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CAMPANIA NEWS :Incendio in un box Paura a parco Castagno

2 Febbraio 2013, 09:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella AVELLINO - Paura oggi pomeriggio a Parco Castagno, nel popoloso quartiere di Rione Mazzini. Un incendio si è sviluppato all'interno di un box adibito a deposito, Sul posto sono subito intervenute due squadre dei vigili del fuoco. I caschi rossi hanno trovato il box in fiamme con il fumo che aveva invaso le scale del condominio di 6 piani. Il palazzo è stato evacuato, mentre venivano spento l'incendio. Non si sono registrati feriti o intossicati.

Fonte :Il Mattino

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CAMPANIA NEWS :Comune Napoli, due nuovi assessori C'è anche la figlia di Silvia Ruotolo La madre fu uccisa dalla camorra

2 Febbraio 2013, 09:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella NAPOLI - L’assessore più giovane della storia del Comune, Alessandra Clemente 26 anni ad aprile commossa fino alle lacrime, un tecnico docente universitario, Carmine Piscopo. Sono loro i due nuovi assessori della squadra del sindaco Luigi de Magistris, prendono il posto di Alberto Lucarelli e Sergio D’Angelo candidati alla Camera e al Senato per Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. Presentati, anche questa una primizia, in diretta streaming sul sito del Comune, un servizio fornito dall’ufficio stampa retto da Mimmo Annunziata. Un de Magistris che allarga il quadro dei cambi in giunta facendo anche un piccolo rimpasto di deleghe e annunciando che a urne chiuse ci potrebbero esserci altre sorprese. «Dobbiamo rafforzare la maggioranza - dice - e questo accadrà a breve grazie agli arancioni, voglio assolutamente che tra consiglio e giunta ci sia una maggiore condivisione e più raccordo». Il sindaco, nella sostanza, accoglie la richiesta arrivata dalla sua maggioranza - compatta e con lui - ma un po’ delusa perché si è sentita poco coinvolta nella redazione del piano di riequilibrio finanziario approvato 48 ore fa. E sul rafforzamento potrebbe significare da un lato creazione di un gruppo arancione in consiglio, ma non è da escludere, dall’altro, nemmeno la possibilità che in giunta possano entrare personalità magari vicine a quei movimenti che dopo il voto entreranno in Parlamento e quello di Grillo, tanto per fare un esempio, soprattutto dopo le ultime aperture di entrambi i leader, hanno il profilo giusto. O chissà un riavvicinamento con Sel e il Pd che si sono astenuti sulla manovra. Torniamo al rimpasto, il sindaco para il colpo sulla Clemente. A 26 anni si può essere assessore a Napoli? «Essere giovane non significa non avere competenze - spiega il primo cittadino - Alessandra ho avuto modo di conoscerla in questo anno e mezzo e oltre alla competenza ha tanto cuore. L’auspicio è consegnare tra tre anni un Comune a uno più giovane di me». De Magistris corregge subito il tiro perché sembra un addio: «Sono troppo innamorato di Napoli e se non crollo non mi dispiacerebbe proseguire la mia esperienza. Mi riferivo a me stesso per ora desidero arrivare vivo con una salute fisica e psichica decente alla fine del mandato che sarebbe un risultato, e magari di poter avere la voglia di continuare perché fare il sindaco della propria città è la cosa più bella che possa capitare». Parole dolci anche per Piscopo: «Lo conosco dai tempi del liceo so che può dare molto». Piscopo incassa una delega pesante, oltre a un pezzo di quelle di Lucarelli come i beni comuni prende il patrimonio da Bernardino Tuccillo il quale invece avrà nuovamente la delega al Personale. Pina Tommasielli assessore allo Sport è gravata di un pezzo del welfare come famiglia e politiche familiari oltre che la sanità. Al vicesindaco Tommaso Sodano tocca il grosso delle Politiche sociali, lui diventa un superassessore e nonostante la grande esperienza, è stato anche senatore un pizzico di emozione si sente. «Sono tante le aspettative verso di me spero di non sbagliare». Questo il primo step del rimpasto, il sindaco è proiettato comunque sul risanamento dell’ente. E in questi giorni si completerà il riassetto delle partecipate. Dopo la fusione dell’azienda di trasporto sono in vista cambiamenti per quello che riguarda i cda e le funzioni delle aziende di famiglia. E soprattutto le dismissioni di alcune quote azionarie che dovrebbero portare nelle casse di Palazzo San Giacomo 50 milioni.

