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campania news

CAMPANIA NEWS NAPOLI Caldoro, gli italiani sono con Napolitano

21 Aprile 2013, 11:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2013/4/20/e6b4cc61bbbc2272c6bd1529eef0f811.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Napolitano miglior custode unita' nazionale  NAPOLI,  ''Giorgio Napolitano e' il miglior custode dell'unita' nazionale. Il Paese e' con Napolitano. Gli italiani sono con lui'': lo ha detto il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, commentando la rielezione di Napolitano alla Presidenza della Repubblica, anche in riferimento a quanto sta avvenendo dopo le votazioni. Napolitano - ha aggiunto Caldoro - e' il ''garante della Costituzione, custode dell'unita' nazionale''.

ANSA

21.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Regione Campania, il manager vuole l'iPad: «Non ti spetta»

20 Aprile 2013, 12:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130420_ipad02.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

NAPOLI - Vuoi l’Ipad? Compratelo. È più o meno questa la risposta che il coordinatore dell’area Demanio e Patrimonio della Regione ha dato al capo del dipartimento Istruzione, Politiche culturali e sociali di Palazzo Santa Lucia che chiedeva un po’ di strumentazione multimediale per sè e per il suo ufficio. La richiesta è del 19 marzo. Via fax, il nuovo capo del dipartimento, Stefano Torda, chiede all’ufficio Demanio e Patrimonio che la sua struttura venga dotata di strumenti tecnologici «indispensabili per operare». In particolare Torda chiede per sè un Iphone 5 e un Ipad, uno smartphone per il responsabile dello staff, due smartpfhone per il personale degli uffici, due postazioni informatizzate per l’ufficio. Il 4 aprile il coordinatore dell’area Demanio risponde. E risponde picche. Il settore, scrive a Torda il dirigente dell’area, «è impossibilitato in parte ad ottemperare alla richiesta». Alla base dell’impossibilità c’è il fatto che la convenzione Consip, «telefonia mobile 5, non prevede la fornitura in noleggio» di Iphone 5 e di Ipad. L’Ufficio precisa che ai propri amministratori può essere fornito solo il blackberry. Prendere o lasciare. Nessun problema, invece, per i tre smartphone, i Samsung Galaxy previsti dalla convenzione. «Alla faccia della spending review - commenta Antonio Marciano (Pd) - c’è chi, come il capo del dipartimento alla Ricerca, presenta un elenco della spesa per avere materiale informatico e di telefonia mobile di ultima generazione per sè e per la sua struttura. E pensare che questi sono i principali uomini di punta della nuova macchina amministrativa scelti direttamente dal presidente Caldoro. Se questi sono i protagonisti della ”rivoluzione”, i paladini del rigore e della sobrietà, siamo davvero messi male». Marciano polemizza anche sulla riforma della macchina amministrativa. «Era stata annunciata come un vera e propria rivoluzione copernicana. Siamo alla vigilia della sesta proroga del precedente ordinamento, il nuovo doveva entrare in vigore a ottobre 2012. Nel frattempo - dice il consigliere regionale del Pd - si sono insediati i nuovi capi dipartimento e i nuovi dirigenti di staff e si sono consolidati gli Uffici di diretta collaborazione del presidente dai quali dipendono 228 persone, con dubbi che aumentano sulla sbandierata riduzione dei costi». Fatti e numeri che la Regione smentisce. «I risparmi ottenuti con la razionalizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del presidente sono di circa 3 milioni», precisa una nota di Palazzo Santa Lucia. Con il nuovo ordinamento, spiega la Regione, nella nuova struttura sono confluiti il Gabinetto del presidente, gli Uffici Comunitario e Statistica, la segreteria di giunta e l’Ufficio di Piano, oltre alla vecchia struttura già esistente. «Con la nuova organizzazione, sono state eliminate le duplicazioni di ruoli e funzioni. Questo - fa sapere la Regione - ha prodotto una riduzione dai 56 uffici dirigenziali del precedente apparato organizzativo alle 25 strutture dirigenziali attuali. Di queste ultime, al momento, sono occupate solo 17 posizioni. In termini economici, il costo dei dirigenti è sceso da 4.834 mila euro a 2.251 mila attuali». p.mai.

