CAMPANIA NEWS Ottantenne ucciso in casa, l'autopsia: "Morte legata alle percosse"
TORRE DEL GRECO Caccia aperta, e a tutto campo, ai tre banditi autori del raid in via Lamaria costato la vita all’ottantenne Nunzio Prospero, morto dopo essere stato legato e percosso perché rivelasse il nascondiglio di contanti e preziosi. Nel frattempo l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Silvio Pavia ha individuato con certezza le cause della morte. Secondo le prime indiscrezioni, il medico legale incaricato dal pm, il dottor Antonio Sorrentino, avrebbe determinato senza ombra di dubbio che il decesso avrebbe una “intima connessione” con le percosse subìte dall’uomo. Entro sessanta giorni l’esperto (grazie al quale, in passato, sono stati risolti numerosi casi, e grazie alle cui analisi si è anche giunti al verdetto di assoluzione per il delicatissimo caso degli omicidi del Parco Giusy) consegnerà alla magistratura inquirente la sua relazione finale, e da quella si potranno evincere gli ulteriori dettagli tecnici che riveleranno particolareggiatamente come e da cosa Nunzio Prospero sia stato ucciso e se il danno letale sia stato “diretto” o “indiretto”. Ovvero se a uccidere l’anziano sia stato direttamente un trauma causato dai suoi torturatori oppure, indirettamente, il terrore e il dolore possano averlo portato a un arresto cardiaco. Comunque sia una cosa ora è certa: considerato che il medico legale ha ritenuto il decesso dell’uomo sicuramente connesso con le percosse ricevute, e quindi con il sequestro e la rapina subìti, i tre ricercati dovranno sicuramente rispondere di omicidio. Quella perizia autoptica mette nero su bianco che quelli in fuga non sono affatto rapinatori una cui preda è “casualmente” deceduta dopo essere stata derubata, ma assassini che hanno infierito sulla loro vittima fino ad ammazzarla. Nel frattempo i carabinieri della compagnia cittadina stanno investigando in ogni direzione. Si batte anche la pista della possibile “talpa” che potrebbe aver aiutato i rapinatori nel loro colpo. Si sospetta che qualcuno residente in zona, o che comunque conosceva bene quel rione e l’abitazione dei due anziani, possa aver indicato ai malviventi la coppia di ottantenni come ottimo bersaglio: un lavoretto facile, con le vittime incapaci di una reazione vigorosa, e con un bottino assicurato. Acquisiti i filmati registrati dalle telecamere dell'impianto di videosorveglianza della villetta prospiciente il casolare in cui vivevano Nunzio Prospero e la moglie. La speranza degli investigatori è che l’occhio elettronico possa aver ripreso la gang di rapinatori quando questi hanno scavalcato il muro di cinta della proprietà privata, sorprendendo Nunzio e la moglie invalida, Raffaela Esposito,ottantatreenne. In realtà la percentuale di probabilità che i frames estratti dai filmati possano rivelarsi utili è alquanto bassa, poiché le telecamere inquadrerebbero solo parzialmente la zona interessata. Tuttavia i militari guidati dal capitano Michele De Rosa sperano che vi sia qualcosa di utile nel “registrato”. E l’intera zona viene battuta alla ricerca di altre telecamere di sorveglianza che possano aver colto immagini utilizzabili per le indagini. Il raid assassino era avvenuto nella notte fra il quattro e il cinque marzo. I malviventi avevano fatto irruzione in un'isolata abitazione di via Lamaria e avevano preso d'assalto i due anziani proprietari per portare via soldi e gioielli. Di fronte alla reazione del padrone di casa non avevano esitato a utilizzare le maniere forti per mettere a tacere i due pensionati, immobilizzandoli e picchiandoli per farsi rivelare il nascondiglio dei valori custoditi in casa. Dopo la razzìa, e dopo aver causato la morte dell’anziano, la fuga. In seguito la donna era riuscita a chiedere aiuto telefonando a un nipote che aveva chiesto l'intervento delle forze dell'ordine: all'arrivo dei carabinieri, tuttavia, Nunzio Prospero era già morto. di GIOVANNI TARANTO METROPOLIS
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