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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA I genitori chiudono il figlio di 5 anni in una gabbia per gatti e lo uccidono con l'acqua bollente: «Non voleva fare il bagnetto»

15 Novembre 2019, 09:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA I genitori chiudono il figlio di 5 anni in una gabbia per gatti e lo uccidono con l'acqua bollente: «Non voleva fare il bagnetto»

Mettono il figlio dentro una gabbia per gatti e poi lo uccidono gettandogli sopra acqua bollente. Azlin Arujunah e Ridzuan Mega Abdul Rahman, entrambi 27, sono stati condannati per aver ammazzato il loro bambino di appena 5 anni proprio nella loro abitazione vicino Singapore. I fatti risalgono a 3 anni fa, ma solo in questi giorni è arrivata la sentenza definitiva per il terribile delitto. Il bambino sarebbe stato chiuso in una gabbia per gatti, torturato dai suoi genitori, punzecchiato con le pinze e colpito con dei cucchiai, poi, hanno preso dell'acqua bollente e l'hanno rovesciata sopra. Durante il processo la mamma e il papà hanno inizialmente negato ogni accusa, poi hanno riconosciuto le violenze dicendo di averlo fatto con l'intenzione di dare una lezione al piccolo. Secondo quanto riporta il Daily Mail, quando i medici hanno analizzato il corpo del bambino, hanno trovato oltre alle ustioni, anche altri segni di violenze e percosse al cuoio capelluto, alle labbra e alle gengive, inoltre il piccolo era disidratato, aveva problemi renali e un ritardo del linguaggio. A scatenare la furia assassina nei due sarebbe stato un capriccio: il bambino, infatti, avrebbe rifiutato di farsi il bagnetto, così la donna lo ha chiuso in gabbia e costretto a lavarsi con acqua bollente. Dopo averlo ustionato e lasciato in gabbia la mamma e il papà hanno aspettato 6 ore prima di chiamare i soccorsi, ma una volta in ospedale i medici hanno allertato la polizia che ha proceduto con l'arresto della coppia.

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ragazzo spara in un liceo in California: morti due studenti di 16 e 14 anni

15 Novembre 2019, 09:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ragazzo spara in un liceo in California: morti due studenti di 16 e 14 anni

Due studenti morti. Si continua a sparare e a morire nelle scuole americane. Il teatro dell'ennesima tragedia che ha fatto piombare nella paura studenti, insegnanti e famiglie è la Saugus High School di Santa Clarita, in California. Un ragazzo ha sparato all'interno del liceo nella contea di Los Angeles, a circa 60 chilometri dalla metropoli, uccidendo una studentessa di 16 anni e uno studente di 14 anni e ferendone altri quattro. Il killer, dopo una caccia all'uomo durata alcune ore, è stato arrestato e portato in ospedale, dove versa in gravi condizioni. L'ufficio dello sceriffo della contea ha spiegato che si tratta di uno studente di 16 anni di origini asiatiche Tutto è iniziato intorno alle 7 del mattino ora locale, le 16 in Italia, durante quello che viene chiamato 'periodo zero', ossia l'ora prima che comincino le lezioni, dedicata solitamente ad attività extra-scolastiche. Il sedicenne, con cappello e abiti neri, è entrato aprendo il fuoco non si sa ancora per quale motivo. Poi è fuggito cercando di trovare riparo nella macchia che si estende dietro la scuola. Le immagini mandate in onda sulle tv americane hanno mostrato scene tristemente note: gli studenti terrorizzati che si allontanano dal liceo in fila indiana, gli abbracci dei familiari accorsi sul luogo della sparatoria, la corsa in ospedale dei feriti. Prima di riuscire a scappare dal campus, tanti ragazzi si sono barricati nelle aule per cercare di sfuggire ai proiettili del killer. «Ho iniziato a correre - ha raccontato ai media locali Brooklyn Moreno, che frequenta il secondo anno -. Ho visto delle ragazze cadere di fronte a me e ho cercato di aiutarle, poi però ho continuato a correre perché non volevo farmi del male». «Non avrei mai pensato che questo potesse accadere nella mia scuola», ha aggiunto: «Sono ancora sotto shock, ho tremato e pianto molto». Il 17enne Hayden Trowbridge, invece, ha raccontato che quando ha sentito gli spari, insieme ai suoi compagni di classe ha spinto i banchi contro la porta dell'aula per creare una barricata. Poi ha afferrato la sua borraccia di metallo per cercare di difendersi nel caso il killer avesse fatto irruzione, mentre gli altri si sono nascosti dietro la cattedra piangendo e tenendosi per mano.

