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campania news

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CAMPANIA NEWS Napoli, ragazzini pestati a sangue per uno sguardo in metropolitana «La stazione sembrava un mattatoio»

16 Aprile 2013, 12:02pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130416_5273712.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Calci, pugni, unghiate in piazza Dante: i tre, compresa una ragazza, sono stati coperti dalla furia del branco NAPOLI - È bastato uno sguardo di troppo per scatenare l’inferno nella stazione della metropolitana di Dante. L’orologio segnava le 18.10 di ieri pomeriggio quando due ragazzi e una ragazza, poco più che adolescenti, si stavano recando all’interno della stazione della linea 1. Un branco, erano circa una decina, presumibilmente tutti minorenni e assidui frequentatori della zona secondo i primi riscontri, ha incrociato lo sguardo dei tre. A quel punto è volata qualche parola di troppo nei confronti della ragazza, difesa da uno dei suoi due amici. Sembrava finita lì, un litigio verbale, come tra ragazzi ce ne sono tanti, spesso per futili motivi. I tre giovanissimi sono entrati in metropolitana, quando all’altezza dei varchi, in procinto di marcare il biglietto, sono stati affrontati dalla baby gang: «Esci fuori» ha detto un componente del branco rivolgendosi ad uno dei malcapitati. Pochi attimi e la situazione è degenerata trasformando l’ingresso della stazione di Dante in una scena da «Arancia meccanica». Calci, pugni, unghiate: i tre, ragazza compresa, sono stati coperti dalla furia del branco. Sangue ovunque e pochi minuti dopo la stazione sembrava un mattatoio: macchie dai tornelli al bagno, una scia lunga metri. Si è scatenato il panico in pochi secondi, chi si trovava di passaggio, sia in entrata che in uscita dal metrò ha cercato di mettersi ai ripari e alcuni scappando all’esterno hanno avvisato prontamente i carabinieri. Tutto in sessanta secondi. Prima che la baby gang si mettesse in fuga scappando chissà dove, in quale vicoletto alle spalle della piazza. Le vittime, una delle tre ha riportato la rottura del setto nasale, sono state prontamente soccorse dagli agenti di stazione presenti in quel momento. Purtroppo anche loro sono spesso vittime di violenze gratuite, come denunciato in tante occasioni proprio attraverso le pagine del Mattino. I carabinieri intervenuti hanno poi accompagnato le vittime dell’agguato in caserma per permettere loro di sporgere denuncia. Inoltre hanno chiesto a Metronapoli di poter visionare le immagini dell’aggressione per cercare di poter individuare i colpevoli del folle gesto di stringere il cerchio intorno alla gang. Oltre ai ragazzi brutalmente colpiti, anche alcuni testimoni risultano chiaramente sotto choc: «Scene che non avrei mai pensato di vedere nella mia vita. Una violenza incredibile. Addirittura sono volati calci in faccia» racconta Alessandro, uno studente che stava rientrando a casa in quel momento. «Ma come si può pensare di picchiare qualcuno per una parola di troppo?» si interroga invece un anziano signore che ha assistito di sfuggita al fattaccio: «Napoli non si salverà mai – prosegue - Se questi sono i nostri figli non c’è proprio speranza. Ho visto dei ragazzi a terra ed altri colpirli con dei calci in faccia come se fossero indiavolati, posseduti. Io non ho parole, poteva ucciderli». Una coppia di ragazzi incalza: «Poteva succedere anche a noi. Immaginiamo la dinamica, cose che si leggono troppo spesso sui giornali. E meno male che nessuno ha tirato fuori il coltello se no staremo qui a parlare di un altro ragazzo morto senza alcun motivo». E pensare che soltanto una decina di giorni fa, il 3 aprile scorso, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora aveva fatto visita a Napoli, dopo un tour in Campania e nel Sud Italia, incontrando anche il Questore Luigi Merolla e il Prefetto Francesco Antonio Musolino. Durante l’incontro a palazzo Salerno, Spadafora aveva sottolineata la necessità «di investire fondi per migliorare i servizi per i giovani». «E’ importante – aveva aggiunto il Garante - che i ragazzi vivano molto tempo insieme in strutture dedicate, così da allontanarli dalla strada».

