Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Palma Campania. Continua l'azione della Guardia Agroforestale Italiana a tutela del territorio campano. Gli operatori adetti al monitoraggio ambientale, coordinati dal dirigente Pasquale Scarpa, hanno individuato in via Canalone a Palma Campania numerosi rifiuti tra cui una carcassa di automobile ribaltata lasciata abbandonata con numero di telaio cancellato. Gli operatori hanno attivato tutti i protocolli, allertando la polizia municipale ed i carabinieri per accertare se l'auto fosse rubata. Contestualmente la Guardia Agroforestale Italiana ha segnalato la presenza di rifiuti tra cui plastica, frigorifero, e materiale edile abbandonato. Un'attività che conferma il lavoro messo in campo dall'ente guidato dal presidente nazionale Antonio D'Acunto che sta incessantemente segnalando e denunciando numerosi illeciti sul territorio nazionale.
INSERITO DA ANGELA CECERE Acerra. La Guardia di finanza ha sequestrato 200 milioni di euro ai fratelli Pellini (Giovanni, Cuono e Salvatore), gli imprenditori di Acerra condannati in via definitiva per l'inquinamento ambientale della Terra dei fuochi. La Cassazione aveva dato il via libera alla restituzione dei beni, che è stata eseguita. Contestualmente, però, il Tribunale di Napoli - su richiesta di Procura e Dda - ha apposto nuovamente i sigilli al tesoro degli imprenditori. "Nel 2017 il vasto patrimonio dei predetti imprenditori era già stato oggetto di un sequestro di prevenzione sulla scorta degli esiti processuali che avevano portato alla loro condanna definitiva per il reato di disastro doloso continuato e delle indagini del G.I.C.O. di Napoli che avevano permesso di accertare la sproporzione fra i beni individuati e le disponibilità ufficiali dei proposti e di dimostrare, altresì, che gran parte dei detti beni rappresentavano il frutto e/o il reimpiego di attività illecite", ricordano in una nota gli investigatori. "I beni sequestrati hanno poi formato oggetto di confisca di primo grado nel 2019, confermata con decreto della Corte di Appello di Napoli depositato il 19 giugno 2023. Con sentenza depositata il 29 aprile 2024, la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha poi annullato il citato decreto della Corte di Appello di Napoli disponendo la restituzione di quanto in sequestro agli aventi diritto". La vicenda però non è finita, dal momento che la Procura ha demandato gli adempimenti all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei veni sequestrati, firmando un nuovo provvedimento di sequestro. I magistrati hanno affidato alle fiamme gialle la ricognizione dei beni dei fratelli Pellini. Sulla base degli accertamenti svolti, sono scattati i sigilli per 8 società, 72 autoveicoli, 75 rapporti finanziari, 224 immobili, 75 terreni, 3 imbarcazioni 2 elicotteri, per un valore complessivo stimato di oltre 201 milioni di euro.
INSERTO DA ANGELA CECERE Il provvedimento d'urgenza si è reso necessario dopo l'avvio delle negoziazioni dei crediti, avvenute tra gli scorsi mesi di marzo e aprile, ceduti, è emerso, anche da quattro persone risultate decedute Napoli. Una maxi truffa è stata sventata dalla Guardia di Finanza di Napoli che ha sequestrato, grazie a un provvedimento d'urgenza emesso dalla Procura di Napoli Nord, crediti per 93 milioni di euro accumulati nei cassetti fiscali con il cosiddetto "Superbonus edilizio". Dagli accertamenti dei finanzieri di Frattamaggiore (Napoli) è emerso che i crediti, riconducibili a sette società indagate e praticamente fittizie, erano stati acquisiti attraverso lavori edili, come riqualificazioni energetiche, ristrutturazioni e adeguamenti sismici mai eseguiti. Il provvedimento d'urgenza si è reso necessario dopo l'avvio delle negoziazioni dei crediti, avvenute tra gli scorsi mesi di marzo e aprile, ceduti, è emerso, anche da quattro persone risultate decedute. In alcuni casi i fantomatici lavori edili risultano essere anche superiori al milione di euro anche se riguardanti una singola abitazione. L'operazione di oggi fa seguito a quella che tra il 2022 e il 2023 ha consentito di sventare una maxi truffa con il sequestro crediti fittizi per 1,5 miliardi di euro relativi a lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico.
