Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Non ce l'ha fatta Nicolò Di Giacomo. Il cuore del 17enne di Casale sul Sile, originario di Mestre assieme a tutta la sua famiglia, si è fermato ieri pomeriggio, 19 Novembre, in un letto dell'unità di Neurochirurgia dell'ospedale di Treviso. Troppo gravi le ferite riportate nel tragico incidente di lunedì mattina in viale Felissent a Villorba, quando in sella alla sua moto da cross stava andando a scuola all'Itis Planck, dove frequentava il quarto anno. Subito dopo lo scontro, il ragazzo era stato intubato e poi tenuto in vita attraverso le macchine della Terapia intensiva. Tutti speravano in un miracolo. Che purtroppo alla fine non c'è stato. «Non c'è più nulla da fare», aveva detto il padre, Paolo Di Giacomo, parlando con gli insegnanti del figlio nel pomeriggio di lunedì, proprio mentre era in corso il consiglio di classe della 4.C. Dopo aver tentato l'impossibile, ieri è stato staccato il respiratore e dichiarata la morte cerebrale.
Il feto di una bambina, apparentemente partorita al nono mese di gravidanza, è stato ritrovato morto stamattina in una borsa abbandonata. La scoperta è avvenuta attorno alle 11.45 in via di San Martino a Campi Bisenzio (Firenze). Sono immediatamente partite le indagini dei carabinieri coordinati dal pm Concetta Gintoli: il reato ipotizzato è quello di infanticidio. Secondo i primi accertamenti, il parto sarebbe avvenuto da poco: la neonata aveva ancora il cordone ombelicale attaccato. Il ritrovamento drammatico è stato fatto dal personale della farmacia comunale Farmapiana Spa, che si è accorto della presenza della borsa abbandonata accanto al raccoglitore dei farmaci. Un farmacista ha aperto la borsa e vi ha trovato la neonata morta. Chi ha abbandonato la neonata ritrovata morta stamani a Campi Bisenzio verosimilmente sperava che la bimba potesse sopravvivere. È quanto ipotizzano i carabinieri dal momento che la piccola aveva addosso un maglioncino, era avvolta in una coperta, la borsa da viaggio in cui è stata trovata aveva la cerniera semiaperta ed è stata lasciata vicino a un cassonetto per la raccolta dei farmaci, davanti a una farmacia. In base ai primi accertamenti la piccola sarebbe stato partorita da pochi giorni. Dagli investigatori si spiega che era di carnagione chiara, ma al momento non è ancora possibile stabilire l'etnia. I carabinieri invitano chiunque possa avere indicazioni utili a chiarire questa vicenda a rivolgersi agli inquirenti. Non presenterebbe segni evidenti di lesioni la neonata, partorita al nono mese di gravidanza secondo quanto emerso da un primo esame del medico legale, trovata morta questa mattina in una borsa di colore scuro abbandonata accanto a un raccoglitore di farmaci a Campi Bisenzio (Firenze). Per sapere se la piccola, apparentemente di carnagione chiara, sia stata partorita quando era già morta o se sia deceduta successivamente occorrerà attendere l'esito dell'autopsia, che sarà disposta nelle prossime ore. Sul posto stamani si è recata anche la pm Concetta Gintoli che coordinerà le indagini sul caso. Al vaglio dei carabinieri anche le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza della zona. IL SINDACO: "UN COLPO AL CUORE" «Son quelle cose che ti lasciano basito e incredulo e ti lasciano in bocca un sapore di ingiustizia enorme accanto a un grande dispiacere. La piccola neonata che è stata trovata senza vita stamani abbandonata fuori da una delle nostre farmacie comunali è stata un colpo al cuore di tutti, in primis delle farmaciste che l'hanno ritrovata. Le abbraccio come ringrazio gli uomini dell'Arma che sono intervenuti». Lo afferma il sindaco di Campi Bisenzio (Firenze), Emiliano Fossi, dopo il ritrovamento del corpo senza vita di una neonata abbandonato in una borsa lasciata vicino a un raccoglitore di farmaci vicino a una farmacia. IL CARDINALE: "DIFFICOLTÀ NON INTERCETTATA" «Questo gesto di disperazione lascia tutti profondamente addolorati e sconcertati. La morte di questa piccola fa ipotizzare una situazione di grave difficoltà che non si è stati capaci di intercettare». Lo afferma l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori sulla neonata trovata morta in una borsa abbandonata a Campi Bisenzio. «La nascita di una nuova vita - commenta il cardinale Betori - deve essere accolta e salvaguardata in ogni modo; la Chiesa e molte realtà cattoliche non fanno mancare la presenza e la vicinanza alle mamme in difficoltà che possono rivolgersi ai consultori familiari, ai centri di aiuto alla vita, e come ultima scelta possono lasciare in sicurezza i neonati nelle culle termiche affinché siano affidati ad una famiglia. Sono possibilità che insieme al parto in anonimato negli ospedali devono essere più valorizzate e promosse». «Rivolgiamo una preghiera - conclude - per questa creatura accolta nella luce del Signore, invochiamo pietà cristiana e misericordia per i genitori».