IL MATTINO

20.04.2013.

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CAMPANIA NEWS NAPOLI COCAINA, PATTO CAMORRA-MAFI A: 44 ARRESTI

19 Aprile 2013, 09:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NAPOLI Cocaina, patto camorra-mafi a: 44 arresti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Droga dalla Spagna grazie al mandamento palermitano di Brancaccio. Maxi yacht sequestrati

Napoli. Quarantaquattro persone affi liate a clan di camorra che importavano droga dalla Spagna in Italia sono state arrestate dai Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna in una vasta operazione scattata nella notte a Napoli e Campania. Tra gli arrestati vi sono esponenti di spicco dei clan Di Lauro, Amato-Pagano, Polverino, Mazzarella, Ferrara, Cuccaro e Carfora. I primi operano nell’hinterland e nella zona Nord di Napoli; l’ultimo nella provincia di Caserta. I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per i reati, contestati agli arrestati a vario titolo, di associazione per delinquere fi nalizzata al traffi co di droga e di spaccio di stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità. Nelle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafi a di Napoli, i Carabinieri hanno raccolto elementi sull’esistenza di gruppi criminali subordinati ai clan del capoluogo campano che, per conto di questi ultimi, gestivano l’importazione di consistenti quantitativi di droga dalla Spagna e il rifornimento delle piazze di spaccio di Scampia, Melito, Marano, Mugnano e di altre regioni italiane. Contatti fra alcuni clan della camorra napoletana e la mafi a siciliana, in particolare il mandamento Brancaccio di Palermo, sono stati accertati dai carabinieri. I contatti - stando a quanto documentato dagli investigatori - erano fi nalizzati all’importazione di cocaina e hashish dalla Spagna all’Italia, nella zona di Napoli dove veniva spacciata o da dove veniva trasferite in altre regioni. Yacht ormeggiati nel golfo di Napoli e nel porto di Marina di Stabia, a Castellammare, e case di lusso sulla collina di Posillipo, nel capoluogo campano, sono stati sequestrati dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli nel blitz che, l’altra notte, ha portato all’arresto di 44 affi liati a clan della camorra. Il valore complessivo dei beni sequestrati è di circa 60 milioni di euro. Vi sono anche conti correnti bancari in varie città italiane, auto di grossa cilindrata, motociclette e altri beni proventi del traffi co internazionale di droga.

METROPOLIS

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CAMPANIA NEWS NAPOLI VALIGIA-BOMBA NEL METRÒ, MA È UN FALSO ALLARME

19 Aprile 2013, 09:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NAPOLI Valigia-bomba nel metrò, ma è un falso allarme

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Napoli, panico nel pomeriggio a piazza Amedeo, chiuse due stazioni: treni fermi per oltre due ore

