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news italia e dal mondo

PUGLIA E CALABRIA NEWS BRINDISI Ylenia Carrisi, tribunale dichiara morte

17 Dicembre 2014, 12:54pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Sentenza del primo dicembre, richiesta fu presentata da Al Bano E' stata dichiarata il primo dicembre scorso - e oggi se ne è avuta notizia - con sentenza del Tribunale di Brindisi la morte presunta di Ylenia Maria Sole Carrisi, la figlia del cantante Al Bano e di Romina Power, scomparsa inspiegabilmente il 31 dicembre del 1994 a New Orleans, negli Usa. Il ricorso presentato dallo stesso Al Bano, curato dall'avvocato Sandro Caforio, risale al novembre del 2012. Lo stesso Tribunale aveva disposto la pubblicazione, come per prassi, dell'avviso con il quale si dava notizia dell'avvenuta richiesta di un familiare. Veniva indicata la data di nascita, il luogo della scomparsa e l'ultima residenza, in contrada Bosco, a Cellino San Marco (Brindisi). Nessuno ha nel frattempo risposto all'invito "a chiunque abbia notizie a farle pervenire entro sei mesi dall'ultima pubblicazione". Si è poi celebrata nelle scorse settimane una udienza nel corso della quale tutte le persone coinvolte, e cioè i familiari della scomparsa, avrebbero potuto produrre osservazioni riguardo alla procedura. La sentenza può essere pronunciata dopo l'assenza di notizie per un periodo di dieci anni. L'istituto della morte presunta produce gli stessi effetti della morte della persona fisica, ed è rilevante in termini di successione e per statuire come ripartire le eredità. Cesserebbero di avere effetto gli effetti della morte presunta nel caso in cui la persona in questione venga torni a dare qualche cenno della propria esistenza in vita. Si chiude così, da un punto di vista giuridico, un caso che è rimasto avvolto del mistero per vent'anni. Nel giugno del 2011 era stata diffusa la notizia su un settimanale tedesco della presunta riapertura delle indagini e di una tesi secondo cui la donna si trovasse in realtà in convento. L'unica testimonianza utile alla polizia americana fu quella del guardiano dell'Acquario Comunale di New Orleans raccontò di aver visto una donna che rispecchiava l'identikit di Ylenia buttarsi nel fiume Mississippi. Nessun corpo fu mai ritrovato.

ANSA

17.12.2014.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI Corsi universitari per detenuti

17 Dicembre 2014, 12:40pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Sigla protocollo Amministrazione penitenziaria e Ateneo Cagliari CAGLIARI, La rieducazione in carcere può passare anche attraverso gli studi: il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Gianfranco De Gesu, e il rettore dell'Ateneo di Cagliari, Giovanni Melis, hanno firmato un protocollo d'intesa per promuovere l'istruzione universitaria dei detenuti. L'intesa prevede l'organizzazione di attività didattiche, di orientamento e consulenza e di tutorato, anche utilizzando metodologie e tecniche di insegnamento a distanza.

ANSA

17.12.2014.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI Natale, vendite in calo del 3,2%

17 Dicembre 2014, 12:33pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Confcommercio, spesa media 110 euro e dal 2009 acquisti -42,1% -CAGLIARI,Sarà un Natale sempre più magro per i commercianti sardi. Da un'indagine Confcommercio, in collaborazione con CdC & Partners, svolta sulle attese dei consumi a livello regionale, risulta un calo medio di vendite del 3,2% con una spesa media che non supererà 110 euro, contro i 190 del 2009 (-42,1%). Il carico fiscale di dicembre penalizza gli acquisti. La percentuale di sardi che effettueranno regali sarà del 68%, contro l'85% del dato nazionale, l'86% degli intervistati prevede feste dimesse.

