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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Persi i fondi UE per ristrutturare il Liceo Don Milani

19 Gennaio 2016, 16:38pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Persi i fondi UE per ristrutturare il Liceo Don Milani

DI MORENA MOTTA Gragnano - In merito al blocco dei lavori straordinari per la messa in sicurezza del Liceo Don Milani, i genitori degli alunni che lo frequentano chiedono al Dirigente scolastico chiarimenti sia per quanto riguarda le visite fatte dagli Ispettori ASL, sia del blocco dei finanziamenti UE di circa 700mila euro. In particolare, riguardo a quest'ultimo, chiedono se la perdita del denaro è dovuta a qualche inadempienza della dirigenza o alla solita lentezza burocratica.

La preoccupazione principale resta comunque la sicurezza di tutte le persone presenti nel Liceo.

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS ZTL a Nocera Inferiore: perplessità dei commercianti

19 Gennaio 2016, 16:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS ZTL a Nocera Inferiore: perplessità dei commercianti

DI MORENA MOTTA NOCERA INFERIORE - Dal 1° Febbraio, in via sperimentale, per una durata di 60 giorni, Corso Vittorio Emanuele sarà interessato da un’ordinanza di chiusura al traffico cittadino. Queste le dispozioni:

Libero transito dalle ore 02.00 alle 9.30 e dalle 14.00 alle 17.00 nella zona limitata dall’incrocio di Via Papa Giovanni XXIII sino a Piazza Amendola;

tra l’incrocio di Via Nicotera a quello di Via Papa Giovanni XXIII, si potrà accedere dalle ore 02.00 alle 9.30 e dalle 12.00 alle 17.00 (quest'area è interessata anche dalla presenza di una scuola).

I commercianti di Corso V. Emanuele, durante la conferenza stampa tenutasi ieri mattina presso il Comune, si sono mostrati perplessi perchè, secondo loro, potrebbero essere ostacolate le operazioni di carico/scarico delle merci, limitando l’orario ai soli fini scolastici e provocando un ingorgo nelle altre arterie stradali, influendo sfavorevolmente sul commercio della zona.

Al termine, però, l’Assessore Pisanzio ha suggerito di attendere un paio di settimane per l’esito dell'esperimento e dopo sarà possibile valutare eventuali modifiche.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Vicini a quei lavoratori con disabilità

19 Gennaio 2016, 16:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE  MARTINO Vicini a quei lavoratori con disabilità
 GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE  MARTINO Vicini a quei lavoratori con disabilità

INSERITO DA ANGELA CECERE Impiegati a tempo determinato sino alla fine del 2014 presso il Consorzio per l’Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica Area Science Park di Padriciano (Trieste), quattro lavoratori con disabilità non si sono visti rinnovare il contratto, in base alla contestata applicazione di una norma di legge. A denunciarlo è la FISH Friuli Venezia Giulia (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che sottolinea anche come «le continue promesse dell’Ente abbiano illuso quei lavoratori, precludendo loro altre opportunità»

Dopo un contratto a tempo determinato, quelle quattro persone non sono state assunte a tempo indeterminato, ma non solo: illuse da continue promesse dell’Ente, hanno dovuto attendere più di un anno, confidando almeno in un rinnovo del contratto a tempo determinato, che non è mai avvenuto, precludendosi loro altre opportunità lavorative».
Così Giampiero Licinio, presidente della FISH Friuli Venezia Giulia (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), interviene a sostegno di quattro lavoratori con disabilità impiegati a tempo determinato sino alla fine del 2014 presso il Consorzio per l’Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica Area Science Park di Padriciano, frazione di Trieste, e attualmente disoccupati da oltre un anno. «Siamo solidali con loro – dichiara Licinio – perché il lavoro è un diritto fondamentale per tutte le persone e in questo caso esso è stato del tutto calpestato».

