Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Napoli. Momenti di paura in Via Posillipo, dove un bambino di appena 16 mesi è rimasto accidentalmente intrappolato all’interno di un’automobile a causa di un guasto alla centralina elettrica che aveva bloccato le chiusure con le chiavi rimaste nell’abitacolo. Una donna, disperata per l’accaduto, ha attirato l’attenzione di una pattuglia della Polizia Locale – Unità Operativa Soccavo. I due agenti, compresa la gravità della situazione, sono intervenuti con tempestività, rompendo con cautela il finestrino anteriore sinistro del veicolo e liberando il piccolo, che appariva provato dal caldo crescente. Il bambino è stato immediatamente riconsegnato alla madre, ancora sotto choc per l’accaduto, che ha scelto di non ricorrere all’assistenza del servizio sanitario. Con gratitudine e commozione, la donna ha ringraziato gli agenti che hanno scongiurato il peggio, restituendole suo figlio sano e salvo. GIOVANBATTISTA LANZILLI OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La multinazionale ha chiesto l’autorizzazione per scavare due pozzi ad Arco Felice Pozzuoli. Torna l’incubo trivellazioni nei Campi Flegrei. La multinazionale Prysmian ha presentato ufficialmente alla Regione Campania, lo scorso 7 luglio, una richiesta di permesso per realizzare due nuovi pozzi ad Arco Felice, nel comune di Pozzuoli. L’obiettivo è cercare acqua da destinare a uso geotermico per il proprio stabilimento locale, prelevando fino a 64.800 metri cubi d’acqua all’anno. La paura: terra fragile già soggetta a bradisismo La notizia, che attende ora il via libera dell’assessorato regionale alle Attività Produttive entro tre mesi, ha già scatenato proteste e timori in un’area storicamente fragile e reduce dagli ultimi movimenti del bradisismo. La paura principale dei residenti, condivisa da diverse forze politiche e istituzionali, è che operazioni di scavo e prelievo di fluidi dal sottosuolo possano innescare terremoti o alterare ulteriormente l’equilibrio vulcanico della caldera. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha subito preso posizione: «La preoccupazione dei cittadini viene prima di tutto – ha commentato –. Nel 2015 il Consiglio comunale si espresse contro qualsiasi trivellazione. Nessuna decisione sarà presa senza chiarezza e senza mettere al centro la comunità». Preoccupazioni condivise dal consigliere regionale Maria Muscarà, che ricorda la battaglia vinta contro un progetto simile solo quattro anni fa, e dal deputato Francesco Borrelli, arrivato ieri in zona per denunciare i rischi: «In passato – ha raccontato – durante una trivellazione si originò un geyser che fu contenuto a fatica. In un’area così critica, i rischi sono inaccettabili».Tuttavia, un punto di vista più tecnico il vulcanologo Claudio Scarpati dell’Università Federico II intervistato dal Corriere del Mezzogiorno spiega. «È difficile che un sistema vasto e complesso come quello flegreo risenta dell’interferenza di due pozzi. La larghezza di simili perforazioni è standard, circa 30 centimetri. Servirebbe sapere a quale profondità opereranno». Il professore cita l’esempio dell’Islanda, dove il geotermico viene sfruttato con successo in un contesto vulcanico attivo, sottolineando però l’importanza di «spiegare bene il progetto ai cittadini e operare sotto stretto monitoraggio pubblico». A fare da contraltare alle rassicurazioni scientifiche è la memoria di quanto accaduto in passato. L’assessore regionale alle Attività Produttive, Antonio Marchiello, ha garantito massima prudenza, ricordando come un progetto di trivellazione a Via Pisciarelli fu bloccato anni fa dopo approfondite valutazioni: «Ci muoveremo anche questa volta in un’ottica di cautela». La partita è ora nelle mani della Regione, chiamata a decidere tra le esigenze industriali e la tutela di un territorio unico e sensibile. Mentre le associazioni annunciano esposti in Procura, la richiesta della Prysmian rischia di riaprire un confronto tanto tecnico quanto emotivo sul futuro dei Campi Flegrei. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nuovi sviluppi sull’omicidio dell’ispettore Ciro Luongo avvenuto a Melito. Stamattina l’avvocato Alessandra Paolone, legale di Roberto Marchese, dopo l’udienza di questa mattina al carcere di Poggioreale ha dichiarato: “Il ragazzo è distrutto. È pentito, dispiaciuto e a pezzi per l’accaduto”. Intanto il Gip di Napoli ha deciso di non convalidare il fermo richiesto dal pubblico ministero ma il ragazzo resta in carcere come misura cautelare.
