Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

news italia e dal mondo

NEWS ITALIA DAL E MONDO ROMA PIAZZA NAVONA, INSULTI E MINACCE ALL'ASSESSORE CHE HA RIDOTTO IL NUMERO DEI BANCHI NATALIZI

16 Dicembre 2014, 14:29pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20141216_pzanavona.jpg.pagespeed.ce.sPD3A4I66q.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Guardati bene il mio nome sul documento, perchè sono quello che ammazzerà di botte l'assessore». No avrebbe usato mezzi termini un ambulante che si sarebbe rivolto in questo modo, ad un esponente Sel, all'uscita da una seduta di Consiglio municipale giovedì scorso. Obiettivo delle minacce, l'assessore al Commercio e vicepresidente del Municipio I, Jacopo Emiliani Pescetelli. L'amministratore ha recentemente ridotto il numero delle bancarelle in piazza Navona da 115 a 72, provocando a quanto sembra, molto più che risentite proteste da parte degli ambulanti. Giovedì in Consiglio municipale, ad esporre le loro ragioni, erano arrivati una trentina di ambulanti. L'incontro era però degenerato quando ha preso la parola Pescetelli insultato a gran voce: infame, traditore della piazza. Uno degli ambulanti ha avuto un malore ed è stato accompagnato al posto di soccorso in ambulanza. E sarebbe stato al termine di questa movimentata riunione che il capogruppo di Sel è stato avvicinato dall'ambulante cos' apertamente minaccioso nei confronti di Pescecelli. «Due giorni prima (dell'aggressione verbale, ndr) eravamo stati accolti a piazza Navona, assieme alla presidente del Municipio, Sabina Alfonsi, da alcuni ambulanti che mi avevano urlato non farti vedere qui - ha raccontato Emiliani Pescetelli - Eravamo andati a vedere perché la giostra e i dodici spettacoli viaggianti autorizzati ad aprire non l'avessero fatto. C'era un clima ostile degli altri operatori, evidentemente». Khalid Chaouki, deputato Pd,ha depositato una interrogazione parlamentare sottoscritta da diversi deputati romani, a partire dal presidente del Pd e commissario del partito a Roma Matteo Orfini. «Chiediamo al ministro dell'Interno, Angelino Alfano di prendere immediati provvedimenti al fine di evitare che la situazione possa degenerare».

LEGGO.IT

16.12.2014.

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Sydney: ucciso sequestratore, morti due ostaggi: un manager e una cliente, mamma di tre bimbi Blitz della polizia dopo 16 ore in una cioccolateria

