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monza e provincia news

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MONZA E PROVINCIA NEWS E' morto il 16enne finito contro un'auto Drammatico epilogo dell'incidente accaduto ieri a Biassono, il minorenne di Monza non ce l'ha fatta.

13 Marzo 2023, 15:49pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

E' morto il 16enne finito contro un'auto

INSERITO DA MIKI PAPPACODA I soccorsi Una volta dato l'allarme sul posto sono intervenute due ambulanze e l'automedica, oltre alla Polizia locale di Biassono e ai Carabinieri di Biassono e di Monza. Secondo una prima ricostruzione fatta dai militari della Compagnia di Monza, i due giovani centauri viaggiavano entrambi ad alta velocità: nessuno dei conducenti è risultato sotto l'effetto di alcol. Proseguono le indagini al comando del maggiore Emanuele d'Onofri per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. Tragico epilogo dell'incidente accaduto ieri pomeriggio (domenica 12 marzo 2023) a Biassono, il 16enne di Monza non ce l'ha fatta. E' morto il 16enne Era ricoverato in Rianimazione al Niguarda in gravissime condizioni il 16enne rimasto vittima di un incidente con la motocicletta. Purtroppo poco dopo mezzogiorno di oggi (lunedì 13 marzo 2023) la notizia del decesso. Il drammatico schianto si è verificato poco dopo le 16.30 in via Friuli, nella zona industriale di Biassono. Per cause ancora da accertare due motociclette da 125 di cilindrata sono finite contro una Volkswagen Polo. Alla guida un 22enne di Seregno che stava svoltando quando è stato centrato dai due giovani centauri. Il minorenne di Monza purtroppo non ce l'ha fatta. Il maggiorenne, 18 anni, residente a Carate Brianza, è stato trasportato in codice verde all'ospedale di Desio. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS "UN'ESPERIENZA CHE MI HA SEGNATO" La testimonianza del Vigile del fuoco monzese nell’inferno del terremoto