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Nola, doppio incidente in un chilometro sulla A30: un morto e un ferito

15 Novembre 2019, 09:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Nola, doppio incidente in un chilometro sulla A30: un morto e un ferito

Un morto e un ferito in due incidenti avvenuti a breve distanza l'uno dall'altro sulla A30 Caserta-Salerno. Alle 20,45 circa chiuso temporaneamente il tratto compreso tra l'allacciamento con la A1 e Nola in direzione di Salerno dove sono avvenuti i due sinistri, rispettivamente al km 10 e al km 9, nei quali sono rimaste coinvolte complessivamente 5 vetture e un mezzo pesante e a seguito dei quali una persona ha perso la vita e un'altra è rimasta ferita.Sul luogo dell'evento sono intervenuti i soccorsi sanitari e meccanici, le pattuglie della Polizia Stradale e il personale della Direzione 6° Tronco di Cassino.  Al momento si registra una coda di 2 km, riferisce Autostrade consigliando agli automobilisti che dalla A1 sono diretti verso Salerno di proseguire lungo la A1 e utilizzare la A3 Napoli-Salerno. A coloro che dalla A1 sono diretti verso la A16 si consiglia di proseguire fino all'allacciamento A1/A16 e proseguire poi lungo la A16.

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dramma sui binari della ferrovia: pensionato inciampa, ucciso dal treno

14 Novembre 2019, 09:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dramma sui binari della ferrovia: pensionato inciampa, ucciso dal treno

CAVAZZALE DI MONTICELLO CONTE OTTO - Dramma nel pomeriggio di oggi (mercoledì 13 novembre) sui binari della linea ferroviaria Vicenza-Schio. Un pensionato di 80 anni, Galdino Gaspari, residente nel capoluogo berico, è morto dopo essere stato investito da un treno in transito ai confini tra il comune di Monticello Conte Otto, in località Cavazzale, dove è è avvenuto il fatto e la stazione di Anconetta. Sul luogo della tragedia, in via Camaldonesi, gli agenti della Polfer che hanno svolto le indagini. Dai primi sopralluoghi non si tratterebbe di un suicidio ma di un tragico incidente: l'uomo, che possedeva un terreno di proprietà proprio a fianco della ferrovia, avrebbe attraversato i binari per andare a prendere degli attrezzi da lavoro, ma è caduto sui binari dopo essere inciampato, per poi essere investito da una motrice in transito, che lo stesso non avrebbe sentito arrivare. Vani tutti i tentativi del macchinista di frenare. Per consentire i soccorsi e le indagini dei poliziotti il traffico ferroviario è rimasto sospeso per quasi due ore e in questo periodo Trenitalia ha attivato un servizio sostitutivo con bus tra Cavazzale e la stazione centrale di Vicenza. Alle fine due convogli sono stati cancellati e altri sono stati parzialmente cancellati. I treni in viaggio hanno accumulato ritardi sino a 70'.

