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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA DAL E MONDO STADIO DELLA ROMA A TOR DI VALLE, L'ASSEMBLEA CAPITOLINA DISCUTE SULLA PUBBLICA UTILITÀ

18 Dicembre 2014, 14:08pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

È partito l'iter dello stadio della As Roma in Assemblea Capitolina. A dare il via ai lavori sulla delibera che attesta l'utilità pubblica dell'opera, ieri, è stata la relazione - con tanto di slide - dell'assessore capitolino all'Urbanistica Giovanni Caudo. Il Consiglio comunale si riunirà anche oggi (alle 14 scadranno i termini per presentare emendamenti) sullo stesso tema, ma l'ok al provvedimento è atteso nella seduta di lunedì 23 dicembre. Anche se sul progetto c'è la forte incognita legata agli espropri. A tuonare è Daniele Frongia, 5 Stelle: «Questa votazione determinerà aumento dei prezzi dei terreni, quindi con gli espropri si creerà un disavanzo che potrebbe arrivare ad oltre 500 milioni di euro». Sul progetto non mancano nemmeno le critiche. Il Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento ha fatto sapere di aver «consegnato al sindaco un documento contenente tutti i motivi di contrarietà» all'opera: «L'impatto sui quartieri di Torrino e Decima sarebbe pesantissimo, un impatto generato non solo dallo stadio ma soprattutto dalla cementificazione che ne accompagna la realizzazione». «Abbiamo presentato due emendamenti alla delibera» ha annunciato il capogruppo Sel Gianluca Peciola: «Nel primo indichiamo come assoluta priorità la salvaguardia ambientale del territorio sui cui ricade l'opera». Secondo Italia Nostra «nelle criticità non si considera il rischio idrogeologico al quale è soggetta l'area di Tor di Valle. L'aver continuato a sostenere che non occorre una variante di Piano regolatore per i nuovi 900.000 metri cubi dovuti alla società proponente per le opere pubbliche è un'altra decisione che dovrebbe convincere i consiglieri comunali a negare con il loro voto l'interesse pubblico».

LEGGO.IT

18.12.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO OMICIDIO FANELLA, A ROMA NUOVI ARRESTI TRA EX ESPONENTI DELL'ESTREMA DESTRA

18 Dicembre 2014, 13:44pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20141218_20140708_fanella_camilluccia_sopralluogo.jpg.pagespeed.ce.TtRdpjfwOW.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Nuovi arresti e perquisizioni questa mattina a Roma da parte della squadra mobile nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Silvio Fanella, considerato l'ex cassiere di Gennaro Mokbel, ucciso a luglio nella sua abitazione di Roma alla Camilluccia. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Le indagini vanno a colpire gli esecutori e organizzatori del tentato sequestro sfociato nell'omicidio di Fanella, rivelando - a quanto reso noto - il coinvolgimento a vario titolo di numerose persone, pregiudicate e legate all'estrema destra, che gravitano sul litorale romano di Ostia, in Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige. Tra gli arrestati, Emanuele Macchi di Cellere, ex N.A.R. fermato nel sud della Francia dalla Squadra Mobile di Roma lo scorso settembre, e Manlio Denaro, già coinvolto nelle indagini sulla truffa Fastweb Telecom Sparkle. La polizia ha arrestato già nei mesi scorsi i presunti esecutori materiali dell'omicidio: Giovanni Battista Ceniti, rimasto ferito durante il delitto, Egidio Giuliani e Giuseppe Larosa, rintracciati a Roma e a Novara lo scorso 7 settembre.

LEGGO.IT

18.12.2014.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Bufera Igea, due arresti e 62 indagati Ai domiciliari ex presidente e autista-ex sindacalista

