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concordia sulla secchia e modena news

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS SASSUOLO "Arriva la fine del mondo": i vigili calmano un predicatore

18 Agosto 2015, 15:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

M.P. SASSUOLO. Predicava la Bibbia ad alta voce, citando le scritture e ammonendo i passanti sulla fine del mondo. Ma troppo rumorosamente, almeno secondo la Polizia Municipale che questa mattina al mercato ha fermato un uomo che, accompagnato da due donne, Bibbia alta sopra la testa fra le mani, declamava gridando fra le corsie del mercato settimanale di piazza Garibaldi le scritture e i suoi moniti, in mezzo ai passanti. Il colloquio fra il predicatore e i due agenti è stato civile e pacato, non ci sono state accuse formali, solo il controllo dei documenti e la richiesta, decisa, di limitarsi evitando il disturbo della quiete pubblica. Dopo qualche obiezione sul diritto di parola, il predicatore si è convinto e si è limitato a istruire i passanti dal suo banchetto sotto i portici. LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS NOVI UN GUFO FA COMPAGNIA NELLE ORE SERALI I VIGILI FOTO

17 Agosto 2015, 10:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS NOVI UN GUFO FA COMPAGNIA NELLE ORE SERALI I VIGILI FOTO
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS NOVI UN GUFO FA COMPAGNIA NELLE ORE SERALI I VIGILI FOTOCONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS NOVI UN GUFO FA COMPAGNIA NELLE ORE SERALI I VIGILI FOTOCONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS NOVI UN GUFO FA COMPAGNIA NELLE ORE SERALI I VIGILI FOTO

DI MICHELE PAPPACODA E stato avvistato bello tutto tranquillo un gufo su un albero a Novi di Modena nei pressi del comando della polizia municipale quindi diciamo vi farà compagnia nelle ore serali.....

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Fa il bagno e annega in mare alla Maddalena

16 Agosto 2015, 12:43pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA NOVI. Stroncato da una congestione mentre si trovava con gli amici in Sardegna per trascorrere qualche giorno di vacanza.

È il tragico destino toccato a Fabio Dalcero, 32enne di Rovereto, conosciutissimo nella frazione novese, ma anche a Carpi. Fabio si trovava con la sua compagnia di amici sull’isola della Maddalena.

Dalle prime ricostruzioni, emerge che il gruppo di amici, giovedì, intorno all’ora di pranzo ha consumato un pasto sulla spiaggia. Dopo poco, Fabio è andato a fare il bagno.I suoi amici, non vedendolo ritornare a riva, hanno organizzato le ricerche per ritrovarlo. Poco dopo, davanti a loro si è presentata la più tragica delle scene: il corpo di Fabio è stato riportato a riva senza vita dalla corrente e a nulla sono valsi i tentativi di soccorso per rianimare il trentaduenne.

Una congestione. La scomparsa del giovane roveretano è presumibilmente dovuta ad un annegamento successivo ad una congestione avvenuta in acqua.Fabio era un ragazzo molto noto a Rovereto per il suo impegno a favore della frazione nel dopo terremoto, come emerge anche dal suo profilo facebook in cui come immagine di copertina aveva scelto una bella fotografia di una scritta colorata con il nome del paese.

Lavorava alla Omma. Dalcero, inoltre lavorava nella frazione: era esperto di macchine utensili e aveva un impiego presso la ditta Omma srl. Ma c’erano tanti altri tratti che distinguevano questo sfortunato ragazzo: fra tutte le sue passioni spiccava quella per il fuoriclasse delle due ruote Valentino Rossi.Chi ha conosciuto Fabio ricorda con che passione si entusiasmasse quando parlava del pilota e della gioia con cui seguiva le gesta del “dottore” di Tavullia.

