Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA È accaduto in via Madonna a Lissone poco fa. Nessun ferito fortunatamente Ha dimenticato la torta nel microonde. Una svista che le è costata cara. Sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco a Lissone poco fa oggi giovedì 23 settembre 2021. Incendio a Lissone L'intervento in via Madonna in pieno centro in uno stabile di Lissone. Una donna ha dimenticato nel microonde una torta e ha causato un rogo che ha invaso rapidamente la cucina. Sul posto sono intervenuti tre mezzi del Vigili del Fuoco per domare le fiamme. Nessuno fortunatamente è rimasto ferito. PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA LA DONNA, 59 ANNI, È STATA ANCHE INTERDETTA PER UN ANNO DALLA SUA PROFESSIONE. LE VIOLENZE SONO STATE RIPRESE CON LE TELECAMERE DI SICUREZZA DEI CARABINIERI. HANNO CRISTALLIZZATO GLI INSULTI E LE BOTTE CHE I PICCOLI ALUNNI SUBIVANO DALLA MAESTRA
Sono state le telecamere nascoste collocate nell’asilo dai carabinieri a documentare quello che fino a quel momento era contenuto solo nei racconti dei bambini tra i 3 e i 5 anni, vittime delle violenze. Non il frutto della loro immaginazione, ma conseguenza di mesi di paura per le aggressioni e gli insulti subìti da chi avrebbe dovuto proteggerli mentre i genitori erano al lavoro. Responsabile una maestra di 59 anni che è stata denunciata e interdetta per un anno dall’esercizio della professione, con l’accusa di aver maltrattato diciassette piccoli alunni di un istituto di Monza. Tra loro anche un bimbo con disabilità.
BOTTE, INSULTI E MINACCE AGLI ALUNNI
Le indagini, durate due mesi, sono partite dopo alcune segnalazioni, non è chiaro se dei genitori, preoccupati per il comportamento dei loro figli, traumatizzati e spaventati dal comportamento della maestra, o di altri operatori scolastici. La donna avrebbe agito con violenza costantemente e non in singoli episodi. Inquietanti le immagini raccolte dai carabinieri e che ora sono al vaglio degli inquirenti della procura di Monza. Le riprese hanno cristallizzato botte, trascinamenti, insulti e minacce. La maestra avrebbe usato parole molto dure in diverse occasioni : "Ti stacco la testa", "bestia", "oca", "beduini", e "vi taglio le mani", alcune delle frasi pronunciate dall’insegnante all’indirizzo dei bimbi. Secondo quanto accertato dai militari, la maestra perdeva il controllo quando i bambini disattendevano le sue indicazioni o le sue aspettative. A quel punto partivano anche le violenze fisiche. I bimbi venivano colpiti con calci, pugni o trascinati per il braccio o per i vestiti. Un atteggiamento vessatorio che non si sarebbe fermato anche di fronte alla disabilità di uno dei 17 alunni. Nella nota diffusa dai carabinieri sulle indagini, non si chiarisce se alle violenze abbiano assistito altre persone. Anche questo dovrà essere verificato dagli investigatori. Per il momento la maestra è stata sospesa per un anno dall’esercizio della professione, in attesa che le indagini accertino i maltrattamenti. di Giovanni Perria RTL.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avevano preso a noleggio un monopattino per fare un giro notturno di Monza. Ma la gita si è conclusa in ospedale dal momento che la donna è caduta rovinosamente a terra, picchiando testa e volto. Se l'è "cavata" con un trauma cranico, ma poteva andare molto peggio L'ennesima caduta da un monopattino E così anche a Monza si è scoperta la pericolosità dei monopatino, anche se non si è consumata la tragedia come quella avvenuta alcune settimane fa a Sesto San Giovanni. L'incidente è avvenuto venerdì sera, intorno alle 23.30, in via Messa, a non troppa distanza dal Policlinico di Monza. Una coppia aveva deciso di prendere a noleggio un monopattino per una gita notturna per le vie del