Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE E' confermata la burrasca Natalizia! Le ultime previsioni ribadiscono infatti che a partire dalla Vigilia arriverà infatti sul nostro Paese una perturbazione di origine atlantica che provocherà un bel carico di pioggia, vento e neve proprio in concomitanza con il weekend di Natale. Tutta colpa dell'alta pressione che, proprio a cavallo delle festività natalizie pare abbia deciso di interrompere il suo soggiorno sul nostro Paese che dura da circa una settimana. Ad alzare la voce saranno dunque le correnti atlantiche, più miti, umide e cariche di tanta energia negativa pronta a provocare un contesto meteorologico dalle caratteristiche tardo autunnali. Fatta questa doverosa premessa, vediamo cosa ci aspetta sul fronte meteo per i prossimi giorni e fino a Santo Stefano. Tra lunedì 20 e mercoledì 22 le note salienti saranno principalmente due. La prima sarà costituita da masse d'aria fredda in discesa dal nord Europa che comporteranno un temporaneo raffreddamento sulle regioni del Nord e parte del Centro, tuttavia in un contesto meteo abbastanza asciutto ovunque anche se non mancheranno nubi irregolari e pure qualche nebbia sulla Valpadana. Il secondo elemento invece arriverà da ovest e per la precisione dall'Atlantico dove masse d'aria via via più miti ed umide cominceranno a raggiungere le nostre regioni più occidentali specialmente a partire da mercoledì 22. Sarà questo il preludio a un cambiamento del tempo che si avvertirà principalmente tra il giorno della Vigilia e quello di Natale quando l'avvicinamento all'Italia di un vortice ciclonico invierà una perturbazione: Già giovedì 23 il meteo comincerà a dare segnali di peggioramento con un deciso e progressivo aumento delle nubi e con le prime precipitazioni sul lato tirrenico specie in Toscana, poi in successiva estensione verso il Levante ligure. Ma il peggio è atteso proprio tra Vigilia, Natale e Santo Stefano, quando la perturbazione si incattivirà specialmente sulla Liguria e sulle regioni tirreniche, in particolare su Toscana, Lazio e Campania. Sul resto del Nord le precipitazioni si sposteranno dai settori occidentali verso quelli orientali, con la neve attesa sulle Alpi sopra i 1300/1500 metri di quota, ma localmente anche più in basso. Le cose andranno un pochino meglio solo al Sud, dove tuttavia è atteso un peggioramento nei giorni successivi. In conclusione i prossimi giorni segneranno il passaggio da una fase più rigida, seppur stabile e anticiclonica, ad una con caratteristiche più tardo autunnali, caratterizzata da miti e umide correnti atlantiche che, se da un lato provocheranno un peggioramento del tempo, dall'altro faranno risalire i termometri, soprattutto al Centro-Sud, sotto l'incalzare di forti venti da Scirocco.
DI MICHELE PAPPACODA Auguridi buon compleanno a mio cognato Antonio Molino che possa essere per te un giorno particolare e felice come meglio speriAUGURI
DI PRIMULA GALANTUCCI …. 👁️👁️👁️ • Oggi Scholz sarà a Roma. Draghi dovrà convincerlo a sostenere la riforma del patto di stabilità • Una cinquantina di dottori no vax ha fatto irruzione all’assemblea dell’Ordine dei medici insultando, spintonando e schiaffeggiando i colleghi. È intervenuta la polizia • In Italia ieri si sono registrati 97 morti di Covid. Il tasso di positività è salito al 4,3%. I ricoverati in terapia intensiva sono 966 (+13), i vaccinati 46.083.272 (il 77,77% della popolazione “TUTTA”) • Green pass ridotto a 7 o 5 mesi e tampone obbligatorio ai vaccinati per gli eventi: le ipotesi per la stretta del governo. Il test potrebbe essere imposto ai vaccinati per andare in discoteca e alle feste • Covid, news. Anestesisti: “Verso +70% ricoveri intensive in 3 settimane”. • In Campania De Luca vieta le feste al chiuso. L’Olanda è tornata in lockdown fino al 14 gennaio. Il neoministro della Salute tedesco Lauterbach ha detto che vuole imporre l’obbligo vaccinale. In Irlanda un contagio su due è riconducibile alla variante Omicron • Elezioni in Cile, la sinistra torna al potere: vince Boric il millennial • La tennista cinese Peng Shuai riappare in un video e ritratta tutto: «Mai parlato di violenza sessuale» • Nelle Filippine oltre cento persone sono morte a causa del tifone Rai [LA RAI FA DANNI ANCHE DA QUELLE PARTI] • È morto Richard Rogers, l’architetto britannico che progettò il Centro Pompidou insieme a Renzo Piano. Se ne è andato pure Henry Orenstein, l’inventore dei Transformers
INSERITO DA ANGELA CECERE L'incidente è avvenuto ieri, nella tarda mattinata, sulla pista di rientro che da Pianalunga riporta ad Alagna Un ragazzo di quindici anni è morto all'ospedale Maggiore di Novara dove era stato ricoverato per i gravi traumi subiti in una caduta sulle piste da sci di Alagna Valsesia (Vercelli). L'incidente è avvenuto ieri, nella tarda mattinata, sulla pista di rientro che da Pianalunga riporta ad Alagna. Il ragazzo era stato traportato in elisoccorso all'ospedale novarese. Nonostante i tentativi dei medici, è morto a causa dei traumi che ha riportato al capo.
