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monza e provincia news

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MONZA E PROVINCIA NEWS Dalla McAnik di Ronco Briantino un premio ai dipendenti

22 Settembre 2022, 06:16am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il ringraziamento di Riccardo e Daniele Molgora per la performance aziendale in costante crescita McAnik di Ronco Briantino ha deciso di dare un premio ai propri dipendenti. Nella consapevolezza che la forza di un'azienda sta nel team che la compone, infatti, Daniele e Riccardo Molgora, titolari dell'impresa di via I Maggio, hanno stabilito di gratificare il personale con un extra che, si spera, possa essere d'aiuto in questo periodo di crisi energetica. Dalla McAnik di Ronco Briantino 200 euro ai collaboratori "Siamo consapevoli delle difficoltà che tutto il Paese sta attraversando - spiega Riccardo - Gli spostamenti costano sempre di più a causa dei prezzi fuori controllo dei carburanti. Anche il costo della vita aumenta. Per questo, per ringraziare il nostro personale dell'impegno con cui quotidianamente affronta il lavoro in azienda, abbiamo deciso di regalare a ognuno 200 euro di buoni benzina. Una piccola cifra che, speriamo, possa comunque essere d'aiuto". Un premio per la crescita aziendale Il premio vuole essere un riconoscimento per la qualità del lavoro svolto in questi ultimi mesi: "Stiamo tagliando sempre nuovi traguardi - spiegano i titolari - Il trend di McAnik è in ascesa grazie alla qualità dei nostri prodotti e alla flessibilità di tutto il team che è sempre pronto a farsi in quattro per dare risposte celeri e soddisfacenti a ogni richiesta. Visto che la crescita di quest'anno è confermata anche al netto dei fatturati gonfiati a causa dei costi delle materie prime e del caro energia (già superato il record del 2021), trovare un modo per esprimere gratitudine era per noi un'esigenza molto sentita". Welfare aziendale, lavoratori più sereni In tutto, McAnik conta oggi otto dipendenti. "Il welfare aziendale rappresenta un aspetto importante della nostra realtà perché sappiamo bene che collaboratori con minori problemi legati ai bilanci famigliari riescono ad affrontare gli impegni professionali con maggiore serenità" hanno concluso Daniele e Riccardo Molgora. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS Controlli cardiologici gratuiti per le donne al San Gerardo

21 Settembre 2022, 06:24am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Controlli cardiologici gratuiti per le donne al San Gerardo

INSERITO DA MORENA MOTTA Le visite, da prenotare, si terranno nei pomeriggi del 26 e 27 settembre. Incontri individuali di controllo ed educazione sanitaria nei pomeriggi del 26 e 27 settembre al San Gerardo. Controlli cardiologici gratuiti per le donne al San Gerardo Le visite, organizzate negli ambulatori di cardiologia dell'Asst Monza nell'ambito della settimana promossa dall'Osservatorio Onda per la salute femminile, sono dedicate a tutte le donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni senza patologie cardiovascolari. Nel corso degli appuntamenti, che è possibile fissare telefonando al numero 039 233 6635, dal 20 al 23 settembre, dalle ore 11.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 15.30, verrà misurata la pressione e fatta una valutazione del profilo di rischio cardiovascolare. Tutte le visite saranno effettuate presso il day hospital cardiologico, 1° piano Settore C, dalle ore 15.00 alle 17.00. Nella giornata del 26 settembre inoltre, alle 16 il Direttore di Cardiologia, dott.ssa Maddalena Lettino, terrà una diretta Facebook, sulla pagina di ASST Monza, sul tema "La salute cardiologica delle donne". Obiettivo prevenzione Incontri individuali di controllo ed educazione sanitaria nei pomeriggi del 26 e 27 settembre al San Gerardo. Controlli cardiologici gratuiti per le donne al San Gerardo Le visite, organizzate negli ambulatori di cardiologia dell'Asst Monza nell'ambito della settimana promossa dall'Osservatorio Onda per la salute femminile, sono dedicate a tutte le donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni senza patologie cardiovascolari. Nel corso degli appuntamenti, che è possibile fissare telefonando al numero 039 233 6635, dal 20 al 23 settembre, dalle ore 11.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 15.30, verrà misurata la pressione e fatta una valutazione del profilo di rischio cardiovascolare. Tutte le visite saranno effettuate presso il day hospital cardiologico, 1° piano Settore C, dalle ore 15.00 alle 17.00. Nella giornata del 26 settembre inoltre, alle 16 il Direttore di Cardiologia, dott.ssa Maddalena Lettino, terrà una diretta Facebook, sulla pagina di ASST Monza, sul tema "La salute cardiologica delle donne". Obiettivo prevenzione La settimana promossa dall'Osservatorio Onda ha l’obiettivo di promuovere presso la popolazione l’importanza della prevenzione primaria e della diagnosi precoce delle malattie cardiovascolari con particolare riferimento all’aneurisma aortico addominale, all’infarto cardiaco, alle patologie valvolari e allo scompenso cardiaco. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS Incidente a Bernareggio, schianto tra tre auto all'incrocio Soccorsi in codice giallo e vigili del fuoco. In ospedale due persone

