PRIMO PIANO E ANTEPRIMA RAGUSA ANDREA, TROVATO MORTO IN UN MULINO A 8 ANNI: "SI SEGUE LA PISTA DEI PEDOFILI"
INSERITO DA ANGELA CECERE
RAGUSA - Andrea Loris Stival, 8 anni, per marinare le lezioni ha preso in giro la sua mamma. Lei l' ha lasciato sulla soglia della scuola elementare di via Di Vittorio, periferia di Santa Croce di Camerina, lui ha sfruttato l' affollamento all' ingresso e si è dileguato. Lo aveva già fatto altre volte. Ma proprio per questa affermazione di indipendenza Andrea è morto ad 8 anni. Un cacciatore, Orazio Fidone, 42 anni, alle 16,30 lo ha trovato senza vita in contrada Pirrera, a Scoglietti ( siamo nella location della serie Tv del commissario Montalbano), steso su una piattaforma di cemento a ridosso di un mulino abbandonato. Fidone era stato spinto dalla moglie ad unirsi ai volontari già da ore alla ricerca del ragazzino. Così si è incamminato su un sentiero che dalla provinciale conduce a Punta Braccetto, attraversando dune, canneti e macchia mediterranea. « Quando ho visto quel corpicino - il racconto di Fidone - se avessi potuto dargli la mia vita lo avrei fatto». Negli uffici di polizia c'è anche la mamma del bambino, ha 25 anni, appare come una statua di marmo. Non ha lacrime, non traspaiono emozioni dal suo viso. In nottata la raggiungerà il marito, autotrasportatore, avvertito della sciagura mentre era in viaggio tra Lombardia e Veneto. Gli Stival sono di origine albanese, il nonno di Andrea era emigrato in Libia, poi era passato in Sicilia, Lavorava in uno stabilimento di asfalti a Ragusa. Suo figlio è italiano. Una famiglia tranquilla, molto unita. Ad assistere la mamma di Andrea c'è anche una cognata: «Andrea - dice - era un ragazzo vivace e non amava andare a scuola, qualche volta si è assentato, ma lo abbiamo trovato alcune ore dopo sempre nella stessa zona, nessuno di noi avrebbe potuto immaginare una simile tragedia». LA RICOSTRUZIONE L'indagine è ancora ai preliminari. L' ispezione esterna del corpo non basta a spiegare le cause della morte. Andrea indossa i suoi abiti, che sono asciutti, non affiorano tracce di violenza. Gli investigatori, alle prime battute dell' indagine, non si sbilanciano, anche se i carabinieri parlano di un «fatto violento» .«Qualcuno potrebbe averlo portato al mulino - dice il comandante provinciale dei carabinieri di Ragusa, Fragassi - ma dobbiamo essere cauti. Tra le piste seguite c'è anche quella pedofilia». La polizia resta in attesa delle indicazioni del medico legale. Coordinano l' indagine il procuratore Carmelo Petralia ed il sostituto Marco Rota. «Non è impossibile - riflette Petralia - ma sembra difficile pensare che il bambino abbia percorso 4 chilometri a piedi e sia andato in quel posto, da solo». E Rota aggiunge: «Non ci sono ancora elementi a sufficienza per poter dire come e perché il bambino si sia allontanato e spinto fin qui, qualsiasi ipotesi risulterebbe azzardata». I DUBBI Le ore critiche , «il buco», come dicono gli inquirenti, sono state 4, se di delitto si tratta. Chi ha sequestrato Andrea doveva sapere che l' allarme sarebbe scattato alle 12,30, al termine delle lezioni. Sapeva anche dove collocarsi, visto che la telecamera della scuola ha un angolo «buio» attraverso il quale è uscito in dissolvenza, dall' obiettivo e dalla vita, il bambino. E se di sequestro si tratta nei pressi della scuola doveva esserci un' auto o una moto in attesa. I cani molecolari impiegati da subito nelle ricerche non hanno fiutato piste. Il dato sembra suggerire che Andrea non abbia battuto le strade della periferia del paese, ma le abbia attraversate su di un mezzo di trasporto.
LEGGO.IT
30.11.2014.
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DA UTENTE DEL WEB Il ponte sullo Staffora
DI BARBARA PAPPACODA Al risveglio stamattina i cittadini di Concordia sulla Secchia in provincia di Modena si sono trovati avvolti in una nebbia fittissima che sta crenado già problemi al transito veicolare e non solo, ormai gli abitanti di questi luoghi ci convivono da sempre in questa problematica della natura.
Oggi ultimo giorno di novembre molte persone di Concordia si recheranno alla visita dei mercatini di Natale per sceglier i primi regalini. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si decide ai rigori la sfida di Coppa Italia Lega Pro tra Juve Stabia e Matera al termine di un match durato, sostanzialmente, solo per un tempo. Ai quarti di finale del trofeo tricolore accede la Juve Stabia. Al Matera l’onore delle armi. Pancaro tiene a riposo Jidayi e Ripa, tra i più impiegati finora in campionato, dando spazio a Caserta dal primo minuto (davanti alla difesa nell’inedito 4-1-4-1 con cui il tecnico schiera i gialloblù) e fiducia a Gomez (autore della doppietta che ha steso l’Aversa) come punta avanzata. In campo anche Lepiller e soprattutto il gigante di difesa Jan Polak, all’esordio assoluto con la casacca della Juve Stabia. Un primo tempo ricco di emozioni in cui si concentrano le vere opportunità delle due squadre. Vantaggio del Matera dopo appena 11’ con Giacomini lesto a depositare in rete, in mischia, su angolo dei lucani. Palla al centro, neppure il tempo di un giro di lancette, e Lepiller estrae dal cilindro un’autentica magia con un tiro a giro dal vertice mancino, con la sfera che si insacca direttamente nel sette opposto. Cala il tono del match che vive di fiammate. Pisseri in uscita anticipa e mette giù Guerra in area (26’), inesorabile il penalty che Coletti trasforma. Il 2-2 è una perla su punizione di Caserta che bissa il gol al Messina qualche settimana fa. Ripresa davvero brutta, con il Matera che ai punti avrebbe forse meritato il gol con Pisseri costretto agli straordinari in almeno tre occasioni. Ai supplementari accade poco o nulla, sono i crampi e la stanchezza a franare i ventidue in campo. Nella lotteria dei rigori decisivi la parata di Pisseri su Turchetta e l’errore di D’Aiello. È Nicastro, come già era accaduto contro l’Ischia in Coppa, a decidere il match regalando ai gialloblù il passaggio del turno. Pancaro soddisfatto per la prova e la qualificazione è già concentrato sulla gara di domenica mattina (12.30) contro il Savoia: «Sono contento del cuore che ci hanno messo i ragazzi. Tenevamo al passaggio del turno. Il derby? Vogliamo i tre punti». (Gaetano D’Onofrio – Il Mattino) 