16 Dicembre 2014, 13:43pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

I due ostaggi uccisi a Sydney: Katrina Dawson, avvocato e Tori Johnson, manager (fonte 'The Australian') © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPCODA Si chiamavano Tori Johnson e Katrina Dawson i due ostaggi morti nel blitz delle forze speciali australiane che ha posto fine ieri al sequestro nella caffetteria Lindt di Sydney. Lo riferiscono i media online australiani. Il primo era manager del locale teatro del dramma; la seconda era una cliente. Katrina Dawson, viene indicata come un avvocato trentottenne, madre fra l'altro di tre figli di 8, 5 e 3 anni. "La sollevazione dei musulmani e altri attacchi 'domestici'" saranno "inevitabili" se l'Occidente continuerà con i suoi "crimini contro l'Islam". E' la minaccia dei jihadisti dell'Isis citata dal Site, che sottolinea come il sequestratore di Sydney un mese fa avesse dichiarato la sua 'sottomissione' al 'califfo' al Baghdadi, seppure in forma "inusuale". "Coloro i quali chiedono alleanza al califfo dei musulmani chiedono alleanza ad Allah e al suo messaggero", ha scritto Man Haron Monis, il sequestratore ucciso ieri a Sydney, citato dal Site giusto une mese fa, a novembre. E ancora: "Allah mi ha onorato di poter chiedere alleanza all'imam dei nostri tempi". Secondo Rita Katz, la cacciatrice dei jihadisti online e fondatrice del Site, si tratta del resto di affermazioni "inusuali", perché Monis "non fa mai il nome di Baghdadi", e i 'proclami' del sedicente predicatore 'non necessariamente prefigurano che egli sia parte di un piano dell'Isis". Il ministero degli Esteri iraniano ha sottolineato l'instabile "situazione psicologica" del sequestratore di Sydney e il fatto che le autorità australiane fossero a conoscenza del suo stato. Come riferisce l'agenzia Isna, la portavoce del dicastero ha sostenuto che la situazione dell'uomo era "chiara ai responsabili del Paese". La portavoce ha notato che l'uomo aveva ricevuto asilo in Australia vent'anni fa. La vicenda Un iraniano di confessione sunnita ha seminato il terrore nel cuore di Sydney. Di buon mattino è entrato armato nel Lindt Chocolat Cafe, a Martin Place: all'interno 17 persone tra impiegati e clienti. Tutti presi in ostaggio, costretti poco dopo con il volto contro la vetrata principale del locale con una bandiera nera in bella vista. Non era quella dell'Isis, ma la Shahada, la professione di fede dei musulmani. La scritta recita "Non c'è altro Dio al di fuori di Allah e Maometto è il suo profeta". I media identificano l'uomo: è un cinquantenne, Man Haron Monis, arrivato in Australia nel 1996 dall'Iran con lo status di rifugiato politico. Poi una lunga sequela di affari controversi: lettere offensive e minacciose inviate alle famiglie dei soldati australiani morti in Afghanistan, proclami pubblici contro "il terrorismo degli americani e dei loro alleati", Canberra in testa, ma anche contro i "musulmani che hanno deviato dal Corano", ovvero gli sciiti, una confessione ripudiata per abbracciare il sunnismo. Soffriva di problemi di "instabilità mentale", riferirà più tardi il premier australiano Tony Abbott, sottolineandone peraltro in serata il passato pieno di violenza, "impregnato di estremismo" e il tentativo di "coprire i suoi atti con i simboli" del jihadismo internazionale. "Opera da solo", aveva assicurato d'altronde il suo avvocato durante l'azione, mentre Monis chiedeva gli fosse consegnata una bandiera dell'Isis "ufficiale". Il legale lo ha difeso nel processo per la morte della sua ex moglie, pugnalata e poi data alle fiamme lo scorso anno. Il procedimento si concluse con la liberazione su cauzione per lui e l'attuale compagna, accusata del barbaro omicidio. Poi altre accuse, solo pochi mesi fa: sei donne lo denunciano per molestie sessuali aggravate, circa 50 gli episodi contestati, risalenti a 10 anni fa, quando Monis si spacciava come "curatore spirituale" ed esperto nelle arti magiche. Ma il film del suo assalto non assomiglia a un incantesimo. Una decina di ostaggi riescono a fuggire in diverse occasioni. E' il segno, spiegano gli inquirenti, che Monis non è un "terrorista esperto" e che non ha pianificato al meglio il suo spettacolare gesto. La scelta della caffetteria indica tuttavia, affermano le stesse fonti, che il 'predicatore' voleva ottenere il massimo impatto mediatico possibile: il locale sorge a due passi dalla banca centrale, dall'ufficio del premier del Nuovo Galles, lo Stato di Sydney, e dal quartiere finanziario. E ci riesce: le immagini degli ostaggi messi in vetrina con la bandiera nera, tra cioccolatini e auguri di buon Natale, fanno il giro del mondo in pochi minuti. Passano le ore e cresce la preoccupazione per la sorte dei prigionieri, nel timore che l'uomo abbia a disposizione anche dell'esplosivo. Ma non c'è solo questo: un residente di Sydney pubblica su Twitter l'hashtag #illridewithyou, nel timore che l'assalto possa scatenare un'ondata di intolleranza religiosa. Diventa trend mondiale, in tanti accompagnano le donne musulmane che alle fermate dei bus e della metro tolgono il velo per paura di essere aggredite. Scende la notte e oramai la polizia di Sydney sembra rassegnarsi a un lungo assedio, "anche di un paio di giorni". E' un diversivo: poco dopo le due del mattino un'altra manciata di ostaggi si dà alla fuga. Le forze speciali intervengono, lanciano granate stordenti nel locale, mentre Monis apre il fuoco, ferendo al volto un agente e probabilmente uccidendo gli ostaggi. Le forze di sicurezza fanno irruzione, gli spari risuonano ovunque. Poi il silenzio, rotto dalle sirene delle ambulanze che corrono verso gli ospedali. Monis viene ucciso, due ostaggi, un uomo di 34 anni e una donna di 38, perdono la vita. L'Iran e le autorità religiose islamiche condannano l'atto di terrorismo: "Non ha nulla a che fare con l'Islam, qualunque siano i motivi", tuona il Gran Mufti d'Egitto, una delle figure più importanti per il mondo sunnita. Intanto inizia la ridda di ipotesi sulle cause che hanno spinto Monis al folle gesto: potrebbe essere solo l'ultimo dei terroristi della porta accanto pronti a colpire e a fare strage di innocenti nel nome del 'califfo', Abu Bakr al Baghdadi; ma con il passare delle ore si delinea soprattutto il profilo di uno squilibrato. Il premier Abbott sembra certificarlo: e tutto sommato è l'ipotesi meno allarmante.FONTE ANSA