IL GAZZETTINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Coltellate mortali nel giardino dell'amica: giallo sulla morte di un 74enne

14 Novembre 2019, 09:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Coltellate mortali nel giardino dell'amica: giallo sulla morte di un 74enne

GRUARO - Un uomo di 74 anni - Felice Oliver, ex gelataio originario di Vito d'Asio (Pn)  è stato ucciso questa mattina a Gruaro nel giardino di casa di un'amica, Michelina Gobbato. Sul cadavere 3 coltellate ma sarà l'autopsia a stabilire la verità perchè gli investigatori stanno valutando sia la pista dell'omicidio che del gesto estremo. Sul posto il sopralluogo di carabinieri, medico legale e del magistrato di turno della procura di Pordenone per ricostruire l'accaduto. 

IL GAZZETTINO 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimbo di 19 mesi muore soffocato mentre mangia un panino all'asilo

14 Novembre 2019, 08:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Bimbo di 19 mesi muore soffocato mentre mangia un panino all'asilo

Muore mangiando un panino a soli 19 mesi. Symhir Penn è rimasto soffocato mentre mangiava un sandwich di tacchino durante il pranzo in un asilo privato a Mesa, in Arizona negli Stati Uniti. La mamma, Star Jones, lo aveva lasciato alle maestre, ma poche ore dopo è stata chimata dalla scuola che le ha detto che suo figlio non stava bene. Inizialmente la donna ha raccontato di essere stata rassicurata dalla maestra, le era stato detto che il bimbo stava bene e che erano arrivati i paramedici che si stavano prendendo cura di lui. Quando però la mamma ha raggiunto suo figlio per il piccolo non c'era più nulla da fare. Symihir era rimasto troppo tempo senza respirare, l'assenza di ossigeno al cervello aveva compromesso per sempre le sue funzioni vitali Ora sono in corso le indagini per capire se la tragedia era avitabile. Il fornitore di assistenza per l'infanzia era stato certificato per le manovre di rianimazione (CPR), ma pare che l'attestato fosse scaduto da anni, quindi non c'era nessuno in grado di poter salvare i bambini dal soffocamento. Purtroppo per Symhir non c'è più nulla da fare, ma la mamma ha voluto condividere la tragica storia per esortare tutti i genitori ad accertarsi sempre delle certificazioni del personale scolastico, quando iscrivono i figli nei vari istituti. 

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Venezia in ginocchio. Conte, situazione drammatica, Mose in dirittura arrivo Oggi a Palazzo Chigi il Cdm straordinario

14 Novembre 2019, 08:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Venezia in ginocchio. Conte, situazione drammatica, Mose in dirittura arrivo Oggi a Palazzo Chigi il Cdm straordinario