IL MATTINO

16.04.2013.

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CAMPANIA NEWS NAPOLI, COME UCCIDE LA CAMORRA: IL VIDEO CHOC DELL'OMICIDIO FELACO

15 Aprile 2013, 09:38am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


NAPOLI - Un lungo inseguimento conlcuso con quattro colpi di arma da fuoco alla testa: fuucciso così, lo scorso 6 dicembre 2012, Luigi Felaco, trafficante di droga ed esponente del clan Polverino e legato al clan Orlando. Oggi, anche grazie ad un video, per quell'omicidio è stato sottoposto a fermo dai carabinieri del comando provinciale di Napoli, Gianluca Troise, considerato esecutore materiale. L'agguato avvenne in pieno giorno, nel centro di Calvizzano(Napoli). Il movente, secondo le indagini dei militari, è da ricondursi alle dinamiche tipiche dei circuiti criminali del traffico internazionale di droga. In particolare fu una ritorsione decisa dal gruppo Polverino. È stato un video, oltre alle indagini, ad 'incastrare' Troise: immagini registrate da una telecamera sistemate nel caseificio dove fu commesso l'omicidio. Le indagini hanno, poi, ulteriormente confermato il ruolo e il movente di Felaco.

IL VIDEO DELL'OMICIDIO


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CAMPANIA NEWS Ciclista investito nel porto di Napoli Accesso solo con permesso, si ripropongono problemi di sicurezza

15 Aprile 2013, 08:41am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Ciclista investito nel porto di Napoli - NAPOLI, 14 APR - E' in gravi condizioni un ciclista travolto all'interno del porto di Napoli mentre un camion effettuava l'inversione di marcia attorno ad una rotatoria.

L'accesso al porto è consentito con un apposito permesso rilasciato dall'Autorità Portuale e con il pagamento di una 'tassa' di 24 euro che serve al sostentamento di un centro di videosorveglianza. La polizia sta indagando per appurare se il ciclista fosse in possesso di permesso di accesso. Era in compagnia di altri sportivi.
ANSA

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CAMPANIA NEWS Napoli. Arsenale scoperto alla Sanità mitraglietta e pistole pronte all'uso