Leggi i commenti

SARDEGNA E CORSICA NEWS Cinese decapita moglie, ora è rinchiuso nel carcere di Nuoro Dimesso da ospedale dopo tentativo suicidio. Prevista autopsia

16 Dicembre 2014, 12:19pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Orosei casa della cinese assassinata © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA NUORO, 16 DIC - Ha lasciato l'ospedale ed è ora rinchiuso nel carcere nuorese di Badu 'e Carros, dove è stato portato poco prima di mezzanotte, Wu Xiaobo, il commerciante cinese, di 39 anni, che ieri mattina nella loro casa di Orosei (Nuoro), ha ucciso la moglie Xia Lingfen, di 32 anni, con dieci colpi d'ascia, decapitandola. L'uomo ha poi tentato il suicidio tagliandosi le vene con un coltello da cucina ed è stato ricoverato nell'ospedale San Francesco di Nuoro. I tagli, però, erano superficiali e l'uomo già in serata stava meglio, per questo è stato dimesso e portato in carcere. Il commerciante dovrà ora spiegare il motivo di tanta ferocia nei confronti della moglie, anche lei commerciante, e lo farà probabilmente davanti al Gip nell'interrogatorio di garanzia per la convalida dell'arresto. Mentre il cadavere della donna si trova nella camera mortuaria del San Francesco in attesa dell'autopsia che sarà effettuata dal medico legale, Vindice Mingioni, probabilmente in giornata. I carabinieri della Compagnia di Siniscola e del Comando provinciale di Nuoro che effettuano le indagini, coordinati dal magistrato Andrea Schirra, cercano di scandagliare gli ultimi giorni di vita della coppia anche attraverso le testimonianze di loro connazionali che vivono a Orosei dove i due coniugi hanno un negozio e soprattutto parlando con la loro collaboratrice che ieri mattina, non vedendoli arrivare in negozio, ha scoperto la tragedia. I militari in queste ore si sono messi in contatto con i parenti della donna in Cina, dove la coppia ha anche due figli piccoli, tramite l'ambasciata italiana per capire se la salma dovrà essere rimpatriata o se verrà seppellita in Italia.ANSA

Leggi i commenti

SARDEGNA E CORSICA NEWS Cinese decapita moglie, ora è rinchiuso nel carcere di Nuoro

