Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZIONE SICILIA NEWS TRAPANI Maxi-confisca al re dell’eolico: sequestro di beni per oltre un miliardo VIDEO

3 Aprile 2013, 11:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://images.corrieredelmezzogiorno.corriereobjects.it/campania/media/foto/2013/04/03/eolico--401x175.jpg?v=201304031027

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

L'operazione, la più cospicua mai effettuata in Italia, “colpisce al cuore l'aria grigia di Cosa nostra” TRAPANI – Sigilli all’impero di Vito Nicastri, 57 anni, di Alcamo (Trapani), imprenditore leader nel settore della produzione di energia fotovoltaica ed eolica. Ammontano ad oltre un miliardo e trecento milioni di euro i beni che la Direzione investigativa antimafia sta confiscando in queste ore in Sicilia. L'operazione, la più cospicua mai effettuata in Italia, “colpisce al cuore l'aria grigia di cosa nostra”. IL RE DELL’EOLICO - La mega confisca di beni sta riguardando la Sicilia occidentale, la Lombardia, il Lazio e la Calabria. I sigilli sono stati apposti a patrimoni tutti riconducibili a Nicastri, coinvolto, dicono gli investigatori, in numerose vicende, anche di rilievo penale. Il re dell’eolico, si sarebbe “relazionato costantemente con esponenti di Cosa nostra”. Le indagini economico-finanziarie, condotte dalla Dia, hanno consentito, secondo l'accusa, di stabilire che la posizione di vertice nel settore dell'energia alternativa da parte dell'imprenditore è stata infatti acquisita grazie alla “contiguità consapevole e costante agli interessi della criminalità organizzata”. VICINO ALLA MAFIA - Nicastri secondo la Direzione investigativa antimafia “attraverso una tumultuosa dinamica degli affari ha intrattenuto rapporti anche con società lussemburghesi, danesi e spagnole”. Per gli inquirenti è stata proprio “la vicinanza ai più noti esponenti mafiosi, a favorire la sua trasformazione da elettricista a imprenditore specializzato nello sviluppo di impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili, facendogli assumere una posizione di rilievo nelle regioni del Meridione”. SIGILLI - I beni confiscati all'imprenditore su ordine del tribunale di Trapani, che erano stati sequestrati nel settembre 2010, sono 43 tra società e partecipazioni societarie; 98 immobili (palazzine, ville, magazzini e terreni); 7 beni mobili registrati (autovetture, motocicli ed imbarcazioni); 66 disponibilità finanziarie (rapporti di conto corrente, polizze ramo vita, depositi titoli, carte di credito, carte prepagate e fondi di investimento), per un valore di un miliardo e trecento milioni. Alcuni beni erano intestati a familiari o a persone vicine a Nicastri. LE INDAGINI - Le indagini della Dia avrebbero ricostruito “il fitto reticolo patrimoniale degli ultimi trent'anni facendo rilevare l'esistenza di una consistente sperequazione tra i beni posseduti ed i redditi dichiarati”. Nicastri realizzava e vendeva, chiavi in mano, parchi eolici o fotovoltaici. Secondo l'accusa l'imprenditore era vicino a esponenti mafiosi di varie province: Palermo, Catania, Messina, e aveva avuto contatti con la 'ndrangheta calabrese, in particolare con le 'ndrine di Platì, San Luca ed Africo del reggino.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

03 APRILE 2013

Leggi i commenti

SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Case e box auto in piazza Mazzini, ricorso dei residenti contro il Comune

3 Aprile 2013, 11:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/02/piazza%20mazzini%20salerno--180x140.JPG?v=20130402123355

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Chiesto il giudizio al Tar per violazione di standard e vincoli paesaggistici. Contestato l'eccesso di potere SALERNO - Sono sessanta le firme - di imprenditori, importanti commercianti, avvocati e notai oltre a qualche noto politico - dei residenti che hanno presentato ricorso al Tar contro il Comune di Salerno e la Soprintendenza per la variante al Puc di piazza Mazzini. Che prevede la realizzazione di nuovi interventi edilizi e box auto nella zona prospiciente piazza della Concordia. I residenti, che abitano non solo nella piazza al centro del contenzioso ma anche nelle aree limitrofe (da corso Garibaldi e corso Vittorio Emanuele) si sono affidati a un pool di legali guidato da un avvocato romano - docente all'Università La Sapienza - per chiedere il giudizio del Tribunale amministrativo. LE MOTIVAZIONI - Dalla violazione della normativa sugli standard urbanistici all'eccesso di potere: è ampia la gamma delle contestazioni avanzate dai ricorrenti nel documento presentato al Tar. Che hanno contestato anche l'eccesso di potere dell'amministrazione municipale e l'omessa acquisizione del parere della Soprintendenza. Che il Comune ha rinviato alla fase di progettazione esecutiva dell'intervento. Ma restano gli standard urbanistici il principale elemento di scontro. Nella variante al Puc, il Comune ha evidenziato come questo parametro, seppur in un calcolo generale che riguarda l'intera città, sia aumentato. Per i ricorrenti si tratterebbe, invece, di una valutazione capziosa: gli standard urbanistici sono stati individuati nelle zone periferiche della città e sulle colline, mentre l'intervento edilizio viene realizzato al centro di Salerno in un'area già intasata.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

