Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO 'Ndrangheta, arrestato in Olanda il latitante Bonarrigo, individuato dai carabinieri di Reggio Calabria, gestiva il narcotraffico

21 Settembre 2017, 09:56am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO 'Ndrangheta, arrestato in Olanda il latitante Bonarrigo, individuato dai carabinieri di Reggio Calabria, gestiva il narcotraffico

DI MICHELE PAPPACODA 21/09/2017 - Era latitante dal 2011, quando evase dagli arresti domiciliari per evitare l'arresto ma è stato trovato e arrestato in Olanda. Gioacchino Bonarrigo, 33 anni, di Cinquefrondi (Reggio Calabria), ritenuto elemento di spicco della cosca di 'ndrangheta «Bellocco», operante prevalentemente nell'area tirrenica reggina e con ramificazioni in ambito nazionale ed internazionale, è finito in manette mentre camminava per Amsterdam. L'arresto è avvenuto il 7 settembre scorso, ma la notizia è stata resa nota solo oggi per motivi investigativi. Ad arrestarlo sono stati i poliziotti olandesi insieme con i militari del Comando provinciale di Reggio Calabria. L'uomo, destinatario di un mandato di arresto europeo dall'aprile 2016, era di fatto irreperibile dal luglio 2011 quando era evaso dagli arresti domiciliari cui era sottoposto per sottrarsi ad un arresto per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il 33enne è destinatario inoltre di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura di Palmi, dovendo scontare la pena di anni 2 e giorni 19 per reati in materia di armi e ricettazione. Per rintracciare Bonarrigo è stata fondamentale l'attività di ricerca che la polizia olandese ha avviato su input investigativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria, sotto la costante attività di direzione della Procura Distrettuale. In particolare, da acquisizioni informative ottenute grazie alla stretta collaborazione instaurata sin dal mese di giugno con le forze di polizia olandesi, è emerso che il latitante, sotto false generalità, era solito muoversi in vari paesi della Comunità europea, tra cui prevalentemente l'Olanda. La mattina dello scorso 6 settembre le forze di polizia operanti hanno rintracciato Bonarrigo in un centralissimo quartiere della capitale olandese, dove il latitante aveva trovato rifugio. Gli agenti lo hanno tenuto d'occhio fino al giorno dopo quando hanno bloccato in strada il ricercato e lo hanno arrestato. I militari del Comando provinciale Carabinieri di Reggio Calabria (Reparto Operativo e neo costituito Gruppo di Gioia Tauro) hanno partecipato a ogni fase dell'operazione, dall'individuazione del 33enne al suo immediato riconoscimento.

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Londra, l'attentatore 18enne era stato arrestato poche settimane prima e rimesso in liberta

17 Settembre 2017, 08:40am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Londra, l'attentatore 18enne era stato arrestato poche settimane prima e rimesso in liberta

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Individuato e fermato l'attentatore di Londra, ma sul suo conto si scopre una verità che indigna e desta ancora più preoccupazione sui sistemi di sicurezza. Il 18enne arrestato oggi a Dover e ritenuto l'autore dell'attentato alla metro di Londra era stato già arrestato alcune settimane fa e poi rimesso in libertà. Lo racconta una vicina di casa al Daily Mail. Serena Barber, che conosce la coppia che ospitava il ragazzo da una vita, ha detto che «circa due settimane fa» il ragazzo «è stato arrestato dalla polizia a Parsons Green», spiegando di non conoscere i motivi dell'arresto. «Poi - ha aggiunto - è tornato a casa». Il giovane è stato fermato poco dopo l'attentato, adesso le autorità stanno indagando sul suo conto e il sospetto è che abbia avuto dei complici.