14 Aprile 2013, 11:08am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130414_poliziaaa.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Pedinamenti dela polizia, poi la scoperta delle armi e il fermo di una donna e di un uomo. Munizioni di armi comuni e da guerra Un vero e proprio arsenale è stato scoperto dalla polizia nel Rione Sanità a Napoli; sono state sequestrate una mitraglietta, 4 pistole e numerose cartucce e sono state arrestate due persone. Gli agenti del Commissariato San Carlo Arena hanno bloccato la notte scorsa Vincenza Brando, 25 anni, e Vincenzo Ostrowski, 41 anni, pregiudicato, ritenuti responsabili di detenzione illegale di armi da guerra, comuni da sparo e clandestine nonchè di munizioni di armi comuni e da guerra. Da tempo gli agenti avevano avviato un'attività investigativa in seguito agli ultimi fatti di sangue avvenuti nel Rione, in particolare in relazione all'agguato mortale contro Francesco Bara, avvenuto il 30 dicembre dello scorso anno e il ferimento di Ciro Orlando - e di un 17enne che si trovava in sua compagnia - avvenuto il 7 marzo scorso. Le indagini della polizia avevano permesso di appurare che le armi utilizzate per compiere le «spedizioni» erano detenute da una donna del quartiere non nota alle forze dell'ordine la quale, nelle ore notturne, provvedeva a trasportarle nella sua abitazione dopo averle prelevate da un'appartamento in uso a soggetti affiliati ad uno dei gruppi criminali in lotta nella zona per l'egemonia del Rione. Gli agenti si sono quindi appostati nei pressi di una di queste abitazioni, situata in via Sanità, utilizzata da Vincenzo Ostrowski, e poco dopo hanno visto la Brando entrarvi e uscirne poco dopo. I poliziotti sono quindi entrati in azione ed hanno bloccato la donna: nella borsa hanno trovato 47 cartucce calibro 9X21 e calibro 9. Una prima perquisizione nell'appartamento ha dato esito negativo, mentre una seconda a casa della donna, a Salita Principe, ha consentito alla polizia di ritrovare un vero e proprio arsenale: una mitraglietta Mini UZI calibro 9 mm, completa di caricatore con 21 cartucce; una pistola calibro 9X19, completa di caricatore con 3 cartucce stesso calibro; una pistola di fabbricazione belga con caricatore, ma priva di cartucce e senza matricola; una pistola Beretta calibro 9 mm., completa di caricatore con 2 cartucce; una pistola priva di marca e matricola calibro 38 completa di caricatore con 3 cartucce; 20 cartucce calibro 9X21. Subito dopo gli agenti hanno bloccato anche l'uomo il quale è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Anch'egli dovrà rispondere degli stessi reati dei quali è accusata la Brando, per entrambi aggravati dall'articolo 7 della Legge 203/91, per aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività illecite di un'organizzazione criminale prevista dall'articolo 416 bis del codice penale. Sulle armi sequestrate - tutte perfettamente efficienti - saranno effettuati accertamenti balistici allo scopo di stabilire se siano state utilizzate in occasione di fatti di sangue.

IL MATTINO

14.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, stop alla costruzione di un campo rom su un'area comunale

14 Aprile 2013, 11:03am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130413_bonifica_via_casoria_interno_area_asia_prima__1_.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

In azione la municipale di Secondigliano con il supporto dell'Asìa. Area monitorata per giorni per impedire il ritorno delle baracche abusive Le baracche erano state costruite nel punto in cui la vegetazione era più fitta. Lontano dagli sguardi dei passanti. Distante metri e metri da eventuali "sguardi indiscreti". Un gruppo di rom era pronto ad allestire un campo abusivo su un'area del Comune di Napoli affidato in concessione all'Asìa. Ma le operazioni di "costruzione" di nuove baracche sono state bloccate dagli uomini della polizia municipale dell'Unità operativa di Secondigliano che, dopo una segnalazione, sono intervenuti per stroncare - sul nascere - l'insediamento irregolare sorto in via Casoria. Inutile la presenza del robusto cancello a protezione dell'area: i rom, facendosi largo tra la vegetazione, avevano utilizzando come via d'accesso i campi che circondano l'area. All'arrivo degli agenti - coordinati dal tenente Ciro Colimoro - il gruppetto di rom intento a costruire nuove baracche è fuggito via. Tre le baracche nascoste dagli alberi e già "pronte all'uso": intorno un tappeto di rifiuti di ogni genere, tra cui anche lastre di amianto. Dopo il blitz gli agenti hanno monitorato per alcuni giorni l'intera area per evitare ogni eventuale "riavvicinamento". Poi l'abbattimento definitivo delle baracche e la raccolta dei rifiuti accumulati sul posto. L'opera di demolizione ha richiesto l'intervento dei bobcat dell'Asìa che hanno ripristinato l'area, in attesa della bonifica definitiva, il tutto dopo un sopralluogo del presidente della VII Municipalità, Vincenzo Solombrino e del responsabile operativo dell'Asìa, Sergio Esposito. «L'area - di proprietà comunale -ospitava in passato un ippodromo mentre oggi l'intera zona è in concessione all'Asìa per la realizzazione di un autoparco - spiega il tenente Colimoro - Nel corso del blitz abbiamo scoperto due containers dove erano state accatastate parti e ricambi di automobili. Durante i controlli abbiamo anche ritrovato una gabbia che - quasi sicuramente - era utilizzata per il ricovero dei cani da combattimento». La zona dove sarebbe presto sorto un insediamento rom - spiegano dalla Municipale - sarà presidiata costantemente dagli agenti anche nei prossimi giorni.

