Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Libertà Libertà per il fratello di Giacinto Calise: un premio da 8000 euro per il fratello dell’assessore di Giacomo Pascale. La gestione dell’Area Marina Regno di Nettuno ha un solo lato buono, forse, il direttore Miccio. Certo, Miccio si è fatto il vestito a misura, ma nel bilancio dei beni e dei mali, andiamo bene noi. Il resto, invece, è politichetta di acqua bassa. Sapete, quella torbida e sporca tipo pozzanghera. Non certo fondali meravigliosi da navigare, rispettare e visitare. Da qualche mese, nel silenzio generale tranne che nella querela che Enzo Ferrandino, l’avvocato Buono si è dimesso da presidente del Regno di Nettuno. Una mancanza che si è sentita poco visto anche la poca efficienza dell’assemblea che, lo ricordiamo, è senza compenso. Andiamo per gradi dopo la nomina di Ivo Iacono quale consigliere in rappresentanza del Comune di Serrara Fontana, il Consigliere con carica di Presidente, Avv. Raffaele Buono, ha comunicato via PEC le proprie dimissioni al Sindaco del Comune di Ischia. E così, con 2 consiglieri da cambiare c’è stata una piccola rotazione. Per la gestione della nostra risorsa mare, i sindaci di Ischia e di Lacco Ameno hanno espresso due scelte di altro profilo tecnico. Ischia ha scelto il giovane Andrea Buono che lascia i parquet dove aveva dato lustro di se e arriva in un assise, gratis, dove non comprendiamo quale possa essere il suo apporto. Di minor impatto operativo ma molto clientelare, invece, è la nomina che arriva da Lacco Ameno. Pascale sceglie uno che porta il suo stesso cognome che ha le sue stesse passioni con i “pali”. Per Angelo Pascale, arriva la nomina contentino senza soldi per aver supportato Pietro Monti e per aver messo a disposizione l’indirizzo di casa dove hanno trovato residenza in diversi. Anche in questo caso nessuna spiccata capacità per assumere decisioni. Una scelta che dimostra quanto sia basso il livello dell’acqua nella quale si muovono i nostri sindaci. Siamo a profondità da pozzanghera alla Peppa Pig! L’altra nomina che è stata decisa dall’assemblea dei Consorzio di gestione, è stata quella del revisore dei conti. L’incarico, con tetto massimo della retribuzione annua del revisore per il triennio in € 8.0000 è andato al sig. Calise Giovanni. Nel verbale si legge che si è proceduto al sorteggio mediante l’introduzione in busta non trasparente di 20 tagliandi riportanti i numeri da 1 a 20, avendo assegnato, come da tabella, ad ogni candidato il numero di riferimento seguendo l’ordine alfabetico dei cognomi. E’ stato estratto il tagliando n. 4, corrispondente al candidato Calise Giovanni”. Un candidato pescato a sorte… peccato che la sorte sia capitata a casa dell’assessore della giunta di Lacco Ameno, Giacinto Calise. Eggià 8mila euro al fratello di Calise sono il giusto ricambio per la candidatura. Per il medico candidato con Pascale e nominato in giunta, ora manca da sistemare solo la sorella e poi si può dire conclusa la sua esperienza politica. E così, dal mare, si alzerà un delfino che griderà “libertà, libertà”… E’ questa la nuova frontiera della nostra Area Marina Protetta: un validissimo avvocato che sarà il nuovo presidente in quota Forio, un medico pediatra, un cestista, un geometra, un paio di ex capitani e uno che ha solo portato un po’ di voti ad un consigliere comunale… Gaetano Di Meglio | IL DISPARI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’ex sindaco di Ischia, Gianni Buono, fratello dell’assessore Liviana e zio acquisito del consigliere comunale Carmen Criscuolo, lotta all’ospedale Rizzoli contro il Covid. Una battaglia cruciale. Le condizioni cliniche dell’ingegnere sono complicate e si è reso necessario il ricovero in terapia intensiva. Dopo la guarigione e la dimissione del nipote, Gigi Mattera, ora c’è bisogno che anche Gianni torni presto a casa. Dall’ospedale Rizzoli di Ischia, come era successo nei mesi scorsi, è stata lanciata la richiesta di plasma iperimmune e ora la corsa è affinchè queso presidio arrivi quanto prima. Chi può, si dia da fare!
INSERITO DA ANGELA CECERE Giorno triste. Giorno cupo. Il parroco di Serrara, don Angelo Iacono, ha smesso di lottare contro il Covid che lo aveva contagiato nei giorni scorsi. Don Angelo Iacono, parroco della parrocchia di Santa Maria del Carmine da 40 anni, era risultato positivo al coronavirus domenica 8 novembre. Un caso particolare che aveva allertato sia la Diocesi di Ischia, sia il comune di Serrara Fontana. Dal contact tracing del parroco si erano registrati presso l’ASL 79 contatti tra diretti e indiretti di cui solo 2 risultati positivi. Domenica scorsa, in un accorato appello pubblico, il vescovo di Ischia, Mons Pietro Lagnese aveva chiesto preghiere e comunicato l’aggravamento delle condizioni del prelato. L’annuncio della Diocesi. Il nostro Vescovo Pietro con grande dolore comunica che il carissimo don Angelo Iacono, pochi minuti fa, ha concluso la sua giornata terrena. Raccolto in preghiera invita il presbiterio e i fedeli tutti ad affidare alla Misericordia di Dio il carissimo confratello ed esprime alla famiglia e alla comunità parrocchiale le più sentite condoglianze. Il cordoglio della Comunità di Sant’Antuono e San Domenico. La comunità parrocchiale e il parroco di Sant’Antonio Abate affidano alle mani della Vergine Maria l’anima del canonico Don Angelo Iacono, parroco di S. Maria del Carmine in Serrara, per anni collaboratore di questa parrocchia nella Chiesa del Crocifisso. Voglia la Madonna ottenergli il premio eterno nella liturgia celeste.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Procida è l’isola inaspettata, per la sua bellezza, la sua storia, dove il tempo scorre lento e pare essersi fermato a qualche decennio fa.