Fonte :Il Mattino

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CAMPANIA NEWS :Napoli, autobus e treni vecchi di 20 anni: «1 su 3 è da rottamare»

2 Febbraio 2013, 09:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella NAPOLI - Autobus in circolazione da oltre dieci anni, treni che risalgono addirittura agli anni ’70. Difficile non pensare che i costi di manutenzione aumentino di giorno in giorno. Il trasporto pubblico campano, al di là delle singole difficoltà finanziarie di ogni azienda, vive un problema strutturale di difficile risoluzione: il parco mezzi, tanto su gomma quanto su ferro, è in gran parte vecchio, desueto, e rischia quotidianamente di cadere in pezzi, aggravando ulteriormente i disagi su linee la cui frequenza non può che assottigliarsi ogni volta che un pullman o un locomotore si blocca. I dati sull’età dei mezzi di trasporto regionali arrivano da un dossier presentato dalla Filt-Cgil della Campania, che ha esaminato lo stato della dotazione di ciascuna azienda detentrice di contratto di servizio con Regione, Province e grandi Comuni. Ne emerge una situazione a dir poco precaria, che necessiterebbe oggi di investimenti a dir poco impensabili, vista la riduzione dei fondi nazionali destinati al Trasporto pubblico locale (Tpl): «Abbiamo una pessima qualità del servizio del Tpl in Campania – spiegano dal sindacato - che è al collasso non solo a causa della drastica riduzione delle risorse stanziate per i contratti di servizio (dal 25 al 30% in meno rispetto al 2009), ma anche perché i finanziamenti per la manutenzione straordinaria dei mezzi di trasporto e per l’acquisto di nuovi bus e treni sono sostanzialmente bloccati da anni». I casi delle singole aziende sono a dir poco eclatanti. Secondo i dati pubblicati dalla Filt, gli 850 bus della Anm, di cui solo 300 oggi funzionanti, hanno una età media di dodici anni. Una vetustà poi aggravata dai recenti problemi di liquidità che hanno impedito a lungo l’acquisto di pezzi di ricambio. Non va meglio alla Eav Bus, società regionale fallita e poi salvata temporaneamente da Palazzo Santa Lucia con una legge ad hoc: dei suoi 540 pullman, 55 sarebbero già da alienare, mentre tutti gli altri sono in vita in media da oltre 12 anni. Va un po’ meglio alla Ctp, società della Provincia di Napoli, che ad oggi è riuscita a salvaguardare i servizi in attesa di conoscere i tagli definitivi del Governo agli enti provinciali: gli autobus nel suo caso sono 489, hanno un’età media di 10 anni e circolano quasi tutti, 460. Nel resto della regione si registrano i 122 bus su 251 dell’Air (Avellino) risalenti a prima del 2000, stessa età della metà dei pullman della beneventana Etac (23 su 41). E se il quadro dei bus può risuonare come allarmante, è meglio dare un’occhiata prima ai dati sui treni. Quelli di Metronapoli, partendo dal capoluogo, hanno un’età media compresa tra i 20 e i 25 anni. Tanti? No, perché si tratta dei mezzi su ferro piu’ giovani. La Sepsa, come evidenziato dalla Filt, possiede su 30 treni 10 Etr di 53 anni fa, piu’ altri sette di 37 anni fa. La Circumvesuviana fa peggio, con 70 treni che hanno raggiunto i 40 anni di vita e altri 15 che si fermano a soli 34 anni. Va da sé che oggi ne circolino solo 50 su 118 complessivi. A questi andrebbero aggiunti i vettori che Trenitalia utilizza per i collegamenti regionali: parliamo di un complesso di 274 vetture che hanno un’età media di 35 anni. Il risultato del dossier è chiaro: senza manutenzione e nuovi mezzi i trasporti sono destinati a funzionare sempre peggio: «Una politica di investimenti – commentano ancora dal sindacato - per l’acquisto di nuovi treni e bus è determinante per una manovra economica anticiclica che può generare la ripresa dell’apparato industriale legato al settore, con ricadute positive sull’economia campana e sui livelli occupazionali. Infatti il Tpl è un fattore importante non solo per una diversa politica ambientale e sociale, ma anche per le attività economiche e produttive». Una prima risposta è arrivata la scorsa settimana dalla Regione, che ha annunciato l’acquisto per il 2013 di 19 treni (12 per Sepsa, 7 per Metrocampania), l’ammodernamento di 13 vettori sempre di Sepsa e il rilevamento di un ulteriore mezzo su ferro da Ferrovie Emilia da utilizzare per la Napoli-Benevento. Ma nei vari enti locali c’è ancora molto da fare, specie per i bus.