18 Dicembre 2014, 11:24am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Igea, nuova occupazione galleria Monteponi © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA IGLESIAS, 17 DIC - Quando i carabinieri, quasi due anni fa, hanno iniziato a indagare sull'Igea, la società in house della Regione Sardegna, che ha il compito di gestire la messa in sicurezza e la bonifica delle aree minerarie, aveva un passivo di circa otto milioni di euro e nel corso degli anni la Regione ha investito nella società fiumi di denaro, una parte del quale è stato "rosicchiato", secondo gli inquirenti, con furti, regalie in cambio di voti per le elezioni, uso e abuso di mezzi aziendali, da dipendenti e dall'ex presidente. E' lo scenario emerso nell'inchiesta "Geo&Geo" che ha portato all'arresto dell'ex presidente della società, Giovanni Battista Zurru, di 76 anni, finito ai domiciliari, e dell'ex sindacalista Marco Tuveri, di 62, in carcere a Uta. Provvedimento di obbligo di dimora invece per la segretaria Daniela Tidu, di 40. Indagate 63 persone, fra le quali spicca il nome del consigliere regionale e leader dell'Udc Sardegna Giorgio Oppi, ma anche quello di alcune donne - tra queste la stessa Tidu - che per 11 giorni hanno trascorso la notte nella miniera di Villamaria per ottenere lo sblocco degli stipendi arretrati e il rilancio dell'Igea. Le ipotesi di reato sono peculato, turbata libertà degli incanti, truffa e voto di scambio. I carabinieri della Compagnia di Iglesias, coordinata dal cap. Nicola Pilia, e del Comando provinciale di Cagliari, comandato dal col. Salvatore Cagnazzo, hanno portato alla luce quello che è stato definito il "Sistema Igea" in cui avvenivano furti di carburante, attrezzature e materiali della società, ma anche in cui venivano truccati gli appalti e si davano in cambio contratti a termine o lavori di "somma urgenza", in cambio di pacchetti di voti. Secondo gli investigatori si trattava di un sistema circolare chiuso, una specie di "Iglesias capitale", che permetteva: il controllo economico e politico del territorio attraverso la gestione illecita dell'azienda; la gestione illegale di beni e risorse pubbliche; gli appalti truccati con dismissione illegale di beni dell'azienda; il controllo delle assunzioni a tempo determinato o concessioni di beni al fine di ottenere voti alle elezioni o favori personali. I riflettori degli inquirenti - il pm Marco Cocco e il procuratore della Repubblica Mauro Mura hanno coordinato l'attività investigativa - si sono concentrati sul periodo (da maggio 2009) in cui Zurru, politico sardo, è diventato presidente della società e si è subito avvalso dell'aiuto di Tuveri, operaio dell'Igea, e poi sindacalista diventato suo braccio destro e autista, legato da una relazione con Daniela Tidu dipendente del Parco Geo Minerario e segretaria della Igea. Grazie alla sua posizione come sindacalista e come collaboratore del presidente, ma secondo gli investigatori anche con l'aiuto di altri dirigenti della società e sindacalisti, Tuveri insieme con Murru avrebbe utilizzato i mezzi della società con i quali avrebbero raggiunto ristoranti, centri commerciali o addirittura per recarsi a cercar funghi. Ma non solo. Avrebbero utilizzato un locale della miniera di Masua nel quale veniva stoccato materiale e il gasolio rubato dai mezzi aziendali, alcuni di valore storico, poi diventati regalie per il voto di scambio.DI MANUEL SCORDO ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Scontro bus-autogru, tre feriti gravi Amputata gamba ad autista pullman. Nessuno in pericolo di vita

18 Dicembre 2014, 11:11am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA TARANTO, 18 DIC - Sono ricoverati in prognosi riservata 3 dei circa 20 feriti coinvolti nell'incidente stradale avvenuto ieri sulla statale 7 Taranto-Brindisi, nel territorio di Grottaglie, dopo lo scontro tra un bus della Stp e una autogru della Prefabbricati Pugliesi. Si tratta dell'autista del pullman, a cui è stata amputata una gamba, e di 2 passeggeri. Nessuno è in pericolo di vita. Secondo le prime ipotesi, il bus avrebbe tamponato l'autogru che procedeva a marcia ridotta. ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS 'Ndrina controlla comprensorio, arresti Operazione carabinieri, ricostruito organigramma Paviglianiti

18 Dicembre 2014, 10:52am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA REGGIO CALABRIA, 18 DIC - I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato 52 persone ritenute appartenenti e contigue alla cosca Paviglianiti operante a San Lorenzo e Bagaladi. Dalle indagini è emerso come il comprensorio fosse interamente sotto il controllo della cosca della quale è stato ricostruito l'intero organigramma con l'individuazione dei ruoli dei singoli affiliati. Coinvolti anche il capo ufficio tecnico del Comune di San Lorenzo ed altri due dipendenti dell'Ente.ANSA  