capoluogo brianzolo, ma qualcosa è andato storto. Il conducente, un 38enne residente ad Arcore, ha perso il controllo del mezzo e lui e la donna 63enne residente a Carugate che era con lui sono caduti rovinosamente a terra. Ma se l'uomo non ha riportato ferite, molto peggio è andato alla 63enne tanto che l'allarme è scattato in codice rosso e in via Messa sono sopraggiunte un'ambulanza e un'automedica, oltre alla Polizia Locale di Monza. I soccorsi Le attenzioni degli operatori sanitari si sono concentrate sulla donna che aveva picchiato il volto e la testa sull'asfalto. Gli operatori del 112 le hanno prestato le prime cure direttamente sul posto, poi, una volta stabilizzate le condizioni, l'hanno portata al San Gerardo di Monza. Qui i medici le hanno diagnosticato un trauma cranico e ferite al volto: è sotto osservazione, ma non in pericolo di vita. Accertato l'accaduto, gli agenti della Locale hanno sanzionato il conducente del monopattino perché trasportava un'altra persona e per omesso controllo del veicolo PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' stato trasportato all'ospedale di Bergamo in condizioni gravi il bambino di otto anni investito a Monza in via Prina oggi, mercoledì 8 settembre 2021, poco dopo le 15. Secondo quanto appurato dalla Polizia Locale di Monza la conducente di una Fiat Freemont stava percorrendo via Prina proveniente da via Manara quando, giunta all'altezza del numero 6, si è fermata accodandosi ad altre auto: dal veicolo è sceso il figlio di 8 anni della conducente che ha attraversato la strada passando, di corsa, davanti alla sagoma della Fiat tra i veicoli incolonnati. In senso opposto però è sopraggiunto un furgone Peugeot Bipper condotto da un 33enne residente in Brianza e l'impatto è stato inevitabile: il bimbo è stato colpito al volto dallo specchietto retrovisore esterno sinistro, cadendo al suolo. Trasportato a Bergamo L'allarme è scattato in codice rosso. Subito soccorso dalla madre e dal conducente del furgone, entrambi agitatissimi per quanto accaduto, sul posto sono sopraggiunte un'ambulanza e un'automedica: il piccolo è stato trasportato dall'ambulanza all'ospedale pediatrico di Bergamo. PRIMAMONZA
INSERITO DA MORENA MOTTA Tre colpi, esplosi in piazza, in pieno centro. E la "pioggia" di chiamate al 112 per segnalare gli spari. Ma quando le pattuglie dei carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della compagnia di Seregno lunedì sera sono arrivate - pochi istanti dopo - in piazza Cavour, a Barlassina, non c'era più nessuno.
Poco dopo hanno bussato alla porta di un 49enne residente poco distante, con diversi precedenti alle spalle: nella sua auto è stata trovata la pistola scacciacani da cui poco prima erano partiti i tre colpi. Sparati, stando a quanto emerso, per convicere il cagnolino a salire in auto.
Spari al compleanno per convincere il cane a salire in auto
Un compleanno "col botto" che poi il 49enne ha finito di "festeggiare" in caserma, insieme ai carabinieri, rimediando anche una denuncia per esplosioni pericolose. Secondo quanto ricostruito l'uomo, con numerosi precedenti alle spalle per reati contro la persona, il patrimonio e per droga, ha esploso tre colpi d’arma da fuoco lungo le vie del centro cittadino per convincere il proprio cagnolino a salire a bordo dell'auto.
In pochi istanti, mentre il 49enne si allontanava, in piazza sono giunte le pattuglie del Radiomobile di Seregno e i militari della stazione di Seveso di Lentate sul Seveso. Grazie alle testimonianze raccolte il 49enne è stato identificato e raggiunto presso la sua abitazione dove nell'abitacolo della vettura è stata trovata una pistola scacciacani con tre colpi a salve inesplosi ancora all'interno del tamburo e i tre bossoli compatibili con quelli sparati poco prima.
