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ISCHIA E PROCIDA NEWS «Non vi sono vasi di Pandora da scoprire» Gianpaolo Buono difende il sistema Ischia e rilancia: «dimostrerà la gratuità di certi giudizi»

12 Maggio 2021, 11:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Come arrivare ad Ischia: le info via mare con aliscafi e traghetti

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La delibera del Consiglio Superiore della Magistratura che delibera per il trasferimento d’ufficio del giudice Eugenio Polcari dalla Sezione Distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli “con ogni funzione giudiziaria nel circondario di Napoli” è l’affondo, più duro, al mondo della giustizia sull’isola. Stando alle parole della Presidente Garzo e dell’ex Raffone “tutto il personale era andato via, quindi adesso a Ischia invece che 11 impiegati ci sono 2 impiegati che sono aiutati con un turno mensile di un impiegato che va a turno a Napoli; 1 o 2 con molte difficoltà, perché appena sentono che devono andare ad Ischia si mettono malati eccetera e lo stesso vale anche per i giudici. Quindi Ischia in queste condizioni è un presidio a rischio per la legalità … la maledizione di tutto il Tribunale di Napoli e forse di tutta l’Italia”. E, ancora, “venendo quindi al contesto del Foro ischitano, così come sottolineato dalla dott.ssa Garzo esso risulta pervaso da una “grossa conflittualità”, che si è manifestata persino in un incontro svoltosi con l’allora Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, nel corso del quale il ceto forense locale aveva perorato la necessità “che la sezione continui a lavorare”. In questo quadro, il Consiglio Superiore della Magistratura, non ha dubbi: «vanno restituite piena serietà, piena trasparenza e piena credibilità all’esercizio della funzione giurisdizionale nell’isola d’Ischia; tale ricostituzione di serietà, trasparenza e credibilità impone il trasferimento del dott. Eugenio Polcari.» Uno scenario cupo che, però, non è assolutamente veritiero e sovrapponibile alla realtà. Nessuno dice che non ci sono problemi al Tribunale di Ischia, nessuno afferma che sia tutto liscio e tutto limpido, ma da qui a dire che siamo la “la maledizione di tutto il Tribunale di Napoli e forse di tutta l’Italia” ce ne passa. Con Gianpaolo Buono, presidente dell’Associazione Forense dell’Isola d’Ischia, facciamo il punto della situazione. Presidente, l’avvocatura ischitana viene passata al vaglio del Consiglio Superiore della Magistratura per una vicenda singola e non ne esce bene. C’è davvero tanto da preoccuparci? C’è davvero tutto questo marcio tanto da farci diventare una “maledizione d’Italia?” “Ho letto con attenzione la proposta di delibera del Consiglio Superiore della Magistratura e non ho riscontrato alcun serio ed obiettivo giudizio, ma solo “luoghi comuni”, che ledono l’onorabilità ed il prestigio della Categoria, costituita da tanti professionisti per bene, che con spirito di abnegazione e sacrificio svolgono la propria attività. Sono curioso di leggere le relazioni a firma dei due Presidenti del Tribunale e capire il senso di alcuni giudizi espressi, compreso quello che Ischia sarebbe la “maledizione d’Italia”. Sono sicuro che, contestualizzando quelle espressioni, il senso potrebbe essere diverso”. Abbiamo dimenticato i tempi del giudice Carbone? O dei famosi Pretori di Ischia? E’ questo un segno chiaro del declino dei tempi? “Per ovvie ragioni mi esimo dal rispondere alla tua maliziosa domanda. Certo è che se il Tribunale di Ischia continua ad essere considerato un territorio di “confino”, senza alcuna considerazione della sua condizione peculiare, non ci si può lamentare e rendere dichiarazioni ad effetto come quelle rinvenibili nella delibera del Consiglio Superiore della Magistratura” Leggendo quanto scritto dal Consiglio Superiore della Magistratura sembra di trovarci davanti ad un vaso di pandora. Ma è davvero così? “lo sono garantista per formazione e non cambio il