Lascia genitori e fratelli. Fabio lascia papà, mamma e i fratelli. I genitori, molto probabilmente partiranno questa mattina alla volta della Sardegna per il più angosciante dei compiti che possa toccare: il riconoscimento della salma.Una volta che la Procura darà via libera, poi, sarà possibile procedere al funerale, che sarà curato dalle onoranze funebri Elide. Il rientro della salma è previsto per martedì. Tra gli amici di Fabio c’è chi ricorda anche un’altra disgrazia che ha colpito la famiglia del giovane tragicamente scomparso: da quanto si racconta in paese, la cugina di Dalcero morì giovane in un incidente stradale avvenuto anni fa tra Rovereto e San

Marino.

 

Il dolore degli amici. Nel frattempo, su facebook si sommano i messaggi di cordoglio e di affetto verso questo 32enne. «Queste purtroppo sono le notizie che non vorrei mai sentire. Rip Fabio», è solo uno dei tanti commenti postati sulla bacheca di Dalcero.

DI SERENA ARBIZZI LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Aggiudicata all’asta la Ferrari donata a Giovanni Paolo II

15 Agosto 2015, 12:39pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Aggiudicata all’asta la Ferrari donata a Giovanni Paolo II

B.P. E’ stata aggiudica per la cifra record di 6 milioni e 50mila dollari la Ferrari Enzo di Papa Giovanni Paolo II, quando il valore sul mercato sarebbe di “appena” un milione e mezzo di dollari. Ma la storia di questo esemplare, numero 400, è davvero affascinante. Fu infatti promessa dal presidente di allora Luca di Montezemolo a Papa Wojtyla. La Santa Sede non ritirò mai il regalo ma chiese alla Casa di Maranello di mettere all’asta la vettura e destinare il ricavato per aiutare i sopravvissuti dallo tsunami dell’Oceano Indiano del 26 dicembre del 2004: all’asta venne aggiudicata per 950mila euro, cifra che venne girata al successore di Wojtyla, Papa Benedetto XVI che la destinò come da accordi in beneficenza. Ora la nuova asta di Sotheby’s a Monterey e il cambio di proprietario: quello precedente, un appassionato americano, l’aveva utilizzata solo per percorrere 180 chilometri. TRCTELEMODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Meteo, salva la grigliata di Ferragosto, ma poi…

15 Agosto 2015, 12:28pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Meteo, salva la grigliata di Ferragosto, ma poi…

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Tutto pronto per la grigliata di Ferragosto, e anche il meteo non ha intenzione di rovinare la festa, non del tutto almeno. Le prime nubi che annunciano una nuova perturbazione sono già arrivate, ma inizialmente saranno innocue. E domani, griglie accese che per pranzo non avranno problemi, più a rischio però la sera. Le previsioni parlano, infatti, di un graduale peggioramento delle condizioni meteo, che avrà il suo clou domenica, ma che già domani, soprattutto in Appennino e soprattutto dal pomeriggio, potrebbe portare a brevi e localizzati temporali. Ma le braci dovrebbero riuscire a fare il loro dovere: attenzione però, in montagna, alle occasionali raffiche di vento anche forte. Per quanto riguarda le temperature, gli esperti parlano di un calo, più netto domenica, quando i temporali potrebbero essere più intensi e soprattutto più frequenti, prima in montagna e collina, per poi scendere fino in pianura. Sembra salva la riviera, con anche il mare assolutamente calmo. L’estate comunque non è finita, e se la settimana prossima si aprirà all’insegna della variabilità, con temperature ancora gradevoli, il caldo tornerà presto a farsi sentire, sempre di più con il passare del tempo. E con il caldo, oltre al disagio, tornerà anche il problema ozono: solo ieri gli ultimi sforamenti.

TRCTELEMODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Storia di Concordia Sulla Secchia da una ricerca di Michele Pappacoda

8 Agosto 2015, 08:23am

Pubblicato da www.mikivettica.net

 

 

 

SCRITTO DA MICHELE PAPPACODA Questo è il paese dove vive mia sorella Barbara con il suo marito Antonio e dove io sono stato in visita dal 20 dicembre 2009 al 30 Dicembre 2009 e da precisare che giorno 20 21 è 22 a Concordia Sulla Secchia c'era la neve ed il giorno 25 il fiume Secchia era in piena e i ponti erano tutti chiusi. Ponte Motta, Ponte Uccellino Ponte Pioppa e Ponte San Giovanni, l'unico ponte aperto per raggiungere Concordia Sulla Secchia era il Ponte Sozzigalli.Qui di sotto la storia di Concordia ho messo tre ore per fare questa ricerca e sono contento di aver trovato notizie di storia del paese dove vive mia sorella Barbara mi dispiace non ho trovato foto.