Le isole del nostro arcipelago, laggiù, sul mare napoletano, sono tutte belle. Le loro terre sono per gran parte di origine vulcanica; e, specialmente in vicinanza degli antichi crateri, vi nascono migliaia di fiori spontanei, di cui non rividi più i simili sul continente. In primavera, le colline si coprono di ginestre: riconosci il loro odore selvatico e carezzevole, appena ti avvicini ai nostri porti, viaggiando sul mare nel mese di giugno. Su per le colline verso la campagna, la mia isola ha strade solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali. Ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata, e altre rive più piccole coperte di ciottoli e conchiglie nascoste fra grandi scogliere.
Elsa Morante, L’isola di Arturo
Procida terra di marinai, terra di accoglienza dove le culture del Mediterraneo si fondono nell’architettura, nel dialetto e nell’ospitalità dei procidani. Un accoglienza generosa e sincera che lascia piacevolmente sorpreso chi arriva da fuori.
Una terra votata alla cultura in cui tanti giovani si riuniscono in associazioni volontarie per preservare il patrimonio storico culturale dell’isola. Procida ha ridotte dimensioni, ma è ricca di bellezza:
..è piccola ma articolata basti pensare che pur avendo una superficie di quattro chilometri quadrati le sue coste si estendono per sedici e le sue strade e stradine per trentasei; un labirinto di vie e viuzze dove non è facile orientarsi ma che nasconde e sorprende con giardini e panorami stupendi.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
La Corricella
La Corricella, iI borgo marinaro simbolo di Procida, è un luogo incantato; mi affido alle parole diProcida di Elisabetta Montaldoper descriverla al meglio. La scrittrice procidana le dedica uno splendido capitolo, ricco di ricordi, del suo libro.
La Corricella come una pin-up fa da copertina per i siti e opuscoli turistici anche non procidani che si appropriano abusivamente della sua immagine variopinta.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Inutile descriverla com’è ora, descriviamola com’era… in questo spazio verticale di case-grotte connesse da scale esterne-interne di ripidissimi gradini, un unicum architettonico.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
…Ma la Corricella era il mare, strapieno di barche di tutte le dimensioni e la banchina in un folle disordine di reti dai colori antichi, di attrezzi di ogni genere, di scafi in riparazione protetti da vele. E di notte le luci fioche di pochi lampioni e i quadratini di apertura delle case rendevano marina l’atmosfera del presepe.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Nessun esterno scendeva nei crocicchi di scale e di rampe.. i procidani che non erano nati in quel luogo lo sfuggivano perché era il quartiere dei poveri, dei selvatici che con la loro parlata imbastardita dei popoli della pesca facevano spavento.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Semmarenzio
Il quartiere diSemmarenzioè la terrazza di Procida per la sua posizione strategica e la splendida vista.
Santa Maria delle Grazie
Il nome del quartiere, nelle parole contratte del linguaggio procidano è dovuto alla chiesa di Santa Maria delle Grazie che troneggia sulla piazza.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Santa Maria delle Grazie
Piazza dei Martiri
Il cuore di Semmarenzio èPiazza dei Martiriin questo luogo furono impiccati sedici persone per aver aderito alla repubblica di Napoli in opposizione al Regno di Napoli dei Borboni.
Casale Vascello
Casale Vascelloè una delle meraviglie di Procida, un antico borgo fortificato del Seicento .
Attorno al cortile centrale le abitazioni addossate le une e alle altre, a scopi difensivi. Un particolare architettonico interessante è ilvefio,un balcone coperto con una volta ad arco, tipico del mondo arabo.
Marina Grande
Intorno al porto, le vie sono tutte vicoli senza sole fra le case rustiche, e antiche di secoli, che appaiono severe e tristi, sebbene tinte di bei colori di conchiglie, rosa o cinereo.
Elsa Morante, L’isola di Arturo
L’area in cui è sorto il Marina di Procida era la discarica della zona fino agli anni Sessanta…Contrariamente ad altri porti turistici che giacciono isolati sulle coste del mondo accanto ad un parcheggio e a un supermercato, Marina di Procida è nel pieno centro storico e commerciale del paese.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Marina grande e sullo sfondo la chiesa di Santa Maria della Pietà
Il piazzale del porto, in molte ore del giorno, appare quasi deserto, sulla sinistra la statua del Cristo Pescatore…
Elsa Morante, L’isola di Arturo
Santa Maria della Pietà
Nella chiesa del porto, la più antica dell’isola, vi sono delle sante di cera, alte meno di tre palmi, chiuse in teche di vetro.
