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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA DAL E MONDO ROMA MALTEMPO, IN ARRIVO IL CICLONE 'MEDEA': TORNANO PIOGGIA E FREDDO

26 Novembre 2014, 12:36pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20141126_1463301-pioggia.jpg.pagespeed.ce.ZGMIeaSvEd.jpg

10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Dopo qualche giorno di tregua il maltempo torna sul Mediterraneo con il ciclone Medea,che porterà molta pioggia e un calo delle temperature. «Fino a domenica una debole perturbazione atlantica raggiungerà il Nord e il Centro portando molte nubi, un calo termico di 2/4° e deboli precipitazioni che però risulteranno più consistenti e localmente forti sul Piemonte occidentale e inizialmente sulla Liguria. Venti di scirocco anche moderati o forti spireranno su tutti i nostri mari. LE PREVISIONI Tra venerdì e sabato avremo un certo miglioramento con piogge sempre sul Piemonte finché domenica arriva il ciclone Medea». Il ciclone, spiega ilmeteo.it, «arriverà dalla Spagna ed inizierà a portare piogge al Nord ed entro la tarda sera di domenica anche al Centro e al Sud. Lunedì avremo maltempo generale su tutta la Penisola con possibili nubifragi sul Lazio, Campania e Calabria tirrenica poi farà sempre più freddo».

LEGGO.IT

26.11.2014.

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SEZ.SICILIA NEWS Ragusa Prende pensione madre morta, denunciata Donna era morta nel 2009, presi illecitamente 43 mila euro

26 Novembre 2014, 11:07am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA - RAGUSA, Continuava a percepire la pensione della madre, nonostante la donna fosse morta nell'aprile 2009. S.B., 34 anni, di Comiso (RG) e' stata scoperta dalla Gdf che l'ha denunciata per truffa ai danni dello Stato. La donna, munita di delega, riscuoteva la pensione di oltre 750 euro, che mensilmente veniva accreditata sul conto corrente bancario che era cointestato con la madre morta. L'importo illecitamente percepito sarebbe di circa 43 mila euro. ANSA

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SEZ.SICILIA NEWS Rissa per ok su Fb, denunciate 2 'bulle' Clicca 'mi piace' su bacheca ragazzo 'conteso', picchiata

26 Novembre 2014, 11:05am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

INSERITO DA ELSA COPPA RAGUSA,  - Aveva cliccato dei 'mi piace' sul profilo Facebook di un ragazzo al quale una di loro era interessata. Sarebbe questo il motivo dell'aggressione subita a Ragusa da una 18enne, fatta cadere a terra e trascinata in piazza San Giovanni da una sua coetanea e da una 17enne. La scena è avvenuta davanti un gruppo di ragazzi che sono rimasti a guardare lo 'spettacolo'. La vittima è stata medicata in ospedale. Le due 'bulle' sono state denunciate dalla polizia per minacce, ingiurie e lesioni.ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Portano via bancomat con escavatore Ladri in azione la notte scorsa ad Adelfia, ricerche dei Cc

26 Novembre 2014, 11:01am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA ADELFIA (BARI), 26 NOV - Sconosciuti la notte scorsa hanno portato via ad Adelfia lo sportello bancomat di un istituto di credito sradicandolo con un escavatore che hanno poi abbandonato sul posto. Il furto è stato compiuto in via Generale Dalla Chiesa. Dopo averlo sradicato dalla parete, i ladri caricato lo sportello bancomat su un autocarro munito di gru, facendo perdere le tracce. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Triggiano (Bari).ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Finte aste giudiziarie, tre arresti Operazione eseguita dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria

26 Novembre 2014, 10:50am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA REGGIO CALABRIA, 26 NOV - I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, insieme a personale della sezione di pg del Corpo forestale dello Stato, hanno arrestato tre persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. I tre avrebbero simulato finte aste giudiziarie vendendo beni a prezzi vantaggiosi per gli ignari acquirenti, che, una volta fatto il pagamento, hanno visto scomparire denaro, bene e "venditori". In una occasione sarebbe stata simulata la vendita di beni dell'ex Afor.ANSA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS SASSARI Si muore ancora di Aids, tre ragazzi in tre mesi

26 Novembre 2014, 10:43am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Padre Salvatore Morittu fondatore dell’unica Casa famiglia in Sardegna: «Facciamo in modo che non cali il silenzio».

