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news italia e dal mondo

LOMBARDIA NEWS SANITÀ Allarme vaccini: "A Pavia nessuna fiala dei due lotti bloccati"

29 Novembre 2014, 08:44am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA

Le rassicurazione dell'Asl dopo le 5 morti sospette

 


Una vaccinazione in ambulatorioUna vaccinazione in ambulatorio

PAVIA. Sono cinque le segnalazioni giunte all'Aifa per decessi di anziani dopo l'assunzione del vaccino antinfluenzale Fluad prodotto dalla Novartis, ma la stessa Agenzia precisa che al momento non è possibile stabilire una relazione diretta tra vaccinazione e decessi e che il ritiro di quella tipologia di vaccino è stato disposto per precauzione e non perché sia stato provato il nesso di causalità tra le morti e la vaccinazione.

«Per quanto riguarda la provincia di Pavia abbiamo controllato tutti i lotti – afferma Luigi Camana, responsabile prevenzione Asl Pavia – Lo abbiamo fatto alle 19.30 di giovedì, appena arrivata la notizia. Nessuno dei vaccini acquistati dall’Asl di Pavia e somministrati in ospedali, ambulatori, rsa e dai medici di famiglia alle categorie a rischio appartiene ai due lotti segnalati». Da questo controllo restano esclusi i vaccini acquistati in farmacia. «Noi ormai vendiamo pochissimi vaccini – spiega Roberto Braschi, ordine dei Farmacisti – e in magazzino non abbiamo vaccini dei lotti ritirati. È indubbio che qualunque farmaco può avere effetti avversi, ma le possibilità di complicanze severe della malattia sono maggiori della possibilità di un evento avverso con la vaccinazione». Nel 2013 le persone morte in Italia per complicanze legate all'influenza sono state più di 8mila». L’Asl ha diramato avvisi a medici e farmacie perché controllino l'identificativo dei vaccini venduti e somministrati. Ma la situazione è in continua evoluzione.

«Ogni giorno riceviamo comunicazioni relative a farmaci ritirati in via cautelare – afferma Enrico Beltramelli, presidente Federfarma – abbiamo un sistema di collegamenti internet per cui Aifa può bloccare tutto quel che vuole in tempo reale e invece abbiamo appreso delle morti e del ritiro del vaccino in via cautelativa dal telegiornale. Il rischio che il vaccino si sia diffuso in giro per l’Italia coi fornitori è remoto ma esiste. Ma dato che gli effetti avversi si sono verificati nelle 48 ore successive alla somministrazione del vaccino, chi lo ha fatto dieci giorni fa non è a rischio. E anche se il nesso tra le morti e il farmaco non è stato ancora verificato, il problema delle reazioni ai farmaci va posto all’attenzione degli operatori, sempre».
Le morti sospette riguardano cinque anziani: due a Siracusa, una a Termoli ed altri due a Prato e Lecce. L'Aifa sottolinea come sia stata rilevata "una concomitanza temporale'' tra la somministrazione del vaccino Fluad ed i decessi. Tuttavia bisognerà attendere l'esito delle analisi sui due lotti del vaccino incriminati - attualmente in corso all'istituto superiore di sanità - per stabilire l'effettiva esistenza di una relazione causa effetto tra vaccini e decessi. I primi risultati delle analisi arriveranno entro una settimana.

Intanto Aifa sta verificando nuove segnalazioni, e l'Asl di Como ha disposto verifiche sulla morte di un altro anziano, avvenuta la scorsa settimana, per accertare se sia correlata all'impiego del vaccino Fluad. L'uomo aveva una situazione clinica ''di co-morbidità complessa''. Il vaccino, insieme ad altre due tipologie (Vaxigrip e Intanza) è tra quelli forniti dalla Asl per la campagna di antinfluenzale. Se le ipotesi legate all'assunzione del vaccino dovessero prendere consistenza, si tratterebbe della sesta vittima sospetta. Non ci sarebbe invece nessuna correlazione fra la morte di un uomo novantenne di Prato e il vaccino. La procura di Prato ha pero' aperto un'inchiesta. Al momento si tratta di un fascicolo di atti relativi senza titolo di reato e indagati in attesa di capire se ci siano correlazioni tra la vaccinazione e la morte. La procura starebbe valutando la riesumazione della salma, già tumula.

