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campania news

CAMPANIA NEWS Ciclista investito nel porto di Napoli Accesso solo con permesso, si ripropongono problemi di sicurezza

15 Aprile 2013, 08:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Ciclista investito nel porto di Napoli - NAPOLI, 14 APR - E' in gravi condizioni un ciclista travolto all'interno del porto di Napoli mentre un camion effettuava l'inversione di marcia attorno ad una rotatoria.

L'accesso al porto è consentito con un apposito permesso rilasciato dall'Autorità Portuale e con il pagamento di una 'tassa' di 24 euro che serve al sostentamento di un centro di videosorveglianza. La polizia sta indagando per appurare se il ciclista fosse in possesso di permesso di accesso. Era in compagnia di altri sportivi.
ANSA

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CAMPANIA NEWS Napoli. Arsenale scoperto alla Sanità mitraglietta e pistole pronte all'uso

14 Aprile 2013, 11:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130414_poliziaaa.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Pedinamenti dela polizia, poi la scoperta delle armi e il fermo di una donna e di un uomo. Munizioni di armi comuni e da guerra Un vero e proprio arsenale è stato scoperto dalla polizia nel Rione Sanità a Napoli; sono state sequestrate una mitraglietta, 4 pistole e numerose cartucce e sono state arrestate due persone. Gli agenti del Commissariato San Carlo Arena hanno bloccato la notte scorsa Vincenza Brando, 25 anni, e Vincenzo Ostrowski, 41 anni, pregiudicato, ritenuti responsabili di detenzione illegale di armi da guerra, comuni da sparo e clandestine nonchè di munizioni di armi comuni e da guerra. Da tempo gli agenti avevano avviato un'attività investigativa in seguito agli ultimi fatti di sangue avvenuti nel Rione, in particolare in relazione all'agguato mortale contro Francesco Bara, avvenuto il 30 dicembre dello scorso anno e il ferimento di Ciro Orlando - e di un 17enne che si trovava in sua compagnia - avvenuto il 7 marzo scorso. Le indagini della polizia avevano permesso di appurare che le armi utilizzate per compiere le «spedizioni» erano detenute da una donna del quartiere non nota alle forze dell'ordine la quale, nelle ore notturne, provvedeva a trasportarle nella sua abitazione dopo averle prelevate da un'appartamento in uso a soggetti affiliati ad uno dei gruppi criminali in lotta nella zona per l'egemonia del Rione. Gli agenti si sono quindi appostati nei pressi di una di queste abitazioni, situata in via Sanità, utilizzata da Vincenzo Ostrowski, e poco dopo hanno visto la Brando entrarvi e uscirne poco dopo. I poliziotti sono quindi entrati in azione ed hanno bloccato la donna: nella borsa hanno trovato 47 cartucce calibro 9X21 e calibro 9. Una prima perquisizione nell'appartamento ha dato esito negativo, mentre una seconda a casa della donna, a Salita Principe, ha consentito alla polizia di ritrovare un vero e proprio arsenale: una mitraglietta Mini UZI calibro 9 mm, completa di caricatore con 21 cartucce; una pistola calibro 9X19, completa di caricatore con 3 cartucce stesso calibro; una pistola di fabbricazione belga con caricatore, ma priva di cartucce e senza matricola; una pistola Beretta calibro 9 mm., completa di caricatore con 2 cartucce; una pistola priva di marca e matricola calibro 38 completa di caricatore con 3 cartucce; 20 cartucce calibro 9X21. Subito dopo gli agenti hanno bloccato anche l'uomo il quale è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Anch'egli dovrà rispondere degli stessi reati dei quali è accusata la Brando, per entrambi aggravati dall'articolo 7 della Legge 203/91, per aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività illecite di un'organizzazione criminale prevista dall'articolo 416 bis del codice penale. Sulle armi sequestrate - tutte perfettamente efficienti - saranno effettuati accertamenti balistici allo scopo di stabilire se siano state utilizzate in occasione di fatti di sangue.

