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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Ucciardone, il carcere «perde pezzi»: crolla lettera dalla scritta all'ingresso

21 Febbraio 2013, 13:25pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Una grossa «A» in ghisa è caduta in strada. Vigili a lavoro per verificare che non ci siano altri rischi PALERMO - È caduta in strada una delle lettere della scritta che campeggia all'ingresso del carcere Ucciardone di Palermo. I vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza l'insegna. L'Ucciardone perde la «A» Sono in corso verifiche per controllare che le altre lettere della scritta non siano state danneggiate dalle abbondanti piogge delle ultime settimane. Ad allertare i pompieri gli agenti di polizia penitenziaria.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

21 FEBBRAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA BARI NEWS «Colonna infame», crepa alla base «Vandali fanno il rodeo sul leone»

21 Febbraio 2013, 12:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/21/colonna24--180x140.JPG?v=20130221111234

 

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Sistemate protezioni nella parte bassa. I residenti denunciano: «Presa a calci dai vandali» La crepa BARI - Lesioni alla base della Colonna infame, simbolo di piazza Mercantile e di Bari Vecchia. Il monumento, risalente al Cinquecento, presenta delle crepe sulla parte bassa della colonna, dietro al leone in pietra. Il Comune ha quindi mandato una segnalazione alla Sovrintendenza e un tecnico dell’amministrazione è intervenuto per visionare il danno: sono state sistemate alla base delle protezioni che serviranno per verificare i movimenti della stessa colonna, proprio per capire se le lesioni sono solo superficiali o stanno al contrario provocando il cedimento del monumento. La colonna della giustizia, chiamata Colonna infame, veniva utilizzata per incatenare ed esporre al pubblico ludibrio i debitori insolventi, i bancarottieri e i falliti: una sorta di gogna cittadina. Secondo alcuni studiosi la colonna sarebbe stata costruita per volontà del vicerè spagnolo Pietro di Toledo. Il manufatto è costituito da una colonna di marmo, sormontata da una sfera e da un leone di proporzioni naturali ai piedi. Sul petto del leone è incisa la scritta «Custode della giustizia»: secondo gli storici i condannati venivano messi a cavallo del leone con le mani incatenate alla colonna. Oggi il monumento è diventato il simbolo di piazza del Mercantile e di tutto il centro storico, ma versa in pessime condizioni. Vandali in azione A provocare i danni maggiori sono stati i vandali: ogni sera gruppi di ragazzini salgono sul leone e prendono a calci la colonna. E’ stata trovata anche della corda e c’è chi sospetta che qualcuno abbia tentato di buttare a terra il monumento. Le lesioni testimonierebbero le continue sollecitazioni subite. «Quella colonna - raccontano i residenti della zona - viene continuamente presa di mira dai teppisti. Ogni sera ci sono ragazzi che saltano sopra il cavallo, che prendono a calci il monumento, che si siedono sui gradini o che imbrattano il marmo con scritte di ogni tipo. Certe volte abbiamo cercato di fermarli, ma è stato inutile, ci siamo presi solo brutte parole». Più volte l’Amiu è intervenuta per ripulire l’area, utilizzando prodotti ad hoc dato che il monumento è sottoposto a vincolo della Sovrintendenza. Delle lesioni si è quindi interessato il Comune di Bari: ieri il direttore della ripartizione Lavori pubblici, Maurizio Montalto, ha disposto un’ispezione da parte dei tecnici comunali. E’ stato installato un piccolo sistema che consentirà all’amministrazione di capire se si verificano spostamenti della colonna, in attesa di un parere più specifico da parte della Sovrintendenza. Nei progetti dell’amministrazione c’è anche la realizzazione di una piccola aiuola recintata, per proteggere la colonna infame, con la collaborazione dei commercianti del centro storico. Ma per il momento è tutto fermo da un anno e il monumento resta in balia dei teppisti. Non è la prima volta che Bari Vecchia viene presa di mira dai vandali o viene lasciata nel degrado. Un esempio è il palazzo del Sedile, in piazza Mercantile, ricoperto da erbacce, o la muraglia imbrattata da scritte di qualsiasi genere. Anche i gradini della Cattedrale o la stessa Basilica di San Nicola sono stati presi di mira dai teppisti e dai graffitari. Ma fino ad ora non si era mai verificato un danno così pesante ad un monumento, come è accaduto invece per la Colonna infame. La Sovrintendenza dovrà quindi accertare le cause di questi piccoli cedimenti, se dipendono dal tempo o appunto da atti di vandalismo. In quest’ultimo caso non si esclude una richiesta da parte dell’ente di proteggere al più presto il bene storico.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

