Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Tempo di lettura: 2 minuti Benevento Nella serata di ieri, in seguito all’attività di indagine coordinata da questa Procura, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montesarchio hanno dato esecuzione all’ordinanza, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Benevento, di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere a carico di un 29enne censurato di Santa Maria a Vico (Caserta), gravemente indiziato del reato di rapina in concorso. Il provvedimento in questione trae origine dall’attività posta in essere dai militari dell’Arma in data 19 settembre, a seguito di una rapina consumata in danno di un distributore di carburante situato sulla SS7 Appia, nel comune di Forchia. Le immediate indagini, eseguite mediante l’analisi delle immagini estrapolate dal sistema di video-sorveglianza e da successiva individuazione fotografica, permettevano di acquisire elementi di colpevolezza a carico dell’arrestato in ordine alla rapina allorquando lo stesso, in concorso con altro soggetto in via di identificazione, dopo aver raggiunto, alla guida di un motociclo, la dipendente del distributore, con violenza consistita nel bloccare la stessa stringendole un braccio intorno al collo, nello strattonarla e nello sfilare dalle mani della donna il denaro contante corrispondente all’incasso momentaneamente detenuto, si impossessava della somma pari e circa 300,00 euro. L’ordinanza veniva eseguita presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), dove il 29enne si trova già detenuto per altra causa.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Clemente Mastella sostenuto al ballottaggio anche dal governatore Vincenzo De Luca è riconfermato alle urne sindaco di Benevento: netta la vittoria (52,6%) sul candidato del Pd e centrosinistra Diego Perifano (47,3%). I festeggiamenti al comitato elettorale dell’ex ministro sono cominciati prima della fine dello spoglio: «Ho vinto da solo contro tutti, come Mario contro Silla», commenta a caldo Mastella, il cui nome di battesimo è Mario Clemente. «E’ stata una campagna elettorale come mai si era verificata in vita mia, una campagna dai toni forti, un'Arca di Noè di destra e sinistra contro di me. Ma dalla mia parte ho avuto il popolo di Benevento e, soprattutto, il voto della gente umile delle contrade». E Perifano commenta: «Abbiamo lottato fino alle fine, siamo riusciti a raccogliere consenso di chi voleva il cambiamento. Ma la volontà del popolo è sovrana. Faremo opposizione corretta e incentrata sulle questioni della città». Caserta riconferma Carlo Marino (centrosinistra), il sindaco uscente sostenuto al ballottaggio anche da M5s batte col 53,6% delle preferenze il leghista Giampiero Zinzi (fermatosi al 46, 3%). «Abbiamo ottenuto un risultato straordinario - dice Marino - fermando la Lega che aveva puntato al Sud candidando qui un suo esponente di spicco. Hanno vinto la continuità amministrativa e il meridionalismo. Caserta non si lega ed è pronta a ritornare protagonista in Campania e nel Sud Italia». Marino è stato accolto al comitato elettorale da fuochi d’artificio, tra i presenti il dem Stefano Graziano e Nicola Caputo (Iv) col consigliere regionale Giovanni Zannini. «Il dato è chiaro», commenta da Fb Gianpiero Zinzi: «Marino ha vinto e quindi congratulazioni e auguri di buon lavoro. Noi non abbiamo rimpianti perché abbiamo fatto una campagna pulita, di contenuto, e sappiamo di aver contribuito ad alzare la qualità del confronto democratico in città. Poi, com'è giusto, i cittadini fanno le loro scelte». A Marino sono subito arrivate le congratulazioni del governatore De Luca. Crollata l’affluenza A Benevento e Caserta è netto un crollo nell’affluenza alle urne: a Benevento dal 73,1% del primo turno si è passati al 59,5%.; a Caserta ha votato il 46,62% rispetto al 67,08% del primo turno Gli altri sindaci del Napoletano Nei Comuni non capoluogo di provincia della Campania interessati dal ballottaggio, il primo sindaco eletto è ad Afragola, in una sfida tutta interna al centrodestra: Antonio Pannone (Fdi e civiche) ha