CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Prima l’auto contro il cancello di casa poi il pestaggio al compaesano: denunciato
![]()
INSERITO DA MORENA MOTTA Misterioso raptus di violenza l’altro pomeriggio a Boretto, comune della bassa reggiana, che negli ultimi giorni sta salendo alla ribalta delle cronache per una serie di rapporti burrascosi tra alcuni residenti. Solo qualche giorno fa, infatti, una donna è stata denunciata per gravi minace, ai danni di un vicino, culminate anche con l’esplosione di alcuni colpi di pistola in aria. L’altro pomeriggio un’aggressione che inquieta maggiormente. Se infatti le minacce della donna potrebbero essere maturate, ma non le giustificano, da cattivi rapporti tra vicini, l’ultima aggressione non pare aver alcuna spiegazione se non un raptus di follia maturato per cause al vaglio dei carabinieri di Boretto. Nelle more che le indagini chiariscano questi aspetti i militari di Boretto con l’accusa di lesioni personali, minacce e violazione di domicilio hanno denunciato alla Procura reggiana un pensionato 63enne del paese. Secondo quanto ricostruito l’altro pomeriggio l’uomo, alla guida della sua utilitaria, urtava lievemente contro il cancello carraio di un’abitazione privata. Il proprietario che si trovava in giardino intento a potare si avvicinava nell’erronea convinzione si trattasse di una manovra errata per poi ricondurre invece a una chiara volontà del conducente che sceso dall’auto, prendeva a calci il cancello e dopo averlo scavalcato, urlando ti ammazzo, entrava nel cortile raggiungeva il proprietario colpendolo con una serie di pugni per poi fuggire. Con volto sanguinante e dolorante, l’uomo soccorso dalla moglie veniva portato in ospedale dove veniva medicato e dimesso con una prognosi di 8 giorni per un trauma cranico e contusioni varie. Quindi la segnalazione del grave episodio ai carabinieri della stazione di Boretto che, raccolta la denuncia, avviavano gli accertamenti che portavano a identificare l’aggressore noto anche alla stessa vittima perché risultato essere un compaesano, un pensionato abitante a Boretto. Incredibilmente oscuri i motivi dell’aggressione: la stessa vittima ha sottolineato di non sapere i motivi per cui l’uomo l’avesse con lui.
TRCTELEMODENA
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si è presentato a scuola, nonostante fosse stato sospeso a causa del suo comportamento, ed è entrato in classe con la forza. Ma non per seguire la lezione, ma per interromperla con insulti e minacce all’intero corpo docente. In un caso è arrivato persino a insinuare che un professore, se non gli avesse alzato la media nella sua materia, avrebbe potuto avere conseguenze a casa. Un atteggiamento che prima ha preoccupato, anche per il futuro del ragazzo, insegnanti e dirigenti che hanno cercato di risolvere la situazione, ma che poi, con il ripetersi degli episodi, ha finito anche con intimorirli e quindi sono stati chiamati i carabinieri. Lo studente della scuola dell’Appennino reggiano è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio e minacce a pubblico ufficiale (tali sono i docenti durante le lezioni, perchè svolgono un pubblico servizio). Ma aldilà della parte giudiziaria della vicenda sarà necessario anche che il ragazzo venga seguito da esperti per aiutarlo a superare questa situazione.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NOVI. Il bar di via Alessandro Volta, il Bar Best, ha improvvisamente preso fuoco. Si tratta di una struttura prefabbricata in legno, aperta dopo le scosse di terremoto del 2012. A dare l'allarme sono stati i vicini dell'esercizio commerciale che hanno semntito il rumore di un'esplosione.






INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Seduto su una panchina, mezzo nudo e con indosso un perizoma si stava masturbando alla presenza di una bimba. Aveva riviste con immagini di donne nude e il suo smartphone era collegato su una chat erotica. Così è stato trovato dai carabinieri della stazione di Sant’Ilario d’Enza che ha accolto impugnando un cutter e minacciandoli senza riuscire a compiere ulteriori intenti grazie alla prontezza operativa dei militari che sono riusciti a bloccarlo mettendogli le manette ai polsi. Con le accuse di atti osceni aggravati poiché compiuti in presenza di minori e resistenza a pubblico ufficiale i carabinieri della stazione di Sant’Ilario d’Enza hanno arrestato un 53enne abitante a Sant’Ilario d’Enza, ristretto al termine delle formalità di rito a disposizione della Procura reggiana. L’origine dei fatti nel primo pomeriggio di ieri quando un cittadino, visibilmente agitato, si presentava alla caserma di via Podgora segnalando la presenza di un uomo mezzo nudo e con i genitali fuori seduto su una panchina della pista pedonale/ciclabile di Via Brunetto Ferrari in una zona molto frequentata anche da bambini per la presenza nei pressi di alcuni edifici scolastici ed un parco pubblico. I militari si precipitavano sul posto notando un uomo masturbarsi alla presenza di un signore che teneva in braccio la figlioletta coprendole gli occhi con la mano. L’esibizionista alla vista dei carabinieri si alzava e pressoché nudo impugnava un cutter con lama di 9 cm puntandolo minacciosamente ai carabinieri che lo affrontavano riuscendo a disarmarlo e dopo averlo coperto lo conducevano in caserma traendolo in arresto in ordine ai citati riferimenti normativi violati. La ricognizione sullo stato dei luoghi eseguita dai carabinieri faceva emergere non solo l’intenzionalità della deplorevole condotta ma anche la sua premeditazione: l’uomo aveva raggiunto la panchina con diversi giornali con foto di donne nude, il cellulare era aperto su chat erotiche alle quali partecipava in modo attivo, il tutto indossando un perizoma femminile di colore rosso. L’uomo, noto agli operanti anche per problemi di alcolismo, veniva ristretto a disposizione della Procura reggiana.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Finisce alla Corte Costituzionale il caso della nomina di Alberto Allegretti, ex dirigente della Cisl di Modena, a capo di gabinetto del presidente dell’Assemblea legislativa fino al gennaio 2015. L’incarico era arrivato con Matteo Richetti ed era stato confermato anche dopo l’avvicendamento con Palma Costi. Si tratta di una battaglia tra la Corte dei Conti e la Regione Emilia Romagna. Secondo la Procura contabile Allegretti non poteva ricoprire quell’incarico e altri che si erano aggiunti nel tempo perché non era laureato e ha citato in giudizio gli ex presidenti dell’assemblea legislativa Richetti e Costi chiedendo un risarcimento di 450mila euro. Secondo la Regione invece esiste un’autonomia da parte del consiglio regionale in materia. Il caso è stato segnalato oggi dal Procuratore regionale Carlo Alberto Manfredi Selvaggi nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario contabile.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Nessuna interruzione del servizio. Le chiamate sono state deviate alla sede 118 Emilia Est Un principio di incendio è avvenuto nel pomeriggio in un vano tecnico esterno alla Centrale


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Con il miraggio di un lavoro prima, e con le minacce poi costringevano ragazze, anche minorenni, a prostituirsi: la Polizia ha arrestato due nigeriane di 28 e 33 anni, legate a un’organizzazione criminale che reclutava ragazze in Nigeria per poi sfruttarle in Italia. L’operazione è stata compiuta dalla Squadra Mobile di Ferrara. Le donne sono state arrestate in esecuzione di misure cautelari proposte dalla Dda di Bologna e accusate di concorso in prostituzione minorile e favoreggiamento e sfruttamento aggravati. L’organizzazione accompagnava le ragazze fino a una località oggetto di approfondimenti e le imbarcava per l’Italia promettendo una sistemazione lavorativa, con cui avrebbero ripagato il costo del viaggio. Qui scoprivano che il lavoro non esisteva e che per saldare il debito avrebbero dovuto vendersi in strada. Il contratto veniva sancito con un rito vudù, con cui le giovani si impegnavano a restituire l’equivalente di 30mila euro. E siccome nel 2017 anche i rituali satanici non spaventano più come un tempo gli aguzzini facevano leva anche su eventuali ritorsioni alle quali sarebbero stati esposti i familiari in Nigeria. L’organizzazione si serviva, infine, di alcune donne per il controllo su strada delle ragazze. A Ferrara, nella casa dove una di loro era stata sistemata, vivevano anche la seconda sfruttatrice arrestata e altre due ragazze, una ancora minorenne, che a loro volta si prostituivano. L’attività investigativa è stata avviata nel maggio scorso, quando una delle ragazze schiavizzate ha deciso di affrancarsi dalla vita di strada e di raccontare tutto alla Polizia. Grazie alla sua collaborazione gli investigatori hanno ricostruito l’odissea delle ragazze soggiogate dall’organizzazione.