Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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di Michele Pappacoda Amalfi tantissimi auguri di buon compleanno all'amico Alfredo Laudano papà di Gianluca ex titolare del lido balneare sulla spiaggia di Duoglio in Lone ad Amalfi persona sempre a modo e cortese disponibile sempre per tutti gli auguriamo di trascorrere un giiorno felicissimo.....
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Una notizia cattiva ed una buona per coloro che hanno scattato e pubblicato sui social immagini di Positano dal 1° Giugno ad oggi. La norma, infatti, che prevede il divieto di fare foto o video a Positano è stata estesa in senso retroattivo fino al 1° Giugno del 2017. Dunque tutti quelli che hanno delle immagini o dei video girati a Positano saranno costretti a rimuoverli immediatamente dai loro profili social; ma c’è anche la buona notizia: si potrà conservare le foto inoltrando domanda di sanatoria fotografica e versando un oblazione variabile a seconda del numero di foto e della durata del filmato. Particolari sconti ed agevolazioni per le foto di nozze, in questo caso per ottenere la sanatoria delle foto agli sposi sarà sufficiente spedire la bomboniera. FONTE #Nullanews l
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA ROMA Un milione di euro di danni alla vedova di un uomo ucciso da una infezione ospedaliera. La sentenza del Tribunale di Roma (13esima sezione civile) ha stabilito che un paziente, ricoverato all'AureliaHospitalper una patologia cardiaca, è morto dopo aver contratto nel nosocomio tre batteri micidiali. "Il milione di euro - commenta l'avvocatoMarco Bona, esperto di risarcimento del danno - ha tutelato la perdita del rapporto affettivo subìto dai due figli e dalla vedova".
"Le infezioni ospedaliere - denunciaPietrangelo Clerici, presidente dell'Associazione dei microbiologi clinici italiani (Amcli) - continuano a mietere ogni anno più vittime degli incidenti stradali. Stimiamo che ogni anno muoiano per questa causa circa 4 mila persone, su oltre 500 mila che contraggono infezioni nosocomiali. Purtroppo, le grandi industrie farmaceutiche non investono sugli antibiotici come dovrebbero per fronteggiare questa piaga sociale perché, dal loro punto di vista, non sono sufficientemente remunerativi".
• IL RICOVERO ALL'AURELIAHOSPITALPER INFARTO Il fatto è del 2009:Giuseppe Micheli, all'epoca quarantenne, agente di polizia penitenziaria, aveva accusato un infarto e per questo si era rivolto al centro cardiologico dell'ospedale privato (di proprietà del Gruppo Garofalo) dove gli sono stati impiantati deglistentcoronarici. Dopo qualche giorno, tuttavia, le sue condizioni si sono aggravate. Comparve la febbre, l'uomo fu trasferito in rianimazione dove morì. Una ispezione della commissione Errori Sanitari della Camera presieduta daLeoluca Orlandoaveva scoperto che in quella struttura dal gennaio al settembre 2009 si erano verificati80 casi di infezioni ospedaliereprovocate dall'acinetobacterbaumanii, un batterio che si diffonde in ambienti dove c'è scarsa igiene e pulizia e resiste a moltissimi antibiotici. Di quegli 80 pazienti, 26 erano morti. Giuseppe Micheli era uno di loro.LA SENTENZA DEL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA
• "A UCCIDERE MICHELI FURONO TRE BATTERI" Il processo è stato molto controverso e lungo anche perché il primo giudice fu trasferito e sostituto da un secondo. A complicare la causa civile il fatto che due perizie, una disposta dal primo giudice, l'altra dal secondo, conclusero in modo diametralmente opposto. Secondo il consulente tecnico d'ufficio (ctu)Salvatore Calabretta, "la morte di Micheli fu provocata da tre batteri,Pseudomonas,Acinetobacter BaunamieStaphilococcus. Secondo la ctuAnna Maria Galanti, al contrario, "la morte non fu causata dai batteri, ma dalle condizioni di salute precarie del paziente". Gli avvocati di parte, Katiuscia Verlingieri e Emilio Maddalena, supportati dal medico legaleRita Celli, sono riusciti a dimostrare la responsabilità dell'ospedale.