superato con il 51% Gennaro Giustino (Forza Italia e civiche) che si è fermato al 49%. I due sono distanziati di poco meno di tremila voti. Fratelli d’Italia, in coalizione con altre civiche di centrodestra, vince anche a Melito: Luciano Mottola è sindaco con il 51,8% contro il 48,2% di Dominique Pellecchia, sostenuto da Pd e Cinquestelle. Successo del centrosinistra a Volla: Giuliano Di Costanzo (Pd e M5s) supera col 58,76% delle preferenze Ivan Aprea. A Vico Equense è stato praticamente un testa a testa tra il candidato appoggiato dalla Meloni Giuseppe Aiello e il pentastellato Maurizio Cinque: alla fine dello scrutinio il primo è sindaco per 210 voti in più col 50,8% delle preferenze contro il 49,1% dell’avversario Cinque. Le sfide ad Eboli e Battipaglia A differenza di Benevento, nel Salernitano invece c’è un dato dalle urne nettamente diverso per il governatore De Luca. Tonino Cuomo, ex consigliere regionale ad Eboli e Antonio Visconti del Pd entrambi deluchiani di ferro perdono rispettivamente ad Eboli e Battipaglia. Battipaglia ha scelto Cecilia Francese, vittoria netta, al 65, 7% delle preferenze, su Visconti (centrosinistra) che si ferma al 34%. Ad Eboli diventa sindaco il civico Mario Conte , anche qui vittoria netta col 58,1% delle preferenze contro Cuomo (Pd-Italia Viva-Idea Futuro) fermo al 41,8% . Il richiamo a Caserta Polemiche e tensioni a Caserta durante lo scrutinio: un formale richiamo «ad applicare correttamente le norme in materia di trattamento dei dati personali degli elettori iscritti nelle liste di sezione» è stata inviata dal segretario comunale, Salvatore Massi, ai presidenti di seggio impegnati nel ballottaggio. La nota di Massi ha fatto seguito ad una segnalazione di rappresentanti di lista della coalizione di centrosinistra, che hanno lamentato presunte irregolarità ai seggi commesse dai rappresentanti di lista del centrodestra che, col consenso di un presidente, avrebbero preso visione dell’elenco dei votanti per registrare chi ancora non era andato a votare.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. A nessuno è consentito, figurarsi se si indossa una divisa. Ciò che è accaduto ieri mattina al Liceo Guacci, dove un agente della polizia penitenziaria si è presentato armato della pistola di ordinanza perchè il figlio sarebbe stato picchiato da uno studente con il quale avrebbe litigato, è molto grave. Nessuna indulgenza al facile moralismo e ai giudizi sommari, ma certo l'episodio non può passare sotto silenzio e restare rubricato solo alla voce denuncia per minacce aggravate. Le implicazioni giudiziarie riguardano l'interessato, che ovviamente potrà offrire le sue motivazioni, ma il suo inaccettabile comportamento investe tutti noi, genitori di figli che ogni giorno vanno a scuola. Perchè, se è comprensibile la corsa di un papà che si sente chiamare al telefono dal figlio che gli ha raccontato ciò che ha subito, non lo è la condotta successiva di chi, per età e lavoro che svolge, dovrebbe conoscere fino in fondo la pesante responsabilità che la detenzione di un'arma comporta. Rimanda ad un ruolo che ne prevede l'uso in casi ben definiti dalla legge, non in situazioni di carattere strettamente personale, peraltro in un ambiente frequentato da centinaia di giovani. Non è stata una bella scena, immaginate per un attimo cosa avranno pensato tutti coloro che hanno visto arrivare a tutta velocità, in via Calandra, le auto della polizia, dalle quali sono scesi agenti con il giubbotto antiproiettile. Si è temuto il peggio in quei minuti, quando la paura è corsa nelle chat e nelle conversazioni concitate tra coloro che avevano le loro ragazze e i loro ragazzi nelle aule. Una pagina bruttissima, inqualificabile, che nessuno può scrivere, men che meno un appartenente alle forze dell'ordine. di Enzo Spiezia OTTOPAGINE
