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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO VENDETTA AL FEMMINILE Le uccidono il figlio poliziotto: madre fa strage di talebani in Afghanistan

26 Novembre 2014, 09:53am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA La donna ha preso il kalashnikov, insieme alla figlia e alla nuora, e ha fatto una strage, vendicandosi della morte del figlioROMA. La ong Oxfam proprio oggi aveva lamentato che in Afghanistan le donne sono state escluse dai negoziati di pace fra il governo e i talebani. Ma Reza Gul, una donna che vive in un villaggio nell'ovest del paese, ha deciso di entrare nel negoziato a modo suo. I talebani le hanno ammazzato il figlio, un ufficiale di polizia, in un attacco a un check point, davanti ai suoi occhi. Lei, invece di piangere e gridare, ha preso il kalashnikov, insieme alla figlia e alla nuora, e ha fatto una strage. In sette ore di scontro a fuoco, Reza e le altre due vendicatrici hanno massacrato 25 talebani, e ne hanno feriti altri 5. La storia la racconta un'agenzia afghana, la Khaama Press, e è stata accreditata dal Ministero dell'Interno: il portavoce di quest'ultimo, Sediq Sediq, commenta orgoglioso che «la campagna armate delle donne contro i guerriglieri talebani è un simbolo di una più vasta rivoluzione e sollevazione popolare contro il gruppo». Silenzio invece dagli studenti islamici: solitamente loquaci nel rivendicare le loro stragi, ma evidentemente umiliati da essere stati sconfitti da tre donne. Il mezzogiorno di fuoco al femminile si svolge in un villaggio nella provincia di Farah, a ovest. Una zona da Far West islamico, dove i talebani sono molto attivi e attaccano in continuazione le forze di sicurezza governative. Il figlio di Reza era un ufficiale di polizia e comandava un check-point, probabilmente vicino alla casa della madre. Quando i talebani attaccano il piccolo presidio, la donna vede tutto. I guerriglieri uccidono suo figlio davanti ai suoi occhi. I talebani pensano di aver vinto, e di sicuro non si preoccupano delle donne del paese. Per loro sono esseri inferiori, da rinchiudere in casa e far uscire solo coperte dal burqa. Ma i miliziani hanno fatto male i loro conti. Reza chiama a raccolta le altre donne di casa, la figlia e la nuora, moglie del figlio ucciso. Tutte e tre hanno qualcuno da vendicare. Evidentemente sanno dove trovare le armi. Escono con i kalashnikov, e danno inizio alla mattanza. I tronfi studentelli islamici si trovano di fronte queste tre Erinni delle montagne. Come in un film, Reza e le due parenti li ammazzano uno dopo l'altro. Loro provano a difendersi, probabilmente si trincerano da qualche parte. Resistono per sette ore, ma non hanno scampo di fronte alla furia delle tre donne. Alla fine, sul terreno restano solo cinque feriti. Gli altri, sono tutti morti. Almeno 25 talebani uccisi, riferisce l'agenzia. E pensare che oggi la ong Oxfam aveva denunciato che su 23 incontri conosciuti fra governo afghano, comunità internazionale e talebani, «solo in due occasioni vi è stata una rappresentanza femminile... la comunità internazionale ha utilizzato anche il tema dei diritti delle donne per giustificare la sua presenza in Afghanistan. E dopo l'ottenimento di alcuni miglioramenti e investimenti per oltre 100 milioni di dollari, sarebbe una tragedia se si registrasse una inversione di tendenza». Reza, la tendenza l'ha invertita a modo suo.IL GIORNALE DI SICILIA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Bari: bimbo di 7 anni pestato a sangue con calci e pugni dai compagni di scuola

26 Novembre 2014, 09:49am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Bari: bimbo di 7 anni pestato a sangue con calci e pugni dai compagni di scuola.