La confessione del 23enne sull’omicidio a Melito
Roberto Marchese ha confessato l’omicidio di Ciro Luongo: era stato fermato dalla squadra mobile di Napoli due ore dopo il delitto a casa del padre. Il 23enne è accusato di aver accoltellato e ucciso il vice ispettore di polizia, lunedì sera a Melito, al culmine di una lite in casa, La madre di Marchese, compagna della vittima, e il fratellastro minorenne, figlio della coppia, avevano assistito alla lite e alle alle coltellate sferrate con una lama lunga oltre 17 centimetri e avevano raccontato l’accaduto agli inquirenti. Il litigio, come emerso dalle ricostruzioni investigative, sarebbe nato a causa di un pappagallo scappato attraverso una finestra lasciata aperta. “Il ragazzo ha capito la gravità del fatto ed ha ammesso le sue responsabilità ma ci sono elementi importanti sulla dinamica ancora da approfondire e da chiarire“, osserva l’avvocato Alessandra Paolone, la legale dell’assassino.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Napoli. Incendio nellanotte in un grattacielo al Centro Direzionale di Napoli: nessun ferito, ma paura per il distacco di alcune finestre. È accaduto poco prima delle 2. Secondo le prime ricostruzioni, l'incendio sarebbe scoppiato al 20esimo piano dell'edificio che si trova all'isola G1 del Centro Direzionale di Napoli, propagandosi anche al 21esimo e lambendo il 22esimo piano. Fortunatamente non ci sono feriti. A causa delle fiamme, alcune finestre sono precipitate al suolo. Il rogo ha interessato alcuni studi professionali. Sul posto, insieme ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli agenti delle volanti e dell'ufficio prevenzione generale della Questura di Napoli. Sono in corso le indagini per chiarire le cause dell'incendio. a cura di Simonetta Ieppariello OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA I focolai restano ancora attivi lungo il fianco est del Vesuvio. La Protezione civile parla di 1.103 lanci di acqua effettuati in cinque giorni in oltre 200 ore di volo dei canadair costate circa 2 milioni di euro (ogni ora di volo costa tra i sei e gli ottomila euro) e quasi 7mila litri di estinguente sganciati sulle fiamme. E le attività di spegnimento continueranno ancora in per le prossime ore, sia via terra che via aerea, mentre si stanno realizzando diverse linee tagliafuoco. Al momento la situazione risulta, a quanto apprende la Dire dai volontari impegnati sul campo, maggiormente sotto controllo grazie alle operazioni di spegnimento portate avanti dai mezzi aerei, che sono riprese nella prima mattinata di oggi. Si sta provvedendo con una pulizia ulteriore delle aree più interessate dai roghi, ma per tutta la giornata l’attenzione resterà alta. In particolare nelle ore serali: i canadair non possono operare di notte e si teme una ulteriore ripresa dell’incendio, con il vento che potrebbe favorire la diffusione delle fiamme. È proprio quello che è accaduto la scorsa notte, con l’avanzare del fuoco in alcune aree di Boscotrecase e Torre del Greco. Diverse centinaia di ettari di terreno sono ormai state divorate dalle fiamme. Scongiurata, al momento, la preoccupazione relativa a un possibile avvicinamento del fuoco alle abitazioni, ma, intanto, molti Comuni invitano i cittadini a tenere ancora le finestre chiuse. Il Comune di Torre del Greco, ad esempio, raccomanda alla popolazione di “sigillare tutti gli infissi esterni dalle abitazioni” e di “evitare di svolgere attività fisica o permanere all’aperto” nelle zone che si trovano entro un raggio di 3 chilometri dalle aree interessate dal rogo. L’Ente Parco nazionale del Vesuvio ha fatto sapere che “a