Napoli. L’angoscia e il terrore dopo l’attentato a Boston durante la maratona hanno attraversato anche Napoli ieri mattina a causa di un falso allarme bomba. Motrò in tilt, passeggeri impauriti e indignati, studenti e lavoratori fermi per ore, frenetici controlli, volti segnati dalla paura, 007 in azione accanto a uomini in divisa. Poi il sospiro di sollievo. L’emergenza è scattata a ora di pranzo. La linea 2 della Metropolitana di Napoli ha sospeso le corse alle 14 in seguito ad un allarme per la presenza di due valige, giudicate sospette, nei pressi dei binari alla stazione di Piazza Amedeo. Sono intervenuti i carabinieri. Le Fs hanno informato i viaggiatori della linea 2 della sospensione del servizio con un cartello: “chiuso per accertamenti giudiziari”. Due ore dopo è rientrato l’allarme bomba scattato a Napoli: ripreso il servizio della metropolitana nel tratto tra Mergellina e piazza Garibaldi. E’ stato un borsone di colore nero, abbandonato all’interno della metropolitana di piazza Amedeo, una delle piu’ affollate della linea, a destare allarme tra i passeggeri. I primi ad accorrere sono stati gli agenti della Polizia municipale che hanno fatto sgomberare la stazione. Poi successivamente e’ stata chiusa anche la stazione di Montesanto. Secondo quanto al momento ricostruito dai vigili urbani che sono intervenuti sul posto, l’allarme è scattato dopo che un giove ucraino è stato visto entrare nella stazione di piazza Amedeo con due borse e, secondo quanto poi riferito da alcuni cittadini, è stato visto uscire con una sola valigia. L’ucraino é stato condotto negli uffi ci dei Vigili urbani dove è stato anche fotosegnalato. Ritrovata la borsa e rientrato anche l’allarme, la metrò ha ripreso regolarmente a transitare. Gli ultimi gravi disagi in metropolitana risalgano a doemica scorsa, per un black out. “Black out elettrico il pomeriggio di domenica 14 aprile nella metropolitana di Napoli Linea 1. Disagi per i cittadini anche oltre le 20”. A segnalare la notizia NapoliUrbanBlog. Poco dopo, Sonia S. su Twitter: “45euro per tornare a casa, alle 20 tutte le stazioni ancora chiuse”. Conferma Cristiano R.: “Sì, siamo dovuti scendere tutti”. Fabrizio R. cita il commento del consigliere comunale Francesco Vernetti: “Black out elettrico fi no alle 19,30”.

METROPOLIS

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CAMPANIA NEWS Blitz contro traffico droga, 44 arresti Nell'operazione sequestrati beni 60 mln,anche yacht e case lusso

18 Aprile 2013, 10:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Blitz contro traffico droga, 44 arresti - NAPOLI, 18 APR - Quarantaquattro persone affiliate a clan di camorra che importavano droga dalla Spagna in Italia sono state arrestate dai Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna (Napoli) in una vasta operazione scattata nella notte a Napoli e Campania.

Tra gli arrestati esponenti di spicco dei clan Di Lauro, Amato-Pagano, Polverino, Mazzarella, Ferrara, Cuccaro e Carfora.

Nell'operazione sequestrati beni, tra cui yacht e case di lusso, per un valore di 60 milioni.
ANSA

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CAMPANIA NEWS Confiscati 82 mln ad avvocato campano Sigilli ad auto lusso e villa con piscina a Sperlonga

18 Aprile 2013, 10:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Confiscati 82 mln ad avvocato campano - NAPOLI, 18 APR - Sale a 82 milioni di euro il valore dei beni confiscati all'avvocato Cipriano Chianese, di 62 anni, imprenditore campano del settore dei rifiuti agli arresti domiciliari e imputato per illecito smaltimento di rifiuti.

La Direzione Investigativa Antimafia sta eseguendo in queste ore un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) per una villa con piscina sulla costa di Sperlonga (Latina) e quattro auto di lusso, fra le quali una Mg e tre Bmw.
ANSA

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CAMPANIA NEWS Rifiuti: 22 arresti, anche per l'ex sottosegretario Malinconico

17 Aprile 2013, 08:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Carlo Malinconico



Rifiuti: 22 arresti, anche per l'ex sottosegretario Malinconico

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Guardia di Finanza di Napoli sta eseguendo 22 provvedimenti di custodia cautelare emessi dal Gip di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul Sistri, sistema di tracciabilità dei rifiuti. Dei 22 provvedimenti, 3 sono in carcere e 19 ai domiciliari. Disposti anche 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e sequestri per 10,2 milioni.

C'e' anche l'ex sottosegretario Carlo Malinconico tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Custodia in carcere per gli imprenditori Sabatino Stornelli (ex Ad Selex Management, gruppo Finmeccanica), Maurizio Stornelli e Francesco Paolo Di Martino.