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Le raccomandazioni dell’amministrazione comunale di Airola, nella provincia di Benevento, interessata da un incendio di enormi proporzioni che sta interessando il deposito di una fabbrica di materiali plastiche. “Chiudete le finestre. Abbandonate le case, se investite dalla traiettoria del fumo”. Domani, giovedì 14 ottobre, le scuole resteranno chiuse. È di proporzioni vastissime l'incendio che sta interessando un deposito della Sapa, azienda che produce materiali plastiche, ad Airola, nella provincia di Benevento. Così come è spaventosa la nuvola di fumo, denso e scurissimo, che si sta sollevando e che ha coperto gran parte del circondario, e non solo, che è arrivata anche nel Napoletano ed è visibile da chilometri di distanza. E così, per tutelare le cittadinanza, il sindaco di Airola, Vincenzo Falzarano – eletto lo scorso 3 e 4 ottobre – insieme a tutta l'amministrazione comunale, ha lanciato un appello affinché i cittadini si chiudano in casa per non respirare il fumo o, di contro, addirittura abbandonino le proprie abitazioni se troppo invase dalla nuvola e dall'odore insopportabile che si stanno levando dal rogo. "Chiudete le finestre – si legge sui profili social del Comune di Airola -. Abbandonate le case, se investite dalla traiettoria del fumo". Anche il sindaco della vicina Roccarainola ha lanciato un appello a rimanere in casa. Scuole chiuse ad Airola Intanto, è stato anticipato, in una nota, che domani, giovedì 14 ottobre, le scuole ad Airola, di ogni ordine e grado, rimarranno chiuse proprio a causa dell'incendio. "Nella giornata di domani, Giovedì 14 Ottobre 2021, tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale di Airola resteranno chiuse" si legge. Nelle prossime ore arriverà anche un'apposita ordinanza del sindaco Vincenzo Falzarano. Poco si sa, per il momento, sulla natura e sulle cause del rogo. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco, che si stanno adoperando per domare le fiamme e cercare di ridurre la nuvola di fumo, come detto spaventosamente alta e densa. Il fumo e il suo odore acre, oltre che nel Sannio, sono arrivati anche nel Napoletano, dapprima nel Nolano, zona che in linea d'aria è maggiormente vicina al rogo, e adesso stanno arrivando anche nel capoluogo campano, soprattutto nella zona collinare del Vomero, dove si comincia ad avvertire l'odore acre della plastica che brucia. Saranno le analisi eseguite a rogo estinto ad indicare i livelli di tossicità che si sono sprigionati nell'aria. A cura di Valerio Papadia www.fanpage.it
DI PASQUALE GRECO Airola - Benevento. Un’alta colonna di fumo nero visibile fino a Napoli creando disagi anche nei pressi dell’aeroporto di Capodichino. Dichiara il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli “Abbiamo chiesto immediatamente all’Arpac di fare le dovute analisi. Ci domandiamo come sia possibile un numero così frequente di roghi in aziende e capannoni industriali sul territorio campano. Non passa mese senza che non vi sia un disastro. Eppure dovrebbero essere dotati di sistemi antincendio moderni ed efficacissimi Ad Airola il sindaco Vincenzo Falzarano ha lanciato l’allarme ai cittadini: chiudete le finestre e abbandonate le case se investite dalla traiettoria del fumo. Domani, giovedì 14 ottobre, le scuole resteranno chiuse. Sul posto anche i Vigili del Fuoco di Avellino, insieme ai colleghi delle altre province campane.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento L'ingente quantità è stata esclusa, ma lui è rimasto in carcere. Sono le decisioni del Riesame per Sergio Pedicini (avvocati Domenico Russo e Angelo Leone), il 42enne di Benevento che la Squadra mobile aveva arre stato circa un mese fa per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella sua Renault Clio, fermata nella zona di Ponte delle Tavole, all'uscita dal raccordo autostradale, gli agenti avevano rinvenuto quattro involucri di cellophane termosaldati sistemati al di sotto del sedile lato guida e contenenti mezzo chilo di cocaina. L'ulteriore perquisizione della sua abitazione si era conclusa con il sequestro di altri trenta grammi della stessa sostanza e di un bilancino di precisione. Dopo l'udienza di convalida, nei suoi confronti era stata adottata una ordinanza di custodia cautelare in carcere, impugnata dinanzi al Riesame, che ha escluso l'aggravante dell'ingente quantità ed ha confermato la misura.