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ischia e procida news

ISCHIA E PROCIDA NEWS Via i politici dagli hub vaccinali! Stani Verde “Che Mario Savio vada via dal Casale…”

10 Maggio 2021, 10:28am

Pubblicato da Miki Pappacoda

10 cose da fare a Ischia in un giorno - Ischia è famosa soprattutto per...  - Go Guides

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Politica e vaccini. Lo abbiamo già scritto ieri, ma è necessario tornaci. Si accendono i riflettori su Forio e scoppia la polemica politica. Apre la danze Stani Verde con un post social: «Vaccini, una macchina perfetta rovinata dalla politica. Asl perfetta, protezione civile e vigili impeccabili ma poi c’è il politicozzo di turno che fa il bulletto presso l’Hub vaccinale. Personalmente ho fatto la fila e rispettato i miei cittadini. P.s. Nessuna controindicazione, la nausea mi è stata causata dall’arroganza del bulletto”. Dopo aver letto il post ci siamo incuriositi e abbiamo chiesto a Verde chi fosse il “bulletto”. Purtroppo abbiamo avuto la conferma di quello che avevamo già scritto. «Credo che la presenza fissa del vice sindaco Savio all’Hub vaccinale – ci ha detto Verde – sia oltre che un cattivo esempio anche un’occasione di degrado delle nostra società. Sembra che la vaccinazione a Forio segua le regole di Savio più che quella del piano vaccinale nazionale» In che senso? «Sei senza convocazione e sei amico di Mario Savio? A Forio non c’è problema. Ho assistito io ad una bruttissima scena» Quale «Ero in attesa del mio turno quando ho visto un addetto agli ingressi fermare una donna senza convocazione. Passano pochi che Savio e la donna sono nuovamente all’ingresso. Conclusione? La donna entra e l’addetto che aveva solo fatto rispettare le regole è stato anche redarguito da Savio! Lo trovo assurdo e fuori tempo. Un gesto che ha offeso non solo me e tutti quelli che in fila aspettavano il proprio turno ma soprattutto l’addetto che fino a poco prima aveva garantito ordine e rispetto delle regole» Non serve altro per raccontare la deriva continua a cui siamo destinati. E’ vero, la colpa è un po’ dei cittadini che continuano a scambiare i diritti per i piaceri ma soprattutto di chi pensa che violando le regole, offendendo i cittadini in fila si guadagnano voti. Ugo De Rosa | IL DISPARI

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ISCHIA E PROCIDA NEWS PROCIDA INSEGNA. Nessun hub, nessuna spesa: tutti al comune! Per finire loro, noi tra disagi e chiusure

6 Maggio 2021, 09:20am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Già, amara considerazione: Ora che Procida ha finito. Meritiamo di più. Molto di più! Ieri (sabato,. ndr) ho fatto un’altra tappa all’Hub vaccinale del Palazzetto dello Sport Ischia. Un po’ di caos “light”, un po’ coda e gli effetti della pausa pranzo hanno dato, per un po’, qualche pensiero agli anziani in attesa della seconda dose, a molti vigili urbani del comune di Ischia e a quanti erano prenotati. Non starò qui a sottolineare e a questionare sul perché la protezione civile abbia chiamato quelli delle 17 per recuperare le assenza della mattina e non quelli delle 15, l’argomento che vorrei portare in evidenza è la questione scelta. 

Negli ultimi tre giorni Procida ha somministrato 2214 dosi di vaccino superando la soglia del 40% nella vaccinazione della popolazione. Ma come?

 

Le foto che pubblichiamo sono la prova della diversità di scelta e dell’imposizione delle cose da fare.

Procida ha vaccinato, senza problemi, la media di 700 persone al giorno negli ultimi tre giorni (672, 682 e 860) e lo ha fatto nelle stanze del comune! Si, avete capito benissimo, nelle stanze del comune.

Quando abbiamo chiesto il motivo della scelta  “casa comunale” al posto dei due hub vaccinali, una fonte qualificata dell’amministrazione di Procida ci ha risposto in maniera chiara: “Perché abbiamo scelto l’organizzazione più semplice ed economica.  È stata molto funzionale ed efficace”

E noi? E Ischia? Siamo lasciati alla decisioni assunte da chi non conosce il territorio, dalla propaganda di qualche sindaco con la smania da social network e da manovre che hanno, davvero, poca ratio.

Procida è la dimostrazione del nostro fallimento. Procida è la dimostrazione che abbiamo fallito su tutta la linea. Da febbraio ad oggi.

Certo, una tenda e due sedie in più all’esterno della casa comunale le avrebbero potuto installare ma il risultato, l’efficacia e l’impatto generale sulla campagna vaccinale procidana ha tutti voti alti soprattutto se pensiamo che oggi s vaccina la fascia d’età tra i 18 e i 29 anni.  Il favore dei numeri piccoli, ovviamente, aiuta.