IL MATTINO

14.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, stop alla costruzione di un campo rom su un'area comunale

14 Aprile 2013, 11:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

In azione la municipale di Secondigliano con il supporto dell'Asìa. Area monitorata per giorni per impedire il ritorno delle baracche abusive Le baracche erano state costruite nel punto in cui la vegetazione era più fitta. Lontano dagli sguardi dei passanti. Distante metri e metri da eventuali "sguardi indiscreti". Un gruppo di rom era pronto ad allestire un campo abusivo su un'area del Comune di Napoli affidato in concessione all'Asìa. Ma le operazioni di "costruzione" di nuove baracche sono state bloccate dagli uomini della polizia municipale dell'Unità operativa di Secondigliano che, dopo una segnalazione, sono intervenuti per stroncare - sul nascere - l'insediamento irregolare sorto in via Casoria. Inutile la presenza del robusto cancello a protezione dell'area: i rom, facendosi largo tra la vegetazione, avevano utilizzando come via d'accesso i campi che circondano l'area. All'arrivo degli agenti - coordinati dal tenente Ciro Colimoro - il gruppetto di rom intento a costruire nuove baracche è fuggito via. Tre le baracche nascoste dagli alberi e già "pronte all'uso": intorno un tappeto di rifiuti di ogni genere, tra cui anche lastre di amianto. Dopo il blitz gli agenti hanno monitorato per alcuni giorni l'intera area per evitare ogni eventuale "riavvicinamento". Poi l'abbattimento definitivo delle baracche e la raccolta dei rifiuti accumulati sul posto. L'opera di demolizione ha richiesto l'intervento dei bobcat dell'Asìa che hanno ripristinato l'area, in attesa della bonifica definitiva, il tutto dopo un sopralluogo del presidente della VII Municipalità, Vincenzo Solombrino e del responsabile operativo dell'Asìa, Sergio Esposito. «L'area - di proprietà comunale -ospitava in passato un ippodromo mentre oggi l'intera zona è in concessione all'Asìa per la realizzazione di un autoparco - spiega il tenente Colimoro - Nel corso del blitz abbiamo scoperto due containers dove erano state accatastate parti e ricambi di automobili. Durante i controlli abbiamo anche ritrovato una gabbia che - quasi sicuramente - era utilizzata per il ricovero dei cani da combattimento». La zona dove sarebbe presto sorto un insediamento rom - spiegano dalla Municipale - sarà presidiata costantemente dagli agenti anche nei prossimi giorni.

IL MATTINO

14.04.2013.

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SANT'ANTIMO NAPOLI NORD NEWS Rissa mortale ad Aversa, Agostino minacciato su Fb

14 Aprile 2013, 10:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130413_controlli_movida.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il 17enne accusato del delitto di Emanuele, una settimana fa, rimane in cella. Resta la sorveglianza alla sua casa di Alessandra Tommasino Una settimana fa Emanuele era ancora vivo e mai avrebbe immaginato che la sua esistenza potesse finire così presto, in una domenica sera come tante. Mentre era in giro a divertirsi, prima di ricominciare una nuova settimana a scuola. Il piccolo «Sfera», come lo chiamavano i suoi amici del liceo scientifico Fermi, non c’è più e altri ragazzi coinvolti nella rissa hanno ancora sul corpo le ferite. Uno fra loro è stato anche sottoposto a un intervento chirurgico, ma, per fortuna, nessuno versa in condizioni critiche. Qualcuno, nell’esprimere solidarietà ai giovani colpiti, incita alla vendetta, con i «Glielo facciamo vedere noi». Il riferimento è chiaramente ad Agostino, a colui che oggi viene descritto come il peggiore degli assassini. Parole che di certo si scontrano con quelle di apertura utilizzate dalla stessa madre di Emanuele, che chiede di conoscere la verità. Che chiede «Giustizia» con la g maiuscola, nella sua nota di ringraziamento a quanti le sono stati vicini nel commovente giorno dei funerali. Non vendetta, ma giustizia. Per il figlio che non c’è più. Il linguaggio è quello di una mamma che semina amore, a stonare sono le parole di alcuni che invece, chiaramente restando in superficie, vedono in Agostino «il mostro». Eppure il diciassettenne di San Marcellino, macchiatosi del terribile delitto di Emanuele, era lui stesso vittima del branco. In varie occasioni, questo è quanto emerso da testimonianze, racconti e indagini, sarebbe stato picchiato ed umiliato da gruppi di ragazzi. E domenica scorsa deve essere accaduto qualcosa che l’ha portato al gesto estremo. Su questo stanno facendo luce gli inquirenti, ma la società civile, le istituzioni, la chiesa non possono certo abbassare lo sguardo dinanzi all’aiuto negato ad Agostino. «Occorre un esercito di educatori e testimoni di valore - afferma Pasquale Cirillo di Legambiente Casapesenna, presidio locale di Libera - i giovani del nostro territorio sono stati per troppo tempo abbandonati a se stessi».