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SEZ. SICILIA NEWS PALERMO TRUFFA E CORRUZIONE Tassa sui rifiuti, mazzette per lo sconto Blitz al Comune di Palermo: 15 arresti Coinvolti funzionari e imprenditori

18 Dicembre 2014, 10:37am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

corruzione, polizia, rifiuti, tares, tarsu, tributi, truffa, ufficio, Antonino, Antonino Borsellino, Cesare Pagano, Elmo Maria, Gaspare Tantillo, Giuseppe Carnesi, Giuseppe Vassallo, Ida Ardizzone, Luigi Lo Verso, Luigi Vernengo, Salvatore Barone, Ugo Sottile, Vittorio Ferdico, Palermo, Cronaca

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA

PALERMO. Quattro funzionari del Comune di Palermo avevano gestito come fosse cosa loro la riscossione prima della Tarsu e poi della Tares. Corruzione e truffa nell’ufficio tributi in via Lincoln erano all’ordine del giorno. E’ quanto ha fotografato la polizia di Stato, a Palermo, che stanotte, nel corso di una vasta operazione anticorruzione, denominata Fintares, ha ammanettato 15 tra funzionari e imprenditori eseguendo i provvedimenti cautelari emessi dal gip del Tribunale di Palermo, Angela Gerardi, accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, istigazione alla corruzione, truffa e falso materiale. L’operazione, che ha portato all’esecuzione di quattro provvedimenti di custodia cautelare in carcere e di 11 ai domiciliari, è stata coordinata dal Sostituto Procuratore, Daniela Varone, coordinata dal Procuratore Capo facente funzioni, Leonardo Agueci e dal Procuratore Aggiunto, Bernardo Petralia.

 

 

 Sconti sulla tassa sui rifiuti a Palermo, blitz con 16 arresti: il video delle intercettazioni

 

Nel mirino in particolare dipendenti dell'Ufficio tributi del Comune, tra cui un funzionario, che si occupavano della tassa sui rifiuti (Tares e Tarsu), i quali alteravano la posizione del contribuente. Finora il danno stimato è di diverse centinaia di migliaia di euro.

Le indagini, durate oltre un anno, hanno fotografato un avvilente ed inquietante spaccato di corruzione, sviluppatosi all’interno dell’Ufficio Tributi del Comune di Palermo, dove un manipolo di impiegati comunali, tra cui un funzionario, si era stabilmente associato allo scopo di commettere una pluralità indeterminata di reati di corruzione, truffe in danno della Pubblica amministrazione, falso ed ogni altro reato che si rendesse strumentale al mercimonio della pubblica funzione. La corruzione agiva senza freni in un settore, quello della riscossione del tributo legato allo smaltimento del rifiuto solido urbano (Tarsu e Tares), attraverso la fraudolenta alterazione della posizione contributiva del contribuente. Per i casi finora presi in esame è stato stimato un danno per le casse del Comune di Palermo di diverse centinaia di migliaia di euro.

I NOMI DELLE PERSONE COINVOLTE - In carcere sono finite quattro persone: Cesare Pagano, Antonino Borsellino, Gaspare Tantillo e Ida Ardizzone, ovvero il funzionario e altri tre impiegati.  Storia nella storia il caso che riguarda addirittura un convento, quello delle suore Teatine. Non solo un convento, ma anche un grande centro di riabilitazione per disabili, l'istituto Villa Nave, "ente senza scopo di lucro". Le intercettazioni della polizia hanno sorpreso il commercialista delle suore, Antonino Clementi. mentre consegna una mazzetta da 5.000 euro. Secondo le indagini, dal 2009 al 2013, le suore non avrebbero pagato al Comune Tares e Tarsu per 62.810,64 euro. La Madre del Convento ha già smentito ogni tipo di coinvolgimento diretto, confermando di non essere al corrente di queste cose, ma le indagini vanno comunque avanti.

Agli arresti domiciliari sono finite altre undici persone. Non mancano volti abbastanza noti nel capoluogo, come quello di Salvatore Barone, titolare del ristorante "I tre porcellini" e il commerciante Vittorio Ferdico. E poi ancora Luigi Lo Verso, titolare della ditta "Cem", Elmo Maria, titolare di una carrozzeria, Giuseppe Vassallo, Giuseppe Carnesi, Antonino e Luigi Vernengo, titolari della Expo truck veicoli industriali, il medico Ugo Sottile

Intanto, il Comune fa sapere che i dipendenti in questione erano stati allontanati dal settore tributi ad aprile scorso e le loro posizioni erano state segnalate agli inquirenti. Il sindaco Leoluca Orlando ha confermato "piena collaborazione con la magistratura. E' evidente che contro questi dipendenti e ogni altro cittadino che ha arrecato un danno all'amministrazione, il Comune si costituirà parte civile".