Esistono varie ipotesi sul nome di Concordia, forse la città prese il nome da un accordo fra le città di Parma, Reggio Emilia, ModenaMantova e Ferrara, stipulato nel 1360, che sanciva la deviazione del fiume Po; in virtù di questa alleanza, diedero al paese il nome diConcordia (accordo), situato appunto sulla Secchia. Un'altra ipotesi vede il nome da ricondursi alla Rocca di Concordia, così chiamata a ricordo della "pace e buona concordia con tuti li suoi nemici", ai tempi dei Pico.
Antichità

La provincia modenese fu occupata dal IV al II secolo a. C. da nuove popolazioni provenienti dal Nord Europa, i Celti o Galli. La loro presenza è legata al nome di alcuni luoghi e alla pratica di devozione per gli "alberi sacri". A Concordia possiamo ancora vedere l'albero di Giavarino, sul quale è posta da circa due secoli un'immagine della Madonna.

Anche i romani hanno lasciato numerose tracce della loro secolare presenza nel nostro territorio. Tra queste la Centuriazione, che è un modo per dividere terreni ad angolo retto tramite strade e canali, visibile ancora nelle nostre campagne insieme a numerosi altri reperti. La via Emilia, quella che attraversa la nostra regione e le ha dato il nome, fu voluta dal console romano Emilie Lepido nel 187 a. C., pochi anni dopo la fondazione di Mutina, l'attuale Modena.

La signoria dei Pico della Mirandola

Francesco I Pico, nominato feudatario di Mirandola nel 1311 dall'imperatore Enrico VII di Lussemburgo, ottenne dallo stesso imperatore il permesso di installare sul fiume Secchia alcuni mulini natanti. Concordia fece parte della signoria dei Pico per ben 400 anni, fino al 1711.

La costruzione della prima chiesa dedicata a S.Paolo nel 1396, in località Molinella, segnò il passaggio di Concordia da borgo a comunità. L'intensa l'attività dei mulini natanti nel Secchia sostenne per secoli l'economia del paese. Una testimonianza curiosa di questo periodo è il bosco medievale di Concordia: i reperti, 82 grossi ceppi e 64 tronchi lunghi fino a 9 metri, sono venuti alla luce presso l'oasi naturalistica Val di Sole di Fossa.

Furono i frati Agostiniani di Concordia che fecero costruire un convento nel 1420 nei pressi del bastione Santa Caterina. In quella stessa zona venne costruito un ospitale per i pellegrini e gli infermi. Il convento ospitò il monaco agostiniano Martin Lutero, durante il suo viaggio verso Roma nel 1511, e venne riedificato, dove si trova attualmente, nel 1520. L'antica Rocca di Concordia fu trasformata nel 1450 in un castello con un fossato intorno, mura torri e due bastioni. Il castello venne abbattuto nel 1534. Concordia divenne contea nel 1432 e tra i suoi Conti figura il famoso umanista e filosofo Giovanni Pico della Mirandola. Tra le sue opere ricordiamo “De Homini Dignitate”.

I soldati del papa Giulio II, prima della conquista di Mirandola, distrussero Concordia nel 1510. Ci vollero dieci anni per ricostruire il paese e una nuova chiesa, ancora alla Molinella. A causa delle continue discordie fra i Pico, Concordìa, insieme a Vallalta, Fossa e altre località vicine, divenne stato a sé col diritto di battere moneta. Con diploma imperiale, Concordia nel 1597 venne elevata a marche¬sato e Mirandola città e principato.