Una guardia giurata di 30 anni si uccisa la notte scorsa a Milano dopo aver travolto e ucciso un motociclista a Milano. E' accaduto intorno alle 4 all'incrocio tra via Emilia e viale Piceno. Secondo la ricostruzione del 118, quando la guardia si è resa conto della gravità delle condizioni dell'investito, che aveva 65 anni, si è sparata con la pistola d'ordinanza. Inutile per i due uomini la corsa in ospedale.
SPRESIANO (TREVISO) - Avrebbe dovuto essere una serata all'insegna del divertimento, dell'allegria. Un fine settimana da trasscorrere in leggerezza, tra un ballo e l'altro, in uno dei templi della movida trevigiana. Invece la serata si è trasformata nel peggiore e terribile degli incubi per una ragazza di 18 anni, residente in provincia di Venezia, che ha raccontato di aver subito uno stupro. La giovane, secondo a quanto avrebbe riferito ai carabinieri che ora indagano sull'episodio, sarebbe stata adescata da un uomo più grande di lei e che poi avrebbe abusato di lei: l'ha avvicinata, le ha offerto da bere e poi l'ha trascinata in bagno, per un rapporto sessuale completo. Minuti di terrore e di forte choc per la vittima del presunto stupro. L'episodio, destinato a creare forte e
S. GIORGIO DELLE PERTICHE (PADOVA) - La colpa è di unserpentello, che si è insinuatoall’interno della cabina elettricacon i comandi, segli impianti semaforici in pieno centro sono andati in tilt: strisciando indisturbato per più di due ore, ha causato un’alternanza casuale di rosso verde e giallo, provocando il caos nella viabilità di fronte alla pasticceria Marisa ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche, e persino un incidente.Il rettile lungo poco più di un metro, e che ha trovato riparo dentro alla struttura in metallo posizionata tra la provinciale 10 di via Roma e via Signoria, e la provinciale 46 di via Piovego, ha fatto letteralmente impazzire i 4 impianti semaforici. Nel pomeriggio di domenica, dalle 18.30 alle 20.30, i segnali luminosi nel nodo stradale hanno fatto.
La Lucertola di Ponza. Dopo due milioni di anni, è stata smascherata dal DNA. E ora spera di non aver perso la pace, visto che sta per diventare una “star” del web e dei media planetari. Curioso destino quello della lucertola delle Isole Pontine: schiere di vacanzieri l’hanno vista più o meno da vicino, forse l’hanno ammirata per i suoi colori ma anche maledetta se, per caso, se la sono trovata in casa all’imbrunire. Nessuno però aveva sospettato che fosse una specie sconosciuta. Proprio così. La lucertola di Lataste - questo il suo nome, mentre quello scientifico è Podarcis latastei - non era mai stata individuata prima che finisse sotto la lente d’ingrandimento di un gruppo di ricerca del Dipartimento di Biologia e biotecnologie dell’università La Sapienza di Roma (in collaborazione con i ricercatori del Museo “La Specola” di Firenze, del Cnr, del Museo “Alexander Koenig” di Bonn e dell’università di Potsdam. Gli scienziati hanno capito di avere tra le mani uno scoop, così hanno dato la caccia alla Lataste tra le rocce e le splemdide calette nelle isole più occidentali dell’arcipelago pontino: Ponza, Gavi, Palmarola e Zannone. La lucertola pontina presenta una notevole variabilità cromatica: come dire, è un animale camaleontico. Se ne trovano esemplari con colorazione reticolata, ma anche uniforme e con diverse tonalità di grigio, verde, bruno Non solo. La forma delle squame della testa è leggermente diversa dalla specie più diffusa in tutto il resto della Penisola (la lucertola campestre, Podarcis siculus). Ma la certezza che si tratta senza dubbio di una nuova specie è stata offerta dall’analisi del DNA (compreso quello che si trova al di fuori del nucleo) nelle centraline energetiche delle cellule e che si trasmette solo per via materna (DNA mitocondriale). I dati genetici indicano poi che si tratta di una popolazione «frutto di una colonizzazione molto antica, di almeno due milioni di anni fa - osserva il coordinatore della ricerca, Riccardo Castiglia -. Da quel momento le popolazioni di lucertole sono rimaste completamente isolate ed è stupefacente come siano sopravvissute nonostante le notevoli fluttuazioni del livello del mare, avvenute durante tutto il Pleistocene». Sebbene le lucertole delle isole Pontine siano numerose, i ricercatori ritengono che debba essere tutelata in quanto «sono più vulnerabili ai cambiamenti indotti dall’Uomo».
