NAPOLI - Gli ultimi due raid a distanza di 48 ore. Al Cardarelli è allarme per i furti seriali, low-cost. Un giorno, spariscono le scarpe e i giubbotti. Un altro, portano via le divise del personale. Stessa scena del crimine: gli spogliatoi del padiglione A. Sull’orlo di una crisi di nervi, gli operatori sanitari, vittime designate durante i turni nei reparti, quando gli armadietti sono colmi di roba, «nell’orario in cui i ladri evidentemente sanno di poter agire indisturbati». Come racconta un infermiere di 39 anni, che si è appena rivolto ai carabinieri per denunciare l’escalation: «Spariti gli abiti di ricambio. A fine turno, per tornare a casa, sono stato persino costretto ad attraversare la città in sella allo scooter, sfoggiando i vestiti e i calzari utilizzati in corsia». Più volte, spiega, il suo armadietto è stato forzato. Venerdì scorso, quando non era in servizio, è stato avvisato da una guardia giurata: gli hanno portato via due divise; domenica il resto: dalle scarpe Nike al giubbotto Tucano. Nella denuncia l’infermiere puntualizza che non si tratta di un caso isolato: «Sono stati divelti anche altri armadietti e quindi anche altri miei colleghi sono stati derubati. A uno di loro, ad esempio, hanno preso gli occhiali, a un altro pure le scarpe». Un problema è che gli spogliatoi del padiglione si trovano al piano meno uno, in un’area della cittadella ospedaliera abbastanza isolata, accessibile anche da un ingresso secondario. «E la porta dello spogliatoi ha un dispositivo di chiusura guasto da diversi mesi e anche dopo le diverse segnalazioni verbali alla direzione del presidio del padiglione e alle guardie giurate competenti per la vigilanza», segnala l’operatore, che aggiunge: «Il più grande motivo di preoccupazione è che qualcuno di noi, se deve tornare negli spogliatoi durante il turno di lavoro, per cambiare la divisa o per qualunque altra ragione, possa imbattersi nei malviventi all’opera e rischiare di essere aggredito. Urlare nei sotterranei credo potrebbe non bastare ad attirare l’attenzione. Con martello e cacciavite l’altro giorno ho fatto un gran rumore per blindare il mio armadietto: nulla è accaduto». Ladri, dunque, scatenati nell’ospedale in cui si sommano gli allarmi. Nel mirino c’è infatti il personale sanitario già provato dalle sempre più accentuate carenze in organico. Con una lettera, il manager Rocco Granata ha di nuovo richiamato l’attenzione sulla problematica e sollecitato provvedimenti, dopo aver già preannunciato in un incontro in Regione che, senza risposte immediate, «trasmetterà agli organi competenti un elenco dettagliato delle attività e dei servizi che saranno ridotti o sospesi a tutela dei pazienti e degli operatori». Nella struttura, in settimana, si sono anche svolte una assemblea dei lavoratori del 118 e una riunione della commissione decentrata. E i sindacalisti hanno inviato una lettera al prefetto per ribadire lo stato di agitazione. In relazione all’emergenza legata ai vuoti in organico e al blocco del turn-over, dopo un articolo del «Mattino», il consigliere regionale Antonio Marciano ha infine inviato una nota al presidente della commissione sanità, Michele Schiano di Visconti, perché valuti l’opportunità di convocare in audizione i vertici del Cardarelli con i rappresentanti dei lavoratori. «Credo sia doveroso da parte del Consiglio regionale – sottolinea Marciano nella missiva – offrire ascolto a chi è in prima linea, nell’interesse generale della comunità, e sostenere insieme un’iniziativa tanto forte presso il governo nazionale affinché possa garantire al Cardarelli e alle tante aziende in difficoltà il numero adeguato di risorse professionali».
di Maria Pirro IL MATTINO.IT