INSERITO DA MORENA MOTTA Non solo pediatra, ad Arcore, per oltre 15 anni, ma anche medico, per ben 25 anni della terapia intensiva neonatale del San Gerardo di Monza e benefattore, volontario e fondatore degli «Amici di Giovanni», una onlus a scopo educativo dedicata a famiglie con figli affetti dalla sindrome di Down e non solo.
Il pediatra Paolo Arosio va in pensione
Più vite racchiuse in una quelle vissute dal 70enne Paolo Arosio, residente a Lissone, stimato pediatra che dal 2005 e fino allo scorso 23 agosto è stato un punto di riferimento per tante famiglie arcoresi. Ora, per lo stimato medico si sono aperte le porte del meritato pensionamento. Un traguardo che lo storico pediatra ha raggiunto ufficialmente la scorsa settimana, data che segna di fatto la fine di un lungo percorso in città.
Migliaia i bambini passati dal suo studio
Moltissimi, infatti, sono stati i bambini passati dal suo studio di via Gilera in tutti questi anni, durante i quali il dottor Arosio ha visto crescere generazioni di arcoresi. E in questa crescita lo specialista ha sicuramente grande merito, frutto della sua professionalità e soprattutto dedizione. Numerose le attestazioni di stima e riconoscenza pervenutegli in queste ultime settimane di servizio, durante le quali ha potuto dare l’ultimo saluto ai suoi piccoli pazienti, che da ieri dunque hanno perso un valido punto di riferimento. Così come tante famiglie, alle quali è già stato assegnato un nuovo pediatra, la dottoressa Giuseppina San Martino, che proprio in questi giorni prenderà il posto del dottor Arosio.
Una lunghissima carriera
"Si chiude un capitolo importante della mia storia professionale, anche se, in realtà, uno rimane medico per tutta la vita - ha sottolineato Arosio - Mi piace sempre sottolineare che io non provengo da una famiglia di medici: papà faceva il falegname, o meglio, il mobiliere mentre mamma era una sarta bravissima. Ma fin da subito ho sentito dentro di me il desiderio di dedicarmi al prossimo attraverso la medicina. E la mia voglia di apprendere mi ha portato alla Pediatria. Prima di approdare ad Arcore, subito dopo la laurea, agli inizi degli anni ‘80, ho iniziato la mia carriera professionale nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale San Gerardo di Monza. Poi, nel 1981 e 1982, ho trascorso due anni in America, a Washington, dove ho imparato moltissimo in un centro di ricerca neonatale. Successivamente ho continuato la mia attività in ospedale che mi ha portato a vivere esperienze davvero uniche e irripetibili. Non è stata una passeggiata lavorare a stretto contatto con piccole creature ammalate: intubare un bimbo che pesa 900 grammi non è uno scherzo. Eppure ho sempre cercato di curarli con tanto amore e dedizione e credo di esserci riuscito. Ho avuto a che fare soprattutto con bimbi nati prematuri. Invece l’esperienza di pediatra è stata tutt’altra cosa. Lo ripeto spesso: i bambini si curano insieme ai genitori. Anzi i primi da educare sono proprio mamme e papà. Però, per non perdere il contatto con quella che definisco la straordinaria scuola di vita dell’ospedale, due mattine a settimane le trascorrevo al San Gerardo per tenermi aggiornato sulle varie patologie che affliggono i bimbi".
Ora tanto volontariato
Per il dottor Arosio ora si apre un nuovo capitolo della propria vita, magari ancor più orientato al mondo del volontariato, di cui è indubbiamente un grande esponente. Da sottolineare, infatti, l’impegno profuso dal medico come presidente dell’associazione «Gli amici di Giovanni», che ha contribuito a fondare con la moglie Paola e insieme a Tiziana e Claudio Caggioni.
Ricordiamo che Arosio è padre di quattro figli, di cui l’ultima, oggi venticinquenne, nata con la sindrome di Down. Una realtà che colpisce duramente, in particolare se è lo stesso papà, pediatra e neonatologo, a fare la diagnosi.