Dalle indagini della Gdf sarebbero emerse una serie di irregolarità negli appalti per la realizzazione del Sistri, il sistema integrato di controllo della tracciabilità dei rifiuti voluto dal ministero dell'Ambiente. Le 22 persone destinatarie dei provvedimenti di custodia cautelare sono indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzazione di fatture false, corruzione, truffa aggravata, riciclaggio, favoreggiamento e occultamento di scritture contabili. Degli oltre 10 milioni sequestrati, 7 sono stati bloccati a Selex.

Il progetto per l'appalto Sistri è stato stimato in circa 400 milioni di euro. Una parte delle somme sono state incassate dalle imprese nonostante il sistema non sia mai entrato in funzione. Sul progetto per anni - sottolinea la Procura - non è trapelata alcuna informazione in quanto su di esso era stato apposto il segreto di Stato in virtù del quale nel dicembre 2009 il Ministro dell'Ambiente aveva proceduto all'affidamento diretto alla società Selex Service Management che autonomamente aveva anche proposto il progetto al Ministero. Nell'abito dell'inchiesta della Procura di Napoli sull'appalto Sistri è stata eseguita un'ordinanza agli arresti domiciliari nei riguardi di un professionista che ha svolto un ruolo di consulente del Ministero dell'ambiente per la valutazione del contratto del Sistri e di presidente della Commissione di vigilanza sulla realizzazione del progetto.

ANSA

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CAMPANIA NEWS Paura a Napoli, allarme bomba davanti al teatro San Carlo

16 Aprile 2013, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130416_artificieri-polizia.jpg

 

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Allarme rientrato. Sul posto è intervenuta la polizia: verifiche degli artificieri e del nucleo cinofili NAPOLI - È rientrato l'allarme bomba a Napoli. Ad attirare l'attenzione dei poliziotti era stato il baule (e non una valigia) di una moto lasciato incustodito accanto a una delle colonne del porticato del teatro. Gli artificieri hanno provveduto a farlo saltare riscontrando che era vuoto. Sul posto sono intervenute anche le unità cinofile della polizia. La folla di curiosi che si era raccolta poco lontano si è dissolta, tirando un sospiro di sollievo. Il bauletto era adagiato proprio sotto i portici del teatro San Carlo. Pochi giorni fa era stata segnalata la presenza di una bomba all'interno della sede del Comune in piazza Municipio.

IL MATTINO

16.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, ragazzini pestati a sangue per uno sguardo in metropolitana «La stazione sembrava un mattatoio»

16 Aprile 2013, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130416_5273712.jpg

 

