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news italia e dal mondo

SEZ.SICILIA NEWS Droga:otto arresti per spaccio a Palermo Smantellata organizzazione, nella zona di Belmonte-Chiavelli

2 Dicembre 2014, 10:19am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PALERMO, 2 DIC - Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare, di cui 5 in carcere e 3 agli arresti domiciliari, nei confronti di appartenenti ad un'organizzazione criminale dedita ad una intensa attività di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e marijuana, sulla piazza palermitana. L'operazione, denominata in codice "Restart", ha smantellato una organizzazione, che nella zona di "Belmonte-Chiavelli". ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Corigliano Sequestrati beni per 1 mln euro a cosca Indagine Guardia finanza. Sigilli ad appartamento, ditta e conti

2 Dicembre 2014, 10:08am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA CORIGLIANO (COSENZA), 2 DIC - Beni per un valore di un milione di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Catanzaro, in esecuzione di un provvedimento emesso dal tribunale di Cosenza su richiesta del procuratore della Dda del capoluogo calabrese, Vincenzo Antonio Lombardo. I beni sono stati sequestrati ad un esponente della cosca di 'ndrangheta di Corigliano. I finanzieri del Gico hanno sequestrato un appartamento, una ditta individuale, due automezzi e conti correnti bancari e postali.ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Scomparso nel 2005,un fermo per omicidio Da indagini emerso che ucciso dopo rapina. Corpo mai più trovato

2 Dicembre 2014, 10:00am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA - COSENZA, I carabinieri di Cosenza hanno sottoposto a fermo un cittadino romeno Gabriel Costantin Sercaianu, di 34 anni, ritenuto responsabile, insieme a tre connazionali irreperibili, dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere di Giuseppe Caloiaro, di Carlopoli (Catanzaro), scomparso il 16 marzo 2005. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Bruno Antonio Tridico e dirette dal procuratore Dario Granieri, Caloiaro sarebbe stato ucciso dopo una rapina.ANSA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Sassari Influenza morte due anziane dopo il vaccino

2 Dicembre 2014, 09:49am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA SASSARI. Nell’isola si registrano le prime vittime legate in qualche modo al vaccino antinfluenzale. La prima è Lucia Nardi, 88 anni di Iglesias. La seconda persona è morta al policlinico Sant’Orsola di Bologna. Dorina Atzori, 72 anni, viveva in Emilia da quasi mezzo secolo, ma era nata a Silì,a due passi da Oristano. Entrambi avevano fatto il vaccino.

Lucia Nardi, 88 anni è morta a Carbonia alcuni giorni dopo aver fatto il vaccino antinfluenzale. Viveva a Iglesias. La morte risale a qualche settimana fa. Due giorni dopo il decesso un parente della vittima, insospettito dal fatto che la morte fosse avvenuta a poca distanza di tempo dalla somministrazione del vaccino contro l'influenza, ha informato i medici. La Asl 7 verifica se possa esistere un rapporto tra vaccino e decesso. L'anziana aveva delle patologie legate all'età, ma il fatto che la morte sia avvenuta qualche giorno dopo il vaccino, ha suscitato molte perplessità tra i parenti.

 

L’assessore regionale Luigi Arru, comunque, esclude che la morte della donna sia legata al vaccino: «Una donna di 88 anni è morta a Iglesias dopo che le è stato somministrato il vaccino antinfluenzale, ma possiamo escludere qualsiasi relazione tra il decesso e il Fluad». Arru ha dato la notizia a Sassari, durante un convegno sulla riforma sanitaria sarda.

di Vincenzo Garofalo e Tamara Peddis La Nuova Sardegna

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TOSCANA NEWS Massa Carrara lo scandolo dei rifiuti processo per il buco milionario al Cermec