10 Marzo 2023, 15:39pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

La testimonianza del Vigile del fuoco monzese nell’inferno del terremoto

INSERITO DA MORENA MOTTA Mario Scimone, in forze al Comando provinciale di via Mauri, ha fatto parte del contingente italiano in Turchia I segni della devastazione sono apparsi sotto i suoi occhi non appena uscito dalla base militare di Adana, dove il contingente italiano è atterrato. Centinaia di chilometri quadrati di distruzione. Case crollate, macerie, sfollati. Vite, che in una manciata di secondi, hanno perso tutto. Genitori che non potranno riabbracciare i propri figli. Bambini che si chiedono dove si trovino la propria mamma e il proprio papà. Frammenti di esistenze che difficilmente potranno ricomporsi. La testimonianza del Vigile del fuoco monzese Immagini che Mario Scimone - unico Vigile del Fuoco del Comando Provinciale di Monza inviato in Turchia all’indomani del terremoto dalla terribile forza distruttiva che lunedì 6 febbraio ha colpito il paese - non dimenticherà. "Un’apocalisse", ha commentato ripensando ai giorni trascorsi a coordinare le operazioni di soccorso nella zona di Antiochia, vicino al confine siriano. "Mai visto una devastazione simile" Quarant’anni appena compiuti, in forze al Comando di via Mauri dal 2009, Scimone - che fa parte del team Usar (Urban search and rescue) specializzato nella ricerca e nel soccorso tra le macerie - ha alle spalle interventi di soccorso a Genova, dopo il crollo del ponte Morandi, e a Bologna per l’esplosione dell’autocisterna che trasportava il gpl. Esperienze che lo hanno preparato agli scenari peggiori, "anche se non avrei mai creduto di potermi trovare di fronte una devastazione di tale estensione". La partenza del contingente italiano per la Turchia Il primo contingente italiano di Vigili del Fuoco è partito subito dopo il terremoto. Scimone ha fatto parte del secondo team partito la settimana successiva. Una squadra composta da da quarantotto soccorritori Usar di Lazio, Toscana, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Veneto. La partenza, l’11 febbraio, da Pratica di Mare, con scalo a Pisa, a bordo di due aerei Atr 42 della Guardia di finanza, con arrivo nella notte ad Adana, da dove il contingente è poi partito con l’autobus per raggiungere Antiochia, nella provincia di Hatay, dove si trovava il campo base per il personale operativo italiano. Sfollati e palazzi distrutti "Abbiamo attraversato 150 chilometri di territorio distrutto - ha ricostruito il Vigile del Fuoco coordinatore - C’erano interi paesi spazzati via. Palazzi mezzo diroccati, altri completamente implosi. Nel campo base mi sono occupato della gestione del team italiano. Ci era stato assegnato un sito corrispondente a una palazzina di 6 piani crollata, cantiere nel quale, purtroppo, i colleghi sul posto hanno estratto 25 persone senza vita, di cui otto bambini, il più piccolo dei quali aveva appena tre mesi". La squadra impegnata 24 ore su 24 La zona in cui hanno operato era residenziale, caratterizzata dalla presenza di moderni palazzi a più piani che, sia pur di recente realizzazione, non hanno retto alla forza della scossa magnitudo 7.9. "Il team italiano è stato l’unico a lavorare 24 ore su 24 - ha spiegato Scimone - della squadra facevano parte operatori Usar, unità cinofile e personale sanitario abilitato a operare sotto le macerie". Per ovviare all’ostacolo della lingua, i team internazionali presenti hanno potuto contare su interpreti. "Il nostro si è offerto volontario. Si è precipitato da Istanbul, raggiungendo il suo luogo natio e si è offerto di aiutarci. Ci è stato accanto in tutte le operazioni". "Un'esperienza che lascia il segno" Operazioni delicatissime, nelle quali c’erano coinvolte vite, affetti. "I famigliari dei dispersi non si sono mai allontanati - ha sottolineato - Ciascuno con la speranza che il proprio caro venisse ritrovato ancora in vita. Purtroppo non sempre è stato così. E’ stata un’esperienza forte, sia dal punto di vista lavorativo che emotivo. Anche chi è sopravvissuto ha perso tutto ed è cosciente che il paese difficilmente si risolleverà". Il Comandante Una missione complicata e importantissima allo stesso momento, motivo di orgoglio anche e soprattutto per il Comandante del Comando provinciale Vito Cristino. "Siamo fieri che un Vigile del Comando di Monza abbia partecipato alle operazioni di soccorso che hanno visto impegnati Vigili del Fuoco provenienti da tutto il mondo. Anche perché si trattava di un incarico estremamente delicato, per il quale serviva una grande preparazione". PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS IL BRUTTO EPISODIO A LISSONE Studenti devastano la palestra della scuola con l'estintore I giovani autori della bravata alla Farè sono stati identificati e messi di fronte alle proprie responsabilità

2 Marzo 2023, 15:46pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Studenti devastano la palestra della scuola con l'estintore

INSERITO DA MORENA MOTTA Alcuni studenti hanno devastato una palestra scolastica di Lissone con l'estintore: convocati dalle autorità.

Studenti devastano il Pala Farè

Una bravata che costerà cara a tre ragazzini lissonesi. Un gruppo di studenti, infatti, ha pensato bene di aprire un estintore sul parquet del palazzetto della scuola media Farè.

La polvere, ovviamente, ha invaso completamente il campo da gioco e dei responsabili, almeno all’inizio, nemmeno l’ombra.

Mercoledì pomeriggio sono stati i vertici dell’Apl Basket ad accorgersi del danno e a segnalare l’accaduto sia alla dirigenza dell’istituto che all’Amministrazione comunale. Al loro arrivo per gli allenamenti pomeridiani nel palazzetto di via Caravaggio, infatti, allenatori e atleti si sono trovati di fronte a un tappeto di polvere che ha reso inagibile la struttura. 

Siamo stati subito messi al corrente della vicenda che ha causato un bel danno sia alla scuola che all’associazione sportiva che utilizza l’impianto dopo l’orario didattico. I responsabili sono stati prontamente individuati e messi di fronte alle loro responsabilità.

Ha sottolineato il vicesindaco e assessore allo Sport Giovanni Camarda.

Accertamenti dei Carabinieri

Secondo una primissima ricostruzione, e sulla vicenda sono in corso anche gli accertamenti dei Carabinieri, due studenti del plesso - con la complicità di un terzo ragazzino - avrebbero aperto deliberatamente l’estintore non consapevoli del danno che la loro azione avrebbe casato.