03 APRILE 2013

Leggi i commenti

PRIMO PIANO Stuprata a 6 anni da 70enne: «Non è vero, ho fatto solo "giochetti" erotici»

3 Aprile 2013, 11:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La bambina è stata violentata dall'amico del patrigno (foto archivio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TREVISO - Stuprata a 6 anni dall’amico del patrigno che cerca di difendersi ma la scusa sembra, nei fatti, aggravare la sua posizione: «Mai sesso completo, soltanto giochetti erotici». Una tesi che non sposta di una virgola l’impianto accusatorio, ma che potrebbe far allargare l’indagine e portare al coinvolgimento di altri "orchi". 

È questa l’angosciante verità che, da quanto è filtrato, sarebbe emersa ieri a margine dell’incidente probatorio in indagini nel quale un 70enne è chiamato a rispondere diviolenza sessuale aggravata su una bambina, all’epoca dei fatti di 6 anni e oggi 12enne. Abusi sessuali che sarebbero andati avanti per anni e che solo alcuni mesi fa sono venuti alla luce. Una scoperta agghiacciante innescata da una "malattia" della bambina che ha richiesto una visita pediatrica e ginecologica dalla quale, dopo un esame tecnico specifico, è emerso che la ragazzina, tra il 2007 e il 2010, aveva avuto rapporti sessuali completi, perdendo la propria verginità. La madre, con il cuore in tumulto, ha convinto la bimba a parlare. Immediata l’accusa all’amico di famiglia 70enne. Poi la fuga di madre e figlia e la denuncia agli investigatori della polizia e al pm Francesca Torri.

Il 70enne, che continua a vivere con il patrigno della bambina, ha provato a spiegare nel corso di un interrogatorio in Questura. «Nessun contatto con la bambina fino al 2010 - ha spiegato, assistito dall’avvocato Giuseppe Pio Romano -. Poi, è vero, ci sono stati dei giochetti sessuali, ma era lei a venire nella mia camera. Io non sono mai andato a trovarla nel cuore della notte». Una ricostruzione che ha lasciato più dubbi che certezze al pm Torri che ha chiesto e ottenuto dal giudice Umberto Donà un incidente probatorio in indagini nel quale la bambina e la madre sono state assistite dall’avvocato Pretty Gorza.

Restano molti i lati oscuri di una vicenda nella quali le violenze sessuali patite dalla bambina sembrano inserirsi in un ambiente squallido e degradato dove la promiscuità tra adulti e bambini sembrava all’ordine del giorno. Solo così si può spiegare come abusi tanti atroci possano essere rimasti nascosti per tanto tempo. Per questo la difesa ritiene che siano ancora tante le domande senza risposta. Chiarimenti che potranno arrivare solo dalle persone che avevano fondato una sorta di "comune ottocentesca" e, dal 2006, abitavano sotto lo stesso tetto, ora diventato la casa degli orrori.

di Roberto Ortolan IL GAZZETTINO.IT

Leggi i commenti

PRIMO PIANO Camion in fiamme in A4 fra Padova e Venezia: code fino a 9 chilometri

3 Aprile 2013, 11:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Una coda in autostrada (archivio)

 

 

 

 

 

 

 

 

Incidente in autostrada: i rallentamenti provocati anche da
automobilisti che si sono fermati a guardare lo "spettacolo"

VENEZIA - L'incendio di un camion, lungo la A4 da Padova a Venezia, ha creato questa mattina disagi per il traffico autostradale. Il mezzo pesante ha preso fuoco per cause al vaglio dei vigili del fuoco che hanno domato rapidamente le fiamme senza danni per il conducente. La polizia stradale ha messo in sicurezza la zona, senza per questo dover bloccare il traffico autostradale.

Subito però si sono formate code, fino a nove chilometri, riferisce la polstrada, causate dagli automobilisti in transito che hanno rallentato la circolazione per soddisfare la propria curiosità nel guardare il mezzo bruciato.

