Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI ANGELA CECERE Mercoledì, 30 Giugno 2021
SS. PRIMI MARTIRI
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Settimana n. 26
Giorni dall'inizio dell'anno: 181/184
A Roma il sole sorge alle 04:39 e tramonta alle 19:48 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 04:38 e tramonta alle 20:15 (ora solare)
Luna: 10.44 (tram.) 23.55 (lev.)
Proverbio del giorno:
Il troppo stroppia
Aforisma del giorno:
Ci vogliono il tuo nemico e il tuo amico insieme per colpirti al cuore: il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire (Mark Twain)
A CURA DI ANGELA CECERE Alta pressione africana che domina la scena. Sole prevalente, cielo sereno prevalentemente salvo più nubi in Sicilia e in Calabria e un tempo più instabile con temporali, al pomeriggio, su Alpi e Prealpi di Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, locali anche su medio e alte pianure. Altrove, più soleggiato. Mar Ligure molto mosso per forte Libeccio.
NORD
Generali condizioni di bel tempo con cielo poco nuvoloso, ma nel pomeriggio potranno scoppiare dei temporali con grandine su Alpi e Prealpi lombarde, trentine, alto atesine, venete e friulane, locali anche sulle pianure. Il mar Ligure sarà molto mosso per venti di Libeccio sostenuti.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 24 di Genova e i 31 di Bologna
CENTRO e SARDEGNA
La presenza dell'anticiclone garantirà un'altra giornata ampiamente soleggiata su tutte le regioni. Il cielo sarà sereno ovunque. Mar Tirreno localmente poco mosso. Venti deboli.
Temperature
Valori massimi compresi tra i 29 gradi di Firenze e L'Aquila e i 32 di Roma
SUD e SICILIA
Giornata caratterizzata da condizioni di bel tempo con cielo prevalentemente sereno sulle regioni peninsulari e con più nubi in Sicilia e sulla Calabria, ma qui senza precipitazioni o davvero scarse e occasionali.
Temperature
Valori massimi attesi tra i 31 di Potenza e i 37-38 di Bari e Catanzaro, oltre i 42°C in Sicilia
A CURA DI ANGELA CECERE SS. Primi Martiri della Chiesa di Roma Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 8,28-34. In quel tempo, essendo Gesù giunto all'altra riva del mare di Tiberiade, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada. Cominciarono a gridare: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?». A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci a pascolare; e i demòni presero a scongiurarlo dicendo: «Se ci scacci, mandaci in quella mandria». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti. I mandriani allora fuggirono ed entrati in città raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.
INSERITO DA MATTEO BOTTONE Sul profilo del Sindaco di Amalfi Daniele Milano leggiamo che ancora per un anno la regata delle antiche repubbliche marinare non sarà svolta.
Ancora un altro anno di pazienza!
La #Regata delle Antiche Repubbliche Marinare d'Italia dovrà attendere il 2022.
Torneremo a stare assieme e a tifare per i colori a cui teniamo di più!
A CURA DI MATTEO BOTTONE Per consentire l’installazione del ponteggio necessario ai lavori di ricostruzione della porzione crollata di Via Annunziatella, sarà nuovamente interrotto il transito sulla SS163 ad Amalfi (km 29+750) dalle 00:00 alle 06:00 di martedì 22, mercoledì 23, giovedì 24 e venerdì 25 giugno 2021.
Il transito sarà consentito a mezzi di emergenza/soccorso, servizio notturno reso dalle farmacie e bus di linea.
A CURA DI MATTEO BOTTONE L’Amministrazione Comunale di Amalfi, guidata dal Sindaco Daniele Milano, intende organizzare anche per quest’anno il campo estivo“Amalfi Junior Summer Camp”rivolto ad un massimo di 15 bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni.
Il servizio, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 16.00 (pranzo a sacco), prevede le seguenti attività:
1) Laboratori ludico ricreativi
2) Sostegno Scolastico
3) Escursioni
4) Giochi di squadra all’aperto (Parco “La Pineta”)
Ilprogetto dureràdal28 giugno 2021 al 3 settembre 2021(con sospensione dal 14 al 16 agosto) e avrà luogo presso l’Istituto Comprensivo “G. Sasso”, il Parco “La Pineta” e l’arenile della zona portuale di Amalfi.