21 FEBBRAIO 2013

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Labonia parla: per l'influenza di Del Mese gli Amato ottennero finanziamenti da Mps

21 Febbraio 2013, 12:33pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Il professionista torna ai domiciliari dopo la deposizione che conferma il ruolo dell'ex parlamentare e delle banche SALERNO - Simone Labonia ammette la sua parte di responsabilità nel crac Amato. E grazie a queste parole ha ottenuto gli arresti domiciliari nell'inchiesta che vede coinvolti politici e manager. Ma nel dispositivo del Tribunale del Riesame c'è anche la conferma che l'avvocato salernitano ha agito in quanto «uomo di Paolo Del Mese». E in quelle parole è contenuta la riprova che il castello accusatorio del pm Vincenzo Senatore, supportato dalle indagini del nucleo di polizia tributaria della Finanza coordinato dal tenente colonnello Antonio Mancazzo, è fondato. I SOLDI - Il professionista salernitano ha incassato 830mila euro. Quasi la metà solo per la documentazione collegata al finanziamento di circa 27 milioni di euro che il gruppo Amato ha ottenuto da un pool di banche guidato dal Monte dei Paschi di Siena. E quelle competenze sarebbe arrivate per aver «ricevuto incarichi a seguito dei buoni uffizi di Paolo Del Mese». LE BANCHE - Proprio l'ex parlamentare, nonostante non fosse più presidente della Commissione Finanze «aveva mantenuto inalterata la propria influenza sugli istituti di credito». Favorendo, quindi, secondo l'accusa della Procura che trova conferma nelle parole di Labonia, la possibilità di accedere a quei finanziamenti nonostante la situazione patrimoniale del gruppo Amato non fosse così florida. E, infatti, questo passaggio è ribadito nel dispositivo del Riesame quando si fa riferimento alle dichiarazioni di Labonia: l'influenza era tale «tanto da consentire operazioni quantomeno spregiudicate come quella dello spin off immobiliare in favore di Amato Re

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21 FEBBRAIO 2013

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CAMPANIA NEWS CASERTA Studentessa 16enne si impicca nella notte: sconcerto a Marcianise

21 Febbraio 2013, 12:24pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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A ritrovare il cadavere la madre della giovane Indagini sul gesto estremo: forse problemi a scuola CASERTA – Si è impiccata a 16 anni in casa una giovane studentessa che frequentava l’istituto Giovanbattista Novelli di Marcianise. Inutile l’intervento del 118 allertato dalla madre della ragazza che quando di buon ora è entrata nella sua camera ha trovato il cadavere della figlia. Disperazione e sconcerto attraversano in queste ore i compagni di scuola e gli studenti del complesso scolastico marcianisano. Anche gli agenti del commissariato di polizia locale sono giunti sul luogo e cercano di comprendere le motivazioni del gesto estremo.

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21 FEBBRAIO 2013

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CAMPANIA NEWS CASERTA Bufale abbeverate con acqua sporca ed escrementi scaricati nel Lago Patria

21 Febbraio 2013, 12:18pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Sequestrato un grande allevamento a Villa Literno CASERTA - Un allevamento di oltre 200 bufale, uno dei più grandi della provincia di Caserta, esteso su 120 mila metri quadrati, è stato sequestrato a Villa Literno a causa delle numerose carenze igienico sanitarie riscontrate. L'operazione è stata condotta dala Capitaneria di Porto di Napoli e degli uffici locali marittimi di Castel Volturno e Mondragone. Il blitz è stato condotto insieme ai veterinari dell'Asl e ai tecnici dell'Arpac. IL POSTO - Le carenze igienico sanitarie riscontrate hanno costretto gli specialisti dell'azienda sanitaria a vietarne la vendita ai caseifici per la produzione della nota mozzarella. Il titolare, V.B., è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha coordinato l'intervento. Tra le altre criticità emerse anche la mancanza di verifiche sull'acqua utilizzata per abbeverare gli animali, che dovrebbe essere potabile o pulita in modo da prevenirne la contaminazione. Sul fronte ambientale, è stato riscontrato come gli escrementi degli animali venissero conferiti in un fosso adiacente all'azienda, ma come in molti punti fuoriuscissero finendo in un fosso interrato e di qui, tramite una condotta, nel Lago Patria che poi sfocia in mare. Altre aree aziendali erano state trasformate in discariche abusive per rifiuti dell'edilizia, ma sarebbe stato trovato anche dell'amianto. Il 18 gennaio scorso, un altro blitz della Capitaneria di Porto di Napoli portò al sequestro di altre due aziende di Villa Literno e alla drammatica scoperta di numerose bufalotti lasciati morire di fame perchè improduttivi e di vere e proprie fosse comuni di animali.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