Maggiori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10,30, presso la locale Procura della Repubblica, Palazzina “M”, alla presenza del Procuratore, Dr  Agueci e del Procuratore Aggiunto, Dr Petralia.

di Ignazio Marchese IL GIORNALE DI SICILIA — 18 Dicembre 2014

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TOSCANA NEWS INQUINAMENTO Le Pm10 hanno fatto aumentare i tumori

18 Dicembre 2014, 10:05am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

294087 255499731162732 785932031 nINSERITO DA SILVIA TARABELLA LUCCA. L’aria inquinata di Lucca e della Piana «ora è un problema serio. I dati dimostrano gli effetti negativi della qualità dell’aria nella nostra area. È uno dei fattori più determinanti per la mortalità e l’incidenza dei tumori. Lucca è sfortunata, perché è attraversata dalla circonvallazione e da un’autostrada». Pochi giri di parole e molta chiarezza nelle dichiarazioni del dottor Alberto Tomasi, a capo dell’unità di prevenzione dell’Asl 2, in risposta alla domanda su quali rischi si corrono nella città (e suoi dintorni) maglia nera per aria inquinata in tutta la Toscana nel 2014. Sì: con i 49 superamenti (al 15 dicembre) dei limiti consentiti per la presenza di polveri fini nell’aria (il massimo tollerato è pari a cinquanta microgrammi per metro cubo; il giorno 12 dicembre si è raggiunta addirittura quota 124) quest’anno Lucca e la Piana si sono guadagnate il primato negativo nel territorio regionale. «Sappiamo – spiega infatti il dottor Tomasi – che la cattiva qualità dell’aria influisce sulla salute, sulla frequenza dei tumori e delle patologie dell’apparato respiratorio». Una spinta a migliorare la situazione nel suo insieme, sostiene l’esperto, può giungere anche direttamente dal basso, in primo luogo dai «comportamenti generali: tutti possono contribuire a diminuire l’inquinamento limitando il traffico automobilistico e andando a piedi. Uno studio del ministero della salute riporta che fare cinquemila passi al giorno fa risparmiare 700 euro di carburante in un anno». In secondo luogo «il riscaldamento – continua Tomasi –. Il clima quest’anno ci ha aiutato, il meteo no. Con la bassa pressione, l’aria ristagna nella Piana come in un catino. Il momento peggiore per l’inquinamento è la sera, quando si sommano gli effetti del traffico di tutta la giornata e del riscaldamento: infatti, dal tardo pomeriggio in poi, è sconsigliabile fare attività fisica all’aperto». Le persone più danneggiate dalle polveri sottili in grande quantità nell’aria, aggiunge il direttore del reparto prevenzione, «sono coloro che già hanno problemi di salute o sono fumatori. I polmoni di questi ultimi sono più deboli perché danneggiati dal fumo e le Pm10 penetrano più facilmente». Il dottor Tomasi è drastico anche su un altro aspetto del problema inquinamento, ovvero che «la viabilità va migliorata, non ci sono discussioni. Mi auguro che quanto prima vengano realizzati il nuovo sottopasso di via Ingrillini e assi viari. E poi, se i collegamenti alternativi esistessero fra Lucca e Capannori, mi riferisco alle piste ciclabili, la gente li utilizzerebbe e anche questo contribuirebbe ad abbattere l’inquinamento». Paragonato agli ultimi anni, il 2014 ha mostrato una qualità dell’aria peggiore nella Piana. Lo supera solo il 2007, quando si registrano 61 sforamenti. A seguire, 40 nel 2008, 35 nel 2009, 38 nel 2010, 57 nel 2011, 36 nel 2012. Sono stati 39, invece, nel 2013. Il 2014 non prometteva bene: alla fine di gennaio la tabella dei rilevamenti segnava già 12 superamenti dei 50 microgrammi per metro cubo. A maggior ragione Tomasi è del parere che «dobbiamo cambiare abitudini, non accendere i caminetti. Di solito a questi livelli di polveri fini si arriva in febbraio, stavolta ci siamo già a dicembre. A chi ha la salute fragile consiglio di fare il vaccino antinfluenzale: per queste persone le Pm10 sono più pericolose».