LA PROVINCIA PAVESE

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LOMBARDIA NEWS VIGEVANO "Adescava ragazzini sui treni", arrestato presunto pedofilo

29 Novembre 2014, 08:42am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA I carabinieri intervengono dopo la segnalazione di alcuni minorenni, l'uomo era uscito dal carcere un anno fa dopo una condanna per questo tipo di reati. Davanti al giudici: "Mi hanno incastrato"

La convalida dell'arresto. E' stato convalidato dal gip di Pavia Carlo Pasta l'arresto del 55enne accusato di violenza sessuale su minori. L'uomo, che vive in un dormitorio a Milano, si è dichiarato estraneo alle accuse e ha sostenuto di essere statao incastrato dai minorenni che aveva conosciuto in precedenza proprio a Vigevano. Rimane in cella a Torre del Gallo.

 

Le accuse. Adescava i ragazzini sui treni e li induceva ad avere rapporti sessuali in cambio di piccole somme di denaro. Con questa accusa un pedofilo recidivo di 55 anni, originario di Seveso (Monza e Brianza), senza fissa dimora, scarcerato poco più di un anno fa, dopo una condanna per reati analoghi, è stato fermato dai carabinieri di Vigevano per violenza sessuale su minori. Con sè aveva un taccuino su cui annotava nomi e numeri di telefono delle vittime, che avvicinava sulle linee regionali tra Milano, Pavia, Genova e Monza. L'uomo è stato intercettato e bloccato dai carabinieri al termine di un breve inseguimento dopo che ieri mattina alcuni minori avevano fermato una pattuglia in transito in via della Gioia a Vigevano segnalando di essere stati molestati dall'uomo. Uno studente di 14 anni di Vigevano ha denunciato di aver subito dal 55enne abusi sessuali in più occasioni, a partire da agosto, dopo essere stato condotto in una casa abbandonata nei pressi della stazione ferroviaria di Vigevano. Ha riferito di essere stato costretto ad avere un rapporto sessuale aggiungendo che in seguito l'avrebbe adescato più volte e costretto con minacce e violenze ad avere altri rapporti dopo averlo portato in zone isolate o nelle campagne vicino alla stazione ferroviaria di Albairate (Milano). Amici e genitori, interrogati, hanno confermato che il giovane da mesi si sentiva braccato dal quell'uomo. Da successivi accertamenti, ancora in corso, sono emersi approcci con altri due studenti di 14 e 16 anni di Vigevano.

LA NUOVA PAVESE

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LOMBARDIA NEWS RICHIESTA DI SICUREZZA San Genesio, sì alle ronde. Si parte con 14 volontari

29 Novembre 2014, 08:38am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

293793 420176538023874 796340274 nINSERITO DA ELSA COPPA Due turni al mattino e alla sera con i militanti della Lega Nord Il sindaco: «Troppi furti ma non abbiamo risorse per aumentare i vigili»

 

Ronde a San GenesioRonde a San Genesio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SAN GENESIO. Ronde per garantire più sicurezza in paese. Sta crescendo il numero dei furti e aumenta anche la paura dei cittadini, così la Lega Nord ripropone uno dei suoi vecchi cavalli di battaglia e decide di organizzare controlli capillari sul territorio. Ad alternarsi in turni quotidiani saranno 14 volontari, tutti iscritti alla sezione locale del Carroccio che comprende i Comuni di San Genesio, Siziano, Zeccone e Bornasco. Cittadini che hanno deciso di rimboccarsi le maniche per «mettersi a disposizione della collettività». Gireranno per le strade di San Genesio e delle frazioni, muniti di telefonino, pronti a segnalare situazioni sospette alle forze dell’ordine. «Intendiamo partire la prossima settimana – spiega il segretario cittadino Massimo Massara –. I volontari si limiteranno a svolgere un compito di sentinelle, segnalando anomalie e tenendo d’occhio soprattutto le zone e le villette più isolate».