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento Quel giorno, il 22 febbraio del 2013, i carabinieri lo avevano scovato nella mansarda di un palazzo di tre piani in via Fratelli Addabbo, mettendo la parola fine alla sua latitanza. Durava da otto mesi, dall'8 giugno del 2012, quando Silvio Sparandeo, ora 56enne, di Benevento, aveva fatto perdere le sue tracce in occasione del blitz della Dda, della Squadra mobile e dei carabinieri della Compagnia di Montesarchio, contro il clan Pagnozzi e le sue ramificazioni nella provincia di Benevento. Ventiquattro le ordinanze di custodia cautelare con accuse a vario titolo, una a carico dell'allora 48enne. I militari lo avevano sorpreso mentre stava dormendo in un appartamento abbastanza spoglio, nel quale erano stati trovati computer, una sfilza di telefoni cellulari con relative schede, alcuni documenti falsi. Una vicenda finita al centro di un processo che si è chiuso questa mattina dinanzi al giudice Simonetta Rotili, che ha dichiarato l'intervenuta prescrizione dei reati di favoreggiamento, possesso di documenti falsi e falso Il primo addebito riguardava Giuseppe Lanzetti (avvocato Fabio Russo), 31 anni, di Benevento, che aveva fittato a suo nome l'appartamento di proprietà di una società, gli altri Silvio Sparandeo (avvocato Vincenzo Sguera, sostituito dal collega Gerardo Giorgione), al quale erano stati sequestrati una carta d'identità valida per l'espatrio, una patente di guida ed una tessera sanitaria con la sua foto: documenti tutti intestati ad un'altra persona e mai rilasciati.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento Prima nevicata nel Sannio. Inaspettata ma senza dubbio capace di rendere il paesaggio affascinante. Subito virali le foto pubblicate dalle pagina facebook del Rifugio Montano Bocca della Selva e dal rifugio La Torre. Immagini che arrivano proprio dal comprensorio sannita del Matese. Bocca della Selva torna imbiancata dopo una torrida estate. Temperature rigide fin dalla scorsa notte quando sul Sannio è caduta abbondante la pioggia. In mattinata un ulteriore abbassamento delle temperature ha poi provocato una leggera nevicata sul Matese e nei centri di Bocca della Selva che fa parte anche del territorio di Cusano Mutri. Nessun problema per la viabilità mentre il termometro in mattinata è sceso a –1 che, complice anche il vento che soffia da Nord, ha innescato la prima nevicata di questa stagione autunnale. La finissima coltre bianca si è poi quasi del tutto sciolta per via della pioggia e di un leggero innalzamento delle temperature. Temperature basse che caratterizzeranno anche la giornata di domani.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Il dramma ha lasciato spazio, ora, solo ad un dolore insopprimibile. E' stampato nel cuore e sui volti dei genitori, dei fratelli, della fidanzata di Alessandro Onofrio, il 28enne di Faicchio morto ieri per i traumi subiti, il giorno prima, nell'incidente accaduto lungo il viale Atlantici. Dove, al pari di un collega – un 37enne di San Lorenzello, anch'egli in ospedale -, era caduto dal cestello, che si era ribaltato, nel quale, per conto di una ditta di Castelvenere, stava lavorando al ripristino dei cordoli di alcuni balconi e della zoccolatura al terzo piano di un palazzo. Questa mattina il tristissimo riconoscimento della salma all'obitorio del San Pio, poi l'ultimo, disperato abbraccio di coloro che gli volevano bene, prima dei funerali che saranno celebrati domani. Una tragedia che ha lasciato senza fiato, mentre si rincorrono le prese di posizione politiche e sindacali contro la lunghissima catena di lutti nel nostro Paese. Una strage senza soluzione di continuità e distinzioni geografiche, che fa registrare un bilancio sempre più pesante di vittime. Alessandro è l'ultima in ordine di tempo, ieri era atteso dalla promessa di matrimonio: l'inizio di un percorso di felicità che avrebbe voluto condividere con la sua fidanzata, bruscamente interrotto per sempre da un destino assurdo. La sua è la storia di una persona che aveva come stelle polari l'impegno e la