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Calci, pugni, unghiate in piazza Dante: i tre, compresa una ragazza, sono stati coperti dalla furia del branco NAPOLI - È bastato uno sguardo di troppo per scatenare l’inferno nella stazione della metropolitana di Dante. L’orologio segnava le 18.10 di ieri pomeriggio quando due ragazzi e una ragazza, poco più che adolescenti, si stavano recando all’interno della stazione della linea 1. Un branco, erano circa una decina, presumibilmente tutti minorenni e assidui frequentatori della zona secondo i primi riscontri, ha incrociato lo sguardo dei tre. A quel punto è volata qualche parola di troppo nei confronti della ragazza, difesa da uno dei suoi due amici. Sembrava finita lì, un litigio verbale, come tra ragazzi ce ne sono tanti, spesso per futili motivi. I tre giovanissimi sono entrati in metropolitana, quando all’altezza dei varchi, in procinto di marcare il biglietto, sono stati affrontati dalla baby gang: «Esci fuori» ha detto un componente del branco rivolgendosi ad uno dei malcapitati. Pochi attimi e la situazione è degenerata trasformando l’ingresso della stazione di Dante in una scena da «Arancia meccanica». Calci, pugni, unghiate: i tre, ragazza compresa, sono stati coperti dalla furia del branco. Sangue ovunque e pochi minuti dopo la stazione sembrava un mattatoio: macchie dai tornelli al bagno, una scia lunga metri. Si è scatenato il panico in pochi secondi, chi si trovava di passaggio, sia in entrata che in uscita dal metrò ha cercato di mettersi ai ripari e alcuni scappando all’esterno hanno avvisato prontamente i carabinieri. Tutto in sessanta secondi. Prima che la baby gang si mettesse in fuga scappando chissà dove, in quale vicoletto alle spalle della piazza. Le vittime, una delle tre ha riportato la rottura del setto nasale, sono state prontamente soccorse dagli agenti di stazione presenti in quel momento. Purtroppo anche loro sono spesso vittime di violenze gratuite, come denunciato in tante occasioni proprio attraverso le pagine del Mattino. I carabinieri intervenuti hanno poi accompagnato le vittime dell’agguato in caserma per permettere loro di sporgere denuncia. Inoltre hanno chiesto a Metronapoli di poter visionare le immagini dell’aggressione per cercare di poter individuare i colpevoli del folle gesto di stringere il cerchio intorno alla gang. Oltre ai ragazzi brutalmente colpiti, anche alcuni testimoni risultano chiaramente sotto choc: «Scene che non avrei mai pensato di vedere nella mia vita. Una violenza incredibile. Addirittura sono volati calci in faccia» racconta Alessandro, uno studente che stava rientrando a casa in quel momento. «Ma come si può pensare di picchiare qualcuno per una parola di troppo?» si interroga invece un anziano signore che ha assistito di sfuggita al fattaccio: «Napoli non si salverà mai – prosegue - Se questi sono i nostri figli non c’è proprio speranza. Ho visto dei ragazzi a terra ed altri colpirli con dei calci in faccia come se fossero indiavolati, posseduti. Io non ho parole, poteva ucciderli». Una coppia di ragazzi incalza: «Poteva succedere anche a noi. Immaginiamo la dinamica, cose che si leggono troppo spesso sui giornali. E meno male che nessuno ha tirato fuori il coltello se no staremo qui a parlare di un altro ragazzo morto senza alcun motivo». E pensare che soltanto una decina di giorni fa, il 3 aprile scorso, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora aveva fatto visita a Napoli, dopo un tour in Campania e nel Sud Italia, incontrando anche il Questore Luigi Merolla e il Prefetto Francesco Antonio Musolino. Durante l’incontro a palazzo Salerno, Spadafora aveva sottolineata la necessità «di investire fondi per migliorare i servizi per i giovani». «E’ importante – aveva aggiunto il Garante - che i ragazzi vivano molto tempo insieme in strutture dedicate, così da allontanarli dalla strada».

IL MATTINO

16.04.2013.

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CAMPANIA NEWS NAPOLI, COME UCCIDE LA CAMORRA: IL VIDEO CHOC DELL'OMICIDIO FELACO

15 Aprile 2013, 09:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


NAPOLI - Un lungo inseguimento conlcuso con quattro colpi di arma da fuoco alla testa: fuucciso così, lo scorso 6 dicembre 2012, Luigi Felaco, trafficante di droga ed esponente del clan Polverino e legato al clan Orlando. Oggi, anche grazie ad un video, per quell'omicidio è stato sottoposto a fermo dai carabinieri del comando provinciale di Napoli, Gianluca Troise, considerato esecutore materiale. L'agguato avvenne in pieno giorno, nel centro di Calvizzano(Napoli). Il movente, secondo le indagini dei militari, è da ricondursi alle dinamiche tipiche dei circuiti criminali del traffico internazionale di droga. In particolare fu una ritorsione decisa dal gruppo Polverino. È stato un video, oltre alle indagini, ad 'incastrare' Troise: immagini registrate da una telecamera sistemate nel caseificio dove fu commesso l'omicidio. Le indagini hanno, poi, ulteriormente confermato il ruolo e il movente di Felaco.

IL VIDEO DELL'OMICIDIO


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