Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dopo Pasqua, In Campania, si potrebbe ripartire con le lezioni in presenza, riaprendo le scuole per la fascia dalle primarie e fino alla prima media. Ovviamente la decisione sarà presa tenendo conto dell’andamento della curva dei contagi e del monitoraggio continuo dei dati sull’epidemia Covid in corso. L’annuncio del possibile ritorno in classe per una parte degli studenti è del presidente della Campania, Vincenzo De Luca. Nella nostra Regione le scuole erano state chiuse prima che venisse dichiarata zona rossa. “Abbiamo già vaccinato il 95% del personale scolastico – ha spiegato De Luca, a margine della visita a Camposano, in uno dei punti vaccinali per i dializzati dell’Asl Napoli 3 Sud – quindi abbiamo creato una condizione di base di maggiore sicurezza. Non c’è dubbio che questa è una priorità, però la linea della Campania è quella di sempre: noi dobbiamo aprire tutto, ma per sempre, non aprire due giorni e chiudere due mesi, perché questo sta portando l’Italia all’esaurimento nervoso”. SORRENTOPRESS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Nonostante un lieve calo nella curva dei contagi, si chiude una settimana tremenda per la nostra città e stasera sono costretto a comunicarvi un nuovo decesso”. L’annuncio della nuova morte provocata dal Covid-19 è arrivato nella tarda serata di ieri da parte del sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore. “La città piange un nostro concittadino che non è riuscito a sconfiggere il nemico invisibile – continua Buonocore -. Una famiglia, già travolta dal lutto e dal dolore, che si vede strappare un figlio, un papà, un marito, un fratello. Di lui mi hanno detto “era una persona meravigliosa e bravissima”, termini che sintetizzano tutto senza dover aggiungere null’altro. Ci stringiamo attorno alla sua famiglia, con affetto, ed in silenzio. Con quest’ultimo decesso siamo a 54 vittime legate alla pandemia durante la seconda fase in penisola sorrentina. Nel dettaglio, da ottobre 2020 ad oggi, si piangono diciassette persone a Vico Equense, quattordici a Piano di Sorrento, dieci a Massa Lubrense, sette a Sorrento, tre a Sant’Agnello e tre anche a Meta. MAX SORRENTOPRESS
In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 2.247casi di cui 290attualmente positivi, 1.934 guariti e 23 decessi.Di seguito il riepilogo comune per comune.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Almeno 150 i genitori e i bambini che ieri, domenica, sono scesi in piazza chiedere a gran voce la fine della Didattica a distanza. Sono scesi in piazza al grido di «Riaprite la scuola» e «Giù le mani dalla scuola». Erano almeno 150 i genitori e i bambini che, ieri, domenica 28 marzo hanno occupato parte di piazza Unità d’Italia, davanti al Municipio di Vimercate, per chiedere a gran voce la fine della Didattica a distanza e la riapertura delle scuole, di ogni ordine e grado.
La protesta dei genitori vimercatesi
Una manifestazione che segue quella di un paio di settimane fa quando le recinzioni di diversi istituti della città, e non solo, erano statetappezzate di cartelli con slogan eloquenti. Cartelli che sono stati portati in piazza anche domenica dai bambini.
A guidare la manifestazione un gruppo di genitori «Nodad» di Vimercate, in prima linea nel chiedere la riapertura. Presenti anche delegazioni di altri Comuni e il sindacoFrancesco Sartini.
“La scuola è un luogo sicuro”
«La scuola è un luogo sicuro – ha detto una mamma aprendo la manifestazione – I bimbi hanno seguito le regole sorvegliati dalle maestre. Si sono adattati a tutte le disposizioni e ai protocolli più faticosi. Ora il loro impegno non può essere cancellato con l’ennesima privazione del diritto all’istruzione in presenza».
In sostanza i genitori contestano il fatto che ad un anno dall’esplosione della pandemia non siano state ancora definite e messe in atto procedure che consentano agli studenti, di ogni età, di rientrare a scuola in sicurezza.