“Abbiamo cominciato ad aiutarci su cose concrete, dove si fa una certa terapia, quale dottore è consigliabile per quella situazione – ha raccontato Paolo – ma poi soprattutto ci siamo aiutati ad andare a fondo del significato di quello che ci veniva dato da vivere".
L'omaggio del collega Mantegazza
Anche il pedagogista della Bicocca Raffaele Mantegazza, grande amico del dottore, ha voluto omaggiare la figura di Arosio.
"Va in pensione Paolo Arosio, un grande pediatra, accogliente e gentile, equilibrato e comunicativo - ha sottolineato Mantegazza - Grazie per lo splendido lavoro svolto e buona pensione, anche se sono certo che continuerà il suo impegno civico a favore dei bambini e delle bambine".
INSERITO DA MORENA MOTTA Non c'è stato purtroppo nulla da fare per la donna che oggi pomeriggio, domenica, poco prima delle 17, sarebbe precipitata da un edificio che si trova in via Pascoli, strada nel quartiere Da là dal Punt a ridosso dello svincolo di Lissone centro della Valassina. Dopo la chiamata al 112, la Centrale operativa dell'Agenzia regionale emergenza urgenza ha inviato sul posto un'ambulanza della Croce Rossa di Desio e un'automedica, in codice rosso, oltre ai Carabinieri della Compagnia di Desio.
Le indagini dei Carabinieri
A capire cosa possa essere successo con esattezza sono ora i militari. Nonostante i tentativi di soccorso da parte del personale del 118, il decesso della donna è stato constatato sul posto.
INSERITO DA MORENA MOTTA Apre le porte oggi, mercoledì 1 settembre, la mostra sui campioni della Formula 1, “F1 Heroes”, allestita nell’Orangerie della Reggia di Monza, con 120 foto che fanno parte della straordinaria collezione di Motorsport Images, selezionate e raccontate da Ercole Colombo e Giorgio Terruzzi.
A Monza apre la mostra sui campioni della Formula 1
La mostra, promossa dal Comune di Monza in collaborazione con Vidi srl, sarà aperta fino al 19 settembre. L'ingresso è libero, nel rispetto delle normative anti contagio. Gli orari di apertura consentono di visitare la mostra dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19 mentre il sabato e la domenica è prevista un'apertura anche al mattino, dalle 10 alle 13. Durante la manifestazione #MonzaFuoriGP: da giovedì 9 a domenica 12 settembre, orario continuato 10.00-19.00, venerdì 10 e sabato 11 settembre fino alle 23.00.
"Un tributo al mito della velocità"
“Monza, la città che ospita il tempio della Formula Uno, quest’anno offre una mostra straordinaria: piloti, campioni, tecnici e volti che hanno fatto la storia dei motori e per sempre resteranno nel cuore di chi ha vissuto le emozioni e l’adrenalina che solo un Gran Premio sa regalare”, spiegano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alla Cultura Massimiliano Longo.
“Il nostro è un vero e proprio tributo al mito della velocità e agli eroi che l’hanno incarnato mentre l’Autodromo di Monza, nella sua storia ormai centenaria, ne ha consacrato la leggenda”, concludono.
"Raccontiamo di campioni"
“Smalti lucenti. Immagini fugaci per far scattare passioni senza confronti. Automobili sorprendenti, sconcertanti, capaci di correre a velocità così elevate da agitare l’anima, la fantasia. Il fascino della Formula 1 è l’ingrediente chiave di un’avventura che dura ormai da più di settant’anni, che non smette di stupire ed entusiasmare generazioni diverse, rapite dal potere di una competizione fatta di imprese e tragedie. C’è una figura al centro di questa scena, da sempre. Un uomo. Il pilota, il campione. Persone capaci di compiere atti strabilianti, magnifici, ardui. Atleti anomali votati ad un mestiere per molti versi inconcepibile, visto che correre comporta mettere in pista, oltre al proprio talento, la propria vita. Di loro raccontiamo qui”, aggiunge Giorgio Terruzzi.