Immagini davvero impressionanti, definite da tantissimi utenti «il miglior spot contro il fumo di sempre». Difficile dar loro torto: i polmoni che alcuni medici hanno mostrato in un breve filmato hanno indubbiamente un fortissimo impatto. I polmoni erano stati estratti dal corpo di un uomo di 52 anni, morto dopo oltre tre decenni di dipendenza dal tabacco: invece di essere rosa, il colore dei polmoni è assolutamente identico a quello del carbone. A mostrarli i medici dell'ospedale di Jiangsu, in Cina, dove il paziente era deceduto per diverse malattie polmonari. Lo riporta il Daily Mail. Il paziente, fanno sapere i medici, aveva dato il consenso alla donazione degli organi, ma lo stato dei vari organi, non solo i polmoni, era così pessimo da rendere impossibile una ipotesi del genere. «I test iniziali sull'ossigenazione sembravano buoni, ma quando abbiamo estratto gli organi ci siamo resi conto che era impossibile» - ha spiegato il primario, il dottor Chen - «Molti cinesi sono fumatori e accettiamo anche gli organi dei fumatori, ma ovviamente ci sono degli standard molto severi in merito. E ovviamente, in questo caso non erano stati rispettati: avete ancora il coraggio di fumare?».
I familiari di Valentina Trolese, la 63enne scomparsa da un mese da Campolongo Maggiore (Venezia), hanno riconosciuto i vestiti su un cadavere, privo di documenti e in avanzato stato di decomposizione, rinvenuto ieri sulla spiaggia di Albarella (Rovigo). La donna era scomparsa dallo scorso 19 ottobre e i suoi familiari, che ne avevano denunciato la scomparsa anche a Chi l'ha visto?, hanno riconosciuto gli abiti indossati dalla 63enne. Si attende ora che la Procura di Rovigo disponga il test del dna, assolutamente necessario per il riconoscimento definitivo del cadavere. La prova del dna servirà anche per escludere il sospetto che il cadavere sia quello di Samira El Attar, 43enne di origini marocchine residente a Stanghella (Padova) e scomparsa nel nulla la mattina del 21 ottobre scorso, dopo aver accompagnato la figlia all'asilo.