IL GAZZETTINO .IT

Leggi i commenti

PRIMO PIANO Medici asportano un tumore di 38 chili da una donna: all'opera cinque équipe

3 Aprile 2013, 11:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La radiografia che mostra la massa tumorale (Ulss 10 San Donà)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VENEZIA - In pochi mesi aveva sviluppato un gigantescotumore addominale: una massa di 38 chili che stava compromettendo la sua salute. Protagonista di questa vicenda medica una 50enne di Jesolo: oggi la donna ha lasciato il reparto di Chirurgia dell'Ospedale di San Donà di Piave dopo che i medici le hanno asportato l'intera massa tumorale. 

L'intervento chirurgico è riuscito per merito della cooperazione di 5 unità operative. 
Si tratta di un caso particolare, non tanto per le dimensioni della massa quanto per la compressione che la massa esercitava su tutti gli organi addominali e toracici, e in particolare sui grossi vasi addominali. L'attività di vari organi era stata infatti progressivamente e notevolmente ridotta: i renierano completamente schiacciati dalla massa, la mobilità e l'espandibilità dei polmoni erano state fortemente limitate dall'elevata pressione addominale. L'aspetto più problematico era però rappresentato dalla compressione quasi totale della vena cava che aveva prodotto una trombosi degli arti inferiori e che stava risalendo verso il cuore causando fenomeni di embolizzazione polmonare già manifestati alcune settimane prima. 

«Quando la paziente è giunta alla nostra osservazione - spiega il primario di Chirurgia, Paolo Sorrentino - ci si è subito resi conto che il rischio più consistente era rappresentato proprio dalla possibilità di una embolizzazione massiva nel momento in cui la massa sarebbe stata rimossa, determinando di conseguenza una decompressione improvvisa della vena cava e l'ipotetica liberazione degli emboli». In stretta collaborazione con le unità operative di Emodinamica, Anestesia e Rianimazione, Radiologia e Urologia, è stato deciso di procedere alla preventiva detensione parziale della massa, in parte solida e in parte liquida, ad addome chiuso, effettuata grazie all'esperienza maturata in chirurgia laparoscopica. In questo modo è stato possibile permettere alla vena cava di distendersi gradualmente acconsentendo il posizionamento di un filtro cavale per portare la paziente in sala operatoria in condizioni di sicurezza. 

La detensione è stata graduale: in tre giorni è stato ridotto il peso della massa a circa venti chili. In seguito al posizionamento del filtro cavale la donna è stata infine sottoposta all'intervento che l'ha liberata dall'enorme massa. «L'esito positivo di questo intervento va sicuramente attribuito a un lavoro di equipe - conclude il dottor Sorrentino - nel quale specialisti e personale infermieristico di cinque unità operative hanno contributo in modo determinate, dando esempio di forte affiatamento, perfetta integrazione e alta professionalità».

IL GAZZETTINO.IT

Leggi i commenti

NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA TROVATA MORTA A RAVENNA, MARITO CONFESSA

3 Aprile 2013, 11:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

581435 345023432260645 374357776 nDI MICHELE PAPPACODA Valer Ispas Baciu, il 45enne romeno marito dell'infermiera trovata morta ieri nel suo appartamento di via Bozzi a Ravenna, Adela Simona Andro, 36 anni, ha confessato nella notte. Alla presenza del difensore, avv. Francesco De Angelis, avrebbe ammesso di avere all'improvviso afferrato la moglie al collo perche' voleva lasciarlo ma che non aveva l'intenzione di ucciderla. Dopo il delitto, e' rimasto per diverse ore a vegliare il cadavere incerto sul da farsi. Si trova ora in stato di fermo.

03.04.2013

Leggi i commenti

SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Disoccupato si prende a sprangate in testa: «Ho 62 anni e nessuno mi offre un lavoro»

3 Aprile 2013, 10:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/03/Comune-di-Mercato-San-Severino--180x140.jpg?v=20130403104233

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il gesto estremo dinanzi al Comune, ricoverato in ospedale SALERNO - Si prende a sprangate in testa dinanzi al Comune di Mercato San Severino in preda alla disperazione perchè disoccupato e senza possibilità di rientrare nel circuito occupazionale. Il gesto estremo è stato messo in atto da un 62enne che invano ha cercato di incontrare il sindaco Giovanni Romano. Non perchè il primo cittadino non volesse farlo, ma solo perchè il capo dell'esecutivo municipale - che è anche assessore regionale - era fuori sede. A quel punto l'uomo, dopo alcuni tentativi di contattare il sindaco, ha cominciato a picchiarsi con una sbarra di ferro. E si è colpito anche alla testa. Talmente forte da svenire. IL TRASPORTO - Immediatamente soccorso dai volontari dell'associazione «La Solidarietà», l'uomo è stato trasferito all'ospedale di Mercato San Severino dove è stato sottoposto a una tac per valutare le condizioni di salute. Per lui un forte trauma cranico e altre ferite guaribili in cinque giorni. DISAGIO - L'uomo non ha retto alla condizione difficile che sta vivendo da tempo insieme alla sua famiglia. Dopo aver cercato invano un posto di lavoro, sentendosi dire troppi no soprattutto per l'età avanzata, ha compiuto questo gesto estremo.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