Questa, nel dettaglio, la vicenda. Le quattro persone con disabilità erano state impiegate presso l’Area Science Park fino a tutto il 2014, in applicazione della Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), e a quel punto, come sottolinea l’esponente sindacale Sandro Zagatti, «avrebbero potuto, anzi dovuto essere stabilizzati, in applicazione del Decreto Legge 101/13 del Governo Letta [convertito successivamente nella Legge 125/13, N.d.R.], finalizzato al superamento della precarietà nella Pubblica Amministrazione. Alla scadenza del 31 dicembre 2014, però, i quattro lavoratori non solo non sono stati assunti a tempo indeterminato, ma non è stato neppure rinnovato loro il contratto a tempo determinato, tutto ciò perché, a detta dell’Ente, il Decreto 101/13 consentirebbe di ridurre il numero di lavoratori con disabilità da assumere ai sensi della Legge 68/99, nonostante esso abbia l’esplicita finalità di favorire i lavoratori svantaggiati».
Quest’ultima interpretazione è stata fortemente contestata sia dalle organizzazioni sindacali che dalla FISH Friuli Venezia Giulia, e tuttavia, nonostante reiterati inviti e sollecitazioni, Area Science Park non ha mai modificato la propria opinione. È stato anche chiesto l’intervento del competente Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, dal quale però non è arrivata alcuna risposta.

«A questa “sordità” dell’Ente triestino e del Ministero – conclude Licinio – si aggiunge un comportamento che noi reputiamo davvero grave. Per tutto il 2015, infatti, le quattro persone sono state illuse da continue promesse dell’Area Science Park, che rimandava il rinnovo del loro contratto a tempo determinato a una “fantomatica” approvazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Cosicché per tutto lo scorso anno – ovviamente – proprio perché rasserenate dall’Ente e fiduciose, esse non hanno nemmeno cercato un nuovo impiego, precludendosi altre opportunità lavorative».
Le pagine del nostro giornale sono naturalmente aperte all’eventuale e motivata replica, proveniente dall’Ente chiamato in causa. (B.M. e S.B.) machinpress@gmail.com

SUPERANDO

19.01.2016 16.07

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SEZ. VARIE NEWS La password più usata è ancora '12345' Classifica SplashData su 2 milioni di parole rubate nel 2015

19 Gennaio 2016, 16:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS La password più usata è ancora '12345' Classifica SplashData su 2 milioni di parole rubate nel 2015
SEZ. VARIE NEWS La password più usata è ancora '12345' Classifica SplashData su 2 milioni di parole rubate nel 2015

INSERITO DA ANGELA CECERE Gli utenti di internet si confermano poco scaltri nella sicurezza: nel 2015 la password più usata è stata ancora "12345", seguita dalla pure inossidabile "password". La classifica, pubblicata dal sito Gizmodo, è stata compilata da SplashData sulla base di 2 milioni di password rubate negli attacchi durante l'anno appena trascorso. Tra le new entry, sempre poco efficaci, ci sono anche "starwars", "welcome" e "1234567890".A nulla valgono gli avvertimenti degli esperti di sicurezza informatica o il semplice buonsenso, gli utenti di internet sottovalutano i rischi connessi con l'avere password deboli, facilmente intuibili e quindi aggirabili. Secondo la classifica di SplashData dopo "123456" e "password" completano la top ten: "12345678", "qwerty", "12345", "123456789", "football", "1234", "1234567" e "baseball".

ANSA

19.01.2016 16.00

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PENISOLA SORRENTINA VICO EQUENSE NEWS Si allontana dal centro di recupero del Faito, arrestato per evasione

19 Gennaio 2016, 15:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PENISOLA SORRENTINA VICO EQUENSE NEWS Si allontana dal centro di recupero del Faito, arrestato per evasione
PENISOLA SORRENTINA VICO EQUENSE NEWS Si allontana dal centro di recupero del Faito, arrestato per evasione

INSERITO DA ANGELA CECERE VICO EQUENSE. Si trova agli arresti domiciliari in comunità sul Monte Faito, scende in paese per una passeggiata e viene arrestato per evasione. I carabinieri dell’aliquota radiomobile di Sorrento hanno stretto le manette ai polsi di un 28enne di Portici che era agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio nella comunità terapeutica “Il Camino”, che sorge sul Monte Faito, nel territorio comunale di Vico Equense. Il giovane è stato sorpreso dai militari dopo che si era allontanato dalla comunità e stava raggiungendo a piedi il centro cittadino.Terminate le formalità di rito, l’uomo è stato tradotto nello stesso centro, ove ai domiciliari attende di essere giudicato con rito direttissimo per evasione.