INSERITO DA ANGELA CECERE Tragedia questa mattina in contrada Rambona, nel territorio del comune di Pollenza. Un uomo di 84 anni, per cause in corso di accertamento, è precipitato da una finestra al primo piano. L'uomo si era affacciato, poi è mistero autentico su cosa sia successo. E' stata trasportato in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, dove è morto dopo poche ore nonostante i disperati tentativi dei medici di salvargli la vita.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA “La Regata delle Antiche Repubbliche Marinare è la nostra Coppa del Mondo“. Così il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, per spiegare quanto la manifestazione che si svolgerà domenica prossima Genova sia importante per il paese capofila della Costiera e per l’intera Divina. Una manifestazione che ripercorre un periodo storico importante e che gli amalfitani custodiscono nel cuore anche grazie al consueto Palio che si ripeterà puntualmente anche in questa particolare edizione 2021.
“Siamo felicissimi di riprendere il percorso che siamo stati costretti ad interrompere forzatamente negli ultimi due anni. Anche in vista delle prossime due regate a giugno ad Amalfi e alla fine dell’estate a Pisa – sottolinea il sindaco Milano – C’è la solita grande attesa. Per noi è una sorta di finale di Coppa del Mondo. La viviamo con sentimenti insoliti anche in considerazione del periodo inusuale nella quale si tiene“. Il primo cittadino è convinto che anche in questa circostanza l’equipaggio terrà alto il nome di Amalfi, nonostante una concorrenza molto agguerrita.
Genova, Pisa e Venezia possono contare su atleti di altissima caratura, ma d’altro canto anche i rappresentanti della Costiera Amalfitana hanno lavorato alacremente per preparare questo evento e sono pronti a dare battaglia, potendo contare su doti tecniche e fisiche di prim’ordine. “L’ambito sportivo è quello che accalora di più ed è sicuramente il più sentito – chiarisce Milano – Noi andiamo a Genova con un ottimo equipaggio, lo stesso che ha vinto la regata nel 2018. Sappiamo che gli altri equipaggi sono molto agguerriti. Non c’è un favorito e noi andiamo a giocarcela“.Gli atleti del Galeone Azzurro porteranno in gara anche la passione e i sentimenti dei tanti amalfitani che seguiranno la regata da casa. Per gli abitanti della Costiera in generale, e per coloro che portano questo territorio nel cuore, la Regata delle Antiche Repubbliche Marinare è uno dei momenti più attesi dell’anno. “Ritengo che ad Amalfi ci sia tantissima passione verso questa manifestazione e sono sicuro che si tratti di un sentimento unanime per tutta la popolazione – conclude Milano – Probabilmente questa manifestazione viene vissuta con maggiore trasporto ad Amalfi che altrove“. La passione che all’interno dell’equipaggio viene incarnata non solo dagli atleti ma anche dall’allenatore Antonio Lapadula e dal direttore tecnico Peppe Ingenito. Quest’ultimo, con gran parte dello staff, ha seguito da vicino tutta la fase di preparazione all’evento che quest’anno si terrà a dicembre, una data inusuale che ha costretto tutti a un’organizzazione abbastanza particolare. “La Regata ci può restituire un po’ di senso di quella normalità perduta da tempo – dichiara Peppe Ingenito – I tre ottavi del nostro equipaggio sono amalfitani e non sono atleti. Fanno sacrifici, senza una federazione alle spalle, e si allenano con grande costanza e passione. Svegliandosi presto ogni mattina per allenarsi, cercando di colmare quanto più possibile il gap con i professionisti. Sono un esempio della passione che ad Amalfi c’è per questa manifestazione“
