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concordia sulla secchia e modena news

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Furti a raffica e un’auto ariete contro il bar I ladri si sono impossessati di un suv e hanno tentato di razziare le “slot machine”

7 Ottobre 2015, 16:37pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Furti a raffica e un’auto ariete contro il bar I ladri si sono impossessati di un suv e hanno tentato di razziare le “slot machine”
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Furti a raffica e un’auto ariete contro il bar I ladri si sono impossessati di un suv e hanno tentato di razziare le “slot machine”

INSERITO DA ANGELA CECERE CARPI - Notte da Far West tra le campagne diGargallo eSanta Croce: furti a raffica, mentre i residenti depredati stavano dormendo, un bar assaltato con un suv appena rubato, usato come auto ariete.

Hanno colpito nel cuore della notte i malviventi, quasi certamente una gang di professionisti del crimine composta da diverse persone. Dapprima, si sono diretti verso alcune abitazioni di via della Rosa est e, successivamente, hanno fatto irruzione al bar di Gargallo, spaccando la vetrata e tentando di portare via le slot, cioè le macchinette per giocare. Presso due abitazioni i ladri hanno portato via automobili di valore: uno è, appunto, il suv usato per la spaccata al bar. Si tratta di un Rav 4 della Toyota, mentre la seconda auto rubata è una Mini cabrio.

I malviventi, poi, sono riusciti a introdursi all’interno di un’altra abitazione provocando danni anche in questo caso. «Mi hanno rubati l’automobile, una Mini cabrio: per attuare il colpo – racconta la proprietaria, J. F. – hanno scavalcato il cancello, hanno spinto la macchina e per portarla via hanno tagliato la siepe. Durante il raid della notte scorsa, sono stati rubati anche abiti da bambino, e attrezzi come un piccone o una mazza, necessari per attuare il proposito criminale«.

«La Polizia - continua - è rimasta qui tutta la mattina per cercare rilievi e noi siamo andati a sporgere denuncia. Devono avere studiato i nostri movimenti: hanno agito in modo sicuro, nessuno dei residenti si è accorto di nulla. Poi, quando

si sono diretti al bar di Gargallo, qualcosa è andato storto perché, dopo avere sfondato la vetrata con il suv, hanno agganciato le slot al cavo, ma si sono rovesciate». Resta l’allarme per il diffondersi di questi episodi di microcriminalità e tanta paura per quanto vissuto nel quartiere

GAZZETTA DI MODENA

07.10.2015 17.37

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Pensionato di Maranello gioca due euro e ne vince ben 720mila

6 Ottobre 2015, 16:03pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

di Barbara Pappacoda La dea bendata ha baciato un cittadino di Maranello che si è¨ assicurato una sostanziosa rendita per i prossimi venti anni. Un pensionato ha, infatti, indovinato la combinazione vincente del gioco Win for Life classico che gli ha permesso di incassare oltre 700mila euro, che gli verranno liquidati in rate mensili..

Lo staff www.mikivettica.net porge i migliori auguri

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Evaso da Castelfranco investe carabiniere: ucciso da un colpo di pistola

6 Ottobre 2015, 16:02pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Evaso da Castelfranco investe carabiniere: ucciso da un colpo di pistola

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA CASTELFRANCO - Era ricercato per non essere rientrato in un carcere della provincia di Modena l'uomo ucciso la notte scorsa a Gallarate dopo aver cercato di investire un carabiniere. Lo spiegano i carabinieri di Varese i quali rendono noto che è stato il collega del militare ferito a sparare per evitare che il carabiniere fosse investito nuovamente. Il proiettile ha colpito la vittima alla base del collo. L'uomo è morto all'ospedale di Gallarate. La tragedia è accaduta intorno alle 3 della notte scorsa quando una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile di Gallarate ha incrociato una vettura che i carabinieri stavano cercando perché rubata al proprietario, che era stato minacciato con un coltello. Dopo un inseguimento, l'auto è stata bloccata e l'uomo alla guida ha investito un militare. Un altro carabiniere, per evitare che il collega a terra fosse travolto una seconda volta, ha esploso un colpo d'arma da fuoco con la pistola d'ordinanza che ha preso l'uomo al collo. La vittima era un pregiudicato con numerosi precedenti penali e di polizia e aveva alle spalle anche alcuni ricoveri in ospedali psichiatrici. Oltre della rapina dell'auto, secondo i Carabinieri di Varese, l'uomo avrebbe compiuto un'altra rapina nella notte ai danni di due ragazze a un distributore di benzina di Buguggiate (Varese) e una tentata truffa a un supermercato Carrefour di Gallarate. Infine avrebbe avrebbe utilizzato una delle carte

di credito rubate alle ragazze. Il bottino e il coltello sono stati trovati nell'auto. Le indagini sono coordinate dal procuratore di Busto Arsizio, Gianluigi Fontana e dal pm Rosaria Stagnaro mentre i carabinieri di Varese hanno eseguito i rilievi tecnici.