Saranno impiegati n. 2 Educatori Professionali e n. 2 Operatori per l’Infanzia (EPI).
Per consentire l’attivazione e l’organizzazione del servizio, è necessario manifestare il proprio interesse compilando il modulo in allegato e consegnarlo via PEC all’indirizzo amalfi@asmepec.it o a mano all’Ufficio Protocollo del Comune di Amalfi,entro le ore 12.00 del giorno 25/06/2021.
Ribadiamo la necessità di comunicare l’ eventuale adesione al fine di consentire all’Ente la verifica della fattibilità e della sostenibilità economica del progetto.
Si precisa che non potranno essere ammessi al campo estivooltre 15 bambini,nel rispetto delle norme di sicurezza dettate dalla Regione Campania in merito all’emergenza COVID – 19 e che la priorità delle richieste avverrà in base all’ordine di ricezione all’Ufficio Protocollo del Comune di Amalfi.
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Servizi Sociali: Assistente Sociale, dott.ssa Elena Carotenuto – tel. 089.873.62.20, carotenuto@amalfi.gov.it.
Mettete l’acqua e lo zucchero in un pentolino, mescolate per bene e portate il tutto a ebollizione. Sempre mescolando continuate a cuocere lo sciroppo per altri tre minuti: togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Potete aggiungere una bacca di vaniglia per rendere la granita un po’ più dolce e saporita.
Preparate il caffè e lasciatelo raffreddare.
Aggiungete quindi il caffè allo sciroppo di zucchero preparato in precedenza e mettete la granita in freezer.
Dopo un’ora togliete il composto dal freezer, mescolatelo e rimettetelo nel freezer. Ripetete lo stesso procedimento ogni due ore, fin quando la granita non sarà pronta. Ci vorranno più o meno 6/8 ore.
Montate la panna liquida con lo sbattitore elettrico aggiungendo un cucchiaino di zucchero a velo e completate la vostra granita al caffè con una bella cucchiaiata di panna montata.
INSERITO DA MORENA MOTTA Ora voglio raccontarti una storia che ho sentito quando ero piccolo, e da allora ogni volta che ci ho ripensato, mi è sembrata più bella; perché alle storie succede come a molti uomini: guadagnano con l'età, e questo è piacevole!
Tu sei certo stato in campagna, e hai certamente visto una vecchia casa di contadini col tetto di paglia; muschio e erba ci crescono da soli e un nido di cicogne si trova proprio in cima della cicogna non si può fare a meno. Le pareti sono pencolanti, le finestre basse, anzi ce n'è una sola che si può aprire; il forno per cuocere il pane spunta in fuori come una pancia rotonda, e il cespuglio di sambuco si piega sopra la siepe verso una piccola pozza d'acqua con un'anatra e gli anatroccoli, proprio sotto il salice nodoso. Già, e poi c'è il cane alla catena, che abbaia a tutti.
Proprio una casa simile si trovava in campagna, e lì viveva una coppia, un contadino con la moglie. Con quel poco che possedevano avrebbero potuto ben fare a meno di un cavallo che pascolava proprio vicino al fosso della strada maestra. Il contadino lo cavalcava per andare in città, i vicini lo prendevano in prestito e poi lo ricambiavano con qualcos'altro, ma per loro sarebbe certo stato meglio vendere quel cavallo o scambiarlo con qualche altra cosa che si sarebbe rivelata più utile. Ma che cosa?
«Questo lo capisci meglio tu, babbo!» disse la moglie. «Adesso c'è il mercato in città, vai là col cavallo e vendilo in cambio di soldi o di qualcos'altro di buono. Quello che fai tu va sempre bene. Vai al mercato!»
E così gli avvolse il fazzoletto intorno al collo, perché quello lo sapeva fare meglio di lui, anzi gli fece un nodo doppio, che era più elegante, poi gli pulì il cappello con il palmo della mano e lo baciò sulla bocca. Quindi lui partì sul cavallo che doveva vendere o scambiare; era un uomo: di lui ci si poteva fidare.
Il sole bruciava e non c'era nessuna nuvola. La strada era piena di polvere; c'erano moltissime persone che andavano al mercato in carrozzella, a cavallo o addirittura a piedi. Faceva un caldo eccezionale e non c'era neppure un po' d'ombra sulla strada.
Passò uno con una mucca, proprio graziosa come può essere una mucca.