IL MATTINO

14.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Caserta, blitz dei carabinieri alla Reggia Un arresto per spaccio di droga

13 Aprile 2013, 11:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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I militari della Compagnia di Caserta hanno arrestato un pusher e segnalato numerosi tossicodipendenti alla Prefettura. Attività illecite filmate dall'elicottero CASERTA - Un spacciatore di droga è stato arrestato e numerosi tossicodipendenti segnalati alla prefettura nel corso di un' operazione condotta dai carabinieri all'esterno della Reggia di Caserta. Qui, in particolare nelle ore serali, si riuniscono decine di ragazzi. Numerose le pattuglie impiegate, sia in uniforme che in borghese, con l'appoggio di un elicottero. Un immigrato 24 enne del Mali è stato trovato in possesso di 54 grammi di marijuana suddivisi in dosi e 230 euro. I militari - coordinati dal capitano Raffaele Romano - hanno sequestrato 10 grammi tra hashish e marijuana a conferma del fatto che il piazzale esterno alla Reggia, oltre a essere diventato teatro della movida notturna, viene usato da numerosi pusher come piazza di spaccio. Nel novembre scorso furono arrestati tre spacciatori. Nei pressi della Reggia vanvitelliana sono stati controllati oltre 100 veicoli ed identificate 200 persone. 20 le infrazioni al codice contestate e 2 gli automobilisti denunciati per guida in stato di ebbrezza.

IL MATTINO

13.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, omicidio in pieno giorno 23enne ucciso ai «Ponti Rossi

13 Aprile 2013, 11:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130413_popo.jpg

 

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Sull'omicidio indagano i carabinieri. La sparatoria è avvenuta questa mattina nella zona dei «Ponti Rossi» PER APPROFONDIRE: agguato, camorra, sparatoria, napoli NAPOLI - Un ragazzo di 23 anni, Ciro De Rosa, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in via Macedonia, nella zona dei «Ponti rossi». La vittima, già denunciato in passato, sarebbe stato raggiunto da sicari dopo le 11 che hanno aperto il fuoco contro di lui. Sull'omicidio indagano i carabinieri. La vittima, identificata in un primo momento come Antonio De Rosa, aveva addosso i documenti del padre, Antonio appunto, pregiudicato anche lui.

