Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Iniziate le operazioni di recupero e trasferimento in bacino con l’ausilio di ben due rimorchiatori la nave traghetto Quirino di Medmar. Reperiti i mezzi navali idonei poter intervenire all’interno del Catino borbonico. Il traghetto lascerà cosí il porto di Ischia dove era ormeggiato dallo scorso 2 novembre quando fu interessato da un violento e distruttivo incendio a bordo. Il trasferito per raggiungere il cantiere dove, verosimilmente, sarà oggetto di lavori e interventi complessivi per il recupero delle funzionalità perse. Solo al termine dell’iter burocratico e della necessaria programmazione per lo spostamento della nave è stato definito e programmato il trasferimento a mezzo rimorchiatori del Quirino. nel merito Ufficio Circondariale Marittimo Guardia Costiera – Ischia ha emesso l’ ORDINANZA N° 85/2020 che regolamenta le “Operazione di rimorchio dalporto di Ischia al porto di Napoli della M/n “Quirino” armata dallaSoc. “Medmar Navi Spa” Operazione che avverrà in data 27 novembre ad opera del committente: Soc. “Medmar Navi Spa”. “Il Tenente di Vascello (CP) sottoscritto, Capo del Circondario Marittimo eComandante del Porto di Ischia- si legge nel testo del dispositivo firmato dal TV (CP) Antonio Cipresso – vista la nota s.n. in data 06/11/2020 con la quale la Soc “Medmar Navi Spa” chiede l’autorizzazione alla Capitaneria di Porto di Napoli per lo svolgimento dell’operazione di rimorchio della M/n “Quirino” dal porto di Ischia al porto di Napoli“. Nel merito c’è l’autorizzazione in data 23 novembre 2020 con la quale la Capitaneria di Porto di Napoli autorizza il viaggio di trasferimento
Pçertanto il TV Cipresso rende noto che : “ Il giorno 27/11/2020 dalle ore 08.45 alle ore 09.45 e comunque fino al termine delle operazioni, il porto di Ischia sarà interessato dall’attività di rimorchio della M/n “Quirino”, attualmente ormeggiata presso la banchina denominata “Scivolo”, con destinazione il portodi Napoli“.
Nel giorno e negli orari di cui al Rende Noto sono vietati tutti i movimenti di unità navali sia all’interno del porto che in ingresso e uscita dal sorgitore di Ischia fatta eccezione per il personale interessato dalle operazioni di rimorchio e i mezzi della Guardia Costiera, delle Forze dell’Ordine che, per motivi di servizio, adottando le opportune cautele, hanno necessità di accedere all’area in questione.Il Committente prima di dare avvio alle operazioni di rimorchio dovrà, ovviamente, prontamente avvisare l’Autorità marittima, al fine di ottenere l’autorizzazione all’inizio.
INSERITO DA ANGELA CECERE Procida – Una delle necessità che da sempre attanaglia la politica isolana, è la redazione del PUC. Il Piano Urbanisti comunale. Lo scorso weekend ne ha parlato – delineando le linee programmatiche dell’Ambrosino Bis, l’assessore al ramo Titta Lubrano. A tal proposito abbiamo raccolto la riflessione del commissario locale di FDI, Geom Michele Scotto: «Dopo l’ultimo Consiglio Comunale, ho riflettuto attentamente sulle dichiarazioni del Vicesindaco Lubrano, nonché assessore all’edilizia privata e, combattuto mi sono recato nuovamente su internet al fine di chiarificarmi le idee circa il famoso e tanto atteso PUC (Piano Urbanistico Comunale). Infatti dopo aver attivato la ricerca il risultato è stato il seguente: Il piano urbanistico comunale (PUC), è uno strumento di gestione del territorio comunale italiano utilizzato nella regione Campania, composto da elaborati cartografici e tecnici oltre che da normative (legislazione urbanistica) che regolano la gestione delle attività di trasformazione urbana e territoriale del Comune di pertinenza. CARATTERISTICHE: Il PUC nasce dalla necessità di aggiornare ed integrare il vecchio piano regolatore generale, aggiornato e ridefinito nel nuovo strumento dalle legislazioni regionali, in quanto in alcuni comuni d’Italia non rispecchia più le precedenti esigenze di coordinamento del territorio. Il PUC è redatto da tecnici specializzati in pianificazione urbanistica (urbanisti e pianificatori e/o architetti e ingegneri specializzati e laureati in scienze ambientali) con l’aiuto di geologi e di avvocati. La competenza nella scelta di tali professionisti spetta ai comuni in base alle linee guida date dalla normativa nazionale e regionale. OSSERVAZIONI AL PUC: Ogni cittadino o tecnico del comune di appartenenza può presentare al protocollo oppure agli sportelli come il SUAP una propria osservazione su norme del PUC in cui ha la possibilità di fare specifiche richieste o chiedere modifiche su tale normativa che secondo lui lede i suoi diritti. Il comune, motivandolo al consiglio comunale può accettare le richieste o respingerle; esso non è vincolato a soddisfarle. Le osservazioni al PUC si possono inoltrare prima dell’approvazione di tale strumento urbanistico. Dopo questo banale ed ulteriore approfondimento, diverse sono state le perplessità in merito alle dichiarazioni del Vicesindaco perché ha forse totalmente “smontato” le aspettative di tanti cittadini, professionisti ed imprese che operano nel settore. Infatti ha dichiarato che: “l’edilizia è il motore dell’economia”; “il consulente ci consiglia di non procedere con queste condizioni” “Se la Regione, mantiene fermo il Piano Paesistico Regionale nei contenuti che attualmente ha, andare a scrivere un PUC, significa fare un esercizio di scuola”; “fare un piano, ha scarsissime possibilità di essere rispondente alle esigenze del territorio” perché il P.P.R. è il “piano sovraordinato al quale il Ns PUC dovrebbe fare riferimento…….; A questo punto oltre alle perplessità circa la definizione di PUC, mi sono sopraggiunti ulteriori dubbi e sono stato costretto nuovamente a recarmi in internet dove ho appreso che nell’ultimo quinquennio (2015/2020) il Comune