La giudicePaola Larosa, confutando le conclusioni della Galanti, ha ritenuto nella sentenza "accertata la presenza di una infezione nosocomiale contratta a seguito del ricovero e della degenza dapprima nel reparto di emodinamica e poi in quello di rianimazione". "Deve pertanto ritenersi - ha aggiunto la giudice - come tale infezione sia stata determinata da una non corretta asepsi dell'ambiente ospedaliero, ovvero debba collegarsi a una inadeguata preparazione del paziente o dell'équipe sanitaria tale da ridurre al minimo la possibilità di infezione".
"Spettava all'ospedale - si legge nella sentenza - dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il contagio. Ma nessuna prova contraria è stata fornita dall'AureliaHospital". Una volta constata l'insorgenza dell'infezione, aggiunge la giudice, "la somministrazione di una adeguata terapia antibiotica è avvenuta solo a distanza di un giorno, malgrado la situazione clinica ingravescente del paziente". L'ospedale Aurelia Hospital, assistito dai legali Edoardo Errico e Giovanni De Luca, farà ricorso in Appello.
• L'ESPERTO: "RIFORMA RESPONSABILITÁ MEDICA É INADEGUATA" "La sentenza - commenta Bona - ribadisce molto chiaramente che le strutture ospedaliere rispondono delle morti e delle lesioni occorse ai pazienti per effetto di infezioni contratte nelle stesse se difetta la prova dell'adozione di adeguate misure preventive. Purtroppo, nonostante sentenze di questo tipo, continuano a registrarsi gravi carenze nella prevenzione delle infezioni ospedaliere. A queste è imputabile oltre il 10% dei decessi a seguito di operazioni e ricoveri. Strutture vetuste, edilizia sanitaria inadeguata, sottovalutazione del problema sono tra le cause dei danni da infezioni ospedaliere".
"La recente riforma della responsabilità medica non contiene nessuna misura idonea a contrastare questa piaga. Anzi, si nega ai danneggiati l'accesso alla documentazione inerente l'adozione, da parte degli ospedali, delle misure di prevenzione. Dunque altre sentenze di questo tipo seguiranno in futuro con un doppio danno per le vittime, esposte a gravi lutti e poi ad interminabili processi. Sul danno: la sentenza non si discosta dai criteri ormai consolidati: distingue tra il danno subito dalla vittima per la perdita della vita - negato secondo le indicazioni della Corte di Cassazione - e il danno dei congiunti".
· LA VEDOVA: "LA MIA BATTAGLIA SIA ESEMPIO PER TUTTI" "La mia battaglia - dichiaraAnna Giani, vedova del Micheli - deve essere un esempio per tutte quelle persone che, come me, hanno subito e subiscono un'ingiustizia. Nel mio caso, la perdita di un marito, amico, compagno e soprattutto il padre dei miei due figli. La mia storia ha visto mio marito (45 anni), entrare per un problema cardiaco già precedentemente risolto con stent coronarici a cui hanno fatto seguire complicazioni con conseguente ricovero in rianimazione in coma farmacologico, dal quale non è più uscito se non senza vita. Tutto questo accadeva senza una verità sui fatti realmente accaduti".
"Non è stato facile per me, con due figli rispettivamente di 11 e 14 anni, denunciare ed affrontare una causa. Ma quando si vive un lutto come il mio, disperato, non si ha nulla da perdere. Quindi subentra la volontà di capire, di sapere. Soprattutto per i ragazzi affinché i responsabili pagassero per aver portato via il loro papà. Sono contentissima del risultato ottenuto perché è la testimonianza che la giustizia esiste e che quando si vivono delle storie devastanti come la mia non ci si deve chiudere nel proprio dolore ma combattere contro l'ingiustizia ed affidarsi alle istituzioni".