19 Settembre 2022, 14:45pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Incidente tra tre auto a Bernareggio e due persone in ospedale. Nella mattinata di lunedì 19 settembre, lungo la strada provinciale 177, all'altezza di via Risorgimento, tre vetture sono rimaste coinvolte in un sinistro. Per due veicoli l'impatto è stato frontale mentre un terzo mezzo ha terminato la corsa fuori strada. La chiamata di emergenza ai soccorsi è scattata poco dopo le 10 e l'Azienda Regionale Emergenza e Urgenza ha inviato due ambulanze e un'automedica preallertate in codice rosso. In via Risorgimento sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Dalla sede del comando provinciale di Monza è arrivata l'autopompa e un modulo di supporto dal distaccamento di Lissone. Le condizioni delle persone coinvolte sono apparse fortunatamente meno gravi del previsto e risultano due i feriti soccorsi. Un uomo di 49 anni e una donna di 63 sono stati accompagnati in ospedale in codice giallo per accertamenti. A Bernareggio lunedì mattina erano presenti anche i carabinieri della compagnia di Vimercate che si sono occupati dei rilievi per ricostuire la dinamica del sinistro e accertare le responsabilità. MONZATODAY

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MONZA E PROVINCIA NEWS LA SITUAZIONE NEGLI OSPEDALI Infermieri e medici più sicuri: quattro milioni dalla Regione per vigilantes e telecamere

17 Settembre 2022, 15:18pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Infermieri e medici più sicuri: quattro milioni dalla Regione per vigilantes e telecamere