di Procida è stato Amministrato dall’attuale Sindaco e Vicesindaco, dove il Vicesindaco Lubrano anche nella passata legislatura, ha mantenuto per tutto il quinquennio la delega all’edilizia privata!!!!! Così come l’Assessore Discepolo sia nella precedente legislatura della Regione Campania (2015/2020) e sia in questa attuale ha avuto la delega alla pianificazione territoriale!!! Pertanto ritengo alla luce del fatto che è l’edilizia privata è il “motore dell’economia” locale, la redazione del PUC andrebbe studiata con maggiore attenzione, facendo forse ricorso al contributo di tutti i professionisti che operano sul territorio isolano alla luce del fatto che il Piano Urbanistico Comunale, è uno strumento di gestione del territorio comunale italiano utilizzato nella regione Campania, composto da elaborati cartografici e tecnici oltre che da normative (legislazione urbanistica) che regolano la gestione delle attività di trasformazione urbana e territoriale del Comune di pertinenza Quindi a modesto parere fermo restante che l’isola necessita sicuramente di un piano di riqualificazione, trovo riduttivo affermare che nell’isola di Procida, si debba investire meno sulla creazione di nuovi volumi e più sulla riqualificazione! Ciò perché ritengo che i PUC, nascono proprio per raggiungere una trasformazione urbana e territoriale tesa alla pianificazione viste le confliggenze tra gli attuali e oramai obsoleti strumenti vigenti. Infatti è da oltre un ventennio, che le varie amministrazioni comunali si sono ritrovate con diverse problematiche comuni e non risolte: Il traffico ed il costante aumentare di veicoli, senza possibilità di realizzare aree parcheggio;
Abbiamo sviluppato il turismo nautico, ma senza la possibilità di poter creare aree di rimessa; Abbiamo riconvertito diverse strutture in turistico-ricettive, ma non vi è data possibilità alcuna per la creazione di servizi annessi; Diciamo che siamo quasi diventati Capitale della Cultura e, sicuramente avremo un riflesso a livello internazionale, ma a modesto parere, se non si prendono decisioni serie e concrete, circa il futuro dell’isola, per i tanti ospiti che ci ritroveremo, sarà sicuramente un fallimento/delusione ritrovandosi: con un abnorme quantità di veicoli parcheggiati lungo le stradine dell’isola; porti e marine turistiche senza un minimo di aree rimessaggio di pertinenza; strutture ricettive bellissime ma senza servizi annessi. Confido quindi nell’attuale Amministrazione Comunale e Regionale a voler riguardare i rispettivi indirizzi considerato il ragionevole lasso di tempo trascorso per il “motore dell’economia”!»
INSERITO DA ANGELA CECERE Doveva essere l’anno del vaccino, l’anno della sanità tutta d’un pezzo capace di affrontare e risolvere i principali temi legati alla salute. E’, invece, l’anno horribilis della pandemia e dell’inefficienza e inefficacia del nostro sistema sanitario. L’emblema oltre il coronavirus è la questione legata al vaccino influenzale. La campagna è stata un tragico flop. In questo scorcio di 2020 si assisterà, secondo gli esperti, a una co-circolazione di virus influenzali e Sars-Cov-2.
L’obiettivo della campagna, dunque, doveva essere duplice: ridurre le complicanze dell’influenza, semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti Covid-19.
Con la vaccinazione non si protegge soltanto sé stessi, ma anche le persone che ci stanno intorno, specie quanti contraendo l’influenza rischierebbero seriamente ben otre una banale febbriciattola. Una campagna tanto importante che venerdì 5 giugno 2020, il ministero della salute faceva sapere di aver “pubblicato la Circolare Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021, elaborata dalla Direzione Generale della Prevenzione sanitaria”.
Rispetto agli anni passati la novità sostanziale è una: “Vista l’attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di Sars-CoV-2, il documento raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre”.
Sabato 21 novembre 2020, quasi due mesi dopo quella scadenza imprescindibile fissata dal ministero, in Campania, e soprattutto nelle isole di Ischia e Procida, la campagna di vaccinazione antinfluenzale è totalmente in alto mare.
Qualcuno prova a giustificare la gravità della cosa parlando di un problema diffuso in tutta Italia. La verità è che un’intera comunità è scoperta, senza vaccini e rischia la vita.
I medici, atti alla mano, hanno potuto ritirare solo poche dosi, non più di 50 a testa su una richiesta notevolmente superiore. Una questione quanto mai importante con la pandemia nella fase più critica, una diffusione del contagio in atto secondo percentuali e numeri da brivido che non lasciano presagire nulla di buono.
I medici di medicina generale, sono senza forniture, le farmacie sono sprovviste e, ad oggi, non c’è nessuna indicazione su come e quando saranno riforniti in maniera opportuna.
Sono orami saltate tutte le scadenze e a pagarne le conseguenze maggiori, potenzialmente letali, sono i cittadini, gli ammalati, le fasce deboli. La politica, i governati, chi gestisce la nostra sanità ha disatteso e continua a disattendere il piano pubblicizzato e propagandato anche dal governo di Roma nei mesi scorsi che pure non teneva conto dell’indicazione del ministero che, vista la pandemia, invitava la Regione Campania a far partire la campagna vaccinale in anticipo, ai primi di ottobre.
Fate presto. La comunità è scoperta, si rischia la vita
La Regione Campania non riesce a garantire i vaccini ai cittadini, anche i più fragili, che ormai sono esasperati, così come lo sono i medici. Ormai in molti tentano di pagarli di tasca propria rivolgendosi ai privati. Anche questa risulta una missione impossibile. Le dosi sono insufficienti, inferiori addirittura agli obiettivi che da Palazzo Santa Lucia si erano posti.