• MICROBIOLOGO: "INDUSTRIE FARMACEUTICHE NON INVESTONO IN NUOVI ANTIBIOTICI" "Le statistiche nazionali - spiega Clerici - hanno accertato una percentuale di infezioni ospedalieri tra il 5 e l'8 per cento. Negli ultimi tre anni c'è stata un riduzione di uno o due punti percentuali, risultato raggiunto grazie alle crescente cultura di prevenzione che si sta diffondendo. Ma il fenomeno è ancora allarmante se si pensa che ogni anno oltre 500 mila persone (700mila nel 2012) contraggono una infezione nosocomiale e di queste circa 4500 muoiono. Il costo stimato è di 65 70 milioni di euro annui. È ancora davvero troppo, una piaga sociale".
"Nelle Regioni dove si fa una buona prevenzione - aggiunge il presidente Amcli - le percentuali scendono in modo significativo, segno che il lavoro di sorveglianza delle infezioni è utile. Alcuni esempi: 3 per cento in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, 4 per cento in Piemonte e Calabria, 5 per cento in Sicilia, e 7 per cento in Lazio. Ma bisogna fare ancora molto per vincere questa piaga sociale che fa più morti degli incidenti stradali". "Purtroppo - aggiunge Clerici - le industrie farmaceutiche
non investono in modo adeguato in nuovi antibiotici. Ne erano stati annunciati venti nuovi entro il 2020, ma questo obiettivo è già fallito se si pensa che nei prossimi anni usciranno solo 2 o 3 nuovi antibiotici. E la revisioni di alcune molecole già esistenti".
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA «Ne usciremo, ne sono convinto». Il gol ritrovato rigenera anche la fiducia di Diego Falcinelli, moderatamente ottimista nonostante la sconfitta del San Paolo: «Non abbiamo portato a casa dei punti - racconta l’attaccante neroverde in conferenza stampa al Ricci - ma un po’ di entusiasmo sì. Abbiamo fatto gol e preso due pali contro la miglior squadra del campionato, riuscendo a metterla in difficoltà, soprattutto nel secondo tempo. È vero, abbiamo perso, ma questa sconfitta ci ha dato delle certezze. In questo momento ci troviamo sicuramente meglio contro avversari che provano a fare la partita mentre in casa, quando ci troviamo ad affrontare squadre che si chiudono, abbiamo qualche problema in più».
Ora però il Sassuolo spera di aver recuperato il Falcinelli ammirato nella passata stagione a Crotone, dopo che al San Paolo l’attaccante umbro ha finalmente rotto il ghiaccio con il tabellino dei marcatori e interrotto un digiuno realizzativo che cominciava a pesare: «Il gol mi mancava, non lo nascondo, ma non è mai stata un’ossessione. Ci sono momenti in cui basta sfiorare il pallone per segnare e altri in cui la palla non vuole saperne di entrare. Io sono sempre stato tranquillo e ho sempre pensato positivo: il ruolo dell’attaccante è delicato, se fai gol sei un grande giocatore, altrimenti no. Questa rete per me vuol dire tanto. Anche quando non ho segnato però non mi sono risparmiato, ho sempre cercato di dare il massimo per la squadra». In generale, tutto il pacchetto offensivo a disposizione di Bucchi fin qui ha segnato col contagocce. «È un periodo un po’ così. La classifica non aiuta, il momento poco positivo ci spinge a provare meno la giocata, magari sugli esterni creiamo meno superiorità numerica anche per questo. Ma sono convinto che usciremo presto da questa situazione e lo faremo tutti insieme, come abbiamo sempre fatto. Oltre ai valori tecnici, questa squadra ha anche valori umani importanti. Sono sicuro che le vittorie riporteranno l’entusiasmo e riusciremo a fare un campionato all’altezza delle aspettative».