Anche il sindaco in piazza
A supportare la protesta, come detto, è sceso in piazza anche il primo cittadino di Vimercate, Francesco Sartini. Sartini ha annunciato di aver steso, in collaborazione con il collega di ConcorezzoMauro Capitanio, la bozza di una lettera che in questi giorni verrà proposta alla firma degli altri sindaci del territorio. Una missiva dal inviare al Ministero dell’Istruzione per chiedere con forza l’immediata ripresa delle lezioni in presenza per ogni ordine e grado.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si tratta di tre uomini di 39, 32 e 43 anni tutti senza dimora: a marzo avrebbero derubato e rapinato 5 donne tra i 57 e gli 85 anni per strada a Seveso e Barlassina. Uno dei tre è stato trovato in possesso di effetti personali (borsa e chiavi autovettura) e documenti appartenenti a due delle vittime. Cinque furti con strappo o rapine in meno di un mese a Seveso e Barlassina, ai danni di donne tra i 57 e gli 85 anni hanno fatto mobilitare i carabinieri della stazione dell’Arma di Seveso i quali hanno raccolto numerose testimonianze e visionato filmati dai circuiti della videosorveglianza comunale, oltre che organizzato specifici servizi di osservazione e controllo, anche con personale in borghese al fine di pizzicare il responsabile in azione. Ebbene, dopo alcuni tentativi andati a vuoto, il 23 marzo i militari dell’Arma hanno fermato un 39enne, di origine marocchina, senza fissa dimora, celibe, disoccupato e già noto per reati specifici. Nella circostanza l’uomo è stato trovato ancora in possesso di effetti personali (borsa e chiavi autovettura) e documenti appartenenti a due delle vittime. Condotto in caserma l’uomo ha ammesso di essere l’autore di una rapina e un furto con strappo avvenuti il 15 e il 18 marzo.
La stazione dei carabinieri di Seveso
Da successivi accertamenti sono stati individuati due complici, anch’essi cittadini marocchini di 32 e 43 anni, senza fissa dimora, celibi, disoccupati, già noti per immigrazione clandestina e, solo il 43enne, anche per rissa. Nei confronti di tutti sarebbero emersi “gravi e concordanti indizi di reità in marito a ulteriori analoghi eventi delittuosi” commessi il 2 marzo, una rapina ai danni di una 85enne, il 7 marzo, un rapina impropria a una 59enne e il 19 marzo, rapina a una 57enne, tutte assalite mentre camminavano a piedi lungo la strada.
Gli indagati sono stati denunciati per i reati di furto con strappo e rapina aggravata in concorso.
Un anno sospeso dove anche i ricordi sono fermi al “prima”. Parlano gli studenti di Cavezzo e Concordia. Le loro voci le ha raccolte Francesca Monari, esperta di risorse umane di Mirandola, che ha seguito l’evento on line “I giovani si raccontano”, dialogo con ragazze e ragazzi di Cavezzo e Concordia e con l’associazione culturale Way staff di Concordia sulla Secchia.Con loro i sindaci di Cavezzo e Concordia, Lisa Luppi e Luca Prandini.
L’altra sera, alle 20.45, sulle pagine Facebook dei Comuni di Concordia e Cavezzo sono stati protagonisti i nostri adolescenti. La parola è stata data a loro che sono il nostro futuro più immediato.
“Dare loro questo spazio? Un atto necessario per far sentir loro la nostra presenza” – precisano all’unisono Luppi e Prandini.
Introdotti dai sindaci Luca Prandini e Lisa Luppi, hanno preso la parola gli studenti delle classi quarte e quinte del ‘Galilei’ di Mirandola: Matteo Grigoli, Jacopo Pellacani, Alice Morselli, Federica Riccò, Francesca Bertarello e Gaia Tolomelli per raccontarci delle loro preoccupazioni, idee e speranze alla luce di quanto vissuto in questo anno di pandemia e di DAD.
All’ incontro presenti anche Marcello Meschiari e Samuele Bellesia dell’associazione culturale Way Staff di Concordia, normalmente impegnata nell’organizzazione di eventi e feste a scopo di beneficenza. Entrambi non vedono l’ora di riprendere ad organizzare feste, se fosse per Marcello ne farebbe una a settimana!
A tutti, inutile dirlo, la prima cosa che manca è la socialità. Socialità intesa non solo con i coetanei ma anche con i professori. “La DAD non è la stessa cosa. Se all’inizio sembrava bello poter dormire un po’ di più, alla lunga la cosa più bella sarebbe tornare in classe come prima. In DAD si lavora molto di più e l’impegno profuso sembra venir riconosciuto di meno. Mattine più lunghe davanti al pc, seguite da pomeriggi altrettanto lunghi per studiare.” E’ questo il primo pensiero comune che emerge.