Fonte :Il Mattino

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CAMPANIA NEWS :Napoli, assicurazione scaduta In strada solo 4 moto dei vigili

2 Febbraio 2013, 09:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella NAPOLI - Si risolve parzialmente una emergenza e se ne ripropone subito un’altra. Il taglio dei fondi dal governo centrale ai Comuni manda in tilt anche altri settori. In questo caso, in città, il servizio della Polizia Municipale è fortemente a rischio. Sono sempre i mezzi a disposizioni ad essere drasticamente ridotti. E allora diventa impossibile intervenire tempestivamente con le moto, con le vetture, con i carri-gru. Il motivo? L’assicurazione. I tagliandi sono scaduti e in questi giorni l’elenco dei mezzi fermi è un vero e proprio bollettino di guerra. dati contestati dal responsabile della Municipale Attilio Auricchio: «L’amministrazione ha indetto una regolare procedura di gara e non ha ricevuto offerte utili». La macnaza di copertura assicurativa riguarda solo «motoveicoli, carri gru e altri veicoli non correlati con l’attività di controllo». In sostanza non c’è stato nessun disservizio. I dati che snocciola Gennaro Martinelli segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica sono devastanti. In pratica il corpo di polizia locale è vicino al collasso. Delle dotazioni è rimasto poco o nulla. I vigili hanno 17 carri gru. Bene sono tutti fermi: 13 per mancanza di copertura assicurativa (è scaduta da oltre un mese) e 4 mezzi sono invece in manutenzione. Poi ci sono le moto e qui la nota diventa ancora più dolente. Il parco due ruote utilissimo per effettuare rapidamente gli interventi è in ginocchio. Complessivamente la Municipale è dotata di 90 motoveicoli di diversa cilindrata. Bene. Di questi 60 hanno l’assicurazione scaduta dal 31 dicembre; 15 moto sono da rottamare; 10 Bmw (quelle di ultima generazione) sono in manutenzione e ci resteranno a lungo. In pratica circolano complessivamente per strada solo quattro moto su 90. Per le auto la situazione non è molto diversa. C’è da dire che a differenza della situazione del trasporto pubblico in questo caso non è mai venuta a mancare la benzina, purtroppo però i mezzi sui quali fare il pieno sono pochi. Quelli di proprietà del Comune attualmente sono fermi sempre per lo stesso motivo: l’assicurazione sulla quale non ci sono sconti di sorta. In garage ci sono: 10 furgoncini Fiat Scudo, uffici mobili affidati all’infortunistica; 12 Fiat Doblò utilizzati per il trasporto mezzi; 4 autocarri Ducati per il trasporto merci; altri 3 Fiat Scudo per il trasporto persone; 4 Panda; 3 Fiat Marea e uno Punto. Ci sarà qualcosa in giro o no? «In circolazione - spiega Gennaro Martinelli - ci sono 90 Punto della Fiat, si tratta di vetture acquistate in leasing due anni fa tramite la Consip, la centrale unica di acquisto, e sono la nostra salvezza, ma potrebbero durare poco». Il contratto - aggiunge il segretario provinciale della Cgil - dura quattro anni, ne sono passati due, ogni vettura costa, ma è compresa l’assicurazione, 400 euro al mese più iva, in pratica il costo annuale complessivo è di mezzo milione l’anno». Malgrado il contratto - aggiunge Martinelli - c’è un problema: da un anno la società che fornisce le vetture non viene pagata e potrebbe fare dietrofront da un momento all’altro». La problematica potrebbe essere risolta nel giro di un paio di settimane almeno per quanto concerne i tagliandi assicurativi. Si sta cercando infatti di chiudere un accordo per dotare di tagliandi tutti i mezzi. E - spiega Auricchio non è una questione di risorse ma di «situazioni legate alla scarsa appetibilità del tema assicurativo nella città». In realtà a mancare non sono solo le assicurazioni ma anche le divise per il servizio notturno.