IL MATTINO

13.04.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, allarme al Cardarelli furti seriali negli spogliatoi

11 Aprile 2013, 09:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

20130411_fsa.jpgNAPOLI - Gli ultimi due raid a distanza di 48 ore. Al Cardarelli è allarme per i furti seriali, low-cost. Un giorno, spariscono le scarpe e i giubbotti. Un altro, portano via le divise del personale. Stessa scena del crimine: gli spogliatoi del padiglione A. Sull’orlo di una crisi di nervi, gli operatori sanitari, vittime designate durante i turni nei reparti, quando gli armadietti sono colmi di roba, «nell’orario in cui i ladri evidentemente sanno di poter agire indisturbati». Come racconta un infermiere di 39 anni, che si è appena rivolto ai carabinieri per denunciare l’escalation: «Spariti gli abiti di ricambio. A fine turno, per tornare a casa, sono stato persino costretto ad attraversare la città in sella allo scooter, sfoggiando i vestiti e i calzari utilizzati in corsia». Più volte, spiega, il suo armadietto è stato forzato. Venerdì scorso, quando non era in servizio, è stato avvisato da una guardia giurata: gli hanno portato via due divise; domenica il resto: dalle scarpe Nike al giubbotto Tucano. Nella denuncia l’infermiere puntualizza che non si tratta di un caso isolato: «Sono stati divelti anche altri armadietti e quindi anche altri miei colleghi sono stati derubati. A uno di loro, ad esempio, hanno preso gli occhiali, a un altro pure le scarpe». Un problema è che gli spogliatoi del padiglione si trovano al piano meno uno, in un’area della cittadella ospedaliera abbastanza isolata, accessibile anche da un ingresso secondario. «E la porta dello spogliatoi ha un dispositivo di chiusura guasto da diversi mesi e anche dopo le diverse segnalazioni verbali alla direzione del presidio del padiglione e alle guardie giurate competenti per la vigilanza», segnala l’operatore, che aggiunge: «Il più grande motivo di preoccupazione è che qualcuno di noi, se deve tornare negli spogliatoi durante il turno di lavoro, per cambiare la divisa o per qualunque altra ragione, possa imbattersi nei malviventi all’opera e rischiare di essere aggredito. Urlare nei sotterranei credo potrebbe non bastare ad attirare l’attenzione. Con martello e cacciavite l’altro giorno ho fatto un gran rumore per blindare il mio armadietto: nulla è accaduto». Ladri, dunque, scatenati nell’ospedale in cui si sommano gli allarmi. Nel mirino c’è infatti il personale sanitario già provato dalle sempre più accentuate carenze in organico. Con una lettera, il manager Rocco Granata ha di nuovo richiamato l’attenzione sulla problematica e sollecitato provvedimenti, dopo aver già preannunciato in un incontro in Regione che, senza risposte immediate, «trasmetterà agli organi competenti un elenco dettagliato delle attività e dei servizi che saranno ridotti o sospesi a tutela dei pazienti e degli operatori». Nella struttura, in settimana, si sono anche svolte una assemblea dei lavoratori del 118 e una riunione della commissione decentrata. E i sindacalisti hanno inviato una lettera al prefetto per ribadire lo stato di agitazione. In relazione all’emergenza legata ai vuoti in organico e al blocco del turn-over, dopo un articolo del «Mattino», il consigliere regionale Antonio Marciano ha infine inviato una nota al presidente della commissione sanità, Michele Schiano di Visconti, perché valuti l’opportunità di convocare in audizione i vertici del Cardarelli con i rappresentanti dei lavoratori. «Credo sia doveroso da parte del Consiglio regionale – sottolinea Marciano nella missiva – offrire ascolto a chi è in prima linea, nell’interesse generale della comunità, e sostenere insieme un’iniziativa tanto forte presso il governo nazionale affinché possa garantire al Cardarelli e alle tante aziende in difficoltà il numero adeguato di risorse professionali».

di Maria Pirro IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Napoli, sequestrate l'ex Italisider e l'ex Eternit: «Disastro ambientale» Indagati dirigenti di «Bagnolifutura»

11 Aprile 2013, 09:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

20130411_511479.jpgInchiesta nata dopo la denuncia di una donna morta di tumore.. Per Bagnoli Futura scatta l'amministrazione controllata.