A proposito di deluse, il Milan che arriva nel posticipo di domenica al Mapei è sicuramente la formazione che più di ogni altra ha tradito, fin qui, le speranze estive: «Mi aspetto di trovare un Milan incavolato. Non leggo molto i giornali ma so che anche loro stanno attraversando un momento delicato. Hanno pressioni importanti addosso: e il discorso vale sia per la squadra che per i giocatori. Hanno speso tanto, hanno una rosa che può ambire a traguardi importanti e fin qui ha raccolto
meno di quanto ci si aspettasse. Domenica al Mapei si affronteranno due squadre in difficoltà. Entrambe vorranno vincere e per questo mi aspetto una bellissima partita. Dovremo essere bravi ad aggredirli subito e a non fargli prendere fiducia: vogliamo portare a casa i tre punti».
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA SASSUOLO. "Ora tutti i cittadini vengano al presidio". Nuove tensioni attorno alla Vapor Europe di Sassuolo, la cui proprietà (la multinazionale Wabtrec) vuol trasferire la produzione in Repubblica Ceca licenziando 30 lavoratori sui 50 presenti in totale.
Oggi alle 14.30 alcuni dirigenti dell'azienda hanno cercato di forzare il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli.
"Di fronte alla compattezza dei lavoratori, decisi a difendere il loro posto di lavoro, i dirigenti in questione - riporta paolo brini della Fiom-Cgil di Modena - hanno chiamato polizia e carabinieri per intimidire, senza risultato, il presidio. La dirigenza ha invitato la forza pubblica a intervenire contro il presidio nei prossimi giorni". Il sindacato lancia quindi un appello: "Ci auguriamo che le istituzioni desistano da qualsiasi utilizzo della forza pubblica contro pacifici lavoratori che - segnala la Fiom - stanno semplicemente lottando per la difesa del proprio posto di lavoro. Chiediamo, inoltre, a tutte le forze politiche, che in questi giorni hanno manifestato solidarietà e vicinanza alla causa dei lavoratori Vapor Europe, di prendere una posizione netta dalla loro parte anche in questo frangente". Lavoratori e sindacato, in ogni caso, dicono di voler rispedire la provocazione al mittente e portare avanti uniti lo sciopero che dura da più di due settimane, "in maniera pacifica ma determinata e risoluta".
Conclude la Fiom: "Faremo altresì intendere le nostre ragioni
anche nell'incontro che a breve avremo al ministero dello sviluppo economico, auspicando che possa contribuire a risolvere la situazione. Chiediamo a tutta la cittadinanza di venire al presidio Vapor Europe a dar man forte alla causa per la difesa di occupazione e dignità".
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INSERITO DA BARBARA PAPPACCODA
Mirandola. Dal cestino in testa alla prof ai tre studenti denunciati, ecco cosa è successoL'episodio di violenza nei giorni scorsi alle scuole Galilei, istituto professionale di Mirandola. Il quindicenne autore del gesto: "Tutti fanno casino. Io non volevo colpire con il cestino la prof, ma un mio compagno di classe. Chiedo scusa" (a cura di Cinzia Lucchelli)Leggi l'articolo
MIRANDOLA. «Tutti fanno casino. Io non volevo colpire con il cestino la prof, ma un mio compagno di classe. Chiedo scusa».
Poche parole, pronunciate con il volto schermato al parco di Mirandola, dove una troupe televisiva di Mattino Cinque ha fermato ed “intervistato” lo “studente” 15enne albanese protagonista dello sconcertante lancio del cestino in faccia all’insegnante, in una prima classe del professionale Galilei. Mirandola in questi giorni ha fatto il giro d’Italia, grazie alla diffusione del video registrato da un altro studente, che ha fortunatamente consentito di certificare quello che accade nella scuola.