Fonte Gazzetta di Carpi

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS CarpiLadri in pieno centro di Carpi svuotano il negozio di moda

6 Ottobre 2015, 15:58pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA -CARPI Sapevano quali capi prendere e il negozio è stato ripulito dei migliori abiti da sera, cappotti e borsette alla moda.Il furto non è avvenuto in un angolo remoto della zona industriale o in un negozio di periferia, ma in pieno centro, in corso Fanti, sostanzialmente di fronte al cinema Corso. Il negozio “G.F. Moda Outlet”, ha così subito un danno di oltre 5mila euro senza contare i danni che i ladri hanno fatto per aprire la porta. «Di certo - dicono Gian Franco Bianchi, il titolare, e Simonetta Palladini, commessa - gli autori di questo furto non erano dei dilattanti. Per entrare nel negozio infatti non hanno utilizzato metodi grossolani, come ad esempio lanciare un tombino in ghisa contro la vetrata oppure forzare la porta con un piede di porco. I ladri hanno svitato il tamburo della serratura e con un cacciavite sono riusciti a fare scattare la serratura. Insomma un colpo da professionisti».

LA MERCE PER TERRA Il titolare ha potuto constatare quanto accaduto solo la mattina dopo il furto, mercoledì scorso. «Quando sono entrato - ha detto - ho visto la merce a terra e i capi più costosi spariti. È stata un’immagine davvero deprimente». Il negozio purtroppo non era dotato nè di allarme, nè di barre anti-intrusione. «Chi va a pensare - dicono titolate e commessa - che possa accadere un colpo di questo livello in pieno centro dove le pattuglie delle forze dell’ordine passano spesso. A questo punto non ci resta che attrezzarci contro i ladri: faremo montare una grata che protegga la vetrina e forse un impianto d’allarme. Certo sono spese ingenti che dobbiamo sostenere solo per proteggere il nostro lavoro». Sul posto, riferiscono commessa e titolare, sono stati chiamati gli agenti della Polizia di Stato. Pare che la Scientifica abbia constatato che i ladri hanno “lavorato” utilizzando i guanti. Nessuna impronta infatti risulta in negozio. Un motivo in più per ritenere che si tratti di una banda ben organizzata e professionale.

LA LUCE E' SCARSA La commessa, Simonetta Palladini, ha però un appunto da fare all’amministrazione comunale. «In questa zona - commenta - la luce di sera è scarsa. L’assessore Morelli dice che così è meglio perché l’illuminazione è soffusa. Io dico che servirebbe invece più luce per capire anche la notte cosa sta accadendo. Tenga poi presente un altro aspetto - continua - il lampione che vede qui fuori è stato danneggiato da un incidente d’auto

e da allora nè il palo è stato raddrizzato nè la lampadina è stata sostituita. A noi commercianti pare un’assurdità: il Comune non può rinunciare a questo intervento mettendo a rischio la zona affollata di negozi. Mi aguro che qualcuno ascolti questa nostra osservazione, direi ragionevole».

Fonte .Gazzetta di Carpi

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Tenta estorsione a vertici Bper, fermato

6 Ottobre 2015, 12:56pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Tenta estorsione a vertici Bper, fermato
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Tenta estorsione a vertici Bper, fermato

INSERITO DA MORENA MOTTA I carabinieri di Modena hanno fermato un imprenditore, modenese di 61 anni residente nel Parmense, per una tentata estorsione ai vertici della Banca Popolare dell'Emilia-Romagna. Con lettere con minacce di morte, a firma di un fantomatico gruppo criminale (la 'Falange armata contro le banche') e telefonate dirette anche ai familiari dei destinatari, da settembre aveva preteso 4 milioni di euro come risarcimento per presunte vessazioni subite dai risparmiatori dal sistema bancario.