SORRENTOPRESS

19.01.2016 15.57

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Vassallo, luce sul mistero: tre indagati per l’omicidio del sindaco

19 Gennaio 2016, 15:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS  Vassallo, luce sul mistero: tre indagati per l’omicidio del sindaco
SALERNO E PROVINCIA NEWS  Vassallo, luce sul mistero: tre indagati per l’omicidio del sindaco

INSERITO DA ANGELA CECERE «Ho scoperto una cosa che non avrei mai voluto scoprire». Angelo Vassallo, ucciso nel 2010 quando era ancora sindaco di Pollica, avrebbe lasciato agli investigatori una traccia prima di morire, una traccia che gli inquirenti stanno cercando di interpretare da quasi sei anni. Nei giorni scorsi l’inchiesta avrebbe però avuto una svolta: la Procura di Salerno ha iscritto altre tre persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio aggravato dalle finalità mafiose. Avrebbero agito tutti in concorso tra di loro, assieme a Bruno Humberto Damiani, che è stato per molto tempo l’unico indagato per l’uccisione del sindaco pescatore.

A tutti, dunque, non solo viene contestata l’aggravante dell’articolo 7 ma anche il concorso. Per il momento c’è riservo sui nomi ma l’ipotesi degli inquirenti è che l’omicidio sia maturato nel contesto dello spaccio della droga. Torna dunque insistente la pista che per prima la Procura Antimafia ha seguito e, di fatto, mai abbandonata: che la morte di Angelo Vassallo possa essere legata a quelle attività di spaccio nella zona del porto di Acciaroli, fatto questo che lui aveva sempre combattuto. Anche con i modi burberi che lo caratterizzavano. La Procura insiste. Anche perché, a distanza di quasi sei anni, quell’omicidio resta ancora un cold case. E per l’ennesima volta da quando è stato estradato dalla Colombia, Bruno Humberto Damiani viene nuovamente sentito dagli inquirenti.

Il «brasiliano» è stato convocato negli uffici giudiziari lo scorso 13 gennaio. Assistito dai suoi legali di fiducia, gli avvocati Michele e Francesca Sarno, Damiani ha varcato la soglia del palazzo di giustizia da detenuto (è in carcere a Secondigliano per altri reati legati alla droga e, nel frattempo, sta anche espiando una pena per la tentata estorsione ad alcuni imprenditori del mercato ittico di Salerno), accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria. Per la seconda volta da agosto, la quarta da quando è tornato in Italia, il «brasiliano» ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Rosa Volpe (che ha mantenuto la titolarità del fascicolo nonostante il trasferimento a Napoli) e del sostituto procuratore Marco Colamonici. Domande sempre uguali, necessarie a ricostruire alcuni accadimenti che hanno segnato i giorni precedenti all’assassinio. I legami di Damiani con alcuni personaggi della zona, i suoi contatti con Angelo Vassallo. In particolare i due magistrati hanno insistito nel chiedere al «brasiliano» se avesse del rancore nei confronti del sindaco. A questa domanda la risposta è stata sempre la stessa: «Non potevo avere rancore per una persona con la quale non ho mai avuto rapporti».

La versione di Bruno Humberto è sempre stata la stessa: conosceva Vassallo, lo aveva incrociato qualche volta ma non aveva mai scambiato alcuna parola se non un formale saluto. In passato altri due nomi «illustri» erano stati accostati ai fatti di Acciaroli, fin dal primo giorno: quello di un ufficiale dei carabinieri, il colonnello Fabio Cagnazzo, a lungo in servizio a Castello di Cisterna dove si è guadagnato la stima di numerosi magistrati napoletani, e di un suo attendente, Luigi Molaro. I due militari erano entrati nell’inchiesta perché, secondo i magistrati, perché nelle ore immediatamente successive al delitto avrebbero portato avanti un’autonoma ed irrituale attività di indagine, acquisendo fra l’altro le immagini di una telecamera collocata in un negozio sul porto di Acciaroli. Ma la loro posizione fu archiviata con l’arrivo in Procura a Salerno proprio di Corrado Lembo.