Elsa Morante, L’isola di Arturo
Era questa l’antica sede del Pio Monte dei Marinai che proteggeva loro e le loro famiglie da naufragi, malattie, rapimenti.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Alcune case intorno alla chiesa sono contrassegnate da piccole targhe di ceramica dipinta dal disegno sempre uguale raffiguranti le immagini della Pietà.. Sono le proprietà donate al Pio Monte dai procidani per riscattare i marinai fatti schiavi dai turchi.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
Terra Murata
Terra Murataè il punto più alto dell’isola, quella che in passato era chiamataterra casataper l’elevato numero di abitazioni addossate le une alle altre a scopo difensivo, è il nucleo abitativo più antico dell’isola.
Nel 1529 il feudo di Procida diventa proprietà della famiglia D’Avalos, viene costruita un’imponente residenzaPalazzo D’Avalose terra casata diviene Terra Murata.
Palazzo D’Avalos diventa il carcere di Procida qui la sua storiaIl carcere di Procida
Le case sono costruite inglobando la roccia nelle costruzioni.
Il tufo come base per le costruzioni
Vi si accede attraverso laPorta di mezz’omo, così chiamata perché talmente stretta che la si poteva varcare solo di traverso. Una volta chiusa, Terra Murata diveniva un fortino inespugnabile dalla invasioni dei pirati saraceni.
L’Abbazia di San Michele
L’abbazia è dedicata a San MicheleArcangelo patrono dell’isola, a cui i procidani sono particolarmente devoti. Il suo nucleo originario è molto antico e risale al XV secolo.
La devozione a San Michele ha superato tutti gli eventi della ricca storia di Procida: E’ talmente radicata nel cuore dei procidani da attribuire a lui solo il potere di risolvere ogni problema privato ma anche ogni piaga politica o economica che affligga la comunità. Al suo culto sono dedicate ben due processioni, l’8 maggio e il 29 settembre.. Sono riti religiosi interessanti e partecipati, in particolare il ritorno notturno della statua all’abbazia e il momento in cui la si fa affacciare su un versante di mare che mostra l’isola nella sua interezza affinché il santo possa benedirla.
Elisabetta Montaldo, Procida segni, sogni e storia di un’isola marinara
L’importante biblioteca custodita, al di sotto della chiesa non è visitabile per motivi di sicurezza.
Santa Margherita Nuova
Santa Margherita Nuovasi trova in una posizione straordinaria per la vista sulla Corricella, Terra Murata e il golfo di Napoli con le sue isole. Risalente al al XVI secolo, oggi è sede di mostre.
I faraglioni di Procida
Tra la spiaggia del Ciraccioe laspiaggia del Ciraciello, entrambe di sabbia nera vulcanica è possibile ammirare i due faraglioni di tufo.
L’isola di Arturo di Elsa MoranteElsa Morante, con il marito Alberto Moravia, trascorre le vacanze a Procida, nell’Albergo Eldorado. Qui nel 1955 ha l’ispirazione perL’isola di Arturoche le valse il premio Strega nel 1957. Arturo è un bambino che vive a Procida, negli anni Quaranta del Novecento l’isola è tutto il suo mondo, simbolo di libertà assoluta tra spiagge e sogni avventurosi. Orfano di madre e lasciato solo per lunghi periodi dal padre che si assenta, agli occhi del bambino, per vivere esplorazioni straordinarie.
Graziella di Alphonse de Lamartineun romanzo autobiografico, Lamartine, ventunenne, durante ilgrand tour d’Italia, soggiorna a Procida dall’aprile 1812 a maggio 1813. Il giovane scrittore si innamora di Graziella, un’orfana che vive con i fratelli e i nonni tutti pescatori.
Procida di Elisabetta Montaldol’autrice vive da molti anni a Procida, questo testo è una dichiarazione d’amore per l’isola.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Centro Operativo Comunale dovrebbe essere un’articolazione dell’ente comunale da riunire in caso di urganza. A Ischia, quando Enzo Ferrandino è sindaco, invece, è diventato un croce via di piccoli politici in certa di identità e facile consenso che si fanno la guerra tra di loro. Una sorta di galletti sulla monnezza (inteso come problemi da risolvere) che continuano a beccare il gallone, ovvero, Enzo da qua e da là. Un continuo tirare la giacchetta che ha costretto il sindaco (a causa della sua scarsa capacità di fare squadra, di coinvolgere di gestire flussi e risorse umane) a modificare la composizione dell’unità operativa. Il primo C.O.C. (con i puntini), su istituto con provvedimento sindacale n ° 130 del 6 Maggio 2006 a seguito del grave evento alluvionale che ebbe luogo in Località Monte Vezzi, individuando le funzioni di supporto e assistenza alla cittadinanza in occasione di calamità e/o eventi che richiedono il superamento di immediate criticità e i relativi referenti. Lo stesso Centro è stato aggiornato e modificato lo scorso, sempre con decreto sindacale, lo scorso 4 marzo 2020 quando a causa dell’emergenza epidemiologica COVID-19 si è provveduto all’attivazione del Centro Operativo Comunale {C.O.C.) e alla surroga di alcuni componenti dello stesso Poi c’è stato l’aggiornamento con il decreto sindacale n ° 12 del 2020 con l’integrazione del “Centro” con l’associazione Nucleo A.N.C di volontariato e Protezione civile di Ischia. LA POLITICA. I giorni passano e l’opera volontaria di Gigi Mollo inizia a dare fastidio ai vari consiglieri comunali. Perché lui si e gli altri no? Perché, ad esempio, a Giovanni Sorrentino non è stato concesso l’uso dell’elenco (in chiaro) dei beneficiari dei buoni spesa? Tante domande di questo calibro che, però, hanno portato