Oggi a Palazzo Chigi il Cdm straordinario su Venezia. Un vertice "tecnico e molto limitato che prenderà in carico la richiesta di stato d'emergenza", afferma Conte. E sul Mose prevede: sarà verosimilmente completato nella primavera del 2021. Zaia e il sindaco Brugnaro parlano di "danni inimmaginabili": inondata la Basilica di San Marco; devastati molti hotel; affondati traghetti e motoscafi; chiusi scuole, teatri, conservatori e locali. "Per Venezia c'è un impegno a 360 gradi, c'è una situazione drammatica in una città unica, ci dobbiamo essere". Lo ha detto all'ANSA il premier Giuseppe Conte uscendo dall'hotel nel quale ha dormito stanotte. Alla domanda se l'impegno per finire il Mose basterà, "Speriamo, confidiamo di sì, è un'opera su cui ormai sono stati spesi tantissimi soldi ed è in dirittura finale, ora va completata e poi manutenuta". E ai veneziani: "Siamo vicini a voi e speriamo di prevenire queste situazioni drammatiche, perchè non si ripetano più". Il sindaco di Venezia Brugnaro ai microfoni di Tagadà (VIDEO): "Chiesto lo stato di crisi. Servono risorse importanti. Necessario finire il Mose, l'acqua non si ferma con le mani o con i discorsi". Venezia l'ha scampata per un soffio. Ma l'acqua alta peggiore degli ultimi 50 anni ha spinto la città sull'orlo del baratro. La Serenissima, risvegliatasi dopo la notte del metro e 87 di marea, è apparsa una città allo stremo, ferita. Ma non morta. Gondole e barche scaraventate sulle rive, giganteschi vaporetti accartocciati sui masegni agli Schiavoni come giocattoli (sono cinque i mezzi pubblici affondati o danneggiati). Per verificare con i propri occhi cosa è accaduto è giunto stasera il laguna il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Non siamo in grado di quantificare i danni - spiega il premier al termine della riunione -. Oggi c'è un Consiglio dei ministri tecnico, molto limitato, che sicuramente prenderà in carico la richiesta di stato di emergenza del presidente Zaia. Allo stato non ci sono ragioni per negarlo e stanziare i primi fondi". Per il Mose, il sistema di paratie che dovrebbe salvare la città dalle maree eccezionali - assicura - siamo alle battute finali. "Siamo al 92-93% dell'opera - dice - e guardando all'interesse pubblico non c'è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso". Per il commissario del Mose "c'è una procedura in corso", ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli: "quando avremo tutte le firme lo comunicheremo". Il Day after di Venezia è iniziato sotto un cielo grigio e carico di pioggia, con l'allarme per un altro assalto della marea. Che per fortuna non ha infierito. Un metro e 44 centimetri sul medio mare a metà mattina. Una misura eccezionale, che è apparsa tuttavia quasi normale dopo la catastrofe di 12 ore prima. I danni, da stimare con certezza, sono nell'ordine delle centinaia di milioni di euro, ha anticipato il sindaco Luigi Brugnaro, che ha passato la notte a far sopralluoghi in ogni dove, ed ha chiesto la dichiarazione di stato di emergenza. In città, nel pomeriggio, è arrivato anche il premier Giuseppe Conte - "è una situazione drammatica, c'è una comunità che soffre", ha detto - che si fermerà a Venezia anche oggi. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha telefonato al sindaco Brugnaro per informarsi delle condizioni della città. Colpiti dalla mareggiata alcuni dei simboli di Venezia nel mondo: la Basilica di San Marco, dove la marea è entrata come un fiume nella cripta, il teatro La Fenice, che ha dovuto annullare i concerti previsti per ieri sera e oggi, il municipio di Ca' Farsetti, sul Canal Grande, rimasto isolato. L'acqua alta record a Venezia, livello piu' alto dall'alluvione del 1966 Il Mose a che punto è? Grande amarezza nella reazione del procuratore di San Marco, Pierpaolo Campostrini, che un'altra volta ha dovuto assistere impotente alla violenza dell'acqua sui marmi e i mosaici policromi della Basilica. "Siamo stati a un soffio dall'Apocalisse, a un pelo dal disastro. Superato il metro e 65 cm l'acqua è entrata, ha allagato il pavimento e rompendo le finestre è finita nella cripta, allagandola" ha raccontato. Un pericolo, perché potevano crearsi problemi statici alle colonne che reggono la chiesa. Il bilancio delle vittime resta fermo a due. Solo una di queste, però, un anziano di 78 anni rimasto fulminato mentre cercava di far ripartire le elettropompe nella casa sommersa, a Pellestrina, è collegabile direttamente alla catastrofe. L'altro, sempre a Pellestrina, è un uomo vittima probabilmente di un malore. Sgomento anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, che ha parlato di "una devastazione apocalittica e totale. Non esagero con le parole, l'80% delle città è sott'acqua, danni inimmaginabili, paurosi". Il ministro degli esteri e leader M5S, Luigi Di Maio, ha annunciato una moratoria per famiglie e imprese. "Venezia è sommersa come mai prima d'ora - ha detto - Qui è a rischio la vita delle persone, i beni culturali dal valore inestimabile. Gli imprenditori e le associazioni che fanno grande questa regione ci chiedono che si blocchino mutui e contributi. A questa richiesta dobbiamo rispondere subito". "Le stime dei danni sono molto ingenti. Parliamo di centinaia di milioni di euro. Non si tratta di quantificare i danni soltanto, ma del futuro stesso della città" ha osservato Brugnaro durante la conferenza stampa che ha fatto il punto della situazione, presenti il governatore Zaia, il capo dei vigili del fuoco, Fabio Dattilo, il responsabile della Protezione Civile, Angelo Borrelli, il patriarca Francesco Moraglia. Il ministro della cultura Dario Franceschini "ha attivato sin dalle prime ore di allerta a Venezia l'unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale". Su tutto resta il rammarico per un progetto faraonico pensato per proteggere Venezia dal mare che ancora non è partito: il Mose. Il ministro Federico D'Incà, sentita la collega con delega alle infrastrutture Paola De Micheli, ha annunciato che "a giorni arriverà la nomina del commissario al Mose, che va finito il prima possibile".