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Installazione di sistemi di videosorveglianza e attivazione di servizi di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie: saranno finanziati dal Pirellone. Quattro milioni di euro per rendere i Pronto soccorso degli ospedali pubblici lombardi più sicuri. Sono stati stanziati dalla Giunta Fontana con delibera approvata martedì scorso; serviranno per finanziare l’installazione di sistemi di videosorveglianza e l’attivazione di servizi di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie. Infermieri e medici più sicuri: quattro milioni dalla Regione per vigilantes e telecamere Basterebbe un dato per comprendere la drammaticità della situazione in corsia: ogni anno in Italia si contano 2mila e 500 atti di aggressione ai danni dei lavoratori della sanità e nel 70 per cento dei casi le vittime sono donne. Succede anche in Brianza dove, secondo i dati elaborati dal sindacato medico Anaao-Assomed Lombardia, l’incremento degli atti di violenza è tra i motivi che hanno spinto decine di camici bianchi a lasciare il servizio sanitario regionale: solo negli ultimi 5 anni sono stati 120 in totale i medici che hanno abbandonato, divisi equamente tra l’Asst Vimercate (oggi Asst Brianza) e l’Asst Monza, rispettivamente con 54 e 66 cessazioni. Del resto numerosi studi hanno dimostrato che l’esposizione a eventi aggressivi da parte di pazienti e accompagnatori comporta effetti rilevanti sia per il benessere dei lavoratori (per esempio ansia, depressione, sintomi di stress post-traumatico, riduzioni dell’autostima), sia per la qualità del lavoro (aumento di assenteismo e turnover). Nel luglio del 2020 la Regione aveva già promulgato una legge in materia - «Sicurezza del personale sanitario e sociosanitari» -, rimasta però ferma al palo secondo la denuncia dei consiglieri regionali dem Carmela Rozza e Fabio Pizzul che lo scorso aprile avevano ipotizzato «un aumento del 41 per cento dei numeri generali di aggressioni fisiche e verbali nei presidi ospedalieri nel 2022». Telecamere e vigilantes Martedì della scorsa settimana, il Pirellone ha dato il disco verde al nuovo provvedimento proposto della vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti di concerto con l’assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale Romano La Russa. Quattro milioni, come detto, le risorse necessarie per porre in essere le attività, già ricompresi nel finanziamento di parte corrente del Fondo Sanitario Regionale per l’esercizio 2022. Sono diverse le azioni contenute nel documento. A partire «dall’installazione di sistemi di videosorveglianza ad uso interno alla struttura sanitaria con adeguata cartellonistica e con sistemi di allerta rapida delle Forze dell’ordine». Inoltre, è indicata «l’attivazione di un servizio di sicurezza interno che garantisca adeguata presenza nelle aree individuate e considerate a maggior rischio, con una copertura che non potrà essere inferiore alle 12 ore». Si aggiungono la prosecuzione dell’attività di rilevazione e monitoraggio degli atti di violenza nei confronti degli operatori oltre che lo sviluppo e l’adozione di protocolli d’intesa «con gli uffici territoriali del Governo al fine di potenziare la collaborazione con le forze di Polizia». Attenzione agli utenti La delibera si concentra inoltre sugli utenti, prevedendo il periodico aggiornamento, nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy, degli accompagnatori dei pazienti circa lo stato di avanzamento del percorso di diagnosi e cura dei congiunti e la creazione di ambienti accoglienti nelle sale di attesa. «Ciò anche attraverso la realizzazione di colonne di ricarica per tutte le principali marche di smartphone e tablet» e «l’installazione di schermi televisivi con collegamento ai principali canali nazionali e alla presenza di distributori automatici di bevande e snack». «Livello di protezione più alto» «Con questa delibera aumentiamo il livello di protezione degli ambienti in modo che i lavoratori dei pronto soccorso possano operare in modo più sicuro e i pazienti ricevere le cure - ha commentato la vicepresidente della Regione Lombardia - Senza temere, gli uni e gli altri, violenze, aggressioni e comportamenti incivili che pregiudicano la fiducia e la collaborazione tra operatore sanitario e paziente». «Circa un mese fa la Regione aveva stanziato 1,5 milioni di euro per l’acquisto e l’installazione di telecamere sui mezzi di soccorso sanitario e bodycam agli operatori in servizio - ha ricordato La Russa - È fondamentale consentire agli operatori di lavorare serenamente e migliorare le condizioni dei pazienti e dei parenti» Si contano oltre 2.000 aggressioni all’anno. Più colpite le donne Nel quinquennio 2016-2020 sono stati 12 mila i casi di infortunio sul lavoro per il personale sanitario legati a violenze, aggressioni e minacce, con una media di circa 2 mila e 500 l'anno. A rilevarlo è l’Inail, l’Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, che lo scorso marzo, in vista della prima Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, ha diffuso i dati di un fenomeno sempre più preoccupante. Il 46 per cento degli infortuni conseguenti ad atti di violenza è concentrato nel settore «assistenza sanitaria» che include ospedali, case di cura, istituti, cliniche e policlinici universitari; il 28 per cento è stato riscontrato nei «servizi di assistenza sociale residenziale» (case