"Questa dà sicuramente dell'ottimo latte!" pensò il contadino, poteva essere un ottimo affare averla. «Ehi, tu con la mucca!» disse «noi due dobbiamo parlare. Vedi questo cavallo? credo che costi più di una mucca, ma per me è lo stesso. A me torna più utile la mucca. Li scambiamo?»
«Certo!» disse l'uomo con la mucca, e così li scambiarono.
Ormai era fatta e il contadino poteva benissimo tornarsene a casa: aveva ottenuto quello che voleva; ma avendo pensato di andare al mercato, volle andarci ugualmente, giusto per vederlo. Così s'incamminò con la mucca. Camminava spedito e la mucca con lui. Raggiunsero un uomo che conduceva una pecora. Era una bella pecora, grassa e con un bel mantello di lana.
"Mi piacerebbe averla!" pensò il contadino. "Non le mancherebbe certo l'erba vicino al fosso e d'inverno potrebbe stare in casa con noi. In fondo sarebbe meglio per noi avere la pecora, che non la mucca." «La scambiamo?»
«Sì!» Naturalmente l'uomo accettò subito. Così venne fatto il cambio e il contadino proseguì con la pecora lungo la strada maestra.
Vicino a un muretto vide un uomo con una grande oca sotto al braccio.
«È proprio pesante quello che hai lì!» disse il contadino «è bella grassa e piena di penne. Starebbe proprio bene, quando c'è bel tempo, vicino alla nostra pozza d'acqua. Così la mamma potrebbe conservare le bucce per qualcuno! Ha sempre detto: "Se solo avessimo un'oca!," ora potrebbe averla e l'avrà. Facciamo cambio? Io ti do la pecora in cambio dell'oca e in più ti ringrazio.»
Figurarsi se l'altro non accettò; e così fecero cambio e il contadino ebbe l'oca. Vicino alla città il traffico si fece più intenso, era un vero viavai di persone e di bestie. La strada affiancava un fosso fino al campo di patate del gabelliere dove era legata la sua gallina perché non volasse via per la confusione. Era proprio una bella gallina, con gli occhi ammiccanti. "Coccodè!" diceva. Cosa volesse dire, non lo so, ma il contadino quando la vide pensò: "È la più bella gallina che io abbia mai vista, è molto più bella della chioccia del prete; mi piacerebbe proprio averla! Una gallina trova sempre un chicco, può pensare da sola a se stessa, sarebbe un ottimo affare se la ottenessi al posto dell'oca." «Facciamo cambio?» chiese. «Facciamolo» disse l'altro «non è una cattiva idea!» e così fecero cambio.
Il gabelliere ricevette l'oca e il contadino la gallina.
Aveva fatto proprio tanti affari andando in città; ora faceva caldo e era stanco, e aveva voglia di un'acquavite e di un pezzo di pane; così, passando vicino a un'osteria, volle entrare, ma il garzone ne stava uscendo con un sacco pieno di qualcosa e i due si scontrarono.
«Che cos'hai lì?» chiese il contadino.
«Mele marce» rispose il garzone. «Un sacco pieno per i maiali.»
«E quante sono! Mi piacerebbe mostrarle alla mamma. L'anno scorso abbiamo ottenuto soltanto una mela dal vecchio albero vicino alla torbiera; l'abbiamo conservata e tenuta sulla dispensa finché non marcì. "Dà un'impressione di benessere!" diceva la mamma; qui potrebbe proprio vederlo il benessere! Già, vorrei mostrargliele.»
«Che cosa offrite in cambio?» chiese il garzone.
«Offrire? Ti do la mia gallina» e così fece, ebbe le mele, entrò nella locanda, si avvicinò al banco, mise vicino alla stufa accesa il sacco delle mele e non ci pensò più. C'erano molti stranieri nella locanda, vari sensali di cavalli e di buoi, e due inglesi così ricchi che avevano le tasche sfondate dalle monete d'oro. Agli inglesi piace scommettere, e ora state a sentire cosa accadde.
Suss, Suss! che rumore proveniva dalla stufa? erano le mele che cominciavano a arrostire.
«Che cos'è?» chiesero, e presto vennero a saperlo con tutta la storia del cavallo cambiato per una mucca, fino a arrivare alle mele marce. «Ah, le beccherai di certo da tua moglie quando tornerai a casa!» dissero gli inglesi. «Te ne darà tante.»
