Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E morto a 88 anni l'imprenditore napoletano Gianni Punzo, tra i protagonisti dell'economia non solo campana degli ultimi decenni. Il suo successo iniziò negli anni '70 con l'intuizione di costituire, insieme ad altri operatori tessili, il Cis di Nola, che divenne uno dei principali snodi del commercio all'ingrosso oltre che il primo nucleo dell'attuale Interporto campano. Vicepresidente del Napoli Calcio negli anni d'oro di Ferlaino, Maradona e dei due scudetti, nel 1987 fondò la finanziaria Cisfi, creatrice dell'Interporto che è oggi tra le principali strutture logistiche intermodali del Sud. E' stato tra i fondatori della Banca Popolare di Sviluppo e di Ntv spa, con Luca di Montezemolo e Diego Della Valle, per la creazione del secondo gestore italiano di treni ad alta velocità, Italo. Da alcuni anni si era ritirato dalle attività. I funerali di Punzo si terranno domani, domenica 5 ottobre, alle 17 nella parrocchia Regina del Rosario in via Manzoni 225 a Napoli. Ansa
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Napoli. Ancora morti sul lavoro in Campania e in particolare nella provincia di Napoli. Un operaio di 55 anni, Antonio Maione, è precipitato da un'impalcatura. Soccorso dal 118, l'uomo è deceduto in ospedale. L'incidente è avvenuto in via dei Mille: stando a quanto risulta dagli accertamenti degli investigatori, il 55enne era impegnato nei lavori di ristrutturazione. La sua posizione lavorativa è al vaglio degli investigatori, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica della tragedia, l'ennesima sui luoghi di lavoro. GIOVANNI BATTISTA LANZILLI OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Squadra Mobile di Caserta, in collaborazione con la Squadra Mobile di Napoli e il Commissariato di Giugliano-Villaricca, ha eseguito l’ordinanza cautelare della custodia in Istituto Penale per Minorenni, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli nei confronti di un 16enne originario della provincia di Napoli, gravemente indiziato per i delitti di concorso in omicidio e porto in luogo pubblico di arma da taglio. In particolare, nel mese di giugno 2025, all’interno di un noto stabilimento balneare di Castel Volturno, Salvatore Sannino 19enne originario di Mugnano di Napoli colpì un coetaneo, Nicola Mirti, con due fendenti sferrati con un coltello del tipo “a molla”, con lama di 10 centimetri e di lunghezza totale di 23 centimetri, ferendolo mortalmente al cuore e alla clavicola sinistra. Nell’immediatezza dei fatti, l’accoltellatore Salvatore Sannino fu arrestato in flagranza dalla Squadra Mobile di Caserta e dal Commissariato di Castel Volturno, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Dalle prime indagini, però, emergeva chiaramente che l’esecutore materiale dell’omicidio era stato aiutato da almeno un’altra persona, poi allontanatasi repentinamente dallo stabilimento balneare subito dopo il delitto. I successivi approfondimenti investigativi, effettuati dalla Squadra Mobile di Caserta sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, hanno portato alla ricostruzione dell’intera dinamica dei fatti, identificando il giovane gravemente indiziato di aver concorso nell’omicidio di Nicola Mirti, amico di vecchia data dell’esecutore materiale. In particolare, a seguito delle minuziose indagini svolte dagli investigatori e dall’A.G. emergeva che il minore aveva agevolato l’accoltellamento della vittima, non solo bloccandola così da impedirle la fuga, ma anche e soprattutto compiendo degli atti violenti nei suoi confronti, colpendola con calci e pugni. Gli elementi raccolti risultavano l’esito di più attività tecniche, svolte in maniera meticolosa dagli investigatori, che consentivano di ricostruire un solido quadro indiziario a carico del 16enne, in base al quale la Procura per i Minorenni di Napoli ha chiesto e ottenuto una misura cautelare del G.I.P. Il provvedimento è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Caserta, in collaborazione con la Squadra Mobile di Napoli e il Commissariato di P.S. di Giugliano-Villaricca, associando l’indagato all’Istituto penale per minorenni di Nisida. La misura cautelare è stata emessa sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare; pertanto, in attesa di giudizio definitivo, l’indagato deve ritenersi innocente fino alla sentenza definitiva. Di Antonio Mangione INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Prendiamo atto che, nonostante i nostri sforzi per aprire tavoli di contrattazione, a oggi non è pervenuta alcuna risposta concreta" quindi in vista dell'assemblea indetta per il 24 settembre, la linea condivisa è quella di sospendere ogni interlocuzione con l'assessorato competente". Lo annuncia una nota congiunta a firma dei sindacati dei tassisti di Napoli (Associazione tassisti di Base, Fast/Confsal, Federtaxi Cisal, Sitan/Atn, Orsa taxI, Tassisti di base, Confail, UGL, Unimpresa, URi taxi e Uti consortaxi) che segnalando, come fatto anche durante riunioni in sede prefettizia e comunale, " le criticità che da tempo affliggono il settore taxi". "Qualora giungesse un invito ufficiale a un tavolo con il Comune, - prosegue la nota - sarà valutata collettivamente l'opportunità di parteciparvi o meno. Si invitano inoltre tutti i colleghi a non rilasciare dichiarazioni individuali alla stampa durante l'assemblea". Le organizzazioni sindacali annunciano una conferenza stampa unitaria "nella quale verranno illustrate in modo dettagliato le motivazioni che hanno portato alla convocazione dell'assemblea". ANSA
inserito da Miki Pappacoda Martina è stata uccisa con quattro colpi alla testa e la sua morte è arrivata nell'arco di un'ora dai colpi: è quanto afferma la relazione del perito Raffaella Salvarezza, incaricata dalla Procura di Napoli Nord di eseguire l' autopsia sul corpo di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola, in provincia di Napoli, dall'ex fidanzato Alessio Tucci lo scorso 26 maggio. A rendere noti i particolari della relazione depositata nei giorni scorsi è il legale del 19enne, l' avvocato Mario Mangazzo. I colpi alla testa, secondo quanto afferma il penalista, sono stati inferti con una pietra: due hanno raggiunto la nuca, sia a destra, sia a sinistra, uno il centro della fronte e uno la parte laterale.Gli esiti dell' autopsia - dichiara Mangazzo - confermano quello che aveva dichiarato Tucci nell' interrogatorio al pm e anche in quello davanti al gip e rappresentano un riscontro alle sue parole: in entrambi infatti Tucci ha dichiarato di avere colpito Martina 3-4 volte".