Ma Ischia? Ischia arranca e annaspa perché è vittima di se stessa. La necessità di fare giochetti a favore di tizio e di caio, il vizio di pensare di essere più furbi degli altri e l’incapacità di avere una voce in capitolo seria e autorevole (non l’abbiamo perché abbiamo attivato la modalità autodistruzione, siamo come una malattia autoimmune!) continuano a penalizzarci.

Siamo così “relativi” che si dimenticano anche di inviarci gli approvvigionamenti dei sieri? E sapete che succede? Teniamo chiuso l’hub di Forio in alcuni giorni! Assurdo.

A questo disastro, poi, non mancano mai i protagonisti che continuano a prestarsi ad indegni spettacoli in tv rivendicando questione assurde e fuori ogni tipo di logica. E il riferimento all’ennesimo spettacolo indegno andato in onda su Rete 4 con Del Debbio è puramente voluto.

Da lunedì, però, dovrebbe cambiare la storia. Perché? Perché Procida ha finito. E noi siamo qui a rincorrere…

Guida il carro dei secondi il sindaco di Forio: “A partire da lunedì 3 maggio sarà intensificata la campagna vaccinale sull’isola di Ischia. “Grazie a questa accelerazione si procede, spediti, verso una vaccinazione massiccia della popolazione isolana – dichiara il Sindaco di Forio e Presidente ANCIM, Francesco Del Deo – il tutto per raggiungere, in tempi brevi, l’obiettivo di rendere l’isola “CovidFree”. Invito, quindi, tutti i residenti dell’isola di Ischia, dai 16 anni in su, ad aderire alla campagna vaccinale tramite il portale messo a disposizione dalla Regione Campania.” Prenotarsi è molto semplice: basta collegarsi all’apposito link e inserire il proprio codice fiscale e numero della tessera sanitaria, oltre che la propria mail e numero di cellulare (necessari per la conferma dell’avvenuta prenotazione e la successiva convocazione). Si precisa che le convocazioni avverranno nel rispetto dell’esaurimento, a scalare, delle fasce d’età, così come disposto dalle vigenti ordinanze regionali. Vorrei ricordare a tutti i residenti che prenotarsi il prima possibile è necessario affinché venga organizzata al meglio la campagna vaccinale e realizzata in tempi brevi”.

Già, amara considerazione: Ora che Procida ha finito. Meritiamo di più. Molto di più! IL DISPARI

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ISCHIA E PROCIDA NEWS Mazzata Blanco. Locale chiuso per 5 giorni e multe per 130 giovani ischitani!

3 Maggio 2021, 15:07pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

L'isola d'Ischia - Informazioni generali

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Durissimo il resoconto dei controlli al Blanco per il “dj set” di domenica 2 maggio. I Carabinieri hanno calato la “mannaia” della legge sia sugli avventori, sia sul gestore del locale. “A Casamicciola Terme – si legge nella nota ufficiale -, invece, i Carabinieri della locale stazione sono intervenuti in un disco bar di via Salvatore Girardi. Al suo interno era in corso un evento del tipo “aperitivo con dj set” con circa 130 persone, poi identificate. Troppe persone, il rischio della calca con un “fuggi fuggi” generale per evitare la sanzione era elevato e quindi i Carabinieri hanno agito con buon senso e non hanno ostacolato l’uscita”. La parte dolorosa è quella che arriva alla fine: “I partecipanti saranno sanzionati successivamente. I militari hanno però sanzionato il titolare dell’attività che resterà chiusa per 5 giorni.” Una mazzata vera e propria! IL DISPARI

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ISCHIA E PROCIDA NEWS V-DAY & RESSA. Quota 500! Boom di accessi per le dosi libere, ma è necessario l’intervento dei Carabinieri presso l’hub vaccinale di Forio

26 Aprile 2021, 14:35pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

ISCHIA E PROCIDA NEWS V-DAY & RESSA. Quota 500! Boom di accessi per le dosi libere, ma è necessario l’intervento dei Carabinieri presso l’hub vaccinale di Forio

INSERITO DA MORENA MOTTA Il V-Day presso l’Hub di Forio è stato un grande successo, almeno in termini di entusiastica partecipazione. Un boom di accessi per le dosi libere nel giorno dei cosiddetti vaccini open. I numeri legati alle effettive adesioni, ancora fermi tra il 15 e il 20%, non fanno certo gridare alla svolta nel difficile percorso verso la vaccinazione di massa, ma in ogni caso rappresentano un passo importante.
Solo ieri sono stati inoculati circa 500 vaccini e sono stati somministrati sia i sieri AstraZeneca sia Jhonson & Jhonson. In tantissimi, però, davanti alla folla hanno preferito desistere abbandonando il presidio.