«Mi darà baci, non botte» rispose il contadino. «La mamma dirà: "Quello che fa il babbo è sempre giusto!."»
«Scommettiamo?» chiesero quelli. «Una montagna di monete d'oro: cento monete fanno un quintale e mezzo!»
«Uno staio pieno!» disse il contadino. «Io posso riempirlo solo con le mele, e con me stesso e la mamma per colmare la misura.»
«D'accordo!» dissero, e così scommisero.
La carrozza dell'oste fu preparata, gli inglesi ci salirono, anche il contadino ci salì insieme alle sue mele marce, e così giunsero alla casa del contadino.
«Buona sera, mamma!»
«Buona sera a te, babbo!»
«Ho fatto il cambio.»
«Ah, bene!» disse la donna, e lo abbracciò dimenticando il sacco e i forestieri.
«Ho cambiato il cavallo per una mucca.»
«Ottimo per il latte!» commentò la donna. «Ora avremo latte, burro e formaggio in tavola: un ottimo cambio!»
«Ma poi la mucca l'ho scambiata con una pecora!»
«E questo è ancora meglio!» disse la donna «tu pensi sempre a tutto; abbiamo erba giusto per una pecora. Avremo così latte di pecora e formaggio pecorino e poi delle belle calze di lana, sì, addirittura delle camicie da notte di lana. E queste la mucca non le dà di certo! Le mucche perdono il pelo. Sei proprio pieno di attenzioni!»
«Ma poi la pecora l'ho cambiata con un'oca!»
«Così avremo finalmente l'oca arrosto per San Martino, babbo mio! Tu pensi sempre a farmi felice: è proprio carino da parte tua! L'oca può stare legata e diventerà ancora più grassa per San Martino!»
«Sì, ma ho cambiato l'oca con una gallina!» continuò l'uomo.
«Una gallina! proprio un buon cambio» commentò la moglie. «La gallina fa le uova, le cova, così avremo i pulcini, e potremo mettere su un intero pollaio: è quello che ho sempre desiderato!»
«Sì, ma poi ho fatto cambio con un sacco pieno di mele marce!»
«Adesso sì che ti do un bacio!» disse la donna. «Grazie, marito mio! Ora ti racconterò qualcosa. Quando era via, ho pensato di farti una cena: frittata con cipolle. Avevo le uova ma mi mancavano le cipolle, allora andai alla casa del maestro; loro le hanno, lo so bene, ma la moglie è molto avara, poveretta! Le ho chiesto di prestarmele. "Prestarle?" ha detto lei "nel nostro giardino non cresce niente, neppure una mela marcia, neppure questa potrei prestarle!" Adesso potrò prestargliene dieci, un intero sacco! È proprio da ridere, babbo!» e così gli stampò un bacio sulla bocca.
«È proprio bella» commentarono gli inglesi. «Peggio stanno e più sono felici. I nostri soldi sono spesi bene» e così diedero uno staio pieno di monete d'oro al contadino che aveva ricevuto baci e non botte.
C'è sempre da guadagnare quando la moglie riconosce e dichiara che quello che fa il babbo è la cosa migliore.
Vedi, questa è la storia! L'ho sentita quando ero piccolo e ora l'hai sentita anche tu; ora anche tu sai che quello che fa il babbo è sempre giusto.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il camoscio è un ungulato (ossia un animale “provvisto di zoccoli”) appartenente alla famiglia dei Bovidi. Le sue caratteristiche anatomiche e morfologiche lo rendono perfettamente adatto a vivere nella fascia montana, fino a quote più elevate delle cime.
Maschi e femmine differiscono leggermente per dimensioni e peso.
Il suo manto è costituito da due tipi di pelo: quello più superficiale crea un isolamento termico che protegge l’animale; quello sottostante, fa da “coperta” in inverno e tende a diradarsi durante il caldo estivo. Il colore varia in base alla stagione: scuro, quasi nero in inverno, marroncino-rossastro in estate. Tipica della specie è la mascherina facciale, costituita da un contrasto tra fasce chiare e scure, che ne disegnano il muso. In entrambe i sessi sono presenti le corna, a sezione circolare e uncinate. Un’osservazione attenta di queste, porta facilmente all’identificazione di sesso ed età, nei maschi sono più robuste e uncinate (utile guardare la base delle corna, che per effetto della loro sezione sono più vicine).