ANSA

17.12.2014.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Piazza Grande, ecco l'albero di Natale

17 Dicembre 2014, 12:25pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Un abete di otto metri e mezzo allestito grazie a una cordata di imprenditori. In piazza Cavour una ditta si occuperà dell'albero di luci, mentre gli attivisti del M5S penseranno all'illuminazione delle palme. Per via Cairoli iniziativa a sorpresa di un imprenditore LIVORNO. È arrivato l'albero di Natale in piazza Grande. Un grande abete di otto metri e mezzo davanti al sagrato del Duomo, che sarà allestito grazie a una cordata di imprenditori che si sono resi disponibili a finanziare l’operazione. Come fanno sapere dal Comune, si tratta delle ditte che hanno lavorato alla recente ristrutturazione di piazza Grande: la Ditta Abate (capofila della cordata) e le imprese Di Gabbia, Stil, Barbini ( vivaisti di Grosseto che hanno fornito l'albero) e Lonzi Metalli.Per giovedì 18 dicembre, invece, dal municipio fanno sapere che "grazie all’impegno e alla disponibilità della ditta Bettarini, sarà allestito un secondo albero in piazza Cavour, nell’area pedonale della piazza". "Non sarà - confermano - una pianta, ma un albero di luci artificiale con illuminazione cangiante a led". "Gli attivisti del Movimento 5 Stelle - conclude la nota inviata dal Comune - provvederanno invece a coordinare l’illuminazione delle due nuove palme di piazza Grande di fronte alla facciata del Duomo, aiutati sempre dalla ditta Bettarini". Un ulteriore decoro per la città arriverà da un imprenditore livornese che vuole mantenere l’anonimato e che provvederà a finanziare l’illuminazione in via Cairoli.

IL TIRRENO

17.12.2014.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Niente luce, bar costretti a chiudere

17 Dicembre 2014, 12:18pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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In via Marradi negozianti furiosi per il ko elettrico dovuto ad alcuni lavori dell'Enel. E c'è anche chi riempie il negozio di candele Livorno. Togliere la corrente dalle 10 alle 16 a una settimana dal Natale: il peggior incubo di ogni commerciante. Sono furiosi gli esercenti di via Marradi che mercoledì 17 si sono visti togliere la corrente per mezza giornata per alcuni lavori dell’Enel. In molti sono stai costretti a chiudere, come il bar “Colazione da Tiffany” o il parrucchiere “Marcello”, che ha dovuto annullare ben venti appuntamenti.C’è chi, in qualche modo, fa del suo ingegno un’ancora di salvezza, come Antonella Mantellini del negozio “Il garofano”. “In occasione di ogni festa – dice – ne salta fuori una nuova. E a una settimana dal Natale si registra una giornata di lavoro persa. In tutte le città i lavori si fanno di notte o al mattino presto, ma qui no…”. “Non posso permettermi di stare chiusa – sottolinea – quindi allestisco il negozio con tante candele: rimarrò aperta con le mie candele”. Ma c’è anche chi, un po’ a malincuore, accetta la situazione e non se la sente di criticare. Come alla merceria “Politi”: “Se non potevano fare altrimenti - ripetono dal negozio - hanno fatto bene. Sarebbe stato peggio trovarsi il 23 o il 24 dicembre senza luce”.

IL TIRRENO

17.12.2014.

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LOMBARDIA NEWS MILANO Yara Gambirasio, il furgone di Bossetti un'ora vicino alla palestra

17 Dicembre 2014, 12:08pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Veicolo ripreso più volte dalle telecamere MILANO,  Il furgone di Massimo Bossetti, arrestato per l'omicidio di Yara Gambirasio, sarebbe girato per circa un'ora intorno al centro sportivo di Brembate per poi allontanarsi subito dopo l'uscita della ragazza dalla palestra, il 26 novembre del 2010. Il furgone, stando alle indagini dei carabinieri, è stato ripreso più volte da alcune telecamere. Un testimone, sentito per due volte nelle indagini, ha raccontato di aver visto un furgone bianco cassonato, del tutto simile a quello di Massimo Bossetti, che, a velocità sostenuta, aveva svoltato per via Morlotti, proveniente da via Locatelli a Brembate tra le 18,40 e e le 18,45, negli istanti, quindi, in cui Yara stava uscendo dalla palestra. Il teste è stato sentito nel 2010 e ha confermato la sua versione anche dopo l'arresto di Bossetti.

ANSA

17.12.2014.