21 FEBBRAIO 2013

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SANT'ANTIMO NAPOLI NORD NEWS GIUGLIANO Voto di scambio e rapine: scacco ai Mallardo Il covo in un'agenzia immobiliare

21 Febbraio 2013, 12:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Il capo del gruppo è ritenuto Pirozzi, detto Mimì 'o pesante NAPOLI - Esponenti del potente clan Mallardo in manette. Le accuse sono di voto di scambio, rapine, estorsioni e anche spaccio di droga. Il covo era in un'agenzia immobiliare, che secondo gli inquirenti era il quartier generale dei camorristi di Giugliano, nel Napoletano. TENTACOLI - È «una piovra dai mille tentacoli» quella emersa dalle indagini dei carabinieri del Noe di Roma, coordinati dal colonnello Sergio De Caprio, il «capitano Ultimo». Sono nove le persone arrestate, mentre due carabinieri del Nucleo radiomobile di Giugliano sono indagati per corruzione. A finire sotto sequestro è stata l'agenzia immobiliare Sab, la società Gruppo Citri. I fatti contestati riguardano il 2009. ORDINANZA - Il capo del gruppo è ritenuto Domenico Pirozzi, detto Mimì 'o pesante. Lo dimostrerebbero le intercettazioni tra i vari complici e lo confermerebbero anche diversi pentiti che hanno descritto agli investigatori il ruolo di Pirozzi. Secondo l'ordinanza firmata dal gip del tribunale di Napoli, Anita Polito, richiesta dai pm Giovanni Conzo e Maria Cristina Ribera della Dna partenopea, era Pirozzi il punto di riferimento per pianificare gli assalti in banca e alle poste, progettare lo scavo dei tunnel sotterranei per l'irruzione nei caveau, gestire i conti della cellula criminale col cassiere-contabile che li custodiva nella cassaforte di casa sua. E anche per cercare di infiltrare la politica, assicurando voti in cambio di favori. VOTO DI SCAMBIO - Il clan avrebbero operato per il voto di scambio alle elezioni provinciali di Napoli nel 2009. Secondo l'ordinanza, in un'intercettazione del 9 giugno 2009, due giorni dopo le elezioni provinciali di Napoli, il capo del gruppo Domenico Pirozzi parlando al telefono col nipote, «lascia sottendere che il clan si sia adoperato affinché un preciso politico potesse essere favorito nella propria corsa elettorale attraverso il controllo e l'indirizzo dei voti. È ovvio che l'inserimento di un politico vicino alla organizzazione criminale negli enti istituzionali garantirebbe un sicuro accesso alle attività di infiltrazione del sodalizio». Per il giudice «si comprende come il Pirozzi sia il punto di riferimento dei soggetti che chiedono piccoli favori economici, strumento di base della gestione la compravendita di voti con il controllo delle bande criminali». Dalle indagini dei carabinieri, guidati dal capitano Pietro Rajola Pescarini, è emerso che Pirozzi e i suoi erano anche responsabili di rapine, col «buco» o passando dalle condotte fognarie. Il 10 agosto 2009 il colpo è andato a segno all'Unicredit di Villaricca, nel Napoletano: due erano nell'istituto, sei sono sbucati armati dal pavimento, uno con la maschera antigas. In nove avevano preparato lo scavo, per un bottino 35 mila euro. Il 13 ottobre, invece, una rapina al caveau dell'Unicredit e il 30 alla stessa banca di Napoli. Poi al portavalori con l'incasso del centro commerciale Auchan. I due carabinieri infedeli sono stati coinvolti per chiudere un occhio con il figlio del capo, fermato a guidare senza patente varie volte. Niente multa e sequestro in cambio di regali.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