Il camoscio appartiene al grande gruppo degli erbivori ruminanti, il cui stomaco si presenta suddiviso in quattro cavità. Si ciba principalmente di erbe secche, arbusti, licheni, aghi e germogli di conifere in inverno, per poi spaziare a germogli succosi ed erbe fresche con l’arrivo di primavera ed estate. In autunno, all’avvicinarsi dell’inverno, i maschi adulti diventano territoriali, marcando e proteggendo da altri maschi la propria zona, in attesa dell’arrivo delle femmine. L’accoppiamento avviene tra ottobre e dicembre e la gestazione dura circa 160/170 giorni. Le nascite dei piccoli vanno dalla metà di maggio alla metà di giugno.
Il camoscio, in natura, vive mediamente 14/16 anni.
Distribuzione e habitat. Oggi la specie si presenta ben distribuita sull’intera catena alpina. Ogni anno il nostro Parco conduce, nel mese di ottobre, un censimento della specie, finalizzato a monitorarne l’andamento dinamico e lo stato di salute. Attualmente la popolazione stimata all’interno dell’area protetta si aggira sui 3750 capi.
La fascia altitudinale frequentata varia dagli 800 m nel fondovalle agli oltre 3000 delle cime.
E anche gli habitat sono i più disparati: dal fitto delle faggete alle praterie d’alta quota, fino a pietraie e zone rocciose delle zone sommitali.
Un cuore grande così. Tra le caratteristiche anatomiche del camoscio spiccano le dimensioni maggiorate del suo cuore che, associate a una notevole capacità polmonare e a un elevato numero di globuli rossi nel sangue, permettono all’animale di compiere sforzi – anche prolungati – a quote elevate.
FONTE www.areeprotettealpimarittime.it a cura di Marco Dogliotti.
INSERITO DA MORENA MOTTA Giugno è il mese della sclerosi sistemica durante il quale la sensibilizzazione e l’informazione rispetto a questa patologia saranno il filo conduttore delle attività e della campagna istituzionale “Facciamo luce sulla Sclerosi Sistemica”. A conclusione del mese, il 29, si celebrerà la Giornata Mondiale (World Scleroderma Day), giunta alla sua dodicesima edizione. Interviste, spot radiofonici, video testimonianze e articoli contribuiranno a diffondere informazioni sulla patologia.
La sclerosi sistemica detta anche sclerodermia, più comunemente identificata come “la malattia della mani fredde e dita viola” dal suo sintomo di esordio cioè il fenomeno di Raynaud, è una patologia che, in alcune delle sue forme, può risultare fortemente degenerativa e invalidante. Colpisce soprattutto le donne in fascia di età 25-55 anche se recenti studi evidenziano un aumento dei casi tra uomini e adolescenti, rari ma non trascurabili i casi in età pediatrica. Pur facendo parte dell’ampia rosa delle connettiviti, l’informazione su questa patologia è ancora scarsa e la diagnosi arriva ancora oggi con un ritardo di circa 3 anni rispetto alla comparsa dei primi sintomi.
Ad oggi le persone diagnosticate in Italia sono circa 25.000, con un incremento annuo di un migliaio di nuovi casi. Insufficienti le terapie a contrastare le complicanze della malattia, timida la ricerca, inesistenti le politiche di welfare a sostegno delle persone malate, questa è la denuncia dell’Associazione nazionale di pazienti.
L’esperienza della Lega Italiana Sclerosi Sistemica, che dal 2010 lavora al fianco delle persone affette da questa patologia, mettendo a disposizione competenze ed esperienze, conferma che l’approccio tempestivo diagnostico- terapeutico migliora la qualità della vita delle persone affette e porta al raggiungimento di una maggiore consapevolezza rispetto alle terapie. Fondamentali sono poi la corretta valutazione delle complicanze e il precoce intervento farmacologico che modificano in modo significativo l’evoluzione della malattia. Per favorire lo scambio di conoscenze ed esperienze tra i vari medici specialisti, l’Associazione ha promosso un ciclo di corsi di aggiornamento, Progetto Academy, per medici tenuti da specialisti e ricercatori. Il progetto promuove la cultura della diagnosi precoce e della presa in carico tempestiva e adeguata della persona.