2 Dicembre 2014, 09:37am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA MASSA. Il contratto è chiavi in mano: tu - per spiegare - affidi la casa da rifare ad una ditta e quando ti viene riconsegnata è tutto perfetto. Dai pavimenti, al tetto, dalle porte al giardino.Bene quella casa - per tradurre la metafora - è l’impianto di Erre Erre, quello con cui questa provincia avrebbe dovuto chiudere il ciclo dei rifiuti: entra il residuo solido, esce il combustibile sottoforma di brichette. L’impianto - e intorno a questo ruota la tesi accusatoria - deve realizzarlo Delca spa che è anche socia, con il Cermec, di Erre Erre. Si impegna a costruirlo - eccoci al nocciolo - con un contratto chiavi in mano. Il contratto, stipulato nel gennaio 2008, senza che si sia svolta una gara pubblica, «non è mai stato registrato - spiega in aula il luogotenente che ha svolto le indagini - e non risulta firmato da Erre Erre nella parte riguardante penali e fatturazioni». Ma l’elemento determinante su cui insiste l’accusa è un altro, le chiavi in mano sono previste, ma Delca, in realtà, ha ben poco da fare: un allegato la dispensa dalla realizzazione di «opere murarie, impianto antincendio, fognature, cabina di trasformazione elettrica», nè è a suo carico - continua il luogotenente - la realizzazione del biofiltro per abbattere i fumi.In aula, infatti, il luogotenente, teste dell’accusa, ha ricordato anche un’intercettazione in cui Roberto Varia (presidente di Cermec ed Erre Erre) avrebbe proposto a Del Carlo (legale rappresentante di Delca) di scegliere una società con cui era già in rapporti Cermec in cambio di “una provvigione” da spartire. Dunque, un contratto sui generis - secondo la procura - a cui ne sarebbe seguito un altro con cui - spiega il luogotenente - «si incrementava il credito di Delca nei confronti di Erre Erre perché gli si affidava in via esclusiva e senza gara, lo smaltimento del rifiuto prodotto». Insomma, Delca deve fare l’impianto chiavi in mano - questa l’ipotesi accusatoria - ma è dispensata dal grosso delle opere, sceglie lei da chi farle fare, mettendo in secondo piano Erre Erre e si fa carico anche di gestire lo smaltimento. Nel mirino quindi, ci sono i contratti ed è proprio cercando di ricostruire la genesi di quegli atti che gli inquirenti si sarebbero ritrovati tra le mani verbali di consigli di amministrazione Cermec completamente bianchi. Alla sbarra, per lo scandalo rifiuti ci sono 16 persone con accuse che vanno dalla truffa alla corruzione, dal falso all’abuso in atti di ufficio. Ecco chi sono:Domenico Del Carlo, legale rappresentante di Delca; Ezio Ronchieri, ex consigliere provinciale Pdl, Marco Andreani, già presidente del consiglio comunale di Massa; Fabbio Vernazza, l'imprenditore che ha costruito parte dell'impianto; Valter Picchi, ex assessore all'Ambiente alla Provincia di Pisa; Roberto Vaira, presidente e poi direttore del Cermec; Luciano Bertoneri,presidente di Cermec dal 2005 al 2010 e di ErreErre dal 2007 al 2010; Luciano Tassoni, ingegnere del Ministero dell'Ambiente; Giampiero Squaglia, ex direttore di ErreErre; Piero Pregliasco, ingegnere carrarese, direttore dei lavori nella costruzione di ErreErre. Angelo Zucca, funzionario Arpat; Carlo Righini, dirigente Arpat; Renato Biagioni, funzionario Arpat; Michele Del Freo, ex assessore a Carrara ed ex membro del Cda di Cermec; Augusto Cardinotti,ex componente del Cda di ErreErre; Giovanni Menna, ex dirigente della Provincia.

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LOMBARDIA NEWS Pavia aumento contagi di Aids

2 Dicembre 2014, 09:23am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA PAVIA. Hiv, crescono le diagnosi in provincia di Pavia: erano state 44 l’anno scorso, nel 2014 sono 59. E di questi pazienti, 9 sono arrivati in reparto quando la malattia era già conclamata, più difficile da curare, più difficile garantire una vita quasi normale. «Noi stiamo seguendo 2275 pazienti, anche da fuori provincia – spiega il primario della clinica di Malattie infettive 1 al San Matteo, Lorenzo Minoli – e non smettono di crescere. In media sono ormai occupati da pazienti Hiv/Aids 15 letti su 48».C’èinvece una recrudescenza dei contagi tra i giovani uomini omosessuali – spiega Minoli – che costituiscono il 40% dei nuovi contagi e spesso sono giovani, anche under 30. Se si sommano al 34% dei contagi tra partner eterosessuali si capisce che è quella la principale via di trasmissione.«L’uso del profilattico è fondamentale» afferma Minoli.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO Autobus alimentati da feci e scarti

1 Dicembre 2014, 12:44pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n DI ANGELA CECERE

In Gran Bretagna è stato messo a punto il primo servizio di autobus alimentati da biometano ricavato da scarti e feci. Questo gas fa sì che si dia una risposta forte contro le emissioni di CO2, infatti un autobus riesce a fare ben 300 km con un pieno senza inquinare l’ambiente. La tratta coperta da questi autobus per ora va solo dall’aeroporto di Bristol a Bath, ma si spera che l’iniziativa verrà accolta da molte altre società di trasporti. I mezzi sono perfettamente uguali a tanti altri bus con 40 posti e il biometano usato per alimentarli è ricavato da rifiuti fognari, feci dalle reti fognarie e scarti alimentari ed è fornito dalla GENeco, un’azienda locale che ora collabora con la Bath Bus Company. Un’idea davvero efficace per iniziare a cambiare le nostre abitudini in fatto di combustibili, prestando attenzione alla salvaguardia del nostro pianeta.