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LOMBARDIA NEWS Garlasco, attesa per oggi la sentenza del processo d'appello per Alberto Stasi

17 Dicembre 2014, 12:00pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Chiesti 30 anni per il fidanzato di Chiara Poggi. Udienza iniziata, in Aula i familiari della ragazza Dovrebbe arrivare oggi il verdetto del processo d'appello bis a carico di Alberto Stasi imputato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, la giovane donna uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Per lui il Pg ha chiesto 30 anni di carcere mentre la difesa ritiene non ci siano prove per ritenerlo responsabile del delitto. L'udienza è iniziata con le repliche del sostituto procuratore generale di Milano Laura Barbaini. Dopo il rappresentante della pubblica accusa questa mattina prenderanno la parola gli avvocati di parte civile e quelli di Stasi per gli ultimi interventi. Dopodiché i giudici della prima corte d'assise d'appello, presieduti da Barbara Bellerio, entreranno in camera di consiglio. La sentenza, salvo imprevisti, dovrebbe arrivare nel pomeriggio. In aula oltre ad Alberto, sono presenti anche i familiari di Chiara, mamma Rita, papà Giuseppe e Marco, il fratello della ragazza, che da 7 anni chiedono di sapere la verità. La vicenda A cinque anni esatti dal verdetto di primo grado che aveva mandato assolto Alberto Stasi, la Corte d'Assise d'Appello di Milano potrebbe mettere un punto fermo, anche se non definitivo, nella vicenda dell'omicidio di Garlasco. Dovrebbe stabilire se a uccidere Chiara Poggi sia stato o meno l'ex studente bocconiano, da sempre il solo imputato per quel delitto che, a distanza di oltre sette anni, è ancora irrisolto. Nei suoi confronti la pubblica accusa ha chiesto 30 anni di carcere contestandogli l'omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Per la difesa invece non ci sono prove per giudicarlo responsabile. La sentenza chiuderà il processo di secondo grado celebrato di nuovo dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente assoluzione di Stasi e rinviato gli atti alla magistratura milanese ritenendo che occorresse una "rivisitazione e una rilettura" di tutti gli indizi, alcuni dei quali da approfondire con ulteriori accertamenti. Con questi 'paletti' la Corte, davanti alla quale lo scorso aprile si è aperto il cosiddetto processo d'appello 'bis', oltre al sequestro della bici nera da donna nella disponibilità degli Stasi, ha disposto altri accertamenti: quelli genetici sul bulbo di un capello trovato nel palmo della mano sinistra di Chiara e sulle sue unghie (che non hanno dato esiti tali da costituire una prova processuale) e la ripetizione dell'esame sperimentale della cosiddetta camminata di Alberto estendendolo ai due gradini e alla zona antistante la scala dove quell'estate di sette anni fa l'ex studente bocconiano disse di aver trovato il corpo senza vita della giovane donna. Esame, questo, con cui si è stabilito come sia impossibile che Stasi non si sia sporcato le scarpe e non abbia nemmeno lasciato una traccia ematica sul tappetino della sua Golf, l'auto con cui immediatamente dopo la scoperta del cadavere, si precipitò dai carabinieri del piccolo centro della Lomellina per dare l'allarme. Oltre alle perizie degli esperti nominati dalla Corte, agli atti del dibattimento ci sono alcuni dei risultati dei supplementi istruttori con cui nei mesi scorsi il pg Barbaini ha colmato una serie di lacune, omissioni ed errori dell'inchiesta e gli esiti di approfondimenti effettuati dai legali dei Poggi sulla bicicletta nera. E proprio omissioni ed errori anche inediti sono uno dei punti chiave della requisitoria del sostituto procuratore generale di una ventina di giorni fa. Innanzitutto ha valorizzato le impronte di quattro dita intrise di sangue lasciate dall'assassino sulla maglia del pigiama di Chiara (sulla spalla sinistra) ma poi cancellate da chi ha rimosso il cadavere. Impronte visibili in modo netto in una foto mostrata in aula e che per il pg provano che Alberto, dopo aver ucciso, si lavò le mani per via della presenza delle sue impronte digitali sul dispenser del sapone in bagno. Altro elemento valorizzato sono due graffi sull'avambraccio di Stasi compatibili con una colluttazione e notati da due carabinieri della stazione di Garlasco nell'immediatezza del delitto. Graffi che, come loro stessi hanno raccontato alla Corte, non sono stati fotografati. Non è nemmeno stato messo a verbale come se li fosse procurati. Infine rilevanti per il pg sono le foto scattate al cadavere: smentirebbero quanto aveva affermato il giovane e cioè che Chiara aveva il volto pallido. Questi e altri indizi valutati nel loro insieme hanno portato il pg a sostenere che quella del ritrovamento del cadavere è stata "una messa in scena" e che l'ex studente bocconiano avrebbe alterato "i quadri probatori, limitandoli, deviandoli" fino a "depistare le indagini", come dimostrerebbe la scoperta da parte della pubblica accusa di altre biciclette, almeno due, possedute dagli Stasi e di cui ha sempre taciuto o di un paio di Geox dello stesso numero delle impronte delle suole a pallini rinvenute sulla scena del crimine e mai consegnate. E se i legali di parte civile, oltre alla sostituzione dei pedali della bici bordeaux Umberto Dei - lì venne rintracciato il dna della vittima -, hanno evidenziato che a carico di Alberto ci sono "11 indizi gravi, precisi e concordanti", la difesa ha ripetuto quello che da anni va dicendo: non ci sono prove. Per Angelo Giarda, Alberto va assolto in quanto non è mai emerso nulla che faccia ritenere il giovane responsabile, anzi al contrario sono venuti a galla elementi che lo scagionano. Riguardo alle suole delle scarpe, per esempio, l'ex studente della Bocconi avrebbe potuto non calpestare le chiazze di sangue sul pavimento, per giunta praticamente secche, a causa dell' "evitamento implicito". Inoltre i graffi, secondo le indagini difensive, non sarebbero mai esistiti e la tesi della sostituzione dei pedali non regge. Domani, salvo che le repliche non vadano avanti a lungo, la sentenza. (di Francesca Brunati)