21 FEBBRAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TERNI, BIMBO DI 7 ANNI MUORE IMPICCATO MENTRE GIOCA A CASA DELLA NONNA

21 Febbraio 2013, 11:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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TERNI - È sconvolto il paese di Giove, in provincia di Terni, dove oggi pomeriggio è morto un bambino di sette anni, che stava giocando sul pianerottolo di casa della nonna. Secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri, che sono intervenuti sul posto, il bambino stava giocando con una corda, usata come un'altalena, ma gli si è impigliata intorno al collo strangolandolo. Quando la nonna si è resa conto di quanto successo, il bambino era già morto. Inutile l'intervento del 118. Sul posto i carabinieri della stazione di Giove e della compagnia di Amelia.

FONTE LEGGO.IT

21 FEBBRAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO BOTTA E RISPOSTA CORRIERE-TRAVAGLIO PER L'INCIDENTE CON LITIGIO A ROMA

21 Febbraio 2013, 11:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130220_travaglio-smart.jpg

 

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ROMA - Il Corriere della Sera attribuisce un incidente a Marco Travaglio e il giornalista del Fatto Quotidiano risponde subito per le rime, smentendo quanto aveva scritto prima sul quotidiano. Travaglio viene fotografato insieme al collega Malcom Pagani e i due salgono a bordo di una Smart che sembra aver sbattuto contro la colonnina posta lì vicino. Quindi subito "Giornata nera per Travaglio", "incidente e litigio". Ma il giornalista spiega come si sono svolti i fatti in una lettera pubblicata poi dallo stesso Corriere. LA LETTERA DI TRAVAGLIO PUBBLICATA DAL CORRIERE Caro direttore, sono spiacente di deludere il vostro paparazzo e il vostro giornalista, che simpaticamente si appostano sotto casa mia e mi pedinano per tutta Roma, ma nel vostro sapido servizio fotografico non c'è una sola parola vera né nel titolo ("Travaglio: incidente e litigio") né nella didascalia ("Una brutta giornata per Marco Travaglio: prima urta una colonnina con l'auto, poi si mette a discutere animatamente per un parcheggio"). A Roma non posseggo auto, dunque non posso avere incidenti d'auto né discutere animatamente con chicchessia per parcheggiare un'auto che non ho. Molto semplicemente: quel giorno il collega e amico Malcom Pagani è passato a prendermi sotto casa per recarci insieme alla redazione del Fatto, a bordo della sua scassatissima utilitaria, che non ha affatto urtato contro alcuna colonnina: era semplicemente posteggiata lì davanti per darmi modo di salire a bordo. Giunti a destinazione, Pagani ha fermato l'auto per un paio di secondi per farmi scendere e raggiungere un parcheggio sotterraneo, ma un'esagitata signora che seguiva sulla sua Mini s'è messa a urlare, non tollerando di attendere quei due secondi in strada alle nostre spalle. Le abbiamo risposto di avere un attimo di pazienza. Vi ringrazio comunque per l'amorevole cura con cui seguite i miei spostamenti e per le imprescindibili informazioni che fornite alla collettività su temi di importanza così cruciale. Cordiali saluti, Marco Travaglio

FONTE LEGGO.IT

21 FEBBRAIO 2013

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA CESENA, BIMBA DI DIECI MESI MUORE IN POCHE ORE. "MENINGITE FULMINANTE"

21 Febbraio 2013, 11:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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CESENA - È morta poco dopo le 2 della scorsa notte al 'Bufalini' di Cesena una bimba ravennate di dieci mesi colpita da meningite fulminante. La piccola nel primo pomeriggio di ieri era stata portata all'ospedale di Ravenna dai genitori, preoccupati per un'insistente febbre. Visto che le sue condizioni erano molto gravi, i sanitari avevano quindi deciso per il suo trasferimento al reparto di Terapia Intensiva Pediatrica dell'ospedale cesenate dove la bimba è giunta in ambulanza la scorsa notte in condizioni ormai disperate. La diagnosi di meningite - ha fatto sapere l'Ausl ravennate in una nota - è stata formalizzata in tempi molto rapidi grazie alle caratteristiche cliniche riscontrate poi confermate dalle analisi di laboratorio. Nonostante le terapie messe in atto, la bimba è deceduta per meningite da Pneumococco. La patologia, causata dallo Streptococcus Pneumoniae (il Pneumococco appunto), è caratterizzata da un alto tasso di letalità e a volte, come in questo caso, può essere fulminante.