Secondo il direttore tecnico dell’equipaggio amalfitana i segreti per fare bene sono il sacrificio e l’unione dei componenti del team. “C’è un lavoro enorme dietro alla Regata Storica. Non appena terminiamo la manifestazione immediatamente cominciamo a pensare a quella dell’anno successivo – specifica Ingenito – Il feeling tra gli atleti è fondamentale. Avere un rapporto che vada oltre all’essere compagni di barca è importantissimo. Noi siamo abituati ad affrontare e superare le difficoltà. Noi, a differenza delle nostre tre consorelle, siamo costretti a fare i conti con le onde alte perchè il nostro campo di allenamento, il mare, è all’aperto a differenza di Venezia che ha la laguna, Genova il porto e Pisa il fiume“. SALVATORE SERIO AMALFI NOTIZIE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA C’è grande attesa ad Amalfi, Genova, Pisa e Venezia per questa edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare. Il momento più atteso, la sfida sportiva nello specchio d’acqua del capoluogo ligure, è in programma oggi, 19 dicembre, alle ore 12.30. «Amalfi e gli amalfitani vivono con enorme trasporto questa rievocazione storica – dichiara il Sindaco Daniele Milano – che trova l’apice nella sfida remiera, la cui qualità e competitività è cresciuta esponenzialmente nel corso degli anni. Per noi è come la finale di Coppa del Mondo! Questa edizione farà da apripista a ben due Regate che si terranno nel 2022: la prima ad Amalfi nel mese di giugno e la seconda a Pisa a fine estate».
La 65esima edizione inizia ieri alle 14:30, con la sfilata per le vie di Genova del Corteo Storico delle quattro Repubbliche che, per l’occasione, si unirà al corteo del “Confeugo“, un’antica manifestazione culturale ligure che termina con l’accensione di un falò in pubblica piazza. Al termine, alle 17:40 la presentazione degli equipaggi che si sfideranno oggi. L’equipaggio di Amalfi è composto da: Luigi Lucibello (capovoga), Luca Parlato, Vincenzo Abbagnale, Emanuele Liuzzi, Mario Paonessa, Giovanni Abagnale, Alberto Bellogrado e Luigi Proto, oltre al timoniere Vincenzo di Palma. Le riserve sono Riccardo De Riso e Salvatore Monfrecola, l’Allenatore è Antonio La Padula. Programma tv Regata Antiche Repubbliche Marinare
La manifestazione sportiva, come detto, prenderà il via alle ore 12.30. A differenza degli anni scorsi non sarà trasmessa in diretta su Rai2. La televisione di stato, però, garantirà comunque la copertura attraverso Rainews24. Per chi vive in Liguria sarà possibile anche vederla su Primo Canale. Mentre nel resto d’Italia anche in streming sul sito del canale televisivo sopracitato. Foto: Michele Abbagnara FONTE AMALFINOTIZIE
DI MICHELE PAPPACODA Auguri ad una mamma speciale la mamma del mio grande amore Morena la signora Alessandra che oggi compie 90 gran lavoratirce dedita alla famiglia e stata la guida della famiglia assieme al marito Ambrogio ha risolto problemi a volte anche gravi sempre col sorriso e senza mai arrabbiarsi. E una mamma speciale una Super Mamma da quando la conosco sempre con grande cuore. augurissimi alessandra
DI MORENA MOTTA Alle ore 11. 30 circa avvertita scossa di terremoto nella zona di Velasca di Vimercate in Brianza non si conosce ancora l'entità dei danni e se ve ne sono stati a persone e cose ma la paura e nella gente evaccuate anche le scuole a Vimercate. Ci sono segnalazioni di scosse in quest'area: Vimercate. Per ulteriori informazioni da fonti ufficiali, ricontrolla a breve.
AGGIORNAMENTI 12.50
Una forte scossa diterremotoè stata avvertita aMilanoe in alcune zone della Lombardia. Secondo quanto riportano molte persone su Twitter ilsismaè stato avvertito dalla popolazione e in tanti sono scesi in strada per la paura.
