NEWS ITALIA E DAL MONDO Isis, allarme dellʼEuropol: "Rischio di attacchi jihadisti con droni esplosivi"

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Droni esplosivi, armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari. Questo l'allarme lanciato dall'Europol, attraverso un nuovo report sul terrorismo, riguardo alle possibili future minacce dell'Isis. L'agenzia di contrasto dell'Unione europea infatti mette in guardia da attentati jihadisti con i droni, tecnica già utilizzata dal Califfato nelle "crisi in Iraq e Siria". Sempre l'Europol evidenzia poi il peso sempre maggiore delle donne all'interno del sedicente Stato Islamico.
A proposito dell'uso di nuove armi, viene evidenziato come nella sua propaganda online l'Isis, nel 2016, ha sollecitato ad effettuare questo tipo di azioni, condividendo sul web tecniche (come l'estrazione della tossina della ricina) e possibili obiettivi. In Siria e Iraq preoccupa la presenza di gruppi legati ad Al Baghdadi, che potrebbero contare su volontari con "intenzione e capacità di mettere in atto attacchi di massa, complessi" in Occidente.
Ruoli più operativi per le donne - L'Europol sottolinea poi, sempre nella relazione annuale sul terrorismo, come le donne abbiano assunto ruoli sempre più operativi nelle attività jihadiste in Europa, così come bambini e giovani adulti. Il 26% delle persone arrestate nel 2016 erano donne, in aumento rispetto al 18% del 2015.
Il rientro dei foreign fighter - Durante la riunione di presentazione della relazione, che si è tenuta a Malta con il direttore Europol Rob Wainwright, è emerso come i nomi di foreign fighter di Paesi Ue sulla lista nera della Turchia siano 7.670. L'agenzia avverte quindi sulla crescente minaccia terroristica dovuta al rientro di combattenti da Iraq e Siria, se l'Isis dovesse essere sconfitto, come previsto dalla propaganda del Califfato.
Propaganda web in calo - Infine, a proposito di propaganda online, è stata evidenziata la diminuzione di produzione e diffusione di materiale afferente al Califfato. Anche in termini di contenuti sarebbe avvenuto un cambiamento: dalla retorica dell'Islam vittorioso ai richiami a vendicare l'Islam sunnita, "sotto attacco da parte di una presunta alleanza ebraico-sciita e dall'alleanza internazionale anti-Isis".
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I carabinieri del comando provinciale di Milano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 italiani, un 25enne e due fratelli di 26 e 28 anni, ritenuti responsabili a vario titolo di tentato omicidio, sequestro di persona, rapina, furto e ricettazione. Il provvedimento, emesso dal tribunale di Milano, è il frutto di un'indagine su una serie di rapine a mano armata in banche ed esercizi commerciali della zona nord dell'hinterland milanese, tutte commesse dalla fine del 2014 con il medesimo modus operandi: i banditi usavano maschere facciali in lattice, facevano irruzione con armi vere indossando giubbotti antiproiettile sotto gli abiti e scappavano in sella a moto rubate di grossa cilindrata.
di Michele Pappacoda 10/06/2017

DI MICHELE PAPPACODA «Ho sollevato le braccia per cercare di calmare la folla. Volevo far capire che non c'era alcun pericolo, che bisognava stare tranquilli. Ma hanno fatto di me un capro espiatorio. Quelle immagini mostrate in tv e sui siti mi si sono ritorte contro». Lo dice - a La Stampa - il giovane con lo zainetto indicato come sospettato di aver creato il panico a Torino, di cui il quotidiano fa anche il nome, Davide Buraschi, 23 anni. «Mi hanno tenuto in questura per ore. Ho spiegato tutto quello che avevo visto e che ho fatto. È stato terribile. I media hanno fatto di me un mostro, un sobillatore. Hanno cercato di scaricare su di me la colpa di quei mille e 500 feriti», afferma. Ricostruisce così quei momenti: «Eravamo sul 3 a 1. La delusione era tanta. A un certo punto ho sentito un forte odore. Forse uno spray al peperoncino spruzzato incautamente, forse una fiala puzzolente di quelle che di solito si usano per gli scherzi di carnevale. Non lo so. So solo che intorno a me si è creato un vuoto. Io sono rimasto al centro. Isolato». Spiega anche che Sharon, la sua fidanzata, «ha avuto un attacco d'asma per quell'odore nauseabondo che si è sprigionato in quel punto della piazza». Ora si è rivolto a un avvocato: «Voglio capire cosa sia successo. Mi dispiace per tutte quelle persone ferite, ma non è stata colpa mia. Adesso devono trovare i veri responsabili».
DI MORENA MOTTA 05/06/2017 - Nascondeva due serpenti cobra custoditi in altrettanti barattoli immersi in un liquido. Proprietario del bagaglio un trentenne albanese residente nel capoluogo piemontese, fermato per un controllo dai finanzieri in servizio all'aeroporto di Torino Caselle. L'uomo, che era in partenza per Londra e ai militari non ha saputo giustificare il possesso dei serpenti né l’uso che ne volesse fare, ora rischia una sanzione fino a 15mila euro. I rettili, sequestrati, sono risultati essere di un genere contemplato dalla convenzione di Washington tra gli 'specimen' protetti./image%2F1394276%2F20170602%2Fob_958c23_2477163-35486995-3c34-447c-9f34-156b7e.jpg)
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DI MORENA MOTTA