Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA E’ morto Antonio Condurro, decano dei pizzaioli napoletani, ultimo dei 13 figli di Michele, fondatore dell’omonima pizzeria di Forcella, nel cuore del centro storico di Napoli. Nato nel 1932, avrebbe compiuto 90 anni a febbraio. A dare l’annuncio suoi familiari con un post sulla pagina Facebook della storica pizzeria. Il suo locale era stato scelto nel 2009 come set per una scena di “Mangia, prega, ama”, in cui Julia Roberts gustava una pizza. “Napoli dice addio ad Antonio Condurro, maestro pizzaiolo, testimone di una antica tradizione d’eccellenza”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico, su Twitter ricorda la morte del decano dei pizzaioli partenopei, esprimendo ai suoi familiari “la più sincera vicinanza”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Antonio Morione è stato colpito al volto da un solo proiettile che purtroppo gli ha tolto la vita. I carabinieri della compagnia e del nucleo investigativo di Torre Annunziata ritrovavano 1 bossolo calibro 9×21 nella pescheria di Via Diaz, 4 bossoli stesso calibro in via della Rocca, dove ha perso la vita il prescindevo. Intanto gli investigatori sono al lavoro a Boscoreale per ricostruire la dinamica della rapina che ha portato all’uccisione di Antonio Morione. LA DINAMICA SULLA RAPINA ALLA PESCHERIAAll’arrivo dell’auto a bordo della quale ci sarebbero state 3 persone mentre Antonio era all’esterno del locale. Avrebbe visto entrare il malvivente sceso dalla vettura dirigersi armato di pistola verso la cassa. A questo punto, secondo egli inquirenti, avrebbe recuperato un coltello e squarciato una gomma dell’auto in sosta per impedirne la fuga. Il gesto richiamava l’attenzione del rapinatore armato, il quale avrebbe desistito dai propositi iniziali e si sarebbe portato all’esterno della pescheria dove ha trovato Morione, verso il quale ha sparato 4 colpi d’arma da fuoco centrandolo alla testa con uno di questi. MORTE DI ANTONIO, SI INDAGA ANCHE SULL’ALTRA RAPINAI carabinieri hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Filmati che gli inquirenti considerano importanti per provare a risalire all’identità dei malviventi. Ma anche per capire se gli autori del colpo in via Giovanni Della Rocca siano gli stessi che poco prima hanno rapinato un’altra pescheria, ”La rosa dei venti”, in Via Armando Diaz, di cui è titolare il fratello della vittima, Giovanni Morione. Cordoglio e vicinanza alla famiglia di Antonio Morione viene espressa dal sindaco di Boscoreale Antonio Diplomatico il quale si rivolge direttamente agli autori dell’omicidio: “Voglio lanciare un appello a questi barbari: come potete guardare negli occhi le vostre mogli o fidanzate e i vostri figli, se li avete, sapendo di aver ucciso davanti ai figli e alla moglie un onesto lavoratore nei giorni più belli dell’anno dedicati alla famiglia?“. DI ALESSANDRO CARACCIOLO INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tifo violento Torre del Greco. Nell’ambito dei servizi predisposti per l’ordine e la sicurezza pubblica in occasione dell’incontro di calcio Turris-Taranto, al termine della partita, mentre gli agenti del IV reparto mobile e del commissariato di Torre del Greco scortavano alcuni mezzi dei tifosi tarantini in direzione del casello autostradale di Torre del Greco, sono stati attaccati in piazza Martiri d’Africa con bottiglie, pietre e bastoni da un gruppo di tifosi locali travisati con passamontagna e armati di bastoni, intenzionati a venire a contatto con i tifosi ospiti. Gli operatori hanno raggiunto gli aggressori che hanno opposto una viva resistenza con mazze, caschi e cinghie, bloccandone due. Sette poliziotti hanno riportato contusioni. Due 35enni torresi con precedenti di polizia, sono stati arrestati per resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale e violazione della legge 401/89 (partecipazione attiva ed episodi di violenza durante una manifestazione sportiva). Inoltre, sono stati sequestrati due bastoni, uno di legno e uno di ferro, lunghi circa 50 e 25 cm, un casco integrale e un piattello in acciaio. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’esplosione di questi ordigni avrebbe potuto distruggere anche un furgone NAPOLI / GIUGLIANO – I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno arrestato per detenzione e porto di ordigni esplosivi improvvisati non convenzionali del tipo pirotecnici Giuseppe Stanzione*, 34enne di Giugliano già noto alle forze dell’ordine. E’ stato fermato in Via Oreste Salomone, durante un posto di controllo. Quando è stato perquisito i militari hanno rinvenuto nella sua auto 6 “bombe carta” del peso complessivo di 2 chili. L’esplosione di questi ordigni avrebbe potuto distruggere anche un furgone. Stanzione è finito ai domiciliari, in attesa di giudizio. Le “bombe” sono state sequestrate e saranno distrutte. By Giovanna Iazzetta IL MERIDIANO