DI MIKI PAPPACODA "L’ultima serie di dataset pubblicati dal Governo sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), se da un lato determinano un significativo passo in avanti sul fronte della trasparenza e della condivisione delle informazioni, dall’altro preoccupano fortemente in merito alle considerazioni ricavabili dalle tabelle, tanto più se si incrociano le informazioni con la relazione realizzata dal Centro servizi della Camera dei deputati". E' quanto si legge in una nota di Federcepicostruzioni. "Il principale aspetto di criticità attiene la riprogrammazione degli interventi. Le misure del Pnrr de-finanziate del tutto, o in parte, sono ben 36, per un ammontare complessivo di 22,2 miliardi di euro. Dal documento emergono i motivi che hanno portato a queste cancellazioni: si tratta in genere di investimenti che finanziavano progetti non in linea con i criteri del Pnrr, in particolare ambientali. Oppure opere che rischiavano di non essere completate entro il 2026. Il documento sottolinea che gli interventi in essere, cioè quelli preesistenti e poi inseriti nel piano, saranno comunque portati a conclusione attingendo a fondi del bilancio statale. Negli altri casi invece, anche se non per tutti, intervengono le risorse individuate attraverso il cosiddetto decreto Pnrr quater". “E’ un quadro che preoccupa molto: la riprogrammazione degli interventi e la diversa attribuzione delle risorse, in un paese fortemente congestionato dalla burocrazia come il nostro – commenta il presidente di Federcepicostruzioni Antonio Lombardi – potrebbe tradursi in un sostanziale blocco definitivo delle opere. Il che, soprattutto per gli interventi in materia ambientale, potrebbe determinare conseguenze preoccupanti. Inoltre, val la pena sottolineare che molti degli interventi erano confluiti nel Pnrr proprio per difficoltà di natura finanziaria. Il “ritorno alla base” potrebbe riproporre queste problematiche, trasformando i progetti in nuove incompiute”. La relazione esamina le modifiche apportate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). I progetti eliminati dal piano dovrebbero essere finanziati con altri fondi, ma c'è preoccupazione che ciò non si concretizzi. "In totale, ci sono 145 misure aggiunte o modificate, di cui 78 hanno subito variazioni nei finanziamenti. Sono stati eliminati 10 investimenti per un valore di circa 11,3 miliardi di euro, e 26 investimenti hanno visto una riduzione di 10,9 miliardi. Questi fondi, insieme a quelli aggiuntivi del RepowerEu, finanzieranno nuovi interventi o potenzieranno quelli esistenti. In particolare, 11,2 miliardi saranno destinati alla nuova missione 7 per interventi energetici, 7,1 miliardi per potenziare misure esistenti e 6,8 miliardi per nuovi interventi fuori dalla missione 7. Molte risorse derivano dall'eliminazione dei "progetti in essere" dal Pnrr, con la presunzione che saranno completati con fondi nazionali. I nuovi progetti esclusi saranno coperti dal decreto-legge 19/2024, che autorizza spese per 3,44 miliardi di euro e cerca risorse aggiuntive da altre voci di bilancio o fondi europei", sottolinea l'associazione di categoria. Gli interventi più rilevanti eliminati includono: - Resilienza e valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei comuni (6 miliardi). - Gestione del rischio di alluvione e idrogeologico (ridotti da 1,3 a 1,2 miliardi per la ricostruzione nelle zone colpite dalle alluvioni del maggio 2023). - Collegamenti ad alta velocità con il nord Europa (930 milioni). - Linea ferroviaria Roma-Pescara (620 milioni, rifinanziata con fondi per lo sviluppo e la coesione). Progetti di fotovoltaico e industria eolica sono stati accorpati, mentre la tecnologia per autobus elettrici è parzialmente confluita nella missione 7. Le misure parzialmente de-finanziate includono: - Piani urbani integrati (ridotti di 1,6 miliardi). - Promozione dell’idrogeno in settori hard to abate (ridotti di 1 miliardo). Il governo ha recuperato circa 22,2 miliardi di euro dalle misure de-finanziate, con la maggior parte dei fondi destinati alla missione 7 e agli incentivi per le imprese. Tra le nuove misure finanziate, 2,5 miliardi sosterranno la transizione ecologica e 2 miliardi andranno al fondo rotativo per i contratti di filiera agroalimentari. “Sostituire