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Non solo Balotellate, Kean ritarda e è fuori squadra Azzurro 'recidivo', Everton lo punisce. Anche Sterling un caso

13 Novembre 2019, 09:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Non solo Balotellate, Kean ritarda e è fuori squadra Azzurro 'recidivo', Everton lo punisce. Anche Sterling un caso

Moise Kean come Mario Balotelli. Non solo dal punto di vista tecnico o perché entrambi hanno Mino Raiola come procuratore, ma anche per ciò che accade fuori dal campo. Il paragone lo fanno alcuni 'media' inglesi dopo che l'ex juventino ha chiesto scusa al tecnico dell'Everton Marco Silva per essere arrivato in ritardo alla riunione tecnica (era la seconda volta): per questo Silva lo aveva mandato in tribuna contro il Southampton. Così ora ecco il paragone con Supermario, quello delle 'balotellate' e della maglietta "Why always me?" esibita in occasione di un gol segnato ai tempi del Manchester City, quando l'attuale attaccante del Brescia ne aveva combinate di tutti i colori diventando un protagonista dei tabloid. Di Kean, invece, ora il 'Liverpool Echo' ricorda che si era dimostrato ritardatario anche con l'under 21 e per questo era stato escluso (insieme a Zaniolo) dall'allora ct Di Biagio. E meno che il giornale della città dei Beatles non ricorda un altro precedente in azzurro, quando nel settembre 2017, per qualche scherzo di troppo nel ritiro dell'Under 19, Kean venne rimandato a casa, assieme a Scamacca, da quel Paolo Nicolato che adesso allena l'under 21. Ma se non fa più clamore la decisione della polizia del Canton Ticino di sospendere per tre mesi sul suo territorio la patente a Balotelli, per un'infrazione avvolta dalla riservatezza, c'è anche un altro 'ribelle', o ex perché Guardiola lo ha rimesso in riga, che a volte si comporta fuori dalle righe. E' Raheem Sterling, protagonista di un'altra storia che viene dall'Inghilterra. Domenica scorsa il minaccioso faccia a faccia ad Anfield durante Liverpool-Manchester City, poi, ieri, nel primo giorno di ritiro della nazionale inglese in vista delle ultime due partite di qualificazione a Euro 2020, gli insulti, con rissa sfiorata, nel primo giorno di ritiro dell'Inghilterra che è costata l'esclusione dalla nazionale a Sterling, protagonista di una accesa lite con il difensore del Liverpool Joe Gomez. Ed il ct della nazionale dei Tre Leoni si è visto costretto ad escludere Sterling in vista della gara di qualificazione a Euro 2020 con il Montenegro, visto che gli strascichi del big match di domenica avevano surriscaldato gli animi dei giocatori anche nel ritiro della Nazionale. Secondo i tabloid ad innescare la scintilla sarebbe stato Sterling, afferrando per il collo il difensore dei Reds, prima che i due venissero separati. Un gesto immediatamente sanzionato da Sterling con l'esclusione dalla prossima partita con il Montenegro (ma non l'allontanamento dal ritiro). Inutili le scuse di Sterling, sia con lo stesso Gomez sia con i compagni di nazionale. Scuse poi ribadite anche pubblicamente, tramite un post su Instagram: "Tutti sapete cosa significhi per me Liverpool-City (quattro anni fa Sterling è passato dal Liverpool al Manchester City ndr). Con Joe ci siamo scambiati qualche parola di troppo, ma ora è tutto passato, e guardiamo avanti. Questo sport ti spinge talvolta a cedere alle emozioni, ma sono uomo abbastanza per ammettere quando questo ti porta a dare il peggio di te. Sia io che Gomez sappiamo che sono stati 5-10 secondi di follia, e ce li siamo già lasciati alle spalle. Non rendiamo più grande la cosa e concentriamoci sulla partita di giovedì". Che sarà la millesima gara internazionale dell'Inghilterra: in caso di vittoria a Wembley la qualificazione a Euro 2020 sarà garanti

 ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Inchiesta su estremismo di destra, 12 indagati. Progettavano di far saltare una moschea Perquisizioni della polizia nel Senese

13 Novembre 2019, 09:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Inchiesta su estremismo di destra, 12 indagati. Progettavano di far saltare una moschea Perquisizioni della polizia nel Senese

Avrebbero progettato, salvo poi rinunciare, di far esplodere la moschea di Colle Val d'Elsa (Siena) ipotizzando di far saltare la condotta del gas ma avrebbero desistito temendo di esser scoperti dalla polizia. Così gli indagati dell'inchiesta sull'estremismo di destra della Dda di Firenze. "Aveva già portato le mappe, gli si voleva far saltare il coso col gas così saltava tutto", si sente dire in un'intercettazione. Poi il progetto sarebbe stato bloccato. L'operazione della polizia di Firenze e Siena, coordinata dalla Dda, riguarda 12 persone appartenenti agli ambienti dell'estremismo di destra indagati per detenzione abusiva di armi correlata alla costituzione di un'associazione con finalità eversiva. Due indagati dell'inchiesta sono stati arrestati in flagranza per detenzione illecita di esplosivo e di parte di ordigni bellici. Sono due delle persone perquisite oggi nel Senese dalla Digos. Si tratta di Andrea Chesi, 60 anni, bancario, e del figlio Yuri, 22 anni. Gli uomini delle Digos, coordinati dalla Polizia di prevenzione, stanno eseguendo numerose perquisizioni a abitazioni e uffici in provincia di Siena. I destinatari del decreto di perquisizione nell'inchiesta della Dda di Firenze su un gruppo di estrema destra operante nel Senese sono tutti incensurati e tra loro figurano anche tre dipendenti della banca Monte dei Paschi di Siena. Inoltre, tra loro c'è anche un 60enne considerato il più attivo del gruppo. Per la Digos, i contatti tra gli indagati, accusati di detenzione abusiva di armi o esplosivi aggravata dalla finalità del terrorismo, avvenivano sia attraverso i social che personali, con incontri diretti. In una conversazione intercettata il 60enne invocava la necessità di ricostituire una 'guardia nazionale repubblicana' in grado di garantire la sicurezza "armi alla mano" per fare "giustizia sommaria" senza bisogno di chiamare le forze dell'ordine. Per risolvere le questioni politiche italiane, affermava ancora in un'altra intercettazione dello scorso ottobre, "bisogna sparare", "se c'è da andare a sparare - continuava - noi s'ha tutti l'armi e tante". Offese anche contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Cosenza, arrestate due insegnanti di scuola materna per maltrattamenti nei confronti dei bambini

13 Novembre 2019, 09:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Cosenza, arrestate due insegnanti di scuola materna per maltrattamenti nei confronti dei bambini

Due insegnanti di scuola materna di un asilo privato di Cariati, in provincia di Cosenza, sono state arrestate e poste ai domiciliari dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza supportati da militari del Nas e del Nil con l'accusa di maltrattamenti. Le indagini hanno documentato una serie di maltrattamenti di natura fisica e psicologica compiuti dalle due donne nei confronti dei bambini, tutti di età compresa tra i due e i cinque anni.

LEGGO

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