Open day senza prenotazione, ma che ressa
L’afflusso è stato notevole per il primo giorno di inoculazione libera, al punto da vedere, fin dalle prime ore del mattino, la massiccia presenza di “over” incolonnati e pronti a ricevere la dose di siero. Presso il Palazzetto del Casale di Forio, decine di persone si sono riversate all’interno dell’impianto in preda ad una sorta di moto della vaccinazione fai da te, con la creazione di file e della numerazione con tanto di sistemazione motu proprio, andata ben oltre il regolamento interno dell’hub e anche a dispetto del lavoro di Protezione Civile e dei medici dell’AslNa2 Nord.
Tutti, insomma, colti di sorpresa dall’ondata di aspiranti vaccinati. Tanto che è stato necessario richiedere l’intervento dei Carabinieri che sono giunti sul posto per ripristinare l’ordine e evitare la calca anche in materia di misure anticontagio.

L’open day senza prenotazione era dedicato agli Over 60, 70 e80 delle Isole di Ischia e Procida per aumentare la soglia di adesioni nel tentativo di raggiungere la vaccinazione di massa. Obiettivo Isole covid-free, dunque, irto di insidie e di disagi. Un bilancio costi-benefici pesantissimo a fronte di costi di gestione altissimi. Siamo lontani dall’immunità di gregge, obiettivo difficile da conquistare se non verranno accelerati i ritmi della campagna vaccinale.

A distanza di quattro mesi, dall’inizio delle somministrazioni dei vaccini, la quantità di immuni che hanno ricevuto prima e seconda dose del farmaco anti Covid, è leggermente superiore al 6% della popolazione. Un dato scarno che non è in grado di fronteggiare il numero ancora significativo dei positivi. E’ orma acclarato. Al punto tale che le istituzioni stesse hanno provato a privi rimedio, una pezza a colori, con l’istituzione della suggestione “Vaccino Day“. E’ stato il solito casino prima di raggiungere una parvenza di normalità, serietà e concretezza. Ancora una volta con il necessario intervento delle forze dell’ordine.

Non potevano pensarci prima?
Ieri, ultima chiamata, o quasi, per tutti quelli che hanno compiuto i 60 anni: dalle 9 alle 19, nei quattro hub allestiti dall’Asl Napoli 2 Nord con Pozzuoli, Afragola, Giugliano anche a Forio è andato in scena il vax day a loro riservato, un’iniziativa – la prima di questo genere in Campania – pensata dal direttore generale Antonio D’Amore con l’obiettivo di “recuperare” alla causa del vaccino i tanti – troppi – assistiti che non hanno ancora aderito. Eppure, come al solito, a rovinare la festa, se così si può dire, giunge la solita disorganizzazione e il pressappochismo nella gestione dell’emergenza e, soprattutto, dell’assistenza agli aventi diritto.
Se si attendeva un massiccio riscontro, se l’obbiettivo era richiamare gente, beh, allora, non era forse il caso di pianificare meglio? Non era forse previsto il massiccio afflusso?
Ma come sempre, tutto è bene quel che finisce bene. E poco importa, soprattutto alle istituzioni che dovrebbero garantire le sorti e la sicurezza delle genti, se è dovuta intervenire la forza pubblica. Non importa anche in queste difficili circostanze in cui si gioca ancora con la salute della gente e sulla pelle delle persone.

Le curiosità e le passerelle vaccinali
Al di là della solita immancabile disorganizzazione di una macchina costosissima che proprio non riesce a rodare, tra l’iniziale caos e la necessità di mettere ordine nelle procedure, è giunta nel bel mezzo della mattinata anche la prevedibile passerella politica del padrone di casa, il sindaco di Forio, Francesco Del Deo (strenuo ed infaticabile sostenitore mediatico-istituzionale del progetto vaccinale in questione) ed il collega di Lacco Ameno, Giacomo Pascale. Entrambi non hanno disdegnato passaggi e viste tra le postazioni e i soggetti in attesa di poter ricevere la prevista prestazione sanitaria. In fila per ricevere il vaccino anche il sentore Domenico De Siano che ha atteso il suo turno nelle postazioni predisposte dai volontari.

V-day
Domenica 25 aprile, è stato, comunque, un giorno importante per le isole. E non parliamo della festa di Liberazione. Parliamo dell’opportunità concessa ad una ampia trascina di popolazione di poter accedere ai “vaccini open“ con un appuntamento dedicato in maniera specifica agli over60, over70 e over80. Una vaccinazione contro il COVID19 ad accesso libero – senza registrazione su piattaforma regionale – per tutti i cittadini residenti nei sei comuni isolani di fatto senza precedenti. A ben vedere una mossa vincente in termini di richiamo alla puntura. Per essere vaccinati ieri, bastava avere l’età giusta ed essere residente in uno dei 32 Comuni di competenza dell’ASL Napoli 2 Nord. Un modo per tentare di accelerare nel difficile cammino per la vaccinazione, al momento effettivamente stagnate. Da settimane si dibatte sulla suggestione “isole covid free”.

Ma le percentuali di adesioni erano e restano bassissime raggiungendo appena il 15%. Tra la popolazione dei residenti tra 60 e 69 anni, spiegano fonti ASL, Solo il 1300 circa su 9000, si sono registrati sul portale regionale per aderire alla vaccinazione. A questi vanno aggiunti i 500 o giù di lì vaccinatosi ieri. Nel complesso è ben poca cosa.