mio atteggiamento a seconda delle situazioni. Attendo l’evoluzione dei procedimenti in itinere, prima di esprimermi. Mi limito a sottolineare che non vi sono vasi di Pandora da scoprire, se per questi intendi il rischio che possano esservi situazioni ignote, preoccupanti o compromettenti. Per quanto mi risulti si è solo in presenza di un ufficio giudiziario abbandonato dalle istituzioni, dimostratesi sorde ed insensibili alle pressanti richieste di intervento della Avvocatura e della Politica locale”. Chi tace acconsente. Quali saranno le reazioni dell’avvocatura ischitana, non tanto nella questione Polcari bensì nella dimensione dell’orgoglio e della professionalità di tanti avvocati, giovani e meno giovani, che credono nei valori della giustizia e si impegnano per essere all’altezza delle sfide che sono chiamati ad affrontare “L’Avvocatura ha sempre avuto un atteggiamento responsabile e continuerà ad averlo anche in questo caso. Denuncerà puntualmente tutte le gravissime omissioni di chi avrebbe dovuto intervenire e non l’ha fatto e dimostrerà la gratuità di certi giudizi espressi sul contesto isolano, ma anche la slealtà di chi avrebbe dovuto assumere comportamenti molto più responsabili. Questo, in nome di valori quali la probità e l’onestà e lo spirito di servizio. Le iniziative saranno concertate con gli Associati, con gli Organi rappresentativi della categoria nazionali e distrettuali e con i Politici locali e nazionali che hanno a cuore le sorti dell’Isola d’Ischia. La risposta dovrà essere netta e decisa, proporzionata al vulnus inferto alla intera comunità ischitana”. Non voglio farla esporre, ma sui comportamenti del giudice Polcari qualche dubbio lo avevamo. Dalla moto alle compagnie è possibile, però, vivere due vite separate? “lo personalmente potrei, al limite, riferire relativamente al suo ruolo di Giudice e Coordinatore. Per rispetto nei suoi confronti e per le indagini in corso eviterò di rispondere alla tua domanda, ma ricordo che i giudizi si esprimono su fatti obiettivi”. Ma davvero Lei e l’avvocato Giuseppe Di Meglio siete gli unici due avvocati del foro di Ischia in competizione? “Lascio a te la risposta. Mi limito a denunciare il contenuto artificioso di certe dichiarazioni ed anche lesive della immagine di tanti Colleghi, onesti e preparati, che costituiscono punti di riferimento professionale ad Ischia ed in terraferma. Personalmente, poi, non sono in competizione né con l’avv. Di Meglio, né con alcun altro Collega, limitandomi a svolgere la mia attività con umiltà e spirito di servizio, come tanti altri”. In questa vicenda credo che un ruolo delicato lo abbiamo sia la presidente Garzo, sia l’ex presidente Raffone. Non trova troppo serie e gravi le loro parole? “Ho già detto che attendo di leggere le relazioni di entrambi prima di esprimere un mio personale giudizio, anche perché hanno sempre sostenuto la causa della stabilizzazione della Sezione di Ischia, con ardore e convinzione.” Del caso Palamara, del caso Loggia Ungheria, cosa ne pensa? Non sono queste le vere maledizioni d’Italia che i rapporti sociali del giudice Polcari? “La domanda richiede una risposta troppo complessa, che involge le distorsioni che, da tempo, caratterizzano l’azione della Magistratura in Italia. lo dico che tutte le indagini sono salutari, se intendono a garantire la trasparenza, il rigore e l’obiettività nell’esercizio della Giurisdizione, ma soprattutto se sono tempestive. Leggendo la proposta di delibera del Consiglio Superiore della Magistratura, rilevo che l’esposto che ha originato il procedimento risalirebbe a giugno 2019 e che, a distanza di due anni, non è stato definito, né lo è stato quello pendente in sede penale. L’interrogativo che pongo è se questi ritardi non contribuiscano a generare ulteriore discredito sulle istituzioni tutte e a depotenziare l’attività della Magistratura. Ci sarebbe tanto altro da dire!”Gaetano Di Meglio | IL DISPARI

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