293793 420176538023874 796340274 nDI ELSA COPPA Un pestaggio in piena regola con tanto di calci e pugni che ha per protagonisti bambini di solo 7 anni e per scenario una scuola elementare. È quanto avvenuto infatti in un scuola di Mola di Bari alcune settimane fa quando un bambino di soli 7 anni è stato pestato in classe dai compagni durante le lezioni con calci e pugni e con altri oggetti di plastica e legno fino a fargli perdere conoscenza. La vicenda è stata scoperta quasi per caso dai genitori del piccolo dopo aver notato che il figlio si lamentava a letto risvegliandosi bruscamente e gridando spaventato. I genitori così sono venuti a conoscenza della drammatica verità rendendosi conto che il piccolo sentiva dolore anche al semplice contatto con la schiena. Portato in ospedale, al piccolo sono state riscontrate in effetti “ecchimosi al dorso, al fianco destro e sinistro, alla regione deltoidea destra e ginocchia; un piccolo ematoma alla regione occipitale, diverse escoriazioni superficiali in regione occipitale; un trauma toracico, e lesioni multiple al capo, tronco e arti”. Denuncia dei genitori del bambino I medici hanno chiesto l’immediato intervento di uno psicologo e il bambino ha raccontato quanto gli era accaduto il giorno prima: pestato a scuola da tre bulli. I tre coetanei della vittima in realtà, senza alcun motivo apparente, avevano preso di mira il piccolo già da diverso tempo ma l’ultima aggressione è stata cruenta. Il bambino è stato circondato nei locali della palestra e colpito in testa con alcuni birilli in legno. Dopo averlo tramortito i tre si sono accaniti sul compagno di scuola colpendolo con calci e pugni alla schiena, al torace e al collo. Per l’episodio i genitori hanno deciso di sporgere querela alla polizia giudiziaria, ma nel frattempo il bambino ha dovuto cambiare scuola per ritrovare la serenità.

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SEZ. SICILIA NEWS PALERMO Morta neonata: trovata madre in ospedale Donna 31 anni ha altri tre figli e viveva in Friuli

25 Novembre 2014, 10:14am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA PALERMO, Avvolta in un lenzuolino intriso di sangue. Un borsone rosso per culla. Di lei, due ore di vita e nemmeno la forza di piangere, si è accorto un uomo, uno dei tanti che, in tempo di crisi, rovistano tra l'immondizia. Nel cassonetto ha visto le gambine agitarsi e, terrorizzato, ha chiamato aiuto. Tutto è stato inutile: il soccorso dei passanti, la rianimazione in ambulanza, la corsa all'ospedale Civico di Palermo. La piccola è morta per un'emorragia poco dopo il ricovero. In serata le ricerche della madre si sono concluse. La donna, P.V., una trentenne di Palermo con tre figli, di 2, 6 e 8 anni, residente a Gemona, in Friuli, si è presentata al pronto soccorso dell'ospedale Cervello per un'emorragia. Era accompagnata dal cognato che fa il vigile del fuoco.

 © ANSAOra è nel reparto di Ginecologia, piantonata in stato di fermo con l'accusa di omicidio volontario. Agli inquirenti avrebbe detto di essere stata presa dal panico perché il cuore della bimba non batteva e di averla gettata via. Il marito, che sarebbe un militare dell'esercito, dovrebbe arrivare domani. La bimba era nuda. Il cordone ombelicale ancora attaccato, causa, probabilmente, della copiosa emorragia e del decesso. Nel borsone c'erano un tappetino zuppo di sangue, giaciglio improvvisato usato durante il parto, un paio di forbici, una scarpa da uomo e la placenta. Indizi che tutto sarebbe accaduto in fretta. E che in fretta la piccola sarebbe stata infilata nella borsa e buttata tra l'immondizia. Il ritrovamento è avvenuto intorno alle undici. La piccola sarebbe stata partorita all'alba. Il cassonetto "scelto" dalla donna è in via Di Giorgi, una strada alle spalle della circonvallazione di Palermo: palazzoni anonimi tirati su negli anni della speculazione edilizia. E' lì che la bimba è stata scoperta da Rosario Campo, 55 anni, un clochard che "pesca" tra l'immondizia con bastone con l'uncino. L'uomo vive nella zona di via Perpignano e da anni ormai per sfamarsi cerca tra i rifiuti. Non ha mai avuto un vero lavoro. "Ho scostato il lenzuolo e ho visto la piccola. Era bionda. Non credevo ai miei occhi - dice - Avrei voluto dare l'allarme, ma non avevo il cellulare e così ho fermato due donne e ho raccontato quello che c'era dentro". Quando Campo ha chiesto aiuto sono accorsi in tanti. Da una pizzeria poco distante sono stati chiamati i carabinieri e il 118. La bimba era ricoperta di sangue e cianotica. In ambulanza i medici l'hanno intubata. Al magistrato di turno, il pm Nino Di Matteo, hanno detto che era ancora viva, respirava. E' in ospedale che il cuore si è fermato. Di certo è che la neonata è venuta al mondo al termine di una gravidanza regolare. Era sana e robusta. Accanto al cassonetto, qualcuno ha posato una rosa bianca per ricordare la breve vita della bimba gettata tra i rifiuti. (di Lara Sirignano ANSA).