FONTE LEGGO.IT

21 FEBBRAIO 2013

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA ROMANIA, APPELLO DELL'OIPA CONTRO LA STRAGE DEI RANDAGI A BRASOV Me

21 Febbraio 2013, 11:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA BARBARA COCCINELLA  ROMANIA, APPELLO DELL'OIPA CONTRO LA STRAGE DEI RANDAGI A BRASOV

In occasione dei Giochi olimpici giovanili

ROMANIA, APPELLO DELL'OIPA CONTRO LA STRAGE DEI RANDAGI A BRASOV
Nella regione di Brasov, in Romania, le autorità locali non gradiscono i cani nelle strade. Infatti, negli ultimi anni, 30.000 cani sono stati uccisi in quest'area, utilizzando come pretesto il pericolo per la popolazione, la rabbia, le lamentele dei cittadini e così via. L'Oipa continuerà a fare pressione sulle autorità locali romene, chiedendo loro di mettere in atto misure civili e rispettose per controllare la popolazione randagia, lanciando campagne di sterilizzazione, costruendo canili no-kill e promuovendo le adozioni. Per inviare una mail di protesta http://www.oipa.org/italia/2013/appelli/brasov_petizione.html.
La città di Brasov ospita in questi giorni i Giochi Olimpici Giovanili Europei e si concluderanno il 22 febbraio. Ancora una volta gli animali vengono maltrattati ed uccisi per mostrare a turisti, atleti, mass media e personaggi famosi che le città rumene sono "pulite e sicure".
In realtà, i cani vengono brutalmente catturati dalle strade e rinchiusi all'interno dei canili. Nella regione ci sono due canili principali, a Brasov Stupin e a Rasnov. Il primo è tristemente noto per essere una cosiddetta "killing station" sin dal 2003. Qui, centinaia di cani si trovano in condizioni igieniche pessime che spesso ne causano la morte. Cani di sesso e taglia diversi si trovano a condividere spazi ristretti, senza alimentazione regolare, cure mediche né registrazione.
Il direttore dei cacciatori di cani, Flavius Barbulescu, già denunciato per crudeltà verso gli animali, ha siglato accordi con alcuni comuni limitrofi a Brasov, che non possiedono un canile proprio, per accalappiare e uccidere i randagi. Sembrerebbe che questi accordi portino un introito considerevole alle casse della città di Brasov e ovviamente sono sempre gli animali a pagare il prezzo più alto. La maggior parte dei cani viene portata al canile Stupin, ma ciò che avviene in seguito non è noto.
Il numero di cani catturati, inoltre, è manipolato per ottenere vantaggi economici. I documenti per la Protan, la compagnia che si occupa dello smaltimento delle carcasse, sono redatti dagli stessi dog catchers che quindi fanno un conteggio approssimativo del peso dei corpi, cercando di farlo combaciare con il numero di cani che sostengono di aver catturato. In realtà però, catturano la metà di quel numero. L'obiettivo dei cacciatori è che i randagi rimangano nelle strade, soprattutto quelli considerati "aggressivi", in modo da continuare ad assicurarsi il lavoro per "risolvere" il problema.
La maggiore manipolazione però proviene dai mass media. Infatti, molte emittenti televisive sottolineano la pericolosità dei randagi mostrando dubbi episodi di persone attaccate da cani.
Il 5 febbraio 2013 l'associazione animalista tedesca Bund gegen Missbrauch der Tiere e.V. (BMT), che ha condotto campagne di sterilizzazione nell'area di Brasov, ha organizzato una protesta dinanzi all'ambasciata rumena a Berlino per chiedere lo stop delle violenza sui cani randagi.
I rappresentanti dell'ONG National Federation for Animal Protection (FNPA) stanno facendo pressione sulle autorità locali, recandosi presso la Direzione Veterinaria e facendo reclami per le pessime condizioni in cui si trovano i cani nei canili e i terribili trattamenti riservati ai cani. Con un accordo, la Polizia ha assicurato che ispezionerà periodicamente il canile di Brasov e ne controllerà le attività.
(Foto: Oipa)

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