al redde rationem con la firma del decreto sindacale n°36 del 16.11.2020 che prevede l’integrazione e la modifica COC “con l’acuirsi dell’emergenza dovuta alla diffusione del contagio da COVID 19, in costante crescita e alla necessità di intraprendere azioni dirette al contrasto del detto contagio, in conformità alle disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché alle disposizione del Presidente della Regione Campania, si rende necessario provvedere ad aggiornare la composizione del suddetto Centro Operativo Comunale, anche in considerazione del pensionamento di alcuni componenti, già dipendenti del Comune di Ischia. Vediamo come è composto. Responsabile è il Sindaco e, come sostituto il vicesindaco. La segreteria di coordinamento è affidata a Concetta Zabatta e Maria Arcamone. La funzione Tecnica, Servizi Essenziali, invece, a Luigi De Angelis e Nello Ascanio. La funzione materiali e mezzi al contrario. E’ affidata Nello Ascanio e Luigi De Angelis. Per la funzione Sanità e Veterinaria, invece, arriva il buon Dott. Pasquale Balestrieri. Il consigliere comunale, grande medico, ma pur sempre Per la funzione assistenza alla popolazione ci sono Francesco Fermo e Luigi De Angelis. Per la funzione strutture operative locali e viabilità, Chiara Boccanfuso. Per il censimento danni a persone o cose ci sono Francesco Fermo e Nello Ascanio. Per la funzione volontariato e telecomunicazioni ci sono i dirigenti Luigi De Angelis e Nello Ascanio. Ma vediamo, invece, i volontari a supporto del C.O.C: Dott. Giorgio Luigi Balestrieri, Dott. Luca Montagna, Dott. Luigi Mollo, Dott. Giovanni Cuomo, Geom. Domenico Patalano e Rag. Antonio Buono. Avete capito che formazione di politici schiera Enzo Ferrandino? Ripetiamo il Sestetto di partenza: Balestrieri, Montagna, Mollo, Cuomo, Patalano, Buono. Si, avete capito benissimo, la Sciarappa in formazione completa, Gigi Mollo, gli Sciupy’s con doppia postazione, Massimo Trofa con solito geometra dell’UTC: la possibilità di mettere le mani sui tamponi e mercificare tra positività al covid e consenso è un’occasione da non perdere. Nel caso di una nuova ondata di buoni spesa, la possibilità di accedere ai dati integrali anche. E questo il “metodino” del comune di Ischia che continua ad umiliare una intera comunità sotto il peso della peggiore clientela politica. Anche con la crisi del Covid. Ma cosa dovrebbe essere il C.O.C. invece di coacervo di politici in lotta tra di loro per un briciolo di consenso? Il Centro Operativo Comunale (C.O.C) è un’articolazione dell’Ente che serve per svolgere a livello locale tutte le funzioni necessarie di direzione e coordinamento tecnico, logistico ed operativo nonché di intervento in sintonia ed in stretto raccordo anche funzionale con le strutture operative e gli Enti che operano sul territorio del Comune. Ecco, lo abbiamo trasformato in un luogo dove i politici, invece, vanno alla ricerca del consenso. Avete presente quegli ambulanti sulle spiagge d’0estate? Quelli che gridano “cocco fresco, cocco fresco”… ecco, proprio così! IL DISPARI
INSERITO DA ANGELA CECERE I nostri sindaci conoscono bene il potere temporale e l’influenza della Chiesa sui loro destini politici. Non ci sono stati, infatti, appelli, ordinanze o dichiarazioni da parte di nessuna forza politica, ne di governo, ne di opposizione... Se la coscienza della nostra comunità, passasse per la devozione religiosa, probabilmente vivremo in un’isola profondamente diversa. Tutti ricordiamo la vicenda a marzo nel primo lockdown, quando, in occasione dei festeggiamenti di San Giovan Giuseppe della Croce, in barba ai numerosi e inascoltati appelli, si continuava a onorare la tradizione, che non poteva essere violata, neanche da un virus mortale. È di pochi giorni fa, la notizia che il parroco di Serrara Fontana è ricoverato al Rizzoli per Covid. Ci risiamo. Questi episodi, sono significativi per ricordarci, come sono ancora profonde le radici cattoliche, che determinano l’indirizzo e la formazione identitaria della nostra isola. L’etica scientifica viene violata e si contrappone alla necessità irrinunciabile della preghiera nella casa di Dio, ma non solo; i sacerdoti, continuano a svolgere le loro funzioni religiose anche nelle case private, soprattutto dove la presenza di fedeli anziani è prevalente. L’indifferenza del mondo religioso dinanzi alla pandemia è disarmante, disarmanti sono le scelte del pastore che dovrebbe guidare e difendere la propria comunità. I nostri sindaci conoscono bene il potere temporale e l’influenza della Chiesa sui loro destini politici. Non ci sono stati, infatti, appelli, ordinanze o dichiarazioni da parte di nessuna forza politica, ne di governo, ne di opposizione, che ha espresso un disappunto, per quello che sta accadendo nelle chiese, quale veicolo di contagio. Il contributo verso un naufragio inesorabile di un aumento di contagi del Covid19 è scontato. Ma si sa, mai mettersi contro “la chiesa”. Ferma restando la regia nazionale nella gestione dell’emergenza, il governo ha attribuito ai presidenti delle Regioni e ai sindaci il potere di emanare ordinanze specifiche per affrontare esigenze locali (le stesse ordinanze contingibili ed urgenti, sono precedenti alla Costituzione a partire dalla legge 833/1978). Sarebbe opportuno far rispettare i suggerimenti della comunità scientifica per qualsiasi forma di assembramento. La morale di tutti noi non passa sempre per il rispetto dell’altro, soprattutto