Come Amministrazione non possiamo che stigmatizzare l’accaduto nonostante la giovane età degli autori - ha continuato Camarda - E’ sotto gli occhi di tutti che questa bravata ha creato un danno ingente per tutti: dalla scuola all’Apl che ha dovuto spostare alcuni allenamenti delle squadre altrove.

Ci sono voluti ben due giorni per ripulire l’intero parquet e per renderlo nuovamente utilizzabile in sicurezza.

Palestra ripulita da cima a fondo

Gli operatori incaricati hanno lavorato anche di notte per cercare di rimuovere gran parte della polvere bianca sprigionata dalla bombola. 

Sia la direzione didattica che le Forze dell’ordine faranno luce sull’accaduto e tutte le dovute verifiche, fatto sta che lo spazio è stato reso inagibile. Quando ci troviamo di fronte a fatti come questi capiamo quanto è importante puntare sull’educazione delle giovani generazioni anche alla luce degli anni difficili della pandemia.

Ha concluso il vicesindaco. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS AL SAN GERARDO DI MONZA Minaccia il personale del pronto soccorso e aggredisce un poliziotto e un infermiere L'uomo, che è stato arrestato, aveva precedenti per rapina

18 Febbraio 2023, 16:11pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Minaccia il personale del pronto soccorso e aggredisce un poliziotto e un infermiere

INSERITO DA MIKI PAPPACODA

Irruzione al San Gerardo

E' stato arrestato il tunisino ventiduenne residente a Lissone con precedenti per reati contro il patrimonio, che giovedì - il 16 febbraio 2023 - ha dato in escandescenze tra le corsie del Pronto soccorso di via Pergolesi.

Interviene la Polizia

La richiesta di intervento da parte dei sanitari dell’area chirurgica è giunta al presidio fisso della Polizia di Stato. Un cittadino straniero era entrato indebitamente in un'area interdetta, minacciando medici e infermieri dai quali pretendeva il rilascio di certificato per un accesso effettuato nella nottata stessa (per abuso di sostanza stupefacente), dalla quale si era però allontanato spontaneamente, senza attendere le dimissioni.

Le minacce al personale sanitario

Al diniego dei sanitari che lo hanno invitato a seguire le procedure previste, il giovane ha dato in escandescenze, minacciando anche di distruggere le apparecchiature sanitarie. Un atteggiamento che ha  spaventato i pazienti in visita nelle sale mediche attigue.

Invitato ad allontanarsi, l’uomo ha reagito violentemente, colpendo prima il poliziotto intervenuto e, successivamente, anche un infermiere.

E' stato arrestato

L'uomo è stato definitivamente bloccato dall’operatore di polizia che lo ha arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e per minacce aggravate al personale sanitario.

I precedenti Il tunisino, dai controlli successivamente effettuati, è risultato essere sottoposto all’affidamento in prova ai Servizi sociali, nonché inottemperante alle prescrizioni del Tribunale dei Minori di Milano, dovendo scontare la pena di anni 1 e 4 mesi di reclusione per tentata rapina e lesioni personali commessa a Lissone nel 2016, quando era ancora minorenne, ai danni di un coetaneo picchiato per sottrargli il portafoglio. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS CHIESA DI LISSONE IN LUTTO Addio a padre Enrico: il prete con la passione per la montagna Il sacerdote 81enne dopo un incidente sulle Alpi comasche era rimasto invalido

15 Febbraio 2023, 08:32am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Addio a padre Enrico: il prete con la passione per la montagna

