CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena. Furti: "banda dell'ora illegale" in un mese refurtiva restituita a 16 derubati
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MODENA. Oltre due chili d’oro recuperato dalla polizia lo scorso 3 gennaio dalla banda “dell’ora illegale”, così chiamata perché aveva iniziato a razziare le case di modenesi e reggiani a ottobre, quando lo spostamento delle lancette e il buio pomeridiano aiutavano a passare inosservati. Seicento monili e preziosi che ora la questura di Reggio Emilia sta cominciando a restituire ai legittimi proprietari. Una maxi operazione di recupero ancora in corso che però, nel giro di un mese, ha permesso di dare un padrone e un domicilio a circa il 70% dei gioielli.
Tutto è cominciato quando, dopo la retata che ha portato all’arresto di tre albanesi (Darjel Prushi, 24 anni, Armando Dobrozi, 21, e Xhoni Leka, 20), la polizia reggiana ha pubblicato sul proprio sito internet le foto della refurtiva nella speranza che i derubati si facessero avanti per recuperare i propri oggetti. Un servizio utile al cittadino e anche alle indagini per chiarire di quanti colpi sarebbe responsabile la banda. E il risultato, grazie anche alla cassa di risonanza fornita dai media locali, è stato eccezionale. In meno di un mese sono giunte nei computer della questura oltre 150 email di chi aveva riconosciuto un anello, una collana, un orecchino, un monile rubato. Quindi è cominciata un’operazione di verifica e controllo dell’attendibilità delle richieste. «Abbiamo cominciato a controllare tutte le email che ci hanno mandato – ha spiegato Guglielmo Battisti, dirigente della squadra Mobile della questura – perché alcune erano palesemente inattendibili. Dopodiché abbiamo convocato i proprietari per il riconoscimento diretto o tramite foto perché alcuni gioielli sono custoditi dalla polizia di Milano. Procediamo al ritmo di 3/4 colloqui al giorno, fino ad oggi ne abbiamo ascoltati circa settanta».
Tramite questi riconoscimenti è stato possibile capire con più precisione l’area in cui i criminali hanno colpito, identificando 16 furti diversi in due mesi a cavallo fra le provincie di Modena e Reggio Emilia. La prima razzia è stata effettuata proprio nel nostro territorio, il 12 novembre a Novellara, e da lì i tre albanesi hanno cominciato a spostarsi di chilometro in chilometro in un’escalation senza fine: 22 novembre Reggio Emilia, 4 dicembre Reggiolo, 6 dicembre Correggio, 7 dicembre Mirandola, 8 dicembre due colpi a Correggio, 10 dicembre Campagnola, 16 dicembre Correggio, 20 dicembre Cavezzo, 22 dicembre Suzzara e Modena, 24 dicembre due furti a San Martino in Rio e uno a Carpi e infine il 30 dicembre a Modena. Complice il buio e le vacanze natalizie la banda dell’ora legale ha trovato terreno fertile per svaligiare indisturbata appartamenti e ville ma la conta è destinata a salire. All’appello infatti manca ancora un 30% di gioielli che deve ancora ritrovare un proprietario. L'indagine che ha portato all’arresto degli albanesi ha avuto origine nel capoluogo lombardo. La "soffiata" di una fonte confidenziale sull'attività di un gruppo che si recava spesso a Milano ha indotto la polizia meneghina a iniziare un’attività di pedinamento e osservazione nei confronti di Prushi.
Poi, il 3 gennaio, il 24enne che si trovava assieme alla compagna estranea ai fatti, è stato bloccato a Milano: addosso aveva un marsupio contenente ben 600 monili in oro che Prushi stava tentando di piazzare a Milano secondo una modalità consolidata della banda, che nel Reggiano si limitava ad eseguire i colpi. Dagli accertamenti è risultato che il ladro era ospite della compagna a Novellara. Perciò la Squadra Mobile di Reggio ha eseguito una perquisizione nell’appartamento, dove, oltre alla presenza di Dobrozi e Leka, è saltata fuori altra refurtiva, un altro mezzo chilo di monili in oro, per un totale di due chili.
FONTE GAZZETTA DI MODENA - di Leonardo Grilli
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sorpreso a rubare all’interno di un camper, dove si era introdotto furtivamente, ha aggredito un carabiniere libero dal servizio che cercava di fermarlo e che sebbene finito a terra si è rialzato inseguendo il malvivente che ha poi raggiunto e fermato grazie anche all’ausilio dei colleghi in servizio in forza al nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia intervenuti su input dell’operatore in servizio al 112 allertato dal derubato. Con l’accusa di tentata rapina i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia hanno arrestato il cittadino tunisino Ali DI SOUID 35enne domiciliato a Reggio Emilia, ristretto a disposizione della Procura reggiana titolare dell’inchiesta. L’uomo questa mattina comparirà davanti al Tribunale di Reggio Emilia per rispondere dei reati a lui contestati dai carabinieri. L’origine dei fatti ieri sera poco dopo le 19,00 quando al 112 giungeva una telefonata con la quale veniva segnalata l’aggressione subito da un carabiniere libero dal servizio ad opera del malvivente che aveva sorpreso rubare all’interno del camper del cognato in via Lumumba nella zona Buco del Signore di Reggio Emilia. In particolare il militare libero dal servizio sceso in strada con il cognato aveva sorpreso all’interno del camper di quest’ultimo un sconosciuto che per assicurarsi la fuga spingeva a terra il carabiniere libero dal servizio dandosi alla fuga. E mentre l’allarme giungeva da parte del derubato al 112, il carabiniere, subito rialzatosi inseguiva, unitamente al cognato proprietario del camper, il malvivente. La fuga terminava in via Zeppelin del capoluogo reggiano dove giungeva un equipaggio del nucleo radiomobile che individuava il richiedente che grazie all’aiuto del cognato aveva raggiunto il malvivente preso in consegna dai carabinieri che lo identificavano nel menzionato 35enne cittadino tunisino. Alla luce di quanto accertato e sussistendo la flagranza di reato il cittadino straniero veniva arrestato con l’accusa di rapina e e ristretto a disposizione della Procura reggiana.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I finanzieri di Reggio Emilia hanno individuato e sottoposto a sequestro circa 1.000 bastoncini d’incenso ritenuti pericolosi per la salute pubblica. La merce era stata posta in vendita come “deodoranti per ambienti” di varie profumazioni, presso due esercizi commerciali di Reggio Emilia, gestiti da cittadini di etnia cinese, che sono stati segnalati alla locale Procura della Repubblica per violazione delle norme del Codice del Consumo sulla sicurezza dei prodotti. Le indagini sono scaturite da segnalazioni attraverso il sistema comunitario di allerta rapido denominato “Rapex” in quanto, a seguito di analisi di laboratorio, è risultato che dalla combustione dei predetti bastoncini d’incenso si liberavano nell’aria sostanze particolarmente dannose alla salute come benzene, toluene, xilene e stirene. E’ la seconda volta che in Emilia Romagna viene trovato questo tipo di prodotto pericoloso, non molto tempo fa la finanza ne aveva 