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SEZ. SICILIA NEWS Ebola:medico a famiglia,state tranquilli Figlia, si sente bene. Moglie, nessun contattato da ministeri

25 Novembre 2014, 10:13am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA CATANIA, 25 NOV - Fabrizio, il medico siciliano 50enne che ha contratto l'Ebola durante la sua missione con Emergency in Sierra Leone, prima di partire per l'Italia, dove è arrivato stamattina, ha contattato i familiari. "State tranquilli, è tutto sotto controllo: mi sento bene e sarò curato", ha detto alla più grande delle due sue figlie. La moglie del medico chiede "rassicurazioni vere'' e dice ''che non c'è stato contatto con i ministeri degli Esteri e della Salute" e neppure con "i vertici di Emergency".ANSA

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SEZ. SICILIA NEWS IL PUNTERUOLO ROSSO E LA GESTIONE DELLA CURA DELLE PALME MALATE DI RAGUSA

25 Novembre 2014, 09:59am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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293793 420176538023874 796340274 nDI ELSA COPPA “Abbiamo ricevuto una serie di sollecitazioni dai residenti di Ibla sul trattamento riservato alle palme malate, a causa del punteruolo rosso, presenti all’interno dei Giardini. Ci piacerebbe sapere se l’Amministrazione comunale stia proseguendo o meno, con l’ausilio di tecnici specializzati, la cura necessaria per scongiurare la presenza del pericoloso insetto, considerato che si è intravisto, proprio lungo i viali del prestigioso sito presente all’interno del quartiere barocco, qualche albero malato”. E’ questo il senso dell’invito fatto dal presidente dell’associazione “Ragusa in Movimento”, Mario Chiavola, all’indirizzo del sindaco Federico Piccitto e, in particolare, dell’assessorato comunale al Verde pubblico. “Abbiamo, tra l’altro notato, come le palme della zona di piazza del Popolo, a due passi dall’ospedale Civile – aggiunge Chiavola – abbiano ripreso in qualche modo vigore, segno che il trattamento portato avanti nei mesi scorsi ha dato, in qualche modo, i risultati sperati. Ci chiediamo se analoghe modalità operative non possano essere utilizzate anche per gli altri siti pubblici dove si registra la presenza di palme anche perché l’allarme punteruolo rosso non è ancora scongiurato del tutto e occorre, dunque, l’intervento di tecnici specializzati, con opportuni antidoti, per fermare la voracità dell’insetto che ha devastato buona parte degli insediamenti palmizi del nostro territorio comunale”.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Bimbo di 3 anni escluso dalla foto di classe: “Ha i capelli troppo corti”

25 Novembre 2014, 09:55am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Bimbo di 3 anni escluso dalla foto di classe:

293793 420176538023874 796340274 nDI ELSA COPPA È accaduto in Gran Bretagna, la scuola si giustifica: "È il regolamento" Escluso dalla rituale foto di classe con tutti i compagni di scuola solo perché secondo i dirigenti della scuola che frequentava aveva i capelli troppo corti. È quanto capitato ad un bambino britannico di soli 3 anni, Delaney Templeton, che così è stato costretto ad assistere ai suoi amichetti di scuola in festa mentre si facevano la foto senza poter partecipare. A denunciare l’accaduto ai media britannici sono stati i genitori del piccolo che sono venuti a sapere del fatto dopo che il figlioletto è tornato a casa da scuola. “Quando me lo ha detto sono diventata furiosa”, ha raccontato la madre del bambino, aggiungendo: “Sarebbe stata la sua prima foto scolastica e invece hanno fatto sentire mio figlio un emarginato”. Per la scuola è solo il regolamento La preside della scuola interpellata ha replicato spiegando che non era possibile fare altrimenti perché si tratta del regolamento. La dirigente ha sottolineato anche che le regole di comportamento vengono spedite a casa a tutte le famiglie al momento dell’iscrizione e quindi avendolo violato quest’anno i genitori del piccolo Delaney Templeton non riceveranno la foto. “Quando l’ho iscritto a scuola, a settembre, Delaney aveva lo stesso taglio di capelli, ma nessuno mi ha detto che non era adeguato” ha replicato la mamma del bambino.

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SEZ. SICILIA NEWS LE CONSIDERAZIONI DI ROSARIA ROMANO

25 Novembre 2014, 09:51am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10704156 539422756204599 8400415700225263454 nDI ROSARIA ROMANO A volte li giudichiamo malissimo ed io per prima..
Poi vedi queste cose e pensi: non potrebbero essere migliori di noi italiani???

INSERITO DA ELSA COPPA Gesto generoso di un immigrato, che ha visto un rotolo…
MIKIVETTICA.NET

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NEWS ITALIA E DAL MODO LE CONSIDERAZIONI DI ROSARIA ROMANO

25 Novembre 2014, 09:49am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10704156 539422756204599 8400415700225263454 nDI ROSARIA ROMANO Gli "uomini" che usano violenza sulle donne lo fanno perché si sentono inferiori e vorrebbero dimostrare la loro superiorità con la forza. Poi ci sono "uomini-padroni" che sono i più pericolosi (capaci di ammazzare)

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NEWS ITALIA E DAL MONDO C’è chi sta peggio: in Egitto una bambina muore a 12 anni per una mutilazione genitale

25 Novembre 2014, 09:44am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10704156 539422756204599 8400415700225263454 nInserito da Rosaria Romano Ma siamo al 2014 e questi ancora con mentalità "chiuse" Vanno puniti prima i genitori e poi i medici... Non solo per la morte ma soprattutto per queste "mutilazioni" fatte alle loro bambine. Che frustrazione mamma mia!!!

E’ stato assolto dalla giuria il primo medico processato in Egitto per aver causato la morte di una bambina di 12 anni con un intervento di mutilazione genitale. Le Feminal Genital Mutilations (FGM) sono state vietate in Egitto da una legge del 2008, ma hanno ancora il sostegno popolare, specie nelle zone rurali. Delusione per la sentenza dei sostenitori della campagna contro le FGM. Tuttavia, secondo l’UNICEF le FGM sono in progressiva riduzione. La pratica per le donne fra i 15 e i 45 anni riguardava l’82% delle donne nel 1995, il 63% nel 2008.

 (Fonte: BioEdge)

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PUGLIA E CALABRIA NEWS FOGGIA Attentati Foggia: vittima, non mollo In tanti ieri nella sua pasticceria per stringergli la mano

25 Novembre 2014, 09:19am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Giovanni Cannarile © ANSA

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE FOGGIA,  "Io non mollo. Non bisogna darla vinta". Giovanni Cannarile, proprietario della pasticceria Del Carmine di Foggia, è l'ultima vittima di attentati compiuti ai danni di negozi che hanno creato panico nella città tanto che il ministro dell'Interno Alfano ha convocato per giovedì un vertice al Viminale. Dopo la bomba scoppiata davanti al suo negozio nella notte tra venerdì e sabato, il pasticciere ha riaperto subito e ieri in tanti sono andati nel suo negozio: "mi hanno dato coraggio", dice.ANSA

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