INSERITO DA MORENA MOTTA Addio a padre Enrico, Lissone piange la scomparsa di uno dei "suoi" betharramiti. Addio a padre Enrico Mariani Un’esistenza lunga scandita dalle tante difficoltà e sfide che, però, non hanno scalfito la sua voglia di lavorare e di mettersi a servizio per il prossimo e della sua comunità. La scorsa domenica è mancato nella Casa della Congregazione di Albavilla in Provincia di Como padre Enrico Mariani. Il sacerdote betharramita, nativo di Lissone, è morto a 81 anni nella comunità dove risiedeva dal 2003. Padre Enrico, dopo gli studi nel seminario della Diocesi di Milano era entrato nella Comunità dei Padri Betharramiti del Sacro Cuore. Svolse il suo brevissimo ministero nella piccola parrocchia di Valsolda, tra il 1968 e il 1970, dedicando tutto il suo tempo ed energie ai ragazzi che radunava negli spazi della vecchia canonica di Cressogno. Il drammatico incidente Era ancora un giovane prete quando, dopo soli quattro anni di ministero sacerdotale, nel 1973 rimase coinvolto in un grave incidente in montagna. Una delle passioni più grandi dell’81enne era proprio quella per i monti, le Alpi e per le lunghe camminate meditative tra le alture al confine con la vicina Svizzera. Una passione che, però, gli costò moltissimo. Padre Mariani, che prestava il suo servizio nella comunità del Santuario della Caravina sulle sponde del Lago di Lugano, durante un’escursione mentre si trovava da solo sul Monte dei Pizzoni scivolò in un dirupo dove rimase fino al giorno seguente. Solo dopo molte ore infatti il sacerdote era stato recuperato dai soccorritori ma, nonostante le cure, i danni subiti gli avevano compromesso il movimento e l’autonomia. Il ricordo del prevosto A ricordarlo, a nome di tutta la chiesa lissonese e della comunità pastorale, ci ha pensato il prevosto don Tiziano Vimercati. Padre Enrico ha dovuto adattarsi ad una vita e a un ministero molto diversi rispetto alle sue attese iniziali, gli era rimasta solo la vita di comunità e la preghiera. Nelle diverse comunità di Monteporzio, della Caravina e di Albavilla, in cui ha vissuto i suoi 50 anni di disabilità, ha saputo portare un contributo di serenità e di fraternità con la sua presenza e secondo il suo stile e le sue possibilità. Il funerale è stato celebrato nei giorni scorsi nella chiesa parrocchiale di Oggiono, dove vive ancora oggi il fratello Tanti i confratelli betharramiti - alcuni arrivati anche dalla comunità del Sacro Cuore di via del Concilio - che lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio insieme agli amici sacerdoti diocesani che sono stati suoi compagni di studi e al prevosto di Lissone che ha portato l’affetto di tutta la comunità di origine. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS CONTRIBUTO PER LISSONE Tangenzialina: 35mila euro dalla Provincia per la sicurezza

14 Febbraio 2023, 11:19am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Tangenzialina: 35mila euro dalla Provincia per la sicurezza

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il finanziamento servirà a sistemare la viabilità urbana e a mitigare le problematiche legate al traffico veicolare Maggiore sicurezza lungo la Tangenzialina nel tratto che attraversa Lissone. Dalla Provincia ecco un aiuto per sistemare la viabilità urbana a ridosso dello svincolo lissonese su via Nobel. Tangenzialina: operazione sicurezza Via libera all’accordo tra la Provincia di Monza e Brianza e il Comune di Lissone per la realizzazione di interventi mitigativi e di gestione del traffico tra lo svincolo della Tangenzialina e via Nobel al confine con Vedano al Lambro e Monza. Le iniziative per il governo del traffico contribuiranno a garantire, oltre ad una migliore efficienza e funzionalità della rete infra ed intercomunale, anche migliori condizioni di deflusso veicolare durante la cantierizzazione della Trmi 10 (la bretella che collegherà il tunnel e Pedemontana a Bareggia) prevista in attestamento proprio su via Nobel, consentendo inoltre un miglioramento permanente della viabilità locale. Una notizia importante soprattutto per i residenti lissonesi che, da sempre, lamentano problemi viabilistici e di sicurezza stradale. Riqualificare la viabilità A seguito dell’inaugurazione e apertura al traffico della nuova galleria della Sp6-Var si è reso necessario infatti intervenire sulla viabilità locale nel tratto compreso tra i civici 34 e 38 di via Nobel e dell’immissione su via Asiago. Il Comune di Lissone, al fine di risolvere alcuni problemi di sicurezza lungo le vie Nobel e Asiago, ed inoltre per migliorare la viabilità urbana, eseguirà alcuni lavori di riqualifica della viabilità. Per questo la Provincia si è impegnata ad erogare un contributo economico di 35mila euro. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS LA VICENDA NEL 2013 A MUGGIÒ Condannato a 24 anni per aver tenuto fermo l'uomo strangolato e murato

11 Febbraio 2023, 16:52pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Condannato a 24 anni per aver tenuto fermo l'uomo strangolato e murato