INSERITO DA ANGELA CECERE I provvedimenti Napoli. Il questore di Napoli ha adottato provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo), per periodi da tre a otto anni, nei confronti di 7 napoletani appartenenti a gruppi di tifosi "ultras" che, poco prima dell’incontro di calcio Napoli-Lazio disputato lo scorso 28 novembre presso lo stadio “Maradona”, travisati e armati di bastoni e mazze chiodate, hanno attaccato il contingente delle forze dell'ordine posto a protezione di alcuni mezzi di tifosi laziali in avvicinamento verso lo stadio. Inoltre, con riferimento all'incontro Napoli-Torino dello scorso 17 ottobre, 3 Daspo, della durata di un anno, sono stati adottati nei confronti di altrettante persone resesi responsabili di scavalcamento dal settore inferiore della curva B a quello superiore. Altri 3 daspo, della durata di due anni, sono stati ancora emessi nei confronti di altrettante persone condannate per reati in materia di stupefacenti, contro il patrimonio o per porto di oggetti atti ad offendere.
Infine, in occasione degli incontri di calcio Napoli-Atalanta, Napoli-Leicester e Napoli-Empoli, sono state sanzionate 13 persone per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale, due per essersi trovate in un settore diverso rispetto al titolo posseduto e una per aver usato un fischietto durante la partita. Anche questi provvedimenti sono il risultato dello sforzo della Questura teso ad assicurare alle competizioni sportive una sempre maggior sicurezza.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il business del rame Napoli. "Le foto chi ci sono state inviate parlano chiaro, al cimitero di Ponticelli è stata fatta razzia dei loculi, sparsi i fiori sul pavimento e rubati i vasi di rame. Sgomento e dolore per chi questa mattina ha pensato di andare a fare un saluto ai propri cari. Una madre che si è recata sulla tomba della figlia a quella vista ha avuto un malore. E’ come essere braccati da un branco di lupi famelici che seminano ovunque soprusi e violenza, anche i cimiteri sono diventati terreni da depredare. I custodi del cimitero hanno denunciato ai carabinieri l’accaduto e desideriamo che piena luce sia fatta sulla vicenda. Non si può oltraggiare il dolore della gente, non è consentito toccare quel che resta dei propri cari. Lo scempio delle tombe è da barbari, risalire ai responsabili e dare segnali chiari e inequivocabili”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde a cui hanno chiesto di intervenire i cittadini di Ponticelli.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Verrà successivamente installata la griglia definitiva, per la lavorazione della quale sono necessari ulteriori cinque mesi Il Comune di Napoli ha reso noto che sono finiti i lavori per la Linea 6 in piazza del Plebiscito. L'opera riguardava una camera di ventilazione adesso pronta, della quale resta soltanto da installare la griglia di aerazione a sua chiusura. "A seguito di un percorso di condivisione con la Soprintendenza - spiega l’assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza - è stato elaborato un progetto che prevede la sovrapposizione di una struttura superficiale di finitura ‘artistica’ a quota suolo, che riproduce il disegno della pavimentazione della piazza attraverso un suggestivo effetto ottico, saldata su una griglia strutturale di tipo ‘keller’ opportunamente dimensionata per il transito di carichi pesanti". La soluzione proposta è - spiega in una nota Palazzo San Giacomo - in grado di contemperare le esigenze di salvaguardia del decoro dell’ambiente di pregio in cui si inserisce, con quelle della fruibilità e della funzionalità aeraulica nonché della sicurezza del manufatto di ventilazione. Il particolare processo produttivo della struttura superficiale necessita di 5 mesi, e il Comune ha ritenuto opportuno "anche al fine di garantire la piena fruizione della Piazza nel periodo delle festività Natalizie - prosegue Cosenza - di rendere fruibili le aree, liberandole temporaneamente dal cantiere, dal giorno 22 dicembre, attraverso una configurazione transitoria anch’essa condivisa con la Soprintendenza, che prevede la copertura dell’asola di aereazione con la sola griglia strutturale posta a quota suolo". "Successivamente si avvieranno i lavori di completamento e assemblaggio in officina e quindi di montaggio della griglia definitiva”, conclude l'assessore. FONTE NAPOLITODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Al confine tra Casoria e Napoli, in zona via della Stadera, è avvenuta l’ennesima vergona. Due persone in sella ad uno scooter – come segnalato da un cittadino al Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli – hanno trainato un cavallo con una corda in strada. Immediata la denuncia social sui social e la diffusione del filmato che ritrae il povero animale mentre viene trasportato con la moto da due uomini. Tantissimi i commenti dei cittadini che si sono detti indignati per le immagini e per quanto accaduto al cavallo.