DI BARBARA ANTONI IL TIRRENO

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TOSCANA NEWS UNA DONNA IN SEMILIBERTÀ La nuova vita di Clara Maneschi, l'ex “mantide della Lunigiana”

18 Dicembre 2014, 09:58am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

294087 255499731162732 785932031 nINSERITO DA SILVIA TARABELLA Condannata a 15 anni per l’omicidio del marito, ogni giorno esce dal carcere per lavorare come commessa a Pisa.

Clara ManeschiClara Maneschi

PISA. «Lo ha mai provato? Prenda questo rosso, è ottimo». Maglione di lana grigio a collo alto, jeans, stivaletti neri, capelli corti rossi e un viso senza un filo di trucco. La “bottegaia” con tanto di grembiule ad hoc che ha appena venduto una bottiglia di vino a una cliente si chiama Clara Maneschi.

Un nome che le traiettorie della vita hanno fatto rimbalzare nelle cronache segnate da carceri e tribunali con l’etichetta veloce e irrevocabile dei mass media di “Mantide della Lunigiana”. Si porta dentro una storia di dolore e morte. Il marito ucciso dal suo migliore amico che a distanza di otto giorni si suicida. E lei, ritenuta la mandante non solo morale dell’assassinio, prima arrestata e poicondannata in abbreviato a 15 anni per omicidio volontario in concorso.

Originaria di Tavernelle, dove ancora vive l’anziana madre, 51 anni, l’accento tradisce quell’impasto di Toscana e Liguria che è la Lunigiana. Dietro al banco della “Bottega della filiera corta" alla Leopolda di Pisa dal maggio 2013 riceve chi vuole comprare prodotti tipici locali. Dal vino alla pasta. Ma anche dolci, frutta e verdura. E pure buffet e catering per eventi. Il sistema è quello del conto vendita. Le aziende espongono i loro prodotti e Clara Maneschi fa da tramite. Un ruolo che la responsabilizza in un progetto che la “Casa della Città Leopolda” ha avviato proprio con lei, d’intesa con la direzione del carcere Don Bosco, più di un anno e mezzo fa con un contributo regionale.

Ci sono i lutti, gli errori, i pensieri per quello che è stato e che non si può più modificare, nel vissuto di Clara Maneschi. Accetta di parlare con “Il Tirreno” a due condizioni: niente e foto e nessuna voglia di parlare di quanto avvenne nel novembre 2007. Ma la storia non si cancella. Maurizio Cioni, il marito di Clara fu ucciso con un fucile da caccia sabato 17 novembre del 2007 nei boschi di Pallerone e ritrovato il giorno dopo. Aveva 49 anni, al suo fianco c'era la cagnolina Burba. A premere il grilletto fu Giordano Trenti, il suo migliore amico, 45 anni, che era anche lo spasimante della donna: si uccise otto giorni dopo il ritrovamento del cadavere dell'amico.

Di quella duplice tragedia Clara Maneschi porta addosso la croce. E una sentenza definitiva che la indica come l’ispiratrice dell’omicidio del marito. Si limita a dire: «Ai ragazzi delle superiori che vengono in carcere cerco di far capire che le persone si trovano coinvolte in certe situazioni anche per comportamenti che possono essere ritenuti innocui, ma che poi hanno conseguenze devastanti».

 

Da sinistra Maurizio Cioni, Clara...Da sinistra Maurizio Cioni, Clara Maneschi e Giordano Trenti

 

La rinascita di Clara ha la città di Pisa come ambientazione. L’attività di recupero e la buona condotta nel carcere Don Bosco le hanno fatto ottenere il permesso di uscire alle 8 e rientrare alle 22. Il fine pena segna la data del 2021. Ma l’obiettivo, contando sullo sconto di 90 giorni all’anno, resta l’affidamento in prova nel giro di tre-quattro anni. «Questo lavoro mi sta aiutando a ripartire – spiega –. Mi piace incontrare i clienti, tenere i rapporti con i fornitori. Sono responsabilità che ho ripreso da quando lavoravo in una scuola guida. E di questo devo ringraziare i miei colleghi». Le regole sono rigide. Esce alle 8 e deve comunicare il percorso, senza variazioni, per arrivare al negozio. Ora, in via provvisoria, si trova nel carcere femminile di Empoli in attesa della fine dei lavori al Don Bosco.