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 41enne Astrit Lamaj, scomparso nel gennaio 2013, era stato rinvenuto privo di vita occultato in una dimora settecentesca di Senago Condannato a 24 anni di reclusione per aver tenuto fermo un uomo mentre veniva strangolato a Muggiò. La sentenza emessa dalla Corte di Assiste di Monza. Condannato a 24 anni Ventiquattro anni di reclusione per Salvatore Tambè, 47enne della provincia di Caltanissetta condannato con l'accusa di aver tenuto fermo, mentre veniva strangolato, Astrit Lamaj, 42enne albanese di Genova ucciso a Muggiò nel 2013 e ritrovato nel gennaio 2019 nel pozzo artesiano di un residence a Senago. La Corte di Assise di Monza ha riconosciuto una provvisionale complessiva pari a 260mila euro a favore dei familiari. Per l'uomo era stato chiesto l'ergastolo, ma il tribunale ha escluso la premeditazione. Per la vicenda sono già state emesse altre condanne ai danni di Carmela Sciacchitano, la mandante e dei fratelli Angelo e Carmelo Arlotta. La vicenda Al ritrovamento del cadavere di Lamaj si è arrivati grazie alla collaborazione coi magistrati di Carmelo Arlotta, pregiudicato. Da quello spunto gli investigatori ricostruiscono un puzzle complicato, arrivando a individuare la mandante in Carmela Sciacchitano, 64 anni, mossa dal risentimento per essere stata lasciata dall’albanese, con cui aveva avuto una relazione: la donna ha patteggiato 16 anni in Appello. Trenta e 14 anni di reclusione con l’abbreviato, invece, sono stati inflitti ad Angelo Arlotta e al fratello Carmelo. Altra condanna per Francesco Serio, 45 anni di Muggiò, cugino degli Arlotta, a 3 anni di reclusione, così come per Cosimo Mazzola, 54 anni di Cabiate, per occultamento di cadavere. PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS Monza, al via il corso base per diventare volontario Il primo dei dieci incontri si terrà lunedì al centro civico di San Rocco

8 Febbraio 2023, 17:38pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Monza, al via il corso base per diventare volontario

INSERITO DA MORENA MOTTA Prenderà il via lunedì, il 13 febbraio 2023, la nuova edizione del corso base per aspiranti volontari di Protezione Civile a Monza. Ecco come diventare volontario I 10 incontri, che si svolgeranno nell’arco di un mese, sono in calendario presso la sede del Centro Civico via D’Annunzio 35 alle ore 21, mentre è in corso il riconoscimento della formazione presso la Scuola Superiore di Protezione Civile della Regione Lombardia. Protezione civile Tra i requisiti per l’iscrizione avere più di 16 anni ed essere in buone condizioni psicofisiche. Per tutte le informazioni utili e per l’iscrizione: http://www.protezionecivilemonza.it

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MONZA E PROVINCIA NEWS Tradizioni: caccia ai panettoni per San Biagio, ma sapete perché?

2 Febbraio 2023, 15:26pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Monza: il panettone di san Biagio

INSERITO DA MORENA MOTTA Caccia ai panettoni per San Biagio, ma sapete perché? Federica Motta racconta com'è nata la tradizione del santo protettore della gola. “Sono felice voi possiate leggermi il 2 febbraio cioè il giorno prima di San Biagio. Spero che questo piccolo anticipo possa darvi il tempo di reperire un panettone“. Lo dice Federica Motta, insegnante e scrittrice di Monza nella rubrica Ciciarà che tiene ogni settimana sul Cittadino. Tradizioni, a San Biagio panettone per la gola “Lo so che in teoria bisognerebbe consumare un panettone avanzato da Natale ma dubito San Biagio sia così fiscale. Facciamo un passo indietro però, di cosa sto parlando? Raccontiamolo per chi non lo sa. Per tradizione il 3 febbraio, cioè il giorno in cui si celebra San Biagio, si mangerebbe un pezzettino di panettone avanzato da Natale per tenere lontani i malanni e proteggersi dal mal di gola, ciò perché il santo sarebbe appunto il protettore della gola nonché dei cardatori di lana, degli animali e delle attività agricole. Tradizioni, San Biagio: perché il panettone? Fu considerato il santo protettore della gola in seguito ad un miracolo, pare infatti che salvò la vita ad un ragazzo che stava soffocando per aver inghiottito una lisca. San Biagio diede al giovane una mollica di pane che aiutò la lisca a scivolare giù e a liberare la gola. Nasce da qui la tradizione che lega il Santo alla protezione della gola, ma il panettone? Perché non mangiamo un pezzetto di pane invece del panettone? Per rispondere dobbiamo spostarci a Milano. La leggenda lega la scelta del panettone ad un frate, Desiderio, che si vide portare, sotto Natale, un panettone da benedire. Il frate se ne dimenticò e, anzi, man mano lo mangiò tutto, pezzettino per pezzettino. Tradizioni, San Biagio e il frate goloso Quando la proprietaria del panettone tornò per riaverlo era il 3 febbraio e il frate, pronto a scusarsi per averlo mangiato si accorse che lì dove aveva lasciato l’involucro vuoto del dolce ne era invece riapparso uno intero e fresco: un nuovo e profumato panettone. Nasce da qui, per la città di Milano e per la Brianza, la scelta di mangiare il panettone il giorno di San Biagio. Insomma, giovedì è il 3 febbraio, procuratevi un panettone. FONTE IL CITTADINO MB