di riposo, strutture di assistenza infermieristica, centri di accoglienza), mentre il restante 26 per cento ricade nel comparto «assistenza sociale non residenziale». I più colpiti sono infermieri ed educatori professionali - normalmente impegnati in servizi educativi e riabilitativi con minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani all'interno di strutture sanitarie o socio-educative - con più di un terzo del totale dei casi. La categoria dei medici rappresenta invece il 5 per cento sul totale dei casi ma il dato non include i sanitari generici di base e i liberi professionisti in quanto non inclusi nell’obbligo assicurativo Inail. Riguardo infine al genere, gli infortunati sono per quasi tre quarti donne. I numeri, sottolinea l’Inail, sono comunque sottostimanti perché spesso le aggressioni «non vengono denunciate o le vittime tendono a soprassedere». Le aggressioni, negli anni scorsi, a Desio e Monza Insulti, minacce, ingiurie. Fino ad aggressioni vere e proprie in cui a farne le spese sono, il più delle volte, medici e infermieri che operano al pronto soccorso. Se ne contano diverse anche nel nostro territorio. Nel luglio del 2018, ad esempio, un 21enne giussanese aveva dato in escandescenza all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale di Desio. Bersagli della sua furia erano stati due infermiere e un altro addetto. Il paziente si era presentato in serata per un presunto abuso di sostanze alcoliche; verso l’1 di notte, la decisione di tenerlo monitorato e sedarlo per farlo riposare. Dopo una decina di minuti, però, il ragazzo si era scagliato contro il personale di turno. Inutile anche l’intervento della guardia giurata in servizio. Un’infermiera aveva rimediato un calcio al torace e un colpo alla spalla, l’altra un trauma alla mano mentre il terzo dipendente degli sputi al volto. Sempre a Desio, a luglio dello scorso anno, un altro paziente aveva perso la calma fino a mandare in frantumi il vetro di protezione della postazione riservata all’operatore del triage, fortunatamente in quel momento non presente. Per riportare la calma c’era stato bisogno dell’intervento dei Carabinieri. Nel maggio di quattro anni fa, due infermieri del San Gerardo, esasperati dalle troppe aggressioni sia verbali che fisiche subite, si erano affidati all’avvocato Francesco Mongiu e avevano presentato formale querela. La prima era nata a seguito del tentativo di un paziente psichiatrico di tirare un pugno a un medico, andato a vuoto solo grazie all’intervento di un infermiere. Paziente che nei giorni seguenti era tornato al pronto soccorso, prendendosela con un’infermiera. «Brutta tr..a, io ti scanno col mio coltello che ho qui in tasca e faccio fuori anche la tua famiglia», le aveva gridato mentre, afferrandole la mano e ruotandola, le provocava una distorsione al polso. Il San Gerardo è «sul pezzo»: guardie giurate già in servizio La gran parte dei contenuti delle due delibere approvate martedì dalla Giunta Fontana non sono una novità per l’ospedale San Gerardo. Rappresentano semmai una spinta a «standardizzare processi già attivati» e «ad introdurre elementi di miglioramento». Lo spiega Silvano Casazza, direttore generale di Asst Monza, che venerdì mattina della scorsa settimana ci ha accolti nel suo ufficio al terzo piano di Villa Serena. Ad un anno ed un giorno esatti dal suo arrivo alla guida dell’Azienda socio-sanitaria, datato 8 settembre 2021. Si parte dal «bed manager», il «manager dei letti» che, in estrema sintesi, crea le condizioni per usare al meglio tutti i posti letto disponibili nel nosocomio. Una figura centrale che al San Gerardo è presente dal 2019. In tempo di «pace», quindi, divenuta provvidenziale in quello di «guerra» al Covid-19. «In un unico professionista sono saldate due diverse aree di intervento», spiega Casazza. Dal governo dei posti letto alle dimissioni protette, queste ultime da definire già entro le 24/48 ore dall’ingresso del paziente in ospedale. Un aiuto fondamentale arriva dal software realizzato «in casa», al quale hanno accesso tutti i reparti nel nome di una corresponsabilità nella gestione. Stesso discorso per il «Nucleo aziendale per la gestione dei ricoveri di area medica» che già si riunisce da mesi e ora sarà formalizzato. Dottor Casazza, la Regione vuole tagliare i tempi di attesa al Pronto soccorso, mettendo come limite massimo otto ore tra il triage e l’eventuale ricovero. Limite rispettato nei nosocomi lombardi solo in sei casi su dieci. Quali sono le percentuali del San Gerardo? «Superano il 70 per cento. L’obiettivo resta quello di migliorarle. Tenuto conto del contesto in cui operiamo: il nostro ospedale è hub di riferimento per diverse patologie. Questo comporta un aggravio nell’affluenza al pronto soccorso: a quella diretta si sommano i trasferimenti esterni. Dobbiamo inoltre apportare continui aggiustamenti necessari per la convivenza con il cantiere aperto per la ristrutturazione e l’ammodernamento della struttura. Infine c’è una domanda che cambia e ci impone di essere flessibili: questa estate, ad esempio, abbiamo registrato un iperafflusso in pronto soccorso dovuto alle temperature elevate». Passiamo alla sicurezza del personale sanitario, altro tema cardine dei provvedimenti del Pirellone: siete pronti su questo fronte? «Sì, anche se l’obiettivo resta sempre quello di migliorare. Abbiamo guardie giurate in servizio 24 ore praticamente da sempre; a