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SANT'ANTIMO NAPOLI NORD NEWS Rissa mortale ad Aversa, Agostino minacciato su Fb

14 Aprile 2013, 10:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il 17enne accusato del delitto di Emanuele, una settimana fa, rimane in cella. Resta la sorveglianza alla sua casa di Alessandra Tommasino Una settimana fa Emanuele era ancora vivo e mai avrebbe immaginato che la sua esistenza potesse finire così presto, in una domenica sera come tante. Mentre era in giro a divertirsi, prima di ricominciare una nuova settimana a scuola. Il piccolo «Sfera», come lo chiamavano i suoi amici del liceo scientifico Fermi, non c’è più e altri ragazzi coinvolti nella rissa hanno ancora sul corpo le ferite. Uno fra loro è stato anche sottoposto a un intervento chirurgico, ma, per fortuna, nessuno versa in condizioni critiche. Qualcuno, nell’esprimere solidarietà ai giovani colpiti, incita alla vendetta, con i «Glielo facciamo vedere noi». Il riferimento è chiaramente ad Agostino, a colui che oggi viene descritto come il peggiore degli assassini. Parole che di certo si scontrano con quelle di apertura utilizzate dalla stessa madre di Emanuele, che chiede di conoscere la verità. Che chiede «Giustizia» con la g maiuscola, nella sua nota di ringraziamento a quanti le sono stati vicini nel commovente giorno dei funerali. Non vendetta, ma giustizia. Per il figlio che non c’è più. Il linguaggio è quello di una mamma che semina amore, a stonare sono le parole di alcuni che invece, chiaramente restando in superficie, vedono in Agostino «il mostro». Eppure il diciassettenne di San Marcellino, macchiatosi del terribile delitto di Emanuele, era lui stesso vittima del branco. In varie occasioni, questo è quanto emerso da testimonianze, racconti e indagini, sarebbe stato picchiato ed umiliato da gruppi di ragazzi. E domenica scorsa deve essere accaduto qualcosa che l’ha portato al gesto estremo. Su questo stanno facendo luce gli inquirenti, ma la società civile, le istituzioni, la chiesa non possono certo abbassare lo sguardo dinanzi all’aiuto negato ad Agostino. «Occorre un esercito di educatori e testimoni di valore - afferma Pasquale Cirillo di Legambiente Casapesenna, presidio locale di Libera - i giovani del nostro territorio sono stati per troppo tempo abbandonati a se stessi».

IL MATTINO

14.04.2013.

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