“Trainare in questo modo gli animali oltre che ad essere vietato dalla legge è qualcosa di veramente indegno ed inumano. Certa gente non ha il minimo rispetto per gli animali, questi addirittura portano a spasso un cavallo per strada tenendolo legato con una corda. Tra l’altra, mentre loro viaggiano è in scooter. Abbiamo proceduto ad inviare il filmato alle autorità e sporgere denuncia. Continueremo batterci fino a che gli animali non saranno davvero rispettati e tutelati. Occorre una rivoluzione giuridica ma anche e soprattutto culturale.” – ha dichiarato il Consigliere Borrelli con Salvatore Iavarone, consigliere comunale di Casoria e Francesca Imbaldi, coordinatori di Europa Verde per l’area nord di Napoli.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Uccisi e fatti sparire nel nulla. Vittime dell’alleanza creatasi alla fine degli anni Duemila tra gli Amato-Pagano e i Lo Russo di Miano. Il triplice omicidio quello di Francesco Russo detto ‘Doberman’, di suo figlio Ciro e del loro autista Vincenzo Moscatelli. I tre uccisi il 15 marzo del 2009 a Mugnano. Un delitto di “lupara bianca” richiesto dallo stesso clan Lo Russo, ed eseguito dagli Amato-Pagano per eliminare degli elementi divenuti scomodi all’interno dell’organizzazione. La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la condanna al carcere a vita per Francesco Biancolella, Carmine Amato, Cesare Pagano mentre sono state ridotte di qualche mese le pene per Lucio Carriola (1 anno e sei mesi) e per il collaboratore di giustizia Antonio Lo Russo (11 anni e 10 mesi). Clamorosamente è stato assolto Oscar Pecorelli: il ras di Miano (difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono) se l’è cavata nonostante l’accusa avesse chiesto anche per lui il carcere a vita. L’omicidio dei ‘Doberman’ a MugnanoDecisivo, per il ritrovamento dei resti dei tre scissionisti sulla Circumvallazione a Mugnano, il lavoro del penalista Luigi Senese. L’avvocato di Carmine Amato e Francesco Biancolella (per cui annullata l’ordinanza) in sede processuale evidenziò le discrepanze nel racconto del pentito Carmine Cerrato. Il legale si è, così, attivato con indagini difensive per scovare i resti dei tre ras, risalenti alla guerra interna agli scissionisti. Cerrato aveva, invece, indicato agli inquirenti una zona diversa da quella dove sono stati effettivamente rinvenuti i resti di Francesco Russo (alias dobermann), del figlio Ciro Russo e dell’autista Vincenzo Moscatelli uccisi e fatti scomparire nel 2009. Di quel delitto famoso il racconto di un altro pentito, Antonio Caiazza che, alla vigilia dell’agguato, fu incaricato di «comprare una guantiera di dolci e una bottiglia di champagne» da portare nell’appartamento di Mugnano dove era stato dato appuntamento alle vittime. Caiazza tornò nella casa dopo il delitto: «C’era sangue ovunque. Un cadavere a terra con due colpi in testa, uno sul lettino in ginocchio, un altro con la testa sul divano». Il pentito sostenne di essere andato «in merceria a comprare quello che serviva» per cancellare le tracce: «Secchi, pezze, varichina, guanti, buste della spazzatura». I cadaveri, nudi, furono avvolti nel chellophane. I vestiti furono bruciati, Caiazza regalò il Rolex di ” Doberman” a un familiare «che credo lo abbia buttato » . Le rivelazioni di Biagio Esposito Un altro collaboratore eccellente, Biagio Esposito nel 2010 a proposito di quella mattanza disse: «Per quanto riguarda gli omicidi di “Doberman” del figlio e di una terza persona il cui nome non conosco trattasi di un favore che noi facemmo ai Lo Russo. In particolare fu Cesare Pagano