Già decisi gli orari delle pattuglie: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 18 alle 19.30. «Si tratta dei momenti della giornata in cui si esce per fare commissioni o si è al lavoro, in media sono le ore in cui agiscono i ladri», precisa Massara. Verranno organizzati due turni che coinvolgeranno 8 persone, quattro al mattino e quattro alla sera. A chiedere una mano alla sezione cittadina è stato il sindaco del Carroccio Cristiano Migliavacca, stanco di non riuscire a garantire quella legalità richiesta da tempo dai suoi cittadini. «La gente mi ferma per strada o viene in municipio chiedendo più controlli – spiega Migliavacca –. A essere preoccupate non sono solo le persone anziane, ma tutti coloro che vogliono stare tranquilli a casa propria. Il Comune non ha le risorse per intensificare il monitoraggio della polizia locale e non possiamo chiedere sforzi ulteriori alle forze dell’ordine». E le ronde sembrano ormai l’unica alternativa, visto che era naufragata la proposta dell’amministrazione leghista, lanciata lo scorso anno, di tassare la cittadinanza per pagare un servizio di vigilanza privata. «La tassa di scopo non può essere utilizzata per i servizi, ma solo per investimenti per la manutenzione del patrimonio – dice il sindaco di San Genesio –. Lo Stato centrale ci ha impedito di portare avanti un progetto di cui la popolazione avrebbe beneficiato, ma che il Comune non poteva realizzare in modo autonomo per mancanza delle risorse necessarie».

E l’assessore alla sicurezza EnricoTessera aggiunge: «I cittadini sono disperati, non bastano i controlli che già eseguiamo ogni tanto». «Sono troppo poche le quattro autovetture che i carabinieri hanno a disposizione per l’intero territorio provinciale – aggiunge Migliavacca –. Come ufficiale di governo, fornirò tutto il mio appoggio a questi quattordici volontari che voglio ringraziare».

Il prossimo passo sarà quello di chiedere l’autorizzazione al prefetto, «ma credo che l’iniziativa sia legittima». A San Genesio, paese dove l’allora sindaco Gianpiero Zetti aveva lanciato la provocazione di installare cancelli per lasciar fuori «neri ed extracomunitari», le ronde erano già state effettuate nel primo mandato Mura, altro esponente leghista, e in effetti, fa sapere l’assessore Tessera «la situazione era migliorata». Adesso il Carroccio ci riprova.

Stefania Prato LAPROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA DAL E MONDO IL NOME SUL LIBRETTO, TRIONFA LA BUROCRAZIA: ECCO LA NORMATIVA APPENA ENTRATA IN VIGORE

28 Novembre 2014, 16:52pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Siamo nell’«éra della liquidità», come la chiama il filosofo Zygmunt Bauman? Sì, ma «liquidità» dovrebbe significare che tutti nuotano più liberamente e che tutto diventa più fluido e invece no: per quanto riguarda le auto, vade retro Bauman! La neo-epoca della complessità è calata quasi all’improvviso, così: se acquisti un’auto aziendale o comunque se la guidi perché è della tua azienda ma non la guidi soltanto tu, devi specificare dappertutto - direttamente sul libretto e anche con una notifica alla Motorizzazione - chi sta seduto al volante. Io sì e, se andiamo a farci una gitarella fuori porta, mia moglie no, pur essendo patentata ma non certificata, riconoscibilissima ma non riconosciuta in questa sorta di nuova anagrafe ad hoc? Se comunichi agli uffici burocratici - o direttamente a Franz Kafka, visto che si tratta di complicazione burocratica kafkiana - che può guidare l’auto aziendale anche una consorte o una figlia o un figlio o una nuora o un cugino, va bene. Sennò, vadano a piedi o stiano buoni sul sedile di dietro questi parenti o amici sconosciuti alla nuova anagrafe decisa per legge. Le vetture aziendali e quelle a noleggio a lungo termine rientrano nella norma anti-liquida. E chi non la rispetta: paga. Con una multa di 705 euro più il ritiro della patente. Pagarne 705 euro è peggio che pagarne 9: ma nove sono comunque nove e non è piacevole sorbirsi questa mini-micro tassa, per registrare il nome del conducente alla Motorizzazione, che si aggiunge a tutte le altre imposte piccole, grandi e grandissime, dirette e indirette e a loro volta figlie della paleo-solidità sociale e amministrativa e non della smart society. Inglesismo per inglesismo: si vuole combattere una situazione «far» - è un po’ da selvaggio Far West non sapere chi guida che cosa - non con una soluzione «fast», cioè veloce, ma con l’ennesima lungaggine amministrativa. In nessun Paese europeo, guarda caso, esiste una normativa di questo tipo. E si prevede che il settore delle auto aziendali e di noleggio a lungo termine avrà una ricaduta complessiva, per questo provvedimento, tra costi diretti e indiretti, di 15 mln di euro. LACCI E LACCIUOLI Dunque conviene? Suvvia. Le aziende riusciranno a gestire questo problema in più, se non altro perché sono abituate a complicazioni, lacci e lacciuoli ben peggiori, ma per i privati - ho un’auto e a mia figlia non la posso fare guidare se non ho avvertito “i superiori”, ossia quelli che abitano il Castello kafkiano - un problema che si aggiunge a un altro problema non fa la somma di due problemi ma li moltiplica all’infinito. La finalità della nuova anagrafe per i guidatori non proprietari ha le sue buone ragioni. Scrivendo i nomi dei conducenti si evitano le frodi e le evasioni fiscali, e si ha più certezza di chi potrebbe essere a bordo di un’auto. Meno Far West, appunto. Ma siccome siamo in Italia, il rimedio diventa peggiore del problema iniziale, e la toppa è più bucata del buco. Ma c’è di più. E il fatto è che: «Fuori c’è la crisi», come da celebre hit di Ivano Fossati. E in tempi di crisi economica, se uno in famiglia ha l’auto - e molti di noi la pensano come Vittorio Gassman nel «Sorpasso»: «Io bene come in macchina non sto in nessun posto» - e riesce a condividerla con il resto dei congiunti occorrerebbe dargli una mano, non fargli firmare e consegnare alle autorità l’ennesimo modulo da decifrare o farsi interrogare sull’uso condiviso del mezzo e se il test è superato l’auto è collettiva sennò resta individuale e gli altri al massimo possono fare i copiloti. Figura che oltretutto non serve più, essendoci il navigatore. RISPOSTA ANTICRISI Il car sharing familiare potrebbe essere una risposta alla crisi economica e magari anche un rimedio contro l’inquinamento: meglio due auto in sette o sette auto in due? Proprio il car sharing, non solo quello domestico, rientra in questa problematica. E vi rientra per opposto. L’auto condivisa ha preso in questi ultimi anni molto piede, rubando fette di mercato, ai danni del noleggio a breve termine. In quanto affittare una macchina comporta stipulare un contratto e sottoporsi ad attese sempre più lunghe negli uffici di noleggio, dove manca soltanto che ti facciano una visita oculistica supplementare. Il car sharing invece va bene perché veloce: basta digitare sul telefonino, e via! Per le altre auto, quelle sottoposte alla normativa-complicativa, non si chiede di abolire le chiavi d’ogni tipo. Ma nemmeno di farle diventare delle auto blindate.