interventi infrastrutturali e opere pubbliche con altre misure – aggiunge ancora il presidente Lombardi – rischia di vanificare gli sforzi di rilancio del Paese, che appunto necessita, soprattutto nel Mezzogiorno, di un marcato recupero del gap infrastrutturale rispetto ad altre aree del paese e di un programma di riqualificazione delle aree urbane soprattutto periferiche. Con questo nuovo asset di interventi, si cancellano importanti priorità del Pnrr, peraltro alla base della erogazione delle risorse comunitarie”. Diciassette investimenti esistenti sono stati incrementati, con oltre 1 miliardo destinato alle politiche attive del lavoro e altrettanto alla riduzione delle perdite nelle reti idriche. “Per garantire una spesa in linea con i tempi UE, è necessario ed indispensabile procedere al costante monitoraggio di tutti i dati relativa alla spesa e ai tempi di realizzazione delle opere, aggiornando il portale Italia Domani che non fornisce ancora tutte le informazioni necessarie”. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Ho voluto incontrare oggi i sindaci e il vice presidente della Regione Campania, assieme al prefetto di Napoli e ai capi dipartimento Protezione civile e Casa Italia, per illustrare il Piano degli ulteriori provvedimenti che sono all'esame del governo Meloni sui Campi Flegrei, già anticipati nella conferenza stampa che ho tenuto mercoledì scorso. Sintetizzo: più celeri e approfondite verifiche dei livelli di vulnerabilità del patrimonio immobiliare pubblico e privato ricadente nell'area ristretta del bradisismo; interventi di rafforzamento antisismico delle infrastrutture strategiche pubbliche, a cominciare dalle scuole; contributi per l'adeguamento antisismico delle abitazioni private ricadenti nelle zone di elevato rischio, esclusi gli edifici abusivi e le seconde case". Lo rende noto il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci dopo l'incontro avuto oggi a Palazzo Chigi con i sindaci di Napoli, Pozzuoli e Bacoli e il vicepresidente della Regione Campania. Nell'incontro si è affrontato anche il tema della intensificazione della prevenzione non strutturale, con informazioni ed esercitazioni che coinvolgano quanti più abitanti e dei possibili incentivi finanziari per le famiglie che intendano delocalizzare da aree ad elevato rischio in aree esterne al perimetro del rischio bradisismico e vulcanico. Infine, divieto di costruzione di nuove unità abitative, fino a quando la Regione Campania non avrà legiferato sulla materia. Questi interventi, sottolinea Musumeci, "fanno seguito a quelli già previsti dal decreto legge sui Campi Flegrei approvato nell'ottobre dello scorso anno e in fase di realizzazione. Nei prossimi giorni, verificata la risorsa finanziaria necessaria complessiva e per i primi interventi, porterò le proposte all'esame del Consiglio dei ministri". ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE L'appello Napoli. "Al Vomero l'amministrazione comunale partenopea continua a procedere a tentoni in materia di viabilità, con provvedimenti, da sperimentare sulla pelle dei cittadini, che invece di risolvere però intasano ancora di più il traffico già caotico. L'ultimo di questi provvedimenti, finalizzato a offrire un contentino alle tante persone, residenti e commercianti, che hanno manifestato, anche con una petizione e un flash mob, il proprio disappunto e la loro contrarietà, rispetto alla parziale quanto inutile pedonalizzazione di piazza degli Artisti, attuata in occasione delle ultime festività natalizie, che di fatto allo stato impedisce agli autoveicoli non solo di effettuare la rotatoria intorno alla piazza ma principalmente di poter raggiungere, percorrendo via San Gennaro ad Antignano e via Merliani, la parte alta del quartiere collinare, è la realizzazione di una sorta di rotatoria nel tratto antistante l'imbocco su via Tino di Camaino, la qual cosa dovrebbe avere l'unica utilità di consentire il transito su tale ultima strada della linea su gomma che in precedenza transitava su via Tino di Camaino, la 147, che però non risulta ancora ripristinata, dal momento che è evidente che non vi è alcun valido motivo per gli automobilisti d'imboccare l'arteria che collega piazza Medaglie d'Oro con piazza degli Artisti solo per tornare indietro girando attorno alla