Mirandola: lancia il cestino in faccia alla professoressaL'incredibile episodio in una classe della scuola superiore Galilei, istituto professionale di Mirandola (Modena). Un alunno di 15 anni filmato mentre lancia due cestini, uno contro i compagni e uno che colpisce al volto l'insegnante alla cattedra che non reagisceL'ARTICOLO
Dove il lancio del cestino è stato solo l’episodio più conclamato, Negli altri video girati nella stessa classe ed in possesso della Gazzetta infatti si passa da parole volgari ed offensive agli insegnanti, al tentativo del 15enne di incolpare gli altri, e alla sua reazione scomposta: quando l’insegnante gli stava scrivendo una nota, lui si è alzato e ha disegnato un simbolo fallico alla lavagna, cercando di far “montar su” anche i compagni di classe, rivolgendosi anche al compagno di classe che filmava.
Mirandola, caos in classe dopo il cestino in faccia alla profMirandola. Uno studente del Galilei lancia il cestino contro la prof. Subito dopo si scatena il caos in classeL'ARTICOLO
«Ma io non sapevo che stesse filmando, me lo hanno fatto vedere dopo», ha dichiarato durante l’intervista, trasmessa ieri mattina nella trasmissione condotta da Francesca Panicucci. La troupe ha anche raggiunto l’abitazione dell’insegnante di matematica vittima del bullismo di classe, al primo anno in quell’incarico.
Scuola di Mirandola, dopo il cestino lanciato in testa alla prof, ecco la discussione tra studente e docenteIl video dellancio del cestino in classe, da parte di uno studente delle scuole Galilei di Mirandola che arriva a colpire la testa della professoressaha fatto il giro del web. Ma c'è anche un'altro filmato che racconta della discussione, seguita al lancio del cestino stesso, con la professoresa sostenuta da un collega, che invita l'autore del gesto ad uscire e lui si ribella. Prima accusando altre persone poi rifiutando la punizione. Nel frattempo sul registro di classe proiettato sulla lavagna elettronica si vede il testo della nota disciplinare scritta dalla professoressa sull'accaduto.La cronaca
«Ho fatto il mio dovere di insegnante, non cerco pubblicità, intervistate la preside», ha detto rispondendo al citofono del palazzo dove abita. E la preside ha parlato di due o tre ragazzi, con disagio famigliare.
Leggermente più loquace, quasi inconsapevole, il 15enne, che ha rivendicato la sua nazionalità albanese: «Sono nato in Italia, ma sono h cittadinanza albanese, ho tutto albanese...».
Il 15enne che ha lanciato il cestino alla prof cerca di incolpare altri e aizza la classe contro la donna: «Scema! A casa» Lei alla fine lo punisce con una nota disciplinare sul registro di classe
E quando gli è stato chiesto dalla giornalista Angela Caruso come l’abbiamo presa i suoi genitori, ha replicato: «Si sono arrabbiati, cosa devono fare... Non mi hanno dato alcuna punizione».
Tanto che il 15enne ha raccontato che si stava dirigendo al parco, per giocare con gli amici.
Come si ricorda, sono stati denunciati in tre, a vario titolo: il 15enne in questione e due compagni di classe, un tunisino e un marocchino.
C’è di mezzo anche il lancio di una penna alla prof, oltre ai danneggiamenti già descritto nei giorni scorsi. L’accusa è anche di interruzione di pubblico ufficio e lesioni a pubblico ufficiale. A spiegare il caos diffuso è stato tuttavia lo stesso studente con quel »tutti fanno casino». »E la prof appena arriva ci mette delle note. Ci bocceranno di sicuro».
Ed è sempre lui a raccontare che «in classe siamo 26, 27, tutti maschi, quasi tutti stranieri, ci sono giusto 5 o 6 italiani...».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE A finire all’ospedale in codice giallo un pedone 82enne che stava percorrendo la rotonda, investito da un camion.
L’incidente
Non è ancora chiara la dinamica dell’impatto fra l’anziano e il mezzo pesante: è avvenuto poco prima delle 17. L’uomo strava attraversando la rotonda posta in fondo alla via Bice Cremagnani a pochi passi dal concessionario Fiat: arrivando da Oreno, stava inspiegabilmente percorrendo la rotatoria a piedi. L’impatto col mezzo l’ha scaraventato a terra. Sul posto un’ambulanza e un’automedica che lo hanno subito soccorso.