LEGGO.IT

28.11.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO ROMA, VA IN CLINICA PER UNA BRONCHITE: LE RECIDONO L'ARTERIA, VA IN COMA E MUORE

28 Novembre 2014, 16:42pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Per curare una semplice bronchite una donna di 58 anni si è recata in clinica, ma a causa della recisione dell'arteria femorale avvenuta durante il ricovero, ha perso la vita. Per questo i familiare della donna, deceduta oggi a Roma, hanno depositato una denuncia in Procura a Roma per chiedere il sequestro della cartella clinica e l'avvio di accertamenti sui medici che l'hanno avuta in cura alla clinica San Raffaele. La signora, a causa di una forte bronchite, il 15 ottobre scorso si è recata presso l'Aurelia Hospital per farsi curare. Nello stesso giorno i medici hanno disposto il trasferimento alla clinica San Raffaele «ritenuta - è scritto nella denuncia - più idonea per curare questo tipo di patologie». Il 10 novembre scorso, visto l'aggravarsi delle condizioni, la paziente è stata trasferita d'urgenza al San Camillo dove i medici hanno constatato che durante il ricovero al San Raffaele le era stata recisa l'arteria femorale. La signora è stata quindi sottoposta ad una trasfusione di sangue ed ad un intervento chirurgico. Dopo quasi due settimane di coma farmacologico, una tracheotomia ed una dialisi, la donna però è deceduta. Nella denuncia, depositata dall'avvocato Marco Borrani, si afferma che i medici avrebbero lavorato «con negligenza, imperizia ed imprudenza».