“Campioni. Per numero di giorni felici, dentro epoche diverse. Chi ha vinto tutto, moltissimo. Ma anche chi si è speso, condividendo una aspirazione, un sogno con ogni giovane, anziano, esperto, entusiasta spettatore o spettatrice. Destinatari, dunque, di una gratitudine conclamata o segreta. Emozioni, sentimenti. Cuori in corsa. Rivelati e offerti, come sempre accade quando lo sport è lo specchio più sincero del vivere”, conclude Terruzzi.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Gennaro Gratidia è mancato a 92 anni. Sempre cordiale e discreto, era molto amato e stimato dai colleghi. Addio allo storico prof del liceo Majorana di Desio. E' mancato all’età di 92 anni Gennaro Gratidia, docente di matematica e fisica. Amato e stimato dai colleghi, sempre cordiale e discreto. Addio a Gennaro Gratidia, storico prof di matematica e fisica "Il professor Gratidia era una persona pacata, sempre gentile e riflessivo, mai nervoso. Era andato in pensione, nel 1994" ha ricordato la professoressa Patrizia Proserpio. Anche Domenico Ciceri è stato suo collega per una decina di anni. «Io ho preso la sua cattedra una volta che è andato in pensione. Lui è stato per me un amico, un fratello maggiore. Stimava molto i colleghi indipendentemente dall’età e tutti lo rispettavano tantissimo. Era una persona elegante, tanto nel vestire quanto nei rapporti". Il ricordo del nipote: "E' stato una guida" Addolorati per la perdita il figlio Stefano Gratidia, la nuora Nicoletta, i nipoti Lorenzo e Agata, le sorelle e i fratelli. "È stato un po' strano fare il liceo avendo nella stessa scuola il proprio zio professore - ha ricordato il nipote, Fabio Muriano - È stato uno degli adulti che per me, adolescente, ha costituito una guida, un riferimento, e che, prima di tutto, ha saputo insegnarmi il valore dell'onestà, e della coerenza". Oltre alla scuola, il prof Gratidia è stato impegnato anche nella politica cittadina come consigliere comunale dal 1975 al 1980.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un 30enne è stato morso da un cane mentre si allenava con l'handbike a Trezzo. "La cosa che fa più male è l'indifferenza di chi non ha prestato aiuto".E' stato aggredito da un cane mentre faceva attività sportiva. Il proprietario dell'animale, però, ha fatto finta di niente e se ne è andato senza aiutarlo. Questo l'incredibile atto di inciviltà occorso a un 30enne disabile a Trezzo sull'Adda.A riportarlo sono i colleghi di Prima La Martesana.
Disabile aggredito, ma non soccorso a Trezzo
L'episodio è avvenuto mercoledì sera lungo via Pietro Nenni a Trezzo sull'Adda. Il giovane stava viaggiando a bordo della sua handbike a margine della strada quando è stato aggredito da un cane di taglia medio-grande al guinzaglio. L'animale stava passeggiando lungo il marciapiede con il padrone che lo teneva per la corda, forse troppo lunga. Probabilmente si è spaventato al passaggio del veicolo, fatto sta che ha reagito con violenza mordendo al braccio il giovane handbiker che è finito rovinosamente al suolo. Il proprietario del cane, accortosi di quanto accaduto, invece di soccorrerlo ha girato le spalle ed è scappato.
La rabbia dei familiari e la denuncia
Il 30enne è caduto in strada, finendo nell'altra corsia di marcia. Fortunatamente in quel momento non sopraggiungeva nessuno, altrimenti le conseguenze sarebbero potute essere peggiori. Una volta tornato a casa è stato portato al Pronto soccorso per essere medicato: oltre ai segni dei morsi aveva riportato alcune ferite alla mano nel tentativo di difendersi e conseguenti alla caduta. All'indomani dell'episodio i familiari hanno deciso di rivolgersi ai Carabinieri sporgendo denuncia contro ignoti per quanto accaduto.