ANSA

17.12.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO LITIGANO IN TRIBUNALE PER L'AFFIDAMENTO DELLA FIGLIA: E IL MARITO CHIEDE IL "PIGNORAMENTO"

16 Dicembre 2014, 15:03pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Una coppia trentina separata litiga sull'affidamento della loro figlia, di pochi anni, e a sbrogliare la situazione potrebbe essere l'intervento di un ufficiale giudiziario. Lui, come riportano alcuni quotidiani locali, ha infatti inviato alla moglie, tramite il proprio avvocato, un atto di precetto, lo stesso che viene usato per il pignoramento di bene materiale o di un oggetto di valore, chiedendo di ottemperare alla disposizione del Tribunale dei minori di Trento sul diritto di visita della bambina. In caso contrario chiede l'«esecuzione forzata». Questa singolare minaccia arriva al termine di una accesa battaglia legale fra i giovani coniugi, finita con un procedimento penale aperto nei confronti della donna accusata dal marito di non farle vedere la piccola nei giorni stabili dal giudice. La madre ribatte accusando il marito di disinteressarsi della figlia e di essersi reso irreperibile per un anno intero.

LEGGO.IT

16.12.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO SEI A DIETA MA NON RIESCI A PERDERE PESO? FORSE STAI COMMETTENDO UNO DI QUESTI ERRORI