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Napoli. Momenti di paura in Via Posillipo, dove un bambino di appena 16 mesi è rimasto accidentalmente intrappolato all’interno di un’automobile a causa di un guasto alla centralina elettrica che aveva bloccato le chiusure con le chiavi rimaste nell’abitacolo. Una donna, disperata per l’accaduto, ha attirato l’attenzione di una pattuglia della Polizia Locale – Unità Operativa Soccavo. I due agenti, compresa la gravità della situazione, sono intervenuti con tempestività, rompendo con cautela il finestrino anteriore sinistro del veicolo e liberando il piccolo, che appariva provato dal caldo crescente. Il bambino è stato immediatamente riconsegnato alla madre, ancora sotto choc per l’accaduto, che ha scelto di non ricorrere all’assistenza del servizio sanitario. Con gratitudine e commozione, la donna ha ringraziato gli agenti che hanno scongiurato il peggio, restituendole suo figlio sano e salvo. GIOVANBATTISTA LANZILLI OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La multinazionale ha chiesto l’autorizzazione per scavare due pozzi ad Arco Felice Pozzuoli. Torna l’incubo trivellazioni nei Campi Flegrei. La multinazionale Prysmian ha presentato ufficialmente alla Regione Campania, lo scorso 7 luglio, una richiesta di permesso per realizzare due nuovi pozzi ad Arco Felice, nel comune di Pozzuoli. L’obiettivo è cercare acqua da destinare a uso geotermico per il proprio stabilimento locale, prelevando fino a 64.800 metri cubi d’acqua all’anno. La paura: terra fragile già soggetta a bradisismo La notizia, che attende ora il via libera dell’assessorato regionale alle Attività Produttive entro tre mesi, ha già scatenato proteste e timori in un’area storicamente fragile e reduce dagli ultimi movimenti del bradisismo. La paura principale dei residenti, condivisa da diverse forze politiche e istituzionali, è che operazioni di scavo e prelievo di fluidi dal sottosuolo possano innescare terremoti o alterare ulteriormente l’equilibrio vulcanico della caldera. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha subito preso posizione: «La preoccupazione dei cittadini viene prima di tutto – ha commentato –. Nel 2015 il Consiglio comunale si espresse contro qualsiasi trivellazione. Nessuna decisione sarà presa senza chiarezza e senza mettere al centro la comunità». Preoccupazioni condivise dal consigliere regionale Maria Muscarà, che ricorda la battaglia vinta contro un progetto simile solo quattro anni fa, e dal deputato Francesco Borrelli, arrivato ieri in zona per denunciare i rischi: «In passato – ha raccontato – durante una trivellazione si originò un geyser che fu contenuto a fatica. In un’area così critica, i rischi sono inaccettabili».Tuttavia, un punto di vista più tecnico il vulcanologo Claudio Scarpati dell’Università Federico II intervistato dal Corriere del Mezzogiorno spiega. «È difficile che un sistema vasto e complesso come quello flegreo risenta dell’interferenza di due pozzi. La larghezza di simili perforazioni è standard, circa 30 centimetri. Servirebbe sapere a quale profondità opereranno». Il professore cita l’esempio dell’Islanda, dove il geotermico viene sfruttato con successo in un contesto vulcanico attivo, sottolineando però l’importanza di «spiegare bene il progetto ai cittadini e operare sotto stretto monitoraggio pubblico». A fare da contraltare alle rassicurazioni scientifiche è la memoria di quanto accaduto in passato. L’assessore regionale alle Attività Produttive, Antonio Marchiello, ha garantito massima prudenza, ricordando come un progetto di trivellazione a Via Pisciarelli fu bloccato anni fa dopo approfondite valutazioni: «Ci muoveremo anche questa volta in un’ottica di cautela». La partita è ora nelle mani della Regione, chiamata a decidere tra le esigenze industriali e la tutela di un territorio unico e sensibile. Mentre le associazioni annunciano esposti in Procura, la richiesta della Prysmian rischia di riaprire un confronto tanto tecnico quanto emotivo sul futuro dei Campi Flegrei. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nuovi sviluppi sull’omicidio dell’ispettore Ciro Luongo avvenuto a Melito. Stamattina l’avvocato Alessandra Paolone, legale di Roberto Marchese, dopo l’udienza di questa mattina al carcere di Poggioreale ha dichiarato: “Il ragazzo è distrutto. È pentito, dispiaciuto e a pezzi per l’accaduto”. Intanto il Gip di Napoli ha deciso di non convalidare il fermo richiesto dal pubblico ministero ma il ragazzo resta in carcere come misura cautelare.