LEGGO.IT

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Giovane ucciso a fucilate in un pub a Montesilvano

16 Settembre 2017, 10:36am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Giovane ucciso a fucilate in un pub a Montesilvano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MONTESILVANO - Omicidio questa notte in un pub a Montesilvano in provincia di Pescara: Antonio Bevilacqua, classe 1996, rom con piccoli precedenti, è stato ucciso a colpi di fucile all'interno del locale da un uomo con un passamontagna. L'assassino è giunto al pub a piedi ed è poi fuggito via. I fatti sono avvenuti attorno alle 2.50. L'assassino, con il volto completamente coperto, è entrato nel risto-pub 'Birra Mi' di via Verrotti e ha aperto il fuoco con un fucile. La vittima, colpita al viso, è morta sul colpo. Al momento dell'omicidio nel locale c'erano quattro o cinque persone, già ascoltate dai Carabinieri. Il killer, riferiscono i testimoni, è arrivato e si è allontanato a piedi. L'area - nella zona ci sono diverse attività commerciali - è ben coperta dalle videocamere di sorveglianza e gli investigatori hanno già acquisito i filmati. "Non sappiamo niente", dice ai cronisti la madre del giovane, arrivata in lacrime davanti al locale. Le indagini, affidate ai Carabinieri della Compagnia di Montesilvano e del Nucleo investigativo, sono coordinate dal pm Paolo Pompa.

LA CITTA DI SALERNO

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Intervista alla studentessa di Sorrento scampata all’uragano Irma

9 Settembre 2017, 10:53am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

sara-parisi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA “È stata un’esperienza drammatica che ci segnerà per sempre anche se, per fortuna, si è conclusa bene”. Sara Parisi è una ragazza di Sorrento che studia Medicina presso l’American University of Antigua, una delle isole dell’arcipelago caraibico delle Piccole Antille. Sara ha toccato con mano la furia devastante dell’uragano Irma che, con venti che hanno raggiunto i 300 chilometri orari, ha portato morte e distruzione in una zona del continente americano che fino a due giorni fa era considerata un paradiso in terra.

Come vi siete preparati?
“Quando si è avuta la certezza che saremmo stati colpiti dalla furia devastante di Irma i responsabili dell’ateneo ci hanno fatto spostare tutti presso una struttura che ospita alloggi per studenti situata in una zona collinare”.

Per quanto tempo non hai potuto parlare con i tuoi genitori, papà Antonio e mamma Anna Maria, che erano in ansia a Sorrento?
“Qui le linee telefoniche sono ancora affidate ai cavi che si trovano su tralicci in legno, la maggior parte dei quali è stata distrutta dalla furia del vento. Inoltre, per 6 ore, in via precauzionale, sono state disattivate le linee elettriche ed è stata sospesa l’erogazione di acqua potabile e di gas per evitare rischi. Per tutto questo tempo siamo stati praticamente isolati dal resto del mondo ed ancora abbiamo problemi nelle comunicazioni e con la rete elettrica”.

Il passaggio di Irma è stato drammatico?
“I nostri professori e il personale dell’università ci hanno preparato per evitare il panico. Dicevano di non preoccuparci perché la palazzina che ci ospitava era solida e al massimo il vento avrebbe potuto portare via una parte del tetto, ma i muri sarebbero rimasti in piedi. Per questo eravamo tutti radunati ai primi piani, mentre porte e finestre sono state messe in sicurezza con tavole di legno”.

università-antigua

Poi è arrivato l’uragano.
“La paura era tanta per un evento che nessuno di noi aveva mai vissuto prima. Abbiamo avvertito il boato in lontananza che man mano si avvicinava. Poi un frastuono assordante durato alcuni minuti che, però, a noi sono sembrati un’eternità. A un certo punto una quiete quasi irreale: eravamo nel centro del ciclone. Una pausa di diversi istanti poi siamo stati di nuovo colpiti dalla furia devastante del vento finché si è placato tutto”.

Cosa avete visto una volta cessato l’allarme quando siete usciti all’esterno?
“Si vedevano case e strutture in legno distrutte tutto intorno, un’immagine catastrofica, anche se ci dicono che in fondo siamo stati fortunati: il ciclone ha colpito la nostra isola solo in maniera limitata, mentre nella vicina Barbuda il 90 per cento degli immobili risulta distrutto. Non abbiamo notizie di vittime a parte ciò che viene diffuso via internet”.