Laurea online per uno di loro, compleanni in lockdown per altri due. Natale e Pasqua a casa. “Più di anno ‘sospeso’, dove pare che anche i ricordi si siano fermati al prima” – dice Alice con la voce rotta dall’emozione.
Snervante poi per loro poter uscire pochissimo e con la paura di portare il virus a casa ai propri cari e avvicinarsi agli altri con sospetto.
Alcuni di loro quest’anno faranno la maturità ma si sentono disorientati perché non hanno la possibilità di condividere i loro dubbi e stemperare la tensione né con i compagni, né con i professori. “Perchè la maturità significa prima di tutto socializzazione” ribadisce Federica, mentre Francesca puntualizza che in questo momento non le sembra né una vita né una scuola “reale”. Per gli altri persino il percorso di orientamento, che è un momento delicatissimo che richiede confronti e riflessioni perché in ballo ci sono decisioni per la scelta del proprio futuro, è risultato veramente efficace.
“Nonostante cerchiamo di coltivare qualche hobby, nei limiti del possibile e di non perdere la fiducia nel futuro, non ci divertiamo più” è un’altro dei pensieri condivisi.
Ora sperano nell’estate. Sperano di passarla come meritano alla loro età, facendo per prima cosa qualche weekend fuori con gli amici, non importa dove ma insieme.
Quando Luppi e Prandini chiedono ai ragazzi che cosa le istituzioni possono offrire loro per farli stare meglio, i ragazzi non hanno dubbi: tornare a scuola in presenza e quando si potrà supportarli il più possibile nel creare eventi a loro dedicati. Bello sarebbe che ogni comune della bassa avesse la possibilità di organizzare qualcosa con continuità per permettere ai ragazzi di trovare svago e divertimento a casa propria, senza bisogno di allontanarsi troppo.
E le altre amministrazioni? Mi auguro che l’esigenza di questi ragazzi venga seriamente presa in considerazione. Dopo un anno ‘non vissuto’ come questo, appena ve ne sarà la possibilità, la prima cosa che noi adulti dovremmo impegnarci a fare è quella di fargli vivere dei momenti di sano e leggero divertimento e aggregazione perché se lo meritano davvero. Chiaro il messaggio?
Un ringraziamento sentito da parte dei ragazzi ai Sindaci ma anche ai professori. Anche per loro non è facile, i ragazzi lo capiscono. Comprensione reciproca e dialogo è ciò che serve per uscirne insieme.
Il vero valore per loro è il valore dello stare insieme.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cade con l’auto nel canale e muore, tragedia a San Felice. La vittima è un 72enne del posto, Giuliano Malaguti.
E’ delle ore 18 di domenica l’intervento dei Vigili del Fuoco in via Forcole (la via dove si trova la trattoria Dalla Marta), nel comune di San Felice sul Panaro per un’autovettura scivolata nell’adiacente canale Sabbioncello colmo d’acqua.
Giunta sul posto la squadra dei Vigili del fuoco sommozzatori si è calata in acqua riuscendo a recuperare il corpo esanime dell’uomo che era alla guida.
Nonostante i tentativi di rianimazione messi in atto dai sanitari 118 la persone, la persona è deceduta.
Al momento sono tuttora in corso le operazioni di verifica mirate ad escludere il coinvolgimento di altre persone. Operazioni effettuate anche con i sommozzatori Vigili del Fuoco elitrasportati in posto.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 28 marzo prossimo l’Associazione ANFFAS compirà 63 anni, e insieme alla propria Fondazione Nazionale Durante e Dopo di Noi, celebrerà questo importante anniversario, coincidente anche con la Giornata Nazionale delle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, organizzando per il 27 marzo un evento online, un “ANFFAS Day” centrato sul tema “Liberi di scegliere, dove e con chi vivere”, durante il quale ribadirà ancora una volta l’importanza fondamentale di programmare, per le persone con disabilità, un “Dopo di Noi” sin dal “Durante Noi”
Persone dell’ANFFAS
Il 28 marzo prossimo l’ANFFAS(Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) compirà63 anni, una lunga epoca vissuta con passione, impegno, responsabilità, fatiche e lotte. «In oltre sessant’anni – sottolineano dall’Associazione –nulla ci ha fermato, nemmeno l’emergenza sanitaria che dal marzo dello scorso anno sembra non voler finire mai. E proprio perché nulla ci ha mai fermato, non abbiamo intenzione di farci fermare o rallentare da nulla neanche in questo 2021: per questo, insieme alla nostraFondazione Nazionale Durante e Dopo di Noi, celebreremo questo importante anniversario, organizzando per la mattinata del27 marzoun evento online, unANFFAS DAYcentrato sul temaLiberi di scegliere, dove e con chi vivere».