se mettiamo in pericolo la sua salute, e anche la nostra? Le comunità religiose dovrebbero difendere questo sano principio di vita. È anche vero che in questo momento di sconforto ognuno di noi ha la necessità e il diritto di esercitare la propria fede, perché i sacerdoti non hanno creato delle comunità virtuali, affinché la parola di Dio non venga a mancare ai fedeli? Anche gli anziani oggi sono in possesso di un telefonino o un computer e con l’aiuto di qualche famigliare si supera qualche piccolo problema tecnologico. L’arcaica ritualità delle comunità religiose, non si concilia con il tempo di incertezze che viviamo in cui la mancanza di risposte non viene più soddisfatta dalla fede. In cui la politica, non decide, in cui la mancanza di una lettura oggettiva della realità che ci circonda, prende il posto di un qualunquismo vacuo che si esprime sui social, dove un “like”, ha il valore inossidabile di una azione mai esercitata. La nostra classe politica è propensa a chinarsi sull’altare delle ingiunzioni, per un posto in prima fila, nelle innumerevoli feste patronali, dove i santi stentano a fare i miracoli, per una comunità troppo propensa alle promiscuità, agli assembramenti, agli aperitivi, ma soprattutto agli innumerevoli negazionisti che vivono nel mondo virtuale. La salute di una comunità vale una messa?
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il sindaco Vincenzo Ferrandino, il segretario Francesco Ciampi, il dirigente del 5 settore Consiglia Baldino e quello del 6 servizio, Francesco Fermo hanno mentito ai consiglieri comunali del gruppo per Ischia e ai cittadini del comune di Ischia. Una bugia meschina e scritta nero su bianco che è la cifra narrativa della qualità di questa amministrazione comunale. Una bugia, così infantile e senza senso che ci lascia con senza parole. Una bugia che amareggia soprattutto per il periodo storico in cui viviamo. Siamo alle prese con un periodo triste, in cui abbiamo bisogno di trasparenza e di schiettezza amministrativa e, invece, siamo spettatori delle bugie. Bugie da veri e propri pinocchi! Sulla qualità amministrativa di Enzo Ferrandino non devo aggiungere più nulla soprattutto perché, dopo essere arrivato al fondo ho anche iniziato a scavare. Ora è inutile. Ma per raccontarvi la bugia della pineta dei pinocchi comunali ecco la storia scritta nero su bianco da sindaco, segretario e responsabili di servizio. Le foto sopra, raccontato la verità di febbraio 2020, prima del lockdown e di ieri, 12 novembre 2020. Ai lettori e agli elettori del comune di Ischia l’ardua sentenza. Il 12 ottobre i consiglieri comunali del “Gruppo per Ischia” scrivono al sindaco Enzo Ferrandino in merito alla “Chiusura alla pubblica fruizione della pineta denominata “degli atleti”.» L’11 novembre, il giorno prima della scadenza dei classici 30 giorni, il sindaco e il segretario (che si abbassano a questo livello, inviare la risposta all’ultimo giorno possibile2 scrivono “Trasmissione risposta scritta all’interrogazione del 12/10/2020, pervenuta con prot. n. 39.017del 13.10.2020. In riferimento all’interrogazione in oggetto, si trasmette la nota prot. n:43588 dell’11.11.2020 a firma dei Responsabili di servizio 5 e 6. Ischia, 11.11.2020”. Leggiamo, insieme, la nota firmata il 10 novembre da Consiglia Baldino e Franco Fermo. «Al sindaco, al Segretario generale OGGETTO: Chiusura alla pubblica fruizione della pineta denominata “degli atleti”. Risposta scritta all’interrogazione del 11/10/2020 pervenuta con pro. 11.92.017 del 13/10/2020. In riscontro alla Vs. Interrogazione in oggetto, pervenuta con prot. n. 39.017 del 12.10.2020, si rappresenta quanto segue. Le pinete comunali sono state chiuse in ottemperanza dell’Ordinanza n. 13 del 12.03.2020 e successivi provvedimenti prorogatori emanati dall’Amministrazione Regionale per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19, che hanno ordinato “il divieto di frequentare parchi urbani e ville comunali, rimettendo ai soggetti competenti la chiusura d eventuali porte o varchi di accesso”. Al termine del periodo di lockdown si è provveduto alla riapertura di tutte le pinete comunali, ad eccezione della pineta denominata “degli Atleti” in quanto erano in corso di esecuzione le opere affidate per la realizzazione della pista ciclabile ed erano in fase di attivazione le misure di manutenzione e di igiene a salvaguardia della sicurezza e della salubrità della pineta e dei luoghi circostanti, relative ai lavori di: “Ripiantumazione e incremento del verde nei parchi pubblici del Comune di Ischia”, che interessano anche la pineta detta “degli Atleti” con interventi di manutenzione straordinaria, di pulizia, di bonifica, potatura, eradicazione delle ceppaie di alberi morti, di ripiantumazione, ripristino di muretti ed aiuole, al fine di reintegrare parte del patrimonio “verde”. Le pinete pubbliche sono quotidianamente interessate da vari interventi di manutenzione, consistenti nello sfalcio dei prati, nella rimozione delle erbacce infestanti, nella pulizia e messa in sicurezza dei vialetti, nella verifica del funzionamento delle fontanelle, nella pulizia dei bagni pubblici e tanti altri interventi finalizzati a garantire la salubrità dei luoghi e salvaguardare la sicurezza dei fruitori. Il permanere della chiusura della “pineta degli atleti” è necessaria in particolar modo per ragioni di sicurezza, al fine di evitare l’interferenza tra le diverse attività di cantiere