CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Autocarro fuori strada in A1, morto conducente

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un autocarro questa mattina alle 5, in A1, è uscito di strada mentre viaggiava in direzione Milano. L’autista aveva da poco superato il bivio dell’A22 quando ha perso il controllo e si è adagiato sul terreno a lato della corsia d’emergenza. Sul posto il personale dei vigili del fuoco ha estratto dalla cabina dell’autocarro il corpo del conducente dichiarato deceduto dai sanitari del 118. L’uomo potrebbe essere stato colpito da un malore o da un colpo di sonno, visto che dai primi accertamenti fatti dalla Polstrada pare che nessun altro autoveicolo sia stato coinvolto.
La vittima è un uomo di 55 anni, nato a Palermo e residente in provincia di Ravenna.
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DI MICHELE PAPPACODA 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un’autobotte dei vigili del fuoco si è ribaltata questa mattina verso le 11 in alta Valtrebbia, nel Piacentino, fra Ottone e Zerba; le due persone a bordo, a quanto risulta, sono rimaste ferite. Il veicolo si troverebbe sul bordo della statale 45, in un punto particolarmente pericoloso, vicino ad un dirupo. Sul posto stanno intervenendo due elicotteri, del 118 e dei vigili del fuoco, oltre a squadre Vvf di Piacenza, carabinieri e soccorsi sanitari.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’aria della pianura Padana è sempre più inquinata e per abbattere il livello di polveri sottili e microparticelle tossiche urge un cambio di mentalità. A livello di abitudini quotidiane, a quello di chi guida grandi aziende e al livello di chi governa, dagli enti nazionali a quelli locali. Perché l’incidenza sulla salute è sempre più alta e il contesto generale del surriscaldamento globale aggrava la situazione sotto più punti di vista.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La produzione locale di marijuana è saldamente in mano ai cinesi in Emilia Romagna, che evidentemente trovano più conveniente coltivarla in loco invece di farla arrivare dall’estero. E si tratta sempre di produzione intensiva. La squadra mobile di Ferrara e quella di Padova hanno sequestrato in aperta campagna, a Mesola, una piantagione di marijuana, 900 piante coltivate, e hanno arrestato un cittadino cinese di 53 anni. L’uomo, presente al momento del blitz, sarebbe però solo un custode dello stabile e della piantagione e sono in corso indagini per risalire al proprietario, sicuramente un connazionale. La coltivazione si estendeva al piano terra di un vasto capannone e nelle tre stanze del primo piano, dove le piante venivano coltivate con apparecchiature sofisticate e professionali, come un impianto di aerazione e lampade. Per alimentare gli impianti era stato creato un allacciamento abusivo alla linea elettrica. L’uomo è stato arrestato e il suo arresto è già stato convalidato. A lui e al capannone in aperta campagna ferrarese la Polizia di Stato è arrivata a seguito di indagini della Questura padovana.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Due adolescenti residenti nel reggiano hanno perseguito e molestato in vari modi un bambino di 10 anni, che in una circostanza è stato addirittura accerchiato e costretto ad assistere, in un angolo dello spogliatoio di una palestra, a esibizioni hard di uno dei due bulli. In un’altra circostanza il piccolo sarebbe stato minacciato di botte e per questo, terrorizzato, si era nascosto all’interno di un armadietto per fuggire ai due bulli. Con le pesanti accuse di concorso in violenza sessuale e, per uno dei due indagati anche del reato di minaccia, i carabinieri della stazione di Boretto hanno denunciato due 17enni residenti nel reggiano. I due gravi episodi, che potrebbero non essere gli unici, hanno visto seriamente provata la vittima di appena 10 anni tanto che è stata la stessa mamma, accortasi del malessere del figlio, a riuscire a farsi raccontare cosa gli fosse accaduto per poi sporgere denuncia. I carabinieri di Boretto (Reggio Emilia), che hanno condotto le indagini, sono riusciti a risalire ai responsabili degli episodi. Sui due 17enni ora i carabinieri, coordinati dalla Procura del Tribunale per i minorenni di Bologna, stanno svolgendo ulteriori verifiche, non escludendo che i due bulli abbiano commesso altre analoghe condotte delittuose nei confronti di altri minori che magari, per timori e paure di ripercussioni, non hanno raccontato nulla a casa subendo in silenzio.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Uscite “indenni” dopo il raid furtivo portato a compimento all’interno dell’Ecu di Montecchio Emilia, sono state scoperte ladre per via del loro ingiustificato nervosismo. L’aver polemizzato in maniera veemente contro la pattuglia dei carabinieri che ha proceduto a controllarle nel parcheggio del supermercato ha fatto sì che gli stessi militari si insospettissero scoprendo che oltre alla spesa regolarmente acquistata, come hanno documentato esibendo i relativi scontrini fiscali, le tre donne possedevano generi alimentari prelevati dallo stesso supermercato e non pagati. Le conferme sono giunte anche dalle immagini del sistema di videosorveglianza dello stesso supermercato che visionate a ritroso dai carabinieri hanno permesso di vedere le tre casalinghe rubare. Con l’accusa di concorso in furto aggravato i carabinieri della stazione di Montecchio Emilia hanno denunciato alla Procura reggiana tre casalinghe di 54, 30 e 36 anni, tutte abitanti a Reggio Emilia restituendo al supermercato i generi alimentari che le tre donne avevano rubato. L’origine dei fatti l’altro pomeriggio quando una pattuglia dei carabinieri di Montecchio Emilia interveniva presso il parcheggio del supermercato Ecu del paese dove erano state segnalate tre donne che erano uscite frettolosamente dal supermercato raggiungendo un’autovettura in sosta nel parcheggio. I militari localizzate le tre donne chiedevano i rispettivi documenti comportando la veemente reazione da parte delle stesse che non comprendevano i motivi dell’identificazione sostenendo essere oneste cittadine recatisi nel supermercato per far spesa. Una reazione ingiustificata che induceva i militari a fare la verifica sulle rispettive borse della spesa constatando la presenza di generi alimentari non corrispondenti agli scontrini fiscali che le tre donne per tutta risposta esibivano a conferma della loro versione dei fatti. Le risposte giungevano dalle telecamere di videosorveglianza del supermercato che visionate dai carabinieri documentavano l’azione furtiva delle stesse che si coprivano a vicenda mentre prelevavano beni dagli scaffali che anziché riporre nel carrello spesa infilavano nelle rispettive borse. Il direttore del supermercato contattato dai carabinieri riconosceva come propria la refurtiva, costituita prevalentemente da confezioni di caffè per un valore di una cinquantina di euro, che quindi gli veniva formalmente restituita. Le tre donne invece condotte in caserma venivano denunciate alla procura reggiana con l’accusa di furto aggravato in concorso.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA PAVULLO. Un uomo canadese di 77 anni è stato trovato morto all’interno del bagagliaio della sua Micra bianca nel garage di casa, con una profonda ferita alla gola. La scoperta è stata fatta ieri, venerdì 10 marzo, poco dopo mezzogiorno. A dare l'allarme è stata la donna delle pulizie che da tempo lavorava per l'uomo, Anthony Collinssplatt, il quale viveva a Pavullo da una ventina d'anni.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA. Una festa della donna che alcuni venditori ambulanti non scorderanno facilmente perché il business delle mimose, il fiore simbolo della ricorrenza, per una volta si è girato loro contro. Per alcuni un salasso. I controlli contro il commercio abusivo effettuati dalla polizia municipale hanno portato a sei sequestri amministrativi di 622 mimose confezionate o da confezionare e sanzioni amministrative per un ammontare totale di 32mila euro.