CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, usura ed estorsioni: due arresti di Finanza e Polizia, coinvolti tre carabinieri
INSERITO DA MORENA MOTTA MODENA. E’ in corso dalle prime ore di questa mattina un’operazione congiunta della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Modena, nell’ambito dell’operazione “The Untouchables”, nei confronti di cinque soggetti di Modena, Reggio Emilia e Verona. Due arresti, tre carabinieri coinvolti.
L'indagine. I provvedimenti cautelari personali sono stati emessi dal GIP del Tribunale nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena. Le misure riguardano esponenti noti appartenenti ad un gruppo criminale locale con riguardo ad episodi di usura ed estorsioni, nonché appartenenti ad altre Forze dell’ordine con riguardo ad episodi di corruzione.
La storia. L'indagine è partita nel 2013, a seguito di alcune segnalazioni pervenute da operatori finanziari coi quali erano state evidenziate operazioni poco chiare dietro le quali vi era il sospetto di riciclaggio per flussi di denaro di illecita provenienza. Si è così riusciti a ricostruire e far emergere un pericoloso gruppo criminale che operava nelle province di Modena e Reggio, in particolare nel distretto ceramico tra i comuni di Sassuolo, Fiorano, Casalgrande e Castellarano.
motivi. L'organizzazione ha trovato terreno facile per gli affari illeciti nel difficile momento di crisi economica vissuta da numerose aziende del comprensorio e per anni ha così potuto svolgere attività di usura ed estorsione nei confronti di imprenditori che a loro si rivolgevano a causa dell'impossibilità di accedere ai canali di credito tradizionali.
I protagonisti. A tirare le fila della banda un personaggio appartenente ad una famiglia di pregiudicati di Sassuolo che grazie al suo passato criminale riusciva ad intimorire i malcapitati: si tratta di Rocco Ambrisi affiancato da Adamo Bonini. Il lavoro della banda è stato facilitato dal fatto di essere riusciti a tessere nel corso degli anni una fitta rete di collegamenti appartenenti a Carabinieri e pubblici ufficiali dai quali riuscivano ad ottenere informazioni utili a salvaguardare dalle indagini della magistratura i loro traffici illeciti.
Tassi spropositati. L'attività ha consentito di quantificare interessi usurari per prestiti che arrivavano ad avere tassi pari anche al 417% su base annua, oltre alle connesse estorsioni perpetrate attraverso condotte intimidatorie.
Gli arresti. In manette, con il beneficio degli arresti domiciliari, sono finiti i due organizzatori della banca accusati di usura, estorsione e corruzione, mentre altri tre ordini di custodia cautelare sono stati emessi a carico di tre carabinieri che però potranno godere dei benefici della libertà con l'unico obbligo del divieto di dimora e di presentarsi alla polizia giudiziaria.
Carabinieri coinvolti. I militari dell'arma, tra i quali uno in congedo, devono rispondere delle accuse di corruzione, abuso d'ufficio, favoreggiamento e rivelazione di segreti d'ufficio. In particolare è emerso come i carabinieri cercavano di sapere se c'erano indagini sui due personaggi e se c'erano intercettazioni in grado di capire chi erano i loro "protetti", ovvero estorsori e usurai. Il gip del tribunale di Modena ha anche disposto il sequestro preventivo per sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio disponibile di conti correnti e titoli per un valore di quasi 1,7 milioni di euro oltre al sequestro di alcune auto di lusso intestate e in uso agli indagati.
FONTE LA GAZZETTA DI MODENA
01/10/2015 17:08
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