03 APRILE 2013

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO NOVARA Briona, bimbi spogliati a scuola: al via il processo

3 Aprile 2013, 10:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA MARCELLA SOTGIA La vicenda, che era balzata anche sulle pagine della cronaca nazionale, risale a due anni fa. Il processo di apre oggi: le quattro protagoniste dovranno rispondere dell'accusa di violenza privata“ Ha preso il via questa mattina, mercoledì 3 aprile, presso il Tribunale di Novara, il processo che vede imputate tre maestre e una bidella della scuola elementare di Briona, che avevano fatto spogliare alcuni bambini per scoprire chi avesse sporcato il bagno. La vicenda, che era balzata anche agli onori della cronaca nazionale, risale a due anni fa: un alunno di otto anni, colpito da un attacco di dissenteria, aveva sporcato il bagno dei maschietti; così la bidella, furiosa, aveva convinto le maestre di seconda e terza a far spogliare tutti gli alunni per scoprire chi di loro fosse il colpevole. Le quattro protagoniste, ora, rischiano fino a quattro anni di carcere e devono rispondere dell'accusa di violenza privata.

 

FONTE http://www.novaratoday.it/cronaca/processo-bimbi-spogliati-scuola-briona.html

Leggi i commenti

SARDEGNA NEWS Meridiana: via libera Consob per Opa Verso aumento capitale della societa' controllata dall'Aga Khan

3 Aprile 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Meridiana: via libera Consob per Opa421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA MARCELLA SOTGIA - MILANO, 3 APR - La Consob ha approvato il documento relativo all'Opa di Meridiana su Meridiana Fly a 0,6 euro per azione annunciata lo scorso 26 febbraio. Lo comunica la società controllata dall'Aga Khan. L'operazione è a servizio dell'aumento di capitale in opzione di Meridiana Fly, che la società si è impegnata a sottoscrivere con il sostegno del fondo Akfed che la controlla per l'89,91%. Il periodo di adesione dal 15 aprile al 10 maggio. Meridiana Fly ha chiuso il 2012 con una perdita di 190 mln di euro.
ANSA

Leggi i commenti

TOSCANA NEWS Banda dei motori tenta il colpo al moletto di Antignano

3 Aprile 2013, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6807902.1364933914!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_380/image.

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

In quattro, a volto scoperto, prendono di mira dieci barche del circolo Arci pesca. Tutta la scena viene ripresa dalle telecamere, indaga la polizia Banda dei motori fuori bordo scatenata sulla nostra costa. Nuovo colpo al moletto di Antignano nella notte tra lunedì e martedì. In fila, uno accanto all’altro, lungo il muro che costeggia l’ingresso del moletto: così sono stati trovati dieci motori di altrettante barche, con i cavi letteralmente tranciati con le tronchesi. Motori del valore di circa seimla euro l’uno. Eppure i ladri non sono riusciti a portarli via. Sono stati disturbati sul più bello, dopo un “lavoretto” durato un’ora e mezza. Un tempo in cui i malviventi hanno spaccato le barche, provocando un danno di circa mille euro l’uno a natante. In azione quattro malviventi, giovani, alti e magri, a volto scoperto, con un cappuccio in testa molto probabilmente indossato per ripararsi dalla pioggia e per camuffare un po’ il viso. Le loro figure in azione si possono vedere nel video. Tutta la scena infatti è stata ripresa dalle quattro telecamere del circolo Arci pesca Antignano (300 soci) presieduto da Luigi Del Re: appena scoperto il colpo, ieri, martedì mattina, il presidente Luigi Del Re ha consegnato i filmati alla polizia, che ora sta indagando. I ladri hanno agito da mezzanotte all’1.30. Un colpo studiato: si tratta del quinto nel giro di un paio di mesi, evidentemente i malviventi conoscono bene la zona. Da Vada al Calambrone, passando per Chioma e Quercianella: nessun porticciolo o quasi è sfuggito ai ladri specializzati in questo tipo di agguato. Il mercato dei motori fuori bordo rubati è florido nell’est Europa. Sono in corso indagini della polizia e dei carabinieri.

IL TIRRENO

03 APRILE 2013

Leggi i commenti