INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BERLINO - Paura in Germania per due distinte esplosioni negli impianti chimici Basf, che hanno provocato due vittime, feriti e dispersi, con l'allarme nube tossica: in totale sono circa 21.000 le persone coinvolte dalle misure di sicurezza in seguito all'esplosione. Si tratta di due quartieri a nord di Ludwighshafen, Edigheim e Pfingstweide e di tre quartieri di Mannheim, sull'altra sponda del fiume Reno: Sandhofen, Scharhof e Kirschgartshausen, che insieme totalizzano circa 13.000 abitanti. Ad essi le autorità hanno chiesto di restare in casa, tenere chiuse porte e finestre e spegnere impianti di ventilazione e aria condizionata. BASF CONFERMA SECONDO MORTO E DUE DISPERSI La Basf ha confermato la morte di una seconda persona in seguito all'esplosione di questa mattina nell'area del colosso chimico. E «due persone vengono ancora considerate disperse». Lo riporta la Dpa. Finora il numero ufficiale dei dispersi era di sei. I due morti accertati sono lavoratori di Basf, ha reso noto l'azienda. SOSPESE LE ATTIVITA' INDUSTRIALI In seguito all'esplosione avvenuta nel porto fluviale di Ludwigshafen, Basf ha reso noto di aver sospeso le attività industriali dell'area per motivi di sicurezza. Restano in vigore le misure di sicurezza per l'allarme dei fumi per i cittadini che sono stati invitati a restare in casa, a chiudere porte e finestre e a spegnere gli eventuali impianti di aria condizionata e ventilazione. L'allarme si è esteso anche alla città di Mannheim, che si trova sull'altra sponda del fiume Reno. Un secondo incidente era avvenuto questa mattina, alle 8.30, in un altro stabilimento di Basf a Lampertheim, in Assia, in un impianto di additivi per materie plastiche. Ci sono stati 4 feriti, secondo quanto riferito dal quotidiano Stuttgarter Nachrichten. L'incidente sarebbe avvenuto per l'esplosione di un filtro. A differenza del più grave incidente di Ludwigshafen, a Lampertheim non ci sono rischi di nubi tossiche. Anche qui l'impianto è stato fermato.Secondo la Basf non è ancora noto che tipo di sostanze si siano sprigionate nell'aria in seguito all'esplosione. Lo scrive la Dpa. Resta in vigore l'allarme alla popolazione dei quartieri settentrionali di Ludwigshafen e di Mannheim a chiudere porte e finestre e spegnere impianti di ventilazione e aria condizionata. I vigili del fuoco parlano di rischio di problemi respiratori e agli occhi dovuti a cattivi odori e a fumi industriali. Secondo le autorità della città di Mannheim, che si trova sull'altra sponda del Reno rispetto a quella dell'esplosione, «le misurazioni non hanno rivelato sostanze nocive nell'aria». Lo rivela la Dpa. Gli abitanti di tre quartieri che si trovano sulla riva del Reno sono stati invitati comunque a tenere porte e finestre chiuse per rischio di problemi respiratori dovuti al cattivo odore. L'INCIDENTE Diverse persone sono rimaste ferite per un'esplosione nella zona portuale di Ludwigshafen utilizzata dal colosso chimico Basf, nel sudovest della Germania. Lo rende noto una portavoce della società, secondo quanto riferisce la tv regionale pubblica Swr, senza precisare il numero dei feriti.L'esplosione è avvenuta dopo le 11 nell'area nord del porto fluviale di Ludwigshafen, dove viene trasbordato gas e liquido infiammabile, ha aggiunto la portavoce. Non sono stati per ora forniti ulteriori dettagli. Testimoni oculari ripresi da Swr riferiscono che dall'area si alza una colonna di fumo. Il sito della città di Ludwigshafen riferisce che oltre ai feriti ci sono diversi dispersi. Sul luogo dell'incidente sono giunti soccorsi da tutto il Land della Renania-Palatinato e i vigili del fuoco sono in azione per evitare il coinvolgimento di altri impianti. La Basf riferisce sul suo account Twitter che le cause dell'esplosione non sono ancora note.Nel frattempo i vigili del fuoco hanno chiesto agli abitanti dei quartieri limitrofi di chiudere porte e finestre e di spegnere l'aria condizionata e agli automobilisti di evitare l'area interessata. L'esplosione in un'area degli impianti chimici Basf, al porto fluviale di Ludwigshafen, è stata determinata da lavori a tubature che vengono utilizzate per il trasbordo di liquidi infiammabili e gas dalle navi agli stabilimenti di produzione. Lo ha reso noto una portavoce dell'azienda. L'azienda conferma l'esistenza di feriti e dispersi, ma non ne precisa il numero.
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