Fonte :Il Mattino

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News Italia e dal Mondo :Nell’inchiesta di Siena dieci nuovi indagati

2 Febbraio 2013, 09:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia MarcellaLa Procura prepara le convocazioni: saranno sentiti a partire da lunedì GUIDO RUOTOLO INVIATO A SIENA Sono pronti. Gli avvisi a comparire saranno notificati nelle prossime ore. Dovrebbero essere una decina, e gli indagati saranno convocati in Procura a partire dalla prossima settimana. L’inchiesta della Procura di Siena è ormai a una svolta. C’è anche una gola profonda dell’area Finanza del Monte dei Paschi di Siena, uno che ha lavorato a stretto contatto con Gianluca Baldassarri, che sta aiutando gli investigatori a ricostruire gli affari, le operazioni a rischio della sporca dozzina, di quel gruppo di funzionari e dirigenti, a partire dall’ex presidente Giuseppe Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni, per i quali la Procura di Siena ipotizza l’associazione a delinquere. «Santorini», «Alexandria». E poi tutte le operazioni che hanno indebolito la tenuta di Mps, a partire da Fresh, obbligazioni convertibili in azioni, per un valore di un miliardo di euro. Sotto la lente degli 007 del Nucleo valutario della Finanza del generale Giuseppe Bottino, un ventaglio di operazioni «sospette». E naturalmente si indaga sulla operazione che ha portato il Monte dei Paschi in una situazione critica, l’acquisto di Antonveneta dalla banca spagnola Santander. Un affare che ha rimpinguato le casse del gruppo bancario fondato da Emilio Botin con tre miliardi di euro di profitti. L’altro giorno era stato sentito dai pm senesi proprio il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, rappresentante in Italia del gruppo Santander, che avrebbe ribadito che l’operazione della cessione di Antonveneta a Mps fu effettivamente portata a termine direttamente dalla Spagna, senza passare per il suo rappresentante in Italia, Gotti Tedeschi. Ieri c’è stata una pausa dell’attività istruttoria che riprenderà. Gli uomini del Nucleo Valutario della Guardia di finanza sono rientrati nella capitale e, ieri mattina, i pm dell’inchiesta su Mps sono stati impegnati in udienze di altri processi. Anche l’interrogatorio di Antonio Rizzo, ex della banca d’affari “Dresdner”, è stato rinviato a lunedì, per motivi familiari del testimone, che ai finanzieri di Milano rivelò l’esistenza della rappresentata da Gianluca Baldassarri, allora responsabile Area Finanza di Mps, e da Matteo Pontone, responsabile Mps della filiale di Londra. L’attenzione degli investigatori si sta concentrando, in questa fase delle indagini, soprattutto nella ricostruzione del ruolo e di eventuali responsabilità dei singoli componenti dei Cda di Mps e di Antonveneta dal momento della acquisizione. In particolare, si vuole verificare l’attività dell’allora membro del Cda di Mps, Andrea Pisaneschi, area Forza Italia, amico di Denis Verdini, che il 23 giugno del 2008 è diventato presidente di Antonveneta. Il ruolo di Pisaneschi è emerso anche nella inchiesta del Ros di Firenze sui Grandi Appalti. In una intercettazione telefonica ne parla Riccardo Fusi, titolare della impresa di costruzione Btp (Baldassini Tognozzi Pontello) , con il suo socio. E’ il 17 giugno del 2008 e Fusi dice: «Lui (Pisaneschi, ndr) è l’unica persona che ci s’ha veramente dentro la banca. Se lui si sente messo da parte diventa pericoloso....». In gioco è un finanziamento di 150 milioni di euro alla Btp, poi concesso il 14 ottobre del 2008, con una parte di 60 milioni di euro di Monte dei Paschi di Siena. Andrea Pisaneschi, nella sua qualità di avvocato - e il suo studio legale di Siena è stato anche perquisito - è poi finito indagato nella inchiesta della Procura di Firenze sulla banca di Denis Verdini, l’ex triumviro del Pdl, il Credito cooperativo fiorentino, L’ipotesi di reato che è stato contestato al legale è quello di «emissioni di fatture per operazioni inesistenti».