L’inchiesta, in effetti, nell’immediatezza dei fatti fu affidata alla Procura di Vallo della Lucania e poi «trasferita» a Salerno perché ufficialmente affidata all’Antimafia. Nella prima fase, gli inquirenti configurano lo scenario di una «convergenza di interessi» tra affari speculativi e spaccio di droga. Ma una matrice chiaramente mafiosa non è emersa, né sono stati individuati con certezza affari capaci di armare la mano dell’assassino. Nonostante in passato si sia parlato di affari nel settore alberghiero e dissidi di paese. Ma c’è chi attribuisce proprio ad alcuni errori commessi nella prima fase investigativa i ritardi nella soluzione di un delitto che sembrerebbe essere avvolto da non pochi misteri. A partire dalla pistola, una calibro 9.21 baby Tanfoglio mai ritrovata nonostante fosse stata cercata un po’ dappertutto. Sono stati effettuati controlli su cento pistole, perquisizioni a tappeto, persino ricerche nelle acque a largo di Acciaroli dove il killer avrebbe potuto gettarla subito dopo il delitto. Per continuare con una serie di rapporti e circostanze che avrebbero visto il sindaco pescatore protagonista di alcuni litigi quell’estate, come quella con una banda di pusher con i quali, qualcuno, ha anche raccontato che sarebbe arrivato alle mani. La pista della droga, infatti, è stata la prima ad essere seguita. Durante l’estate 2010, Acciaroli era stata invasa dallo spaccio di stupefacenti. Questa situazione rappresentava, per Vassallo, «fonte di preoccupazione e di agitazione al punto da diventare oggetto di confidenze ad amici, parenti e collaboratori», come scrive il gip di Salerno Emiliana Ascoli nell’ordinanza emessa alla fine del 2011 sullo spaccio di droga in Cilento prima di trasmettere gli atti per competenza a Vallo della Lucania.

Ordinanza che vedeva, quali destinatari del provvedimento restrittivo proprio Bruno Humberto Damiani. Fu lo stesso gip, allora, a scrivere che questo contesto costituisce, secondo il gip, «il binario entro il quale, dopo l’omicidio, operare al fine di delineare la triste vicenda» dando così conferma alle iniziali ipotesi investigative. Tra gli errori contestati all’avvio delle indagini dall’ex capo della Procura di Salerno Franco Roberti, vi fu anche quella di non aver ben «preservato» la scena del crimine nelle ore immediatamente successive all’omicidio. Così, qualche giorno dopo furono eseguiti gli esami del Dna di tutti quanti erano presenti, investigatori e magistrati compresi: una sessantina in tutto.

Accertamenti che, stando alle notizie successivamente trapelare, non avrebbe fornito risultati significativi. Anche perché, come racconta la ricostruzione della dinamica fatta dalla Scientifica sulla base del ritrovamento del cadavere del sindaco, Vassallo potrebbe essere stato ucciso da una persona che conosceva e, probabilmente, che non era avezzo all’uso delle armi. Il suo corpo è stato difatti ritrovato riverso sul volante della sua auto, il finestrino aperto, le chiavi inserite, il freno a mano tirato e il cellulare tra le mani. Chi gli ha sparato ha esploso nove colpi di pistola. Troppi per essere stati sparati da un professionista, secondo alcuni. Ma solo un killer pratico di armi poteva sparare tante volte senza fallire un colpo, ritengono altri. Vassallo potrebbe dunque essersi fermato di proposito a parlare con il suo assassino, a pochi metri da uno dei due ingressi alla sua abitazione.