Sei stata contattata anche dall’unità di crisi del ministero degli Esteri?
“Ho ricevuto la telefonata di un funzionario della Farnesina che mi ha chiesto se andava tutto bene e se avevo bisogno di qualcosa. Mi ha lasciato dei recapiti in caso di emergenza. Da sei anni che studio all’estero è la prima volta che ho sentito così vicino il mio Paese ed ho capito quanto sia importante essere italiana”.

Come mai hai scelto di studiare all’estero?
“Per i problemi creati dal numero chiuso per le università italiane e anche per migliorare la conoscenza della lingua inglese, fondamentale per chi vuole fare il medico. Il mio ateneo ha sede a New York e solo per l’ultima fase degli studi si viene ad Antigua. Tra l’altro sono l’unica europea tra gli studenti dell’American University of Antigua presenti sull’isola”.

di Massimiliano D’Esposito da Il Mattino

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Usa, rintraccia la moglie con l'app “Trova il mio Iphone” e la scopre a letto con il capo, ma ora rischia 15 anni di carcere

7 Settembre 2017, 08:42am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Usa, rintraccia la moglie con l'app “Trova il mio Iphone” e la scopre a letto con il capo, ma ora rischia 15 anni di carcere

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A Sean Donis, 37enne di Clifton, nelle vicinanze di New York, la vita ha riservato una tegola dietro l'altra nell'arco di soli 17 mesi: dopo sei anni di matrimonio apparentemente felice, la moglie Nancy, un anno più grande di lui, lo ha tradito, lo ha abbandonato, ha ottenuto il divorzio e, come se tutto questo non bastasse, lo ha denunciato alla polizia. Ora Sean, dopo lo choc subìto per averla sorpresa a letto con il proprio capo, si ritrova a rischiare fino a 15 anni di prigione: Nancy lo ha infatti accusato di averla spiata illegalmente e di aver violato il domicilio dell'amante la sera in cui li ha sorpresi insieme entrando in casa di soppiatto. 
 

 



La valanga che lo sta travolgendo partì il 15 aprile 2016. Quel giorno Nancy chiese a Sean di badare al loro figlioletto di 4 anni, visto che lei doveva andare a cena con le amiche nella cittadina di Elizabeth. Una volta soli, durante la serata il piccolo cercò l'iPad senza risultato: il padre, per trovarlo, attivò sul suo cellulare l'applicazione "Trova il mio iPhone". E a quel punto gli si accese una lampadina: tramile la app, si accorse che l'iPad, evidentemente preso dalla moglie, stava viaggiando non verso Elizabeth, ma verso Pomona, un'altra località del New Jersey dove abitava Albert Lopez, il 57enne capo di Nancy. In quel momento gli vennero alla mente mille sospetti e tanti particolari ai quali, fino a quel momento, aveva dato poco peso: da un po' di tempo la moglie era dimagrita notevolmente, appariva più curata e andava a lavorare vestendosi in modo più elegante del solito. Quello stesso pomeriggio, poi, quando lui aveva preso il suo smartphone, Nancy era entrata in agitazione e con aria nervosa gli aveva intimato di metterlo subito giù.

A quel punto Sean ha portato il piccolo a casa di sua madre, è montato in macchina ed è andato dritto dritto a Pomona: sbadatamente la porta di casa di Albert non era stata chiusa a chiave, lui è entrato e ha sorpreso i due amanti in flagrante, girando due brevi filmati come prova inequivocabile del tradimento. Dopo una piccola zuffa tra i due uomini, che non è stata comunque particolarmente violenta, Sean è andato via con i cocci del suo matrimonio andato ormai in frantumi. Nancy, infatti, lo ha abbandonato e nel febbraio scorso i due hanno divorziato. Sarebbe bastato questo per mandare dallo psicanalista più di una persona, ma per Sean non era ancora finita. Il 20 luglio scorso ha ricevuto una lettera con cui gli si notificava che la moglie lo aveva denunciato per violazione di domicilio e per aver spiato illegalmente le sue mosse tramite la app del telefonino. Lui, che si è dichiarato non colpevole, dovrà apparire in tribunale il 20 settembre: in base alle accuse formulate, rischia fino a 15 anni di prigione. Oltre al danno, quindi, una beffa di dimensioni colossali: «È come se fossi stato punito due volte» dice Sean.