IL MATTINO

14.04.2013.

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SANT'ANTIMO NAPOLI NORD NEWS Rissa mortale ad Aversa, Agostino minacciato su Fb

14 Aprile 2013, 10:59am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130413_controlli_movida.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il 17enne accusato del delitto di Emanuele, una settimana fa, rimane in cella. Resta la sorveglianza alla sua casa di Alessandra Tommasino Una settimana fa Emanuele era ancora vivo e mai avrebbe immaginato che la sua esistenza potesse finire così presto, in una domenica sera come tante. Mentre era in giro a divertirsi, prima di ricominciare una nuova settimana a scuola. Il piccolo «Sfera», come lo chiamavano i suoi amici del liceo scientifico Fermi, non c’è più e altri ragazzi coinvolti nella rissa hanno ancora sul corpo le ferite. Uno fra loro è stato anche sottoposto a un intervento chirurgico, ma, per fortuna, nessuno versa in condizioni critiche. Qualcuno, nell’esprimere solidarietà ai giovani colpiti, incita alla vendetta, con i «Glielo facciamo vedere noi». Il riferimento è chiaramente ad Agostino, a colui che oggi viene descritto come il peggiore degli assassini. Parole che di certo si scontrano con quelle di apertura utilizzate dalla stessa madre di Emanuele, che chiede di conoscere la verità. Che chiede «Giustizia» con la g maiuscola, nella sua nota di ringraziamento a quanti le sono stati vicini nel commovente giorno dei funerali. Non vendetta, ma giustizia. Per il figlio che non c’è più. Il linguaggio è quello di una mamma che semina amore, a stonare sono le parole di alcuni che invece, chiaramente restando in superficie, vedono in Agostino «il mostro». Eppure il diciassettenne di San Marcellino, macchiatosi del terribile delitto di Emanuele, era lui stesso vittima del branco. In varie occasioni, questo è quanto emerso da testimonianze, racconti e indagini, sarebbe stato picchiato ed umiliato da gruppi di ragazzi. E domenica scorsa deve essere accaduto qualcosa che l’ha portato al gesto estremo. Su questo stanno facendo luce gli inquirenti, ma la società civile, le istituzioni, la chiesa non possono certo abbassare lo sguardo dinanzi all’aiuto negato ad Agostino. «Occorre un esercito di educatori e testimoni di valore - afferma Pasquale Cirillo di Legambiente Casapesenna, presidio locale di Libera - i giovani del nostro territorio sono stati per troppo tempo abbandonati a se stessi».

IL MATTINO

14.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Caserta, blitz dei carabinieri alla Reggia Un arresto per spaccio di droga

13 Aprile 2013, 11:13am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130413_elicott.jpg

 

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I militari della Compagnia di Caserta hanno arrestato un pusher e segnalato numerosi tossicodipendenti alla Prefettura. Attività illecite filmate dall'elicottero CASERTA - Un spacciatore di droga è stato arrestato e numerosi tossicodipendenti segnalati alla prefettura nel corso di un' operazione condotta dai carabinieri all'esterno della Reggia di Caserta. Qui, in particolare nelle ore serali, si riuniscono decine di ragazzi. Numerose le pattuglie impiegate, sia in uniforme che in borghese, con l'appoggio di un elicottero. Un immigrato 24 enne del Mali è stato trovato in possesso di 54 grammi di marijuana suddivisi in dosi e 230 euro. I militari - coordinati dal capitano Raffaele Romano - hanno sequestrato 10 grammi tra hashish e marijuana a conferma del fatto che il piazzale esterno alla Reggia, oltre a essere diventato teatro della movida notturna, viene usato da numerosi pusher come piazza di spaccio. Nel novembre scorso furono arrestati tre spacciatori. Nei pressi della Reggia vanvitelliana sono stati controllati oltre 100 veicoli ed identificate 200 persone. 20 le infrazioni al codice contestate e 2 gli automobilisti denunciati per guida in stato di ebbrezza.