LEGGO.IT

28.11.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO PAPA FRANCESCO ATTERRATO AD ANKARA: 3 GIORNI IN TURCHIA NEL SEGNO DEL DIALOGO

28 Novembre 2014, 15:02pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Papa Francesco è arrivato in Turchia, dove compie una visita di tre giorni. L'aereo con a bordo il Pontefice è atterrato all'aeroporto internazionale della capitale Ankara. L'ACCOGLIENZA All'aeroporto è stato accolto da un ministro delegato dal governo, da alcune autorità civili e militari e dal nunzio apostolico, mons. Antonio Lucibello. Prima tappa per Papa Francesco il mausoleo di Atatürk dove ha deposto una corona di fiori e sostato in silenzio. Nella sala Tower of National Pact del museo, il Papa ha poi firmato il Libro d'Oro con la dedica: Formulo i voti più sinceri perché la Turchia, ponte naturale tra due Continenti, sia non soltanto un crocevia di cammini, ma anche un luogo di incontro, di dialogo e di convivenza serena tra gli uomini e donne di buona volontà di ogni cultura, etnia e religionè.IL SALUTO AI GIORNALISTI «Vi dò il benvenuto e vi ringrazio per la vostra compagnia in questo viaggio. Il vostro lavoro è un sostegno, un aiuto e un servizio, un servizio al mondo per far conoscere questa attività religiosa e umanitaria». Lo ha detto papa Francesco salutando i giornalisti al seguito durante il volo che lo ha portato ad Ankara. «La Turchia è testimone - ha proseguito -. È quella che fa l'aiuto a tanti rifugiati delle zone in conflitto». «Vi ringrazio di questo servizio», ha aggiunto il Pontefice. IL PATRIARCA «La confidenza intima che abbiamo sentito con papa Francesco, fin dalla sua elezione, è senza dubbio un nuovo propulsore per il cammino verso l'unità», «come compagni di strada», e «questo incontro apre una prospettiva nuova nel dialogo cattolico -ortodosso». Lo dice - in un'intervista in apertura di Avvenire - il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, che si appresta a ricevere papa Francesco. «La voce delle Chiese cristiane deve essere armonica per poter risvegliare l'uomo contemporaneo da un torpore spirituale» che, afferma, «crea l'idolatria del concetto stesso di Dio, arrivando all'estremismo fanatico, che è la negazione stessa di Dio. I cristiani uniti devono parlare con un'unica voce contro questo tipo di nemico comune». Parlando delle uccisioni dei cristiani in Medio Oriente, il patriarca sottolinea che «dobbiamo saper testimoniare tutti che nessuno ha il diritto di uccidere in nome di Dio e che nessuno ha l'esclusiva di Dio». «Il processo politico e civile del nostro Paese - dice accennando alla situazione in Turchia - ha evidenziato sviluppi positivi durante il governo del Presidente Erdogan, soprattutto riguardo al tema delle libertà religiose», poi aggiunge che il potere politico, per salvaguardare la laicità dello stato ha ridotto «di fatto i fedeli delle minoranze religiose a cittadini di seconda categoria». Per il patriarca «uno degli aspetti ancora controversi è ad esempio il riconoscimento giuridico della Chiesa come ente di diritto pubblico» e l'ostacolo alla «riapertura della scuola teologica di Chalki». IL TELEGRAMMA A NAPOLITANO «Nel momento in cui mi accingo a compiere il mio viaggio in Turchia, per favorire l'incontro e il dialogo tra culture diverse, per rafforzare il cammino dell'unità dei cristiani e per condividere momenti di preghiera con fratelli e sorelle nella fede, mi è caro rivolgere a lei signor presidente e alla nazione italiana il mio cordiale saluto, che accompagno con fervidi auspici per il progresso spirituale civile e sociale della diletta Italia». Lo ha scritto papa Francesco nel telegramma mandato al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, nel momento di lasciare il territorio italiano alla volta della Turchia e nel sorvolare poi l'Albania e la Grecia. Messaggi analoghi sono stati mandati anche al presidente albanese Bujar Nishani e al greco Karolos Papoulias.

LEGGO.IT

28.11.2014.

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SEZ. SICILIA NEWS PALERMO Mafia: Grasso,in guardia in momento crisi

28 Novembre 2014, 14:55pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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'In questi casi può trovare terreno fertile' PALERMO,  "In un momento di crisi per il lavoro come quello attuale bisogna stare in guardia contro la mafia perché in questi casi può trovare terreno fertile". Cosi il presidente del Senato Piero Grasso durante la sua lectio magistralis a Palermo.

