sestiere di Dorsoduro. Per cercare di recuperare almeno una parte del prezioso legname è partito un appello via social con la richiesta di segnalarne la presenza agli 'squerarioli'. E qualcuna è stata ritrovata.
Sono stati condannati dal gup di Viterbo i due ex militanti di Casapound accusati di avere violentato nell'aprile scorso una donna di 36 anni in un pub del capoluogo della Tuscia. Il giudice ha inflitto, in abbreviato, 3 anni a Francesco Chiricozzi e 2 anni e 10 mesi a Riccardo Licci.
Disposto un risarcimento in favore della vittima di 40 mila euro.
La Protezione civile ha emesso per oggi un'allerta rossa sul Veneto centro-nord e allerta arancione sulla provincia di Bolzano, su alcuni settori del Veneto, sul Friuli Venezia Giulia occidentale, sul Lazio centro-meridionale, sul versante occidentale dell'Abruzzo, su Umbria, su parte del Molise. Allerta gialla sulla Provincia di Trento, sui restante Veneto, sul Friuli orientale, su Emilia Romagna, Toscana, Marche, sul resto del Lazio, Abruzzo e Molise, su Campania nord-occidentale, sulla Calabria sud-orientale e sulla Sicilia nord-orientale.
Nuova allerta acqua alta a Venezia dove un nuovo picco di marea alle 11.20 dovrebbe toccare i 160 cm. La previsione è peggiorata di ora in ora (fino a poco fa si parlava di 150 cm e ieri sera di 145), ma ieri in ogni caso era già stato stabilito che oggi le scuole sarebbero rimaste chiuse. Nel frattempo è stato "deliberato in Cdm lo Stato di emergenza per Venezia. Stanziati 20 milioni, i primi fondi per gli interventi più urgenti, a sostegno della città e della popolazione", ha scritto in un tweet il presidente del Consiglio Giuseppe Conte subito dopo il Consiglio dei ministri. «Dopo avere constatato di persona i danni che il maltempo ha provocato a Venezia», aveva scritto in mattinata su Facebook, «ho visitato anche l'isola di Pellestrina, una delle zone più danneggiate dall'acqua alta» e il Consiglio dei ministri «servirà per adottare subito misure concrete per sostenere Venezia e i suoi abitanti.
Caso Cucchi: i due carabinieri Di Bernardo e D'Alessandro sono stati condannati a 12 anni per omicidio preterintenzionale nel processo per la morte del giovane. E' quanto stabilito dai giudici della prima Corte d'assise di Roma che oggi decideva per la sorte dei cinque carabinieri, tre dei quali imputati di omicidio preterintenzionale per la morte di Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato nell'ottobre 2009 per droga e poi morto una settimana dopo in ospedale. "Stefano è stato ucciso, questo lo sapevamo e lo ripetiamo da 10 anni. Forse ora potrà risposare in pace". Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, in aula alla lettura della sentenza. "Un po' di sollievo dopo 10 anni di dolore e di processi non veri". Così Rita Calore, madre di Stefano Cucchi dopo la sentenza di condanna dei due carabinieri abbracciando il marito. Subito dopo la sentenza visibilmente commosso un carabiniere ha fatto il baciamano alla donna. "L'ho fatto perchè finalmente dopo tutti questi anni è stata fatta giustizia", dice il militare mentre accompagna i genitori di Stefano Cucchi, anche loro commossi, fuori dall'aula di Rebibbia dove si è celebrato il processo. Cucchi, dopo sentenza un carabiniere fa baciamano alla sorella di Stefano "E' finito un incubo". Sono queste le uniche parole che Francesco Tedesco, il carabiniere assolto dall'accusa di omicidio al processo Cucchi, che con le sue dichiarazioni ha indicato le responsabilità nel pestaggio del giovane romano. A riferirlo all'ANSA è il suo difensore, Eugenio Pini. "Tedesco ha mostrato soddisfazione per l'esito di questo processo ed è andato via senza aggiungere altro", ha spiegato Pini. "Abbiamo manifestato in più occasioni il nostro dolore e la nostra vicinanza alla famiglia per la vicenda culminata con la morte di Stefano Cucchi. Un dolore che oggi è ancora più intenso dopo la sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Roma che definisce le responsabilità di alcuni carabinieri venuti meno al loro dovere, con ciò disattendendo i valori fondanti dell'Istituzione", lo dice il comandante generale dell'Arma, Giovanni Nistri, dopo la sentenza Cucchi. Intanto per quanto riguarda il processo in Corte d'Assise di Appello di Roma per cinque medici dell'ospedale Sandro Pertini coinvolti nella vicenda la sentenza ha visto una assoluzione e 4 prescrizioni. Assolta il medico Stefania Corbi
Mettono il figlio dentro una gabbia per gatti e poi lo uccidono gettandogli sopra acqua bollente. Azlin Arujunah e Ridzuan Mega Abdul Rahman, entrambi 27, sono stati condannati per aver ammazzato il loro bambino di appena 5 anni proprio nella loro abitazione vicino Singapore. I fatti risalgono a 3 anni fa, ma solo in questi giorni è arrivata la sentenza definitiva per il terribile delitto. Il bambino sarebbe stato chiuso in una gabbia per gatti, torturato dai suoi genitori, punzecchiato con le pinze e colpito con dei cucchiai, poi, hanno preso dell'acqua bollente e l'hanno rovesciata sopra. Durante il processo la mamma e il papà hanno inizialmente negato ogni accusa, poi hanno riconosciuto le violenze dicendo di averlo fatto con l'intenzione di dare una lezione al piccolo. Secondo quanto riporta il Daily Mail, quando i medici hanno analizzato il corpo del bambino, hanno trovato oltre alle ustioni, anche altri segni di violenze e percosse al cuoio capelluto, alle labbra e alle gengive, inoltre il piccolo era disidratato, aveva problemi renali e un ritardo del linguaggio. A scatenare la furia assassina nei due sarebbe stato un capriccio: il bambino, infatti, avrebbe rifiutato di farsi il bagnetto, così la donna lo ha chiuso in gabbia e costretto a lavarsi con acqua bollente. Dopo averlo ustionato e lasciato in gabbia la mamma e il papà hanno aspettato 6 ore prima di chiamare i soccorsi, ma una volta in ospedale i medici hanno allertato la polizia che ha proceduto con l'arresto della coppia.