CAMPANIA NEWS TRE MAGISTRATI DELLA CAMPANIA IN CORSA PER L'ANTIMAFIA: ROBERTI, LEMBO E ZUCCARELLI
03/04/2013 Diciotto domande, tre favoriti per la guida della Direzione nazionale antimafia. Tra di loro, nel poker d’assi degli investigatori italiani, c’è anche Franco Roberti, capo della Procura di Salerno, in corsa per succedere a Piero Grasso. E in pole position per la guida della Dna c'è anche Corrado Lembo, procuratore di Santa Maria Capua Vetere per 15 anni alla Dna, in prima fila nella lotta contro i Casalesi. A contendere questo nuovo incarico ai due inquirenti campani ci sono inoltre il procuratore di Messina, Guido Lo Forte, uno dei pm del processo Andreotti, e il capo dei magistrati bolognesi, Roberto Alfonso, supervisore dell’inchiesta sui fondi ai gruppi politica della Regione Emilia Romagna. Roberti arriva alla Corrado Lembo contesa finale forte dei risultati ottenuti a Salerno contro la criminalità organizzata ma, soprattutto, sulla scorta delle indagini che ha condotto personalmente a Napoli su Calciopoli e clan di camorra.
GLI ALTRI NOMI IN EVIDENZA – Negli ultimi giorni hanno presentato domanda al Csm anche Sergio Lari, procuratore di Caltanissetta, il pm del nuovo processo sulla strage di via D'Amelio, e il procuratore aggiunto di Roma Gianfranco Capaldo, titolare dell'indagine per omicidio volontario a carico dei due marò trattenuti in India e dell'inchiesta su Emanuela Orlandi. Ma in lizza ci sono anche due procuratori generali: il pg di Ancona Vincenzo Macrì, per anni aggiunto alla Dna e in precedenza pm a Reggio Calabria, e il pg di Catanzaro Santi Consolo, in passato consigliere del Csm.
OUTSIDER - Ed ancora altri nomi importanti, da Cataldo Motta (Lecce), pm nel processo sull'attentato alla scuola Falcone di Brindisi costato la vita alla studentessa Melissa Bassi a Luigi De Ficchy (Tivoli), che ha impugnato le assoluzioni dei principali imputati del processo sugli abusi sessuali nella scuola di Rignano Flaminio; Francesco Paolo Giordano (Caltagirone), già consigliere del Csm; Armando D'Alterio (Campobasso). Le due donne sono Carmen Manfredda, sostituto pg alla Corte d'appello di Milano e Silvana Maria Arbia, fuori ruolo con un incarico internazionale all'Aja. Ha invece un incarico a Bruxelles un altro dei candidati, Francesco Lo Voi; Completano il gruppo dei concorrenti i procuratori aggiunti Sandro Ausiello (Torino) e il terzo campano, Fausto Zuccarelli (Napoli) oltre al pm della procura nazionale antimafia Pier Luigi Maria Dell'Osso.
(FONTE: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO)
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INSERITO DA ANGELA CECERE 
NAPOLI, 2 APR - Sgominata, a Napoli, una banda specializzata in truffe agli anziani: quattro gli arresti. I militari hanno accertato oltre 30 episodi di truffe - messe in atto o tentate - tutte ai danni di persone anziane che venivano avvicinate da un falso avvocato il quale comunicava loro che familiari privi di copertura assicurativa per la Rc auto avevano causato un incidente stradale. Cosi' inducevano gli anziani a consegnare fino a 15.000 euro pensando di evitare conseguenze penali ai loro familiari.


















INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 
INSERITO DA CARMELA MALAFRONTE Gli ingredienti ci sono tutti, il fuoco nel forno è bello alto, pronto ad accogliere i primi impasti. Nella sala c'é anche un pizzico di comprensibile agitazione. Ad aprire i battenti infatti non è il solito locale, ma la 'Pizzeria impossibile' di Napoli in cui a cucinare e a mangiare ci sono persone un po' particolari: da un lato impastano e servono ai tavoli 15 ragazzi 'difficili', 10 dei quali segnalati dal Tribunale dei minori per piccoli reati, e dall'altro gli ultimi della città, quelli che hanno perso tutto e che trovano conforto in dormitori pubblici e mense dei poveri. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'associazione Scugnizzi e il gruppo di ristorazione Fratelli La Bufala. Da oggi, per 3 giorni alla settimana, saranno offerte 40 pizze per altrettante persone disagiate. A dirigere i 'colleghi' c'é il giovane Antonio, 16 anni e un curriculum già fitto di lavoretti a nero. Per lui c'é il compito più delicato, quello di direttore di sala. "Questo lavoro è una bella opportunità - dice - possiamo imparare un mestiere, crearci un futuro. In passato ho già lavorato in una pizzeria, ma solo ora sto imparando. E poi è bello stare assieme, siamo diventati come una famiglia". Gomito a gomito con lui ci sono altri giovani, tutti con percorsi simili: i banchi di scuola abbandonati presto, lavoretti saltuari, per alcuni anche piccoli reati. C'é anche un ragazzo di origini ucraine che fino a qualche anno fa non sapeva nemmeno cosa fosse la pizza. Si chiama Oleh, o alla napoletana, come lo chiamano i compagni, 'ole''. "E' una bella esperienza - dice - al mio Paese chiamano pizza un'altra cosa, qui invece sto imparando la tradizione e spero che possa diventare il mio futuro". Per tutti c'é il sogno di avere la stessa fortuna di alcuni ex detenuti del carcere di Nisida che hanno partecipato al progetto 'Finche' c'é pizza c'é speranzà. "Uno di questi - racconta orgoglioso il presidente della holding Emme Sei, Giuseppe Marotta - lavora ancora con noi, lo abbiamo assunto nel nostro locale a Malta e ha anche trovato l'amore. E' una bella storia di riscatto, come vorremmo ce ne fossero tante altre". "Cerchiamo di offrire dei percorsi educativi - dice il presidente dell'associazione Scugnizzi, Antonio Franco - cerchiamo di dare loro un futuro". E intanto tra una pizza e una bibita anche per i senza fissa dimora trascorre una giornata un po' diversa. Qualcuno chiede a gran voce un applauso ai giovani pizzaioli. "Grazie ragazzi - dice - vi auguriamo di cuore un futuro diverso".