Tale evento, che si avvarrà anche del supporto informativo di RAI per il Sociale sia il 27 che il 28 marzo, «rappresenterà anche – proseguono dall’ANFFAS – l’occasione per illustrare ilnuovo profilo della nostra Fondazione Durante e Dopo di Noi, declinata ora in Ente Filantropico con l’attivazione del RUNTS[Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, N.d.R.]e le sue nuove mission e strategia comunicativa, elementi che sono andati modificandosi con l’arrivo della Riforma del Terzo Settore e che vedono la Fondazione stessa pronta a svolgere un ruolo centrale per sostenere ulteriormente il tema del “Durante” e del “Dopo di Noi” sia dal punto di vistaculturalesia relativamente alleiniziative e attivitàche si metteranno in campo in tale àmbito».
Oltre alle storiche finalità, va ricordato, la Fondazione ANFFAS Durante e Dopo di Noi si prefigge di farsi caricoanche dei familiari divenuti anzianie, quindi, essi stessi con la necessità di ricevere adeguati sostegni, unitamente ai loro congiunti con disabilità.
Con la Fondazione, quindi, come protagonista principale, l’evento del 27 marzo vedrà la partecipazione attiva dellepersone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppoe delle lorofamiglieche esporranno la propria testimonianza attraverso filmati e/o contributi scritti, riguardanti le loro esperienze con i percorsi del “Durante e Dopo di Noi” e le collegate iniziative percorsi diautonomia e indipendenza dal nucleo familiare.
Ci saranno inoltre anche i contributi e gli approfondimenti da parte dellestrutture associative ANFFAS, con la descrizione dibuone prassi e progetti più avanzati e innovativiposti in essere in attuazione dellaLegge112/16, meglio nota come “Legge sul Dopo di Noi” o sul “Durante e Dopo di Noi”. In particolare, a testimonianza di quanto fatto proprio dalla Fondazione in questi anni, sarà possibile ascoltare le strutture associative che grazie al supporto di essa hanno potuto realizzare diverse iniziative in questo settore.
«L’evento – ricordano ancora dall’ANFFAS – sarà strettamente collegato sia al “compleanno” della nostra Associazione che alla Giornata Nazionale delle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo entrambe coincidenti con il 28 marzo, ma che quest’anno, per ovvi motivi legati alla pandemia in corso, non potranno vedere lo svolgimento della tradizionale formula dell’Open DayPorte aperte all’inclusione sociale.
A proposito della citataGiornata Nazionale delle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, essa è volta a contrastarecliché, pregiudizi e discriminazioniche continuano a circondare le persone con disabilità e in particolare appunto quelle con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, coinvolgendo la collettività nella costruzione di una società pienamente inclusiva, che sia basata inoltre sul concetto e sulla cultura dell’auto-rappresentanza.
«Definire le disabilità intellettive – dichiarano per altro dall’ANFFAS – non è una cosa semplice: le stesse persone con disabilità intellettive possono essere davveromolto diverse tra di loroe un ruolo importante è svolto anchedall’ambiente in cui vivono. Secondo ilDSM5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, la disabilità intellettiva (Disturbo dello sviluppo intellettivo) è un disturbo con esordio nel periodo dello sviluppo che comprende deficit del funzionamentosia intellettivo che adattivonegliàmbiti concettuali, sociali e pratici. Le disabilità intellettive rientrano neidisturbi del neurosviluppo, un gruppo di condizioni che hanno il proprio esordio nel periodo dello sviluppo e sono caratterizzate da deficit dello sviluppo con una compressione del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo. Secondo ilRapporto ISTATConoscere il mondo della disabilità: persone, relazioni e istituzionidel dicembre 2019, sono3 milioni e 100 milale persone con disabilità che vivono in Italia, un milione e mezzo gli ultrasettantacinquenni in condizione di disabilità. Tra i molti aspetti presi in considerazione, il Rapporto evidenzia anche come le persone con disabilità che vivonocon genitori anzianisianoparticolarmente vulnerabili, poiché rischiano di vivere molti anni da sole, senza supporto familiare, un rischio diffuso perché un numero elevato di persone con disabilità sopravvive a tutti i componenti della famiglia (genitori e fratelli), anche prima di raggiungere i 65 anni».