che un paio di ore prima, in presenza di Oreste Sparano, Mirko Romano e Carmine Amato, a dirci che doveva fare un favore ai Lo Russo, e in particolare ad Antonio, figlio di Salvatore. Non aggiunse altro. Per quanto riguarda invece i due ragazzi di Mugnano si verificò il contrario. Nel senso che furono i Lo Russo a fare un favore a noi in quanto, benché i nostri affiliati, ci creavano continui problemi in zona perché ingiustificatamente arroganti e violenti tanto che poco prima avevano picchiato un ragazzo di Mugnano, mandandolo in coma». DI STEFANO DI BITONDO INTERNAPOLI
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Torre del Greco. E’ stato il «jolly» giocato dal sindaco Giovanni Palomba per mascherare il fallimento della mancata installazione delle tradizionali luci natalizie: «Abbiamo scelto di rinunciare alle luminarie per incrementare il fondo destinato ai voucher per le fasce deboli – annunciò lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio alla vigilia dell’Immacolata – Vogliamo accendere una “luce” in ogni casa». Ma, adesso, la metà delle case rischia di restare al buio. Esattamente come le strade. Il boom di domande Quando mancano ancora 5 giorni alla scadenza dei termini fissati dall’avviso pubblico per la presentazione delle domande d’accesso ai bonus fino a 500 euro, la corsa ai voucher conta già la bellezza di 6.700 partecipanti: un numero decisamente superiore alle aspettative, capace di scatenare le prime fibrillazioni a palazzo Baronale. Perché, conti alla mano, gli 870.000 euro stanziati per le fasce deboli – 600.000 dal governo a cui sono stati aggiunti i 270.000 euro inizialmente destinati all’appalto per le luminarie – possono «coprire» un massimo di 4.000 famiglie. Una quota già largamente superata, con inevitabili conseguenze: «Di questo passo rischiamo di lasciare fuori la metà dei partecipanti all’avviso pubblico», il timore cominciato a circolare in maggioranza. E non perché i poveri siano vertiginosamente aumentati in un anno. I veleni sul tetto Isee A facilitare la valanga di richieste arrivate all’ufficio politiche sociali del Comune, la scelta di fissare in 12.000 euro il tetto Isee per accedere ai fondi. Una somma decisa al termine del classico «tira e molla» all’interno della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni delle 20 euro del 2018 tra chi avrebbe voluto «allargare» la platea dei beneficiari dei voucher – spingendo per fissare il limite massimo a 15.000 euro – e chi, come il sindaco, avrebbe voluto mantenere un «range» in linea con il passato. Proprio i requisiti a «maglie larghe» hanno aperto un varco verso i bonus destinato ai poveri anche a chi, sostanzialmente, può mettere senza difficoltà un piatto caldo in tavola tutti i giorni. Una circostanza su cui sarebbe già iniziata un «vivace dibattito» all’interno della coalizione guidata da Giovanni Palomba. L’incognita consegna Un’ulteriore incognita, poi, sono i tempi relativi alla consegna dei voucher. Fino a oggi le domande già esaminate dall’ufficio politiche sociali non toccano neanche quota 700 e all’orizzonte c’è la scadenza dei contratti – fissata al 31 dicembre – di diversi «precari del welfare». In pratica, senza un’inversione di tendenza, la verifica di tutte le istanze per la successiva pubblicazione della graduatoria degli aventi diritto ai voucher rischia di andare decisamente per le lunghe. E i beneficiari dei bonus potrebbero cominciare a spendere i soldi stanziati da governo e Comune dopo le feste. Con buona pace delle «luci accese in tutte le case» promesse dal sindaco.Sergio Pinto METROPOLIS