Non bastano le parole a portare in evidenzia le tante ansie, le attese ed anche la rabbia di tanti malati, delle persone esposte maggiormente a malanni di stagione per stati clinici cronici ed una salute cagionevole per varie patologie. Malanni che per loro potrebbero risultare letali in assenza di vaccinazione. A loro abbiamo chiesto di commentare l’ennesimo caso di malasanità e malgoverno nel nostro paese.
LE PAROLE
«È più di un mese che il mio medico di base non riesce ad avere il vaccino antinfluenzale! Il mio medico specialistico per le mie tante patologie – ci spiega l’amico Peppe D’Ambra, storico volto dei radicali e del giornalismo non solo ischitano -, data anche l’età, mi ha detto che devo assolutamente fare il vaccino per evitare di espormi ad altre patologie che di certo potrebbero anche condurmi alla morte. E con me altre centinaia di persone che soffrono di altre patologie sono anziani e sono soggetti maggiormente a rischio. Io credo che sia scandaloso e la situazione sia stata gestita in maniera pessima e vergognosa soprattutto dal Presidente della Regione De Luca”.
I vaccini permessi e pubblicizzati con l’ennesima trovata propagandistica nella realtà non trova riscontro. Pochissime le dosi consegnate ai medici di base. Ed anche a volerlo acquistare privatamente in farmacia o per altre strade che percorrono la “raccomandazione“ all’italiana è impossibile. Un diritto alla salute e alla cura ancora negato! Siamo all’assurdo ed intollerabile.
La verità, unica, è che le dosi del vaccino antinfluenzale mancano.
Ed è cosi impossibile estenderlo, con i benefici che ne derivano, a tutta la popolazione.
Di rimando in questa situazione di incertezza, quando di fatto siamo già a fine novembre sono ancora una volta gli anziani e i malati cronici ad essere più esposti e a rischio.
Il vaccino manca ovunque ed è gravissimo! Già ora è troppo tardi per evitare il peggio, la brutta stagione avanza e con essa il freddo. Intuibili i rischi. Man mano che il tempo passa per chi già lotta con gli affari della vita sarà sempre più difficile accedere alla cura, evitare di ammalarsi. E ad oggi non si parla ancora di nuove dosi di vaccino in consegna. La situazione è seria e meriterebbe di essere affrontata con rigore istituzionale e metodo in maniera risolutiva nel tentativo di evitare prima possibile il peggio. Una comunità intera, specie Seula Isole di Ischia e Procida è esposta al rischio causato dalla pressoché totale assenza di vaccini.
Le chiacchiere politiche. La campagna di Vaccinazione ufficialmente doveva partire il 3 ottobre addirittura Possibile utilizzo unità mobili
La campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale doveva essere al via il 3 ottobre in maniera massiva in tutta la Campania dove era prevista la distribuzione le dosi vaccinali alle Asl e ai medici di famiglia. Le Asl dovevano provvedere, attraverso i Dipartimenti di prevenzione, alla programmazione aziendale e, attraverso il Servizio farmaceutico aziendale, alla distribuzione dei vaccini. La data per la riconsegna era stata prevista ancora tra il 10 e il 15 novembre. Appuntamento saltato. Come da circolare ministeriale, era stata ampliata la platea dei destinatari del vaccino contro l’influenza stagionale. Quest’anno hanno oltre il 60% della popolazione intende vaccinarsi contro un 50% e più dello scorso anno. Doveva essere vaccinata la popolazione “fragile” a partire dai 60 anni, e non più dai 65 in su. Anche per i più piccoli la platea è stata ampliata: non più dai 12 mesi, ma a cominciare dal sesto mese, in due dosi. Si parte con la vaccinazione della popolazione a rischio: malati cronici, le persone con patologie pregresse, gli anziani e i bambini. Successivamente toccherà alle altre categorie. Per quelli che, invece, non rientrano nella popolazione fragile, doveva essere possibile fare il vaccino, acquistando la dose in farmacia, dietro presentazione dell’impegnativa del medico curante. Al momento, stando alla circolare del ministero della Salute, anche la Regione Campania doveva distribuire alle farmacie l’1,5% dei vaccini acquistati. Una quantità che, però, poteva aumentare, mano a mano che la campagna vaccinale va avanti.
“La Regione sta adottando un sistema modulare – ha spiegato in una nota stampa Ugo Trama, dirigente della Direzione generale per la tutela della Salute e per il coordinamento del sistema sanitario della Regione Campania – nel senso che stiamo chiedendo alle aziende di fornirci i vaccini via via che vengono somministrati, anche perché, diversamente, avremmo bisogno di celle frigorifere molto ampie per conservare tutte le dosi”.
Addirittura era stato ipotizzato, più o meno 51 giorni fa, che per raggiungere un maggior numero di utenti, si potevano attivare in Campania per la campagna antinfluenzale le unità mobili utilizzate per i test anti covid. Tutte chiacchiere che cozzano contro la triste verità dell’inefficacia e delle inadempienze.
Gli avvisi che testimoniano le gravi inadempienze
Le comunicazioni ufficiali dei medici di famiglia che dimostrano l’enorme caos della campagna e le gravi inadempienze sono lapalissiane. Agli inizi di ottobre ecco quanto rilevano alcuni medici di base ischitani, ma il problema è diffuso e analogo anche nella vicina Procida: «Si comunica che l’ASL ci ha detto che i vaccini antinfluenzali dovrebbero arrivare il giorno 28-29 ottobre. Quindi le vaccinazioni inizieranno a inizio novembre (come tutti gli anni). Le vaccinazioni saranno fatte in base alle categorie di rischio: Ultra sessantacinquenni; Ultra sessantenni; Infra sessantenni con patologie importanti. Categorie a rischio: personale sanitario, polizia-vigili, ecc, insegnanti, altri“.