01.12.2014.

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SEZ. SICILIA NEWS Orrore in Sicilia: Andrea Loris violentato e ucciso

1 Dicembre 2014, 12:26pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.lastampa.it/rw/Pub/p3/2014/12/01/Italia/Foto/RitagliWeb/ba242bcde420afdd3cace027748a0ad1-U10407352020374HB-U1040736679477NsG-566x315@LaStampa-NAZIONALE-k4pF-U1040736679477NsG-640x360@LaStampa.it.jpg

10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Gli sconvolgenti risultati dell’autopsia confermano la drammatica fine del bimbo. Sequestrata l’auto del cacciatore che l’ha trovato, ma l’uomo non è indagato Cominciano a vederci più chiaro, gli investigatori alle prese con il mistero della morte del piccolo Andrea Loris Stival. E quel che vedono, li inorridisce. I risultati dell’autopsia sono sconvolgenti. Il piccolo Andrea Loris è stato violentato e ucciso. Una morte violenta dovuta a un colpo terribile al cranio. E quindi la procura della Repubblica ha avviato un’indagine per omicidio volontario. Al momento l’indagine è contro ignoti, ma ciò non significa che chi indaga brancoli nel buio. Nessuna telecamera Il procuratore capo Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota stanno lavorando a tempo pieno. Sanno che il tempo è cruciale. Misurano le notizie. Sperano anche nel colpo di fortuna: qualche telecamera tra le oltre trenta del paese, a visionarle con pazienza, può regalare un’immagine importante. Si cerca il bimbo in un’auto. Loris infatti è morto per mano di qualcuno che conosceva bene. Così bene da fidarsi di lui, marinare la scuola, e andare via assieme. Su questo aspetto in famiglia sono categorici: Andrea Loris era un bambino introverso, non si sarebbe mai allontanato con uno sconosciuto. Ma finora le telecamere sono state avare. Il bimbo non si vede mai. Caccia allo zainetto L’ipotesi dell’incidente è stata scartata fin da subito per una serie di motivi. Il principale: è scomparso lo zainetto che il bambino aveva sulle spalle quando la madre l’ha accompagnato a scuola e l’ha salutato come accadeva ogni mattina. Dov’è ora lo zainetto con dentro i quaderni, le penne, le due merendine che la mamma aveva amorevolmente infilato tra i libri? Nel canalone dove è stato trovato il corpo di quel cucciolo d’uomo, lo zainetto non c’è. La magistratura ha dato ordine a polizia e carabinieri di fare il possibile e anche l’impossibile per trovarlo. Lo zainetto può diventare la chiave per risolvere il mistero. Si potrebbe trovare un’impronta che non dovrebbe esserci, una traccia genetica, un segno lasciato dall’assassino. È divenuto così importante, lo zainetto, che i rifiuti di Santa Croce Camerina per qualche giorno non verranno portati in discarica. Prima i cassonetti dovranno essere vagliati. È un mistero atroce, in verità, la scomparsa di un bimbo che avrebbe dovuto fare appena pochi passi, dalla portiera di un’auto al cancello della scuola, e che invece non varca il portone e se ne va da tutt’altra parte. Dove? Con chi? Perché? Nel frattempo si procede alla vecchia maniera, bussando porta a porta, interrogando commercianti, contadini, passanti. Ci sono molti che pensavano di aver visto qualcosa, ma quando poi si entra nel dettaglio di quella certa felpa o quel certo colore di pantaloni, le certezze di colpo vacillano. Sequestrata l’auto del cacciatore Gli investigatori hanno voluto riascoltare anche il cacciatore che ha scoperto il cadavere di Andrea Loris. Avvolgono e riavvolgono il film del suo racconto. C’è qualcosa che non li convince. A qualcuno pare che sia stato troppo fortunato, quel ritrovamento in un canneto come mille altri, quando si era all’imbrunire, in un luogo pochissimo frequentato. Sia chiaro: il signor Orazio Fidone è un testimone e non un indagato. È un fatto, però, che sulla sua macchina, sequestrata, si stanno facendo accertamenti. Qualcuno ce l’ha portato Proprio lì dove è stato trovato il corpo, un anziano di 87 anni, Peppino Caggia, un ex carabiniere, proprietario del vecchio mulino che dà il nome alla zona, è solito passare le sue mattinate a zappare l’orto. Da due giorni non si dà pace: era stato in campagna anche sabato mattina, tra le 8 e le 11, quando Andrea Loris era già scomparso, ma non ha visto né sentito nulla. Se Andrea Loris è arrivato fino a quel canalone di cemento, di sicuro non ci è arrivato da solo. Sono quasi tre chilometri dalla scuola. E poi la strada è pericolosa, è una provinciale dove le auto corrono. E nessuno l’ha visto. In conclusione, qualcuno ce l’ha portato, molto probabilmente in auto, e l’ha buttato giù. Loris probabilmente era già morto. Il referto dei medici legali parla di graffi sul corpo e dice che il cranio è gravemente danneggiato. Alla base del canalone ci sono tracce di sangue, ma non abbastanza copiose. Tutto lascia pensare che Loris sia stato ucciso altrove e che l’omicida si sia disfatto del cadavere al mulino vecchio. D’altra parte, l’autopsia ha chiarito che il bambino è morto quasi subito dopo essere scomparso. Chi ha provveduto a disfarsi del corpo probabilmente sapeva che il carabiniere in pensione a una certa ora rientra in paese. Tanti piccoli tasselli per comporre un puzzle: questo è il lavoro degli investigatori.