IL MATTINO

13.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, omicidio in pieno giorno 23enne ucciso ai «Ponti Rossi

13 Aprile 2013, 11:08am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130413_popo.jpg

 

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Sull'omicidio indagano i carabinieri. La sparatoria è avvenuta questa mattina nella zona dei «Ponti Rossi» PER APPROFONDIRE: agguato, camorra, sparatoria, napoli NAPOLI - Un ragazzo di 23 anni, Ciro De Rosa, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in via Macedonia, nella zona dei «Ponti rossi». La vittima, già denunciato in passato, sarebbe stato raggiunto da sicari dopo le 11 che hanno aperto il fuoco contro di lui. Sull'omicidio indagano i carabinieri. La vittima, identificata in un primo momento come Antonio De Rosa, aveva addosso i documenti del padre, Antonio appunto, pregiudicato anche lui.

IL MATTINO

13.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, allarme al Cardarelli furti seriali negli spogliatoi

11 Aprile 2013, 09:49am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

20130411_fsa.jpgNAPOLI - Gli ultimi due raid a distanza di 48 ore. Al Cardarelli è allarme per i furti seriali, low-cost. Un giorno, spariscono le scarpe e i giubbotti. Un altro, portano via le divise del personale. Stessa scena del crimine: gli spogliatoi del padiglione A. Sull’orlo di una crisi di nervi, gli operatori sanitari, vittime designate durante i turni nei reparti, quando gli armadietti sono colmi di roba, «nell’orario in cui i ladri evidentemente sanno di poter agire indisturbati». Come racconta un infermiere di 39 anni, che si è appena rivolto ai carabinieri per denunciare l’escalation: «Spariti gli abiti di ricambio. A fine turno, per tornare a casa, sono stato persino costretto ad attraversare la città in sella allo scooter, sfoggiando i vestiti e i calzari utilizzati in corsia». Più volte, spiega, il suo armadietto è stato forzato. Venerdì scorso, quando non era in servizio, è stato avvisato da una guardia giurata: gli hanno portato via due divise; domenica il resto: dalle scarpe Nike al giubbotto Tucano. Nella denuncia l’infermiere puntualizza che non si tratta di un caso isolato: «Sono stati divelti anche altri armadietti e quindi anche altri miei colleghi sono stati derubati. A uno di loro, ad esempio, hanno preso gli occhiali, a un altro pure le scarpe». Un problema è che gli spogliatoi del padiglione si trovano al piano meno uno, in un’area della cittadella ospedaliera abbastanza isolata, accessibile anche da un ingresso secondario. «E la porta dello spogliatoi ha un dispositivo di chiusura guasto da diversi mesi e anche dopo le diverse segnalazioni verbali alla direzione del presidio del padiglione e alle guardie giurate competenti per la vigilanza», segnala l’operatore, che aggiunge: «Il più grande motivo di preoccupazione è che qualcuno di noi, se deve tornare negli spogliatoi durante il turno di lavoro, per cambiare la divisa o per qualunque altra ragione, possa imbattersi nei malviventi all’opera e rischiare di essere aggredito. Urlare nei sotterranei credo potrebbe non bastare ad attirare l’attenzione. Con martello e cacciavite l’altro giorno ho fatto un gran rumore per blindare il mio armadietto: nulla è accaduto». Ladri, dunque, scatenati nell’ospedale in cui si sommano gli allarmi. Nel mirino c’è infatti il personale sanitario già provato dalle sempre più accentuate carenze in organico. Con una lettera, il manager Rocco Granata ha di nuovo richiamato l’attenzione sulla problematica e sollecitato provvedimenti, dopo aver già preannunciato in un incontro in Regione che, senza risposte immediate, «trasmetterà agli organi competenti un elenco dettagliato delle attività e dei servizi che saranno ridotti o sospesi a tutela dei pazienti e degli operatori». Nella struttura, in settimana, si sono anche svolte una assemblea dei lavoratori del 118 e una riunione della commissione decentrata. E i sindacalisti hanno inviato una lettera al prefetto per ribadire lo stato di agitazione. In relazione all’emergenza legata ai vuoti in organico e al blocco del turn-over, dopo un articolo del «Mattino», il consigliere regionale Antonio Marciano ha infine inviato una nota al presidente della commissione sanità, Michele Schiano di Visconti, perché valuti l’opportunità di convocare in audizione i vertici del Cardarelli con i rappresentanti dei lavoratori. «Credo sia doveroso da parte del Consiglio regionale – sottolinea Marciano nella missiva – offrire ascolto a chi è in prima linea, nell’interesse generale della comunità, e sostenere insieme un’iniziativa tanto forte presso il governo nazionale affinché possa garantire al Cardarelli e alle tante aziende in difficoltà il numero adeguato di risorse professionali».

