TOSCANA NEWS Speleologo scende a -1.358 metri, è record Spedizione in Garfagnana, raggiunta massima profondità penisola
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Record italiano di discesa in un abisso, oggi, in Garfagnana, dove lo speleologo Luca Pedrali di Brescia ha raggiunto quota 1.358 metri di profondità, la più bassa mai esplorata in Italia dentro le viscere della terra. La spedizione, come è stato spiegato dal team Speleo Mannari che ha coordinato l'iniziativa, è durata tre giorni, da venerdì scorso, quando tre squadre, con 18 speleologi in totale, sono scese nel territorio di Minucciano (Lucca), sotto le Alpi Apuane, con l'obiettivo di arrivare all'abisso 'Paolo Roversi', una grotta poco battuta da 20 anni che presenta pozzi e strettoie difficili da percorrere. Le squadre hanno allestito due campi base, a 800 e 1.000 metri sotto la superficie, e 'armato' tutto l'itinerario di discesa con chiodi e corde alle pareti rocciose, mettendolo in sicurezza. Oggi pomeriggio Pedrali ha dato l'attacco all'ultimo tratto: non solo ha raggiunto il sifone finale dell'abisso Roversi, un meandro ad "u" in piena falda invaso d'acqua, ma con muta e bombole d'ossigeno si è immerso, cercando di esplorare una condotta a 'collo d'oca' lunga una decina di metri che si dovrebbe ricongiungere ad un altro abisso nella montagna, mai esplorato finora. Solo la strozzatura del canale, che rendeva l'acqua particolarmente vorticosa, gli ha impedito di proseguire. Il primo speleologo è riemerso verso le 16, mentre gli ultimi cinque - tra cui Pedrali - stanno risalendo e usciranno nelle prossime ore. Luca Pedrali, insieme alla moglie Nadia Bocchi, si era calato nello stesso abisso già fra il 10 e 12 ottobre scorsi ma erano potuti arrivare "'soltanto' a 1.190 metri perché il maltempo sulla costa tirrenica impedì loro di procedere in sicurezza. "L'acqua nei meandri era aumentata molto velocemente - avevano spiegato loro stessi prima di questa spedizione - e pioveva addirittura sopra la tenda del campo base nonostante fosse a 30 metri da una cascata".ANSA
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Omicidio volontario, aggravato dal legame di parentela, e occultamento di cadavere: dopo 6 ore di interrogatorio la procura di Ragusa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Veronica Stival, la mamma del piccolo Loris. Sarebbe stata dunque lei, secondo magistrati e investigatori di polizia e carabinieri, ad uccidere con una fascetta da elettricista stretta attorno al collo il figlio di 8 anni la mattina di sabato 29 novembre. E sarebbe stata sempre lei a gettare il corpicino nel canalone in contrada Mulino Vecchio, a meno di due chilometri di distanza dal centro di Santa Croce Camerina. Veronica avrebbe fatto quindi tutto da sola: nessun complice, nessun aiuto. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Auto ribaltata nella galleria di Varano traffico in tilt per la Penisola Sorrentina Non si conosce la dinamica dell’incidente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Castellammare di Stabia che stanno effettuando i rilievi di rito. La circolazione prosegue in senso unico alternato da e per Sorrento - Vico Equense
DI ROSARIA ROMANO Chi farebbe l'impossibile per mantenere in vita un figlio malato, ma purtroppo non ci riesce.

Una strada che ora tutti sono costretti a percorrere a causa della interruzione per frana a Conca dei Marini della strada statale 163 che ha diviso a metà la Costiera amalfitana, obbligando tutti a percorrere la tortuosa strada interna di Conca dei Marini che sbuca al di sopra di Vettica, interruzione che in paesi normali sarebbe durata pochi giorni ma che sta durando settimane e forse mesi, e gli incidenti aumentano senza che nessuno interviene. Una strada killer come si vede dalla foto, speriamo che ci pensi il Commissario Prefettizio.