IL MATTINO

19.01.2016 15.47

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Ravello da domani al via incontri per il PUC

19 Gennaio 2016, 15:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

COSTIERA AMALFITANA NEWS Ravello da domani al via incontri per il PUC
COSTIERA AMALFITANA NEWS Ravello da domani al via incontri per il PUC

INSERITO DA ANGELA CECERE Ravello, Costiera amalfitana Due incontri per condividere scelte ed obiettivi relativi al Piano Urbanistico Comunale di Ravello, quelli in programma per il 20 e il 27 gennaio, alle ore 18 presso l’Auditorium Oscar Niemeyer. Il primo appuntamento, è dedicato a professionisti ed operatori del settore, mentre il secondo a tutta la cittadinanza. “Gli incontri, secondo un principio di governance partecipata, precedono l’avvio dell’iter procedurale per la redazione del Puc – spiega il sindaco, Paolo Vuilleumier – Le politiche di governo del territorio e le strategie di sviluppo saranno i temi al centro delle due date che la nostra amministrazione ha fissato per invitare tutti a portare il proprio contributo di idee e di progetti”. Il processo di elaborazione della nuova strumentazione edilizia ed urbanistica comunale, secondo quanto deciso dalla giunta lo scorso mese di giugno, segue infatti un procedimento suddiviso in tre fasi. Una prima, volta alla definizione di una proposta di piano, corredata del rapporto preliminare, al fine di promuovere un dibattito di merito, sufficientemente ampio ed articolato. “La seconda prevede la consultazione delle organizzazioni sociali, culturali, economico professionali, sindacali ed ambientaliste – aggiunge il sindaco Vuilleumier – con una serie di incontri e di attività di animazione, divulgazione, confronto, dibattito, approfondimento, con i cittadini e, più in generale, con i soggetti portatori di interessi sia privati che pubblici, e per la consequenziale valutazione dei contributi pervenuti”. Infine, una terza fase volta ad una proposta definitiva, in linea con la volontà dell’amministrazione comunale di definire un articolato quadro strategico, volto a garantire la crescita sociale, economica e culturale della comunità locale, al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di sostenibilità, che veda il coinvolgimento di tutti i portatori di interessi sia pubblici che privati, tentando di promuovere forme avanzate di partenariato pubblico-privato per il perseguimento di obiettivi e finalità pubbliche e di interesse generale.

POSITANONEWS

19.01.2016 15.37

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CAPRI NEWS Anche a Capri è arrivata la neve

19 Gennaio 2016, 15:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAPRI NEWS Anche a Capri è arrivata la neve
CAPRI NEWS Anche a Capri è arrivata la neve

DI MORENA MOTTA In mattinata sull'isola di Capri una nevicata intensa di oltre un'ora ha imbiancato tutto, non riuscendo però ad attecchire perchè la temperatura era al di sopra, anche se di poco, degli zero gradi. Questo è, comunque, un avvenimento raro per l'isola e molte persone hanno immortalato l'evento con cellulari e macchine digitali condividendo sui social il fenomeno.

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CASERTA NEWS Gigi d'Alessio e il caso dell'ambulanza: «Quel veicolo salva vite»

19 Gennaio 2016, 15:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASERTA NEWS Gigi d'Alessio e il caso dell'ambulanza: «Quel veicolo salva vite»