FONTE www.ildispariquotidiano.it di Ida Trofa

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ISCHIA E PROCIDA NEWS 70 bambini e 15 professori in quarantena. Focolaio Covid a Procida

16 Aprile 2021, 10:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Coronavirus (COVID-19) - OpenINSERITO DA MIKI PAPPACODA Mentre l'asilo di Baiola a Forio vive momenti di "precauzione" in attesa degli esiti dei tamponi ad alcuni docenti, al Capraro di Procida è scoppiato un focolaio covid. Mentre l’asilo di Baiola a Forio vive momenti di “precauzione” in attesa degli esiti dei tamponi ad alcuni docenti, al Capraro di Procida è scoppiato un focolaio covid. 70 bambini, 15 docenti e 3 collaboratori scolastici dell’asilo sono in isolamento domiciliare e sociale fino al 26 aprile. E le attività didattiche di diverse classi proseguiranno solo in Dad. La disposizione emanata dalla Asl Napoli 2 Nord si è resa necessaria dopo alcuni casi di contagio da Covid riscontrati tra bambini, insegnanti e collaboratori. È stata disposta la sanificazione dell’intero plesso scolastico, che ospita tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria dell’isola. «Lo Stato ha deciso di tenere le scuole aperte anche nelle zone rosse – ha detto il sindaco di Procida, Dino Ambrosino – la conseguenza inevitabile è che la circolazione del virus determina la sospensione delle attività per tante classi. Valuterò la possibilità di sospendere completamente le lezioni in presenza se il contagio dovesse riguardare un numero elevato di alunni». IL DISPARI

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ISCHIA E PROCIDA NEWS Ischia: 16 all’ora. Perdiamo anche sulle postazioni vaccinali attive: Procida 12, Capri 10, Ischia 8