Secondo le prime stime dell’Ingv e dell’Istituto sismologico del Mediterraneo il terremoto sarebbe dimagnitudo tra 4.3 e 4.8. Con i dati rivisti l’Ingv parla di magnitudo di 4.4.
L’epicentrosi troverebbe nella provincia diBergamo. Nello specifico la localizzazione sarebbe a 17 chilometri a sud-ovest di Bergamo, nello specifico nella zona di Bonate Sotto.
L’epicentro del terremoto in provincia di Bergamo
La scossa è stata avvertita in tutta laLombardia, ma soprattutto nella zona di Monza dove il sisma è stato percepito con maggiore intensità. I primi dati dell’Ingv forniscono la collocazione dell’epicentro e la distanza dai comuni più vicini: a soli due chilometri troviamo Bonate Sotto, Treviolo, Zonate Sopra e Presezzo. A tre chilometri Ponte San Pietro, Curno, Dalmine, Lallio e Mozzo.
Per quanto riguarda icomuni più grandil’epicentro è a soli sette chilometri daBergamo, a 26 chilometri daMonza, a 31 da Sesto San Giovanni, 32 da Cinisello Balsano e a 38 dal capoluogo di RegioneMilano. Ancora, a 42 chilometri dall’epicentro c’è Como, a 45 Rho e a 52 Brescia.
Terremoto in Lombardia, paura a Milano e gente in strada
Sono molti gli utenti che sui social raccontano di aver sentito distintamente la scossa, soprattutto nella città di Milano. Molte le persone che dopo aver sentito il sisma sonoscese in stradaper la preoccupazione. Il sisma è stato avvertito in molte zone del capoluogo, stando ai racconti degli utenti, così come in gran parte della Lombardia, anche al confine con la Svizzera.
INSERITO DA MIKI PAPPACODARocambolesche fughe dal carcere e rapimenti. Mediatore in quello di Farouk Kassam. I tanti misteri di Gratzianeddu Graziano Mesina, 79 anni Graziano Mesina, 79 anni Cagliari, 18 dicembre 2021 - L’ultima latitanza di Graziano Mesina, il più famoso esponente del banditismo sardo appena arrestato in Sardegna, è durata diciassette mesi, 60 anni dopo la sua prima evasione. ‘Grazianeddu’ e il suo passato hanno rivestito un ruolo non secondario nel portare Orgosolo alla ribalta nazionale e farne il paese simbolo della ‘Sardegna criminale’. Ex primula rossa del banditismo sardo, conosciuto tanto per le sue rocambolesche evasioni che per il ruolo di mediatore in un rapimento famoso, quello del piccolo Farouk Kassam. Graziano Mesina, 79 anni compiuti da latitante lo scorso 4 aprile, noto come Gratzianeddu, è il più conosciuto bandito sardo, inserito anche nella lista dei latitanti più pericolosi varie volte, l’ultima dopo la sua fuga nel luglio 2020. La carriera criminale Nella sua lunga carriera criminale sulla sua testa vennero anche poste taglie milionarie. Penultimo di undici figli di un pastore di Orgosolo, Gratzianeddu fu arrestato la prima volta a 14 anni, nel 1956, per porto d’armi abusivo dato che aveva un fucile rubato. Quattro anni dopo un altro arresto, per aver sparato in strada, e la prima delle sue dieci evasioni riuscite: comprese quelle tentate, sono sinora ventidue. Il primo reato grave, un tentato omicidio, è del dicembre 1960. Una faida tra famiglie lo portò sul banco degli imputati come esecutore di un omicidio, quello di Andrea Muscau, nel bar 'Cavanedda', a Orgosolo. L’anno prima sarebbe stato sempre Mesina a ferire Luigi Mereu, altro avversario in una storia di sequestri e delazioni. Gli costarono tra le condanne più pesanti della sua lunga storia giudiziaria. Anche perché alla fine, con altre sentenze e ulteriori anni di reclusione, i giudici lo condannarono all’ergastolo. Evasioni e fughe d'amore Condannato all’ergastolo per cumulo di pene, Mesina ha passato in carcere gran parte della sua vita, nonostante le tante evasioni. Nel maggio del 1962, durante un trasferimento dal penitenziario di Sassari, Gratzianeddu si lanciò da un treno in corsa. La libertà durò poco: Mesina fu stato catturato dopo un lungo inseguimento. Dello stesso anno è la terza evasione, questa volta dall’ospedale di Nuoro dov’era ricoverato. Per sfuggire alla cattura Mesina era rimasto nascosto due giorni e due notti in un grosso tubo nel cortile del presidio. Evase