16 Dicembre 2014, 14:54pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Natale è ormai alle porte e tutti i buoni propositi saranno rimandati con ogni probabilità al 2015, ma forse qualcuno di voi ha provato a mantenere una linea accettabile proprio in vista delle abbuffate delle feste. Quanti, però, ci sono riusciti? Spesso chi è dieta non riesce a perdere peso, e questo a causa di cinque errori, molto comuni, che possono essere evitati. Ecco i consigli da seguire in caso di diete vane: 1) Non saltare i pasti: è assolutamente indispensabile cercare di consumare tutti i pasti prescritti dal dietologo, perché in questo modo si mangia meno ma anche peggio. 2) Mangiare con calma: la digestione deve essere rispettata in tutto il suo processo. Dobbiamo essere coscienti della nostra alimentazione in tutto il suo processo: dalla scelta degli ingredienti alla loro preparazione, fino all'assunzione. Mangiare troppo in fretta e velocemente è dannoso, e non è un caso che il cibo spazzatura è considerato sempre quello dei fast food. 3) Bere solo acqua: anche se beviamo, possiamo accumulare calorie. L'unico liquido che idrata e non contiene calorie è l'acqua, per tutte le altre bevande dobbiamo stare attenti, perché non dissetano come l'acqua e sono delle vere e proprie bombe caloriche. Dal caffè al tè, dal latte ai succhi di frutta, fino agli alcolici: per la maggior parte dei dietologi, il 21% delle calorie che ingeriamo sono di origine liquida. 4) Mai abbondare: le quantità indicate dal dietologo per ogni porzione di cibo vanno rispettate tassativamente. 5) Non mangiare senza senso: spesso pensiamo che un piccolo spuntino o uno snack durante la giornata non siano poi così nocivi alla nostra linea, e nella maggior parte dei casi lo facciamo più per noia che per vero appetito. Questo, invece, è un errore da evitare, così come non va mai finito il piatto degli altri già sazi. Se abbiamo voglia di uno spuntino, è meglio provare a bere acqua o un infuso.

LEGGO.IT

16.12.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO VENEZIA OGGI IL TAX DAY: DALL'IMU ALLA TASI, 44 MILIARDI DI EURO DA VERSARE AL FISCO

16 Dicembre 2014, 14:39pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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VENEZIA - Entro oggi, 16 dicembre, gli italiani sono chiamati a versare al fisco ben 44 miliardi di euro. Lo indica, in vista del tax day di fine anno, l'ufficio studi della Cgia che ha stimato il gettito che ciascuna scadenza assicurerà al fisco o ai Comuni italiani. Il versamento dell'Iva garantirà l'importo più cospicuo, pari a 16 miliardi di euro; dalle ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti l'Erario incasserà altri 12 miliardi, mentre l'ultima rata dell'Imu, che in grandissima parte affluirà nelle casse dei sindaci, costerà agli italiani ben 10,6 miliardi di euro. La Tasi, che in questa speciale graduatoria è presente per la prima volta solo da quest'anno, consentirà ai Comuni di incassare 2,3 miliardi. Dalla Tari, vale a dire il nuovo tributo sull'asporto rifiuti, l'ultima rata di quest'anno assicurerà un gettito di quasi 1,9 miliardi, mentre dal versamento dell'Irpef dei lavoratori autonomi arriverà 1 miliardo. Infine, dall'imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr e dalle ritenute sui bonifici per le detrazioni Irpef, l'Erario incasserà rispettivamente 231 e 72 milioni di euro. «Il 16 dicembre - segnala il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - è tradizionalmente una scadenza fiscale da far tremare i polsi: una pioggia di scadenze che potrebbe mettere in seria difficoltà molte famiglie e altrettante piccole imprese a causa della cronica mancanza di liquidità. E con il perdurare della crisi, questo impegno economico rischia di diventare per molti imprenditori un vero e proprio stress test». Oltre a ciò, la Cgia ricorda che nel 2014 la pressione fiscale in Italia è prevista al 43,3%. Un livello tra i più elevati d'Europa. «Ma la pressione fiscale reale - conclude Bortolussi - vale a dire quella che grava sui contribuenti onesti, che si misura togliendo dal Pil nominale il 'pesò dell'economia non osservata, si colloca appena sotto il 50% attestandosi, secondo una nostra stima, al 49,5%: oltre 6 punti percentuali in più del dato ufficiale». La Cgia è giunta a questo risultato ricordando che il nostro Pil nazionale, include anche la cifra imputabile all'economia sommersa prodotta dalle attività irregolari che, non essendo conosciute al fisco, non pagano nè tasse nè contributi. Secondo l'Istat, l'economia non osservata - che ora include anche il valore aggiunto «prodotto» dal contrabbando di sigarette, dalla prostituzione e dal traffico di stupefacenti - si aggira attorno ai 200 miliardi di euro all'anno.

LEGGO.IT

16.12.2014.

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