Mirandola venne elevata al rango di ducato nel 1617 con Alessandro I Pico. Questo secolo non ha conosciuto solo il dramma della peste (1629-'30) ma anche la visita della regina Cristina di Svezia, ospite nel palazzo ducale, la grande importanza economica e notorietà dell'allevamento del baco da seta e la produzione del filo di seta alla concordiese. In questo secolo vennero realizzati il Convento dei Cappuccini, il palazzo ducale, il palazzo Corbelli (che dal 1861 è sede del municipio) e il canale navigabile Naviglio o Cavana, che collegava via acqua Concordia con Mirandola.

Periodo Estense

La guerra di successione al trono di Spagna coinvolse anche Concordia, che venne assediata e incendiata dai soldati francesi nel 1704. Lo stato dei Pico venne acquistato dal duca di Modena nel 1711 e anche Concordia passò sotto il dominio degli Estensi. Si presenta e si afferma a San Possidonio l'importante famiglia dei Taccoli, di cui rimane testimonianza l'omonimo palazzo.

La ricostruzione del paese e della quarta ed attuale chiesa fu ultimata nel 1713; inoltre vennero tolti i nove mulini natanti, ritenuti principale causa delle alluvioni del Secchia. Dopo trent'anni di inattività, quattro mulini vennero ricollocati nel fiume: Mulino di Sopra, di Mezzo, del Porto, di Sotto o delle Decime, e fatti funzionare fino alla fine dell'Ottocento, quando furono sostituiti dal mulino a vapore nel 1885. Intanto Napoleone aveva occupato l'Italia, si era diffusa ovunque la pratica delle nuove libertà civili portate dalla Rivoluzione Francese (Libertà, Uguaglianza, Fraternità), ma vennero limitate le attività della Chiesa e imposte nuove tasse. Ebbe allora inizio per la nostra comunità un lungo periodo di decadenza.

Risorgimento e Unità d'Italia

Tra i patrioti impegnati nel Risorgimento per l'unità dell'Italia, ricordiamo il carbonaro Don Giuseppe Andreoli, di San Possidonio ma cittadino concordiese, che venne arrestato e condannato a morte nel 1822. A Concordia l'adesione al nuovo Regno d'Italia avvenne nell'entusiasmo generale e fu un concordiese, Federico Crema, ad essere eletto nel 1860 deputato del parlamento italiano nel collegio di Concordia e Rolo. Il cambiamento della forma di governo non portò al popolo gli attesi miglioramenti: si diffuse allora la colorita espressione: "Sòta al duca as magnava pan e sùca, sòta a stì itaìian as magna da can". Quasi certamente di questo periodo è anche la nota filastrocca: "Li galìni ad la Concordia li gà ligà li gambi cun li curde// ròsi".

Dal Fascismo alla Liberazione

Criticare apertamente il regime richiedeva grande coraggio. Si ricorda ancora un muratore, Dante Mantovani, che nell'osteria dell'Elvira a Mulin di Mezzo così cantava: "Quand a cantavan bandiera ròsa /a magnavan di galèt cun la cresta ròsa / adèss chi canta giovinesa / a murèm da la dibulèsa". Anche a Concordia il fascismo sciolse le Associazioni di categoria e quasi tutte le cooperative, sostituite poi con le organizzazioni imposte dal regime. L'amministrazione del Comune fu affidata ad un podestà non eletto ma nominato d'autorità.

Nel 1943 inizia la Resistenza armata nella quale Concordia ricoprì un ruolo dì primo piano nella bassa modenese grazie anche al sostegno della popolazione. Particolarmente tragici gli anni '44 e '45 per la dura repressione contro la Resistenza e i partigiani operata dai tedeschi e dalle brigate nere fasciste. In quell'epoca la scuola era sede della brigata nera, che teneva prigionieri dei parti-giani; alcuni loro compagni, con l'intento di liberarli, sfer¬rarono un attacco, ma l'operazione non riuscì, anche se i fascisti ebbero parecchi caduti. La minacciata distruzione di Concordia fu evitata grazie all'intervento del parroco.