seguito del vasto incendio sviluppatosi a partire dal giorno 8 agosto, per motivi di sicurezza e a tutela della pubblica e privata incolumità, nonché per agevolare le operazioni di spegnimento e bonifica delle aree percorse dal fuoco” tutte le attività lungo la rete dei sentieri del Parco “si intendono sospese fino a nuova comunicazione”.METROPOLIS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si lavora ancora sulle pendici del Vesuvio per domare definitivamente l’incendio nell’area del Parco del Vesuvio. La notte è stata particolarmente difficile tra via Cifelli, a Trecase, e via Resina Nuova, a Torre del Greco, dove ieri sera, intorno alle ore 23.30, si è riattivato un focolaio. Dalle 2 è stato attivato il tavolo di coordinamento presso la prefettura di Napoli. Sono state predisposte barriere d’acqua, in via precauzionale, a difesa delle abitazioni più vicine. Questa mattina, il direttore delle operazioni di spegnimento ha comunicato la presenza di un fronte attivo di circa un chilometro all’interno della Riserva Tirone – Alto Vesuvio. Invece, nella zona della Valle dell’Inferno e lungo il sentiero numero 1 la situazione risulta, al momento, sotto controllo. Le operazioni di spegnimento proseguiranno ancora per molte ore. Imponente il dispositivo di soccorso del Corpo nazionale, in questo momento sono 80 i vigili del fuoco impegnati, con rinforzi giunti da Emilia Romagna, Toscana e Marche e dai comandi di Salerno e Caserta. Dalle prime luci dell’alba stanno operando anche 4 velivoli Canadair CL-415 dei vigili del fuoco. Questa notte le squadre a terra hanno operato per contrastare le fiamme sul versante Sud del Vesuvio, nei territori di Terzigno, Boscotrecase e Trecase. «Seguo con grande attenzione l’evolversi dell’emergenza causata dall’incendio che da ieri sta devastando il Parco Nazionale del Vesuvio. Ho reso disponibili gli assetti delle Forze Armate, e già da ieri sono impiegati uomini e mezzi dell’Esercito per supportare le operazioni di contrasto alle fiamme. Si tratta di un disastro naturale che dobbiamo arginare con ogni mezzo. Ringrazio sentitamente quanti stanno operando senza sosta: personale delle Forze Armate, delle Istituzioni, della Protezione civile e volontari», sono le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto. METROPOLIS
INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Napoli. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha inoltrato al governo la richiesta di attivazione dello Stato di Mobilitazione straordinaria del Servizio Nazionale della Protezione Civile, in relazione all'incendio boschivo che sta interessando l'area del Vesuvio, in particolare la pineta di Terzigno, con il coinvolgimento della Riserva Integrale Tirone, nonché dei territori boschivi dei comuni di Trecase, Ercolano e Ottaviano, con un fronte di fuoco che, al momento, ha raggiunto i 3.000 metri e un'area di diverse centinaia di ettari bruciati. "L'intensità e l'estensione spaziale dell'evento - scrive il Presidente nella richiesta indirizzata al governo - stanno determinando critiche diffuse, con il coinvolgimento di un numero significativo di ettari di pineta e bosco, nonché la chiusura dei principali siti archeologici e l'interdizione al pubblico dei sentieri di accesso al Vesuvio". La Protezione Civile regionale sta gestendo sin dal primo momento la successione degli eventi, con pieno dispiegamento delle risorse territoriali disponibili e l'attivazione del regionale, in costante raccordo con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco-Comando Regionale della Campania, il Comando Regionale Carabinieri Forestale della Campania, l'Ente