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MONZA E PROVINCIA NEWS Brianza, più incidenti stradali con lesioni: in Prefettura il piano per aumentare la sicurezza

27 Gennaio 2023, 16:16pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Incidente soccorsi

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Patrizia Palmisani a confronto con istituzioni, forze di polizia e enti proprietari delle strade per interventi di prevenzione e contrasto Anche in Brianza nel 2022, in linea con il trend nazionale, sono aumentati gli incidenti stradali con lesioni. Di qui, organizzato dal prefetto Patrizia Palmisani, giovedì 26 gennaio è stato convocato un incontro dell’Osservatorio provinciale sull’incidentalità stradale per arrivare a definire “un piano condiviso di interventi di contrasto alle principali cause di incidenti e di prevenzione dei rischi per l’incolumità degli utenti delle strade“. Coinvolte istituzioni, Forze di polizia ed Enti proprietari delle strade della Provincia di Monza e della Brianza. Un confronto che ha preso le mosse dall’analisi dei dati sui sinistri con lesioni che si sono verificati nel 2022, raccolti dalla Prefettura nelle scorse settimane con l’obiettivo di individuare le cause di incidentalità più frequenti e i punti più critici della rete stradale del territorio di Monza e della Brianza. Aumento degli incidenti stradali, le cause: guida sotto gli effetti di alcol e droghe e distrazione I report prodotti dalle Forze di polizia e dalle Polizie locali hanno evidenziato appunto un aumento del numero di incidenti con lesioni, in linea con il dato nazionale. Per quanto concerne le cause, è stato rilevato che un numero considerevole degli episodi è connesso alla violazione di regole di comportamento, tra cui la guida sotto l’effetto dell’alcool o di sostanze psicoattive, nonché la distrazione, sovente legata all’utilizzo di dispositivi cellulari. Tra le possibili cause di incidenti sono state inoltre indicate le condizioni delle infrastrutture stradali e possibili carenze nella segnaletica. Aumento degli incidenti stradali in Brianza: più controlli Durante l’incontro è stata quindi rilevata la necessità di stimolare la massima attenzione “nella pianificazione e nello svolgimento di un numero più alto di servizi controllo su strada“, che saranno curati prioritariamente dalle Polizie locali nei centri abitati e dalle Forze di polizia sulle strade extraurbane. Per intensificare i controlli sul fenomeno della guida in stato di ebbrezza la Prefettura promuoverà un confronto tra tutti gli organi accertatori “per sviluppare un utilizzo più efficiente, attraverso forme di condivisione, delle strumentazioni a disposizione degli Uffici e dei Comandi della Provincia“. Il Prefetto si è parallelamente impegnata a curare “un coordinamento delle iniziative di informazione sui pericoli e di sensibilizzazione al mantenimento di comportamenti responsabili alla guida”, rivolte in particolare ai più giovani, “anche con la collaborazione del mondo della scuola“. Aumento degli incidenti stradali in Brianza: più attenzione alla cura delle strade e della segnaletica Palmisani ha anche voluto richiamare gli enti proprietari e i concessionari delle strade al rispetto degli obblighi previsti dall’ordinamento alla manutenzione dell’infrastruttura e della segnaletica, alla verifica periodica del loro stato di conservazione e dell’effettiva rispondenza alle esigenze degli utenti, all’adozione dei piani urbani ed extraurbani del traffico. IL CITTADINO MONZA BRIANZA

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