14 Aprile 2021, 17:02pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

L'isola d'Ischia: informazioni generali - Isoladischia.com

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La bolla nella quale ci hanno calato è piena di assurdità e di controsensi. Da giorni viviamo un balletto indecente in cui il governatore De Luca veste i panni di un possibile Roberto Bolle. Un’etoile della propaganda e della politica senza sostanza che rincorre quella del Generale Figiuolo e che prova a mistificare la realtà dei fatti. Siamo da un anno alle prese con la pandemia e, da un anno, siamo costretti a subire l’ondata mediata negativa. Ieri mattina, con Del Deo e con Pascale, non si capisce perché, siamo entrati in un nuovo filone negativo. Il sindaco di Forio, complici anche le sceneggiate del governatore De Luca in TV, è stato coinvolto in un servizio su Mattino 5 dove non ha retto al dibattito. Superflua la presenza del presidente degli albergatori. Non era difficile pensare quale sarebbe stata la fine. Paragonare il destino di 20 enni ischitani, intenti ad ospitare turisti con la voglia di vacanza perderà sempre con la 102 enne di Salerno a cui non arriva il vaccino. La confusione delle esigenze, sia quella di De Luca sia quella che noi spacciamo per reale, non trova logica. Non troveremo mai nessuno che di dirà bravi se continuiamo a dire che di dobbiamo vaccinare prima degli altri. Non esiste! Eppure, però, da giorni continuiamo a percorrere questa strada sbagliata che non ci porta da nessuna parte. Dopo un anno, ahinoi, siamo ancora lì in tv a farci dire che siamo “cattivi”. Un anno fa era per la famosa ordinanza razzista di divieto di sbarco, oggi per essere i protettori e i sostenitori del “salta la fila”. Senza voler evidenziare troppa la vicenda, è esemplare l’inizio del servizio di Coffe Break, sempre su la la7. “Tutto pronto per le isole covid free nel golfo di Napoli, capofila Capri” con un servizio registrato e non in diretta e senza che nessuno prendesse a schiaffi il gestore del campo da tennis che si vantava dei suoi 40 anni e dell’essere già vaccinato. Purtroppo la presenza sui media, non è una cosa che si può gestire come si fa ad Ischia. Ci vuole altro. Qualcuno lo chieda a D’Amore Il servizio sul piano vaccinale di Capri, però, apre un altro interrogativo che spero i sindaci vogliano girare al direttore dell’ASL Antonio D’Amore, al governatore De Luca e, perché no, anche all’unità di Crisi. Ieri sono iniziate le operazioni di vaccinazione presso l’hub di Forio. Ironia della sorte, uno dei primi è stato proprio Franco Iacono, l’ex eurodeputato e sindaco di Forio. Una sorta di contrappasso con la sacrosanta polemica della pallacanestro che, però, non riapriremo. Sono cresciuto con l’idea di non aver nulla di meno di Capri, non l’ho mai visitata e neanche mi è mai venuta voglia di andarci. Però, quando inizio a fare due conti, quando proviamo a capire quello che accade e come si leggono certe dinamiche, mi viene una rabbia profonda. E non per una sorta di complesso di inferiorità ma per la consapevolezza di non essere rappresentati nel migliore dei modi. Da settimane si parla di isole covid free. Riunioni, foto, codazzi, interviste, post, articoli, commenti e la sostanza è che Ischia è ancora l’ultima delle isole. Capri, con ha una popolazione, al 31 dicembre 2019 di 7.080 cittadini ha un hub vaccinazione in cui sono operative 6 postazioni operative per la somministrazione dei vaccini più altre destinate alla farmacia, al triage e alla parte amministrativa. Un potenziale da circa 80 vaccini all’ora che hanno già provato quando sono riusciti a vaccinare quasi 480 cittadini in un giorno. Anacapri, che al 31 dicembre 2019 contava 6.960 cittadini, ha un hub attivo con 4 postazioni. Procida, con i suoi 10.288 cittadini conta all’attivo due hub vaccinali rispettivamente con 12 postazioni. La più dotata! E poi c’è Ischia. La più grande. Al 31 dicembre 2019 eravamo 62.831 cittadini. E abbiamo 2 hub vaccinali, 6 comuni e 8 postazioni attive più quelle per la farmacia, il triage e gli amministrativi. Ieri a Forio, stando a quello che abbiamo potuto apprendere essendo presenti, siamo andati alla velocità di 16 all’ora! Si, avete capito ben 16 all’ora. E sia chiaro, questo non è colpa di nessuno. Consideriamo la dotazione delle dosi, l’affluenza, le possibili assenze ma resta il fatto numerico: l’isola più grande, più complicata, con maggior difficoltà è quella che ha meno. Procida 12, Capri 10, Ischia 8! Ma perché? Perché dobbiamo essere trattati in questo modo da una Regione che continua a non tenerci in considerazione? Perché Procida deve avere un potenziale di 12 postazioni attive e noi solo 8. Non è una questione di paragoni. Non siamo qui a fare il gioco degli adolescenti che giocano il righello a chi raggiunge il numero più grande, ma ci chiediamo quale sia la ratio che la ratio che ha portato a questa diversa considerazione. Qualcuno dirà che Capri è gestita dall’ASL Napoli 1 noi siamo ASL Napoli 2Nord. Bene. Perché Procida che ha un sesto dei nostri cittadini ha 4 postazioni in più? Perché a Procida che è estesa solo per 4,26 km quadrati ha gli stessi 2 hub vaccinali che sono attivi ad Ischia, dove, invece, la superficie è quasi 9 volte di più? Come viene gestita questa dotazione? Si va per comuni? Si decide in base alla popolazione? In base all’estensione dei territori? Qual è la regola con la quale l’ASL gestisce questo maxi appalto per l’attivazione degli hub vaccinali? Quali sono le priorità? Tra le isole, ad esempio, chi verrà prima e chi dopo? I vaccini che vengono distribuiti in base percentuale sia a livello europeo sia a livello nazionale, come verranno gestiti per le isole? Domande che, ad oggi, sembra non aver risposta. E’ il caso di iniziare ad alzare la voce? E’ venuto il momento di far capire che non siamo la terza isola della Regione Campania? O, invece, dobbiamo continuare a tenere il capo chino davanti al Roberto Bolle della pandemia che è passato dal lanciafiamme al lanciafrottole? Ischia, mostra un po’ di orgoglio e smettila di belare alla salernitano perché, poi, lo schiaffo più grande lo ricevi in diretta in TV, proprio da una centenaria di Salerno! Gaetano Di Meglio | IL DISPARI

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ISCHIA E PROCIDA NEWS La camorra investe a Casamicciola, sequestrata una villa. Doveva diventare un B&B