e gli utenti fruitori, i quali, in alternativa potranno usufruire degli altri polmoni verdi del Comune di Ischia. Ischia, 10.11.2020.» Quali lavori si stanno eseguendo? Rileggiamo la motivazione per cui la pineta degli Atleti è chiusa ai fruitori: “Il permanere della chiusura della “pineta degli atleti” è necessaria in particolar modo per ragioni di sicurezza, al fine di evitare l’interferenza tra le diverse attività di cantiere e gli utenti fruitori, i quali, in alternativa potranno usufruire degli altri polmoni verdi del Comune di Ischia”: quale cantiere è attivo nella pineta degli Atleti? Quale area è recintata? Quale sicurezza verrebbe meno se la pineta tornasse nella libera fruizione del cittadini del comune di Ischia. Le foto dimostrano, più di ogni altra cosa, quanto siano mendaci le parole dei responsabili del servizio 5 e 6, del sindaco e del segretario comunale. Gateano Di Meglio |IL DISPARI
INSERITO DA ANGELA CECERE Il TAR Campania accoglie il ricorso della legittima proprietaria del chiosco del Carcere e bacchetta: “il comune di Ischia ha agito violando elementari esigenze di buon andamento e imparzialità” e ancora “non è nemmeno concepibile che il comune non faccia ricorso a un “minimo” di evidenza pubblica” e ancora “Il comune (di Ischia) nelle sue difese pare sostenere che non si tratterebbe della medesima area ma”... I giudici della Sezione Sesta del TAR Campania, Santino Scudeller, Presidente, Davide Soricelli, Consigliere, Estensore e Carlo Buonauro, Consigliere hanno pubblicato un’altra sentenza che smaschera le malefatte delle amministrazioni della nostra isola. Questa volta, dopo il caso Ciannelli a Lacco Ameno e la denuncia del comune alla Corte dei Conti, il tribunale amministrativo della Campania cala il velo ad un’altra, vergognosa, vicenda di clientelismo e di politica non corretta. Questa volta è il comune di Ischia che viene messo alla berlina dai giudici amministrativi. Certo, da un punto di vista prettamente giudiziario è influente evidenziare che Leonardo Mennella sia il difensore del comune di Ischia (che mente anche sulla posizione del chiosco, ndr). Diverso è dal punto di vista politico amministrativo, invece, se mai ce ne fosse ancora bisogno, emergono tutti i tratti caratteristici di un modo di fare politica e di gestire la cosa pubblica piegato agli interessi privati rispetto a quelli della comunità. Prima di affrontare la vicenda che nello specifico del caso vede annullati gli atti prodotti dal Comune di Ischia (prodotti ad hoc per consentire, poi, l’installazione del gazebo di Marco Iacono sotto la protezione politica di Massimo Trofa) ecco il passaggio, più duro, delle 20 pagine di sentenza che, senza ombra di dubbio, rappresenta uno schiaffone in faccia all’ente guidato da Enzo Ferrandino. «In un sistema che riconosce la parità di trattamento degli operatori economici – scrivono i giudici della sesta sezione del TAR – nell’accesso a opportunità di guadagno (quale può essere il conseguimento di una concessione di suolo pubblico per l’esercizio di attività di somministrazione in una internazionalmente nota e frequentata stazione balneare) non è nemmeno concepibile che il comune non faccia ricorso a un “minimo” di evidenza pubblica per la selezione del concessionario (tra l’altro ciò sarebbe imposto oltre che dai principi comunitari di tutela della concorrenza anche dall’articolo 3 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440, tuttora in vigore); ciò oltretutto corrisponde non solo all’interesse degli operatori economici ma anche allo stesso interesse pubblico dato che il ricorso a una selezione può garantire una maggiore entrata all’ente concedente. In questa prospettiva il sospetto avanzato dalla ricorrente che il comune abbia voluto favorire il controinteressato non appare privo di consistenza (tenuto oltretutto conto che l’istanza di concessione da lui presentata è stata accolta nel giro di poco più di due settimane).» Quello che per il TAR non è “nemmeno concepibile” ad Ischia è normale amministrazione. E’ roba di tutti i giorni. E, ancora, “In questa prospettiva il sospetto avanzato dalla ricorrente che il comune abbia voluto favorire il controinteressato non appare privo di consistenza” è la parola fine al modo di fare del politica del comune di Ischia. Nessuna trasparenza, nessuna pubblicità. Nessuna intenzione di far valere l’interesse pubblico, bensì piegarlo agli interessi del sindaco. Per il TAR, infatti, la circostanza di favorire Iacono “corrisponde non solo all’interesse degli operatori economici ma anche allo stesso interesse pubblico dato che il ricorso a una selezione può garantire una maggiore entrata all’ente” LA VICENDA IN BREVE Dopo tantissimi anni e dopo la cessione dello storico fittuario del chiosco, il noto Brunone Di Meglio, il 3 maggio 2018 l’azienda viene condotta in affitto da Marco Iacono. Il 13 dicembre 2018 – come si legge nella sentenza – un terzo presentava al comune una denuncia in cui sosteneva l’esistenza presso il chiosco di opere abusive; il comune eseguiva allora un accertamento da cui risultava: che il chiosco, che in forza della concessione poteva essere tenuto in situ solo dal 15 giugno al 15 settembre di ogni anno, non era stato smontato al termine della stagione estiva; che esso occupava una superficie maggiore di quella concessa, pari a 50 mq., essendo stata realizzata una “tettoina in plastica” aderente a una tenda sostenuta da supporti metallici; che