Ad ottobre nel merito delle vaccinazioni antinfluenzali si apprende sempre da comunicazioni ufficiali dei sanitari che “Per chi non si è già vaccinato e ha intenzione di farlo, si comunica che la ASL ci ha detto che i vaccini antinfluenzali che dovevano arrivare a fine ottobre, arriveranno invece verso il 10 novembre! Quindi le vaccinazioni riprenderanno quando arriveranno i vaccini. Le vaccinazioni saranno fatte in base alle categorie di rischio: Ultra sessantacinquenni; Ultra sessantenni; Infra sessantenni con patologie importanti; Categorie a rischio: personale sanitario, polizia-vigili, ecc, insegnanti. Altri. Questi potranno essere vaccinati solo alla fine della campagna vaccinale e solo se rimangono vaccini Disponibili dopo aver vaccinato le varie categorie a rischio“. Insomma non ci sembra possa esserci altro da aggiungere solo un enorme: “Vergogna””
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Libertà Libertà per il fratello di Giacinto Calise: un premio da 8000 euro per il fratello dell’assessore di Giacomo Pascale. La gestione dell’Area Marina Regno di Nettuno ha un solo lato buono, forse, il direttore Miccio. Certo, Miccio si è fatto il vestito a misura, ma nel bilancio dei beni e dei mali, andiamo bene noi. Il resto, invece, è politichetta di acqua bassa. Sapete, quella torbida e sporca tipo pozzanghera. Non certo fondali meravigliosi da navigare, rispettare e visitare. Da qualche mese, nel silenzio generale tranne che nella querela che Enzo Ferrandino, l’avvocato Buono si è dimesso da presidente del Regno di Nettuno. Una mancanza che si è sentita poco visto anche la poca efficienza dell’assemblea che, lo ricordiamo, è senza compenso. Andiamo per gradi dopo la nomina di Ivo Iacono quale consigliere in rappresentanza del Comune di Serrara Fontana, il Consigliere con carica di Presidente, Avv. Raffaele Buono, ha comunicato via PEC le proprie dimissioni al Sindaco del Comune di Ischia. E così, con 2 consiglieri da cambiare c’è stata una piccola rotazione. Per la gestione della nostra risorsa mare, i sindaci di Ischia e di Lacco Ameno hanno espresso due scelte di altro profilo tecnico. Ischia ha scelto il giovane Andrea Buono che lascia i parquet dove aveva dato lustro di se e arriva in un assise, gratis, dove non comprendiamo quale possa essere il suo apporto. Di minor impatto operativo ma molto clientelare, invece, è la nomina che arriva da Lacco Ameno. Pascale sceglie uno che porta il suo stesso cognome che ha le sue stesse passioni con i “pali”. Per Angelo Pascale, arriva la nomina contentino senza soldi per aver supportato Pietro Monti e per aver messo a disposizione l’indirizzo di casa dove hanno trovato residenza in diversi. Anche in questo caso nessuna spiccata capacità per assumere decisioni. Una scelta che dimostra quanto sia basso il livello dell’acqua nella quale si muovono i nostri sindaci. Siamo a profondità da pozzanghera alla Peppa Pig! L’altra nomina che è stata decisa dall’assemblea dei Consorzio di gestione, è stata quella del revisore dei conti. L’incarico, con tetto massimo della retribuzione annua del revisore per il triennio in € 8.0000 è andato al sig. Calise Giovanni. Nel verbale si legge che si è proceduto al sorteggio mediante l’introduzione in busta non trasparente di 20 tagliandi riportanti i numeri da 1 a 20, avendo assegnato, come da tabella, ad ogni candidato il numero di riferimento seguendo l’ordine alfabetico dei cognomi. E’ stato estratto il tagliando n. 4, corrispondente al candidato Calise Giovanni”. Un candidato pescato a sorte… peccato che la sorte sia capitata a casa dell’assessore della giunta di Lacco Ameno, Giacinto Calise. Eggià 8mila euro al fratello di Calise sono il giusto ricambio per la candidatura. Per il medico candidato con Pascale e nominato in giunta, ora manca da sistemare solo la sorella e poi si può dire conclusa la sua esperienza politica. E così, dal mare, si alzerà un delfino che griderà “libertà, libertà”… E’ questa la nuova frontiera della nostra Area Marina Protetta: un validissimo avvocato che sarà il nuovo presidente in quota Forio, un medico pediatra, un cestista, un geometra, un paio di ex capitani e uno che ha solo portato un po’ di voti ad un consigliere comunale… Gaetano Di Meglio | IL DISPARI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’ex sindaco di Ischia, Gianni Buono, fratello dell’assessore Liviana e zio acquisito del consigliere comunale Carmen Criscuolo, lotta all’ospedale Rizzoli contro il Covid. Una battaglia cruciale. Le condizioni cliniche dell’ingegnere sono complicate e si è reso necessario il ricovero in terapia intensiva. Dopo la guarigione e la dimissione del nipote, Gigi Mattera, ora c’è bisogno che anche Gianni torni presto a casa. Dall’ospedale Rizzoli di Ischia, come era successo nei mesi scorsi, è stata lanciata la richiesta di plasma iperimmune e ora la corsa è affinchè queso presidio arrivi quanto prima. Chi può, si dia da fare!