rotatoria, un'inversione a U che peraltro, alla bisogna, vista l'ampiezza della carreggiata, può essere comunque effettuata in qualunque tratto della strada in questione ". A intervenire, ancora una volta, sulla vicenda kafkiana è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, che in più occasioni ha segnalato le condizioni drammatiche quanto inaccettabili del traffico al Vomero, in particolare in piazza degli Artisti, segnatamente da quando è stato attuato l'attuale dispositivo di traffico. "Una rotatoria, che dovrebbe avere un carattere sperimentale e che è stata realizzata con una recinzione in New Jersey - afferma Capodanno - che non solo ha comportato un ulteriore riduzione della carreggiata a disposizione della viabilità veicolare sia in ingresso che in uscita da via Tino di Camaino ma sta creando non pochi problemi alla viabilità pedonale. Il tutto senza peraltro risolvere nessuno dei gravi problemi di traffico che si registrano tutti i giorni in piazza degli Artisti, con inquinamento acustico e atmosferico alle stelle. Nell'occasione - sottolinea Capodanno - si ribadisce, ancora una volta, che invece occorre ripristinare il dispositivo di traffico che esisteva prima delle ultime festività natalizie, abolendo l'inutile tratto pedonalizzato a confine con via Luca Giordano, peraltro privo di dissuasori mobili e con auto e moto che circolano a tutte le ore, anche per la mancanza dei necessari controlli, consentendo così alla autovetture che arrivano nella piazza, di potersi immettere, oltre che su via Recco e strade adiacenti, veri budelli, dove peraltro insiste un mercato all'aperto, pure di prodotti alimentari, e dove i veicoli devono transitare in fila indiana, anche su via San Gennaro ad Antignano per raggiungere via Merliani. L'attuale dispositivo - aggiunge Capodanno -, penalizza fortemente pure le attività commerciali della zona che, da quando è stata pedonalizzata parte della piazza, hanno subito un notevole decremento nelle vendite, sia a causa delle difficoltà di raggiungere l'area con le autovetture private ma anche per la carenza di stalli di parcheggio, molti dei quali eliminati proprio a seguito dei recenti provvedimenti che hanno modificato la viabilità nella piazza in questione, stalli dei quali si chiede il contestuale ripristino ". Sulle questioni sollevate Capodanno richiama, ancora una volta, l'attenzione degli assessorati e degli uffici competenti del Comune di Napoli, con particolare riferimento a quelli del traffico e della sicurezza urbana, che fanno capo agli assessori Cosenza e De Iesu, ma anche del prefetto di Napoli e della magistratura.
INSERITO DA ANGELA CECERE Si fingevano impiegati delle poste, assicuratore, avvocato o carabiniere...Napoli. Dalle prime luci dell’alba, su delega della procura della repubblica di Roma, i carabinieri del comando provinciale di Roma, nella provincia di Napoli, supportati dai comandi dell’arma territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza che dispone misure cautelari, emessa dal gip del tribunale di Roma, nei confronti di 17 persone (7 in carcere e 10 agli arresti domiciliari), di cui 13 gravemente indiziate di appartenere a un sodalizio criminale (art. 416 c.p.) dedito a truffe” e “estorsioni in danno di anziani e gli altri 4 di avere avuto un ruolo nell’esecuzione dei colpi. Come riscontro, nel corso dell’attività di indagine, i carabinieri hanno inoltre eseguito 10 arresti, in flagranza di reato, per truffe consumate a Roma in danno di anziani, con contestuale recupero e restituzione della refurtiva. Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Roma trionfale, sotto la direzione della procura della repubblica di Roma, gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un’associazione per delinquere avente sede a Napoli e capeggiata dai membri di una specifica famiglia, dedita alla commissione di una serie indeterminata di reati (per lo più truffe e talvolta estorsioni) in danno di persone anziane dimoranti in Roma e nel Lazio, ma anche in altre regioni italiane, raccogliendo gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati in ordine a 80 episodi consumati nelle province di Roma, Napoli, Latina e Viterbo, nell’arco temporale tra il 13.09.2022 e 20.03.2023. Fingendosi impiegato delle poste, assicuratore, avvocato o carabiniere, il “telefonista” diceva che un familiare doveva saldare il debito per ritirare un pacco o che aveva provocato un incidente stradale, che l’assicurazione era scaduta e che, per “sistemare” le cose, era necessario consegnare denaro o gioielli. In seguito un complice passava a prelevarli a casa delle vittime, che solo ore dopo, parlando con il figlio o il nipote in questione, scoprivano il raggiro. Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Roma Trionfale hanno consentito di raccogliere elementi indiziari in ordine al ruolo di tutti gli indagati che in varie batterie composte da due persone, partivano tutti i giorni da Napoli con auto prese a noleggio. Le vittime venivano scelte casualmente tramite ricerche fatte in internet o sulle pagine bianche, contattate da “telefonisti” e poi raggiunte da “corrieri”. Nel corso delle perquisizioni, tuttora in corso, i carabinieri hanno rinvenuto anche un manuale di istruzione con una dettagliata descrizione delle cose che il telefonista doveva dire alle vittime per compiere le truffe oltre a denaro contante, centinaia di schede telefoniche, decine di telefoni cellulari e un grosso quantitativo di gioielli. Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, per cui gli indagati sono da ritenersi innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva.
INSERITO DA ANGELA CECERE Indagini in corso Napoli. I carabinieri della stazione Secondigliano hanno setacciato il quartiere effettuando una serie di perquisizioni. Durante i controlli i militari hanno rinvenuto, all’interno di una cassetta postale, più di 2 chili di droga e un’arma. Il forte odore aveva attirato l’attenzione dei carabinieri che hanno trovato 18 panetti di hashish per un peso complessivo di un chilo e 800 grammi, 225 grammi di cocaina già suddivisa in dosi, materiale per il confezionamento dello stupefacente e una rivoltella calibro 38 pronta all’uso con 3 proiettili. Le indagini proseguono con la pistola che sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare il suo eventuale utilizzo in fatti di sangue o altri delitti
di Michele Pappacoda Prosegue lo sforzo di ammodernamento tecnologico di tutte le strutture sanitarie della nostra Regione. All’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola è stato attivato il nuovo sistema cardiologico robotico per il trattamento delle aritmie cardiache. È il sistema più avanzato d’Italia, il primo nel centro-sud, per la cura di questa particolare patologia del cuore. Complessivamente abbiamo investito 8 milioni di euro per questo intervento. Quello di Nola è un ospedale importante perché serve un’area-cerniera molta vasta del nostro territorio. Qui sono in corso ulteriori investimenti per circa 115 milioni di euro per adeguamento sismico della struttura esistente, per la nuova area per la risonanza magnetica e per la realizzazione del nuovo plesso ospedaliero che affiancherà quello attuale. È uno sforzo gigantesco quello che stiamo concretamente realizzando, per Nola, così come per tanti altri territori della Campania: da Giugliano a Sessa Aurunca, dal Ruggi a Salerno al nuovo Santobono e agli Incurabili a Napoli insieme a tanti altri interventi. Investiamo oltre 2.3 miliardi di euro per l’edilizia ospedaliera. Risorse che abbiamo conquistato perché, dopo oltre 20 anni, la Regione Campania ha voltato pagina.
INSERITO DA ANGELA CECERE Guida sicura e movida Napoli. I Nibbio dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, hanno effettuato controlli in zona piazza Dante. Nel corso dell’attività sono state identificate 103 persone, di cui 35 con precedenti di polizia, controllati 71 veicoli, di cui 7 sottoposti a sequestro e a fermo amministrativo, e contestato 25 violazioni del codice della strada. Infine, gli operatori hanno denunciato 3 persone per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato e per guida senza patente. Controlli anche a Mergellina Gli agenti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, con l’ausilio di personale della polizia locale, hanno effettuato controlli nella zona movida degli “chalet” di Mergellina e in largo Sermoneta. Nel corso dell’attività sono state identificate 590 persone, di cui 114 con precedenti di polizia, controllati 167 veicoli e contestate 2 violazioni del codice della strada.