il calpestio del chiosco era costituito da piastrelle e sottostante massetto mentre il piazzale era pavimentato in basolato. Da dicembre 2018 però il chiosco del Carcere, lì dal 1983, diventa oggetto delle attenzioni del comune di Ischia. E, da allora, come leggeremo dopo nell’estratto della sentenza, viene prima gravato da un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, poi dalla sua esecuzione e nel contempo l’ufficio commercio del comune di Ischia provvede all’annullamento delle concessioni rilasciate alla legittima proprietaria e, in “poco più di due settimane”, con tutte le autorizzazioni viene concesso a Marco Iacono un “nuovo” chiosco e una nuova occupazione del suolo pubblico. Il metodo Ischia è servito. E’ bastata una denuncia anonima dopo la prima “stagione”. LA SENTENZA Questa “battaglia” ha vissuto diversi round tra primo ricorso, secondo ricorso, motivi aggiunti e difesa dell’Ente (che viene bacchettato più volte) e per la loro infondatezza non riportiamo. Ecco la parte che, invece, mostra quanto il comune di Ischia abbia operato male e contro la legittima proprietaria del chiosco. « Posto – si legge nella sentenza – dunque che – benché la ricorrente non avesse impugnato la revoca della licenza di esercizio e dell’autorizzazione sanitaria di cui era titolare (disposte con la nota prot. n. 10094 del 2019) – ella era (ed è) ancora titolare della concessione di suolo non avendo il comune impedito il suo rinnovo né avendola altrimenti ritirata (revocata o dichiarata decaduta per inadempimento del concessionario), l’eccezione di inammissibilità del ricorso per carenza di legittimazione attiva va respinta. Quanto precede comporta però anche l’accoglimento del ricorso principale; se infatti il comune di Ischia non ha mai ritirato la concessione del 13 aprile 1990 esso non poteva concedere in uso la medesima area a un soggetto diverso; in questa prospettiva è fondato e assorbente di ogni ulteriore censura il primo motivo con cui appunto la ricorrente denuncia che illegittimamente il comune ha concesso in uso l’area al controinteressato essendo ella ancora titolare della concessione della medesima area. Tra l’altro il nuovo assentimento è persino anteriore al perfezionamento della comunicazione alla ricorrente sia dell’avviso del procedimento di revoca di licenza e autorizzazione sanitaria che dello stesso provvedimento del 5 aprile che tale procedimento ha definito (per effetto del compimento della “giacenza” delle raccomandate informative). Al riguardo vanno fatte solo due ulteriori considerazioni. La prima è che il comune nelle sue difese pare sostenere che non si tratterebbe della medesima area ma, a parte che questo assunto non è stato dimostrato, esso è smentito dalle foto depositate dalla signora-OMISSIS-che mostrano chiaramente che il “vecchio” chiosco demolito e il “nuovo” chiosco realizzato dal controinteressato insistono – a parte i diversi ingombri – sostanzialmente sulla medesima area.
La seconda considerazione – che può risultare utile per il seguito della vicenda – è che il comune di Ischia ha agito violando elementari esigenze di buon andamento e imparzialità. In un sistema che riconosce la parità di trattamento degli operatori economici nell’accesso a opportunità di guadagno (quale può essere il conseguimento di una concessione di suolo pubblico per l’esercizio di attività di somministrazione in una internazionalmente nota e frequentata stazione balneare) non è nemmeno concepibile che il comune non faccia ricorso a un “minimo” di evidenza pubblica per la selezione del concessionario (tra l’altro ciò sarebbe imposto oltre che dai principi comunitari di tutela della concorrenza anche dall’articolo 3 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440, tuttora in vigore); ciò oltretutto corrisponde non solo all’interesse degli operatori economici ma anche allo stesso interesse pubblico dato che il ricorso a una selezione può garantire una maggiore entrata all’ente concedente. In questa prospettiva il sospetto avanzato dalla ricorrente che il comune abbia voluto favorire il controinteressato non appare privo di consistenza (tenuto oltretutto conto che l’istanza di concessione da lui presentata è stata accolta nel giro di poco più di due settimane). Conclusivamente il ricorso principale va accolto con conseguente annullamento del provvedimento impugnato. Può quindi passarsi all’esame dei motivi aggiunti proposti sui ricorsi riuniti con atto notificato e depositato in data 25 febbraio 2020 con cui la ricorrente chiede la condanna del comune di Ischia al risarcimento dei danni. La domanda va respinta dato che i danni richiesti – che la ricorrente quantifica in euro 250.000 e che ella identifica con l’impossibilità di ritrarre redditi dal chiosco-bar che ormai è stato demolito – sono causalmente ricollegati all’ordinanza di demolizione; poiché le censure proposte avverso tale provvedimento sono risultate infondate difetta il fondamentale presupposto dell’illecito, cioè l’ingiustizia del danno. Conclusivamente il ricorso n. 2522 del 2019 va respinto, mentre va accolto – con conseguente annullamento del provvedimento impugnato – il ricorso n. 3634 del 2019; vanno infine respinti i motivi aggiunti, cioè la domanda di risarcimento dei danni derivanti dall’ordinanza di demolizione impugnata con il primo ricorso. Le spese di giudizio, in considerazione della reciproca soccombenza, possono essere interamente compensate.»