INSERITO DA ANGELA CECERE Giorno triste. Giorno cupo. Il parroco di Serrara, don Angelo Iacono, ha smesso di lottare contro il Covid che lo aveva contagiato nei giorni scorsi. Don Angelo Iacono, parroco della parrocchia di Santa Maria del Carmine da 40 anni, era risultato positivo al coronavirus domenica 8 novembre. Un caso particolare che aveva allertato sia la Diocesi di Ischia, sia il comune di Serrara Fontana. Dal contact tracing del parroco si erano registrati presso l’ASL 79 contatti tra diretti e indiretti di cui solo 2 risultati positivi. Domenica scorsa, in un accorato appello pubblico, il vescovo di Ischia, Mons Pietro Lagnese aveva chiesto preghiere e comunicato l’aggravamento delle condizioni del prelato. L’annuncio della Diocesi. Il nostro Vescovo Pietro con grande dolore comunica che il carissimo don Angelo Iacono, pochi minuti fa, ha concluso la sua giornata terrena. Raccolto in preghiera invita il presbiterio e i fedeli tutti ad affidare alla Misericordia di Dio il carissimo confratello ed esprime alla famiglia e alla comunità parrocchiale le più sentite condoglianze. Il cordoglio della Comunità di Sant’Antuono e San Domenico. La comunità parrocchiale e il parroco di Sant’Antonio Abate affidano alle mani della Vergine Maria l’anima del canonico Don Angelo Iacono, parroco di S. Maria del Carmine in Serrara, per anni collaboratore di questa parrocchia nella Chiesa del Crocifisso. Voglia la Madonna ottenergli il premio eterno nella liturgia celeste.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Procida è l’isola inaspettata, per la sua bellezza, la sua storia, dove il tempo scorre lento e pare essersi fermato a qualche decennio fa.
Le isole del nostro arcipelago, laggiù, sul mare napoletano, sono tutte belle. Le loro terre sono per gran parte di origine vulcanica; e, specialmente in vicinanza degli antichi crateri, vi nascono migliaia di fiori spontanei, di cui non rividi più i simili sul continente. In primavera, le colline si coprono di ginestre: riconosci il loro odore selvatico e carezzevole, appena ti avvicini ai nostri porti, viaggiando sul mare nel mese di giugno. Su per le colline verso la campagna, la mia isola ha strade solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali. Ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata, e altre rive più piccole coperte di ciottoli e conchiglie nascoste fra grandi scogliere.
Elsa Morante, L’isola di Arturo
Procida terra di marinai, terra di accoglienza dove le culture del Mediterraneo si fondono nell’architettura, nel dialetto e nell’ospitalità dei procidani. Un accoglienza generosa e sincera che lascia piacevolmente sorpreso chi arriva da fuori.
Una terra votata alla cultura in cui tanti giovani si riuniscono in associazioni volontarie per preservare il patrimonio storico culturale dell’isola. Procida ha ridotte dimensioni, ma è ricca di bellezza:
..è piccola ma articolata basti pensare che pur avendo una superficie di quattro chilometri quadrati le sue coste si estendono per sedici e le sue strade e stradine per trentasei; un labirinto di vie e viuzze dove non è facile orientarsi ma che nasconde e sorprende con giardini e panorami stupendi.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
La Corricella
La Corricella, iI borgo marinaro simbolo di Procida, è un luogo incantato; mi affido alle parole diProcida di Elisabetta Montaldoper descriverla al meglio. La scrittrice procidana le dedica uno splendido capitolo, ricco di ricordi, del suo libro.
La Corricella come una pin-up fa da copertina per i siti e opuscoli turistici anche non procidani che si appropriano abusivamente della sua immagine variopinta.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Inutile descriverla com’è ora, descriviamola com’era… in questo spazio verticale di case-grotte connesse da scale esterne-interne di ripidissimi gradini, un unicum architettonico.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
…Ma la Corricella era il mare, strapieno di barche di tutte le dimensioni e la banchina in un folle disordine di reti dai colori antichi, di attrezzi di ogni genere, di scafi in riparazione protetti da vele. E di notte le luci fioche di pochi lampioni e i quadratini di apertura delle case rendevano marina l’atmosfera del presepe.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Nessun esterno scendeva nei crocicchi di scale e di rampe.. i procidani che non erano nati in quel luogo lo sfuggivano perché era il quartiere dei poveri, dei selvatici che con la loro parlata imbastardita dei popoli della pesca facevano spavento.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Semmarenzio
Il quartiere diSemmarenzioè la terrazza di Procida per la sua posizione strategica e la splendida vista.
Santa Maria delle Grazie
Il nome del quartiere, nelle parole contratte del linguaggio procidano è dovuto alla chiesa di Santa Maria delle Grazie che troneggia sulla piazza.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Santa Maria delle Grazie
Piazza dei Martiri
Il cuore di Semmarenzio èPiazza dei Martiriin questo luogo furono impiccati sedici persone per aver aderito alla repubblica di Napoli in opposizione al Regno di Napoli dei Borboni.
Casale Vascello
Casale Vascelloè una delle meraviglie di Procida, un antico borgo fortificato del Seicento .
Attorno al cortile centrale le abitazioni addossate le une e alle altre, a scopi difensivi. Un particolare architettonico interessante è ilvefio,un balcone coperto con una volta ad arco, tipico del mondo arabo.
Marina Grande
Intorno al porto, le vie sono tutte vicoli senza sole fra le case rustiche, e antiche di secoli, che appaiono severe e tristi, sebbene tinte di bei colori di conchiglie, rosa o cinereo.
Elsa Morante, L’isola di Arturo
L’area in cui è sorto il Marina di Procida era la discarica della zona fino agli anni Sessanta…Contrariamente ad altri porti turistici che giacciono isolati sulle coste del mondo accanto ad un parcheggio e a un supermercato, Marina di Procida è nel pieno centro storico e commerciale del paese.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Marina grande e sullo sfondo la chiesa di Santa Maria della Pietà
Il piazzale del porto, in molte ore del giorno, appare quasi deserto, sulla sinistra la statua del Cristo Pescatore…
Elsa Morante, L’isola di Arturo
Santa Maria della Pietà
Nella chiesa del porto, la più antica dell’isola, vi sono delle sante di cera, alte meno di tre palmi, chiuse in teche di vetro.