dedizione, il sacrificio come strumento di affermazione. Tutto è stato spazzato via in un istante, in quel volo terminato sull'asfalto. Ogni volta che si verificano simili tragedie - quella di Benevento è al centro di una inchiesta del sostituto procuratore Giulio Barbato e dei carabinieri -, è fortissima la sensazione di vuoto che assale, più o meno, l'opinione pubblica. Dura però troppo poco, è dominata soltanto dall'emozione e dalla commozione. Dalla speranza che le lacrime non debbano più essere versate mentre ci si guadagna da vivere. Non è così, magari fosse così. Nesuno potrà restituire più Alessandro ai suoi affetti. di Enzo Spiezia OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento “Siamo alle solite…ogni progetto che riguarda lo sviluppo delle energie rinnovabili viene sistematicamente bocciato dal Presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria”. Così il consigliere provinciale del Partito Democratico e sindaco di Foiano di Valfortore, Giuseppe Ruggiero, tuona contro una delibera del presidente Di Maria su un'istanza di rilascio del provvedimento di VIA per il progetto di rifacimento impianto eolico da 29,40 Mwe nel Comune di San Giorgio La Molara. “Questa volta a farne le spese è persino un progetto di rifacimento proposto dalla IVPC del presidente Vigorito per un impianto ubicato nel territorio di San Giorgio la Molara (Delibera Presidenziale n° 215 del 1 ottobre 2021)” spiega Ruggiero. In pratica il progetto prevede la dismissione di 33 aerogeneratori che saranno sostituite con 6 aerogeneratori. “Infatti – precisa ancora il consigliere provinciale del Pd - l’azienda del presidente della Confindustria Sannita è impegnata nella realizzazione di una trentina di aereogeneratori in sostituzione degli oltre 140 attualmente presenti nei territori di Foiano di Val Fortore, Baselice, San Marco dei Cavoti, Molinara e Montefalcone di Val Fortore. Come era già capitato alla società Irpinia Vento, la quale riduceva il numero di turbine in un progetto proposto nel territorio di San Bartolomeo in Galdo, anche la IVPC ha dovuto prendere atto di un parere a dir poco negativo e paradossalmente assurdo. In questo caso il parere è persino peggiore degli altri, perché negli atti prodotti dalla Provincia si fa esplicito riferimento ad aspetti negativi sui livelli occupazionali prodotti dal settore eolico”. Ed è in merito a questo che Ruggiero, invece, rimarca: “La IVPC è un’azienda che dà lavoro ad oltre 200 addetti fra l’Irpinia e il Sannio, tantissimi dei quali nel Fortore i cui Comuni ricevono inoltre migliaia di euro quale riequilibrio ambientale, fondamentale per la sopravvivenza dei municipi, oltre ai compensi per il mondo agricolo sui canoni di locazione o i diritti di superficie concessi. Se Di Maria non se ne fosse accorto, senza l’IVPC e il Fortore che ospita gli impianti, la stessa città di Benevento non sarebbe mai salita alla ribalta del calcio italiano. Oggi addirittura apprendiamo che il presidente Di Maria ha firmato un ordine di servizio per sanzionare i trasporti eccezionali su un’arteria provinciale in corso di ammodernamento nel Fortore, invece di realizzare strade che possano invece accogliere anche questa tipologia di trasporti proprio alla luce degli enormi investimenti che ci saranno nei prossimi anni sul territorio fortorino. Nonostante tutto il mondo vada verso la rivoluzione delle rinnovabili, solo la Provincia di Benevento continua su una posizione integralista che risulta essere fuori dal mondo e dai tempi. La nostra generazione dovrà per forza convivere con queste istallazioni perché quelle future possano avere quelle opportunità che noi abbiamo avuto e non vivere in una continua emergenza ambientale risultato di uno sconsiderato utilizzo delle fonti fossili. In futuro - comclude Ruggiero - quando il mondo non avrà più necessità della fonte eolica per produrre energia elettrica, per la carenza di materie prime, queste istallazioni verranno smontate e le nostre colline torneranno come un tempo ma in un ambiente certamente diverso rispetto alla prospettiva su cui ci stiamo purtroppo incamminando