La mattina del 23 aprile 1945 arrivò a Concordia il primo soldato americano su una jeep impolverata: fu accolto dalla popolazione in festa, dai dirigenti del Comitato di Liberazione Nazionale e dai partigiani che sfilavano per le vie del paese: Concordia era finalmente libera. Concordia è stata decorata con medaglia di bronzo al valo¬re militare per i meriti acquisiti durante la Resistenza. Con la Liberazione ritornò la democrazia e iniziò la lenta ricostruzione morale e materiale dopo le ferite della guerra. Il 26 marzo 1946 venne eletto il nuovo consiglio comunale e il sindaco. Con la proclamazione della Repubblica e l'en¬trata in vigore della Costituzione sì completò il cammino verso un'Italia democratica.

Dalla Liberazione ad Oggi

Nel decennio 1951-'61 si registrò un massiccio esodo dalle campagne di Concordia verso zone industriali del Nord Italia, del Centro Europa e dell'America: la popolazione scese da 11.000 a 9.200 abitanti. La ridotta superficie dei poderi non consentiva un adeguato reddito per tutti i componenti della famiglia; erano finiti i grandi lavori di bonifica che assorbivano manodopera bracciantile, mancavano industrie e la crescente meccanizzazione dell'agricoltura richiedeva sempre meno addetti. L'esodo continuerà ma in misura più ridotta e la popolazione del comune si manterrà intorno ai 9.000 abitanti fino agli anni 70, per scendere agli attuali 8.300.

A partire dalla metà degli anni '50, lo sviluppo economico interessa soprattutto attività artigianali e a conduzione familiare. A fianco delle case sono cresciuti piccoli Iaboratori di maglieria e confezioni in cui sono impegnate prevalentemente le donne. SÌ insediano nuove industrie e alcune ampliano la propria attività affermandosi anche in campo nazionale: lampadari, abbigliamento, filati, metanizzazione, elettromeccanica e elettronica. Questo sviluppo ha portato molti immigrati dal Sud dell'Italia. Per favorire la meccanizzazione dell'agricoltura vengono abbattute le piantate - costituite da filari di olmi, pioppi e viti, che per secoli avevano caratterizzato il paesaggio agrario , sostituite da vigneti, frutteti e qualche pioppeto. Vengono rinnovate le stalle, costruiti nuovi caseifici e ampliata la cantina sociale. Inizia la ristrutturazione del centro storico, il commercio si sviluppa e crescono i servizi pubblici e privati

Michele Pappacoda                       mjcheva@live.it

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Novi: anziano narcotizzato e derubato il giorno del suo 82esimo compleanno

8 Agosto 2015, 08:08am

Pubblicato da www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Novi: anziano narcotizzato e derubato il giorno del suo 82esimo compleanno
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Novi: anziano narcotizzato e derubato il giorno del suo 82esimo compleanno

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Novi (Modena), NARCOTIZZATO e derubato in casa propria il giorno del suo 82esimo compleanno. É allarme a Rovereto di Novi per una truffa odiosa di cui è rimasto vittima mercoledì pomeriggio un anziano residente in via Cesare Battisti. L’uomo è il papà di Susi Longhi, titolare del negozio di scarpe Calzature Loncar sempre in via Cesare Battisti.

Mercoledì pomeriggio Longhi era nel negozio assieme alla figlia e intorno alle 18 si è diretto verso casa, a qualche centinaio di metri di distanza. «Ha visto un uomo che suonava il mio campanello, nella casa a fianco, e gli ha chiesto che cosa volesse – racconta Susi che ha raccolto la testimonianza del padre – l’uomo si è presentato come tecnico incaricato di controllare una fuga di gas».

Pare che il truffatore indossasse una finta divisa e un cappellino e parlasse in italiano. «Ha convinto mio padre ad entrare in casa sua, dicendo che c’era stata una fuga di gas, una cosa gravissima».

Appena entrato in casa il finto tecnico del gas è andato in bagno e ha aperto il rubinetto della doccia, poi deve aver spruzzato nell’aria un gas maleodorante e irritante con una bomboletta.