Elsa Morante, L’isola di Arturo
Era questa l’antica sede del Pio Monte dei Marinai che proteggeva loro e le loro famiglie da naufragi, malattie, rapimenti.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Alcune case intorno alla chiesa sono contrassegnate da piccole targhe di ceramica dipinta dal disegno sempre uguale raffiguranti le immagini della Pietà.. Sono le proprietà donate al Pio Monte dai procidani per riscattare i marinai fatti schiavi dai turchi.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Terra Murata
Terra Murataè il punto più alto dell’isola, quella che in passato era chiamataterra casataper l’elevato numero di abitazioni addossate le une alle altre a scopo difensivo, è il nucleo abitativo più antico dell’isola.
Nel 1529 il feudo di Procida diventa proprietà della famiglia D’Avalos, viene costruita un’imponente residenzaPalazzo D’Avalose terra casata diviene Terra Murata.
Palazzo D’Avalos diventa il carcere di Procida qui la sua storiaIl carcere di Procida
Le case sono costruite inglobando la roccia nelle costruzioni.
Il tufo come base per le costruzioni
Vi si accede attraverso laPorta di mezz’omo, così chiamata perché talmente stretta che la si poteva varcare solo di traverso. Una volta chiusa, Terra Murata diveniva un fortino inespugnabile dalla invasioni dei pirati saraceni.
L’Abbazia di San Michele
L’abbazia è dedicata a San MicheleArcangelo patrono dell’isola, a cui i procidani sono particolarmente devoti. Il suo nucleo originario è molto antico e risale al XV secolo.
La devozione a San Michele ha superato tutti gli eventi della ricca storia di Procida: E’ talmente radicata nel cuore dei procidani da attribuire a lui solo il potere di risolvere ogni problema privato ma anche ogni piaga politica o economica che affligga la comunità. Al suo culto sono dedicate ben due processioni, l’8 maggio e il 29 settembre.. Sono riti religiosi interessanti e partecipati, in particolare il ritorno notturno della statua all’abbazia e il momento in cui la si fa affacciare su un versante di mare che mostra l’isola nella sua interezza affinché il santo possa benedirla.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
L’importante biblioteca custodita, al di sotto della chiesa non è visitabile per motivi di sicurezza.
Santa Margherita Nuova
Santa Margherita Nuovasi trova in una posizione straordinaria per la vista sulla Corricella, Terra Murata e il golfo di Napoli con le sue isole. Risalente al al XVI secolo, oggi è sede di mostre.
I faraglioni di Procida
Tra la spiaggia del Ciraccioe laspiaggia del Ciraciello, entrambe di sabbia nera vulcanica è possibile ammirare i due faraglioni di tufo.
L’isola di Arturo di Elsa MoranteElsa Morante, con il marito Alberto Moravia, trascorre le vacanze a Procida, nell’Albergo Eldorado. Qui nel 1955 ha l’ispirazione perL’isola di Arturoche le valse il premio Strega nel 1957. Arturo è un bambino che vive a Procida, negli anni Quaranta del Novecento l’isola è tutto il suo mondo, simbolo di libertà assoluta tra spiagge e sogni avventurosi. Orfano di madre e lasciato solo per lunghi periodi dal padre che si assenta, agli occhi del bambino, per vivere esplorazioni straordinarie.
Graziella di Alphonse de Lamartineun romanzo autobiografico, Lamartine, ventunenne, durante ilgrand tour d’Italia, soggiorna a Procida dall’aprile 1812 a maggio 1813. Il giovane scrittore si innamora di Graziella, un’orfana che vive con i fratelli e i nonni tutti pescatori.
Procida di Elisabetta Montaldol’autrice vive da molti anni a Procida, questo testo è una dichiarazione d’amore per l’isola.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Centro Operativo Comunale dovrebbe essere un’articolazione dell’ente comunale da riunire in caso di urganza. A Ischia, quando Enzo Ferrandino è sindaco, invece, è diventato un croce via di piccoli politici in certa di identità e facile consenso che si fanno la guerra tra di loro. Una sorta di galletti sulla monnezza (inteso come problemi da risolvere) che continuano a beccare il gallone, ovvero, Enzo da qua e da là. Un continuo tirare la giacchetta che ha costretto il sindaco (a causa della sua scarsa capacità di fare squadra, di coinvolgere di gestire flussi e risorse umane) a modificare la composizione dell’unità operativa. Il primo C.O.C. (con i puntini), su istituto con provvedimento sindacale n ° 130 del 6 Maggio 2006 a seguito del grave evento alluvionale che ebbe luogo in Località Monte Vezzi, individuando le funzioni di supporto e assistenza alla cittadinanza in occasione di calamità e/o eventi che richiedono il superamento di immediate criticità e i relativi referenti. Lo stesso Centro è stato aggiornato e modificato lo scorso, sempre con decreto sindacale, lo scorso 4 marzo 2020 quando a causa dell’emergenza epidemiologica COVID-19 si è provveduto all’attivazione del Centro Operativo Comunale {C.O.C.) e alla surroga di alcuni componenti dello stesso Poi c’è stato l’aggiornamento con il decreto sindacale n ° 12 del 2020 con l’integrazione del “Centro” con l’associazione Nucleo A.N.C di volontariato e Protezione civile di Ischia. LA POLITICA. I giorni passano e l’opera volontaria di Gigi Mollo inizia a dare fastidio ai vari consiglieri comunali. Perché lui si e gli altri no? Perché, ad esempio, a Giovanni Sorrentino non è stato concesso l’uso dell’elenco (in chiaro) dei beneficiari dei buoni spesa? Tante domande di questo calibro che, però, hanno portato al redde rationem con la firma del decreto sindacale n°36 del 16.11.2020 che prevede l’integrazione e la modifica COC “con l’acuirsi dell’emergenza dovuta alla diffusione del contagio da COVID 19, in costante crescita e alla necessità di intraprendere azioni dirette al contrasto del detto contagio, in conformità alle disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché alle disposizione del Presidente della Regione Campania, si rende necessario provvedere ad aggiornare la composizione del suddetto Centro Operativo Comunale, anche in considerazione del pensionamento di alcuni componenti, già dipendenti del Comune di Ischia. Vediamo come è composto. Responsabile è il