INSERITO DA ANGELA CECERE
NAPOLI - Esponenti dell’estrema destra accusati di aver partecipato a scontri di piazza a Napoli e a numerose aggressioni nei confronti di avversari politici sono stati arrestati all'alba in un'operazione dei Carabinieri dei Ros nel capoluogo campano. Le misure cautelari riguardano in tutto una diecina di persone accusate di banda armata, detenzione e porto illegale di armi e di materiale esplosivo, lesioni a pubblico ufficiale ed attentati incendiari. L'operazione è scattata nelle province di Napoli, Salerno e Latina e riguarda un’associazione sovversiva riconducibile a esponenti della destra extraparlamentare di Napoli. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale nei confronti dei maggiori esponenti dell’organizzazione. Sono accusati di aver organizzato e pianificato scontri di piazza nella primavera del 2011 a Napoli. I destinatari delle misure cautelari sono accusati, tra l'altro, di banda armata, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplosivo, lesioni, aggressione a pubblico ufficiale e riunione non autorizzata in luogo pubblico, progettazione e realizzazione di attentati con lancio di bottiglie incendiarie contro un centro sociale di Napoli, manifestazioni non autorizzate presso la Facoltà di Lettere a Napoli, aggressioni di tipo «squadrista» contro avversari politici e sistematico indottrinamento di giovani militanti all’odio etnico e all'antisemitismo. GUARDA IL VIDEO DEI CARABINIERI DEL ROS INDAGINI SU CASAPOUND Le indagini dei Carabinieri dei Ros, che questa mattina hanno portato alla notifica di dieci misure cautelari, vertono in particolare sul movimento di estrema destra Casapound, protagonista negli ultimi anni di numerosi scontri con esponenti della sinistra. Dalle intercettazioni è emerso che gli indagati, che hanno la loro sede nel centro storico di Napoli, pianificavano aggressioni e pestaggi ai danni di rivali politici. Fra i reati ipotizzati dal Procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dal sostituto Luigi Musto vi sono anche associazione sovversiva e banda armata. "E' EBREA, LA VIOLENTO" Picchiare o violentare una ragazza ebrea perchè era stimata persino dai palestinesi: è il proposito espresso da uno dei frequentatori della sezione «Berta», sequestrata oggi dai carabinieri in quanto ritrovo abituale di gruppi violenti dell'estrema destra. Dell'argomento si discusse in una conversazione intercettata il 15 dicembre 2011. «Da me in facoltà - esordisce Angelo D'Alterio - ci sta una che non la tocca nessuno, non la guardano nessuno perchè non so di quale tribù fa parte. Tribù ebraica». Si inserisce Andrea Coppola, leader di «Blocco studentesco»: «Se tu vedi, questa passa e tu vedi tutti gli israeliani, pure i palestinesi, cioè i palestinesi... Gli arabi che la salutano con rispetto proprio... La cosa infatti mi sta facendo stizzire troppo. Infatti io a questa la devo vattere (picchiare, ndr). O la picchio o me la chiavo e gli faccio uscire il sangue dal c... Però davanti a tutta la facoltà». "BRUCIAMO NEGOZIO EBREO" Alcuni degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulle attività dell'estrema destra a Napoli progettavano di dare fuoco al negozio di un orefice ebreo al quale uno di loro, scippatore oltre che militante di Casapound, rivendeva i monili strappati: emerge dalle intercettazioni ambientali contenuti nell'ordinanza cautelare. Nel corso di una conversazione, Giuseppe Guida confessa di essere dedito agli scippi: «Me lo vado a vendere. Le vecchiette, i laccettini d'oro che scippo me lo vado a vendere. Mi fanno il prezzo buono, mi fanno». Il ricettatore è, secondo gli indagati, un ebreo: «Ha la kippah (copricapo ebraico, ndr) in testa». Interviene Andrea Coppola, destinatario di un obbligo di dimora: «Vogliamo appicciare (bruciare, ndr) il negozio?», quindi