SASSARI. Tre decessi negli ultimi tre mesi, dal 12 settembre a oggi. É un dato drammatico, serve a ricordare a tutti che di Aids si muore ancora e non si deve abbassare la guardia. Ogni giorno è una sfida nuova, con piccoli passi in avanti e tanti pregiudizi da superare, anche nel settore sanitario.

Padre Salvatore Morittu, fondatore di Mondo X Sardegna e della Casa famiglia Sant’Antonio Abate di Sassari (l’unica attiva in Sardegna capace di accogliere persone malate di Hiv e patologie correlate)coglie l’occasione dell’appuntamento delle «Giornate della solidarietà» - in programma il 29 e 30 novembre - per una riflessione che serve a fare circolare le informazioni e consentire che arrivino a tutti.

«I tre ragazzi deceduti in questi mesi erano tutti da noi, alla Casa famiglia. Uno era arrivato dieci anni fa, l’altro da poco più di un anno, il terzo da appena due mesi. Abbiamo fatto il funerale e vorrei dire che è importante che gli ammalati di Aids siano onorati nel loro percorso estremo. E il funerale ha un grande significato per chi da vivo è dentro la malattia. Hanno tante aspettative, pensano: potrò essere trattato come gli altri?».

É anche un momento per guardare alle famiglie, per dare una speranza e favorire la riconciliazione?

«In due dei tre casi le mamme erano volutamente assenti. I fatti della vita hanno portato debolezza e fragilità, sembrava che non dovessero più riavvicinarsi ai figli. Invece c’è stata una viva riconciliazione, le madri erano presenti per salutare i loro ragazzi. E la comunità li ha ritrovati, attuali, senza i pesanti riferimenti al passato».

Sembra assurdo, ma la morte e un funerale diventano elementi per raccontare la vita di questi ragazzi...

«É vero. É possibile raccontare un evento così particolare e relazionare la morte non come solitudine e abbandono ma lanciare un messaggio dalla nostra frontiera, dove i malati vivono una dimensione così come potrebbe essere in una famiglia».

A che punto è la ricerca e quali progressi hanno fatto le cure per l’Aids?

«I farmaci stanno assumendo una dimensione che posso definire più equilibrata. Nel senso che siamo passati da una manciata di medicine a due o tre pastiglie per volta. La difficoltà di oggi è quella di continuare a vivere sapendo che sarai pur sempre un malato. I ragazzi recuperano vita ma non la qualità che possa permettergli una esistenza simile a quella di chi sta bene. Anche un abbraccio aiuta a stare meglio».

É una sfida impossibile?

«Condividere la vita con loro richiede fatica e impegno. Quello che noi facciamo è qualcosa di molto limitato, ma il bisogno di vivere che esprimono è molto forte. Amano la vita molto più di noi, vogliono giocare la sfida sino all’ultimo, al di là delle loro fragilità psichiche e fisiche».

C’è il rischio dell’isolamento e dell’emarginazione?

«I ragazzi sono spesso troppo esagerati nella loro autoemarginazione, è fondamentale che non si isolino perché una delle reazioni più frequenti è quella di tendere a scomparire in qualunque modo. E vanno incoraggiati, perché nel momento in cui si fanno una ragione della loro condizione possono vivere sentendosi meno soli».

Che cosa dice chi scopre di avere fatto il drammatico incontro con l’Aids?