«Mio padre mi ha detto che si sentiva un odore terribile, non riusciva a respirare e gli bruciava la gola – racconta Susi – la stessa sensazione che ho provato io quando sono entrata in casa più tardi. Mi bruciava la gola, l’aria era irrespirabile».

Dopo aver stordito la sua vittima, convincendolo che c’era una perdita di gas nell’abitazione, il truffatore ha messo in atto l’imbroglio. «Ha chiesto a mio padre di prendere tutti i gioielli e i soldi e metterli in una busta di plastica perchè potevano ossidarsi con il gas». L’anziano, confuso, si ricorda vagamente di aver infilato nella busta di plastica la fede con il brillante e l’orologio d’oro, più ottocento euro.

«Quell’uomo voleva farsi consegnare anche i quadri e altri oggetti di valore – racconta Susi – ma a quel punto mio padre si è arrabbiato e l’ha mandato via, dicendo di tornare il giorno dopo».

Ma ormai era troppo tardi, il truffatore è sparito portando via gioielli e contanti. «Mio padre mi ha chiamato, sono corsa a casa ma era già successo tutto». Forse il malvivente aveva un complice e pare che i due si spostino a bordo di un’auto grigia.

di Silvia Saracino IL RESTO DEL CARLINO

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Incidente mortale sulla via Emilia, la formiginese Simona racconta: "Viva per miracolo"

7 Agosto 2015, 12:03pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Incidente mortale sulla via Emilia, la formiginese Simona racconta: "Viva per miracolo"
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Incidente mortale sulla via Emilia, la formiginese Simona racconta: "Viva per miracolo"

INSERITO DA MORENA MOTTA Nell'incidente tra un Tir e due auto lungo la via Emilia tra Rubiera e Reggio, costtao la vita a una donna di 85 anni e il ferimento di due persone, si è salvata la formiginese Simona Mendozzi che racconta: "Ho visto la morte in faccia. Sono riuscita a sterzare in tempo per evitare l'impatto".

MODENA. Una donna di 85 anni è morta e due persone sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio sulla via Emilia tra Reggio e Rubiera. Coinvolta una giovane di Formigine, Stefania Mendozzi: racconta di aver visto la morte in faccia.

Un Tir ha tamponato un'auto, finita fuori strada dopo aver urtato una seconda vettura. La Statale è stata chiusa il tempo necessario ai soccorsi, giunti anche con due elicotteri del 118, oltre alla Polstrada, ai vigili del Fuoco e ai tecnici dell'Anas. Poi è stato istituito il senso unico alternato e il traffico è ripreso, ma ancora con rallentamenti per qualche tempo in entrambe le direzioni.

LO SCHIANTO. Sono da poco passate le 17 e i titolari del caseificio – Giulio Lugli ed Elena Ferrari, marito e moglie, titolaridi un caseificio – intuiscono subito la gravità della situazione e si proiettano fuori. Davanti ai loro occhi una scena terribile. Sono i primi testimoni dello schianto: vedono la Lancia Phedra blu violentemente tamponata dal camion Iveco che ha anche agganciato una Fiat Punto nera trascinandola per diversi metri quasi dentro al fossato che fiancheggia la strada. Nel fossato c’è invece la Lancia Phedra: dentro c’è una donna, è nella parte retrostante dell’auto che è completamente schiacciata, mentre altre due persone sono davanti.
Nella macchina solo silenzio. Per loro non possono far nulla, ma prontamente chiamano il 118 ed attivano i soccorsi. Marito e moglie riescono, invece, ad aiutare la donna che è dentro la Fiat Punto, per poi portarla nel punto-vendita affinché possa riprendersi dallo spavento.

