CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Cavezzo: falsi e reticenze, a giudizio ex-sindaco e vigili del fuoco

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAVEZZO. L’ex sindaco di Cavezzo, Stefano Draghetti, un capo squadra e due funzionari dei vigili del fuoco che hanno operato nel cratere del terremoto, tutti rinviati a giudizio a vario titolo per falso e omissione di atti di ufficio. È la decisione presa ieri dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Modena, dottoressa Teresa Magno, al termine di una udienza preliminare durata circa 4 ore.
Il processo si terrà davanti al tribunale di Modena, la prima udienza è fissata per il 14 gennaio.
E così, a distanza di otto mesi dalla notifica della conclusione delle indagini preliminari e soprattutto di quasi tre anni e mezzo dalla demolizione di Palazzo Paltrinieri, in pieno centro a Cavezzo, la giustizia penale segna un altro passo. Un passo non esattamente spedito, come peraltro è lento quello della ricostruzione.
A chiedere il processo il sostituto procuratore Luca Guerzoni, che si è fatto carico a suo tempo di sviluppare i contenuto dell’esposto alla Procura presentato dall’avvocato Nicoletta Tietto, ieri presente in aula assieme al collega Marco Ferraresi per la costituzione di parte civile di 10 persone offese, tra proprietari ed inquilini dell’edificio. Procura e parti offese hanno sostenuto la concreta sussistenza degli elementi di illiceità contestati ai 4 imputati. In sostanzaMassimo Bortot, 50 anni, capo squadra esperto dei vigili del fuoco e coordinatore del gruppo operativo speciale di Belluno in servizio nel cratere con le ormai famose ruspe rosse, il 7 giugno del 2012 avrebbe demolito arbitrariamente Palazzo Paltrinieri, edificio centenario danneggiato dal sisma.
Commettendo successivamente un falso ideologico in atto pubblico, dapprima nella relazione di servizio prodotta (falso attestato dalle immagini delle televisioni prodotte dall’accusa) e poi nella relazione integrativa che dovette preparare quando sul Comune si concentrarono le proteste dei proprietari, a cominciare da quelle di Danila Paltrinieri.
Proprietari e inquilini contestarono tra l’altro di non essere neppure stati avvisati dell’imminente demolizione, avendolo appreso guardando le immagini in tv.
Un falso ideologico in atto pubblico è contestato anche al sindaco Draghetti,oggi 46 anni, che nella serata dell’8 giugno firmava l’ordinanza con cui si disponeva l’abbattimento del palazzo, quando l’abbattimento era già iniziato il giorno precedente, senza atti che lo consentissero.
Nei confronti dell’ingegnere Michele De Vincentis, 57 anni, residente a Modena, responsabile del Coa (Comando Operativo Anzato) di San Prospero, e dell’ingegner Giovanni Nanni di Roma, 58 anni, direttore generale dei vigili del fuoco nel cratere, l’accusa è invece di omissione di atti d’ufficio. Avrebbero in sostanza omesso di fornire le documentazioni tecniche e fotografiche
e le informazioni necessarie per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. L'indagine del sostituto procuratore Guerzoni è stata molto complessa e difficile perché il magistrato si è trovato di fronte, come capita in questi casi, al classico muro di gomma della burocrazia. (ase)
LA GAZZETTA DI MODENA
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