Parco del Vesuvio, e in coordinamento con la Prefettura di Napoli , che ha convocato il Centro Coordinamento Soccorso (CCS) ed ha interessato volontari l'Esercito Italiano per un supporto con uomini e mezzi. Al momento, la Protezione civile della Regione Campania ha attivato tutte le risorse dell'antincendio boschivo disponibili, con il dispiegamento, nella sola giornata odierna di 4 elicotteri regionali, oltre i 6 canadair e 1 elicottero Ericcson della flotta nazionale, e oltre 150 uomini a terra, compresi i Vigili del Fuoco. La richiesta tiene conto dell'evoluzione degli eventi in atto e della necessità di garantire il ricambio delle squadre di operatori, oramai stremati dall'impegno diurno di lotta e notturno di presidio. Nella nota si chiede, in particolare, il coinvolgimento coordinato delle colonne mobili regionali, delle altre Regioni e Province autonome, del volontariato organizzato di Protezione Civile e delle strutture operative nazionali, allo scopo di assicurare l'impiego: - di almeno 8 squadre con moduli AIB (Antincendio boschivo) delle Colonne Mobili Nazionali; - di almeno 8 squadre con moduli AIB (Antincendio boschivo) delle Colonne Mobili regionali. Paola Iandolo OTTOPAGINE
L'Azienda ospedaliera universitaria Federico II si è dotata di una Sala Ibrida, ambiente ospedaliero ad altissima tecnologia in cui i medici possono operare e, allo stesso tempo, vedere in tempo reale l'interno del corpo del paziente grazie a strumenti diagnostici sofisticati come la Tac, l'angiografo o l'ecografia tridimensionale. Ciò consente di eseguire interventi molto delicati con una precisione maggiore, minore invasività e spesso in tempi più rapidi.La realizzazione della Sala si colloca nell'ambito del 'Progetto Cicogna', in fase di avanzata realizzazione, che prevede la sopraelevazione e l'ampliamento dell'Edificio2, attuale sede delle attività cardiologiche, con l'obiettivo di migliorare l'offerta assistenziale sia sotto il profilo tecnico-strutturale che in termini di umanizzazione degli spazi. All'inaugurazione ha partecipato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. "Oggi abbiamo inaugurato un primo pezzo della gestione dell'emergenza che speriamo si possa fare a pieno e presto nel Policlinico - ha detto il rettore dell'Ateneo, Matteo Lorito - Grazie a questa struttura siamo in grado di trattare pazienti con problemi cardiologici urgenti e affrontare problematiche che fino ad oggi in Campania non era possibile trattare. Inoltre tanta tecnologia significa anche metterla a disposizione dei nostri studenti in medicina che quest'anno saranno oltre 3mila". Le opere sono state finanziate dalla Regione Campania e dall'Ateneo. Tra le principali innovazioni introdotte: la creazione di nuovi ambienti dedicati al futuro pronto soccorso cardiologico, con sala d'attesa, camera calda, spazi di osservazione e diagnostica per immagini; il collegamento verticale potenziato tra i vari livelli mediante nuovi montalettighe; il miglioramento dell'efficienza impiantistica; il potenziamento estetico e funzionale dell'intero corpo edilizio. "Questo è l'esempio pratico non solo di buona sanità, ma della volontà di volere perseguire determinati obiettivi sia dal punto di vista strutturale che tecnologico - ha sottolineato il direttore generale dell'Azienda ospedaliera universitaria, Giuseppe Longo - con la Sala ibrida portiamo avanti innovazione tecnologica e anche organizzativa perché l'Azienda si sta preparando all'apertura del pronto soccorso". Come ha evidenziato Giovanni Esposito, presidente della Scuola di medicina dell'Ateneo federiciano, la Sala Ibrida del Policlinico