«È assurdo - sostiene il suo avvocato, Howard Greenberg - In un sistema giudiziario sano, quello che ha commesso Sean può essere considerato come una violazione, ma non un reato: senza contare che lo ha fatto per scoprire che la moglie lo stava tradendo con il suo amante».

LEGGO.IT

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Ragazzino costretto a mangiare escrementi e violentato con un ombrello: a processo due "amichetti"

7 Settembre 2017, 08:39am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Ragazzino costretto a mangiare escrementi e violentato con un ombrello: a processo due "amichetti"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Mi hanno costretto a mangiare escrementi e altre porcherie. Mi hanno fatto ubriacare. Mi hanno molestato con un ombrello. E una volta mi hanno portato da una prostituta e hanno preteso che mi appartassi con lei dietro a un muretto, mentre loro stavano a guardare». È il racconto choc, reso agli investigatori, di un adolescente della provincia di Torino che due anni fa ha denunciato due compagni di scuola. Ora gli episodi sono al vaglio del tribunale del capoluogo piemontese, in un processo che vede i due presunti aguzzini imputati di stalking, violenze e lesioni. Un sospetto caso di bullismo: i due ragazzi finiti alla sbarra hanno negato le accuse sin dal principio. «Non è mai successo niente di tutto questo, siamo sempre stati amici», hanno spiegato ai loro avvocati. La storia risale al periodo tra il febbraio del 2013 e il settembre del 2014. La presunta vittima, all'epoca dei fatti, aveva 16 anni e frequentava un istituto professionale in Provincia insieme ai due imputati, di qualche anno più grandi. I tre erano amici ma, ad un certo punto, il più piccolo - secondo l'accusa del pm Dionigi Tibone - avrebbe cominciato a essere preso di mira e a subire ogni genere di angherie. Per strada, quando i tre erano in giro dopo la scuola; a casa, quando si trattava di fare i compiti e studiare insieme. Violenze ripetute, a cui la presunta vittima non avrebbe mai saputo opporsi. «Se anche mi ribellavo, loro lo facevano lo stesso», ha spiegato agli inquirenti. «Avevo paura ed ero rassegnato - ha aggiunto - Sino a che non ce l'ho più fatta e ho parlato di quell'inferno». La versione dei ragazzini sotto accusa, invece, è completamente differente. «Solo una volta siamo venuti alle mani durante un litigio per questioni sul calcio. Ma poi abbiamo fatto pace». «Eravamo sempre insieme - hanno ribadito - e spesso era lui a contattarci per uscire». I due giovani verranno sentiti in aula nelle prossime udienze. Mentre oggi è stato interrogato un quarto compagno di scuola, che ha detto di non essersi mai accorto di nulla. «È una questione molto delicata - dichiara la difesa - Ci sono numerosi aspetti che non convincono nel resoconto della persona offesa».

LEGGO.IT

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Schianto in moto contro l'auto guidata da un'ottantenne, morto un ragazzo di 17 anni

6 Settembre 2017, 10:28am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Schianto in moto contro l'auto guidata da un'ottantenne, morto un ragazzo di 17 anni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Choc nel Bergamasco. Un ragazzo di 17 anni è morto questa sera scontrandosi con la sua moto Ktm 125 Motard contro un'auto sulla quale viaggiava una coppia di anziani. L'incidente a Treviglio, alla frazione Geromina, attorno alle 20. L'impatto tra i due mezzi è stato molto violento e per il diciassettenne non c'è stato nulla da fare: è deceduto sul colpo. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri.