queste si aggiunge il presidio di Polizia interno, in accordo con la Questura. La videosorveglianza è presente, ma va implementata. Le delibera regionale richiede la creazione di ambienti accoglienti per utenti e accompagnatori: nelle sale di attesa disponiamo di distributori automatici di bevande e snack, provvederemo invece ad installare le colonne di ricarica per smartphone e tablet». Avete segnalazioni di episodi di violenza? «Principalmente verbale: sei o sette casi nei primi otto mesi dell’anno, sostanzialmente in media con il passato, concentrati principalmente al Pronto soccorso». Restando sul personale, il Nursind (sindacato del personale infermieristico) ne denuncia la carenza in tutta le regione... «Nel primo semestre dell’anno abbiamo assunto molto, riuscendo a coprire il turn over di medici ed infermieri. Con 3mila dipendenti è necessaria una programmazione costante che faccia i conti con pensionamenti, dimissioni dovute al desiderio di una posizione migliore e di mutate esigenze famigliari oltre che delle norme del settore pubblico. Il San Gerardo resta una struttura attrattiva, anche perché sede universitaria. In questo anno ho potuto notare il senso di appartenenza alla struttura di chi ci lavora; molti arrivano dal territorio e sono orgogliosi del loro ospedale». Insoddisfatto il sindacato degli infermieri: «Non si è messo mano ai veri problemi» Donato Cosi, coordinatore regionale e consigliere nazionale Nursind (il sindacato delle professioni infermieristiche), non è soddisfatto degli interventi approvati dal Pirellone. Partendo dal fatto che vigilantes e telecamere «sono, in gran parte, già presenti in molti Pronto soccorso della Lombardia», denuncia come la Giunta regionale non abbia messo mano «ai veri problemi che vivono medici e infermieri che lavorano nel Pronto soccorso e che spesso sono anche alla base delle lamentele dei pazienti e dei familiari che, in casi particolarmente esasperati, potrebbero sfociare anche in aggressioni fisiche». Era lì che secondo Cosi andava messa mano. «In Pronto soccorso manca personale; nei reparti mancano posti letto e personale; sul territorio mancano strutture adeguate ad accogliere pazienti dimessi comunque dal Pronto soccorso, ma che a casa non hanno la possibilità di essere seguiti adeguatamente - sottolinea - La coperta è sempre corta e si continua a tirare senza però risolvere il problema alla base». Negli uffici del sindacato «arrivano segnalazioni di colleghi che nei reparti subiscono le lamentele dei malati e dei loro familiari che, dimessi dal pronto soccorso, vengono ricoverati in ospedale ma attendono anche diverse ore prima di avere un posto letto che dovrebbe già essere assegnato. Una condizione diffusa anche in Brianza». È questo, prosegue il sindacalista, il problema: «Se si allungano i tempi di attesa, si esasperano gli animi. Ma sia in ospedale sia sul territorio non ci sono risposte adeguate. In Lombardia chi viene dimesso dal pronto soccorso ma necessita comunque di assistenza è circondato dal deserto dei tartari». Cosi guarda invece con favore al finanziamento volto all’assunzione di guardie giurate nelle strutture ospedaliere «E’ un provvedimento positivo - dice - Ma non basta il loro presidio 12 ore, il Pronto soccorso è aperto 24 ore e per tutto l’arco della giornata è necessaria una reale protezione di chi lavora». Nuovi limiti: otto ore tra l’arrivo e il ricovero Ottimizzazione ed efficientamento del flusso dei pazienti in pronto soccorso e riduzione dei tempi in attesa del ricovero. È quanto prevede la seconda delle due delibere dedicate alle strutture ospedaliere lombarde approvate martedì dalla Giunta regionale su proposta dalla vicepresidente e assessore al Welfare. Nel dettaglio il documento impone agli ospedali di garantire un numero minimo giornaliero di posti letto, anche nel fine settimana e nei giorni festivi, per l’accettazione dei ricoveri dal pronto soccorso. Numero che sarà definito singolarmente per ogni azienda sanitaria. Due le misure previste per ridurre i tempi di attesa: l’identificazione di un «bed manager» e del «Nucleo aziendale per la gestione dei ricoveri di area medica» che definiranno le strategie per la gestione dei pazienti in caso di non immediata disponibilità dei posti letto da parte di una singola unità operativa. E’ previsto inoltre che tra l’arrivo al triage del paziente e il suo eventuale ricovero non dovranno trascorrere più di otto ore, come da indicazioni del Ministero della Salute; un limite che attualmente in Lombardia viene rispettato nel in sei casi su dieci. Ogni azienda dovrà dotarsi di una «admission room», ossia aree dedicate ai pazienti che terminato il percorso di emergenza-urgenza al pronto soccorso e sono in attesa di essere inviati all’unità operativa . Dovranno essere definite, in caso di sovraffollamento, le modalità gestionali alternative dei pazienti. Ed ancora, individuati i percorsi per la gestione delle «dimissioni difficili», in particolar modo verso ospedali di Comunità, strutture riabilitative e unità di offerta residenziale della rete territoriale. Regione Lombardia, infine, istituirà un osservatorio dei ricoveri in area medica. Scopo quello di effettuare una costante attività di controllo del flusso nei pronto soccorso lombardi. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS FESTA PATRONALE Con una Messa concelebrata Muggiò ha aperto le celebrazioni della sua patrona