Non può avere altre distrazioni che non sia la sua bottega alla Leopolda. «Solo la domenica ho il permesso per andare da mia madre a Tavernelle – aggiunge –. Il paese e chi mi conosceva davvero non mi hanno mai abbandonata. Con le mie amiche ci siamo scritte e in tante sono venute a trovarmi. Nessuna di loro mi ha mai giudicata. I rapporti con i parenti di mio marito? Non ce ne sono».

VIDEO / DA "STORIE MALEDETTE" (11 marzo 2011)

 

La “Mantide” «un’immagine che non mi piace, la stampa ha romanzato molto su questa storia» pensa anche a quella che sarà la sua vita dopo la detenzione. «Vorrei proseguire l’esperienza a Pisa – chiarisce –. Magari trasferendo qui anche mia madre. Al Don Bosco ho sempre lavorato e non ho mai perso la mia dignità. Il carcere mi ha cambiata in meglio, mi ha resa più forte. Ti dà il tempo di pensare. Ho imparato che nella vita è importante essere e non avere». I clienti entrano e chiamano la “bottegaia” per nome. Confidenza e fiducia. Quasi nessuno conosce la sua storia. «È l’unico motivo per cui non volevo parlarne a un giornale – ammette –. Ma poi ho cambiato idea. Per rinascere devo essere me stessa, senza nascondermi». Ma Clara Maneschi non si rimprovera niente? «Se tornassi indietro valuterei bene tante conseguenze di cose dette o fatte».

di Pietro Barghigiani IL TIRRENO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO La postina suona più di due volte e l'inquilino la prende a schiaffi

18 Dicembre 2014, 09:49am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA UTENTE DEL WEB CAVALESE - La postina aveva cercato di richiamare l'attenzione di un inquilino e aveva suonato varie volte al suo campanello. Ma l'uomo, un 44enne di Cavalese (Trento), non ha gradito troppo l'insistenza: è sceso insieme alla compagna e, dopo che la donna aveva apostrofato verbalmente la postina, lui ha "completato" il lavoro con uno schiaffo alla nuca e un colpo al ginocchio con una stampella. I fatti erano accaduti, quattro anni fa, il 24 dicembre del 2010. Il procedimento penale non è stato velocissimo, ma alla fine il processo si è concluso: l'uomo ha risarcito la vittima con 21mila euro e dovrà prestare a 280 ore di lavori socialmente utili. L'imputato ha chiesto la messa in prova per estinguere il reato.

IL MATTINO.IT

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LOMBARDIA NEWS VOGHERA Resti di un cadavere lungo lo Staffora, ricerche da Cervesina verso la foce e a monte

18 Dicembre 2014, 09:46am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA UTENTE DEL WEB VOGHERA. Giallo del cadavere lungo lo Staffora, stamattina sono riprese le ricerche dei carabinieri che stanno scandagliando lo Staffora da Cervesina verso la foce a monte. In azione il personale delle stazioni di Voghera e Casei e del Nucleo radiomobile. Si cercano le altri parti del corpo. I resti di un corpo umano sono stati trovati per caso ieri sera lungo il torrente Staffora. Ad accorgersene è stata una persona che stava andando a funghi. Immediatamente avvisati, i carabinieri e i vigili del fuoco hanno raggiunto il punto, che si trova al confine tra i Comuni di Voghera e Cervesina. Stando alle prime notizie, sarebbero state trovate le gambe e parte del bacino. I resti sono in avanzato stato di decomposizione e non sarebbero stati trovati indumenti. Al momento non è possibile nemmeno determinare il sesso del cadavere. Sul posto anche gli esperti della Medicina legale di Pavia. Sempre in mattinata è stato conferito l'incarico al medico legale per l'esame autoptico sui resti del cadavere: da stabilire età, sesso e periodo della morte che comunque dovrebbe essere relativamente recente. Indagini a tutto campo sulle cause della morte (disgrazia, suicidio, omicidio), si presume che i resti siano stati trascinati a valle dalla piena di metà novembre dello Staffora e dei suoi affluenti. A Voghera e in valle Staffora, comunque, non risultano segnalazioni di persone scomparse.

LA PROVINCIA PAVESE

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