«Un ragazzo al quale avevano appena fatto una diagnosi disperata, la prima frase che mi ha rivolto è stata questa: mi raccomando, non mi lasciate solo. Ecco, il nostro obbligo è quello di accentuare l’attenzione e le cure per queste persone. E raccontarli - come accadrà domani con la presentazione del libro “Aids: destinati a vivere” - significa ricordare che esistono come persone e non come problema».

La casa famiglia ha i posti occupati, come si fa a dare risposte a tutti?

 

«Abbiamo 12 ospiti, sempre al completo. Stiamo assolvendo alla funzione di privilegiare sempre più i poveri, gli ultimi. E spesso tocca dire che non c’è posto. Ma non è una resa, solo una sfida difficile che continua».

FONTE LA NUOVA SARDEGNA

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TOSCANA NEWS LUTTI Muore in azienda a 39 anni

26 Novembre 2014, 10:34am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Mirko Biagini, l'operaio morto per un...

 397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PRATO. E’ morto mentre era in mensa. Erano da poco passate le 12 di martedì 25 novembre e Mirko Biagini era andato a mangiare qualcosa con un compagno di lavoro.  Un locale adibito per fare uno spuntino nella pausa pranzo nella ditta Banelli, una delle rifinizioni tintoria che si affacciano su via del Molinuzzo al Macrolotto. Mirko, 39 anni, originario di Montemurlo ma domiciliato a Pistoia con una compagna lavorava lì da settembre. I compagni di lavoro lo conoscono poco ma lo dipingono come un uomo gentile che, lì a Prato, faceva l’operaio arroto latore, la mansione di chi arrotola le pezze dopo la lavorazione. Si è accasciato improvvisamente.  Così ha raccontato il collega che era con lui. E’ stato chiamato il 118, è arrivata la Misericordia di Poggio a Caiano ma, per Mirko Biagini non c’era più niente da fare. Gli accertamenti del caso e poi la salma è stata ricomposta dal servizio funebre della Misericordia. Ancora non è stata fissata la data dei funerali.

IL TIRRENO

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LOMBARDIA NEWS Elena investita, si indaga anche nell’Est

26 Novembre 2014, 10:30am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PAVIA. Controlli serrati ai valichi di confine e nei porti dell’Adriatico: l’indagine sull’investimento di Elena Madama si sposta decisamente nei paesi dell’est Europa. E, in particolare, in Moldova e in Ucraina. Il conducente della Opel Insigna, che comunque non è stato identificato, potrebbe arrivare proprio da quei paesi. E, secondo gli investigatori, sarebbe ancora in Italia deciso a lasciare il nostro paese alla prima occasione buona. E nel più breve tempo possibile perchè intorno a lui la polizia sta facendo terra bruciata. Si sarebbe subito diviso dal complice le cui responsabilità nel tentativo di omicidio sono decisamente più limitate. L’inchiesta, affidata alla squadra mobile, prosegue nel riserbo assoluto ma dalla refurtiva trovata in auto sembra che i due arrivino proprio dalla Moldova oppure dall’Ucraina. Un testimone li ha anche sentiti parlare tra loro quando hanno iniziato la fuga a piedi in via Cardinal Maffi. E potrebbe aver fornito altri indizi utili. Autoradio e navigatori satellitari hanno un mercato clandestino diretto soprattutto verso quei paesi. Ma sono semplici ipotesi investigative perchè, per il momento, mancano certezze. Gli investigatori della questura hanno quindi messo in allerta i colleghi dei posti di confine, Tarvisio e Trieste verso la Slovenia e dei porti adriatici (Falconara e Ancona in particolare) in modo che i controlli siano più serrati. Ma non solo. E’stata interassata anche l’Interpol i cui funzionari avrebbero già iniziato a svolgere accertamenti in quei paesi dell’est Europa nel tentativo di trovare elementi utili all’inchiesta coordinata dai magistrati della procura della repubblica di Pavia. Un impegno costante che, nel giro di qualche settimana, potrebbe portare a risultati soddisfacenti almeno per quanto riguarda il conducente dell’auto. Ieri sono stati effettuati altri rilievi scientifici sulla Opel sequestrata in questura a Milano. Le prime impronte digitali trovate non avrebbero portato a risultati concreti. Nell’archivio nazionale erano sconosciute. Ma l’Interpol potrebbe quindi estendere le ricerche nei data base dei paesi dell’est.