FONTE ANSA

06/10/2015 13:56

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena: morto il 70enne travolto sulle strisce

3 Ottobre 2015, 10:41am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 

MODENA. Il traffico, la pioggia e soprattutto l’imprudenza ha causato ieri sera verso le 20 un gravissimo incidente al passaggio pedonale che si trova sulla Giardini nei pressi del civico 1296, dove si trovano il ristorante Il Setaccio e il bar La Svolta Caffè. Ed è stato proprio il padre della titolare di quest’ultimo esercizio pubblico a essere falciato mortalmente da un’auto che, secondo una prima ricostruzione degli agenti della Stradale di Mirandola, non si è fermata sulle strisce. L’uomo, Francesco Paolillo, 70 anni, a causa dell’impatto è stato sbalzato a diversi metri di distanza dal punto dell’impatto. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime e il mezzo di soccorso l’ha trasportato all’ospedale di Baggiovara dove è purtroppo deceduto intorno a mezzanotte.

Immediatamente dopo l’impatto si è precipitata in strada la figlia della vittima. La scena che le si è presentata davanti è stata terribile: l’uomo, che era uscito per portare i rifiuti nel cassonetto, era trascinato sull’asfalto da una Bmw condotta da un 40enne.

 

 

 

La Polizia stradale, che ha effettuato i rilievi sul luogo dell’incidente, ipotizza che si tratti di un incidente causato da un sorpasso sulle strisce pedonali. In sostanza sarebbe accaduto quello che di solito si verifica nei passaggi pedonali che attraversano una strada con una carreggiata ampia: la prima auto vede il pedone e rallenta, l’auto che arriva da dietro invece di fermarsi sorpassa e centra il pedone. Potrebbe essere andata così anche se per ora si tratta solo di ipotesi che potranno essere confermate o smentite dalla Polizia stradale. Gli agenti si sono anche occupati della viabilità, compito non facile vista la pioggia battente che cadeva in quelle ore e il traffico che procedeva spedito nonostante la segnaletica che indicava la presenza di un incidente.

LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, usura ed estorsioni: due arresti di Finanza e Polizia, coinvolti tre carabinieri

1 Ottobre 2015, 16:08pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, usura ed estorsioni: due arresti di Finanza e Polizia, coinvolti tre carabinieri
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, usura ed estorsioni: due arresti di Finanza e Polizia, coinvolti tre carabinieri

INSERITO DA MORENA MOTTA MODENA. E’ in corso dalle prime ore di questa mattina un’operazione congiunta della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Modena, nell’ambito dell’operazione “The Untouchables”, nei confronti di cinque soggetti di Modena, Reggio Emilia e Verona. Due arresti, tre carabinieri coinvolti.

L'indagine. I provvedimenti cautelari personali sono stati emessi dal GIP del Tribunale nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena. Le misure riguardano esponenti noti appartenenti ad un gruppo criminale locale con riguardo ad episodi di usura ed estorsioni, nonché appartenenti ad altre Forze dell’ordine con riguardo ad episodi di corruzione.

La storia. L'indagine è partita nel 2013, a seguito di alcune segnalazioni pervenute da operatori finanziari coi quali erano state evidenziate operazioni poco chiare dietro le quali vi era il sospetto di riciclaggio per flussi di denaro di illecita provenienza. Si è così riusciti a ricostruire e far emergere un pericoloso gruppo criminale che operava nelle province di Modena e Reggio, in particolare nel distretto ceramico tra i comuni di Sassuolo, Fiorano, Casalgrande e Castellarano.

motivi. L'organizzazione ha trovato terreno facile per gli affari illeciti nel difficile momento di crisi economica vissuta da numerose aziende del comprensorio e per anni ha così potuto svolgere attività di usura ed estorsione nei confronti di imprenditori che a loro si rivolgevano a causa dell'impossibilità di accedere ai canali di credito tradizionali.

I protagonisti. A tirare le fila della banda un personaggio appartenente ad una famiglia di pregiudicati di Sassuolo che grazie al suo passato criminale riusciva ad intimorire i malcapitati: si tratta di Rocco Ambrisi affiancato da Adamo Bonini. Il lavoro della banda è stato facilitato dal fatto di essere riusciti a tessere nel corso degli anni una fitta rete di collegamenti appartenenti a Carabinieri e pubblici ufficiali dai quali riuscivano ad ottenere informazioni utili a salvaguardare dalle indagini della magistratura i loro traffici illeciti.

Tassi spropositati. L'attività ha consentito di quantificare interessi usurari per prestiti che arrivavano ad avere tassi pari anche al 417% su base annua, oltre alle connesse estorsioni perpetrate attraverso condotte intimidatorie.

Gli arresti. In manette, con il beneficio degli arresti domiciliari, sono finiti i due organizzatori della banca accusati di usura, estorsione e corruzione, mentre altri tre ordini di custodia cautelare sono stati emessi a carico di tre carabinieri che però potranno godere dei benefici della libertà con l'unico obbligo del divieto di dimora e di presentarsi alla polizia giudiziaria.