LEGGO.IT

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Investito e ucciso da un camion dei rifiuti: morto un ciclista, aveva 73 anni

6 Settembre 2017, 10:28am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Investito e ucciso da un camion dei rifiuti: morto un ciclista, aveva 73 anni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un uomo di 73 anni è morto dopo essere stato travolto con la sua bici da un mezzo dell'Amsa, la società municipalizzata per il trattamento dei rifiuti, a Milano. L'anziano, che transitava in via San Giusto, è finito sotto le ruote dal lato sinistro del mezzo, guidato da un 35enne, ed è deceduto sul colpo. L'incidente è avvenuto questa mattina, la polizia locale si trova sul posto per ricostruire l'esatta dinamica e accertare eventuali responsabilità. 

LEGGO.IT

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Dimesso, muore di meningite a 14 anni: maxi risarcimento da un milione di euro

5 Settembre 2017, 10:29am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Dimesso, muore di meningite a 14 anni: maxi risarcimento da un milione di euro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FERMO - Dopo dieci anni dalla morte il Tribunale di Fermo ha condannato al risarcimento dei danni l’Asur Marche per il decesso a causa di una meningite di un quattordicenne che, nel 2007, venne accompagnato un pomeriggio presso il Pronto soccorso. L’Asur dovrà liquidare alla famiglia del ragazzo oltre un milione di euro: 300mila euro al padre del minore, 300mila alla mamma, 120mila alla sorella, 80mila al nonno paterno, 80mila alla nonna materna e 80mila alla nonna paterna. Più le spese di giudizio per quasi 50 mila euro complessivi. Secondo il giudice i sanitari assunsero un «atteggiamento incomprensibilmente omissivo e attendistico» e, soprattutto i medici non furono in grado di percepire gli input informativi dei genitori del ragazzo che, con la semplicità tipica di chi non è un medico, mostrarono la loro preoccupazione per il fatto che il figlio presentava gli stessi sintomi di una infezione da meningite avuta nel 1997, in quella occasione però il ragazzo era stato invece prontamente soccorso e trasferito in Ancona.

Invece che ricercare subito la consulenza di un infettivologo, secondo la famiglia sarebbe stato sufficiente disturbare lo specialista reperibile, i sanitari del Pronto soccorso fermano pensarono di trattenere il ragazzo fino al tardo pomeriggio per poi rimandarlo a casa con l’invito di tornare la mattina successiva alle 9 quando sarebbe stato in sede lo specialista. In realtà l'indomani l'adolescente morì al Salesi dove era stato trasferito d'urgenza.

LEGGO.IT

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Trento, bambina di 4 anni morta di malaria in ospedale. "Forse zanzara autoctona"

5 Settembre 2017, 10:24am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una bambina di quattro anni, ricoverata agli Ospedali Civili di Brescia, è morta per malaria. Lo riportano oggi alcuni quotidiani locali. Sofia Zago era figlia di Marco Zago e Francesca Ferro, una coppia italiana residente a Trento. La bambina era arrivata in condizioni disperate.La causa dell'infezione potrebbe essere ricercata nella puntura di una zanzara.

La piccola, secondo quanto appreso, non sarebbe mai stata in un Paese malarico. E la zanzara che trasmette la malattia non risulta presente, come specie, in Italia. La piccola era stata portata al pronto soccorso pediatrico dell'ospedale di Trento sabato scorso: poi la febbre alta, con picchi fino a 40 gradi. E' quindi stata trasferita a Brescia. Purtroppo non c'è stato niente da fare. «È la prima volta in 30 anni che assisto ad un caso di malaria autoctona in Trentino - dichiara Claudio Paternoster, primario di malattie infettive all'ospedale Santa Chiara di Trento - Con i servizi di veterinaria e igiene pubblica faremo subito un'indagine».

Negli ospedali di Trento e Brescia verrà fatta una disinfestazione. La bambina era stata colpita da malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles. La morte, nei casi più gravi, può arrivare entro 24 ore. La bambina era stata ricoverata sabato scorso giunta da Trento, dove era già stata diagnosticata la malaria, e trasferita a Brescia dove oltre alla Rianimazione pediatrica è presente un Istituto per le malattie tropicali. È deceduta tra domenica e lunedì.

LEGGO.IT

Leggi i commenti