definisce l'orafo «un sionista di m... proprio» e asserisce che gli ebrei «di spirituale hanno ben poco». Sono tre i movimenti di destra coinvolti nell'inchiesta: oltre a Casapound vi sono H.M.O. (acronimo di hic manebimus optime) e Blocco Studentesco, gruppo quest'ultimo attivo nelle università. Gli episodi risalgono a un periodo compreso tra settembre 2009 e ottobre 2010. "SU FB NON NEGATE LA SHOAH" Giuseppe Savuto, uno degli arrestati oggi nell'ambito dell'inchiesta sull'estrema destra napoletana, impartiva direttive ai giovani militanti di Casapound su come organizzare la loro pagina Facebook e li invitava a non divulgare sul social network, tra i giornalisti e a scuola le loro idee antisemite. Emerge dalle intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare. In una conversazione ambientale registrata il 18 settembre 2011 nella sezione «Berta», luogo di ritrovo degli indagati sottoposta oggi a sequestro dai carabinieri, Savuto si rivolge a un giovane militante non identificato: «Allora, dato che io vedo certe cose sul tuo profilo...». Il ragazzo lo interrompe: «Certe cose sì, vabbè, le aggiungevo allora, prima di stare a Casapound». Savuto si riferisce in particolare ad alcuni documenti di Forza Nuova, l'altro gruppo dell'estrema destra rivale di Casapound, che il giovane militante ha condiviso: «No, Forza Nuova... Forza Nuova non abbiamo niente a che spartire. Poi sul profilo Facebook quelli di Forza Nuova non dovranno comparire più». L'indagato quindi rammenta ai presenti che giovedì si incontreranno di nuovo per parlare «di tutte le domande che fa la stampa, i professori», in particolare con riferimento all'Olocausto: «Con i professori a scuola se tu dici una cosa del genere, pure a livello didattico... Pure per te, una cosa personale, i voti. Perchè io pure sono d'accordo che non sono mai esistite le camere a gas e non c'è mai stata nessuna deportazione, sono il primo a dirtelo... Però in questo caso davanti a un professore, davanti a un giornalista...». Obiettivo di Savuto, secondo il gip, è «non sporcare l'immagine ufficiale di Casapound che vuole accreditarsi come un interlocutore credibile per le istituzioni». AI DOMICILIARI LA FIGLIA DI UN EX SENATORE C'è anche Emanuela Florino, figlia dell'ex senatore di An Michele, fra le persone raggiunte dai provvedimenti adottati dal gip di Napoli Francesco Cananzi nell'inchiesta sugli incidenti di piazza della primavera 2011 organizzati da elementi dell'estrema destra. A Emanuela Florino è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Stesso provvedimento per altre tre persone, mentre due ordinanze sono per la custodia in carcere e quattro per obblighi di dimora. Agli indagati è contestata, a vario titolo, una serie di episodi tra i quali alcuni pestaggi ai danni di giovani di sinistra nonchè l'accoltellamento, avvenuto durante la campagna per le ultime amministrative, davanti alla facoltà di Lettere della Federico II. Secondo gli inquirenti, gli indagati - più numerosi dei dieci destinatari delle ordinanze - disponevano di coltelli e rudimentali ordigni esplosivi e alcuni di loro giravano armati durante le manifestazioni, quasi sempre non autorizzate. L'indagine è basata su intercettazioni e informative di Ros e Digos. PARLAVANO DI 'MEIN KAMPF' «Mein Kampf» di Adolf Hitler era al centro di riunioni di alcuni degli indagati dell'inchiesta sull'estrema destra napoletana che, stamani, ha portato ad arresti e altre misure cautelari. Gli indagati - afferma il Procuratore aggiunto di Napoli, Rosario Cantelmo, in una nota - erano dediti tra l'altro «alla sistematica attività di indottrinamento dei giovani militanti all'odio etnico e all'antisemitismo mediante riunioni in cui si discuteva, tra l'altro, anche dei contenuti del libro 'Mein Kampf' di Adolf Hitler».
FONTE LEGGO.IT
24 GENNAIO 2013