«Per tutto quanto detto – concludono dall’Associazione – diventa fondamentaleprogrammare un “Dopo di Noi” sin dal “Durante Noi”e l’obiettivo delle nostre iniziative è proprio dimostrare che il “Durante e Dopo di Noi” e il diritto di libertà di scelta riguardante dove e con chi vivere non sono un’utopia, ma delle realtà chepossono e devono essere realizzate e implementate nel migliore dei modi, per andare a tutelare il diritto delle persone con disabilità, e in particolare intellettive e con disturbi del neurosviluppo, ad averela migliore qualità di vita possibile, anche quando la loro famiglia d’origine non potrà più prendersi cura di loro».(S.B.)
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 4 aprile prossimo, ovvero il giorno che a partire da quanto fissato il 28 novembre 2008 da un Decreto del Presidente del Consiglio prevede ogni anno la Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale, coinciderà quest’anno con la Pasqua. Si terrà quindi il 9 aprile, in modalità online, il tradizionale evento promosso per l’occasione dalla FAIP (Federazione Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), che si intitolerà “La centralità della persona in tempo di Covid. Unità Spinali Unipolari e servizi dedicati”
Realizzazione grafica elaborata dalla FAIP per l’evento della Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale
Il4 aprileprossimo, ovvero il giorno che a partire da quanto fissato il28 novembre 2008da un Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) prevede ogni anno laGiornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale, coinciderà quest’anno con la Pasqua. Dopo quindi il rinvio forzato dello scorso anno, a causa dell’emergenza sanitaria, si terrà questa volta nel pomeriggio del9 aprile(ore 16), inmodalità online, il tradizionale evento promosso per l’occasione dallaFAIP(già Federazione Associazioni Italiana Paratetraplegici, oggi Federazione Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), e si intitoleràLa centralità della persona in tempo di Covid. Unità Spinali Unipolari e servizi dedicati.
«Analizzeremo – spiega nel dettaglioVincenzo Falabella, presidente della FAIP – le misure adottate ritenute quanto meno necessarie per fronteggiare e accompagnare l’emergenza Covid, stimolando e promuovendo, al tempo stesso, unaripresa graduale dei servizi e degli adeguati sostegninei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, anche attraverso l’individuazione dinuovi modelli organizzativi e relazionaliche tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza».
«Il richiamo forte, chiaro e ineludibile all’uguaglianzae allepari opportunitàdelle persone con lesione al midollo spinale con il resto della popolazione – prosegue Falabella – così come viene affermato dallaConvenzione ONUsui Diritti delle Persone con Disabilità, impone di avere unanuova visioneche riduca tutte le forme aggiuntive di disuguaglianza e tra queste, quelledi genere e di età, purtroppo ancora oggi molto presenti nelle diverse aree geografiche del nostro Paese».
Il9 aprile, dunque, ad aprire i lavori, insieme aFalabella, sarannoErika Stefani, ministra delle Disabilità eLuca Pancalli, presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico).
La prima sessione, sul temaLezioni dalla pandemia, sarà introdotta dalPresidente della FAIP, insieme aMaria Cristina Dieci, presidente dell’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia), nonché vicepresidente della stessa FAIP.
Vi parteciperannoPietro Fiore, presidente della SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa);Giuliana Campus, presidente della SIMS (Società Italiana Midollo Spinale);Stefano Paolucci, presidente della SIRN (Società Italiana di Riabilitazione Neurologica);Marco Soligo, presidente della SIUD (Società Italiana di UroDinamica);Mauro Tavarnelli, presidente dell’AIFI (Associazione Italiana di Fisioterapia);Christian Parone, presidente dell’AITO (Associazione Italiana dei Terapisti Occupazionali).
A introdurre invece la seconda sessione, riguardanteLe Unità Spinali: servizi e strutture di riferimento organizzativo e funzionale nella presa in carico della persona con lesione al midollo spinale, sarà l’altro vicepresidente della FAIPRaffaele Gorettie vi prenderanno parteGiulio Del Popolo,Claudio Pilati,Michele Spinelli,Renato Avesani,Antonino Massone,Maria Pia Onesta,Carlotte KiekenseSauro Biscotto, che rispettivamente dirigono le Unità Spinali di Firenze, Roma, Milano, Negrar (Verona), Pietra Ligure (Savona), Catania, Montecatone (Imola) e Perugia (facente funzione).(S.B.) SUPERANDO