Carabinieri coinvolti. I militari dell'arma, tra i quali uno in congedo, devono rispondere delle accuse di corruzione, abuso d'ufficio, favoreggiamento e rivelazione di segreti d'ufficio. In particolare è emerso come i carabinieri cercavano di sapere se c'erano indagini sui due personaggi e se c'erano intercettazioni in grado di capire chi erano i loro "protetti", ovvero estorsori e usurai. Il gip del tribunale di Modena ha anche disposto il sequestro preventivo per sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio disponibile di conti correnti e titoli per un valore di quasi 1,7 milioni di euro oltre al sequestro di alcune auto di lusso intestate e in uso agli indagati.

FONTE LA GAZZETTA DI MODENA

01/10/2015 17:08

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Cavezzo: falsi e reticenze, a giudizio ex-sindaco e vigili del fuoco

30 Settembre 2015, 10:56am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAVEZZO. L’ex sindaco di Cavezzo, Stefano Draghetti, un capo squadra e due funzionari dei vigili del fuoco che hanno operato nel cratere del terremoto, tutti rinviati a giudizio a vario titolo per falso e omissione di atti di ufficio. È la decisione presa ieri dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Modena, dottoressa Teresa Magno, al termine di una udienza preliminare durata circa 4 ore.

Il processo si terrà davanti al tribunale di Modena, la prima udienza è fissata per il 14 gennaio.

E così, a distanza di otto mesi dalla notifica della conclusione delle indagini preliminari e soprattutto di quasi tre anni e mezzo dalla demolizione di Palazzo Paltrinieri, in pieno centro a Cavezzo, la giustizia penale segna un altro passo. Un passo non esattamente spedito, come peraltro è lento quello della ricostruzione.

A chiedere il processo il sostituto procuratore Luca Guerzoni, che si è fatto carico a suo tempo di sviluppare i contenuto dell’esposto alla Procura presentato dall’avvocato Nicoletta Tietto, ieri presente in aula assieme al collega Marco Ferraresi per la costituzione di parte civile di 10 persone offese, tra proprietari ed inquilini dell’edificio. Procura e parti offese hanno sostenuto la concreta sussistenza degli elementi di illiceità contestati ai 4 imputati. In sostanzaMassimo Bortot, 50 anni, capo squadra esperto dei vigili del fuoco e coordinatore del gruppo operativo speciale di Belluno in servizio nel cratere con le ormai famose ruspe rosse, il 7 giugno del 2012 avrebbe demolito arbitrariamente Palazzo Paltrinieri, edificio centenario danneggiato dal sisma.

Commettendo successivamente un falso ideologico in atto pubblico, dapprima nella relazione di servizio prodotta (falso attestato dalle immagini delle televisioni prodotte dall’accusa) e poi nella relazione integrativa che dovette preparare quando sul Comune si concentrarono le proteste dei proprietari, a cominciare da quelle di Danila Paltrinieri.

Proprietari e inquilini contestarono tra l’altro di non essere neppure stati avvisati dell’imminente demolizione, avendolo appreso guardando le immagini in tv.

Un falso ideologico in atto pubblico è contestato anche al sindaco Draghetti,oggi 46 anni, che nella serata dell’8 giugno firmava l’ordinanza con cui si disponeva l’abbattimento del palazzo, quando l’abbattimento era già iniziato il giorno precedente, senza atti che lo consentissero.

Nei confronti dell’ingegnere Michele De Vincentis, 57 anni, residente a Modena, responsabile del Coa (Comando Operativo Anzato) di San Prospero, e dell’ingegner Giovanni Nanni di Roma, 58 anni, direttore generale dei vigili del fuoco nel cratere, l’accusa è invece di omissione di atti d’ufficio. Avrebbero in sostanza omesso di fornire le documentazioni tecniche e fotografiche

e le informazioni necessarie per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. L'indagine del sostituto procuratore Guerzoni è stata molto complessa e difficile perché il magistrato si è trovato di fronte, come capita in questi casi, al classico muro di gomma della burocrazia. (ase)

LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS A Modena autobus strapieni, malori tra i ragazzi

30 Settembre 2015, 10:54am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA Bus strapieno e una studentessa s’è sentita male. È accaduto ieri mattina a bordo della linea 550, nei pressi del parco Ferrari. «Ho sentito un forte dolore allo stomaco - racconta la giovane Sofia - e ho iniziato a vedere a pallini. Non ho perso i sensi, ma non mi reggevo molto in piedi». La ragazza stava andando all’istituto Selmi, in cui studia. Assieme a lei tanti, forse troppi altri passeggeri. «Si sta molto stretti - conferma la studentessa - in effetti non è molto sicuro».