La confessione del 23enne sull’omicidio a Melito
Roberto Marchese ha confessato l’omicidio di Ciro Luongo: era stato fermato dalla squadra mobile di Napoli due ore dopo il delitto a casa del padre. Il 23enne è accusato di aver accoltellato e ucciso il vice ispettore di polizia, lunedì sera a Melito, al culmine di una lite in casa, La madre di Marchese, compagna della vittima, e il fratellastro minorenne, figlio della coppia, avevano assistito alla lite e alle alle coltellate sferrate con una lama lunga oltre 17 centimetri e avevano raccontato l’accaduto agli inquirenti. Il litigio, come emerso dalle ricostruzioni investigative, sarebbe nato a causa di un pappagallo scappato attraverso una finestra lasciata aperta. “Il ragazzo ha capito la gravità del fatto ed ha ammesso le sue responsabilità ma ci sono elementi importanti sulla dinamica ancora da approfondire e da chiarire“, osserva l’avvocato Alessandra Paolone, la legale dell’assassino.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Napoli. Incendio nellanotte in un grattacielo al Centro Direzionale di Napoli: nessun ferito, ma paura per il distacco di alcune finestre. È accaduto poco prima delle 2. Secondo le prime ricostruzioni, l'incendio sarebbe scoppiato al 20esimo piano dell'edificio che si trova all'isola G1 del Centro Direzionale di Napoli, propagandosi anche al 21esimo e lambendo il 22esimo piano. Fortunatamente non ci sono feriti. A causa delle fiamme, alcune finestre sono precipitate al suolo. Il rogo ha interessato alcuni studi professionali. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli agenti delle volanti e dell'ufficio prevenzione generale della Questura di Napoli. Sono in corso le indagini per chiarire le cause dell'incendio. a cura di Simonetta Ieppariello OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA I focolai restano ancora attivi lungo il fianco est del Vesuvio. La Protezione civile parla di 1.103 lanci di acqua effettuati in cinque giorni in oltre 200 ore di volo dei canadair costate circa 2 milioni di euro (ogni ora di volo costa tra i sei e gli ottomila euro) e quasi 7mila litri di estinguente sganciati sulle fiamme. E le attività di spegnimento continueranno ancora in per le prossime ore, sia via terra che via aerea, mentre si stanno realizzando diverse linee tagliafuoco. Al momento la situazione risulta, a quanto apprende la Dire dai volontari impegnati sul campo, maggiormente sotto controllo grazie alle operazioni di spegnimento portate avanti dai mezzi aerei, che sono riprese nella prima mattinata di oggi. Si sta provvedendo con una pulizia ulteriore delle aree più interessate dai roghi, ma per tutta la giornata l’attenzione resterà alta. In particolare nelle ore serali: i canadair non possono operare di notte e si teme una ulteriore ripresa dell’incendio, con il vento che potrebbe favorire la diffusione delle fiamme. È proprio quello che è accaduto la scorsa notte, con l’avanzare del fuoco in alcune aree di Boscotrecase e Torre del Greco. Diverse centinaia di ettari di terreno sono ormai state divorate dalle fiamme. Scongiurata, al momento, la preoccupazione relativa a un possibile avvicinamento del fuoco alle abitazioni, ma, intanto, molti Comuni invitano i cittadini a tenere ancora le finestre chiuse. Il Comune di Torre del Greco, ad esempio, raccomanda alla popolazione di “sigillare tutti gli infissi esterni dalle abitazioni” e di “evitare di svolgere attività fisica o permanere all’aperto” nelle zone che si trovano entro un raggio di 3 chilometri dalle aree interessate dal rogo. L’Ente Parco nazionale del Vesuvio ha fatto sapere che “a seguito del vasto incendio sviluppatosi a partire dal giorno 8 agosto, per motivi di sicurezza e a tutela della pubblica e privata incolumità, nonché per agevolare le operazioni di spegnimento e bonifica delle aree percorse dal fuoco” tutte le attività lungo la rete dei sentieri del Parco “si intendono sospese fino a nuova comunicazione”.METROPOLIS