ANSA

28.11.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO MOSCA LA PICCOLA KRISTINA, BABY TOP MODEL A 9 ANNI: E SUL WEB SCOPPIA LA POLEMICA

28 Novembre 2014, 13:06pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

MOSCA - Top model a 9 anni. La piccola Kristina Pimenova è la bellissima bambina che sembra avere una carriera già programmata. Ad oggi è una delle baby top model più richiesta nel settore, ha posato e sfilato già per Vogue, Roberto Cavalli, Dolce & Gabbana, Giorgio Armani e Benetton, avendo iniziato la sua carriera a soli 3 anni. Kristina ha oltre 2 milioni di fan su Facebook e il suo profilo Instagram conta già 315 mila seguaci. Ed è proprio dai social che nasce la polemica. La modella è veramente molto bella ma anche molto giovane. La tutela e la gestione dell’immagine di Kristina è affidata a sua madre, Glikeriya Shirokova, una ex modella che ha smesso da poco e che, da quando ha deciso di dire addio alle sfilate, si sta dedicando esclusivamente alla carriera di sua figlia. «Ha iniziato a tre anni, perché dovunque io andassi per il mio lavoro lei mi seguiva. È stato quasi naturale e quando le persone vedevano Kristina, la trovavano adorabile. Tutti sapevamo che sarebbe stata una grande modella sin da piccola». Chissà se la piccola Kristina la pensa nello stesso modo?

LEGGO.IT

28.11.2014.

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Influenza, prende il vaccino e muore L’Asl di Lecce apre un’inchiesta

28 Novembre 2014, 12:50pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Vittima un anziano di 92 anni a Martano Sequestrati i lotti segnalati dalla Novartis LECCE - Un quinto decesso sospetto, dopo quelli avvenuti nei giorni scorsi a seguito della somministrazione del vaccino antinfluenzale, è stato segnalato a Martano, in provincia di Lecce. Si tratta di un paziente di 92 anni deceduto 72 ore dopo la vaccinazione. Il fatto è accaduto il 24 novembre scorso. Il direttore sanitario dell’Asl di Lecce, Ottavio Narracci, fa sapere che è stato subito disposto il sequestro dei vaccini contenuti nei lotti segnalati dall’azienda produttrice, la Novartis Vaccines and Diagnostics, e alla loro sostituzione con altri. Da riscontri eseguiti nei depositi dell’Asl di Lecce risulta, infatti, che i lotti oggetto di segnalazione sono inclusi in alcune forniture effettuate da Novartis. LA DENUNCIA - È stata l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a vietare la vendita del prodotto. Nell’Azienda sanitaria leccese sono scattate le verifiche sui vaccini acquisiti in modo che quelli segnalati siano restituiti ai distretti di competenza. È stato, inoltre, disposto l’incremento della sorveglianza dei pazienti ai quali è stato somministrato il prodotto coinvolto da meno di 48 ore in quanto, come fa notare l’Asl, «non sussiste rischio aggiuntivo per coloro ai quali sia stato somministrato il vaccino da oltre 48 ore». La campagna vaccinale prosegue, comunque, con gli altri vaccini disponibili. «La segnalazione ad Aifa è obbligatoria, come nel caso di un qualunque evento avverso correlato alla somministrazione di farmaci o vaccini – spiega Ottavio Narracci - e non implica alcuna causalità di rapporto. Sarà una successiva indagine dell’Istituto superiore di sanità a stabilire l’eventuale rapporto tra l’evento avverso e il farmaco, in questo caso il vaccino. La popolazione deve essere tranquilla poiché gli standard di sicurezza sono al massimo livello. Esprimiamo sin da ora un cauto ottimismo circa l’esito della campagna vaccinale nella nostra Asl che volge verso la conclusione, dato che interesserà presumibilmente, fino alla fine, circa 60.000 salentini con più di 65 anni oltre ai pazienti con meno di 65 anni a rischio, su un target complessivo di circa 100.000 persone stimato, percentuale superiore a quella dell’anno scorso».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

28.11.2014.

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SARDEGNA NEWS CAGLIARI Nuovo film di Coda sul bullismo

28 Novembre 2014, 12:40pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Dopo successo "Il rosa nudo", a marzo produzione Italia-Usa - CAGLIARI,  Dopo il successo de "Il rosa nudo", Giovanni Coda è al lavoro con una nuova produzione Italia-Usa, "Bullied to death", film interamente girato in inglese che sarà pronto a marzo. Le riprese sono state realizzate a Cagliari e interpretate nelle parti principali dagli attori americani Tendal Mann e Sheri Mann Stewart. Il film si ispira a un fatto di cronaca che vide protagonista un ragazzino americano di 14 anni suicidatosi dopo una serie di gravi atti di bullismo a sfondo omofobo.

ANSA

28.11.2014.

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