VIVA PER MIRACOLO. «Ho visto la morte in faccia, sono viva per miracolo» sono le prime parole della 28enne Stefania Mendozzi, che vive a Formigine (Modena). Come lei stessa racconta deve la vita alla sua prontezza di riflessi: si trovava dietro alla Lancia Phedra quando ha visto la Lancia Phedra con innescata la freccia a sinistra per svoltare probabilmente dentro il piazzale del caseificio («Uno dei due uomini che ho visto nella Phedra – dice Elena Ferrari – mi sembra di conoscerlo come nostro cliente»). Ma soprattutto Stefania vede arrivare pericolosamente il camion e tenta subito di sorpassare a destra la macchina che sta cercando di svoltare. Una manovra che le salva la vita.Nel negozio l’aiutano a liberarsi dei vetri del finestrino che ha addosso, poi sarà trasportata all’ospedale Santa Maria per accertamenti (in serata sarà dimessa). In quegli attimi concitati arriva un’ambulanza che è di passaggio e l’equipaggio presta subito i primi soccorsi.


DISPERAZIONE. «Abbiamo visto anche la disperazione del camionista – aggiungono i titolari del caseificio – che continuava a dire di essersi trovato all’improvviso davanti quelle macchine e di non aver potuto far nulla per evitare l’impatto».

FONTE LA GAZZETTA DI MODENA

07/08/2015 13:03

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Mirandola, multa a un bar per 10mila euro

4 Agosto 2015, 09:08am

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Mirandola, multa a un bar per 10mila euro
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Mirandola, multa a un bar per 10mila euro

INSERITO DA ALESSIA CHIANESE I Carabinieri di Mirandola nel fine settimana, durante controlli agli esercizi aperti al pubblico, hanno contravvenzionato un bar applicando una multa di quasi 10.000 euro perché trovato aperto alle 4.00 di mattina, ben oltre l’orario consentito, mentre somministrava alcolici a circa una decina di persone, tra cui anche qualche pregiudicato.

Durante i controlli, i militari hanno poi fermato 3 giovanissimi nomadi a bordo di un’autovettura nel cofano della quale è stato trovato un compressore e alcuni attrezzi da lavoro risultati, a seguito di verifiche, asportati da un garage qualche giorno fa. I tre sono stati denunciati. Infine, fermato anche un 30enne nordafricano, che nello zainetto aveva due smartphone, diverse cover e accessori per telefonia mobile provento di furti commessi nei centri commerciali della città di “Pico”.

TRCTELEMODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS INSULTI, BOTTE E SPUTI IN FACCIA, UN UOMO PICCHIAVA L'EX MOGLIE DA DIECI ANNI, ARRESTATO

3 Agosto 2015, 10:47am

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS INSULTI, BOTTE E SPUTI IN FACCIA, UN UOMO PICCHIAVA L'EX MOGLIE DA DIECI ANNI, ARRESTATO

DI MICHELE PAPPACODA 03/08/2015 Vessazioni psicologiche, insulti, sputi in faccia e botte anche davanti ai figli minori. Maltrattamenti all'ex moglie andati avanti per oltre dieci anni finché i carabinieri di Castenuovo Monti, in provincia di Reggio Emilia, non sono stati chiamati dai figli della coppia al culmine dell'ennesimo episodio di violenza e l'uomo è stato arrestato. Sebbene separati legalmente, l’uomo, un 54enne residente in un comune dell’Appennino reggiano, non ha mai lasciato la casa continuando a usare violenza nei confronti della donna. Ieri l’ultimo episodio: tornato a casa ubriaco non ha gradito il pranzo preparatogli dalla moglie e dopo aver scaraventato a terra il cibo, ha insultato la moglie usandole violenza anche davanti a un figlio minore. L'ennesimo episodio di violenza si è concluso con l'arrivo dei carabinieri, chiamati dai figli della donna. Le forze dell'ordine hanno bloccato l’uomo che anche in presenza dei militari continuava inveire contro la donna. Dopo aver ricevuto le cure necessarie la donna ha raccontato ai militari le vessazioni, gli insulti e le violenze subite dall’ex marito il quale anche se separato continuava a vivere in casa obbligando l’ex moglie a ospitarlo e mantenerlo. La gravità delle violenze subite è dimostrata anche dalla circostanza riferita dalla donna costretta a tenere i capelli corti per impedire che il marito glieli afferrasse e strappasse come aveva fatto svariate volte nel passato. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia.

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