Fonte :La Stampa

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CAMPANIA NEWS: Napoli, la storia di Mattia: il cuoricino

2 Febbraio 2013, 09:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella NAPOLI - Qualche giorno fa Mattia ha soffiato su due candeline sistemate su una grande torta al cioccolato. Poi, il sorriso gli si è aperto sul visino e ha battuto le mani imitando la mamma e il papà e tutto il personale medico e infermieristico del reparto di Cardiochirurgia del Policlinico federiciano. Tutti avevano gli occhi gonfi di lacrime. Perchè Mattia è l’incarnazione di un miracolo. Per quattordici giorni, infatti, il suo cuore è rimasto fermo. Nato con una malformazione cardiaca molto grave era stato operato il mese scorso. E, a fine intervento, il cuore non aveva ripreso a battere. Fermo. Senza alcun segno di vita.Per due settimane ha continuato a respirare grazie a un cuore artificiale attraverso la circolazione extracorporea. E più i giorni passavano più diminuivano le speranze di rivederlo ancora sorridere. Invece, una mattina, sul monitor è comparso un battito. Poi due, tre. Distanziati. Era il ritorno alla vita. Dopo altre due settimane Mattia è stato così finalmente staccato dalle macchine, ha riaperto gli occhi ed è tornato alla vita. «Mattia aveva un ventricolo unico. Nato con una brutta malformazione congenita, il suo cuore presentava un ampio difetto intervetricolare, con una camera unica» spiega il primario Carlo Vosa. E racconta: «Mattia era stato operato, preliminarmente, quando aveva soltanto un mese di decoartazione della aorta. Poi, a dicembre, l’intervento definitivo per separare i due ventricoli». Al tavolo operatorio, c’erano oltre a Vosa, i cardiochirurghi Gaetano Palma, Sergio Palumbo, Sabato Cioffi e gli anestesisti Alessandro Saccenti e Loredana Grandi. Un intervento lungo e difficile. Riprende Vosa: «A fine operazione, nel momento decisivo della ripresa del battito cardiaco, il cuore appariva completamente fermo. A questo punto si è deciso di impiantare un sistema di assistenza ventricolare completa, in circolazione extracorporea, in modo da isolare completamente il cuore e i polmoni e far sì che tutte le altre funzioni, vale a dire cervello reni e altri organi venissero perfusi regolarmente». Il piccolo Mattia è rimasto in queste condizioni per quattordici lunghi giorni. Tutti pregavano. Tutti speravano in un miracolo. Nessuno ha però mai pensato di fermare la macchina, di espiantare gli organi.Sta di fatto che - racconta il docente di Cardiochirurgia - si sono cominciati a osservare i primi battiti cardiaci. Ed è ricomparsa in tutti noi, medici e personale infermieristico, la speranza di vedere una ripresa dell’attività cardiaca». Il miracolo, dunque, c’è stato. «La lunghezza dell’assistenza circolatoria così prolungata ci aveva, infatti, fatto temere il peggio» spiega Vosa. Il cuore di Mattia, dunque, nei giorni successivi al primo timido battito ha cominciato a dimostrare un’attività più o meno regolare fino a che non si è deciso di staccare completamente il sistema di assistenza meccanica, mentre riprendeva nel piccolo paziente una contrazione dell’organo e una pressione adatte alla vita. Durante il periodo immediatamente successivo Mattia è stato sempre aiutato dal respiratore automatico. Non appena è stato estubato ha cominciato a sorridere a tutti, a reagire agli stimoli attorno a lui, a riconoscere i genitori che avevano sempre pregato e sperato. Poi di lì a qualche giorno la ricorrenza del secondo compleanno. Quale occasione migliore per una grande festa in reparto con tutto lo staff che lo ha accudito come un figlio. Una festa a cui hanno partecipato anche tanti altri piccoli pazienti.