Sindaco e, come sostituto il vicesindaco. La segreteria di coordinamento è affidata a Concetta Zabatta e Maria Arcamone. La funzione Tecnica, Servizi Essenziali, invece, a Luigi De Angelis e Nello Ascanio. La funzione materiali e mezzi al contrario. E’ affidata Nello Ascanio e Luigi De Angelis. Per la funzione Sanità e Veterinaria, invece, arriva il buon Dott. Pasquale Balestrieri. Il consigliere comunale, grande medico, ma pur sempre Per la funzione assistenza alla popolazione ci sono Francesco Fermo e Luigi De Angelis. Per la funzione strutture operative locali e viabilità, Chiara Boccanfuso. Per il censimento danni a persone o cose ci sono Francesco Fermo e Nello Ascanio. Per la funzione volontariato e telecomunicazioni ci sono i dirigenti Luigi De Angelis e Nello Ascanio. Ma vediamo, invece, i volontari a supporto del C.O.C: Dott. Giorgio Luigi Balestrieri, Dott. Luca Montagna, Dott. Luigi Mollo, Dott. Giovanni Cuomo, Geom. Domenico Patalano e Rag. Antonio Buono. Avete capito che formazione di politici schiera Enzo Ferrandino? Ripetiamo il Sestetto di partenza: Balestrieri, Montagna, Mollo, Cuomo, Patalano, Buono. Si, avete capito benissimo, la Sciarappa in formazione completa, Gigi Mollo, gli Sciupy’s con doppia postazione, Massimo Trofa con solito geometra dell’UTC: la possibilità di mettere le mani sui tamponi e mercificare tra positività al covid e consenso è un’occasione da non perdere. Nel caso di una nuova ondata di buoni spesa, la possibilità di accedere ai dati integrali anche. E questo il “metodino” del comune di Ischia che continua ad umiliare una intera comunità sotto il peso della peggiore clientela politica. Anche con la crisi del Covid. Ma cosa dovrebbe essere il C.O.C. invece di coacervo di politici in lotta tra di loro per un briciolo di consenso? Il Centro Operativo Comunale (C.O.C) è un’articolazione dell’Ente che serve per svolgere a livello locale tutte le funzioni necessarie di direzione e coordinamento tecnico, logistico ed operativo nonché di intervento in sintonia ed in stretto raccordo anche funzionale con le strutture operative e gli Enti che operano sul territorio del Comune. Ecco, lo abbiamo trasformato in un luogo dove i politici, invece, vanno alla ricerca del consenso. Avete presente quegli ambulanti sulle spiagge d’0estate? Quelli che gridano “cocco fresco, cocco fresco”… ecco, proprio così! IL DISPARI
INSERITO DA ANGELA CECERE I nostri sindaci conoscono bene il potere temporale e l’influenza della Chiesa sui loro destini politici. Non ci sono stati, infatti, appelli, ordinanze o dichiarazioni da parte di nessuna forza politica, ne di governo, ne di opposizione... Se la coscienza della nostra comunità, passasse per la devozione religiosa, probabilmente vivremo in un’isola profondamente diversa. Tutti ricordiamo la vicenda a marzo nel primo lockdown, quando, in occasione dei festeggiamenti di San Giovan Giuseppe della Croce, in barba ai numerosi e inascoltati appelli, si continuava a onorare la tradizione, che non poteva essere violata, neanche da un virus mortale. È di pochi giorni fa, la notizia che il parroco di Serrara Fontana è ricoverato al Rizzoli per Covid. Ci risiamo. Questi episodi, sono significativi per ricordarci, come sono ancora profonde le radici cattoliche, che determinano l’indirizzo e la formazione identitaria della nostra isola. L’etica scientifica viene violata e si contrappone alla necessità irrinunciabile della preghiera nella casa di Dio, ma non solo; i sacerdoti, continuano a svolgere le loro funzioni religiose anche nelle case private, soprattutto dove la presenza di fedeli anziani è prevalente. L’indifferenza del mondo religioso dinanzi alla pandemia è disarmante, disarmanti sono le scelte del pastore che dovrebbe guidare e difendere la propria comunità. I nostri sindaci conoscono bene il potere temporale e l’influenza della Chiesa sui loro destini politici. Non ci sono stati, infatti, appelli, ordinanze o dichiarazioni da parte di nessuna forza politica, ne di governo, ne di opposizione, che ha espresso un disappunto, per quello che sta accadendo nelle chiese, quale veicolo di contagio. Il contributo verso un naufragio inesorabile di un aumento di contagi del Covid19 è scontato. Ma si sa, mai mettersi contro “la chiesa”. Ferma restando la regia nazionale nella gestione dell’emergenza, il governo ha attribuito ai presidenti delle Regioni e ai sindaci il potere di emanare ordinanze specifiche per affrontare esigenze locali (le stesse ordinanze contingibili ed urgenti, sono precedenti alla Costituzione a partire dalla legge 833/1978). Sarebbe opportuno far rispettare i suggerimenti della comunità scientifica per qualsiasi forma di assembramento. La morale di tutti noi non passa sempre per il rispetto dell’altro, soprattutto se mettiamo in pericolo la sua salute, e anche la nostra? Le comunità religiose dovrebbero difendere questo sano principio di vita. È anche vero che in questo momento di sconforto ognuno di noi ha la necessità e il diritto di esercitare la propria fede, perché i sacerdoti non hanno creato delle comunità virtuali, affinché la parola di Dio non venga a mancare ai fedeli? Anche gli anziani oggi sono in possesso di un telefonino o un computer e con l’aiuto di qualche famigliare si supera qualche piccolo problema tecnologico. L’arcaica ritualità delle comunità religiose, non si concilia con il tempo di incertezze che viviamo in cui la mancanza di risposte non viene più soddisfatta dalla fede. In cui la politica, non decide, in cui la mancanza di una lettura oggettiva della realità che ci circonda, prende il posto di un qualunquismo vacuo che si esprime sui social, dove un “like”, ha il valore inossidabile di una azione mai esercitata. La nostra classe politica è propensa a chinarsi sull’altare delle ingiunzioni, per un posto in prima fila, nelle innumerevoli feste patronali, dove i santi stentano a fare i miracoli, per una comunità troppo propensa alle promiscuità, agli assembramenti, agli aperitivi, ma soprattutto agli innumerevoli negazionisti che vivono nel mondo virtuale. La salute di una comunità vale una messa?