anche dal carcere di Lecce nel 1976, insieme ad altri detenuti, tra i quali un esponente dei Nap, i Nuclei armati proletari, attivi negli anni del terrorismo rosso e nero. Per non farsi riprendere, Mesina rimase nascosto una notte e un giorno, in mezzo alle fronde di una pianta, non distante dal penitenziario della città pugliese. Uscì solo quando le forze dell’ordine avevano spostato il punto delle ricerche. La latitanza durò quasi un anno. Dopo essere stato rinchiuso nel penitenziario di Porto Azzurro per scontare l’ergastolo, Mesina tenne un comportamento irreprensibile per ottenere il riesame della sua vicenda processuale. Nel 1985 si allontanò dal carcere per una ‘fuga d’amore’ ma era stato rintracciato e catturato. Le sue evasioni e la sua latitanza divennero mitiche in Sardegna e si racconta che spesso tornasse a Orgosolo per incontri con donne innamorate di lui. PUBBLICITÀ La quarta volta ‘Grazianeddu’ evase dal carcere di San Sebastiano di Sassari: assieme all’ex legionario spagnolo Miguel Atienza, si era lasciato cadere dal muro di cinta del carcere. Era il 1966: si disse che avesse indosso un abito da prete, per mischiarsi tra la gente della città e poi riguadagnare i monti della sua Orgosolo. Tanto che nel paese barbaricino in quei giorni finirono nel mirino delle forze dell’ordine quattro sacerdoti, che una sera passeggiavano per l’abitato, vestiti con la tonaca scura, ignari di quanto succedeva intorno a loro. Mesina rimase alla macchia fino al 20 marzo del 1968 quando fu catturato a un posto di blocco da una pattuglia della polizia stradale vicino a Orgosolo. La grazia del presidente della Repubblica, nel 2004, che aveva cancellato l’ergastolo restituendo a Mesina la libertà, è stata annullata con la conferma in Cassazione della condanna per traffico internazionale di droga. La latitanza Quando un anno e mezzo fa è sparito da Orgosolo, dove faceva vita da pensionato, a parte l’obbligo di firma quotidiano in caserma, era difficile pronosticare una latitanza così lunga, anche se probabilmente preparata da tempo. I sequestri All’ex primula rossa del Supramonte è stata attribuita una serie ininterrotta di sequestri di persona: Capelli, Campus, Petretto, Canetto, Papandrea, negli anni ‘60, e altri in quelli successivi. Condannato all’ergastolo per cumulo di pene, Mesina ha passato in carcere gran parte della sua vita, nonostante le tante evasioni. Il sequestro Kassam Dopo un periodo di relativo silenzio, l’ex primula rossa del banditismo sardo tornò alla ribalta nel 1992 quando rientrò in Sardegna per occuparsi del sequestro di Farouk Kassam. La vicenda suscitò polemiche sul ruolo di Mesina nella liberazione del bambino. L’anno successivo Gratzianeddu fu rinchiuso definitivamente in carcere dopo che furono ritrovate alcune armi in un cascinale di San Marzanotto d’Asti, dove viveva. Traffico di droga Nel 2004 Mesina ottenne la grazia dall’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e tornò a vivere in Sardegna. Ma poi fu di nuovo arrestato il 10 giugno del 2013, per traffico internazionale di droga. Tre anni più tardi Mesina fu condannato a 30 anni di carcere per associazione a delinquere specializzata nel traffico di droga: era stato ritenuto il capo di un’organizzazione che aveva contatti con un clan di calabresi che operava sulla piazza di Milano e faceva arrivare la droga in Sardegna. La sua figura era emersa come quella di leader carismatico di una banda composta da una trentina di persone. Il verdetto della seconda sezione penale del tribunale di Cagliari era stato più pesante della richiesta del pubblico ministero, che aveva chiesto la condanna a 26 anni di carcere. Nel 2018 la pena gli era stata confermata in appello. Mesina, che si è sempre proclamato innocente, era tornato in libertà il 10 giugno 2019 dopo sei anni di carcere a Nuoro per decorrenza dei termini di carcerazione. Un anno, fino ai primi di luglio del 2020, Mesina l’aveva trascorso a Orgosolo, a casa di una sorella e di un nipote. FONTE QUOTIDIANONAZIONALE