16 Dicembre 2014, 12:07pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/12/15/b3e08bac8f14633a0ab9a352b275ed6e.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Dimesso da ospedale dopo tentativo suicidio. Prevista autopsia NUORO,  Ha lasciato l'ospedale ed è ora rinchiuso nel carcere nuorese di Badu 'e Carros, dove è stato portato poco prima di mezzanotte, Wu Xiaobo, il commerciante cinese, di 39 anni, che ieri mattina nella loro casa di Orosei (Nuoro), ha ucciso la moglie Xia Lingfen, di 32 anni, con dieci colpi d'ascia, decapitandola. L'uomo ha poi tentato il suicidio tagliandosi le vene con un coltello da cucina ed è stato ricoverato nell'ospedale San Francesco di Nuoro. I tagli, però, erano superficiali e l'uomo già in serata stava meglio, per questo è stato dimesso e portato in carcere. Il commerciante dovrà ora spiegare il motivo di tanta ferocia nei confronti della moglie, anche lei commerciante, e lo farà probabilmente davanti al Gip nell'interrogatorio di garanzia per la convalida dell'arresto. Mentre il cadavere della donna si trova nella camera mortuaria del San Francesco in attesa dell'autopsia che sarà effettuata dal medico legale, Vindice Mingioni, probabilmente in giornata. I carabinieri della Compagnia di Siniscola e del Comando provinciale di Nuoro che effettuano le indagini, coordinati dal magistrato Andrea Schirra, cercano di scandagliare gli ultimi giorni di vita della coppia anche attraverso le testimonianze di loro connazionali che vivono a Orosei dove i due coniugi hanno un negozio e soprattutto parlando con la loro collaboratrice che ieri mattina, non vedendoli arrivare in negozio, ha scoperto la tragedia. I militari in queste ore si sono messi in contatto con i parenti della donna in Cina, dove la coppia ha anche due figli piccoli, tramite l'ambasciata italiana per capire se la salma dovrà essere rimpatriata o se verrà seppellita in Italia.

ANSA

16.12.2014.

Leggi i commenti

PUGLIA E CALABRIA NEWS Marò, no della corte suprema indiana alle istanze di Latorre e Girone "L'inchiesta non è finita, anche vittime hanno loro diritti"

16 Dicembre 2014, 11:57am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Corte Suprema non ha accolto oggi le istanze presentate dai Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, volte ad una attenuazione della liberta' provvisoria permettendo, nel primo caso, un prolungamento della permanenza in Italia e, nel secondo, un rientro in Puglia per le festivita' natalizie. Lo ha constatato l'ANSA a New Delhi. Quarto caso nell'agenda odierna, le 'petition' dei due marò sono state illustrate dall'avvocato Soli Sorabjee, accompagnato da K.T.S. Tulsi, ad un tribunale di tre giudici presieduto dal presidente della stessa Corte, H.L.Dattu. Quest'ultimo ha fin dall'inizio assunto un atteggiamento visibilmente in disaccordo con le richieste, formulando nei loro confronti numerose obiezioni. In un breve intervento, il magistrato che rappresentava il governo aveva manifestato la sua non contrarietà a concedere una estensione della permanenza in Italia per Latorre. L'istanza di Girone, per un rientro in famiglia per un periodo di tre mesi, anche in occasione delle vacanze natalizie, e' stata poco dibattuta, mentre quasi tutto il tempo, circa 30 minuti, del dibattito concesso si e' incentrato sui quattro mesi chiesti da Latorre per continuare il suo percorso terapeutico e sottoporsi l'8 gennaio ad un intervento cardiaco. Il presidente della Corte ha ascoltato la difesa ma poi, dopo aver discusso anche con i giudici a latere, ha eccepito su vari punti della richiesta, sorprendendosi fra l'altro che in essa fosse sollevato anche il problema della giurisdizione. "Allorché le indagini non si sono concluse e i capi d'accusa non sono stati presentati - ha osservato - come posso io concedere l'autorizzazione agli imputati?". Sarebbe bene, ha aggiunto, che tutti gli sforzi fossero concentrati sulla chiusura della fase istruttoria del processo". Dattu ha quindi chiesto "il rispetto del sistema legale indiano perche', ha arguito, "se concedessi questo ai due richiedenti, dovrei farlo anche per tutti gli imputati indiani". E poi, ha concluso, "anche le vittime hanno i loro diritti".ANSA

Leggi i commenti

TOSCANA NEWS GROSSETO Maltempo, franano mura medievali Maremma

16 Dicembre 2014, 11:55am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/12/16/204c8204b8436ce2de28a54f58662cf1.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Torrenti a livello di guardia, strade chiuse - GROSSETO,  A causa delle forti piogge della notte, nel Grossetano è franata una parte delle mura medievali del paese di Magliano in Toscana. L'area è stata transennata dai vigili del fuoco e operatori sono sul posto per cercare di ridurre lo smottamento. Durante l'alluvione del 2012 era già franato un torrione delle stesse mura. Maltempo anche nella zona sud della provincia: la strada regionale 74 è chiusa al traffico dopo l'esondazione del torrente Sgrilla. Il fiume Pecora è al livello di guardia.