Fonte :Il Mattino

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CAMPANIA NEWS :Napoli, picchia il padre e gli incendia

2 Febbraio 2013, 08:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella NAPOLI - È stato un raptus di follia, forse dettato dall’astinenza, durante il quale ha rischiato di uccidere di botte l’anziano padre per poi incendiargli la macchina. I carabinieri della tenenza di Ercolano (agli ordini del tenente Gianluca Candura) hanno arrestato per questi motivi un 38enne di via San Vito accusandolo di estorsione, danneggiamento seguito da incendio e lesioni personali e mettendo in tal modo fine ad un incubo che a quanto pare durava da settimana prima di sfiorare la tragedia, l’altra notte. Al culmine di una violenta lite, infatti, l’uomo ha colpito a calci e pugni il padre, un pensionato di settantotto anni, per costringerlo a dargli 50 euro, soldi che con tutta probabilità avrebbe utilizzato per acquistare della droga. L’anziano genitore si è rifiutato e il figlio per tutta risposta, dopo averlo picchiato, gli ha incendiato l’auto. L’anziano è stato medicato all’ospedale Maresca di Torre del Greco, dove i medici gli hanno diagnosticato contusioni guaribili in 5 giorni. Suo figlio è stato rintracciato dai carabinieri mentre si trovava ancora in casa del padre. Da quest’ultimo i militari hanno ricevuto la denuncia formale nella quale il 78enne ha finalmente raccontato analoghi episodi accaduti negli ultimi giorni.

Fonte :Il Mattino

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CULTURA E SPETTACOLI Solo chi cade può risorgere: la rivincita di Ben Affleck

1 Febbraio 2013, 17:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA Dopo il trionfo ai Golden Globe e ora ai Sag, "Argo", il film da lui diretto e interpretato, è dato favorito nella corsa agli Oscar, insieme a "Lincoln". Ritratto di un divo dalla carriera non sempre liscia, come dimostra lo scivolone con Jennifer Lopez. Ma il tempo (e il talento) gli hanno dato ragione

FACILE, ora, darlo come favorito nella corsa alla statuetta più pesante, l'Oscar per il miglior film. Ovvio, adesso - dopo il trionfo ai Golden Globe, e quello fresco fresco ai Sag Awards assegnati questa notte dall'associazione attori americani - scommettere sul fatto che sia lui, il Ben Affleck regista (e protagonista) del bellissimo e tesissimo Argo, il vero avversario di Steven Spielberg e del suo Lincoln, nella Notte delle Stelle del 24 febbraio. Ma la realtà è che - malgrado il successo di pubblico e soprattutto di critica ottenuto in tanti paesi del mondo - in molti, all'exploit del divo e della sua pellicola, non crededevano fino in fondo. Soprattutto qui in Europa. Perché era più semplice puntare su autori storicamente adorati dai cinefili come il Quentin Tarantino di Django Unchained o la Kathryn Bigelow di Zero Dark Thirty; o su clamorosi outsider come il debuttante Benh Zeitlin di Re della terra selvaggia.
E invece, alla lunga, ad emergere - nel gruppetto di nove pellicole in lista per l'Oscar degli Oscar - è proprio questo giovane veterano dello showbiz, divo conosciutissimo a livello planetario, presenza fissa delle riviste e dei siti rosa insieme alla moglie nonché collega, Jennifer Garner, e alla prole. Un ragazzone alto quasi uno e novanta dall'aspetto tipicamente americano, col suo modo di parlare diretto e il sorriso a tutti denti. Celebre e ricco da oltre due decenni. Ma la cui carriera ha rischiato di naufragare, una decina d'anni fa: ecco allora che la marcia inarrestabile del suo Argo diventa anche, per colui che lo ha diretto, la realizzazione di un sogno tipicamente americano, qualcosa del genere "solo chi cade può risorgere".