INSERITO DA ANGELA CECERE «Un mezzo di lusso». L'ambulanza donata da Gigi D'Alessio, su cui fino a qualche giorno fa campeggiava, accanto ai due sponsor, anche il nome dell'artista, è considerata dal responsabile del servizio di Assistenza neonatale Attilio Romano «di tutto rispetto, che ha sicuramente dato prestigio all'ospedale di Caserta». Fino ad oggi, o meglio, fino a dicembre scorso quando l'ambulanza è stata materialmente donata al nosocomio casertano. «Il servizio di rianimazione neonatale esisteva già - dice Romano - è uno dei servizi dell'ospedale che è sempre esistito. Soltanto che, prima dell'arrivo del nuovo mezzo, avevamo un'ambulanza vetusta, con attrezzature molto usate e contava più di 300mila chilometri percorsi», continua ancora il responsabile, che precisa: «l'assistenza neonatale è ovviamente diretta a tutta la provincia e in taluni casi si muove anche per i centri specializzati pediatrici come il Santobono di Napoli». La nuova ambulanza, invece, «per cui io e il mio staff siamo stati chiamati a collaborare, consigliando addirittura anche quali disegni porre sui fianchi», aggiunge il responsabile del servizio, è, innanzitutto, una vettura «con marchio automobilistico importante, vale a dire Mercedes. Inoltre, tra le particolarità, è un mezzo più alto delle altre ambulanze, per poter camminare facilmente all'interno. Per quanto riguarda le attrezzature, è dotata di uno speciale carrello per facilitare il movimento dell'incubatrice portatile, munita di ventilatore e respiratore, oltre che di cardiomonitor. Tutto per svolgere al meglio il servizio di assistenza». In tanti anni, «circa quaranta che lavoro al nosocomio casertano, non ricordo che la struttura abbia ricevuto una donazione così importante», dice ancora Romano. Tutto grazie al concerto di Gigi D'Alessio dello scorso settembre: grazie anche alla partecipazione dei due sponsor, Rocchetta e Uliveto, il cantante acquistò qualcosa di molto utile per l'ospedale. «Chiese a me cosa potesse servirci ed io, considerando il nostro mezzo ormai logorato dall'uso, gli chiesi l'ambulanza per la rianimazione neonatale», racconta Romano. A dicembre (qualche mese dopo il concerto) l'ambulanza venne consegnata a grandi sorrisi e con tanto di nome di Gigi D'Alessio sul fianco: oggi lo stesso nome è stato cancellato con un grande adesivo bianco rettangolare, perché «non previsto dal protocollo d'intesa», dicono dai piani alti della struttura di via Palasciano. È stato proprio Gigi D'Alessio a rammaricarsi della cancellazione, segnalandola sul proprio profilo Facebook e ricordando anche la gioia per una delle missioni del mezzo che «era servita per salvare la vita ad un bimbo di 14 mesi». Ora, a muoversi in difesa dell'artista, è il consigliere regionale per i Verdi Francesco Emilio Borrelli. «Ho inviato una nota ai commissari dell'ospedale, tra l'altro assenti nel nosocomio, con la richiesta di poter visionare il protocollo siglato all'atto della donazione - dice Borrelli - adesso, sentendo dell'accaduto, anche il governatore De Luca vuole leggere il protocollo». Il punto è, per il consigliere regionale, che «se il problema era il nome, si sarebbe potuto procedere per altre strade, ad esempio cambiando il protocollo. Invece, c'è stato soltanto uno sgarbo nei confronti di una persona che ha fatto del bene. Questo potrebbe disincentivare anche i futuri atti di solidarietà. Tutto a causa di una burocrazia offensiva».

IL MATTINO

19.01.2016 15.27

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BENEVENTO NEWS San Nicola Manfredi, tentata rapina all'ufficio postale: banditi armati minacciano dipendente e poi scappano

19 Gennaio 2016, 15:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

BENEVENTO NEWS San Nicola Manfredi, tentata rapina all'ufficio postale: banditi armati minacciano dipendente e poi scappano

INSERITO DA ANGELA CECERE Hanno provato a rapinare l'ufficio postale di via Roma, a San Nicola Manfredi, ma dopo aver minacciato un dipendente sono scappati facendo perdere le proprie tracce. I due malviventi, armati di una pistola e a volto coperto, hanno infatti fermato l'impiegato di fronte all'ingresso dell'ufficio, intorno alle 8:15 e poco prima dell'apertura, chiedendogli di farsi aprire la porta della struttura e farsi consegnare i soldi. Nel frattempo, però, sul posto sono arrivati i primi clienti che hanno assistito alla scena, facendo desistere i due rapinatori dal loro intento criminale. I balordi sono dunque saliti a bordo di un'auto e sono scappati. Scattato l'allarme, sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di San Giorgio del Sannio e, successivamente, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Benevento, che ora hanno avviato le indagini per risalire agli autori del gesto.

NTR24

19.01.2016 15.17

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