NAPOLI - Un patto su più livelli, che avrebbe coinvolto i vertici di Bagnolifutura, la società di trasformazione dell'ex acciaieria, ma anche un dirigente del Ministero dell'ambiente, dirigenti di comune e provincia, finanche di Arpa e Università. Chiaro l'impianto dell'accusa che ha portato al sequestro dei suoli ex Eternit e ex Italsider: la bonifica dell'area non è avvenuta o è avvenuta solo in parte, nonostante le decine di milioni di euro versati dallo Statp per risanare la periferia occidentale. Quanto basta a spingere la procura a ipotizzare i reati di truffa, disastro ambientale, falso e favoreggiamento. Una inchiesta nata dopo la denuncia di una donna morta di tumore al polmone nel 2011, che si rivolse in Procura per chiedere giustizia: non fumo, ho uno stile di vita salutare, in famiglia non ho nessun parente malato, eppure sto morendo di cancro. Si indaga sulla gestione di oltre 130 milioni di euro. Stando agli accertamenti dei carabinieri del comando provinciale e del Noe, la bonifica sarebbe stata realizzata solo in parte, grazie a una variante del programma di riqualificazione varato nel 2006, che ha consentito alla bagnolifutura di portare avanti attività solo sulla carta. Per dirla con la ricostruzione fatta dalla procura (e vagliata dal collegio di giudici presieduto da bruno d'urso), se all'inizio la zona era inquinata a macchia di leopardo, dopo gli interventi di bagnolifutura l'inquinamento sarebbe stato spalmato su tutto il territorio. Un'inchiesta che vede coinvolti, per l'ipotesi di truffa e disastro ambientale, l'ex direttore del ministero dell'ambiente Gianfranco Mascazzini, i due ex vicesindaci Sabatino Santangelon e Rocco Papa, Mario Hubler (oggi impegnato sul fronte dell'America's cup), Alfonso De Nardo (Arpac). In tutto sono ventuno gli indagati, in una vicenda in cui si ipotizzano vario titolo anche le ipotesi di falso, e favoreggiamento. Tra gli indagati anche Maria Teresa Celano (dirigente sponsabile area ambiente della Provincia) e Giuseppe Pullo, responsabile del dipartimento ambiente del comune di Napoli. Inchiesta coordinata dagli aggiunti Francesco Gregco e Nunzio Fragliasso, Al termine del lavoro del pm Stefania Buda.

di Leandro Del Gaudio IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Ottantenne ucciso in casa, l'autopsia: "Morte legata alle percosse"