Nuove accuse di pedofilia contro i preti, ma stavolta i presunti abusi riguarderebbero direttamente delle violenze commesse all'interno dello Stato Vaticano, nei confronti dei bambini seminaristi che studiavano alle scuole medie del Pio X. Si tratta dell'istituto scolastico, l'unico nelle mura vaticane, in cui vivono anche dei bambini che svolgono il pre-seminario. A scoperchiare il vaso di Pandora sono ancora una volta Le Iene che questa sera, su Italia 1, presenteranno un lungo servizio dedicato alla vicenda. A casi più recenti, già apparsi alle cronache, se ne aggiungono altri che riguarderebbero ancora il Pio X, lì dove i ragazzini dai 10 ai 13 anni studiano e cercano la propria vocazione. Un istituto dove gli abusi sarebbero avvenuti non solo fino a pochi anni fa, ma nuove denunce farebbero risalire queste pratiche indecenti a partire dagli anni 70. Pratiche ricorrenti dove molti probabilmente sapevano e altrettanti hanno finto di non vedere. Pedofilia, l'appello del Papa ai giganti del web Le vittime sono i ragazzini che hanno frequentato il Pio X, quelli che generalmente hanno il privilegio di servire da chierichetti le messe tenute dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro. Un compito, quello del chierichetto, che è toccato più volte anche a don Gabriele Martinelli. Ed è lui, don Martinelli, oggi sacerdote, ad essere accusato di violenze sessuali avvenute prima del 2012, quando l'allora seminarista oltraggiava i ragazzini più piccoli. A denunciare l'indicibile prassi è stato un ex allievo della Pio X, Kamil, che ha raccontato di quando il suo compagno di stanza, allora 13enne, veniva molestato dal giovane don Gabriele, poi ordinato sacerdote dalla curia di Como. Ed è lo stesso Marco, il ragazzino abusato, ad aver raccontato, ora che è più grande, le molestie subite. «Gabriele entrava nella mia stanza, toccava le mie parti intime, poi praticava sesso orale». Aveva 13 anni Marco e racconta di violenze subite più e più volte, un meccanismo infernale a cui non poteva rifiutarsi. Eppure per diversi anni le denunce sono servite a poco, la Chiesa ufficialmente ha sempre cercato di insabbiare le accuse al punto che poi a don Martinelli è stato anche concesso di diventare prete. Solo l'intervento di papa Francesco ha consentito di scoprire l'orrendo velo di omertà che per troppi anni ha avvolto i casi di pedofilia perpetrati dai ministri del culto. Lo scorso luglio il Santo Padre ha agito di imperio intervenendo in prima persona. «Nonostante i fatti denunciati ha spiegato il Vaticano risalgano ad anni in cui la legge all'epoca in vigore impediva il processo in assenza di querela della persona offesa da presentarsi entro un anno dai fatti contestati, il rinvio è stato possibile in virtù di un apposito provvedimento del Santo Padre del 29 luglio scorso, che ha rimosso la causa di improcedibilità». Oltre a don Martinelli è stato messo a processo anche don Enrico Radice, allora rettore del pre-seminario. Choc in Campania: parroco arrestato per abusi Ma il recente caso di don Martinelli potrebbe essere solo la punta di un iceberg che ha radici profonde. Attraverso testimonianze raccolte dalle Iene è stato individuato un altro sacerdote, insegnante alla Pio X, che tra gli anni 70 e 80 avrebbe compiuto anche lui abusi sui ragazzini. Sempre in quell'istituto a duecento metri dalla Basilica di San Pietro sarebbero state commesse altre violenze. Nel filmato in onda stasera su Italia 1, l'inviato Gaetano Pecoraro, ha trovato proprio l'insegnante accusato di cui però non viene mostrato né il volto né il nome. Eppure sono tante le testimonianze dei pre-seminaristi di quegli anni che ricordano approcci sessuali. Un altro caso, l'ennesimo, di cui potrebbe presto interessarsi papa Francesco per far luce su quanto avvenuto negli anni nelle stanze di quell'istituto. Per silenzi e omertà non c'è più tempo.
DI MCHELE PAPPACODA In Austria è scoppiato uno scandalo dopo le accuse contro il vescovo Alois Schwarz, finito al centro delle polemiche per spese folli e ingiustificate avvenute durante il suo incarico, quando era a capo della diocesi di Klagenfurt, capoluogo della Carinzia. Il caso è scoppiato poco dopo il trasferimento di Schwarz, nominato vescovo della Bassa Austria lo scorso luglio. Contro di lui ci sarebbero diverse accuse per illeciti amministrativi e irregolarità di vario genere erano state segnalate più volte alla nunziatura apostolica a Vienna ma anche a Roma. E' accusato anche di violazione della regola del celibato. Il vescovo si sarebbe invaghito di una sua collaboratrice, Andrea Erzinger, arrivando a soddisfare ogni sua richiesta, compresa quella per la nomina a direttrice del centro di formazione. La gestione "allegra" degli immobili della Chiesa carinziana (scuole, ostelli, beni forestareli) da parte del vescovo è stata soprannominata "Sistema Schwarz": tra le spese contestate anche quelle per la costruzione di una piscina con sauna annessa all'arcivescovado (al costo di oltre un milione di euro) e quelle per il mantenimento della Erzinger, ritenuta la sua amante e nominata direttrice di un centro di formazione gestito dalla diocesi (per un compenso annuo di 91mila euro). Schwarz si difende e definisce false le accuse che lo riguardano, assicurando di aver sempre cercato di gestire nel migliore dei modi i soldi dell'arcidiocesi.
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