ANSA

16.12.2014.

Leggi i commenti

PUGLIA E CALABRIA NEWS 'Ndrangheta: 59 arresti cosca calabrese Accuse associazione di tipo mafioso, traffico armi, estorsione

16 Dicembre 2014, 11:54am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA A conclusione di un'inchiesta coordinata dalla Dda di Milano nei confronti della cosca 'ndranghetista Libri - De Stefano - Tegano, originaria di Reggio Calabria, operante a Milano, i carabinieri stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per 59 indagati per varie accuse tra cui associazione di tipo mafioso, traffico di armi, corruzione di pubblico ufficiale, estorsione, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.ANSA

Leggi i commenti

SEZ.SICILIA NEWS Minacce morte a Crocetta e Antoci 'Morirete scannati', lettera recapitata a Parco dei Nebrodi

16 Dicembre 2014, 11:50am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PALERMO, - Minacce di morte al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e al coordinatore di Federparchi Sicilia, Giuseppe Antoci. L'intimidazione è contenuta in una lettera recapitata negli uffici del Parco dei Nebrodi e indirizzata al presidente Antoci: "Ne avete per poco, tu e Crocetta morirete scannati", c'è scritto nella missiva che è al vaglio della polizia scientifica.Per il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, dietro le minacce "c'è una mafia selvaggia e feroce, pronta a sparare". Il governatore è convinto di avere toccato gli interessi di "alcune famiglie mafiose che - dice all'ANSA - affittano per quattro soldi a ettaro terreni pubblici fingendo di utilizzarli a pascolo ma la cui unica finalità in realtà è quella di incassare soltanto i contributi pubblici". "Abbiamo tolto già alcuni terreni nella zona dei Nebrodi ai mafiosi - spiega Crocetta - e il presidente del Parco aveva ricevuto diverse intimidazioni, adesso stanno cercando di alzare il tiro". Crocetta annuncia un esposto alla Procura di Messina. "Chiederò alla magistratura di indagare - prosegue - ed estenderò la mia denuncia anche ad altre Procure. Alla Regione faremo una indagine su tutti i terreni pubblici destinati a pascolo per porre fine al furto da parte delle famiglie mafiose di beni pubblici". E avverte: "A ogni minaccia seguiranno provvedimenti duri, toglieremo i terreni alla mafia del pascolo". FONTE ANSA

Leggi i commenti

LOMBARDIA NEWS Preso detenuto peruviano evaso a Milano

16 Dicembre 2014, 11:42am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/5/30/a82b3164a24b9ccb7a233e6f3ae720eb.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERTO DA ANGELA CECERE

Era fuggito dal Fatebenefratelli mentre era in attesa di un intervento MILANO,  Il detenuto peruviano che lo scorso 10 dicembre è evaso dall'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, mentre era in attesa di essere sottoposto a intervento chirurgico, è stato catturato ieri sera nel centro della città. Ne dà notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, spiegando che "l'operazione congiunta NIC Polizia Penitenziaria ed altre Forze di Polizia è stata coronata dal successo". Il detenuto, un ventenne, deve scontare una pena fino al 2016 per reati di droga.

ANSA

16.12.2014.

Leggi i commenti

PUGLIA E CALABRIA NEWS BARI Marò: Girone chiede rientro per 4 mesi

15 Dicembre 2014, 14:45pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/9/12/3183627ffa06251e519920ac9a777bd3.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Latorre, 'prorogare permanenza'. Domani decisione Corte suprema - BARI,  I fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone hanno presentato due istanze alla Corte suprema indiana. Girone ha chiesto il rientro in Italia per un periodo di tre mesi, in vista del Natale; Latorre un prolungamento del percorso terapeutico in Italia di quattro mesi. Per esaminare queste richieste la Corte suprema ha in calendario un'udienza domattina.

ANSA

15.12.2014.

Leggi i commenti