23 Marzo 2021, 11:33am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Casamicciola Terme – Veduta

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’ordine del giudice per le indagini preliminari che ha accolto una indagine della Dda del capoluogo umbro. Il punto di riferimento è un bancarellaro di Secondigliano trasferitosi a Perugia e in poco tempo è diventato il dominus dei mercatini. Grosse disponibilità di denaro con acquisti di immobili, realizzate società per gestire gli affari, conti correnti bancari. Soldi che secondo i finanzieri provengono da soggetti orbitanti e fiancheggiatori del clan Licciardi, indiscusso punto di riferimento del cartello “Alleanza di Secondigliano” Un’indagine che parte da lontano, nientemeno dalla città di Perugia, dove i militari della Guardia di Finanza del reparto Gico (una struttura che annovera i migliori investigatori per combattere la criminalità organizzata) hanno compiuto una serie di sequestri di beni immobili, conti correnti, società intestate ad un giovane, ma di fatto gestiti dal padre. Investimenti per qualche milione di euro, le cui somme sarebbero, secondo gli investigatori, di provenienza sospetta e si sussurra facenti parte del gruppo del clan Licciardi di Secondigliano. Gli uomini dell’antimafia delle fiamme gialle hanno sequestrato un importante immobile, tra l’altro, nel comune di Casamicciola Terme. Una struttura che sarebbe stata acquistata all’asta disponendo liquidità abbastanza sufficiente per mettere a segno tutta una serie di colpi, mettendo all’angolo i possibili concorrenti. Questa struttura, secondo quanto emerso dalle indagini che sono state condotte dai finanzieri di fiducia, era pronta per essere totalmente ristrutturata per realizzare un B&B. Attività imprenditoriale ormai di moda, dove tutti si lanciano per i bassi costi per accogliere una clientela non troppo esigente. A coordinare le indagini è stato il maggiore della Guardia di Finanza Michelangelo Tolino, che sono durate diversi mesi, seguendo passo dopo passo l’evoluzione degli investimenti e soprattutto seguendo questo piccolo ma poco conosciuto commerciante che si era trasferito da Napoli nel capoluogo umbro. La base era Perugia, ma gli interessi spaziavano in diverse altre province, soprattutto del Sud. Lanciandosi senza alcuna preoccupazione negli affari ritenuti utili per aumentare il fatturato e soprattutto – si presume – rimettere in circolo denaro che viene “guadagnato” da queste organizzazioni in attività illecite. I Licciardi, si sa, sono personaggi che hanno avuto il predominio nel cartello denominato “Alleanza di Secondigliano”, di cui facevano parte un tempo altri clan potentissimi e rappresentativi nella città di Napoli e nei comuni confinanti. ACQUISTO ALL’ASTA Colui il quale di fatto è ritenuto il dominus ha preferito rimanere dietro le quinte. Quanto hanno accertato gli investigatori monitorando ogni sua mossa. Una scelta forse obbligata essendo stato nel passato sottoposto ad innumerevoli indagini patrimoniali ed anche perché ritenuto fiancheggiatore del clan di Secondigliano. Alcuni fratelli e parenti sono stati coinvolti nel passato anche in episodi di violenza in danno di persone fisiche. Utilizzando armi micidiali per abbattere il nemico. E alcuni sono stati giudicati per reati tra cui l’omicidio. Nonché per essere attigui ad esponenti della camorra. Mentre il personaggio “perugino” si ritrova con precedenti legati al riciclaggio. Il classico reato di chi viene incaricato di ricevere grosse somme di denaro con l’impegno di ripulire masse di liquidità che provengono dallo spaccio di sostanze stupefacenti soprattutto, dalle estorsioni e dalle molteplici altre azioni violente che vengono poste in essere per aumentare il patrimonio dei clan. Questo personaggio è finito nella rete della Direzione distrettuale antimafia della procura di Perugia a seguito di una serie di informative che gli uomini del Gico hanno trasmesso all’autorità giudiziaria. Scoprendo che da quando questo piccolo e sconosciuto “ambulante” si era trasferito in Umbria, con il passare degli anni ha sempre più accresciuto i propri affari. Diventando una sorta di incontrastato “padrone” dei mercati che si svolgono nelle piazze. Sbaragliando la concorrenza, avendo la possibilità di avere dietro di sé una forza finanziaria che gli consentiva di acquisire le altre piccole attività che svolgevano il suo stesso mestiere. In pochi anni ha realizzato acquisizioni immobiliari che non sono passate inosservate. Anche perché tutti questi beni intestati al figlio non corrispondevano alla dichiarazione dei redditi e al giro di affari che dichiarava ogni anno. Guadagni non sufficienti per fare investimenti molto interessanti. Tant’è vero che gli uomini del maggiore Tolino hanno individuato in un’area pregevole di Perugia e della provincia una villa di svariate centinaia di migliaia di euro di valore accertato. Ancora un grosso capannone in una zona industriale. Spulciando le varie società e seguendo il denaro e annusando ciò che si celava dietro a questo personaggio che sembrava inoffensivo e privo di capacità finanziaria, i finanzieri hanno individuato che tra i suoi beni c’era una importante villa a Casamicciola con annesso terreno. Un bene importante che è stato acquistato, guarda caso, all’asta, dove è più facile entrare in possesso di qualcosa di interessante ma a prezzi non di mercato. Non è un’operazione facile entrare in questo meccanismo delle aste, dove vi sono molti personaggi che sono interessati a strappare l’affare. E questo la dice lunga su ciò che hanno accertato gli uomini dell’anticamorra della Guardia di Finanza. GIRO D’AFFARI MILIONARIO Oltre al mattone (che è sempre un rifugio sicuro anche nei momenti di strisciante crisi finanziaria) la Guardia di Finanza si è interessata a tutto ciò che maneggiava quest’uomo di 53 anni che è diventato in pochi anni un punto di riferimento nella città di