di Maria Pirro IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Napoli, sequestrate l'ex Italisider e l'ex Eternit: «Disastro ambientale» Indagati dirigenti di «Bagnolifutura»

11 Aprile 2013, 09:46am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

20130411_511479.jpgInchiesta nata dopo la denuncia di una donna morta di tumore.. Per Bagnoli Futura scatta l'amministrazione controllata.

NAPOLI - Un patto su più livelli, che avrebbe coinvolto i vertici di Bagnolifutura, la società di trasformazione dell'ex acciaieria, ma anche un dirigente del Ministero dell'ambiente, dirigenti di comune e provincia, finanche di Arpa e Università. Chiaro l'impianto dell'accusa che ha portato al sequestro dei suoli ex Eternit e ex Italsider: la bonifica dell'area non è avvenuta o è avvenuta solo in parte, nonostante le decine di milioni di euro versati dallo Statp per risanare la periferia occidentale. Quanto basta a spingere la procura a ipotizzare i reati di truffa, disastro ambientale, falso e favoreggiamento. Una inchiesta nata dopo la denuncia di una donna morta di tumore al polmone nel 2011, che si rivolse in Procura per chiedere giustizia: non fumo, ho uno stile di vita salutare, in famiglia non ho nessun parente malato, eppure sto morendo di cancro. Si indaga sulla gestione di oltre 130 milioni di euro. Stando agli accertamenti dei carabinieri del comando provinciale e del Noe, la bonifica sarebbe stata realizzata solo in parte, grazie a una variante del programma di riqualificazione varato nel 2006, che ha consentito alla bagnolifutura di portare avanti attività solo sulla carta. Per dirla con la ricostruzione fatta dalla procura (e vagliata dal collegio di giudici presieduto da bruno d'urso), se all'inizio la zona era inquinata a macchia di leopardo, dopo gli interventi di bagnolifutura l'inquinamento sarebbe stato spalmato su tutto il territorio. Un'inchiesta che vede coinvolti, per l'ipotesi di truffa e disastro ambientale, l'ex direttore del ministero dell'ambiente Gianfranco Mascazzini, i due ex vicesindaci Sabatino Santangelon e Rocco Papa, Mario Hubler (oggi impegnato sul fronte dell'America's cup), Alfonso De Nardo (Arpac). In tutto sono ventuno gli indagati, in una vicenda in cui si ipotizzano vario titolo anche le ipotesi di falso, e favoreggiamento. Tra gli indagati anche Maria Teresa Celano (dirigente sponsabile area ambiente della Provincia) e Giuseppe Pullo, responsabile del dipartimento ambiente del comune di Napoli. Inchiesta coordinata dagli aggiunti Francesco Gregco e Nunzio Fragliasso, Al termine del lavoro del pm Stefania Buda.

di Leandro Del Gaudio IL MATTINO.IT

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