16 Settembre 2022, 15:47pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Con una Messa concelebrata Muggiò ha aperto le celebrazioni della sua patrona

INSERITO DA MORENA MOTTA Giovedì sera nella festa della Beata Vergine Addolorata la comunità si è raccolta nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo La festa patronale di Muggiò dedicata alla Madonna Addolorata del Castagno è entrata nel vivo. Giovedì sera nella festa della Beata Vergine Addolorata la comunità si è raccolta nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo per la Messa concelebrata da don Maurizio Tremolada con i sacerdoti nativi e residenti in città. 

Una funzione molto sentita e partecipata dalla comunità in attesa delle celebrazioni clou di domenica mattina.

Il finale della messa  è stato affidato  all'inno scritto da don Carlo Branca dedicato proprio alla Madonna del Castano:

«Madonna del Castano che addolorata sei, guarda a noi che siamo i tuoi figlioli

 

O tu dal cielo Madre, guardaci e benedici, perdona a noi che siamo dei peccator

Madonna del Castano che addolorata sei , guarda a noi che siamo i tuoi figlioli e sempre sarem».

Ecco gli eventi di domenica 18 settembre

Alle 10.30 ritrovo e preghiera al Santuario della Madonna del Castagno, segue il corteo verso piazza della Chiesa, accompagnato dalla Marching Band.

 

Alle 11 Messa solenne presieduta da don Marco Tenderini nel 40esimo anniversario di sacerdozio. Segue l'aperitivo in oratorio con don Marco. Lunedì 19 alle 21 ci sarà la Messa per tutti i fedeli defunti. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS INCIDENTE Soccorsi a Brugherio per un 32enne caduto dalla bicicletta

14 Settembre 2022, 06:11am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Soccorsi a Brugherio per un 32enne caduto dalla bicicletta

INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' successo a Brugherio: sul posto la Polizia Locale e un'ambulanza, che ha trasportato il malcapitato al San Gerardo. E' finito il ospedale, fortunatamente in codice verde, il 32enne che oggi, in tarda mattinata è stato soccorso dopo essere caduto dalla bicicletta. L'incidente è avvenuto a Brugherio: sul posto è intervenuta la Polizia locale e anche l'ambulanza. Rimane ferito dopo essere caduto dalla bicicletta L'incidente è avvenuto attorno alle 13: l'Agenzia regionale emergenza urgenza ha inviato sul posto, in via Aldo Moro, all'incrocio con via Cazzaniga, un'ambulanza della Croce Rossa Italiana di Brugherio (in codice giallo) e una pattuglia della Polizia Locale, con gli agenti che hanno ricostruito l'accaduto. L'uomo, residente a Brugherio, sarebbe caduto in maniera accidentale. Non risultano infatti altri mezzi coinvolti. Dopo essere stato medicato sul posto dal personale del 118, è stato fatto salire sull'autolettiga e trasportato al Pronto soccorso dell'ospedale San Gerardo di Monza, in codice verde. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS DURANTE LA FESTA PATRONALE DI MEDA Spruzza lo spray al peperoncino nel bar dell'oratorio, daspo e denuncia per un 18enne

13 Settembre 2022, 06:33am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Spruzza lo spray al peperoncino nel bar dell'oratorio, daspo e denuncia per un 18enne