è "tra le più avanzate del Mezzogiorno e in Italia complessivamente si contano sulle dita di una mano. Grazie a queste tecnologie abbiamo l'opportunità di fornire una formazione avanzata: la Sala consente di trasmettere in tempo reale in tutte le aule del Policlinico gli interventi e dunque è uno strumento didattico al passo con l'innovazione nella sanità e nella formazione medica e del personale". Nei giorni scorsi la Sala Ibrida è stata già impiegata per lo svolgimento del primo intervento nel Sud Italia di sostituzione transcatetere della valvola tricuspide. ANSA
INSERITO DA EMANUEL ZUPPARDO Dall’ultima inchiesta contro il clan Ciccarelli sono emersi molti retroscena sulla mala di Caivano. I magistrati della DDA di Napoli hanno interrogato Francesco Capasso che ha iniziato a collaborare con la giustizia nel marzo del 2022. Il pentito ha innanzitutto ammesso di aver fatto parte del clan Gallo dal 2013 al 2015 per poi gestire autonomamente lo spaccio al Parco Verde. La vita da capo piazza sarebbe stata possibile grazie al placet del boss Domenico Ciccarelli, alias ‘a Caciotta, dal quale acquistava la droga. La Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri, ha riscontrato le sue dichiarazioni per ricostruire i passaggi di potere tra i clan caivanesi, tracciare l’organigramma dei Gallo e dei Ciccarelli fino alla recente gestione della famiglia Bervicato. Così Capasso in 12 anni è passato da pusher fino a salire la scala gerarchica dell’organizzazione criminale. Il presunto piano del clan Ciccarelli per uccidere Tibiuccio Angelino In un verbale dell’aprile del 2022 il pentito ha parlato dei rapporti instabili tra le organizzazioni criminali. Capasso avrebbe svelato un presunto accordo interno alla mala di Caivano e un ipotetico piano per eliminare il boss Antonio Angelino. “Tibiuccio ha raggiunto un accordo all’esito di una chiacchierata telefonica avuta con Domenico Ciccarelli detto Caciotta, che è detenuto a Voghera e dispone di un microtelefono. In sintesi l’accordo tra i due prevede che i Ciccarelli comandano al Parco Verde e Tibiuccio a Caivano. Questo è un equilibrio momentaneo, ho saputo che è in animo dei Ciccarelli il proposito di uccidere Tibiuccio, salvo che questi non decida di andare via da Caivano“, questa la ricostruzione fornita dal collaboratore di giustizia. Altro duro colpo alla camorra di Caivano, 8 arresti contro il clan Ciccarelli Lo scorso 30 luglio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di 8 indagati (di cui 7 già ristretti in carcere, a seguito dell’esecuzione dei decreti di fermo di indiziato di delitto eseguiti lo scorso 9 luglio), ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione continuata e aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose. L’attività ha permesso di ipotizzare la perdurante operatività a Caivano dello storico clan Ciccarelli e di evidenziare le nuove dinamiche criminali emerse a seguito dei riassetti conseguenti agli arresti degli esponenti di spicco del clan Angelino – Gallo.Alessandro Caracciolo INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Torre Annunziata. Paura stamattina nella postazione del 118 di Torre Annunziata, dov'è crollato il controsoffitto della stanza destinata al medico di turno. Il camice bianco, insospettito da alcuni scricchiolii, è riuscito ad uscire in tempo prima del distacco del solaio. A darne notizia l'associazione "Nessuno tocchi Ippocrate". La struttura è stata evacuata: sul posto vigili del fuoco e forze dell'ordine. Da tempo i vertici sanitari avevano denunciato le condizioni fatiscenti dell'edificio. a cura di Giovanbattista Lanzilli OTTOPAGINE