DI ADRIANO AGATTI LA PROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO DECIDE DI SPOSARSI IN OSPEDALE MA MUORE DOPO DUE SETTIMANE

26 Novembre 2014, 10:22am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La madre è malata terminale di cancro, lei decide di sposarsi in ospedale.

293793 420176538023874 796340274 nDI ELSA COPPA La ragazza si è preparata nella stanza dove era ricoverata la madre ed insieme a lei ha sfilato nei corridoi dell'ospedale per celebrare il matrimonio nel giardino della struttura. Quando la madre Janet è stata ricoverata d’urgenza in ospedale a causa di un cancro terminale, la figlia Cathryn Copeland non ci ha pensato su due volte e ha deciso di spostare il suo matrimonio già in programma sposandosi proprio nella clinica dove era ricoverata la donna. La giovane ragazza aveva sempre desiderato sposare l’amore della sua vita di fronte alla famiglia e agli amici, ma quando alla madre è stato diagnosticato il cancro era indecisa se rimandare l’appuntamento o confermarlo. Quando ha capito che le condizioni della madre erano critiche ha parlato con il fidanzato Connor è ha deciso di spostare tutta la cerimonia nuziale nel giardino della struttura sanitaria a Gainesville, nel Texas. Così il 22 ottobre scorso la clinica è stata addobbata a festa travolta da un’ondata di gioia per il matrimonio di Cathryn e Connor. La donna è morta pochi giorni dopo il matrimonio Madre e figlia si sono preparate insieme proprio nella stanza dove la donna era ricoverata e hanno sfilato per i corridoi per raggiungere l’altare allestito nel giardino. La signora Janet, nonostante la carrozzina e le flebo che ha dovuto trascinarsi dietro, ha potuto così realizzare il suo ultimo desiderio, assistere al matrimonio della figlia.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Donna col pacemaker muore in aeroporto dopo controllo al metal detector

26 Novembre 2014, 09:58am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Donna col pacemaker muore in aeroporto dopo controllo al metal detector.

293793 420176538023874 796340274 nDI ELSA COPPA La 30 enne russa si è sentita male all'aeroporto di Ulan-Ude, subito dopo aver passato il metal detector. Indagini in corso da parte dei funzionari aeroportuali Una donna russa di 30 anni è morta in seguito a un controllo al metal detector nell’aeroporto di Ulan-Ude, nella Siberia meridionale. La vittima aveva un pacemaker e la causa del decesso potrebbe essere legata ad un malfunzionamento dello stimolatore cardiaco dovuto al “passaggio” tra le onde elettromagnetiche. “Poco prima di arrivare al gate – racconta il marito 33enne Maxim, che se l’è vista morire tra le sua braccia – Diana ha iniziato a tremare ed è collassata”. Inutili i soccorsi dei medici. “I sanitari – aggiunge l’uomo – sembrava non sapessero cosa fare, non hanno chiamato neanche l’ambulanza e pochi minuti dopo Diana è morta”. Secondo quanto raccontato dai media russi, Diana Tolstova era giunta all’aeroporto situato nel distretto federale della Buriazia con il marito. Come da prassi, avrebbe dovuto attraversare il metal detector. Ma prima di sottoporsi a questo tipo di controllo, aveva dovuto avvisare gli addetti dell’aeroporto di essere portatrice di pacemaker. Nonostante ciò, è stato comunque costretta a seguire la procedura. Una volta superato il metal detector, all’altezza del gate, la 30 enne russa ha cominciato a tremare fino al collasso. Ora gli inquirenti stanno portando avanti le indagini sia per capire quali siano state le cause del decesso della donna, sia per accertare eventuali responsabilità.

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