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nei guai un 18enne di Seregno, prontamente beccato dalla Polizia Locale. Ha spruzzato lo spray al peperoncino nel bar dell'oratorio, mentre era in corso la festa patronale di Meda. Daspo e denuncia per un 18enne di Seregno. Serata movimentata alla festa di Meda Un fine serata decisamente movimentato quello di giovedì, 8 settembre 2022, nell'oratorio Santo Crocifisso di Meda, dove nei giorni scorsi erano in corso i giochi della 44esima edizione del Palio dei ragazzi in occasione della festa patronale. Proprio giovedì c'è stata la serata clou, con la processione dal santuario alla chiesa Santa Maria Nascente e, all'oratorio, i bellissimi fuochi artificiali che hanno illuminato il cielo intorno alle 22.30. Tantissime le persone accorse in oratorio, come del resto anche nei giorni precedenti, considerando che la patronale è l'evento più amato della città e che finalmente, dopo gli anni di stop dovuti alla pandemia, il Palio è tornato a svolgersi in forma tradizionale. Ma intorno a mezzanotte, il clima festoso è stato interrotto da un fuggifuggi generale dal bar dell'oratorio, dove c'erano ancora un bel po' di persone, soprattutto ragazzi. Spruzza lo spray al peperoncino nel bar dell'oratorio Molti di coloro che si trovavano all'interno del locale, ma anche all'esterno nelle immediate vicinanze, hanno iniziato a lamentare bruciore agli occhi e irritazione alla gola. Gli agenti della Polizia Locale, già presenti sul posto come tutte le sere del Palio per garantire l'ordine e la sicurezza, sono prontamente intervenuti e sono presto risaliti alla causa di tutto ciò. Un ragazzo ha infatti improvvisamente estratto una bomboletta e spruzzato lo spray al peperoncino, che ben presto ha provocato le reazioni di bruciore a occhi e gola. Daspo e denuncia a un 18enne di Seregno La Polizia Locale, dopo aver individuato il responsabile, ha proceduto all'identificazione. Si tratta di un 18enne di Seregno, incensurato. Nei suoi confronti è stato emesso il daspo, ovvero il divieto di avvicinamento, nelle successive 48 ore, all'oratorio (il luogo dove ha causato disordine), in base a quanto previsto dal nuovo regolamento di Polizia, sicurezza e vivibilità urbana, approvato a febbraio dal Consiglio comunale. Non solo: è stato anche deferito all'autorità giudiziaria per utilizzo di oggetti pericolosi. Fortunatamente non è stato necessario il trasporto in ospedale per nessuna delle tante persone che hanno avvertito bruciore a occhi e gola: sono state soccorse dal personale di Avis Meda già presente sul posto, ma le loro condizioni non erano preoccupanti. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS Artigiano monzese ai domiciliari per maltrattamenti

12 Settembre 2022, 15:13pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Artigiano monzese ai domiciliari per maltrattamenti

INSERITO DA MORENA MOTTA Il 32enne responsabile di minacce e violenze nei confronti dell'ex convivente 21enne. E si è presentato in caserma con la droga in tasca. 

Artigiano monzese di 32 anni agli arresti domiciliari per maltrattamenti ai danni dell'ex convivente di 21 anni. E quando è stato convocato in caserma per la notifica, aveva in tasca cocaina e hashish.

Artigiano monzese ai domiciliari per maltrattamenti

I carabinieri della Compagnia di Seregno hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip di Monza su proposta della Procura locale, nei confronti di un artigiano 32enne monzese:  si sarebbe reso responsabile di maltrattamenti contro la ex convivente, una 21enne monzese. La misura restrittiva scaturisce dalle indagini condotte dall’Arma e coordinate dalla Procura monzese, che hanno permesso di raccogliere gravi e concordanti indizi di colpevolezza a carico dell’indagato.

 

Maltrattamenti, minacce e violenza per gelosia

Il monzese, con cadenza abituale, a partire dallo scorso mese di febbraio avrebbe sottoposto la ex convivente ad atti di violenza fisica e psicologica, ingenerando nella donna uno stato di perdurante timore, assoggettamento e sofferenza. In particolare l’uomo, anche nei periodi in cui si trovavano a distanza per motivi di lavoro, le avrebbe manifestato una gelosia morbosa, al punto da condizionarne le frequentazioni, il modo di vestire e l’utilizzo dei social network. In occasione dei frequenti litigi, sempre originati da futili motivi connessi alla gelosia dell’uomo, il 32enne l’avrebbe insultata ripetutamente, anche con riferimento a precedenti e dolorosi vissuti della donna. Inoltre il monzese avrebbe accompagnato minacce e violente percosse con strette al collo, calci e pugni, anche quando la ragazza era a terra.