Perugia. Sono stati fatti individuati diversi conti correnti e due società a lui riconducibili che si occupavano di vendere tessuti e indumenti usati e di gestire una copiosa attività commerciale di “ortofrutta”. Scoprendo che già queste piccole attività gestite riuscivano a muovere nella realtà un milione e mezzo di euro. Una cifra considerevole rispetto all’attività ufficiale che svolgeva questo napoletano trapiantato nel Centro Italia, che si occupava prevalentemente di bancarelle. E’ un modo classico per cercare di non mettersi troppo in mostra, di sviare le attenzioni per poter continuare liberamente a svolgere quelle più remunerative, capaci di muovere in un sol colpo centinaia e centinaia di migliaia di euro. Ed è stato a questo punto che gli investigatori hanno voluto vederci chiaro. Per capire quale fosse l’interesse di un bancarellaro che da Perugia si interessava direttamente di investimenti sostanziosi e di acquisti immobiliari in comuni assai lontani, come in quello di Casamicciola. E’ difficile per un imprenditore, per un’attività familiare controllare più operazioni che distano chilometri e chilometri di distanza. Ma di questo, ovviamente, chi ha grossi capitali da ripulire non si crea alcun problema. L’importante è rendere legale ciò che è stato acquisito con operazioni illegali. Seguendo i soliti canali investigativi con tutte le operazioni di acquisti e vendita di immobili, gli uomini delle fiamme gialle hanno avuto già un primo schema di tutto ciò che aveva realizzato fino a quel momento il napoletano imprenditore-bancarellaro. L’attività successiva è stata quella di capire da quale direzione provenisse il denaro. Seguendo le tracce, che non possono essere facilmente cancellate, i finanzieri sono giunti ad un risultato più che lusinghiero e che ha in qualche modo messo in allarme il Gico. Il denaro è stato trasferito nella disponibilità di questo bancarellaro da uomini vicini al clan Licciardi di Secondigliano. Quartiere da dove lo stesso personaggio proveniva. Dopo aver lasciato Napoli “improvvisamente”, decise qualche anno fa che fosse meglio indirizzare le proprie attenzioni imprenditoriali in una regione più tranquilla, meno appariscente. La tranquillità è sinonimo, in questi casi, di attenzione meno accentuata delle forze dell’ordine per combattere il crimine organizzato che ha necessità impellente di ripulire i propri guadagni con investimenti capaci di dare “onorabilità”, rispetto imprenditoriale. BENI INTESTATI A TERZI Da subito questa sua presenza non era stata immediatamente sottoposta ad un controllo. In pochi anni, però, il commercio ambulante era diventato un po’ stretto, necessitava di qualcosa di più significativo ed importante sotto l’aspetto imprenditoriale. Il primo segnale che giunge dallo Stato risale al 2015, quando è destinatario di una proposta di misura di prevenzione patrimoniale e personale. Una richiesta che giunge esplicitamente dalle forze dell’ordine e sostenuta dalla procura della Repubblica. Quella richiesta, però, non trova accoglienza da parte del tribunale di prevenzione, che in quell’anno riteneva che non vi fossero elementi sufficienti per procedere ad un sequestro e nella immobilizzazione di colui che ne era gestore e proprietario occulto al tempo stesso. E’ dovuta arrivare, dopo circa sei anni, una ordinanza di sequestro da parte del giudice per le indagini preliminari di Perugia. Il giudice in questo caso ha ritenuto che vi fossero le condizioni per procedere ad una iniziativa importante e significativa in questo tessuto socio-economico. Dovendo spezzare il sospetto che questa grossa somma di denaro fosse riconducibile ad uno dei più grossi clan di Napoli, che necessitava di entrare nel mercato della legalità. E per giungere all’obiettivo erano state adottate una serie di precauzioni per evitare guai con la giustizia. Soprattutto evitare che il capofamiglia comparisse in ogni trattativa, in ogni vendita dinanzi al notaio. La scelta ricadde sul figlio, incensurato e mai fino ad ora coinvolto in operazioni di compravendita. Estendendo tale responsabilità ad altre tre persone che avevano lo stesso compito. L’ORDINANZA DEL GIP Scrive il giudice in un passaggio dell’ordinanza: «Tale consapevolezza avevano gli altri concorrenti nei reati contestati. Ciò emerge dal contenuto delle conversazioni captate e dalle quali traspare un rapporto di estrema confidenza tra tutti gli indagati, tale da far ragionevolmente reputare che gli stessi fossero tutti a conoscenza del procedimento di prevenzione pendente e che abbiano agito al solo fine esclusivo di venire incontro alle necessità del (omissis) per non farlo risultare formalmente intestatario di società o beni». Da questo passaggio si capisce benissimo che tutti i soggetti monitorati sono stati sistematicamente sottoposti ad intercettazioni telefoniche, come non è escluso che sia stato infilato il trojan su qualche utenza mobile. In particolare in quella del dominus, il bancarellaro che operava dietro le quinte. E’ proprio ascoltando queste conversazioni “riservate” che gli uomini del Gico della Guardia di Finanza sono venuti a conoscenza dell’intenzione del gruppo di rendere l’investimento di Casamicciola remunerativo con la realizzazione di un B&B. Attività che avrebbe dovuto essere già pronta la prossima estate. Tutto però si è fermato. Il Gico, infatti, dopo aver ricevuto dalle mani del pubblico ministero l’ordinanza del gip, ha operato d’iniziativa senza delegare a Corpi territoriali presenti in Campania il sequestro del bene. Tutto tramite il sistema informatico e senza apporre i sigilli, che in questo caso sono del tutto inutili. Infatti l’ordinanza cautelare è stata notificata ai cinque indagati che sono direttamente o indirettamente coinvolti in questo massiccio investimento di denaro fresco in diverse località con il sospetto che provenga dal potentissimo clan Licciardi di Secondigliano. Paolo Mosè | IL DISPARI