Le cure
Dopo i primi momenti di concitazione, le condizioni dell’anziano si sono stabilizzate ed è stato trasportato in codice giallo all’ospedale di Vimercate.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Vimercate dichiara guerra al Pm10. Un’ordinanza che sancisce un giro di vite contro le fonti inquinanti è stata firmata dal sindaco 5 Stelle Francesco Sartini. E’ la conseguenza di una delibera con cui la Giunta comunale aderisce al “Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano”, sottoscritto anche dalla Regione Lombardia.
L’accordo prevede degli obblighi precisi, con ulteriori restrizioni alla circolazione dei veicoli a motore e all’utilizzo di fonti inquinanti, per i Comuni sopra i 30mila abitanti. Vimercate quindi, pur non avendone l’obbligo, ha deciso di aderire volontariamente al nuovo accordo.
Misure di primo livello
L’accordo introduce due fasce di livelli di presenza di Pm10 nell’aria con conseguenti provvedimenti. Il primo scatta al superamento del limite giornaliero di Pm10 di 50 microgrammi per metro cubo per quatto giorni consecutivi. In questo caso anche a Vimercate il divieto di circolazione dei veicoli sarà esteso fino ai diesel Euro 4 dalle 8.30 alle 18.30 e fino agli Euro 3 ad uso commerciale nella fascia 8.30-12.30. Inoltre scatterà il divieto di utilizzo di generatori di calore domestici a biomassa legnosi (in presenza di un impianto di riscaldamento alternativo); divieto di accendere falò, barbecue e fuochi d’artificio; introduzione del limite massimo dei 19 gradi centigradi nelle abitazioni e spazi commerciali; divieto di sostare con il motore acceso.
Le misure di secondo livello scatteranno al superamento giornaliero del limite di 50 microgrammi per metro cubo del Pm10 per un periodo di 10 giorni consecutivi. Resterà in vigore tutto quanto previsto per il primo livello con un’ulteriore restrizione per la circolazione dei diesel Euro 3 ad uso commerciale che non potranno circolare fino alle 18.30.
L’ordinanza è già in vigore. Alla Polizia locale il compito di farla rispettare. In particolare sono previsti controlli più assidui e capillari dell’utilizzo di generatori di calore domestici a biomassa legnosi all’interno delle abitazioni.
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inserito da Michele Pappacoda Aggredita in pieno giorno tra le bancarelle del mercato di Vedano, davanti ai passanti. Questo è quanto accaduto l’altro sabato a una donna di 50 anni che stava facendo la spesa al mercato settimanale di largo Repubblica.
Aggredita al mercato: il racconto
A raccontare il fatto, successo a pochi passi dal Palazzo comunale, è stato il capogruppo di «Noi per Vedano» Marco Merlini.
Ci mancava poco che le mettesse le mani addosso, per fortuna l’intervento di un passante ha evitato che la situazione degenerasse e ha messo in fuga il mendicante; chiedo al sindaco di considerare l’idea di intervenire con il Daspo urbano.
Queste le parole del capogruppo che, in paese, è anche esponente di “Fratelli d’Italia”.
Il sindaco: “Siamo al lavoro”
Il tema della sicurezza nel centro di Vedano è tornato a farsi sentire tra i banchi della politica e anche il sindaco Renato Meregalli è intervenuto sul caso.
Siamo in costante contatto sia con il Comando della Polizia locale che con la Compagnia dei Carabinieri di Monza che regolarmente pattuglia anche il nostro territorio comunale insieme alla Protezione civile.
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA
Santi del Giorno
Santa Silvia (Madre di San Gregorio Magno) Sant'Uberto di Tongeren-Maastricht (Vescovo) San Martino de Porres (Domenicano) San Berardo dei Marsi (Vescovo) Sant'Eufrosino (Vescovo) Sant'Amico di Avellana (Monaco)
Sant'Uberto è il protettore di cani da caccia, guardie forestali, fabbricanti di pelli e macellai.
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