SARDEGNA NEWS :Benessere .La Regione: diteci subito se avremo o no i Canadair
Inserito da :Sotgia Marcella OLBIA. Andrea Biancareddu gioca in contropiede. Non aspetta l’ultimo momento come avevano fatto i suoi predecessori all’assessorato all’Ambiente. Scrive alla Protezione civile e alla presidenza del consiglio dei ministri, chiedendo che «al dispositivo antincendi regionale, costituito da mezzi aerei e squadre a terra, venga affiancato il consueto contributo e le potenzialità offerte dalla flotta aerea dello Stato». Una mossa da apprezzare quella dell’esponente tempiese (quota Udc) della giunta regionale. Che ha rischiato di stare fuori dall’esecutivo o di finire su qualche altra poltrona. «Mi hanno dato prima all’assessorato alla Cultura, poi fuori, quindi allo Sport – racconta divertito – Alla fine sono rimasto all’Ambiente». E dopo l’ufficializzazione di Cappellacci, la prima mossa. Del resto chi meglio di lui, gallurese doc, sa che gli incendi sono una piaga drammatica per il territorio e soprattutto per il nord est della Sardegna? «Oltre agli ingenti danni per l’ambiente – ha scritto ancora Biancareddu nella missiva spedita a Roma –, gli incendi rappresentano una preoccupante minaccia per la sicurezza della popolazione residente, alla quale si aggiunge, proprio nel periodo estivo, la moltitudine dei turisti». Giusto per evitare equivoci, nella lettera, Biancareddu ricorda anche la dislocazione della flotta antincendi da lui auspicata. «C’è l’esigenza – sottolinea l’assessore – di poter disporre in Sardegna del seguente schieramento aereo: un velivolo Sikorsky S64 più due Canadair Cl415 da tenere all’aeroporto di Olbia e un Canadair Cl415 nella base di Cagliari-Elmas». Praticamente Biancareddu chiede la riconferma dello schieramento dell’estate scorsa, ottenuta dopo una battaglia durata per circa un mese. «Per evitare di lamentarsi dopo che i buoi sono già scappati – dice ancora Biancareddu – ho pensato di scrivere già da ora. A preoccuparmi è anche quanto successo nella stagione invernale. Ci sono state abbondanti piogge, e dunque non è improbabile che da maggio in poi arrivi invece la siccità, e con essa l’aumento della probabilità di incendi, visto che le campagne saranno aride e secche. Ecco, a quel punto la battaglia non la si potrà certo fare solo con le frasche e con i secchi d’acqua». Biancareddu si muove d’anticipo soprattutto perché un anno fa, all’inizio di giugno, piombò sull’isola la notizia che la Protezione civile aveva intenzione di schierare i Canadair a Cagliari, Lasciando al Costa Smeralda solo un elitanker. Uno spostamento avvenuto dopo 18 anni in cui i Canadair erano stati la spina dorsale delle campagne antincendio estivo soprattutto per il nord Sardegna, l’area più colpita dai roghi per la sua particolare conformazione. Uno spostamento per fortuna evitato grazie alla mobilitazione bipartisan dei parlamentari galluresi e della giunta regionale. Ora Biancareddu ha preferito anticipare i tempi anche perché «aspetto una risposta da Roma in tempi brevi – dice –, altrimenti manderò una seconda lettera. Non possiamo certo aspettare sino a giugno per conoscere quali intenzioni ha lo Stato nei confronti della Sardegna. Capiamo le esigenze, i tagli, tutto quanto. Ma alla campagna antincendi non possiamo certo rinunciare. Perché nonostante le politiche di prevenzione messe in campo in questi anni, soprattutto per ridurne il numero, il fenomeno degli incendi nella nostra regione mantiene una dimensione estremamente rilevante, con circa 3000 eventi annui, concentrati nei pochi mesi della stagione estiva». Biancareddu si augura anche che ci sia, oltre alla Protezione civile, una interlocuzione positiva con il governo. «È un momento difficile per la politica – ricorda –, e speriamo che presto sia varato il nuovo governo. Qualsiasi cosa avvenga, è ovvio che in questo settore avremo comunque qualcuno con cui parlare e far valere le nostre ragioni, ma è chiaro che con un governo nuovo, che superi le incertezze, anche il nostro compito sarebbe probabilmente facilitato».
21 marzo 2013.
Fonte La Nuova Sardegna
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