Tutto comincia col fatto che l'attore quarantenne nato a Berkley, California, ma cresciuto a Cambridge, Massachusetts, al successo di pubblico e al plauso dei critici arriva forse troppo all'improvviso, troppo in fretta. E cioè quando, insieme all'amico di sempre (e compagno di accanite partite di poker) Matt Damon, scrive e interpreta, a 25 anni, il successo planetario Will Hunting - Genio Ribelle. Ottenendo un Oscar per la sceneggiatura originale.

A quel punto Ben, proprio come Matt, sembra avere in mano il mondo: deve solo scegliere, Hollywood è ai suoi piedi. Damon sembra da subito più intelligente e più cauto, nello scegliere i copioni. Affleck invece sembra voler procedere a testa bassa. Con scelte a volte felici, altre no. Gira, tra gli altri, il catastrofista Armageddon, che nel suo genere è un successo; il fortunatissimo Shakespeare in love, ma in un ruolo non da protagonista; la commedia romantica abbastanza melensa Piovuta dal cielo, con la specialista del genere Sandra Bullock. Il risultato è che consolida il suo status hollywoodiano di supercelebrità, ma non riesce a trovare un ruolo davvero "suo", qualcosa che gli consenta di sfondare davvero.

A inizio nuovo Millennio, le cose sembrano andare un po' meglio: arrivano il kolossal mainstream Pearl Harbor, i thriller Ipotesi di reato e Al vertice della tensione. Il destino, però, è in agguato. Nei panni di uno più indiscussi sex symbol femminili degli ultimi decenni: Jennifer Lopez. Lei e Ben si incontrano e si fidanzano, sotto gli occhi dei media e del gossip planetario. Non tentano di proteggere la loro privacy, anzi, ostentano la loro passione in un modo che sfiora il ridicolo: e infatti molti pensano che la loro love-story sia una combine a scopo promozionale. E' il momento più basso, nella carriera di Affleck: gira come comparsa al fianco della fidanzata il celebre video Jenny on the blocks, e sopratutto recita accanto a lei un film giudicato pessimo da pubblico e critica come Amore estremo (Gigli nel titolo originale). Un disastro: la stampa si accanisce contro la coppia. "Il periodo peggiore della mia vita è senza dubbio quello che ho passato con Jennifer: orribile, opprimente", rivelerà l'attore in seguito, in un'intervista di qualche mese fa. Poco galante, forse: ma indubbiamente vero.

Difficile riprendersi. Ma Affleck, al di là della cordialità e del sorrisone, è un uomo intelligente. E così, dopo aver cambiato la sua vita personale grazie al legame con Jennifer Garner, studia, assorbe come una spugna da registi e colleghi. Il suo sogno è passare dietro la macchina da presa. Lo realizza nel 2007 con Gone, bay gone, un crime-drama che mostra per la prima volta il suo talento da cineasta. Poi con un bel gangster movie dal cast all star, The Town, presentato con successo alla Mostra di Venezia.

Ma la maturità vera, a 360 gradi, arriva con Argo, coprodotto dall'amico George Clooney, e che invece lui dirige e interpreta: thriller storico-politico che racconta una storia incredibile eppure vera, quella della liberazione di un gruppo di americani dall'Iran del sequestro all'ambasciata grazie alla complicità di un regista e un produttore hollywoodiano. Opera girata con la tensione e la passione giuste: da qui il trionfo ai Golden Globe (miglior pellicola drammatica), ai Sag Awards (miglior cast) e le sette candidature agli Oscar, tra cui il miglior film. Ma lui, malgrado l'ascesa, resta coi piedi per terra. Anzi, ironizza sul suo mestiere. Come quando, nell'orrobre scorso, venne qui a Roma per presentare proprio Argo: "Diciamo la verità - dichiarò - anche un macaco può dirigere un film...".