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ISCHIA E PROCIDA NEWS Denuncia e sgombero coatto. Tornata alla legittima proprietaria la casa di Perrone occupata abusivamente

13 Marzo 2021, 10:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

L'isola d'Ischia - Informazioni generali

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non finisce come sperato per gli abusivi il caso dell’occupazione della casa popolare di Casamicciola Terme a Perrone. Sgombero coatto e denuncia per gli intrusi. Sul nuovo caso di occupazione in quel del Rione De Gasperi , sponda Mortito, i familiari dell’anziana, venuti a conoscenza dell’accaduto hanno sporto, comunque, denuncia, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Le ipotesi di reati commessi in flagranza dagli occupanti vanno dalla violazione di domicilio al danneggiamento aggravato, all’invasione di edifici. E’ stato inoltre disposto lo stop alle erogazione delle utenze. La casa è stata resa cosi inagibile in attesa di ristabilire la legalità. Alle 16,00 di oggi da parte delle forze dell’ordine è avvenuto cosi lo sgombero coatto degli abusivi e la casa è ritornata alla legittima assegnataria che ha dovuto sospendere le cure e rientrare immediatamente presso la propria residenza. IL DISPARI

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ISCHIA E PROCIDA NEWS Covid-19. 9 nuovi casi positivi per le isole su 44 tamponi effettuati

11 Marzo 2021, 11:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Vaccini: Campania,per i giornalisti via libera dalla Regione - Campania -  ANSA.it

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Resta alta l’attenzione in Campania per l’improvvisa impennata dei nuovi casi positivi, anche se e ultime analisi sul covid nelle isole di Ischia e Procida mostrano dati confortanti al ribasso. Le isole registrano da settimane sensibili sali scendi nel numero dei nuovi casi, ma mai oltre l’ordine dei 10-15 casi. Dopo l’impennata del 28 febbraio con ben 14 nuovi casi, nella giornata di ieri i nuovi casi sono stati 9 per Ischia e Procida su ben 44 tamponi effettuati. Il dato è riferito al contagio di martedì 9 marzo secondo i dati diffusi dall’Unità di crisi Regionale. Continua il saliscendi, dunque, il numero dei nuovi contagi per le isole. Nello specifico l’isola di Procida registra 1 solo positivo su 13 tamponi effettuati. L’isola d’Ischia conta 8 nuovi positivi su 31 tamponi eseguiti. Il dato è cosi distribuito per geolocalizzazione : 3 positivi a Forio su 12 tamponi effettuati; 4 positivi ad Ischia su 16 tamponi effettuati; 1 positivo a Lacco Ameno su 3 tamponi effettuati. Restano comunque, alti anche i numeri legati agli attualmente positivi. L’ASL NA2Nord ha reso nota da tempo l’analisi degli indici di positività e geolocalizzazione del Covid 19 elaborato al 2 marzo 2021. Secondo l’analisi gli attualmente positivi sono 118.L ’isola di Procida conta 37 attualmente positivi e l’isola d’Ischia 81 attualmente . Nello specifico in questo ultimo caso cosi divisi per residenzialità: Ischia 34; Forio 25;Barano 16;Lacco Ameno 3; Serrara Fontana 1; Casamicciola Terme 2. FONTE IL DISPARI

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ISCHIA E PROCIDA NEWS La tragedia della Secca delle Formiche, il pm chiede due condanne e un’assoluzione

8 Marzo 2021, 10:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ISCHIA E PROCIDA NEWS La tragedia della Secca delle Formiche, il pm chiede due condanne e un’assoluzione

INSERITO DA MORENA MOTTA Una requisitoria durata oltre due ore e mezza per convincere il giudice sulla responsabilità penale dei vertici del diving di Baia. Il 13 agosto del 2017 morivano la tredicenne Lara e il suo istruttore Antonio Emanato nella grotta della secca posta nello specchio d’acqua dell’isola d’Ischia. Il sostituto procuratore Francesca De Renzis ha chiesto la condanna a due anni e sei mesi per Eduardo Ruspantini, socio e istruttore del diving, e dell’altro istruttore Ornella Girosi a due anni, mentre l’assoluzione dell’altro istruttore Francesco De Luca. Durante l’intervento il magistrato ha voluto sottolineare che la ragazzina nell’entrare nella grotta è rimasta sola, come è stato non supportato Emanato dagli altri componenti della spedizione. Anche le parti civili hanno chiesto la condanna degli imputati e una provvisionale immediatamente esecutiva. 

FONTE E FOTO ILDISPARIQUOTIDIANO.IT

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