SEZ. VARIE NEWS Per 4 italiani su 10 automazione toglierà lavoro Più timori tra chi ha basso reddito e poca istruzione
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA ROMA - Per 4 italiani su 10 l'automazione che la tecnologia sta portando nei processi produttivi toglierà più posti di lavoro di quanti ne creerà. Il timore nei confronti dell'innovazione emerge dal rapporto Agi-Censis "Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale" presentato stamani a Roma in occasione dell'Internet Day, che celebra il giorno in cui - il 30 aprile 1986 - l'Italia si è collegata per la prima volta a internet dal Centro universitario per il calcolo elettronico di Pisa.
Stando all'indagine, gli italiani da un lato denunciano il ritardo del Paese nell'innovazione, dall'altro temono l'allargamento dei divari e i rischi sul fronte occupazionale.
L'innovazione sembra spaventare i più deboli: i profili sociali più vulnerabili, in particolare coloro che vivono in famiglie di basso livello socio-economico (66,7%, due su tre) o che sono privi di titoli di studio superiori (59,2%, tre su cinque), sono infatti convinti che i processi innovativi finiranno per ampliare la forbice tra i ceti sociali.
Nel complesso, dall'indagine emerge che il 37,8% degli italiani, circa 4 su 10, ritiene che processi di automazione sempre più spinti e pervasivi determineranno un saldo negativo di posti di lavoro. Anche in questo caso le maggiori preoccupazioni sono riscontrabili tra chi non dispone di titoli di studio elevati (43,8%). Per contro, il 33,5% degli intervistati ritiene che le opportunità aumenteranno in uno scenario di nuovi lavori ancora per gran parte inesplorato. Completano il quadro coloro (il 28,5% del totale) che ritengono che i posti di lavoro nel complesso non varieranno in termini numerici.
Sul fronte del ritardo italiano, la maggioranza relativa degli intervistati (44,6%) pensa che il Paese - pur a fronte di alcune eccellenze - non stia riuscendo a tenere il passo dei paesi più avanzati in tema di innovazione. Meno pessimisticamente, il 29,6% del campione è convinto che l'Italia stia cambiando, ma solo al traino di quanto avviene all'estero. Solo il 9,8% degli italiani ritiene che il gap tecnologico accumulato in passato si sia ridotto negli ultimi anni. Per contro, un 15,3% di "iper-critici" sposa la tesi che l'Italia sia sprofondando tra i paesi più arretrati d'Europa.
ANSA
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA I ricci o riccioli, anche detti fusilli furitani, sono una specialità della costiera Amalfitana ed in particolare della zona di Minori, provincia di Salerno.
DI BARBARA PAPPACODA Al turismo accessibile, noi di Disablog teniamo particolarmente. Di solito però per quanto se ne possa parlare e si possa provare a sensibilizzare sulla questione, rimane il fatto che il nostro Paese è ancora poco pronto da questo punto di vista (e lo è in modo ancor più grave rispetto ad altri, visto e considerato che l’Italia, come spesso si sente dire, “potrebbe vivere di solo turismo” se solo lo volesse).
Tuttavia, per quanto il Belpaese sia arretrato sul fronte del turismo accessibile, è anche vero che qualche passo in avanti è stato fatto. Alberghi, hotel, campeggi, residence e spiagge attrezzate non mancano di certo. Il problema, semmai, è scovarli. A questo ci ha pensato il marchio Village for All, che da anni si occupa proprio di monitorare l’accessibilità e l’ospitalità delle strutture turistiche e ricettive di tutta Italia.