 

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CULTURA E SPETTACOLI Rihanna e il ritorno con l’ex violento: “Non sto sbagliando, mi rende felice”

1 Febbraio 2013, 17:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA Chris Brown nel 2009 si rese colpevole di aggressione
nei confronti della cantante

«Talvolta le persone hanno bisogno di aiuto e di incoraggiamento, anziché di critiche feroci e battute continue». Rihanna, in un’intervista a cuore aperto alla rivista Rolling Stones, parla del suo ritrovato rapporto con Chris Brown, il fidanzato che nel 2009 si rese colpevole di aggressione nei confronti della cantante.

 

«Devo essere onesta con me stessa - spiega la popstar - e non posso nascondere i miei sentimenti”. Ed ecco che Rihanna rivela per intero i suoi pensieri e le sue intenzioni: “Ho deciso che per me la cosa più importante è essere felice, e non lascerò che l’opinione degli altri influisca sulle mie scelte”. “Se anche dovesse dimostrarsi un errore, - dice con fermezza l’artista- sarà un mio errore. Dopo essermi tormentata per così tanti anni, aver sperimentato la rabbia, il buio, voglio solamente vivere quella che è la mia verità e sono pronta all’eventuale contraccolpo negativo che questo potrebbe comportare. Ce la posso fare”: questi i pensieri che hanno portato la popstar a riavvicinarsi al rapper.

Rihanna ha inoltre raccontato di aver ritrovato con Chris Brown la sintonia di un tempo ed è convinta che lui, ormai consapevole di ciò che ha fatto e avendo pagato le conseguenze, non ripeterebbe mai lo stesso errore.

 

 

 

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CULTURA E SPETTACOLI Il cinema sul digitale terrestre di venerdì 1° febbraio

1 Febbraio 2013, 17:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA

 

PRIMA SERTA

RaiStoria. Una pagina di storia italiana ricostruita al cinema dal maestro Francesco Rosi alle 21 sulla rete Rai: «Il caso Mattei». Nel ruolo di Enrico Mattei, presidente dell’Eni morto nel 1962 in un incidente aereo, svetta Gian Maria Volontè. Canale: 54.

  Rai Movie. Al Pacino e Robert De Niro impersonano in «Sfida senza regole», in onda alle 21,10, due veterani della polizia di New York che braccano un serial killer. Alla regia c’è Jon Avnet («Pomodori verdi fritti»). Canale: 24.

  La7 Gold. Un western firnato dall’eclettico Blake Edwards caratterizza la programmazione serale della rete: s’intitola «Uomini selvaggi», narra di due cowboy che si ribellano alla loro vita modesta andando a rapinare una banca. Ragguardevole il cast: William Holden, Ryan O’Neal, Tom Skerritt. Orario: 21,10. Canale: 10.

 Cielo. C’è il biglietto da visita di Pupi Avati, qui in qualità di sceneggiatore, sul film proposto alle 21,10 sulla rete in digitale terrestre del gruppo Sky: «La stanza accanto» di Fabrizio Laurenti. Si racconta di un abile avvocato che torna nel paese dello Iowa dove è cresciuto. Canale: 26.

 SECONDA SERATA

Rai Movie. Uno dei migliori film del «cantore dei proletari» Ken Loach è in palinsesto alle 22,45: «Ladybird Ladybird» con Crisey Rock, premiata come miglior attrice al FilmFest di Berlino, e Vladimir Vega. Da una storia vera, le vicissitudini di una nadre a cui il servizio sociale vuol togliere i quattro figli avuti da altrettanti uomini. Canale: 24.

 

Iris. E’ firmata da Quentin Tarantino la sceneggiatura di «Una vita al massimo», pellicola d’azione assai singolare girata nel 1993 dal compianto Tony Scott. Al centro della storia, l’amore tra il commesso di una libreria e una prostituta. Loro sono Christian Slater e Patricia Arquette. Orario: 23,20. Canale: 22.

 

 

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