 

Va in caserma con la droga in tasca

Al termine delle formalità di rito, l'indagato è stato sottoposto dai Carabinieri agli arresti domiciliari nella propria abitazione, con il divieto di avere contatti telefonici, telematici o con qualunque mezzo di comunicazione a distanza con la persona offesa. Non è tutto. L'uomo, celibe, con qualche precedente per reati contro il patrimonio, quando si presentato presso la caserma seregnese in seguito alla convocazione per la notifica, aveva nelle tasche varie dosi di cocaina e hashish. I militari dell'Arma, oltre all'arresto, in funzione dello stupefacente rinvenuto hanno segnalato l'artigiano all’Autorità amministrativa quale assuntore. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS SESTO SAN GIOVANNI Mamma e figlio in affari... per spacciare droga

11 Settembre 2022, 15:00pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Mamma e figlio in affari... per spacciare droga

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La donna, 60 anni, collaborava con il figlio 22enne: ambedue sono ora nei guai Avevano un'attività "imprenditoriale" molto redditizia: vendere cocaina. Ma madre e figlio sono stati fermati a Sesto San Giovanni; il giovane è finito in carcere a Monza. Beccato con la cocaina La Squadra investigativa della Polizia di Stato è intervenuta in via Buozzi, a Sesto San Giovanni, nella notte tra venerdì 9 e sabato 10 settembre. Un 22enne, C.M.A., è stato arrestato per spaccio di cocaina e l'acquirente è stato segnalato. Inoltre, sono stati sequestrati , a seguito della perquisizione domiciliare avvenuta con l'ausilio dell'unità cinofila, 14,30 grammi di cocaina e 88.785 euro suddivisi per lo più in banconote da 50. Indagata anche la mamma La madre, di 60 anni, che collaborava nello spaccio, è indagata in base all'articolo 73 del decreto 309/90 (che coinvolge anche chi detiene o commercia sostanze stupefacenti). Il pubblico ministero ha disposto la convalida al carcere di Monza per il figlio. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS A SEVESO Il treno abbandonato è un ricovero per sbandati Il sindaco: "La situazione dovrebbe risolversi entro ottobre".

10 Settembre 2022, 15:00pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Il treno abbandonato è un ricovero per sbandati

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il treno abbandonato in via Brennero a Seveso è un ricovero per sbandati. Il sindaco: "La situazione dovrebbe risolversi entro ottobre". Treno abbandonato in via Brennero Un treno abbandonato sui binari è diventato una vera e propria discarica a cielo aperto oltre che un ricovero per sbandati. Carrozze lasciate al macero in via Brennero a Seveso, che scatenano la preoccupazione di residenti e non solo. Tanti cittadini infatti hanno lanciato un allarme, sottolineando il degrado, la presenza di topi e anche di sbandati e senzatetto che ne approfittano per dormirci in alcune occasioni. Del problema se ne sta occupando il Comune, che ha già fatto presente la criticità a FerrovieNord. "Massima collaborazione con FerrovieNord" "L'Amministrazione ha dato incarico alla Polizia Locale da qualche mese di trovare la soluzione per poter far rimuovere le carrozze perché deturpano l'ambiente, ma anche per una questione di igiene e sicurezza - spiega il sindaco Alessia Borroni - Con FerrovieNord c'è massima collaborazione e ci hanno comunicato che sono in corso i lavori con il responsabile della sicurezza ed entro ottobre il treno dovrebbe essere rimosso". Resta ancora chiaramente da capire come mai un treno sia stato abbandonato in via Brennero e non si trovi in uno dei depositi. Al momento però sono in corso indagini da parte dell'azienda: "La procedura è un po' lunga perché hanno dovuto effettuare delle verifiche sulla storicità delle carrozze - aggiunge il primo cittadino - Di conseguenza è in corso un iter particolare e più lungo rispetto al previsto. Questo però non vieta la rimozione. I contatti tra l'Amministrazione e FerrovieNord sono comunque costanti, anche se ci hanno appunto garantito che entro ottobre la situazione dovrebbe risolversi". PRIMA MONZA

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