I MALORI Non è stato il primo malore sui mezzi. «Mi è successo due o tre volte - prosegue la giovane - sempre in bus. Con me il conducente è stato molto carino. È rimasto lì, s’è preoccupato per me. Un ragazzo qualche giorno fa ha avuto lo stesso problema, sempre sul 550, all’altezza della nazionale per Carpi. Io non sono minorenne, lui sì. Il conducente che c’era allora non si è però fermato». Dall’azienda di strada Sant’Anna hanno già ribadito che i disagi sono temporanei. C’è stato un accordo quest’estate - hanno assicurato - in sinergia tra l’Agenzia per la mobilità di Modena e le scuole. Una volta in vigore gli orari definitivi delle scuole, tutto rientrerà nella norma. Intanto il problema esiste. Eccome. E non è piacevole per nulla.

«Servirebbero più mezzi - ha concluso la giovane - perché l’anno scorso non è cambiata molto la situazione con l’orario definitivo. Per due o tre volte non c’era posto nemmeno per stare in piedi».

TRAFFICO A BORDO Il problema del “traffico a bordo” non è una novità. Già con l’inizio dell’anno scolastico erano giunte lamentele. Da Seta avevano rassicurato che i mezzi non sforano mai la capienza massima, per ragioni di regolamento e di spazi. Non così la pensa chi è sulla strada.

«È capitato più volte che si superi il numero consentito - replica un autista da viale Molxa, che preferisce rimanere anonimo - soprattutto in orario scolastico». Perché continuare a far salire passeggeri anche se i mezzi sono pieni? «Perché si rischia la contestazione disciplinare», spiega Giuseppe Rendace. che segretario provinciale della Faisa (Federazione autonoma italiana sindacale autoferrotranvieri). Gli autisti sono di fronte a un dilemma: responsabilità personale o sanzione?

«Se si supera il numero consentito non dovremmo più farli salire - aggiunge Rendace - ma la sala operativa ci dice di fare ogni fermata, aprendo le porte per scendere e per salire. I responsabili dei mezzi siamo noi, quindi se succede qualcosa a bordo ne rispondiamo noi. Se non seguiamo le indicazioni della sala operativa ci fanno però la contestazione disciplinare». Nel bivio tra quale strada scegliere si aggiunge un altro cartello: la sicurezza. «Non riusciamo a vedere dallo sportello retrovisore - ribadisce l’autista in viale Molza- e a volte nemmeno alla nostra destra».

«I problemi della visibilità si concentrano quando dobbiamo fare le curve - sottolineaRendace - qualche anno fa è stata investita anche una ragazza. La parte peggiore riguarda quando arriviamo in autostazione. I problemi più grossi a Modena riguardano i mezzi per Carpi e quelli dall’area del Polo Leonardo».

Senza dimenticare quando sui bus salgono i controllori, con la divisa o in borghese. A volte incontrano chi vuole fare il furbo. Ma spesso c’è chi per troppa ressa non riesce ad arrivare alla macchiuna obliteratrice. ne servirebbero altre in vettura.

DI GABRIELE FARINA LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Aiuta escursionista e si ferisce a sua volta

28 Settembre 2015, 17:47pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Aiuta escursionista e si ferisce a sua volta
 CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Aiuta escursionista e si ferisce a sua volta

INSERITO DA ANGELA CECERE Lunghe e difficili operazioni di soccorso, la scorsa notte, nelle montagne di Piacenza per salvare un uomo ferito dopo una caduta nei boschi. Sull’elicottero dell’aeronautica militare, abilitato al volo notturno, la squadra medicalizzata del soccorso alpino di Pavullo. Nel tardo pomeriggio di ieri era scattato l’allarme per un escursionista disperso sul monte Alfeo, in provincia di Piacenza. Allarme poi rientrato quando il trekker, solamente attardato, raggiungeva la sua auto. Nel frattempo però, di propria iniziativa, per aiutare nelle ricerche un uomo di Tartago si era addentrato da solo nel bosco. Le buone intenzioni si sono però trasformate in un grave incidente: caduto e impossibilitato a muoversi l’uomo ha a sua volta chiamato il 118. L’operazione, complicata dal buio e dal dolore del ferito, si è conclusa verso le 4 di notte, con l’uomo ricoverato all’ospedale San Martino di Genova.LORENZO MAINI

TRCTELEMODENA

28.09.2015 18.47

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