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA CARPI. E' di un morto e 4 feriti, di cui 2 in condizioni serie, il bilancio del tragico incidente frontale avvenuto ieri sera intorno alle 22.30 a Carpi in via Guastalla all'incrocio con la tangenziale Bruno Luosi. Due i veicoli coinvolti una Clio e unaPolo



INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non solo avevano fallito il colpo, ma nel tornare a casa i pendolari del crimine sono stati beccati dai carabinieri. Tre uomini di 28, 33 e 68 anni, napoletani, sono stati fermati nei pressi di Orte (Viterbo) mentre rincasavano dopo una fallita rapina in una banca di Sant’Agata sul Santerno, nel ravennate. I tre, secondo le indagini del nucleo Investigativo di Ravenna, sono entrati in azione verso le 12 di mercoledì armati di coltello. Una volta constatato che i soldi erano al sicuro in cassaforte, hanno desistito fuggendo con un’auto rubata che hanno poi cambiato con una ‘pulita’. Ma il cambio, non distante da una delle telecamere della videosorveglianza comunale, ha finito con il costituire uno degli elementi più pesanti a loro carico. I militari, pensando a pendolari del crimine, si sono allora coordinati con i colleghi della Compagnia di Civita Castellana per un posto di blocco sulla E45 vicino ad un’area di rifornimento, mossa che a 9 ore dal tentato colpo ha consentito di bloccare l’auto coi tre. Poco dopo e’ stato loro notificato il fermo del Pm di turno Angela Scorza. Sono in carcere a Ravenna.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il mezzo è uscito di strada in A1 cosia sud tra Modena sud e Bologna: non ci sono feriti ma una corsia di marcia non è percorribile.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SASSUOLO. Continuano con incredibile frequenza i furti in appartamento. In particolare nel tardo pomeriggio, quando i ladri possono agire nel buio e riescono ad intrufolarsi nelle case, sfruttando anche quei pochi minuti che servono per fare una commissione. Un tempo sufficiente ai predoni per forzare una porta o una finestra (magari arrampicandosi anche ai piani alti) e mettere a soqquadro l’appartamento, frugare nei cassetti e trovare tutti gli oggetti di valore da rubare.Come accaduto ad una delle vittime, una signora anziana che era uscita di casa per andare dal medico.«Credevo che stessero facendo dei lavori di muratura - ha raccontato S.G., una vicina di casa - ed invece i ladri stavano smurando la porta d’ingresso; quando la signora è tornata non ha potuto fare altro che verificare come i ladri fossero entrati in camera da letto, portato via tutto l’oro e fatto perdere le loro tracce. Sono quasi certa che una delle due persone fosse una donna».Non sarebbe giusto creare allarmismi gratuiti, ma la serie ininterrotta di episodi che si stanno verificando gettano nello sconforto i cittadini, che non si sentono sicuri nelle proprie abitazioni. Altre segnalazioni arrivano dal quartiere Rometta alta, già “visitato” nelle scorse settimane. Obiettivo un’abitazione di via Pergolesi, dove i ladri hanno raggiunto una porta finestra arrampicandosi dalla grondaia ed hanno spaccato un vetro, aprendosi poi la via per l’interno. Anche in questo caso luci tutte accese, camere a soqquadro e furto dei pochi valori, per lo più “affettivi”, che hanno trovato nei cassetti.Ma sempre nel quartiere Rometta sono tantissime le segnalazioni di furti anche nei cortili.«In zona Rometta alta – riferisce B.V. - furti notturni per ora in esterno. È sempre bene tenere gli allarmi inseriti per cercare di contrastare il fenomeno». Piccoli spiccioli di uno stato d’animo di sfiducia e insicurezza che sta prendendo tutti e la gente si difende come può. «Credo che a tutto vi sia un limite - dice un residente della zona interessata dagli ultimi colpi - e quel limite sta diventando sempre meno accettabile anche da parte di gente che solitamente non polemizza. Siamo davanti ad una serie di episodi che non ci fanno dormire: se non si trovano soluzioni in tempi brevi la gente potrebbe anche decidere di fare di testa propria».E, infine,

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