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il sindaco Vincenzo Ferrandino, il segretario Francesco Ciampi, il dirigente del 5 settore Consiglia Baldino e quello del 6 servizio, Francesco Fermo hanno mentito ai consiglieri comunali del gruppo per Ischia e ai cittadini del comune di Ischia. Una bugia meschina e scritta nero su bianco che è la cifra narrativa della qualità di questa amministrazione comunale. Una bugia, così infantile e senza senso che ci lascia con senza parole. Una bugia che amareggia soprattutto per il periodo storico in cui viviamo. Siamo alle prese con un periodo triste, in cui abbiamo bisogno di trasparenza e di schiettezza amministrativa e, invece, siamo spettatori delle bugie. Bugie da veri e propri pinocchi! Sulla qualità amministrativa di Enzo Ferrandino non devo aggiungere più nulla soprattutto perché, dopo essere arrivato al fondo ho anche iniziato a scavare. Ora è inutile. Ma per raccontarvi la bugia della pineta dei pinocchi comunali ecco la storia scritta nero su bianco da sindaco, segretario e responsabili di servizio. Le foto sopra, raccontato la verità di febbraio 2020, prima del lockdown e di ieri, 12 novembre 2020. Ai lettori e agli elettori del comune di Ischia l’ardua sentenza. Il 12 ottobre i consiglieri comunali del “Gruppo per Ischia” scrivono al sindaco Enzo Ferrandino in merito alla “Chiusura alla pubblica fruizione della pineta denominata “degli atleti”.» L’11 novembre, il giorno prima della scadenza dei classici 30 giorni, il sindaco e il segretario (che si abbassano a questo livello, inviare la risposta all’ultimo giorno possibile2 scrivono “Trasmissione risposta scritta all’interrogazione del 12/10/2020, pervenuta con prot. n. 39.017del 13.10.2020. In riferimento all’interrogazione in oggetto, si trasmette la nota prot. n:43588 dell’11.11.2020 a firma dei Responsabili di servizio 5 e 6. Ischia, 11.11.2020”. Leggiamo, insieme, la nota firmata il 10 novembre da Consiglia Baldino e Franco Fermo. «Al sindaco, al Segretario generale OGGETTO: Chiusura alla pubblica fruizione della pineta denominata “degli atleti”. Risposta scritta all’interrogazione del 11/10/2020 pervenuta con pro. 11.92.017 del 13/10/2020. In riscontro alla Vs. Interrogazione in oggetto, pervenuta con prot. n. 39.017 del 12.10.2020, si rappresenta quanto segue. Le pinete comunali sono state chiuse in ottemperanza dell’Ordinanza n. 13 del 12.03.2020 e successivi provvedimenti prorogatori emanati dall’Amministrazione Regionale per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19, che hanno ordinato “il divieto di frequentare parchi urbani e ville comunali, rimettendo ai soggetti competenti la chiusura d eventuali porte o varchi di accesso”. Al termine del periodo di lockdown si è provveduto alla riapertura di tutte le pinete comunali, ad eccezione della pineta denominata “degli Atleti” in quanto erano in corso di esecuzione le opere affidate per la realizzazione della pista ciclabile ed erano in fase di attivazione le misure di manutenzione e di igiene a salvaguardia della sicurezza e della salubrità della pineta e dei luoghi circostanti, relative ai lavori di: “Ripiantumazione e incremento del verde nei parchi pubblici del Comune di Ischia”, che interessano anche la pineta detta “degli Atleti” con interventi di manutenzione straordinaria, di pulizia, di bonifica, potatura, eradicazione delle ceppaie di alberi morti, di ripiantumazione, ripristino di muretti ed aiuole, al fine di reintegrare parte del patrimonio “verde”. Le pinete pubbliche sono quotidianamente interessate da vari interventi di manutenzione, consistenti nello sfalcio dei prati, nella rimozione delle erbacce infestanti, nella pulizia e messa in sicurezza dei vialetti, nella verifica del funzionamento delle fontanelle, nella pulizia dei bagni pubblici e tanti altri interventi finalizzati a garantire la salubrità dei luoghi e salvaguardare la sicurezza dei fruitori. Il permanere della chiusura della “pineta degli atleti” è necessaria in particolar modo per ragioni di sicurezza, al fine di evitare l’interferenza tra le diverse attività di cantiere e gli utenti fruitori, i quali, in alternativa potranno usufruire degli altri polmoni verdi del Comune di Ischia. Ischia, 10.11.2020.» Quali lavori si stanno eseguendo? Rileggiamo la motivazione per cui la pineta degli Atleti è chiusa ai fruitori: “Il permanere della chiusura della “pineta degli atleti” è necessaria in particolar modo per ragioni di sicurezza, al fine di evitare l’interferenza tra le diverse attività di cantiere e gli utenti fruitori, i quali, in alternativa potranno usufruire degli altri polmoni verdi del Comune di Ischia”: quale cantiere è attivo nella pineta degli Atleti? Quale area è recintata? Quale sicurezza verrebbe meno se la pineta tornasse nella libera fruizione del cittadini del comune di Ischia. Le foto dimostrano, più di ogni altra cosa, quanto siano mendaci le parole dei responsabili del servizio 5 e 6, del sindaco e del segretario comunale. Gateano Di Meglio |IL DISPARI