10 Aprile 2013, 09:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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TORRE DEL GRECO Caccia aperta, e a tutto campo, ai tre banditi autori del raid in via Lamaria costato la vita all’ottantenne Nunzio Prospero, morto dopo essere stato legato e percosso perché rivelasse il nascondiglio di contanti e preziosi. Nel frattempo l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Silvio Pavia ha individuato con certezza le cause della morte. Secondo le prime indiscrezioni, il medico legale incaricato dal pm, il dottor Antonio Sorrentino, avrebbe determinato senza ombra di dubbio che il decesso avrebbe una “intima connessione” con le percosse subìte dall’uomo. Entro sessanta giorni l’esperto (grazie al quale, in passato, sono stati risolti numerosi casi, e grazie alle cui analisi si è anche giunti al verdetto di assoluzione per il delicatissimo caso degli omicidi del Parco Giusy) consegnerà alla magistratura inquirente la sua relazione finale, e da quella si potranno evincere gli ulteriori dettagli tecnici che riveleranno particolareggiatamente come e da cosa Nunzio Prospero sia stato ucciso e se il danno letale sia stato “diretto” o “indiretto”. Ovvero se a uccidere l’anziano sia stato direttamente un trauma causato dai suoi torturatori oppure, indirettamente, il terrore e il dolore possano averlo portato a un arresto cardiaco. Comunque sia una cosa ora è certa: considerato che il medico legale ha ritenuto il decesso dell’uomo sicuramente connesso con le percosse ricevute, e quindi con il sequestro e la rapina subìti, i tre ricercati dovranno sicuramente rispondere di omicidio. Quella perizia autoptica mette nero su bianco che quelli in fuga non sono affatto rapinatori una cui preda è “casualmente” deceduta dopo essere stata derubata, ma assassini che hanno infierito sulla loro vittima fino ad ammazzarla. Nel frattempo i carabinieri della compagnia cittadina stanno investigando in ogni direzione. Si batte anche la pista della possibile “talpa” che potrebbe aver aiutato i rapinatori nel loro colpo. Si sospetta che qualcuno residente in zona, o che comunque conosceva bene quel rione e l’abitazione dei due anziani, possa aver indicato ai malviventi la coppia di ottantenni come ottimo bersaglio: un lavoretto facile, con le vittime incapaci di una reazione vigorosa, e con un bottino assicurato. Acquisiti i filmati registrati dalle telecamere dell'impianto di videosorveglianza della villetta prospiciente il casolare in cui vivevano Nunzio Prospero e la moglie. La speranza degli investigatori è che l’occhio elettronico possa aver ripreso la gang di rapinatori quando questi hanno scavalcato il muro di cinta della proprietà privata, sorprendendo Nunzio e la moglie invalida, Raffaela Esposito,ottantatreenne. In realtà la percentuale di probabilità che i frames estratti dai filmati possano rivelarsi utili è alquanto bassa, poiché le telecamere inquadrerebbero solo parzialmente la zona interessata. Tuttavia i militari guidati dal capitano Michele De Rosa sperano che vi sia qualcosa di utile nel “registrato”. E l’intera zona viene battuta alla ricerca di altre telecamere di sorveglianza che possano aver colto immagini utilizzabili per le indagini. Il raid assassino era avvenuto nella notte fra il quattro e il cinque marzo. I malviventi avevano fatto irruzione in un'isolata abitazione di via Lamaria e avevano preso d'assalto i due anziani proprietari per portare via soldi e gioielli. Di fronte alla reazione del padrone di casa non avevano esitato a utilizzare le maniere forti per mettere a tacere i due pensionati, immobilizzandoli e picchiandoli per farsi rivelare il nascondiglio dei valori custoditi in casa. Dopo la razzìa, e dopo aver causato la morte dell’anziano, la fuga. In seguito la donna era riuscita a chiedere aiuto telefonando a un nipote che aveva chiesto l'intervento delle forze dell'ordine: all'arrivo dei carabinieri, tuttavia, Nunzio Prospero era già morto. di GIOVANNI TARANTO METROPOLIS

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CAMPANIA NEWS Crac Deiulemar, un altro rinvio in tribunale. Giornata di delusione per i risparmiatori

10 Aprile 2013, 09:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Nuova frenata sulla decisione legata all'esistenza di una "società di fatto" tra l'ex amministratore unico della Deiulemar compagnia di navigazione, il defunto "capitano" Michele Iuliano, e gli otto armatori finiti a processo a Roma per il crac della società di Torre del Greco nella quale quasi tredicimila risparmiatori hanno investito oltre 720 milioni di euro. L'udienza in programma questa mattina e relativa alla richiesta di ricusazione del collegio giudicante, richiesta presentata dai legali degli armatori, è stata infatti nuovamente sospesa per la richiesta di astensione presentata dai magistrati chiamati a giudicare i colleghi. In particolare la nuova istanza di astensione - dopo quella bocciata in precedenza dal presidente facente funzioni del tribunale di Torre Annunziata, Alfonso Barbarano - sarebbe "maturata - come si legge in una nota del comitato dei creditori della Deiulemar - dalla probabile incompatibilità nella decisione da parte del presidente del collegio Stefano Chiappetta nei confronti del suo collega ricusato, Massimo Palescandolo, e per motivazioni strettamente attinenti a rapporti tra gli stessi e che non riguardano il merito della stessa ricusazione". METROPOLIS

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