LA STAMPA

01.12.2014.

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NEWS ITALIA DAL MONDO Il vigile balla in mutande sulla scrivania del Comando

1 Dicembre 2014, 12:09pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE 

Certo che se stava a una catena di montaggio non poteva permetterselo..». «E questi sono quelli che poi dovrebbero fare il palloncino a noi..». Ironie e prese in giro investono Biassono, comune alle porte di Monza, da 20 anni a guida Lega Nord e conosciuto soprattutto perché è uno dei percorsi obbligati per raggiungere l’autodromo nei giorni del Gran Premio. Il quotidiano online “Il cittadino di Monza e Brianza” ha diffuso oggi un video che riprende alcuni momenti di quelli che sembrano essere festini nella sede del comando della polizia locale. Il più cliccato è l’esibizione di un vigile urbano che balla in slip, stivaloni, pistola di ordinanza e cappello bianco in testa, su una scrivania. Sembra una scena alla Full Monty, il film dove alcuni disoccupati si improvvisano spogliarellisti. Poi c’è il collega che punta una pistola su un piatto di affettati e quello che gira in bici per i corridoi. I video risalgono a quasi due anni fa e l’autore, anonimo, sarebbe uno che in qualche modo nei palazzi comunali ci bazzica. Dopo aver fatto quelle riprese, spiega il quotidiano brianzolo, aveva presentato una regolare denuncia ai carabinieri e aveva affisso anche dei comunicati nella bacheca del municipio. Ma trascorsi mesi senza aver ricevuto neppure una convocazione, ha pensato che le indagini fossero state “addormentate” e avrebbe deciso di girare il materiale al quotidiano. «È tutto vero, ma è stata solo una stupidaggine», ha ammesso all’Ansa il sindaco Angelo Piero Malegori, riconfermato per il secondo mandato nel 2011 con quasi il 53% dei voti (l’avversario del Pd non ha raggiunto il 17%). «È comunque una storia vecchia, abbiamo fatto le nostre verifiche, ma ancora dobbiamo accertare se il vigile era in servizio in quel momento, e poi c’è una inchiesta in corso dei carabinieri». In ogni caso oggi, domenica, il consiglio comunale si è riunito per una seduta che sembrava convocata in tutta fretta. Dal Comune hanno smentito facendo notare che l’odg era stato deciso da giorni e non prevedeva certo l’argomento festini al comando della polizia locale. Ma le opposizioni sono arrivate ben decise ad affrontare la questione. «Il sindaco ci ha risposto che non era all’ordine del giorno e la giunta non ha voluto nemmeno toccare l’argomento», ha detto il consigliere della lista all’opposizione «Per Biassono», Alberto Caspani. «Allora abbiamo sollecitato un consiglio comunale straordinario e c’è stato risposto che la richiesta verrà presa in considerazione». «Vogliamo le dimissioni del Sindaco - insiste - ha la delega alla Sicurezza, perciò ha colpa sia che sapesse dell’accaduto, sia che non ne fosse a conoscenza. È ora che si faccia chiarezza su quanto da tempo accade alla polizia locale.

LA STAMPA

01.12.2014.

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SEZ.SICILIA NEWS Mafia:Dia etnea sequestra beni per 3 mln A cosca dei Carateddi, tre decreti per aziende e fabbricati

1 Dicembre 2014, 12:05pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA CATANIA, 1 DIC - La Direzione investigativa antimafia di Catania ha sequestrato beni per 3 milioni del clan dei Carateddi, capeggiato dal boss Orazio Privitera. Emessi dal Tribunale tre decreti di sequestro di beni nei confronti di tre persone arrestate nel febbraio scorso dalla Dia etnea: Giuseppe Privitera, 43 anni, fratello del capo clan Orazio, Orazio Buda, di 51, e Franco Marino, di 41. I provvedimenti di sequestro interessano aziende, fabbricati, terreni, automezzi e disponibilità finanziarie.ANSA

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