INSERITO DA ANGELA CECERE Risveglio cupo e triste per la comunità di Fiaiano. Uno sparo, prima delle 7.00, era risuonato come la solita “scuppettata” che in queste mattine rompono la pace e, invece, non era un colpo verso il cielo, bensì verso chi impugnava l’arma. Un gesto estremo, tragico, che scuote la piccola comunità del comune di Barano. Un uomo, sulla sessantina, ha detto basta con la vita e lo ha fatto usando il fucile in sua dotazione. Sul posto gli agenti del Commissariato di Ischia e gli operatori della ditta Senese per il recupero della salma. Il pubblico ministero di turno per i reati penali ha disposto l’esame autoptico che sarà eseguito presso la facoltà di Medicina Legale del II Policlinico.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tra interinali, cattiva informazione, sindaci, parenti e assunzioni: l'EVI è ancora il buco nere delle amministrazioni isolane...Ci vuole coraggio e libertà. Se dovessi fare il giornale con le mail di “Unknown Fantasma” sarei bello che fritto, ma non è così. Qualche raccomandato dell’EVI, l’altra sera, ha inviato una mail da questo indirizzo “Unknown Fantasma” a redazione@ildispari.it e in “cc” a lettori@ilgolfo24.it e redazione@nuvola.tv. Cutellese e Agnese hanno fatto finta di niente sia per paura di perdere il prossimo appalto dai comuni locali sia perché loro hanno scelto di seguire quello che gli viene detto dal potere. Gaetano Ferrandino, invece, sul Golfo ha dato seguito alla mail che abbiamo ricevuto tutti e, però, si è guardato bene di fare due cose. Citare in primo piano l’EVI per salvaguardare il suo rapporto con Ghirelli raccomandato e protetto da Mizar e ha tolto tutta la parte di nomi citati nella mail per evitare che poi, anche a lui, togliessero il saluto come fanno con me o altri benefits come fanno con lui. Io la mail non la pubblico perché non mi serve. Perché “Unknown Fantasma” è un altro lavoratore dell’Evi, raccomandato al pari degli assunti che, però, non ha avuto il suo favore. Una strumentalizzazione da cui ci dobbiamo ben guardare. Come avevo scritto il 27 ottobre (ma anche prima – e anche a marzo 2019!, ndr), i sindaci sono in lotta tra di loro (Francesco Del Deo e Giacomo Pascale da una parte. Gli altri contro. Proprio come avevo scritto durante la campagna elettorale di Lacco Ameno) ma non per questa riconferma, bensì per altre manovre. All’Evi sono stati riconfermati gli interinali dello scorso anno. E così, proprio il 27 ottobre avevo scritto: “Cisi, Pascale cambia e convoca l’assemblea in presenza. Niente più videoconferenza e riunione a Lacco Ameno. I sindaci preferiscono incontrarsi: la gestione delle assunzioni interinali merita pochi occhi e poche orecchie”. Sei interinali scelti uno per comune. Ischia porta avanti la figlia di Giovanni Sorrentino, Debora (per la gioia del cuginetto arrabbiato, ndr). Questa assunzione, ovviamente, blocca la firma della sfiducia… Forio ha confermato Ignazio Castagliuolo, portavoce di Del Deo in campagna elettorale. Per Lacco Ameno, invece, c’è Vincenzo Irace, nipote di Tuta, ma messo all’EVI dal sindaco Pascale. Per Casamicciola ritorna all’EVI un altro figlio di Papà. Questa volta è un Arcamone. Matteo di Guglielmo ed Ersilia (entrambi dipendenti dell’EVI) segue la linea usata per la figlia di Franco Trani con le borse di studio e il figlio di Walter Sansone con le ditte esterne. Di padre in figlio. Da Barano, arriva Ida Iacono… Ultimo ma non ultimo, e forse sconosciuto anche al raccomandato tradito dell’EVI è la sesta posizione. Lo smemorato dell’EVI, infatti si meraviglia che quest’anno sono 6 e non 5 gli interinali. Lo smemorato non sa che lo scorso anno, Serrara Fontana aveva aperto le porte dell’EVI alla moglie del sindaco che poi, rinsavita, aveva rinunciato. Quest’anno, invece, arriva Claudia Mattera. Zio Rosario e Zia Filomena le hanno fatto il regalo – come per gli altri – per un anno. E così, per assumere i figli e parenti della politica, noi paghiamo all’agenzia di lavoro interinali la somma di euro 134.276,31 euro oltre iva! Moltiplicate il costo per 2 anni ed eccoci che la somma si fa facile…. Gaetano Di Meglio | IL DISPARI